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mercoledì 11 marzo 2015

Agenzie di rating, rinviati a giudizio a Trani otto manager di S&P e Fitch

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 28/10/2014
[la notizia è datata lo so ma indovinate un pò...... il programma il geco e la farfalla di radio capital (Gruppo espresso) l'ha data stamani associandola all'assoluzione di mr. B, perchè? Le ipotesi possono essere tante: una quella che all'alleanza pd/pdl una associazione del genere può far comodo perchè spinge nella mente, debole, delle persone comuni che tutto è stato un vile complotto per far fuori uno dei due pilastri del riformismo in salsa italiota; un altro è una mano tesa per l'alleato di destra populista da partre della destra economica; un altra interpretazione può essere che le due fazioni opposte che si combattono per il potere hanno... fatto pace; infine la più perfida è che il potere salva sempre se stesso mentre con i comuni mortali fa la faccia feroce! Fate voi... per quanto mi riguarda vale sempre quel motto letto fuori un circolo anarchico di napoli, anni '70, che spiegava, ante litteram, la situazione di questo paese: " i caxxi cambiano ma il cxxo è sempre lo stesso....", chiaro, no? Bene detto ciò vi (ri)propongo l'articolo sulle agenzie di rating (la'ltro è notizia di oggi quindi immagino che ne sappiate o almeno ne avrete sentito parlare visto che ne hanno parlato per tutto il giorno).
Oops ultima considerazione: HSBC, e altre banche d'affari, hanno pagato alla SEC americana fior di miliardi di $ per aver "Falsato" il mercato dei titoli e dei tassi fregando i comuni consumatori di quasi tutti i paesi del mondo occidentale: in pratica s'erano messi d'accordo per falsare l'euribor e il tasso di scambio interbancario per creare profitti da dove non dovrebbero essere spremuti, noi..... direte: e i controllori? Erano d'accordo o meglio erano "distratti" e il loro sguardo era altrove; in pratica controllori e controllati erano d'accordo, e sicuri di non andare in galera, fra loro per fare soldi a scapito degli utenti variando i due tassi di cui sopra a danno dei cittadini. La branca italiana? Eccola ma dal 2014 non se ne sa più nulla: tutto quel che ne rimane è quest'articolo, buona lettura]

Sei tra manager e analisti di Standard&Poor’s e altri due dell’agenzia di rating Fitch sono stati rinviati a giudizio dal gup di Trani Angela Schiralli per intenzionale manipolazione del mercato finanziario, aggravata dal fatto che è stata commessa ai danni dello Stato italiano e dall’ingente danno patrimoniale provocato. I rinvii a giudizio, che riguardano anche le due società, si riferiscono a report emessi tra il 2011 e il 2012 sull’affidabilità del sistema creditizio italiano, a “indebiti annunci preventivi” sull’imminente declassamento dell’Italia e al taglio del rating del nostro Paese deciso nel gennaio 2012. Decisione che ha provocato un terremoto sui mercati e un’impennata del differenziale di rendimento tra titoli di Stato italiani e tedeschi (lo spread).
Il gup ha dunque accettato la richiesta di rinvio del pm di Trani Michele Ruggiero, avanzata già nel 2012 e ribadita a settembre durante l’udienza preliminare a porte chiuse, per Deven Sharma, presidente mondiale di S&P Financial Service dal 2007 al 23 agosto 2011, Yann Le Pallec, responsabile per l’Europa-Londra, gli analisti del debito sovrano Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer e David Pearce, legale rappresentante di S&P-Londra, a cui è contestata la responsabilità amministrativa della società. Per Fitch andranno invece a giudizio David Michael Willmoth Riley, capo rating sovrano della sede di Londra, e il responsabile legale Trevor Pitman, per la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.
S&P dopo la decisione ha diffuso una nota in cui spiega di “credere fermamente che queste accuse siano completamente infondate e non supportate da alcuna prova”. “Abbiamo sempre svolto il nostro ruolo con coerenza, fornendo una opinione indipendente sul merito di credito dell’Italia in linea – spiega la società – con le nostre metodologie internazionali, con i nostri standard di qualità e integrità, e con la regolamentazione europea”. “Il merito di questa causa sarà ora esaminato da un tribunale nel pieno contraddittorio tra le parti. Siamo fortemente convinti che, quando questo avverrà, saremo pienamente assolti da ogni accusa.”
In entrambe le udienze si sono costituite parte civile una decina di consumatori e l’Adusbef, mentre Bankitalia partecipa come parte offesa ma per ora ha deciso di non costituirsi parte civile.
 

mercoledì 12 marzo 2014

ALLACCIATE LE CINTURE (Antonio Padellaro); 12/03/2014 il Fatto Quotidiano

dal blog di triskel182.. vale la pena leggerlo
Nel panico
Ora la domanda è: farà prima Renzi a eliminare il Senato o farà prima il Senato a eliminare Renzi? Soltanto l’altro ieri sembrava che niente e nessuno potesse impedire al turbo-premier di “cambiare verso” all’Italia, in cinque mesi o giù di lì. E però già al primo ostacolo, il famoso Italicum, il nostro eroe destatosi dai sogni d’oro ha dovuto affrontare la dura realtà quotidiana. Ieri pomeriggio alla Camera l’hanno visto per la prima volta spaventato sul serio, quando ha rischiato di finire sotto sul nuovo tentativo di introdurre la rappresentanza di genere nelle liste (metà uomini e metà donne). Emendamento sostenuto dal M5S, che a far ballare il governo comincia a divertirsi un mondo. Ha salvato la pelle per 20 miseri voti grazie alla precettazione di ministri e sottosegretari rastrellati qua e là. Ma per quanto ancora potrà resistere, quando a giorni il nuovo sistema elettorale approderà a Palazzo Madama, dove la maggioranza è risicata assai e dove – stante l’annunciata abolizione della seconda camera – ai senatori non garberà molto fare la figura dei tacchini invitati al pranzo di Natale. Il fatto è che Renzi subisce una sorta di legge del contrappasso. Ha stretto un patto con Berlusconi che adesso gli viene rinfacciato come un tradimento. Ha voluto un governo al femminile e sono le femmine a fargliela pagare cara. Ha teorizzato la rottamazione della vecchia guardia pd e (mentre riciccia Bersani) è una energica signora dai capelli argentati, Rosy Bindi, a guidare la rivolta di genere contro il giovanotto del “qui si fa come dico io”: con l’appoggio convinto dei tanti che dentro e fuori via del Nazareno ce l’hanno cordialmente sulle scatole. Perciò nei retroscena di palazzo si torna a parlare di voto a ottobre e in questa chiave i 10 miliardi per le famiglie oggi all’esame del Consiglio dei ministri possono apparire un cadeau elettorale anticipato. Si vedrà. Del resto è stato il fedele sottosegretario Reggi a dire che Matteo “spara razzi nel cielo”. E non sembra più un complimento.

