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venerdì 17 ottobre 2014

Legge di stabilità: Renzi taglia le tasse, aumentandole

di Giacomo Zucco | 16 ottobre 2014

Così Matteo Renzi, orgoglioso e festante, presenta su Facebook la sua “legge di stabilità“. Il suo riassunto è che si tratterebbe sostanzialmente di “18 miliardi di minori tasse”. Il suo riassunto è talmente assurdo da creare un effetto estraniante anche maggiore dei colori psichedelici scelti per fare da sfondo alle sue slide.

Prendendo per buoni i numeri del primo ministro, dal lato delle “uscite” ci sono effettivamente alcune voci evidentemente identificabili come tagli di imposte (anche se chiamare “uscita”, quasi fosse una generosa elargizione, quello che è in realtà una minore rapina, è indicativo del mondo capovolto della finanza statale).
Ci sono 5 miliardi di euro di taglio Irap e altri 3 miliardi di generica “Eliminazione nuove tasse”. Poi c’è la voce che riguarda i famosi “80 euro“, che comprende in realtà sia una riduzione del prelievo fiscale, nel caso dei dipendenti dell’economia reale, sia un aumento di spesa statale, nel caso dei dipendenti della “Pubblica Amministrazione” (che per definizione non pagano tasse, essendo il “prelievo fiscale” su di loro una semplice partita di giro, quindi una “minor tassazione” su di loro significa solamente un aumento del loro salario netto, un aumento di spesa).
Tutto il resto sembrerebbe un aumento di spesa statale corrente, sotto forma di nomi suggestivi e politicamente corretti. Immaginando, comunque, che anche i 9,5 miliardi di “Bonus 80 euro” rappresentino un taglio delle tasse e non un aumento di spesa (non è così, almeno per quanto riguarda più della metà della cifra), abbiamo comunque un bilancio di 17,5 miliardi di tagli fiscali e di 18,5 miliardi di nuova spesa statale.
Come sono coperti questi 36 miliardi? Ci sono innanzitutto 11 miliardi di deficit spending. Ovvero di tasse che dovremo pagare (noi o i nostri figli, se non siamo abbastanza intelligenti e responsabili da andarcene quanto prima da questo paese disastrato) tra qualche anno con gli interessi. Il deficit statale è come una spesa su una carta di credito il cui saldo sarà poi addebitato a noi tartassati.
Ci sono poi 3,8 miliardi di “recupero di evasione”, che consistono per definizione in nuove entrate fiscali, rastrellate come sempre in totale sovvertimento del diritto (cartelle pazze, violazioni continue e sistematiche dello “Satuto del Contribuente”, prelievi retroattivi, inversione dell’onere della prova, solve et repete, circolari dell’Agenzia delle Entrate che assumono valore di legge, ipoteche al di sotto dei limiti legali).
Ci sono anche 3,6 miliardi di “tassazione sulle rendite”, ovvero di balzelli sui risparmi di chi ha messo qualcosa da parte per il proprio futuro o quello dei propri figli. C’è 1 miliardo di tassazione proveniente dalle slot-machine: un mercato che lo Stato italiano attivamente droga, pompa e fomenta, per lucrare sulle entrate fiscali, salvo poi demonizzarlo con la crociata contro la “ludopatia”.
Lasciando per il momento in un limbo di mistero voci come “Banda Larga” (che razza di entrata sarebbe???) e “Riprogrammazione”, abbiamo poi una non meglio specificata “Spending Review” di 15 miliardi. Sarebbe carino sapere, dopo l’affossamento del lavoro di Cottarelli e di tutti quelli precedenti, come faranno lorsignori a tagliare questi 15 miliardi. Probabilmente non lo faranno. Ma anche se lo facessero, il saldo è chiaro: almeno 19,4 miliardi di entrate fiscali in più, forse 15 miliardi di spesa corrente in meno.
Guardando l’insieme della slide e considerando come valide tutte le ipotesi più ingenuamente ottimistiche, abbiamo: 17,5 miliardi di tagli di tasse e 19,4 miliardi di aumenti di tasse, attuali o future (come minimo 2 miliardi di tasse in più); 15 miliardi di tagli di spesa e 18,5 miliardi di aumenti di spesa (come minimo 3,5 miliardi di spesa in più).
Forse anche solo commentare un simile livello di cialtroneria è una perdita di tempo. Meglio concentrarsi su cose pratiche: spostare imprese, famiglie, risparmi, lavoro e vita fuori da questo paese condannato.
p.s.
oops... Buon Week end :)

mercoledì 15 ottobre 2014

I 30 MILIARDI DI MANOVRA PER PREPARARE LE ELEZIONI (Stefano Feltri).

