.....esatto. Il Capo dello Stato, se sarà confermata la news, ritiene
che in rete, sul WEB per intedersi, ne offendono la sua onorabilità: se
è così è cosa riprovevole perchè l'Alta funzione ricoperta è uno dei
perni delle Istituzioni repubblicani, anzi l'utimo perno credibile
ancora...... VA REPRESSA NEI MODI E NELLE FORME PREVISTE DALLA LEGGE; ma
altra cosa invece è se si vuole intendere che sul WEB si parla in
libertà e che qualcuno esagera e insulta e si prende questa minoranza
incivile per dare una lezione a chi in rete, non avendo altri modi per
far sentire la propria voce nel modo tradizionale, semplicemente dice la
sua.
Non sarebbe la prima volta che accade: da anni la politica
italiana ci prova; a aprtire dal DDL Levi dell'Ulivo ai giorni nostri è
tutto un cercare un modo per tacitarla e tacitare chi dice la sua in
maniera civile e democratica ..... forse perchè si teme il semplice
fatto che il cittadino si esprima? O forse perchè il paese ufficiale mal
sopporta qualunque voce dissonante dal coro genrale che di volta in
volta incensa il messia di turno che dovrebbe salvarci dal disastro, per
poi scoprire che ha fatto più danni del suo predecessore? Sarebbe grave
se fosse così: ci metterebbe allo stesso livello di paesi come la Corea
del Nord, la Cina, l'Iran e .. ora, solo ora, la Turchia (e non è
finita) e non è un bel viatico per un paese che da lezioni di democrazia
agli altri: in casa propria è una musica altrove ne suona un altra...
qualcosa non va.
Ci sarà o no un motivo per cui in rete sbucano
fuori cose che criticano, per usare un eufemismo, la politica? E'
credibile una politica che è autoreferenziale, auto-assolvente, a
personam, ecc.? Ci sarà o no un motivo per cui i pentastellati hanno
preso i voti che hanno preso alle ultime elezioni (anche se li stanno
perdendo alla stessa velocità grazie alle talebanate del vertice)?
E'
credibile una politica corrotta, collusa, ecc.? E perchè mai difenderla
a tutti i costi legittimandola? e perchè mai anzichè spingere per
allargare il controlo democratico dei cittadini li si spinge in mano ad
oligarchie chiuse e per giunta infiltrate da interessi terzi non sempre
controllabili e chiari e trasparenti come le lobby finanziarie?
Se non è credibile allora perchè non al si spinge a mettersi da parte a usicre dalle istituzioni?
Ci
sono leggi e codici per chi offende e calunnia le si applichino. Ma non
si prenda a spunto alcune cose per fare i conti con tutto il WEB
italiano: sarebbe una cosa grave come dicevo, anche perchè non può
essere fermato: lo elimini di qui e rispunta altrove: partita persa;
meglio invece capirne funzioni e senso; meglio rendere trasparenti le
politiche; meglio evitare inciuci; meglio far entrare l'etica in
politica anzichè mettere in galera chi dissente: lo si rende eroe e
martire e basta... anzichè monitare, e qualche volta smentire per poi
rimonitare sullo stesso argomento, si faccia il proprio lavoro e lo si
faccia bene nell'interesse del paese e non di élite piccole pur se
potenti. Il muro, l'argine, mondiale eretto a difesa di chi comanda e di
chi tira i fili sta crollando: meglio prenderne atto e aprire le porte
prima che le stesse vengano abbattute dal prossimo tsunami che potrebbe
essere stavolta "non" elettorale ma sociale .... sarebbe una cosa
pessima tagliare l'ultima valvola di sfogo: una democrazia matura non
teme nè insulti nè dissensi perchè se fosse così non sarebbe più una
democrazia ma "altro": una cosa che per ora non si può definire meglio
ma il cui odore è pessimo..... una cosa che in questo paese abbiamo già
vissuto dolorosamente e per cui proprio la generazione del Presidente ha
contribuito personalmente ad eliminare dando a tutti un sistema
democratico: speriamo ..... nel frattempo sul blog di Andrea Malvilla (e non solo) una prima risposta c'è stata: non completamente condivisibile nei toni ma nella sostanza si, eccome......