mercoledì 30 ottobre 2013

Non ci siamo; proprio non ci siamo ..... dagli errori non s'impara mai

Quello che state per leggere è il resoconto giornalistico, esclusivo dice, del Fatto Quotidiano dell'incontro fra il Grillo e i suoi deputai; io non c'ero, personalmente, ma ho motivo di ritenere che se l'incontro, e quanto detto in esso, è andata nel modo raccontato (mi chiedo il perchè sia stato fatto uscire clandestinamente.... quando facevo politica le cose venivano dette, certo, in famiglia ma le si diceva e non si faceva scena muta per il timore di essere messi alla gogna degli iscritti, e/o screditati come nel peggior stile sovietico, anzi.. ho un ricordo di alcune assemblee di partito che richiesero la presenza di qualche maracantonio per parare sedie e altro che rischiavano di volare; eppoi tutto dovrebbe essere trasparente ... o no?) molte domande mi sorgono alla mente e alcune riserve che aveva le vedo confermate: niente di grave perchè non ho mai creduto che M5S e i suoi capi fossero delle anime belle.. inesperti politicamente si ma non certo anime belle; niente a che vedere con il pdl perchè questo partito, se partito si può chiamare, è proprietario e nemmeno niente a che vedere con il pd-l il cui spettacolo poco edificante è sotto gli occhi di tutti, anche in questi giorni, purtroppo..... neo-berluschini che si fanno assumere per 11 gg e, con i contributi messi da provincia e comune, si ritrovano baby pensionati (..); vecchie glorie che faticano a mettersi da parte e tirano zampate graffianti affondando chiunque metta la testa sopra il livello della...... diciamo acqua. No nulla a che vedere, ma la strada mi sembra segnata anche per M5S: c'è un livello ampio (quello dei simpatizzanti e degli elettori) dove le cose vengono dette in un certo modo: "non dobbiamo aver paura di essere populisti"; c'è un livello intermedio, più ristretto, dove ci si trova in un limbo e si pende dalle labbra del guru e si da cinghia di trasmissione fra i livelli con la speranza di essere assurti al livello d'eccellenza e dove i messaggi e le parole d'ordine arrivano già bell'è pronti e si eseguono e, poco, si discutono (ne fanno parte gli iscritti e alcuni peones); infine c'è il livello stretto, diciamo d'eccellenza, dove le cose son dette chiaro chiaro e, pur rimanendo la paura di essere sputtanati perchè eretici, devono rimanere lì.. con poca discusione sulle parole d'ordine però qui si parla chiaro, molto chiaro.. fin troppo direi..... come nella prima repubblica nello stile ecumenico e delle seconda per l'ostentata trasperenza: ostentata ma, pare, poco praticata.....
Concendendo il beneficio del dubbio al guru ve lo posto: fate voi le considerazioni del caso:
Grillo, confessione a eletti M5S: ‘Finzione politica l’impeachment di Napolitano’Il Fatto pubblica in esclusiva la conversazione tra il leader del Movimento 5 Stelle e i suoi deputati. "Siamo populisti, parliamo alla pancia della gente e non dobbiamo vergognarci. Se andiamo a sinistra siamo rovinati". E sul Capo dello Stato dice: "Non possiamo dire che il Colle ha tradito la Costituzione. Però diamo una direttiva precisa contro chi non rappresenta più tutti gli italiani"
di | 30 ottobre 2013