postato il 15/10/2014 dal blog di  triskel182
OGGI LA LEGGE DI STABILITÀ: BONUS, SCONTI IRAP E SGRAVI PENSANDO AL VOTO.
Questa è una legge di stabilità elettorale, il piano ormai è chiaro”, dice un importante dirigente del Pd che si prepara a leggere il provvedimento all’ordine del giorno oggi in Consiglio dei ministri conoscendone già lo scopo politico. Lo schema è lineare, come spesso accade nel renzismo: una manovra da 30 miliardi che regala molto a molti, tra TFR, sgravi per le assunzioni, tagli all’Irpef, bonus fiscali. Le coperture? Un po’ di deficit, tagli lineari e qualche misura incerta. Quando si vedranno i buchi sarà troppo tardi.  

“IL CAPO DELLO STATO Napolitano si dimetterà dopo la legge di stabilità”, commentano dentro il governo Renzi. Chissà, forse l’annuncio sarà nel discorso di fine anno, assieme all’appello per le grandi riforme che si sono arenate complice la sessione di bilancio. L’accordo con Berlusconi e Fi lo hanno capito anche i peones del Transatlantico: il prossimo capo dello Stato va eletto con questo Parlamento, in cui il Cavaliere conta ancora qualcosa. Va scelto qualcuno che non sia troppo ingombrante per il premier e che possa far balenare a Berlusconi l’ipotesi di una qualche riabilitazione. E, dopo, liberi tutti. Al voto prima che l’Europa sanzioni l’Italia come inevitabile quando sarà palese lo sfondamento del tetto del 3 per cento al rapporto deficit-Pil. “L’Europa può andare affanculo”, riassume un super-renziano.   Ieri le Camere hanno votato la Nota di aggiornamento al Def, che sposta il pareggio di bilancio dal 2016 al 2017. Il governo Renzi, come quello di Letta, si rifiuta di fare la correzione da quasi 15 miliardi necessaria per rispettareilritmodiriduzionedeldebito prevista dal Fiscal compact. È il primo passo della finanziaria elettorale di Renzi che ha bisogno di far salire il deficit 2015 per trovare copertura (o meglio, per emettere nuovo debito in assenza di copertura) ad alcune misure garanzia di sicuro consenso. I numeri sono noti: 30 miliardi di interventi, 18 di tagli di tasse, circa 16 di spending review (“tagli lineari”), dicono i critici.   Alla vigilia del Cdm fioccano promesse. Il sottosegretario Graziano Delrio: “La spending review sulle Regioni si aggira intorno ai 4 miliardi come tagli di sistema ma il budget della sanità non verrà toccato, anzi si può ragionare su eventuali incrementi”. Addirittura aumenti: i governatori fanno notare che se non si tocca la spesa sanitaria, si incide sul resto del bilancio che nel complesso vale 19 miliardi. Quindi si parla di un taglio del 25 per cento, altro che il 3 annunciato. Il ministro Maurizio Lupi (Ncd) esulta per “la proroga sia dell’ecobonus al 65 per cento che del bonus del 50 per cento per ristrutturazioni e mobili”. E poi ci saranno gli sgravi per chi assume a tempo indeterminato, la proroga degli 80 euro in busta paga, quasi certamente la possibilità di farsi anticipare la liquidazione in busta (tassata però con l’aliquota Irpef). Tutte misure che – come gli 80 euro a maggio – possono forse far bene all’economia, ma aiuteranno anche la popolarità del premier e del Pd.   Al ministero del Tesoro hanno provato a contenere l’esuberanza del premier: il ministro Pier Carlo Padoan ha scritto una Nota al Def, il documento con i numeri su cui si imposta la legge di stabilità, molto prudente. “Ma Padoan non ha toccato palla, la partita è tutta tra palazzo Chigi e la Ragioneria che va convinta delle coperture”, dicono a Palazzo Chigi. In effetti Padoan era lontano, in Lussemburgo, quando lunedì Renzi ha annunciato le ultime novità.   C’È SOLTANTO un’incognita: la Commissione europea. Ieri Renzi ha chiamato il presidente entrante, Jean Claude Juncker, gli ha illustrato l’impianto della legge di stabilità e ha sottolineato il giudizio tutto sommato positivo dell’agenzia di rating Moody’s che ieri si è espressa sull’Italia: “Molti anni di consolidamento hanno portato ad un significativo surplus primario. Questa solida posizione di bilancio aiuta l’Italia ad avere favorevoli costi di finanziamento, con più tempo per attuare riforme a favore della crescita”. Tradotto: Renzi può fare quello che vuole, Moody’s benedice anche il Jobs Act (nonostante nessuno sappia che c’è dentro). Domani sera il governo manderà il disegno di legge stabilità a Bruxelles. Da giorni la Reuters scrive che potrebbe essere bocciato e rispedita a Roma. A quel punto Renzi potrebbe decidere di ignorare le richieste e rischiare la procedura di infrazione. Che, tanto, arriverebbe molto dopo un eventuale voto di primavera.
(Da Il Fatto Quotidiano del 15/10/2014 a firma di Stefano Feltri)
p.s.
in realtà, come afferma lo stesso Fatto Quotidiano, i mld sono 36: presi per metà da tagli alla P.A. (Ministeri, enti locali, ecc.) e per l'altra metà da una serie di partite di giro raccolte sotto il nome di "evasione".......