XXI secolo?
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
mercoledì 19 giugno 2013
lunedì 17 giugno 2013
.. e la Turchia è solo un altra ... e non sarà l'ultima
Grecia, Spagna, Algeria, Portogallo, Egitto .. assolutamente non in
ordine cronologico, mancano: Libia (ma non era liberazione ma, solo,
accaparramento di risorse da parte di potenze neo-coloniali); Italia ma
.... qui è diverso e ne parlerò alla fine del post; Siria, ma qui le
cose non sono per nulla chiare e sembra più uno scontro di potere fra
élite e .... Gran Bretagna ma nell'ultima l'hanno fatta passare per
rivolta dei morti di fame e quindi è passata in second'ordine.
Cos'hanno in comune fra loro o meglio come possono essere correlate fra loro visto che son nazioni diversissime fra loro sotto tutti i punti di vista?
La cosa in comune fra loro è ..... la società sottostante; e il "come" gli Stati reagiscono agli impulsi che da essa vengono. E' una società che possiamo definire, a seconda delle latitudini, matura e che ha capito che il sistema democratico è la base del proprio potere e l'unica garanzia di condizionare la politica e spingere al governo chi gli da speranze e risorse per il proprio futuro .. ma a qualunque latitudine siano hanno anche compreso che qualcosa non va negli apparati e chi è al potere non contempla nemmeno alla lontana un ricambio e nememno tiene conto delle istanze dal basso: a qualunque titolo e modo vengano proposte; già perchè qualcosa proprio non va se gli Stati, come denunciano molte ong non governative, (democratici, semi-tali e non) si stanno riarmando e stanno anche rafforzando l'apparato repressivo; e non è nemmeno un caso che la violenza "pubbica" ha alzato il livello di repressione della piazza e i partiti "democratici (o presunti tali)" ne appoggiano le scelte: la stessa situazione si configura un pò ovunque nelle caratteristiche generali ma se dovessimo scendere in particolari non potremmo non notare che, nonostante le diversità e le caratteristiche diverse, il tutto fa pensare che ci sia quasi un "ordine di scuderia" di mantenere la barra dritta e difendere i privilegi e i ceti che ne usufruiscono a scapito della maggioranza: in Turchia come in Tunisia passando per tutti i paesi citati e non.
Basta vedere, infatti, come in Turchia la polizia, agli ordini del governo, ha represso e reprime non solo la piazza ma pure i giornalisti, che assistono e documentano, medici, avvocati, infermieri ecc. eppure gli organi ufficiali pongono l'accento sulla repressione dei social media che diffondono le idee "terroristiche": una vera e propria repressione di massa, brutale e violenta ma, come dicevo, i media ufficiali pongono l'accento sulle violenze dei manifestanti: cosa ricorda? Genova del G8, forse? La fortuna, nel nostro paese, è stata per gli imputati delle violenze di allora, come ammesso dalla Corte, la mancanza nel nostro ordinamento del reato di tortura, perchè altrimenti sarebbero stati condannati tutti: altro che carriere gloriose come hanno avuto in realtà; altrove forse c'è ma essendoci meno tutele non ci si fa caso e la gente è meno abituata a sopportare e a giustificare tutto pur di essere lasciata in pace nel proprio angolo come da noi: ricordo ancora i commenti a proposito di Carlo Giuliani.... simili a quelli che si dicono oggi e ieri a proposito di Algeria, Tunisia, Egitto e Turchia solo che li dicono per condanare le stesse violenze commesse dagli apparati repressivi uguali qui come in quei paesi: fossimo un paese sensibile alla democrazia dovremmo cominciare a preoccuparci e invece ...... nulla: ci indignamo per le cose "turche" che vengono commesse altrove ma qui, in casa nostra, è tutta un altra storia, purtroppo... qui ci si bevono le balle e gli si da anche ragione.