“Non dobbiamo vergognarci di essere populisti. L’impeachment ad esempio, è una finzione politica per far capire da che parte stiamo”. Beppe Grillo parla ai suoi in un’aula della Camera. È una conversazione che nessuno conosce, quella che il Fatto ha in esclusiva, tra il leader e i deputati. Lui, il grande capo, in piedi, spalle al muro, la voce pacata e i toni concilianti. Gesticola, ride poco e dà pacche sulle spalle. E parla. “Sono qui per sostenervi”. Non alza mai la voce. Il Grillo a porte chiuse non è nemmeno parente del comico sul palco, quello che urla e lancia parole come spade. C’è da spiegare la scomunica ai senatori Cioffi e Buccarella, colpevoli di aver presentato un emendamento per abolire il reato di immigrazione clandestina. C’è da spiegare chi comanda. Che non è lui, ma il Movimento. Perché forse gli eletti se lo sono dimenticati, ma i voti vengono dal basso e seguono le emozioni: “Con la presentazione dell’emendamento per abolire il reato di immigrazione clandestina, abbiamo perso voti a iosa. Il post del blog, forse un po’ duro, siamo stati costretti a farlo”.
Una decisione obbligata per evitare di perdere troppi voti: “Noi parliamo alla pancia della gente. Siamo populisti veri. Non dobbiamo mica vergognarci. Quelli che ci giudicano hanno bisogno di situazioni chiare. Ad esempio prendete l’impeachment di Napolitano. Molti di voi forse non sono d’accordo, lo capisco. Ma è una finzione politica. E basta. Non possiamo dire che ha tradito la Costituzione (qui intervengo io perchè trovo una strana assonanza fra quanto or ora affermato e le dichiarazioni di un esponente del pdl che ha dichiarato la stessa cosa rivendicandola e proponendo di cambiare la Costituzione legale visto che, con l'elezione del Capo dello Stato l'avevano già cambiata nei fatti.. logico ma da l'idea che se è vero che Grillo non guarda a sinistra è quasi certo che però trova molte sponde proprio nella destra, quella peggiore...). Però diamo una direttiva precisa contro una persona che non rappresenta più la totalità degli italiani. Noi siamo la pancia della gente”. Perché il rischio era molto grosso: “Abbiamo raddrizzato la situazione, siamo stati violenti per far capire alla gente. Se andiamo verso una deriva a sinistra siamo rovinati”.
Gli errori, “l’andazzo” e i sondaggi mai visti - Lo ascoltano, affollati come sotto il palco, ma questa volta Grillo parla a volto scoperto e dice di capire. “Questa cosa non deve più accadere. C’è stato un errore di comunicazione. È brutto. Perché l’emendamento è stato un mese lì e non ne sapevamo nulla. Io posso darvi un parere, ma non devo decidere io. Però avreste dovuto avvisare”. Qualcuno risponde: “Dobbiamo prendere decisioni in poco tempo, a volte è difficile”. Ma Grillo dice di sapere già tutto: “Per questo abbiamo presentato l’applicazione per la partecipazione diretta. Così quando c’è qualche proposta che non avevamo nel programma, la mettiamo online e vediamo l’andazzo”. Ai suoi Grillo dice di aver fatto un sondaggio online: il 75% ha votato per mantenere il reato di immigrazione clandestina. Qualcuno scuote la testa: “Non l’abbiamo mai visto”. Ma oltre le giustificazioni il leader ripete come un ritornello che il potere resta alla maggioranza: se il Movimento vuole riformare la Bossi-Fini si voterà su quello. E così sullo ius soli: “Vorrei che fossimo uniti. Stanno sfruttando il tema per fini elettorali. Siamo tutti convinti che lo ius soli vada bene, ma con certi paletti”.
I deputati sono spiazzati. Lo guardano in piedi con le mani sudate per cercare di dire ad alta voce i malumori covati per giorni. Ma Grillo è comprensivo e i dissidenti non osano parlare. Qualcuno trova il coraggio di chiedere più chiarimenti. Giulia Sarti, subito fermata da Roberto Fico e Carla Ruocco. Poi Silvia Chimienti: “A me questa cosa dei voti lascia perplessa. Bastava spiegare alle persone che era una cosa di buon senso”. Qualcuno azzarda: “Non è che per non finire nell’ala di sinistra scivoliamo a destra? Restiamo oggettivi”. Alza la mano Stefano Vignaroli: “Prima non era così. Andavamo sul palco e ci dicevi di parlare delle cose che ci appassionano”. Grillo risponde a tutto: “Io lo so cosa vi ha dato fastidio, la frasetta dell’articolo dove si diceva che con posizioni come quella sull’immigrazione avremmo preso risultati da prefisso telefonico. Lo so, ma dovete capire che il Movimento sono 9 milioni di persone che ci hanno votato”. I brusii crescono quando si passa alle questioni pratiche. Se per ogni difficoltà bisogna chiedere l’autorizzazione e il parere dall’alto, si perde troppo tempo. “Tanto vale allora astenersi su tutto”, dice Luigi Gallo. Così Girolamo Pisano: “Io chiedo, vale più un ragionamento fatto da 100 persone su base di dati tecnici. O un’opinione di Grillo e Casaleggio?”. E su questo il leader sbotta.
Parlano da oltre un’ora e il punto è sempre quello: “L’opinione è del Movimento. Abbiamo 9 milioni di persone che ci hanno dato il voto su un programma. Noi siamo le punte delle persone. Io sono per il dialogo sempre. Non datemi dei super poteri. Non ne ho. Io mi sento in imbarazzo. Ne sapete molto più di me. La prossima settimana viene qui Casaleggio e parlerete con lui. Verrà un giorno o due alla settimana. Si alternerà con me”.
I post, il residence e la penale anti-traditori - Grillo la pazienza la perde sul finale. Gli chiedono di avvisare prima di scrivere un post sul blog contro una persona. Chiedono di ricevere un avviso. “Ma così si crea un canale preferenziale con ognuno. Poi io non vivo più. Ad esempio la settimana scorsa ho chiesto, ci incontriamo in un residence per parlare? Voi l’avete messa ai voti. Così abbiamo fatto una figura di merda. La notizia l’avete creata voi. Bastava non fare nulla. Chi voleva venire veniva”. Si rabbuia un attimo, ma subito torna a incoraggiarli. “Avete fatto un miracolo. Pensate al futuro adesso. È nostro. Questi politici sono finiti. State facendo grandi cose. Adesso io e Casaleggio scenderemo più spesso, perché bisogna alzare delle barriere di protezione. Tutti cercano di salire sul nostro carro. Non possiamo permettere di farci corrodere il lavoro. Per le elezioni locali, faremo firmare una cosa che se cambi il partito paghi una penale”. Ci sono le regionali in Basilicata e le europee nel programma del leader. Nessun accenno al voto anticipato. A porte chiuse la campagna elettorale può aspettare."
Ecco, questo è tutto. Personalmente credo che sia l'ennesimo autogol, per almeno due motivi, fra gli altri:
  1. se si deve seguire la "pancia della gente" non si da nessuna parte e si fanno solo una serie di figurine di m... dando la prova, la cosiddetta pistola fumante, che non si è troppo diversi dagli altri, anzi ... e le ultime prove elettorali dovrebbero essere il segnale che o ci si caratterizza in un modo o nell'altro o si diventa rumore di fondo come gli altri e prima o poi la gente al rumore ci si abitua e passa ad altro o, a volte, torna indietro ai partiti tradizionali.... almeno quelli sono attaccati alla poltrona e per restarci venderebbero le proprie moglie e madri e magari lasciano qualche briciola anche agli altri.......
  2. quanto sopra dimostra che avevo ragione quando definivo questo movimento come "one shot" ossia un go-movement di stile americano dove c'è una struttura piramidale nei centri decisionali e orizzontale alla periferia che hanno uno o pochi obiettivi da raggiungere e per la novità che rappresentano nel panorama politico ingessato fanno breccia nell'elettorato sorprendendo il panorama politico.. quando ciò avviene il go-movement ha due scelte: o cresce ed entra nel sistema, si spera che mantenga la propria originalità (non l'ha fatto la lega, ad esempio, perchè una volta entrata si è dimostrata ben peggiore degli altri partiti e, sparito il capo carismatico, è addirittura più centralista degli altri) o..... sparisce, più o meno lentamente, dalla società riducendosi allo stadio iniziale o poco più ed è queste che temo stia accadendo al M5S; potrà vincere qualche tornata e potrà anche mantenere una parte dell'elettorato ma, essendo un movimento semi-liquido immerso in una società liquida quale siamo, nel medio periodo è destinanto ad essere riassorbito nella fascia astensionista o destro-sinistra del tradizionale panorama politico.
Dipenderà, insomma dai livelli medio e ampio se cresce e si struttura, e magari si libera di capi e capetti, in altro.... altrimenti sarà altra casta e ci vorranno altri decenni per veder riemergere qualcos'altro.

mercoledì 9 ottobre 2013

aiuti.. ma a chi?

Ho trovato sul fatto quotidiano, nella rubrica "zona euro", una notizia che accende un riflettore su come agisce il FMI quando interviene ad "aiutare" un paese, pronti? Ok, il suindicato fondo varò il piano di aiuti alla grecia il 9/5/2010 e, secondo i verbali della riunione pubblicati da wall street journal, nonostante le perplessità dei rappresentanti di alcuni paesi (canada, russia, brasile, argentina, australia) ma con quello favorevole della riunione UE e degli usa (che poi sono quelli che contano davvero) vararono lo stesso quel piano essendo ben consapevoli, come risulta dai verbali, che avrebbe affossato la grecia per salvare le banche francesi e, soprattutto, tedesche. Chi allora, non solo in quel paese, lanciò l'allarme aveva pienamente ragione nel dire che il piano non avrebbe aiutato il paese ma le banche che avevano speculato, banche per giunta straniere; ma la cosa più criminale fu la complicità della politica locale: tutti, dalla destra alla sinistra (o presunta tale) si resero complici della rapina.
Ora, secondo voi, qui in italia con l'arrivo dell' ex direttore del FMI (con un debito pubblico per un buon 30% in mano alle banche tedesche, francesi, ecc) e la complicità della politica locale sarà pari a quella greca e ci ridurranno alla fame nera come in grecia oppure il popolo bue italico si sveglierà o dovrà prima farsi rubare anche le mutande?

lunedì 9 settembre 2013

l'erfahrung e l'erlebnis di ritorno dalla festa del fatto.....

