si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
mercoledì 24 novembre 2010
Mi sono rotto.... un pò di storia
Si, mi sono rotto i gioielli di famiglia nel sentire tutta questa prosopopea sul risorgimento, sulla volontà di diventare nazione, sulla bellezza dell'Italia unita (con il risultato finale che abbiamo tutti sotto gli occhi), sull'apprensione delle "giovine italie" a costruire lo Stato unitario repubblicano: insomma mi sono stufato. Perché? Semplice perché basta andare un pochino oltre la storia ufficiale scritta dai vincitori per scoprire che c'é un altra storia, a volte scritta e nascosta e altre volte negata, mai studiata e approfondita davvero. Mi sto spingendo a leggerla e sempre di più mi convinco che l'unità del paese non era affatto l'obiettivo del regno di Sardegna: il suo obiettivo era un altro. E per raggiungerlo non si sono fatti mancare nulla: nemmeno gli eccidi fatti dai "mitici" bersaglieri di inermi cittadini, appena italianizzati, fatti passare per briganti o di aristocratici che non aderivano al nuovo ordine (dell'amore?) precostituito. Un pò alla volta quest'aspetto però sta venendo fuori: anche a rischio delle carriere professorali e nonostante gli attacchi della storiografia ufficiale; capisco che il paese é ormai appeso a un filo e che ci troviamo nella stessa condizione del Belgio; capisco che oggi può sembrare anacronistico parlarne perché i problemi sono "altri (chissà perché son sempre altri i problemi e a forza di dire così é per questo che troviamo con tantissimi scheletri nell'armadio)"; capisco che sembra strumentale tirar fuori argomenti simili con un partito al governo che potenzialmente é secessionista; capisco tutto ma mi sono stufato di aggiungermi ai "ragazzi del coro" solo per far da controcanto agli altri "ragazzi del coro" ..... quelli in camiciotta verde. Perché mai dovrei accodarmi a queste speme? Perché dovrei avallare la lettura ufficiale che profila il paradiso mentre invece rese un inferno la vita delle genti appena liberate dall'oppressore? Si sapeva, ad esempio, che il regno delle due Sicilie aveva solo 5 tasse e quello di Sardegna ben 74? E che nonostante ciò il primo, almeno nel suo periodo migliore, era in concorrenza con la potenza economica inglese nel Mediterraneo? Si sapeva, ad esempio, che la prima raccolta differenziata, lo diceva anche Saviano ma ho controllato, si faceva nel Sud? Si sapeva che a Gaeta, durante scavi, si scoprirono corpi, trucidati dai sardopiemontesi, delle ultime milizie leali con i Borboni? Si sapeva che una volta introdotte le tasse, ben più alte di quelle del precedente regno borbonico, del regno sardopiemontese ci fu un letale impoverimento delle classi agiate e lo sprofondamento delle classi meno agiate verso i "lazzaroni" che erano per definizione poveri e nullatenenti dando il via al generale impoverimento di mezza italia e di cui ancora oggi se ne vedono le conseguenze? Insomma, ci decidiamo o no a dare il via ad una riconciliazione nazionale che faccia luce vera sulle tante balle che ci hanno propinato? Solo facendo così questo paese potrà avere un futuro perché se non si avrà mai chiarezza mai questo paese potrà andare avanti e i fantasmi "del natale passato" ce li troveremo sempre di fronte e in numero accresciuto!! Molti dei mali che oggi ci attanagliano in una morsa mortale hanno origini antiche che risalgono proprio alle modalità con le quali é nato: ivi compresi scandali (uno per tutti é quello legato alla Società, mista, per la Vendita dei Beni dei regni preunitari che scoppiò quando si venne a sapere che spesso chi vendeva e chi comprava appartenevano alla stessa cricca e, ancor più spesso, con lo stesso cognome), favoritismi clientelari, familismi amorali, trasformismo, dittature e quant'altro e se mai si analizzeranno mai ne usciremo, anzi ci troveremo ciclicamente a dover fare i conti con nai, ballerine, massoni ecc. cose di cui, da cittadino onesto di questo paese, comincio a essere stufo perché quelle sue radici malate, mai estirpate, hanno avvelenato tutta la pianta e, temo, uccisa; quindi dobbiamo scegliere: o eutanasia per piantarne un altra o intervenire per vedere se c'é qualcosa di recuperabile ....... il tempo stringe.