giovedì 4 settembre 2014

Renzi: “Meglio investitori esteri con soldi veri che il ‘salotto buono’ italiano”

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 3 settembre 2014
“Preferisco che arrivi qualcuno dall’estero con soldi veri” a creare posti di lavoro “a certi presunti capitalisti italiani che hanno finto di fare investimenti e invece da trent’anni son sempre loro, quelli del salotto buono”. Matteo Renzi, parlando mercoledì mattina a Rtl, torna a indossare le vesti del rottamatore di quello che la settimana scorsa ha definito “capitalismo di relazione ormai trito e ritrito”. Concetto ribadito all’emittente radio: “In Italia sono 30 anni in cui sono sempre i soliti, che sono i proprietari dei giornali”, quelli “che stanno dentro i salotti che contano della finanza, che si comprano le aziende e poi i posti di lavoro non crescono e l’Italia da 15 anni è ferma. Allora io vorrei spalancare questo Paese. Non mi interessa chi sei. Non si può continuare a vivere di totem e di tabù, gli italiani vogliono posti di lavoro, oggi. Ma per averli bisogna aprire il paese agli investimenti. A volte sono stati preferiti gli amici degli amici e la storia del nostro capitalismo è stata fatta sempre dai soliti noti”.
“Il lavoro si crea con regole chiare e semplificazione” – Continuando il ragionamento su mercato del lavoro e polemiche sull’articolo 18, Renzi ha detto di non essere “per niente preoccupato sulle regole”, “il posto di lavoro non si crea cambiando le regole. Qualcuno pensa che in Parlamento ci siano maghi, capaci di creare posti di lavoro cambiando le regole. Per crearli, invece, bisogna far sì che gli imprenditori investano”. Per questo la “vera sfida è dire agli imprenditori stranieri ‘venite in Italia’ o dire a quelli italiani di restare”. Per far sì che ciò accada, servono “regole chiare sulla giustizia; semplificazione burocratica; un paese con meno politici e più politica. Per un imprenditore le regole del lavoro sono importanti, ma ancor più lo è il contesto, il cosiddetto business contest”. Per quanto riguarda l’ipotesi del superamento dell’articolo 18 e della reintegra obbligatoria il Premier ha dichiarato: “Quella è la direzione di marcia, mi sembra ovvio. Sarà possibile solo se si cambierà il sistema delle tutele”. 
“Spending review non per 17 miliardi ma 20″ – In una lunga intervista a Il Sole 24 Ore, iniziata secondo il direttore Roberto Napoletano con Renzi che “brandisce una sciabola muovendosi da un capo all’altro della stanza nel suo ufficio a Palazzo Chigi”, il presidente del Consiglio ha garantito che sul bonus di 80 euro non intende fare marcia indietro, anzi lo stabilizzerà. “E se riesco lo allargo”. Renzi ha poi alzato la posta sulla spending review sostenendo che “i tagli saranno non per 17 ma per 20 miliardi per investire in istruzione e ricerca senza aumentare tasse”. In che modo? Il governo valuterà “tagli del 3% per ciascun ministero”. Quanto al commissario Carlo Cottarelli, con il quale notoriamente i rapporti sono tesissimi e che solo lunedì ha ribadito il suo piano di tagli alle partecipate escluso all’ultimo minuto dallo Sblocca Italia, “ha la mia fiducia e quella di Padoan” e “gli ho chiesto di restare”, dice il premier. “Vedremo se riusciremo a trattenerlo”. L’intervento sulle partecipate? “Lo faremo con un disegno strategico”, inserirlo nello Sblocca Italia “sarebbe stato un errore”. 
“Sì a privatizzazioni ma non partiamo da Eni e Enel. Non esiste operazione taglia-debito” – Smentita invece l‘accelerazione sulla vendita di ulteriori quote di Eni ed Enel, che a fine agosto era stata confermata dallo stesso ministero dell’Economia: “Le privatizzazioni si faranno e i target previsti verranno rispettati”, ma “non sono convinto che si debba partire da Eni e Enel. Non vedo prioritario ridurre le quote dello Stato in due società che hanno grandi potenzialità, il corso dei titoli può ancora crescere, si può fare un discorso più strategico”. Il presidente del Consiglio ha poi etichettato come “fantapolitica” le voci su un rimpasto di governo: “La squadra è questa e non si tocca, a tempo debito sostituiremo solo il ministro degli Esteri”. E non esiste nemmeno, assicura Renzi, un piano per tagliare il debito italiano creando una società veicolo fuori dal perimetro della pubblica amministrazione: “Non si fa: non possiamo permetterci un danno reputazionale“.
“Non è serio solo ciò che viene detto con una faccia seria” – All’ultima domanda di Napoletano, che chiede a Renzi se “abbia consapevolezza della gravità della crisi” e del fatto che “la priorità oggi è l’economia e non le riforme istituzionali” e se pensi che nel programma Mille giorni ci sia un disegno organico che rifletta questa urgenza”, il premier ribadisce che “avendo convinto 4 italiani su 10″ ora non intende “guardare in faccia nessuno”. “Questo 41% (i voti presi alle Europee, ndr) è un utile che reinvesto nella nostra azienda, che è l’Italia”, ma “continuerò a farlo con quello stile di leggerezza che è mio: non è serio solo c’è che viene detto con una faccia seria”. Per salvare l’Italia, è la conclusione, “non servono facce corrucciate ma idee pesanti”.

