Esistono diverse versioni della Bibbia, le quali in un modo o nell'altro sono riuscite ad attraversare i millenni e giungere fino a noi. Tra esse abbiamo i Rotoli del Mar Morto rinvenuti in Israele; la Biblioteca di Nag Hammadi (Egitto); il Kebra Nagast (Africa); la Bibbia Bee cinese (ancora osservata dai cristiani ortodossi orientali); gli Scritti ed Insegnamenti del Buddha Issa (Gesù) originari del Tibet; ed infine la bibbia Kolbrin - di cui stiamo per parlare - originaria della Gran Bretagna.

Ciascuna di esse contiene un punto di vista differente degli stessi eventi.
Il Kolbrin è più significativo di una mera lezione di storia religiosa. E' il primo documento giudaico/cristiano che collega la nostra comprensione scientifica dell'evoluzione umana con il creazionismo ed il disegno intelligente. I principi matematici enunciati nel Kolbrin riflettono l'antico interesse druidico verso astrologia, matematica e studio degli eventi catastrofici.
Il Kolbrin è più significativo di una mera lezione di storia religiosa. E' il primo documento giudaico/cristiano che collega la nostra comprensione scientifica dell'evoluzione umana con il creazionismo ed il disegno intelligente. I principi matematici enunciati nel Kolbrin riflettono l'antico interesse druidico verso astrologia, matematica e studio degli eventi catastrofici.
Il Kolbrin narra inoltre del ritorno del (pianeta) Distruttore, una stella oscura che in un remoto passato causò una catastrofe, e che sarebbe destinata a causarne una anche in futuro.
Si tratterebbe di una raccolta di documenti (Bronze Book) portati in salvo nel 1184 dC, dal rogo con cui Edoardo I Plantageneto (Longshanks) distrusse l'Abbazia di Glastonbury in Inghilterra, e per 850 anni custoditi da gruppi segreti, tra cui i Culdians (Culdiani?), i quali avrebbero deciso di renderlo pubblico nel 1992.
Eduardo
cercò di distruggere il Kolbrin in quanto lo riteneva un rivale
eretico della Sacra Bibbia ed una potenziale minaccia per la sua
personale affermazione come legittimo re d'Inghilterra.
A quel tempo i 1.920 ettari di Glastonbury erano considerati un dono sacro alla famiglia di Gesù e trattati da nazione sovrana, non sottoposta alle tasse della corona. Erano un luogo pieno di mistero e misticismo.
A quel tempo i 1.920 ettari di Glastonbury erano considerati un dono sacro alla famiglia di Gesù e trattati da nazione sovrana, non sottoposta alle tasse della corona. Erano un luogo pieno di mistero e misticismo.
Esistono
due versioni ufficiali del Kolbrin: quella americana e la versione
neozelandese, ma si rinvengono altri esemplari isolati in Libano,
Inghilterra, Vaticano ed altri paesi in tutto il mondo.
Le Dieci Tribù Perdute
La
Gran Bretagna riveste un ruolo significativo nella saga biblica e in
alcune vicende della vita di molti dei suoi personaggi più
significativi.
I Romani definivano l'antica fratellanza druidica della Gran Bretagna col nome di Magi.
Tale congrega influì profondamente sui faraoni egiziani, gli
imperatori nell'antica Cina, i reali indiani e tutti i cesari di Roma.
Tali
'Wisemen' (Saggi) erano maestri di 9 corsi di studio tra cui
Astronomia, Matematica, Oratoria, Medicina e Religione. Molte di tali
conoscenze sono contenute nel Kolbrin.
Le mummie dei Wisemen
sono state rinvenute sulle rotte commerciali della seta in Cina; le
loro figure raffigurate in tanti dipinti e storie; inoltre si
segnalarono come consiglieri di molti governanti mondiali. Grazie alla
loro conoscenza delle stelle e agli insegnamenti tramandati dai loro
antenati, furono il primo gruppo internazionale a riconoscere Gesù come
il messia delle profezie che ne avevano anticipato la nascita.