Traduzione,
  1. ERFAHRUNG: QUALCOSA CHE MI E' SUCCESSO;  per capirsi ... un evento descritto dall'esterno
  2. ERLEBNIS:QUALCOSA CHE HO VISSUTO; per capirsi .... la descrizione tratta dal "racconto (inteso come insieme di sensazioni, ricordi, impressioni, ecc.)" del soggetto
.... in una parola l'evento descritto in sintesi sulla base della persona che c'era, il reduce da essa.
Ebbene quest'anno la festa del Fatto ha rappresentato entrambe le cose: un pò della reminiscenza della seconda repubblica raccontata e commentata e un pò del nuovo che ci attende o meglio la rappresentazione di esso che ne danno i soliti noti e non... un abilissimo mix che ha reso meno evidente la welt and schaung dei presenti: mai scontati ma ovvi negli argomenti; non potrebbe essere altrimenti: siamo periferia degradata della globalizzazione liberista e colonia economica della costruzione europea.. probabilemente per scelta ovvia del ceto dirigente nostrano  peraltro nostro riflesso politico ed elettorale confermando l'italico conservatorismo provinciale  dello stivale pronto ad innamorarsi delle "nuove mode" per proprio opportunismo e comodità se presi collettivamente ma individualmente siamo i migliori rivoluzionari della storia umana... rivoluzionari in pantofole, però.
Non è colpa degli organizzatori della festa, naturalmente.. ma nostra e loro non fanno che raccoglierla e raccontarla: un esempio?
Ero presente all'incontro del "fatto economico" di sabato mattina, peraltro interessantissimo, e mentre sul palco c'erano gli interventi ... fra il pubblico qualcuno, a bassa voce, commentava e discuteva; il bello era che se le cose ovvie erano dette sul palco il viso si illuminava ma se erano dette, in un caso quasi con le stesse parole, fra gli astanti gli sguardi di commiserazione, compatimento, rassegnata compassione ecc. erano la maggioranza... se si voleva una prova dei nostri limiti, bè ... eccola. Sia chiaro gli esperti, i tecnici, i sacerdoti del "verbo" sono del ramo: usano argomenti, parole, tempi e velocità del parlato per farsi capire.. insomma la "cassetta degli attrezzi" a loro disposizione ma mai a nessuno è venuta l'idea di mettere in pratica l'assunto di Noam Chomsky che, a fronte delle ficcanti (si fa per dire) domande dei giornalisti, li prese in contropiede assumendo la tesi che i microfoni posti davanti a lui dovevano essere "girati e le domande rivolte ai tecnici della comunicazione", i giornalisti.... ecco è mancato questo; non che me lo aspettassi: la teoreia che tre italiani messi in una stanza crean 4 partiti, 2 sindacati, dieci movimenti, ecc. è vera .. diventerebbe una babele ma se si è fatto (...) l'esperimento di far partecipare "gli utenti sostenitori" del giornale perchè non sentire anche il polso dei semplici lettori? Sarebbe un bell'esperimento, che ne dite? E, poi, perchè mai si continua con il racconto della crisi sistemica del capitalismo liberista, in salsa italiana che ha molto poco di von hayek ma molto di .. Petrolini (con il massimo rispetto per il Maestro), e dello stato democratico mentre si tace sul processo che ha portato a essa e, soprattutto, si tace sulla possibile diversa trama che si deve dipanare per uscirne, magari ricostruendo quello stato democratico di cui si ha tanta fretta di liberarsene?
E' questo il punto: ci si guarda l'ombellico ma si dimentica tutta la ciccia che c'è intorno...

giovedì 5 settembre 2013

Festa del Fatto quotidiano 6-8 settembre 2013

Questo blog va in pausa per la festa del Fatto Quotidiano che si terrà dal 6 al 8 settembre alla Versiliana, a Pietrasanta.
Il blogger vi parteciperà, naturalmente...
IL PROGRAMMA DELLA FESTA
VENERDÍ 6 SETTEMBRE
Ore 18.30 - L’Anteprima –  Tefteri, il libro dei conti in sospeso. Letture e musiche - Giampiero Calapà intervista Vinicio Capossela
In diretta streaming su ilfattoquotidiano.it 
Ore 19.30 - Ricordando Don Gallo - Dori Ghezzi, Cinzia Monteverdi, Vauro, Domenico Chionetti (Comunità di San Benedetto al Porto),Fabio Scaltritti (Comunità di San Benedetto al Porto)
In diretta streaming su ilfattoquotidiano.it
Dibattito aperto agli UTENTI SOSTENITORI 

Ore 20.30 (area caffè) –  Il Fatto di Enzo Biagi - Modera Stefano Caselli - Bice e Carla Biagi, Loris Mazzetti, Antonio PadellaroIn diretta streaming su ilfattoquotidiano.it
 Ore 21.30 - *L’AMORE È UN CANE BLU la conquista dell’Est di e con Paolo Rossi
Al termine dei dibattiti Le Vignette di Mario Natangelo (Area caffè)

SABATO 7 SETTEMBRE
Ore 10.30 - Il Fatto Economico - I risparmi degli italiani e i rischi della crisi - Modera Stefano Feltri - Paolo Legrenzi, Giorgio Meletti, Beppe Scienza, Davide Vecchi
Ore 12.00 - Salviamo la Costituzione - Modera Silvia Truzzi –  Antonello Caporale, Lorenza Carlassare, Furio Colombo,  Paolo Flores d’Arcais, Antonio Ingroia, Antonio Padellaro, Antonio Di Pietro (in collegamento)          
In diretta streaming su ilfattoquotidiano.it
Dibattito aperto agli UTENTI SOSTENITORI  

Ore 16.30 - L’intervista - Alessandro Ferrucci intervista Giovanni Lindo FerrettiIn diretta streaming su ilfattoquotidiano.it
Ore 18.00 - “A ‘sto punto, cosa pensano di noi gli stranieri?” - Legge Dario Fo
                         
“Finanza Killer” – recita Fabrizio De Giovanni
In diretta streaming su ilfattoquotidiano.it

Ore 19.00 - L’intervista - Marco Travaglio intervista Aldo BusiIn diretta streaming su ilfattoquotidiano.it
Ore 20.30 (area caffè) -  ilfattoquotidiano.it, rivoluzione in corso - Modera Lorenzo Galeazzi - Peter Gomez e la redazione onlineIn diretta streaming su ilfattoquotidiano.itDibattito aperto agli UTENTI SOSTENITORI  
Ore 21.30 - *È Stato La Mafia di e con Marco Travaglio – letture di Isabella Ferrari
Al termine dei dibattiti Le Vignette di Mario Natangelo (Area caffè)

DOMENICA 8 SETTEMBRE
Ore 11.00 - Alternative alle grandi intese: come creare la maggioranza - Modera Andrea Scanzi - Luigi Di Maio, Michele Emiliano, Giancarlo Galan, Peter Gomez, Domenico Lombardi e altri ospiti
In diretta streaming su ilfattoquotidiano.it
Dibattito aperto agli UTENTI SOSTENITORI  