venerdì 29 agosto 2014

stupirci? c'è riuscito.. "Italia in deflazione per la prima volta dal 1959. E torna a salire la disoccupazione"

di | 29 agosto 2014
Lo spauracchio tante volte evocato negli ultimi mesi, quello della deflazione, si materializza per l’Italia proprio nel giorno del già ridimensionato Consiglio dei ministri con cui Matteo Renzi voleva “stupire” gli italiani. E va a braccetto con un nuovo scatto in avanti della disoccupazione. In agosto l’indice dei prezzi al consumo misurato dall’Istat ha segnato un calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Insomma, i prezzi hanno invertito la rotta. A luglio salivano ancora (+0,1%), come è normale in un’economia in salute, ma in dieci grandi città, tra cui Roma e Torino, erano già in discesa. Un campanello di allarme che ora suona come l’anticipazione di una tendenza generalizzata. E quasi inedita: è la prima volta dal settembre del 1959, quando però l’economia era in forte crescita. A peggiorare il quadro c’è il fatto che sono scesi anche i prezzi del cosiddetto carrello della spesa, cioè l’insieme dei beni essenziali che comprende l’alimentare e i prodotti per la cura della casa e della persona. Il ribasso annuo in questo caso è pari allo 0,2%, anche se in recupero rispetto al -0,6% di luglio. E’ l’Italia, dunque, il primo Paese dell’Eurozona a vedere concretizzarsi lo spettro che, dopo la frenata di Germania e Francia, è al centro del dibattito europeo. In questo quadro, da Berlino arriva anche un avvertimento a non aspettarsi troppo dalle mosse della Banca centrale europea. A cui i mercati guardano sperando in un rapido e energico intervento per contrastare il calo dei prezzi. Wolfgang Schaeuble, ministro delle finanze tedesco, ha infatti detto in un’intervista a Bloomberg Tv che “la Banca centrale europea ha esaurito le munizioni per aiutare l’Eurozona”. Il falco Schaeuble, che due giorni fa aveva smentito l’interpretazione pro-flessibilità delle recenti parole di Mario Draghi a Jackson Hole, ha aggiunto: ”Ad essere sinceri non penso che la politica monetaria della Bce abbia gli strumenti per combattere la deflazione”. E comunque ”la liquidità sui mercati non è troppo bassa, anzi è troppa”.
Un circolo vizioso che porta alla stagnazione –  La notizia dell’ingresso in deflazione è una doccia gelata per il governo, che venerdì pomeriggio si riunisce per dare il via libera al decreto Sblocca Italia e al pacchetto giustizia, dopo che la riforma della scuola è stata rimandata a settembre. Il calo dei prezzi è una vera batosta, su molti fronti: sulle prime può sembrare positivo per i consumatori, ma innesca in realtà un circolo vizioso che conduce alla stagnazione dell’economia. O non le permette di uscirne. Perché i cittadini rimandano gli acquisti più corposi sperando di poter risparmiare di più in futuro e di conseguenza le aziende investono meno e non assumono. Così la disoccupazione sale, nel Paese circola meno denaro e l’intero motore economico riduce i giri. Come è accaduto in Giappone negli anni 90, non per niente noti come “il decennio perduto” del Sol Levante. Non basta: più scende l’inflazione più il tasso d’interesse reale pagato sui titoli di Stato diventa svantaggioso. Il che, con un debito pubblico a 2.168 miliardi, è l’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno. 