E' strano come i popoli sono così inconsapevoli della fortuna che hanno avuto ed è strano come si diano in pasto, volontariamente o meno non conta, a predatori mascherati da pecore e, pur se smascherati, continuino a votarli... particolarmente laddove, come in Italia, il disagio trova canali pur sempre istituzionali e non piazzaioli e comenu que viene turlupinato anziché compreso e ricompreso nell'ambito che fu democratico, vero?
Cos'hanno in comune fra loro o meglio come possono essere correlate fra loro visto che son nazioni diversissime fra loro sotto tutti i punti di vista?
La cosa in comune fra loro è ..... la società sottostante; e il "come" gli Stati reagiscono agli impulsi che da essa vengono. E' una società che possiamo definire, a seconda delle latitudini, matura e che ha capito che il sistema democratico è la base del proprio potere e l'unica garanzia di condizionare la politica e spingere al governo chi gli da speranze e risorse per il proprio futuro .. ma a qualunque latitudine siano hanno anche compreso che qualcosa non va negli apparati e chi è al potere non contempla nemmeno alla lontana un ricambio e nememno tiene conto delle istanze dal basso: a qualunque titolo e modo vengano proposte; già perchè qualcosa proprio non va se gli Stati, come denunciano molte ong non governative, (democratici, semi-tali e non) si stanno riarmando e stanno anche rafforzando l'apparato repressivo; e non è nemmeno un caso che la violenza "pubbica" ha alzato il livello di repressione della piazza e i partiti "democratici (o presunti tali)" ne appoggiano le scelte: la stessa situazione si configura un pò ovunque nelle caratteristiche generali ma se dovessimo scendere in particolari non potremmo non notare che, nonostante le diversità e le caratteristiche diverse, il tutto fa pensare che ci sia quasi un "ordine di scuderia" di mantenere la barra dritta e difendere i privilegi e i ceti che ne usufruiscono a scapito della maggioranza: in Turchia come in Tunisia passando per tutti i paesi citati e non.
Basta vedere, infatti, come in Turchia la polizia, agli ordini del governo, ha represso e reprime non solo la piazza ma pure i giornalisti, che assistono e documentano, medici, avvocati, infermieri ecc. eppure gli organi ufficiali pongono l'accento sulla repressione dei social media che diffondono le idee "terroristiche": una vera e propria repressione di massa, brutale e violenta ma, come dicevo, i media ufficiali pongono l'accento sulle violenze dei manifestanti: cosa ricorda? Genova del G8, forse? La fortuna, nel nostro paese, è stata per gli imputati delle violenze di allora, come ammesso dalla Corte, la mancanza nel nostro ordinamento del reato di tortura, perchè altrimenti sarebbero stati condannati tutti: altro che carriere gloriose come hanno avuto in realtà; altrove forse c'è ma essendoci meno tutele non ci si fa caso e la gente è meno abituata a sopportare e a giustificare tutto pur di essere lasciata in pace nel proprio angolo come da noi: ricordo ancora i commenti a proposito di Carlo Giuliani.... simili a quelli che si dicono oggi e ieri a proposito di Algeria, Tunisia, Egitto e Turchia solo che li dicono per condanare le stesse violenze commesse dagli apparati repressivi uguali qui come in quei paesi: fossimo un paese sensibile alla democrazia dovremmo cominciare a preoccuparci e invece ...... nulla: ci indignamo per le cose "turche" che vengono commesse altrove ma qui, in casa nostra, è tutta un altra storia, purtroppo... qui ci si bevono le balle e gli si da anche ragione.
E' strano come i popoli sono così inconsapevoli della fortuna che hanno avuto ed è strano come si diano in pasto, volontariamente o meno non conta, a predatori mascherati da pecore e, pur se smascherati, continuino a votarli... particolarmente laddove, come in Italia, il disagio trova canali pur sempre istituzionali e non piazzaioli e comenu que viene turlupinato anziché compreso e ricompreso nell'ambito che fu democratico, vero?
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