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martedì 23 novembre 2010
23 novembre 1980 - 23 novembre 2010 passa il tempo ma .....
Una ricorrenza é una ricorrenza e il tempo anche in questo caso é stato galantuomo: allora come ora gli inviti a dare gli aiuti, monetari e non, a persone oneste caddero nel vuoto; é vero che allora non c'era un sistema di "protezione civile" misto privato (volontaristico)/pubblico (importantissimo ed efficiente dal punto di vista degli uomini e delle donne sul campo ma svalutato da tagli e corruzione della casta); é vero che allora non esisteva una mappatura del rischio e i piani regolatori erano in fieri mentre oggi, almeno formalmente (salvo condoni, varianti di piano ecc.), ci sono dei limiti. E' vero tutto ma com'é ormai acclarato la storia del post terremoto si é ripetuta almeno nelle sue forme principali: allora arrivò un fiume di denaro che é servito a tutto tranne che a ricostruire (dalle mafie ai politici ci si sono arricchiti tutti) e infatti fino a pochi anni le ferite materiali e sociali del terremoto del 1980 erano ancora visibili; oggi il fiume di denaro non é arrivato in così grande quantità ma l'arricchimento sulle spalle di chi l'ha realmente subito non é cambiato: ho ancora nelle orecchie l'intercettazione dei due "amiconi" che gioivano assaporando il futuro dei soldi che sarebbero arrivati a pioggia: in parte sono stati accontentati e in parte però gli é rimasto sul gozzo perché hanno e avranno molto da difendersi davanti ai giudici. Ancora una volta l'italietta non si brilla in materia di moralità e onesta: sia chiaro la gente comune si é ampiamente distinta per slancio di solidarietà oggi come allora; chi é mancata é invece la politica, o meglio la casta e si suoi sodali, che al di là di annunci spot, televisivi e non, comparsate, dichiarazioni di fine emergenza e quant'altro... dicevo al di là di tutto ciò materialmente non ha fatto nulla e non ha avuto nemmeno il coraggio d'introdurre una tassa orizzontale di scopo per aiutare gli Abruzzi: non poteva essere altrimenti per un ceto dirigente che ha fatto dell'evasore un eroe contro l'oppressione fiscale dello Stato e mi fermo qui perché tutti sappiamo di cosa si parla. Nemmeno l'opposizione (...) ha brillato ma questo si sa perché essendo decerebrata dal berlusconismo, e condividendone l'orizzonte di fondo, non poteva essere altrimenti. Mi chiedo: e se gli Abruzzesi dichiarassero la secessione ricostruzionale, mi spiego: se gli abruzzesi dicessero: andate a fan.... ce la vediamo noi e non permettetevi di venirci a chiedere oboli fiscali perché vi tiriamo addosso le macerie? Che faranno le caste? Li definiranno "terroristi (già lo fanno intendere e infatti sono stati puntualmente pamfìganellati)"? Li inseriranno nella black list insieme ad "Al Qaeda"? Fantapolitica? A guardarsi intorno, mica tanto dato che siamo al fai date perché loro sono solo presi dai loro problemi di scranni e sopravvivenza al loro post terremoto berlusconiano e non hanno tempo né voglia di occuparsi di cose che minimamente non li riguardano se non quando si tratta di chiedere voti, promettere, fare la comparsata solita e filarsela alla chetichella .... per continuare nei propri di affari e quando uno che appartiene al proprio ceto é nei guai (magari approvando un salva ex Ministro, distintosi in questi anni per il salto della quaglia da uno schieramento all'altro, che ha fatto dello storno di fondi pubblici per fini propri la base del proprio potere personale) muovono la "propria" protezione civile, efficientissima, che accorre sul luogo del misfatto facendo il miracolo, mai avvenuto altrove nel mondo reale, di prevenire l'eventuale "frana" che rischia di travolgere non solo il diretto interessato ma l'intero ceto politico locale e non....... tutto ciò chiamasi belpaese.
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