Ore 12.30 - L’intervista - Stefano Feltri e Antonio Padellaro intervistano Paolo Scaroni (Amministratore Delegato Eni)
Ore 15.30 (area caffè) - Il Fatto del Lunedì - L’Italia di cui nessuno parla - Oliviero Beaha, Mimmo Calopresti, Ferruccio Sansa
Ore 17.00 (area caffè) - Fuori onda. Chi c’è dietro la TV - Moderano Marco Lillo e Carlo Tecce - Luigi Gubitosi (Direttore Generale RAI), Gina Nieri (CDA Mediaset)
Ore 18.30 - Il Confronto                     Paolo Mieli “Mussolini, Hitler, Stalin, le conseguenze di un amore”                     Michele Santoro “Berlusconi, le conseguenze di un amore”In diretta streaming su ilfattoquotidiano.it
Ore 22.00 - *Elio e le Storie Tese in concerto
Al termine dei dibattiti Le Vignette di Mario Natangelo (Area caffè) 
ARTÈFATTO COME NON LI AVETE MAI VISTI
Gli artisti del Fatto Quotidiano e le loro opere  - presso “La Fabbrica dei Pinoli”


come ben vedete molto è fatto in streaming...
e questo aiuta chi abita lontano; ma per me che abito a meno di 20 km come si fa a non andarci?
Godetevela e buon week end e, per chi vi andrà o se la guarderà in streaming ..
BUONA FESTA

 a lunedì

venerdì 21 giugno 2013

Com’è ingannevole il termine “democrazia” di Bruno Tinti

il Fatto 21.6.13

BOBBIO diceva che gli intellettuali devono seminare dubbi, non raccogliere certezze. Di questi tempi mi viene facile. In Turchia, Erdogan, democraticamente eletto, incarcera gli oppositori, reprime il dissenso ed emana decreti contro i baci in pubblico e l’alcool. Il suo predecessore, il padre della patria Ataturk, illuminato tiranno, si sforzò di costruire una democrazia di stampo occidentale. Nei Paesi arabi del nord-Africa, i regimi sedicenti democratici che hanno sostituito i dittatori Mubarak, Gheddafi e via dicendo, sono gestiti da integralisti islamici che si propongono, tra l’altro, di limitare i diritti delle donne. Però hanno vinto formali elezioni e hanno il consenso di una grande maggioranza.
In Siria, il dittatore-assassino Assad è combattuto da fondamentalisti islamici che, quando e se prevarranno, dopo elezioni presumibilmente sanguinose e inquinate da brogli, seguiranno lo stesso percorso dei loro consimili mediterranei. In Ungheria, Orban, anche lui democraticamente eletto, sta realizzando una dittatura fascista che Putin, altro vincitore di elezioni democratiche, ha completato da un pezzo.
Infine Hitler e Mussolini non sono spuntati un giorno sotto un cavolo, seguiti da SS e Ovra: entrambi hanno vinto elezioni democratiche e hanno contato per anni su entusiastiche maggioranze. I dubbi seminati da questi esempi potrebbero essere dissolti da una riflessione ormai dimenticata: democrazia non significa solo vincere le elezioni; significa accettare un sistema di controllo (delle opposizioni, della magistratura, degli organi di informazione). Sicché, se il popolo contesta, si fa un referendum; se i giornali criticano, si danno spiegazioni (vere, non bla bla bla) ; se la magistratura assolve o condanna, si rispettano le sentenze (soprattutto quando riguardano la classe dirigente). Quindi, nei Paesi citati, accade quel che accade semplicemente perché lì non c’è democrazia. Una tranquillizzante certezza. Poi però scopriamo che negli Usa (e non in Italia, dove le intercettazioni sono ordinate dai giudici dopo la consumazione di un reato e riguardano una decina di migliaia di persone all’anno) milioni di cittadini sono quotidianamente spiati; legalmente, è vero, poiché Presidenti e Congresso sono stati e sono d’accordo e hanno emanato leggi apposite; però in violazione dei principi fondamentali di una Costituzione universalmente portata ad esempio.
E NEGLI USA vige certamente una democrazia reale, sia perché frutto di libere elezioni sia perché il suo sistema di controlli è feroce. Sarà che anche la legge deve cedere alla necessità? Per meglio dire, sarà che la necessità impone leggi non democratiche? Obama ha detto che tutto questo si fa per combattere il terrorismo e per non avere mai più un altro 11 settembre. Sembra ragionevole. Ma un Paese controllato da un Grande Fratello è ancora un Paese democratico? Forse non esistono ricette; forse un regime è buono quando sono buoni gli uomini che lo gestiscono (Snoopy sdraiato sulla sua casetta: “Se la mente del giudice funziona, la legge è sempre buona”). E quando smettono di esserlo? Come li si manda via? Bastano, per oggi, come dubbi?
.. e qui quello che sostiene Tinti nell'articolo sul fatto... ma rapportato anche al post di ieri su questo blog qualche riflessione dovrebbe portarla a voi a proposito di demcorazia, convinzioni singole, ideologie, turchia, ecc. no?
..... terremoto permettendo buona riflessione e buon week end a tutti

martedì 14 maggio 2013

una storia dei nostri tempi... a latere del processo "Ruby"