Stonehenge
e altre simili strutture della Gran Bretagna erano usate come
strumenti di studio nelle loro scuole. Il teologo Benjamin Jowett stima
che all'epoca di Gesù le scuole della Gran Bretagna fossero frequentate
da una media di 60.000 studenti, tra cui molti futuri notabili come
Ponzio Pilato (Lucius Spagna), il suo patrono Lucio Seiano, prefetto
pretorio di Tiberio Cesare ed un significativo gruppo della élite
romana.
Perfino
Costantino fu educato in Gran Bretagna e molto probabilmente studiò il
Kolbrin. La stessa parola Brit (Great BRITain - n.d.t.) non deriva
dall'inglese ma dall'ebraico, e significa Alleanza. Gli inglesi si consideravano il popolo dell'Alleanza, in quanto collegati alle dieci tribù perdute dopo la conquista assira della Giudea nel 8° secolo aC. La parola 'sassoni' indica i figli di Giacobbe.
Le
dieci tribù perdute non sarebbero mai del tutto scomparse. Il Kolbrin
potrebbe essere chiamato la Bibbia Perduta delle dieci tribù perdute.
Durante la conquista dei babilonesi del 600 aC Geremia il
profeta fuggì in Etiopia e poi in Gran Bretagna, dove fu sepolto.
Attualmente la sua tomba si trova in Irlanda. Portò con se la figlia del
re Sedechia della casa di Davide, illustre antenato di Gesù. Ecco perché S.Anna, nonna
di Gesù, era nata in Bretagna. Ecco perché i sopravvissuti dopo la
crocifissione migrarono in Francia ed in Inghilterra (Glastonbury) dopo
la morte di Gesù.
Costoro avevano un ramo di famiglia ed altri alleati in Europa occidentale. Conoscevano
e avevano compreso gli insegnamenti del Kolbrin già molto tempo prima
che la nostra Bibbia fosse compilata nel 325 dC da Costantino al
Concilio di Nicea.
Nel Kolbrin è narrato un episodio che ebbe luogo durante l'Esodo dall'Egitto al tempo di Mosè. La principessa Scota, figlia di Ramases II e vissuta al tempo di Mosè, sposò un nobile ebreo che la condusse in Gran Bretagna. La Scozia prende il nome da lei.
Qual'è il Contenuto del Kolbrin?
Il Kolbrin è
uno dei più eleganti racconti sulla Creazione e la saga biblica. Di
colpo la storia di Atlantide e Lemuria e le leggende sull'Eden e sulla
catastrofe provocata dalla malvagità, destinata a ripetersi, si fondono
in un'unica narrazione.
Il Kolbrin è composto da dieci libri, ognuno dei quali suddiviso in capitoli e paragrafi. Di seguito, un elenco dei libri.
Il Kolbrin è composto da dieci libri, ognuno dei quali suddiviso in capitoli e paragrafi. Di seguito, un elenco dei libri.
Il Libro della Creazione (Grande Libro dei Figli del Fuoco).
Il Libro di Spigolature (Trascrizione di antichi testi culdei parzialmente distrutti in tempi antichi).
Il Libro delle Pergamene (Precedentemente chiamato Il Libro dei Libri o Il Libro Minore dei Figli del Fuoco).
Il Libro dei Figli del Fuoco (Ciò che resta delle Sacre Scritture un tempo contenute nel Grande libro dei Figli del Fuoco).
Il Libro dei Manoscritti
(Contenente Il Tesoro della Vita compilato con scritti conservati da
Amos, un egiziano; Claudio Linus, un romano; e Vitico, un gallo).
Il Libro della Morale e dei Precetti (Precedentemente chiamato Il Libro delle Elite, terzo testo del Grande libro dei Figli del Fuoco).
Il Libro delle Origini
(autorizzato dal Conclave di Venedase e compilato attingendo da tre
libri della tradizione britannica che formavano il Koalbook,
precedentemente chiamato Hiferalt).