Disoccupazione di nuovo in salita. Le donne senza lavoro aumentano del 9,3% rispetto a luglio 2013 – Una spirale in cui di fatto l’Italia è già precipitata, come dimostrano il nuovo ingresso in recessione nel secondo trimestre dell’anno (quando il Pil è calato dello 0,2%, come confermato dai dati definitivi dell’Istat) il ristagno delle vendite al dettaglio, il crollo della fiducia di consumatori e imprese, le retribuzioni praticamente ferme e i dati sui senza lavoro. Questi ultimi sono stati aggiornati dall’istituto di statistica sempre venerdì: in luglio il tasso di disoccupazione è tornato al 12,6%, in aumento dello 0,5% sui dodici mesi e dello 0,3% rispetto a giugno. Non prosegue dunque l’inversione di tendenza registrata prima dell’estate, che aveva fatto ben sperare il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e indotto Renzi (era il 10 luglio) a rivendicare “54mila posti di lavoro in più”, “un dato che non passa mentre quelli negativi sì”. Oggi però di dati positivi da sottolineare non ce ne sono. Lo scorso mese si è registrato un calo degli occupati pari a 35mila unità: come se si fossero persi più di mille posti al giorno, ha calcolato l’Ansa. In Italia i senza lavoro sono a questo punto 3 milioni e 220 mila, in aumento del 2,2% rispetto al mese precedente (+69mila) e del 4,6% su base annua (+143mila), mentre gli occupati calano a 22.360.000, 71mila in meno su base annua. Rispetto al mese precedente la disoccupazione aumenta sia per la componente maschile (+3,3%), sia per quella femminile (+1%). Ma se il confronto è con luglio 2013, le disoccupate risultano in salita del 9,3% contro il +0,9% degli uomini. Il divario tra uomini e donne sul mercato del lavoro, insomma, resta enorme. Lo attesta soprattutto il tasso di occupazione, che per i primi è stato in luglio del 64,7%, mentre le lavoratrici erano solo il 46,5% del totale delle donne attive. Entrambi i dati sono in calo dello 0,1% sull’anno prima. 
L’incidenza dei disoccupati tra i giovani sale dell’1,1% – L’unico segnale positivo arriva dalla disoccupazione giovanile, con il tasso che scende al 42,9%, -0,8 punti rispetto al mese prima. Si può ipotizzare che sia l’effetto del lavoro stagionale, che fa anche salire il numero degli occupati a 939mila, +36mila in confronto a giugno. Ma allargando lo sguardo a un periodo di tempo più lungo si vede come il tasso di disoccupazione resti più alto del 2,9% rispetto al luglio 2013. Non solo: l’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all’11,8%, +1,1 punti su base annua. 
Sempre più precari e lavoratori part time – Basta poi uno sguardo alla tabella Istat con i dati sulla tipologia di occupazione per rendersi conto che gli assunti a tempo indeterminato diminuiscono per lasciare il posto a lavoratori precari e spesso a tempo parziale. Nel secondo trimestre dell’anno gli “stabili” sono scesi di 44mila unità rispetto allo stesso periodo del 2013, mentre i dipendenti a termine sono saliti di 86mila unità di cui però 56mila a tempo parziale.
p.s.
eppure avrà una bel pò di voti!
come sempre
buon week end