  1. Ruby, il Csm sanziona la pm dei minori Fiorillo: “Violazione del riserbo”
Il magistrato rilasciò alcune dichiarazioni alla stampa dopo l'informativa del ministro dell'Interno Maroni al Senato: "Parlai perché io non ho mai autorizzato l'affidamento della giovane marocchina a Nicole Minetti". Lunedì la requisitoria del processo a Berlusconidi redazione del fatto quotidiano del 10/5/2013
Condannata per la violazione del riserbo. Per questo è stata sanzionata dal Csm con la censura Anna Maria Fiorillo, il pm della Procura dei minori di Milano che era di turno la notte in cui Ruby venne portata in questura e poi affidata a Nicole Minetti, episodio che ha dato poi il via al processo a carico di Silvio Berlusconi. La censura è la meno dura delle “pene” previste di fronte al Consiglio superiore della magistratura. L’accusa riguardava alcune dichiarazioni del magistrato alla stampa, con le quali Fiorillo rettificò quando detto dall’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni al Senato, spiegando di non aver mai autorizzato l’affidamento della giovane marocchina alla Minetti. “L’avevo messo in conto, ma lo rifarei” ha commentato la Fiorillo, che ha aggiunto che presenterà ricorso contro questa decisione.
Lunedì è in programma la ripresa del processo a Berlusconi per questa vicenda. A meno di “colpi di scena”, il procuratore aggiunto Ilda Boccassini dovrebbe concludere la requisitoria con la richiesta di condanna nel processo Ruby, che vede l’ex presidente del Consiglio imputato per concussione e prostituzione minorile per i presunti festini a luci rosse ad Arcore e per la telefonata a funzionari della Questura per chiedere, secondo l’accusa, il rilascio della giovane marocchina nel maggio 2010. Dopo la requisitoria, i giudici dovranno fissare un’altra udienza per dare la parola agli avvocati Ghedini e Longo e poi un’altra ancora per repliche e camera di consiglio. Un’altra sentenza per Berlusconi potrebbe dunque arrivare entro la fine di maggio.
Il magistrato si è difesa davanti al Csm spiegando che sull’affidamento di Ruby dette “indicazioni assolutamente difformi” da quelle riferite dall’allora ministro dell’Interno Maroni. “Se fossi stata zitta – ha aggiunto – avrei prestato acquiescenza a quella ricostruzione”. Un intervento che peraltro avvenne – ha fatto notare – dopo che “per dieci giorni sono stata bombardata: nelle trasmissioni televisive e sui giornali si metteva in discussione il mio operato”. La Fiorillo si è detta ”orgogliosa di essere un magistrato”, fino a commuoversi ricordando suo padre, magistrato come lei.
2. e questo, sempre in argomento, è un commento di un ex magistrato Bruno Tinti:Caso Ruby, il Csm censura l’unica persona che fa il suo dovere
Personaggi. Annamaria Fiorillo: sostituto procuratore presso la Procura dei minori di Milano. Ingiunge a Giorgia Iafrate di affidare a una comunità la minorenne marocchina Ruby. Giorgia Iafrate: commissario presso la Questura di Milano. Viola le direttive ricevute e affida Ruby alla igienista dentale di B., Nicole Minetti. Pietro Ostuni: capo di gabinetto. “Consiglia” a Giorgia Iafrate di ignorare le direttive di Annamaria Fiorillo. Silvio Berlusconi detto B.: presidente del Consiglio. “Consiglia” a Pietro Ostuni di ingiungere a Giorgia Iafrate di ignorare le direttive di Annamaria Fiorillo. Roberto Maroni: ministro dell’Interno. Afferma pubblicamente che la Polizia aveva affidato Ruby alla Minetti obbedendo alle direttive impartite da Annamaria Fiorillo. Edmondo Bruti Liberati: procuratore della Repubblica di Milano. Emana un comunicato stampa in cui afferma che l’affidamento di Ruby si è “svolto correttamente”. Monica Frediani: procuratore della Repubblica per i minori di Milano. Vieta ad Annamaria Fiorillo di parlare con i giornalisti per smentire le affermazioni false di Maroni e Bruti Liberati. Consiglio Superiore della Magistratura, detto Csm, composto da membri togati (magistrati nominati dalle correnti) e da membri laici (persone nominate dai partiti). Rifiuta di aprire una pratica a tutela richiesta da Annamaria Fiorillo al fine di smentire le menzogne di Maroni e Bruti Liberati; poi condanna disciplinarmente la stessa per aver spiegato ai giornalisti che Maroni e Bruti Liberati avevano mentito.
Trama della tragicommedia (farsa/tragedia?). La minorenne Ruby è accusata di furto, fermata durante la notte. Si accerta che è senza fissa dimora. Il Pm minorile Fiorillo ordina alla polizia di affidarla a una comunità (così prescrive la legge). Il potente B., probabilmente amante di Ruby, teme che costei lo “sputtani” e “ordina” di consegnarla alla sua fida “igienista dentale”. Ostuni e Iafrate, lieti di compiacere il potente ovvero spaventati da lui, obbediscono. Molti cantastorie raccontano il trionfo del vizio; forte è l’indignazione dei benpensanti. Maroni, compagno di governo di B., spontaneamente o sollecitato, li rassicura con una menzogna: la Polizia ha fatto il suo dovere, obbedendo agli ordini del pm. Bruti Liberati gli fa eco, non si sa se con consapevole menzogna o superficiale accertamento: la Polizia ha agito “correttamente”.
Fiorillo si incazza: mi fanno passare per ignorante o, peggio, serva di B.; chiede al Csm di valutare i fatti e intervenire a sua tutela perché sia chiaro che ella ha fatto il suo dovere, applicando la legge. Il Csm (che di pratiche a tutela ne ha fatte qualche migliaio) si dichiara non competente. Bruti Liberati si guarda bene dal correggere il suo falso comunicato. Fiorillo, abbandonata da tutti e additata come incompetente professionista al pubblico disprezzo, racconta a giornalisti cartacei e televisivi come sono andate le cose.
Bugiardi colposi e dolosi si arrabbiano e il Csm condanna Fiorillo per aver trasgredito all’ordine esplicito del suo capo Frediani. Per scaricarsi la coscienza, il Csm affetta virtuosa integrità: condanno perché la legge è legge; ma sento il bisogno di affermare che la vicenda si è svolta così come ha dichiarato Fiorillo. Qualche anno dopo, uno scriba ignoto, indignato per lo strazio arrecato alla virtù e per l’omaggio offerto al vizio, riprende la storia e ne immagina un confortante sviluppo. Annamaria Fiorillo si ricorda della favola del panettiere, del Re di Prussia Federico II e del giudice di Berlino; e presenta un ricorso alla Corte di Cassazione. Racconta che il sostituto procuratore generale che chiese la sua condanna al Csm era Elisabetta Cesqui, personaggio di spicco di Magistratura democratica, di cui Bruti Liberati è stato a lungo presidente ed è vera e propria icona. Sommessamente lamenta che ragioni di opportunità (anche i pm debbono essere e apparire imparziali) avrebbero consigliato di affidare l’accusa a persona meno legata al procuratore di Milano, il cui comunicato stampa sarebbe stato platealmente smentito dalla sua assoluzione.
Invita la Corte a valutare l’incoerenza del Csm che sollecitamente incolpa lei per aver disatteso l’ordine del procuratore dei Minori Frediani; e che però non assume alcuna iniziativa nei confronti del procuratore di Milano Bruti Liberati. Eppure costui non solo ha emesso un comunicato obiettivamente falso (questo sì indice di scarsa professionalità e colpevole ingenuità) ma ha omesso, una volta noti i fatti, di emetterne altro, a correzione del primo, a tutela dell’immagine pubblica e professionale di lei stessa Fiorillo e della Procura dei minori. Ricorda infine che lo stesso Csm (Sezione Disciplinare del Csm n. 52/99) aveva ritenuto “giustificate le dichiarazioni alla stampa, fatte per rispondere ad accuse già pubblicate su una certa testata giornalistica, e che esigevano il diritto di ripristinare la rappresentazione reale del proprio operato, contro rovesciamenti di prospettiva distorti e/o offensivi per sé e/o per l’ufficio giudiziario di appartenenza”. La Corte di Cassazione si rende conto dell’oltraggio patito da Fiorillo e applica l’esimente della legittima difesa: in linguaggio paragiuridico (per l’occasione preso in prestito da Marco Travaglio) scrive in sentenza che mandare impuniti funzionari pavidi o compiacenti e magistrati disattenti ed eccessivamente prudenti, “censurando” l’unica persona che ha fatto il proprio dovere, è un vero schifo.
di Bruno Tinti sul fatto quotidiano del 14/5/2013
ora che dire?
  1. Fai il tuo dovere e ti puniscono perchè l'hai fatto, censurandoti duramente;
  2. non lo fai e ti danno addosso perchè sei inefficiente, inutile, mangiapane a tradimento ecc.
tutti a dire che la giustizia non funziona, che i magistrati fanno inchieste a orologeria, che vogliono eliminare il politico perchè inviso a una parte ecc. ecc.; un altra parte, per un puro calcolo di potere fa finta di nulla quando il politico non solo fa invadere un Tribunale ma chiama la gente in piazza, e per fortuna che erano pochi, per una prova di forza preludio alla successiva sentenza che se sfavorevole richiamerà in piazza altra gente: in un continuum senza fine finchè.... finchè gli altri mollano sulle, vere, cose che gli interessano o finchè non gli danno un qualcosa che lo mette al riparo ben sapendo che senza il suo perno l'intero sistema messo su in 20 anni e rotti crolla; ma sapete qual'è il vero problema? Che un terzo del paese .... ci crede (foss'anche per opportunismo italico, o creduloneria pura e semplice) eccome ci crede.
Che paese siamo, vero? Pronti a proclamarci in difesa della giustizia ma altrettanto pronti a scordarcene quando ci sbattiamo il muso... intanto il paese reale continua nella sua agonia: oggi un anziano s'è dato fuoco; un altro ha preso un manico di piccone e ha fatto una strage; una donna è stata colpita con l'acido; e qualcuno si meravigliava che un altro folle in peina piazza montecitorio con una pistola ha quasi ucciso un carabiniere.. non sono casi isolati, anzi aumenteranno nei prossimi mesi in quantità e qualità della follia violenta .. e non ci possiamo fare nulla almeno finchè saremo così passivi da assistere imbelli al farsi i fatti propri della casta: qui non si tratta dif are rivoluzioni, siamo italiani e di conseguenza non siamo un popolo "rivoluzionario" ma di cambiare mentalità, prospettive, idee...... prima e poi di votare non secondo la parte ma, proprio, secondo la tasca propria: e pensare che mentre chiedono l'abrogazione dell'imu i sindaci degli stessi partiti l'alzano a livelli intollerabili, proprio sulla prima casa e NON sulla seconda, strano vero?