Il Libro dei Ramo d'Argento (un tempo conosciuto come Il Libro delle Sacre Scritture), raccolta di scritti conservati per mano di Gwinder Apowin.
Il Libro di Lucio (ristesura del Libro dei Pemantris, di origine ignota).
Il Libro della Sapienza
(revisione e fusione di due libri che quando furono aggiunti agli
originari Bronzebook formarono il Kolbrin con la trascrizione avvenuta
nel XIX secolo).
La prima parte del Kolbrin
contiene la storia della creazione, la quale si presta ad una duplice
chiave di lettura, sia religiosa che scientifica. Gli ultimi due libri sono dedicati a Gesù e sono una sorta di biografia come fu insegnata nelle antiche scuole britanniche.
Il
Kolbrin contiene gli insegnamenti morali che erano ritenuti
fondamentali nella società. Ma è anche il più antico libro di storia
britannica. E' il solo documento giudaico/cristiano che narri tutta la
storia della creazione umana, e nel suo
racconto comprende anche le persone che si trovavano sulla terra da
prima della venuta di Adamo ed Eva, alle quali allude la Sacra Bibbia. Il
termine 'angeli caduti' presente nel libro della Genesi non si
riferisce ad esseri spirituali ma ad altri uomini che sposarono le
figlie di Adamo ed Eva, procreando dei figli.
Una
precedente linea storica che raggiunse elevati livelli scientifici e
spirituali, per poi essere spazzata via da una catastrofe e tramandare
se stessa grazie ai pochi superstiti che si salvarono nascondendosi
nelle caverne. Costoro si autodefinivano i Figli di Dio (v.
correlati). La metafora degli Angeli Caduti si riferisce al fatto che
dopo avere raggiunto alti livelli spirituali, la loro civiltà fosse
diventata sempre più malvagia, conducendoli ad un cataclisma.
I
Figli di Dio profetizzarono il verificarsi di un nuovo immane
cataclisma provocato da ciò che definivano: 'Il Distruttore' - seguito
da 1000 anni di pace che avrebbero preparato il ritorno del Dio Sole,
proprio come i profeti ebrei predissero il Millennio e la venuta del
Messia prima del Giudizio finale di Dio.
Il Distruttore
Libro delle Spigolature, capitolo 4 (Il Diluvio), paragrafo 24
Poi, con l'alba, gli uomini videro uno spettacolo impressionante. A cavallo di una nuvola nera giunse il Distruttore, comparso dai confini delle volte del cielo, che infuriava sui cieli perché era il suo giorno del giudizio. La bestia con la sua bocca aperta eruttò fuoco e pietre calde ed un fumo vile. Esso coprì tutto il cielo e il luogo di incontro del cielo e della terra non poté più essere visto. In serata i luoghi delle stelle cambiarono, e poi le acque del diluvio vennero. Le cateratte del cielo si aprirono e le fondamenta della terra furono spezzate. Le acque inondarono la terra e si infransero sui monti. Tutto fu sollevato dai venti delle tempeste e poi scagliato sulla Terra. Nelle acque brulicanti e ululanti del Galles tutti gli edifici furono distrutti, gli alberi sradicati e le montagne crollarono. Vi fu un momento di grande calore e poi giunse un freddo pungente. Le onde sulle acque non salivano e scendevano, ma ribollivano e ruotavano, e sopra di esse si alzò un suono terrificante.
Altri quattro passi a fine
capitolo descrivono come Il Distruttore giunse e passò, lasciando
dietro di se un diluvio di sette giorni.
Libro dei Manoscritti, Capitolo 5, Paragrafo 1
Il Doomshape, chiamato il Distruttore in Egitto, fu visto da tutte le terre. In colore era luminoso e ardente, in apparenza mutevole e instabile. Si contorceva come una serpe e ribolliva come acqua termale gorgogliante, e tutti gli uomini ne furono spaventati. Non era una grande cometa o una stella cadente, era più simile a un corpo di fuoco.
