venerdì 22 febbraio 2019

Rogers: guerra commerciale si riaccenderà nel 2020

Fonte: W.S.I. 22 Febbraio 2019, di Daniele Chicca

L’anno delle prossime elezioni presidenziali Usa vedrà un intensificarsi delle tensioni commerciali. Questo perché per essere rieletto, il presidente Usa Donald Trump sarà più aggressivo nel suo approccio alle pratiche commerciali confronti giudicate sleali di Cina, Giappone e Unione Europea.
A dirlo è la leggenda degli investimenti Jim Rogers, grande esperto e conoscitore della regione asiatica. Anche se in questi giorni si parla di tregua alla guerra commerciale, che poi è anche una guerra valutaria e tecnologica, specie con la Cina, nemico economico numero uno per gli Stati Uniti, è tutt’altro che finita.
In un’intervista concessa al quotidiano Japan Times a Tokyo, l’imprenditore americano presidente di Rogers Holding Co. Inc. ha avvertito che anche se Cina e Usa stringeranno un accordo di pace, l’euforia sarà solo temporanea.
Rogers: Troppo debito porterà a “recessione catastrofica”Questo perché secondo il 76enne Rogers, Trump rincarerà la dose tra un anno per scopi elettorali. La guerra a colpi di dazi è destinata pertanto a tornare a intensificarsi. Come sottolinea Rogers nel nuovo libro pubblicato lo scorso gennaio, “The Future of Japan and The World That Will Be Read Through the Flow of Money“, la peggiore crisi economica della sua vita deve ancora materializzarsi.
Come tempi e cause, a causa di un livello senza precedenti di debiti, nel giro di uno o due anni dovremmo assistere a una frenata dell’economia globale. Rogers, che ha , ricorda che dal 2008 il debito globale è salito di 75 mila miliardi di dollari, per un incremento del 43%.
In un report pubblicato a gennaio, L’istituto di Finanza Internazionale (IIF) calcola che il debito totale nel mondo è cresciuto di oltre il 12% dal 2016 (+27 miliardi), attestandosi a $244 mila miliardi nel terzo trimestre del 2018. Si tratta di un valore pari al 318% del PIL.
Secondo Rogers l’ammontare record di debiti porterà a una “recessione catastrofica”. Il futuro del Giappone è a rischio a meno che il governo non intraprenda delle misure serie per ridurre il debito. E le misure necessarie a porre rimedio al calo delle nascite.

giovedì 21 febbraio 2019

La NASA: il mondo e' piu verde, grazie alla riforestazione in Cina

Fonte: No all'Italia Petrolizzatail mondo e' piu verde, grazie alla riforestazione in Cina











Il mondo e' piu' verde ora rispetto a 20 anni fa.

Questo lo dicono i dati ripresi dalla NASA che hanno visto il verde trionfare in Cina e in India. Lo studio e' stato riportato da Nature Sustainability.

Ma ci sono varie sfumature di verde in questa storia. Intanto, e' stano no, che il maggior verde arrivi da questi due paesi, Cina ed India, dalla popolazione elevata e tutto sommato ancora in via di sviliuppo.

Per la Cina il risultato e' straordinario e arriva da un ambizioso programma di riforestazione portato avanti da vari anni. Ed e' veramente notevole e ammirabile quello che hanno fatto.

Anche in India c'e' stato un massiccio impegno nel piantare alberi, nel 2017 per esempio hanno pure stabilito un nuovo record mondiale: sono stati piantati 66 milioni di alberi in 12 ore! grazie a una valanga di volontari.

Ma gran parte del nuovo verde in India e' dovuto a una intensificazione dell'agricoltura in zone un tempo desertiche o poco sfruttate.

Sono venti anni che la NASA segue con appositi strumenti satellitari il verdeggiare della terra. Si chiama Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer, or MODIS, e la sua elevata risoluzione permette di guardare cio' che accade sulla terra fino a 500 metri di risoluzione.

Tutto sommato il nuovo verde sul pianeta rappresenta un area equivalente all'intera Amazzonia.
Ogni anno ci sono circa 4 milioni di chilometri quadrati in piu' di verde, un 5% di aumento annuo.

Un terzo del verde in piu arriva da Cina ed India, anche se coprono solo il 9% dell'intera superficie mondiale. Dei programmi di riforestazione in Cina abbiamo gia' parlato ed e' una iniziativa mirata del governo per mitigare gli effetti di erosione, inquinamento e cambiamenti climatici - semplicemente per combattere tutte queste cose, hanno deciso di piantare foreste!

In India invece il contributo al verdeggiare arriva dall'agricoltura. Il terreno dedito alla coltivazione di verdure e frutta e' lo stesso, ma sono state diversificate le pratiche, per esempio e' stato esteso il sistema di irrifagazione. Ora, oltre al verde, i raccolti sono aumentati del 35-40%.

Tutto bene allora? Non proprio, la cosa triste e' che invece l'Amazzonia si restringe e cosi pure le foreste d'Indonesia. Gli aumenti di verde in Cina ed India non soppiantano la perdita di verde in questi altri angoli del mondo. Ma la cosa positiva e' che quando la Cina si e' resa conto degli enormi problemi causati dalla deforestazione e dall'inquinamento, hanno iniziato a cambiare metodi  e mentalita' e le cose sono migliorate. Si spera che Brasile e Indonesia, e tutti gli altri a dire il vero, prendano d'esempio e facciano lo stesso.

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