venerdì 1 marzo 2013

Grillo e il papello

stasera ho il cervello ... in game over, sapete ormai ho una "certa" età, ma per non laciare un buco vi propongo l'articolo di Marco Travaglio pubblicato in prima pagina il 1/3/2013 del Fatto Quotidiano "cartaceo" e "online" (lo dice anche in basso ma lo ripeto qui); e se lo posto significa che lo condivido in toto.
Nessuno riesce a entrare nella testa di Grillo. Forse nemmeno Grillo. Difficile capire se prevalga la soddisfazione o la preoccupazione. Soddisfazione nel vedere i politici che l’hanno sempre schifato strisciare ai suoi piedi e implorarlo di salvarli con la fiducia. Preoccupazione per una politica allo sbando che rischia di far pagare ai cittadini l’ennesimo scotto della propria incapacità.
Eppure, dai messaggi che l’ex comico invia tramite il blog e le interviste alla stampa estera, una cosa si può dire: l’Antipolitico fa politica più o meglio dei professionisti della politica. Il gioco di questi ultimi è chiarissimo: non avendo capito nulla di quanto sta accadendo, s’illudono di padroneggiare ancora la situazione ingabbiando gl’ingenui “grillini” in un governo minoritario che prometta di fare tutto ciò che chiedono, ottenendone la fiducia e poi torni alle pratiche consociative di sempre, ricattandoli con la minaccia del voto anticipato che ricadrebbe sulle loro spalle, con annesse accuse di sfascismo e irresponsabilità lanciate da stampa e tv di regime. Una trappola che somiglia al vecchio trucco del cerino: l’ultimo si brucia le dita. Solo un campione di ingenuità suicida può pensare che un movimento rivoluzionario possa votare la fiducia a un governo altrui. E, con buona pace della stampa di regime, non esiste alcuna “rivolta del web” contro i No di Grillo.
Il web è una zona franca dove scrivono tutti, anche i troll dei partiti camuffati da “base di 5 Stelle”. I partiti dell’ammucchiata Monti non vedono l’ora di rimettersi insieme per evitare le urne, cioè un altro balzo di Grillo. Ma hanno un problema: i loro elettori. Il Pd finge di dialogare con M5S, per poi allargare le braccia: “Purtroppo Grillo non vuole e ci costringe alla grande coalizione per eleggere il Presidente, tranquillizzare i mercati, lo spread e l’Europa”. D’Alema ha già avviato contatti con Letta, prigioniero di quella Bicamerale mentale che lo porta a una continua coazione a ripetere. Grillo sa che lì si andrà a parare e deve evitare di restare col cerino in mano: cioè di essere additato domani come il colpevole dell’inciucione o di nuove elezioni. Perciò ricorda ossessivamente il programma di M5S e sfida i partiti a farlo proprio. Ora, per smascherare il bluff, deve fare un passo in più: presentare un papello semplice, fattibile e al contempo rivoluzionario, in cambio dell’uscita dall’aula dei senatori “grillini” che consentirebbe la nascita “condizionata” del governo. Abolire i rimborsi elettorali. Dimezzare i parlamentari e i loro compensi. Legge elettorale maggioritaria con doppio turno francese. Anti-corruzione e anti-evasione con pene doppie e prescrizione bloccata al rinvio a giudizio, nuovi reati come autoriciclaggio, falso in bilancio, collusione mafiosa. Ineleggibilità per condannati, portatori di conflitti d’interessi e concessionari pubblici. Antitrust su tv e pubblicità. Cancellazione di Tav Torino-Lione, Terzo Valico, Ponte sullo Stretto e altre opere inutili, nonché dell’acquisto degli F-35. Ritiro delle truppe dall’Afghanistan. Divieto per ex eletti o iscritti a partiti di entrare nei Cda di banche e fondazioni. Via gli aiuti di Stato a banche, imprese e scuole private. Via le esenzioni fiscali a edifici ecclesiastici e bancari. Ilva e Mps nazionalizzati. Patrimoniale. Reddito di cittadinanza o sussidio di disoccupazione. Tetto alle pensioni d’oro. Abolizione immediata delle province e potatura di consulenze e poltrone delle società miste. Sgravi fiscali alle imprese che assumono giovani. Detraibilità delle spese di sussistenza. Wi-fi libero e gratis. Più fondi a scuola pubblica, università e ricerca.
A questo punto possiamo anche svegliarci dal sogno, perché un programma del genere i partiti non se lo possono permettere: si condannerebbero al suicidio. Ma almeno sarebbero costretti ad ammetterlo e tutto sarebbe finalmente chiaro.
Il Fatto Quotidiano, 1 Marzo 2013

domenica 9 settembre 2012

Impressioni di settembre...