Paragrafo 4
Si dice che quando il Doomshape appare nei cieli, la terra si spacchi dal calore come una noce al fuoco. Poi le fiamme schizzano in superficie e saltano come demoni su sangue nero. L'umidità viene prosciugata, campi e pascoli consumati dalle fiamme e gli alberi diventano ceneri bianche.
Nei capitoli dal 6 al 31 è descritta una
massiccia sollevazione incoraggiata dal caos provocato dal passaggio
del Distruttore, al termine della quale molti schiavi riuscirono a
fuggire.
Poi, sul futuro:
Libro delle Pergamene, capitolo 3 (Il Distruttore), paragrafo 1
Gli uomini dimenticano i giorni del Distruttore. Solo il saggio sa dove è andato e che giungerà il giorno in cui sarà di ritorno all'ora stabilita.
Paragrafo 3
Con il passare dei secoli alcune leggi operano sulle stelle nel cielo. Esse cambiano, c'è movimento e irrequietezza, e non sono più costanti e una grande rossastra luce appare nel cielo.
Paragrafo 4
Quando il sangue scorrerà sulla terra il Distruttore apparirà e le montagne si apriranno ed erutteranno fuoco e cenere. Gli alberi saranno distrutti e tutte le cose viventi inghiottite da acque bollenti.
Secondo il Kolbrin tutto ciò accadrà nuovamente quando:
"Gli uomini voleranno nell'aria come uccelli e nuoteranno nel mare come pesci"
"Le donne saranno come gli uomini e gli uomini come le donne" (ecc.)
Sintesi di due articoli in lingua inglese.
Link diretti:
http://www.zetatalk.com/index/blog0803.htm Traduzione e sintesi a cura di Anticorpi.info
p.s.
non sono un creazionista nè tantomeno un credente ma mi ritengo un viaggiatore della conoscenza; parto sempre dal presupposto che se incontri un ostacolo non sempre la via migliore è quello di saltarlo, a volte basta girargli intorno!
E' troppo facile uscirsene con alzate di spalla o scetticismo di maniera così com'è facile, troppo facile, fare come fa la storia e l'archeologia ufficiale che nemmeno prende in considerazione queste cose: gli arroccamenti non servono e ricordano tanto gli atteggiamenti inquisitori della chiesa. Studiosi, come Hancock, Biglino, Stichin e tanti altri non possono aver preso tutti un abbaglio.... limitandosi a tradurre e spiegare LETTERALMENTE testi che raccontavano a loro volta storie già per gli estensori antiche: qualcosa ci può esser stato e chiudere gli occhi è negativo oltre che stupido!
niente quiz stavolta, ma mito che nasconde .. cosa? Sappiamo bene che in realtà sono racconti ma quasi sempre i "racconti" nascondono qualcosa che può essere storia o solo leggenda ma in ogni caso varrebbe sempre la pena esplorare e chissà che forse si riesce a far luce sul famoso anello mancante, chissà........
Buona lettura e Buon wek end a tutti
Non
c’è festa più ipocrita dell’8 marzo. Non è solo colpa degli uomini:
ogni anno truppe di scalmanate si riversano nelle pizzerie per darsi
alla trasgressione (un calco del già avvilente ideal-tipo trasgressivo
maschile) e schiere di rispettabili signore fanno letture seriose, pur
di fare qualcosa che gli altri giorni non possono fare: pensarsi libere.
Da ricorrenza inventata dalle tetragone operaie della Russia
pre-rivoluzionaria per i diritti delle donne, la Giornata internazionale
della donna si è trasformata in una specie di Carnevale del sessismo
benevolo, in cui vengono sovvertite tutte le regole a patto che il
giorno dopo si riaffermi lo status quo. Il femminismo sosteneva la forza
e l’autonomia delle donne; ora è una retorica moralista che in alleanza
inconsapevole col maschilismo vede nella donna una figura debole e
dipendente.