A Pietrasanta, 20 km da casa mia, la festa del Fatto ha, come lo scorso anno fra l'altro, mostrato un Italia: quella che vorrebbe cambiare ma non sa con chi e come. I vari dibattiti hanno mostrato esattamente questo ossia quel paese che mal sopporta i "sacrifici" imposti dai banchieri al governo; che é europeista ma non gli piace l'europa in versione bilderberg; gli piace il mercato ma ha compreso che la parola "libero" non significa concorrenza ma abuso e sopruso a favore del più forte; insomma quell'italia invisibile di cui tutti parlano e coccolano ma di cui temono il giudizio ... lo temono a tal punto da volerne impedire, via legge elettorale costruenda, l'esprimersi libero. Retorica? Può darsi ma da spettatore della festa sono questi i sentimenti che mi sopravvengono ora che la stessa sta finendo. Si retorica: a volte serve visto che tutto l'apparato mediatico-politico schierato a favore dello status quo ne fa tanta e tutti i giorni; retorica perché anch'essa, quando é necessario, serve quando un cittadino si sente espropriato dei propri diritti non sa dove rivolgersi per esprimere il proprio dissenso: i vari  intervenuti ai vari dibattiti hanno fotografato questo paese nascosto che non aspetta altro che di dire la sua in materia e dal punto di vista democratico ne ha ben donde visto che paga le tasse, stringe i denti per la crisi, teme per il posto di lavoro che può perdere, vede dissolversi le certezze ..... vede, in poche parole, il paese rivoltato come un calzino ..... ma nel verso contrario di quanto pensasse e/o sperasse.
I temi erano intriganti e la partecipazione é stata sostanziale: sul palco ma anche fra gli astanti le cose si son dette chiaro e in maniera semplice; tutti hanno capito il problema alla base (che é poi il camcro che sta uccidendo il paese) e tutti già sapevano il punto nodale di tutto; ma una cosa é emersa al di sopra di tutto ... ossia:
  1. chi si fa carico di quest'area, vastissima peraltro, e ne porta le istanze nelle istituzioni?
  2. dei partiti attuali ce n'é qualcuno che può riassumerle?
  3. dei movimenti sociali, M5S compreso (Pizzarotti intervenuto in un dibattito non ha dato l'idea dell'uomo nuovo che ci si aspetterebbe, anzi .... ha battagliato sulle domande "solite" che riguardavano il suo movimento ma del resto ... poco troppo poco da proporre), che sapessero intercettarne gli umori e le aspettative?
  4. Tutte le analisi proposte dal palco erano interessanti ma fra il pubblico si aveva l'impressione che più che analizzare ci si aspettasse proposte... e quelle .... poche come se gli impegni da assumere fossero troppi ... e l'immagine ne poteva risentirne mentre chi esponeva i problemi sapeva bene che "Roma non era stata costruita in un giorno" e le fatiche di sisifo nessuno se la sente di farle...
...... può sembrare che la descrizione della propositività della Festa potesse essere negativa, ma non é così: il Fatto non é un partito ma un quotidiano quindi non ci si aspetta che ci prospetti il sol dell'avvenire ma si limita, e a tutt'oggi é già tanto, a fotografare la realtà e a commentarla .... possibilmente da diversi angoli di visuale dimodoché il lettore possa avere un idea chiara del problema in esame; problema però che é oltre la festa.. siamo noi che ancora non abbiamo capito che "affidarsi" non significa "fidarsi" e che la "diminutio lucensis" (la pratica politica della repubblica lucchese di non schierarsi mai per una delle due parti che ne chiedevano l'adesione) ha fiato breve e orizzonte piccolo: non c'é un new deal, ce lo dobbiamo costruire da soli; così come non c'é nessuno che al momento é in grado di riunire a unità il paese reale...... questo non ce lo possiamo costruire, vista la liquidità nel quale siamo immersi, ma ne possiamo creare le premesse imparando ad ascoltare e dialogare, mai a polemizzare tanto per far sentire la propria voce e basta ..... qui abbiamo molto da (re)imparare: non si può non far, ad esempio e come esempio mi pare classico, risaltare l'intolleranza dimostrata, nel corso del dibattito "donne di fatto", dalla Ciuffini contro Massimo Fini, reo di aver pubblicato un articolo "anti"femminista: dimenticando che Fini é un provocatore e anche uno che non ha timore di mettersi fuori dal coro per dire la sua quando la sua sensibilità lo induce a fare ... e il non farlo parlare é stata una grande dimostrazione di intolleranza e suona strano da chi, come donna, non perde un secondo per elevare alti lai alla mancanza di pari opportunità per il proprio genere in una società maschilista quale quella italiana: peccato però che dal dibattito é venuta fuori anche un altra realtà ossia che le donne, o la parte avanzata di esse, della società maschilista ne hanno assunto modelli, comportamenti, mentalità, ecc. ..... in pratica non hanno saputo crearne un altro, quindi ergo fini ha in parte ragione,nei contenuti ma non nei toni e nei termini, nel dire quello che ha detto ... serviva dirlo. Se estendiamo questa angolo a tutto il resto allora quanto sopra risalta evidente: siamo bravissimi a lagnarci, a protestare ... a polemizzare ma poi .... ma poi quando si tratta di passare dalla protesta alla proposta ..... aspettiamo un messia (Grillo o altri non importa) che ci rassicuri e si sacrifichi conto terzi, perché se qualcosa dovesse andare storto ...... sia lui a esser messo in croce e non chi l'ha sostenuto fino a un secondo prima.
A me la Festa del Fatto é servita a capire anzi ha riaffermare quanto già nello scorso anno era venuto fuori: a noi italiani che soffriamo la crisi piace ascoltare quanti hanno qualcosa da dire, ma piace meno esporci in prima persona.... siamo alle solite perché alla fine ritorneremo volontariamente nell'ovile perché ci si sta comodi e al caldo e se ciò comporta che se altri ne restano fuori (perché ogni volta il suddetto ovile si restringe) .. bé mi dispiace, ma che ci posso fare dato che non hanno capito che questo é il liberismo ehce non ci si può far nulla? Questo "qualunquismo" é insito nel nostra carattere nazionale: qualunque cosa faccia c'innamoriamo del primo arrivato ..... qualunque sia la ricetta l'accettiamo ... ma poi?

venerdì 7 settembre 2012

IL FATTO IN FESTA......

FESTA DEL FATTO QUOTIDIANO
PARCO DELLA VERSILIANA

7 8 9 SETTEMBRE 2012

AVENDO INTENZIONE DI PARTECIPARVI

ALLA VERSILIANA PER SEGUIRE LA FESTA

IL BLOG KARAMAZOV

PER I TRE GIORNI

CHIUDE...



INTANTO SE PROPRIO VI VA DI VEDERLA



QUI SUL SITO DELLA DIRETTA FATTO QUOTIDIANO



SI PUO' VEDERE LA DIRETTA



a domenica sera...

test velocità

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