Per
me l’8 marzo è la festa degli uomini. È l’unico giorno dell’anno in cui
li stimo pienamente, perché nessuno mi fa mai gli auguri o mi regala un
fiore da anni. Quando ho chiesto spiegazioni ad alcuni amici o
fidanzati del momento mi hanno sempre risposto: “Non ce la vedo una come
te che dà importanza a una festa da donnetta vetero femminista”. Io
detesto il concetto quote rosa, le feste dedicate e la retorica
boldriniana, tutte queste cose non mi fanno sentire una donna, ma un
caso umano. In ogni campo, a parte eccezioni, anche in quelli che
dovrebbero essere di competenza più femminile, al vertice della piramide
ci sono gli uomini. Perfino nei campi che gli uomini duri liquidano
come cose da donnette. Noi siamo pettegole e parrucchiere però poi le
riviste di gossip le dirigono gli uomini. Noi stiamo dietro a scarpe e
vestiti però il presidente della camera della moda è un uomo.
Non
mi piace la Festa della donna, così come non mi piacciono le quote
rosa. Sanno di riserva indiana. Ma in un Paese come il nostro – in cui
le donne sono ancora, purtroppo, in una riserva indiana per diritti,
possibilità di carriera, discriminazione, violenza subita – è forse un
male necessario: un’occasione per farsi sentire e, possibilmente,
cambiare le cose. Abbiamo tante ministre donne, ma non una alle Pari
Opportunità, come se non ce ne fosse bisogno, e già questo vuol dire
molto. Se ci fosse, le chiederei un’unica cosa: reale e piena parità tra
uomini e donne sul lavoro, a cominciare dalla retribuzione. In Italia
le donne – pur essendo più laureate degli uomini – lavorano meno di loro
e, se lavorano, hanno posti più precari e salari inferiori: in media il
9 per cento in meno a parità di qualifica. La violenza e i femminicidi,
che sono emergenza nazionale, sono anche aberrante conseguenza di
questa discriminazione sociale, che con la crisi si è aggravata. Se le
donne vengono considerate meno degli uomini in ufficio, lo saranno pure
in casa, no?


8
marzo 1917, le donne di San Pietroburgo scendono in piazza per chiedere
la fine della guerra, dando vita alla “rivoluzione russa di febbraio”.
Non per distrazione muliebre, ma perché in Russia vigeva ancora il
calendario giuliano, in luogo di quello gregoriano. Magari fosse
continuata così, la rivoluzione russa, come finì la sua primavera. Con
la proclamazione da parte della Duma di libertà di parola, di stampa, di
associazione, di riunione e di sciopero; eguaglianza dei cittadini di
fronte alla legge senza limitazioni di condizione, di religione e di
nazionalità; abolizione della polizia, sostituita dalla milizia
popolare; convocazione di un’Assemblea costituente ed elezioni delle
amministrazioni locali per voto universale, diretto, eguale e segreto;
diritti civili garantiti ai militari compatibilmente con il servizio…
Partiamo
dalla grande emergenza: “Otto” e “marzo” sono entrambi maschili. Dove
sono le nostre politichesse, le legislatore, le amministratore? Che
fanno? Possibile che sia ancora in vigore il calendario Gregoriano
(ooo!) dove tutti i mesi e i giorni sono virili? Non è vita.
È
la prima volta che scrivo sulla festa delle donne, e probabilmente
l’ultima. Non mi piacciono le feste “di genere”, come non mi
piacerebbero giorni dedicati a una razza. Penso che ogni essere umano
abbia più radici, più essenze e propensioni: naturali o non naturali.
Non mi piace essere definita, e appena qualcuno lo fa cerco di dirgli
che in quella definizione non mi riconosco, se non parzialmente. Ogni
definizione la considero una gabbia, anche se distinguere è necessario
sempre . Ogni festa in onore di tale definizione ha il potere, temibile,
di confermare ed esaltare la gabbia, dunque una sorta di surrettizia
intoccabilità e separatezza.