lunedì 19 maggio 2014

Euro, quelli che ‘se ne usciamo ci sarà la corsa agli sportelli’

| 19 maggio 2014 (Professore associato di Politica economica, Facoltà di Economia, Uni. G.D’Annunzio, Pescara)
Siamo al redde rationem.
Mentre gli oligarchi, quelli per i quali i suicidi provocati dalla crisi sono “l’emersione di una contraddizione tale da aprire la strada a un progetto costituente europeo”, se ne stanno ben rinchiusi e defilati nei loro bunker, nelle strade, casa per casa, lotta un’improbabile armata Brancaleone di bambini soldato, mandati allo sbaraglio con argomenti tanto insulsi quanto terroristici. Fra questi, come spesso accade, il più convincente ad occhi inesperti è anche il più ridicolo agli occhi del professionista. Ma se il pubblico non coglie immediatamente il ridicolo, la colpa non è certo sua: la colpa è di un sistema dell’informazione volto da trent’anni a distorcere i più elementari fatti economici. Per ripristinare un minimo di buon senso, però, basta poco, come spero di chiarirvi se avrete la pazienza di leggermi.
Dunque: li avete mai sentiti quelli che raccontano che se si uscisse la nuova lira si svaluterebbe, e quindi, nell’imminenza di questa prospettiva, ci sarebbe una fuga di capitali all’estero, preceduta da una corsa agli sportelli (che gli espertoni chiamano bank run)? La conclusione dei nostri economisti improvvisati è che privando di liquidità il sistema economico italiano, questo fenomeno condurrebbe rapidamente l’Italia al collasso.
Ora, questo argomento è infondato per un semplice motivo: chi aveva soldi da portare all’estero lo ha già fatto, e ha fatto bene, per il semplice fatto che l’euro a 1.37 (diciamo 1.4, arrotondando) sul dollaro è troppo alto, come anche Prodi autorevolmente ci ha ricordato, il che apre la strada a due soluzioni: o l’euro si svaluta, o crolla sotto il proprio peso. La perdita da svalutazione quindi, da qui ai prossimi due anni, ci dovrà essere in ogni caso. Anch’io, che di soldi ne ho pochi, li ho portati all’estero, in modo del tutto legale, investendoli in un fondo dove ho pesato opportunamente dollaro e mercati emergenti, evitando l’Europa (il che non significa escluderla, perché non si devono mai mettere tutte le uova in un solo paniere, ed è sempre bene comprare “basso” per vendere “alto”). Punto. Chi ha senno fa così e lo ha già fatto (come credo abbiano fatto tutti quelli che mi leggono), perché non ha comunque senso investire in un continente che si sta suicidando e va da un rimbalzo del gatto morto al successivo. Se ti vuoi proteggere da una svalutazione, devi investire nella valuta rispetto alla quale sei rivalutato (cioè il dollaro) e se vuoi rendimenti devi investire in economie che crescono (Usa e emergenti).
La morale della favola è che agli intervistatori che con aria sapiente (“Eh, ora ti metto io in difficoltà!”) mi chiedono: “Ma lei cosa farebbe?”, io rispondo: “Niente, perché ho già fatto quello che c’è da fare. Lei no? Mi dispiace.”
Dirò di più.
Il rischio di svalutazione drastica, e in generale il “rischio paese” dell’Europa, è molto più remoto in caso di dissoluzione che in caso di mantenimento dell’euro. Paradosso? No, logica. Il nostro principale concorrente è e resta la Germania. Ora, se noi ci sganciamo da lei, solo un fesso patentato può pensare che la Bundesbank lasci cadere la nuova lira del 20% in una notte, non solo perché non è mai successo, ma anche perché far cadere del 20% la nuova lira significa alzare del 20% l’asticella della Germania, che ora è per lei convenientemente bassa, come affermano tedeschi tanto diversi quanto Hans-Olaf Henkel e Ska Keller. Germania e Italia hanno una struttura di vantaggi comparati molto simile e competono sugli stessi mercati terzi. Se noi ci sganciassimo dall’euro, sarebbe interesse della Germania non calcare troppo la mano e sostenere il nostro cambio, per non perdere importanti quote di mercato. D’altra parte, stando dentro lo “stabile” euro, ci è già successo di sperimentare svalutazioni contro dollaro del 20% pressoché istantanee. Guardate un po’ cos’è successo nel 2008, ad esempio:
bagnai-usd/eur Qualcuno ricorda fughe agli sportelli, inflazione al 20%, e altre amenità simili? I problemi erano, e sono, ben altri.
Mi preme anche farvi notare che se l’euro non scompare, l’unico modo per “risanare” le finanze pubbliche, devastate dal proprio generoso quanto vano tentativo di salvare la finanza privata, sarà quello di “ristrutturare” il debito pubblico. Gentile eufemismo per il più esplicito: dare il pacco ai creditori. Ora: con un haircut poniamo del 20% il creditore da un giorno all’altro si vede restituire il 20% in meno, ma il debitore non riallinea il proprio cambio e quindi, non recuperando competitività, non riesce nemmeno a restituire il restante 80% (è più o meno quello che sta succedendo in Grecia, se avete presente). Con una svalutazione del 20%, il creditore vede sì il 20% in meno, ma il debitore recupera competitività, cresce, e il restante 80% è in grado di restituirlo. Questa è logica. Dentro l’euro quindi c’è più rischio, per i creditori (buon motivo per sottopesare l’Eurozona nei portafogli). E allora perché tutti lo difendono? Ma è semplice: perché il Nord, come da prassi, vuole stravincere. I creditori del Nord sanno che il 20% (o più) è comunque perso, in un modo o nell’altro, ma elaborare questo lutto diventa più facile se pensi che comunque sei riuscito a mantenere i tuoi debitori in una posizione di inferiorità competitiva (impedendo alla tua valuta di rivalutarsi).
Giova ricordare che sarà anche vero che noi italiani ultimamente non abbiamo vinto nessuna guerra, ma i tedeschi in compenso le hanno perse tutte. La storia si sta ripetendo.
Permettetemi di concludere con la madre di tutte le dilettantesche scemenze: l’idea spesso espressa da economisti improvvisati secondo cui la famosa svalutazione del 50% (che non sarebbe tale perché i partner lo impedirebbero, come ho detto sopra) abbatterebbe del 50% in una notte (che non sarebbe una notte perché i riallineamenti anche ampi normalmente prendono almeno un anno) i nostri risparmi.
Scusate, ma i risparmi a cosa servono? In sintesi, a tirare a campare quando si smette di lavorare, no? Ora, io mi chiedo: ma voi, che oggi fate la spesa sotto casa, a 65 anni prenderete ogni giorno l’aereo per farla a Manhattan? Così, per sapere… I cialtroni terroristi sistematicamente confondono il valore esterno della moneta (il suo tasso di cambio) con quello interno (il suo potere di acquisto). Se l’euro si svalutasse del 50%, significherebbe (a spanna) che un dollaro costerebbe del 50% in più. Ma voi il latte sotto casa lo comprate in dollari? L’obiezione (ridicola) è: “Ma le materie prime si comprano in dollari!”. Ma ragazzi: il costo delle materie prime è solo una parte del costo finale del prodotto, le strategie di prezzo delle imprese sono orientate a comprimere i margini in caso di svalutazione per evitare di perdere quote di mercato, ecc. ecc. La morale della favola è che gli studi più recenti ci dicono che nei paesi europei una svalutazione si trasferisce sull’indice dei prezzi al consumo per circa il 23% nel lungo periodo. Quindi anche una svalutazione del 50%, del tutto improbabile, farebbe aumentare l’indice dei prezzi al consumo al massimo del 0.5×0.23=11.5% distribuito su più di un anno. Il che significa, in buona sostanza, che anche in questo scenario catastrofico l’incremento del tasso di inflazione su base annua sarebbe al massimo di 6 punti, sempre nell’ipotesi che il governo non attui contromisure, come, ad esempio, ridurre le accise sulla benzina messe da Monti, guarda un po’, per difendere l’euro. Se invece la svalutazione fosse di un più realistico 20%, come fra 1992 e 1993, l’impatto sull’inflazione in base annua sarebbe di due punti. Proprio quei due punti in più di inflazione che il buon Stefano Fassina chiede alla Bce di provocare… per difendere l’euro!
Ehi, amici, come devo dirvelo? Se tanto svaluteremo dentro o fuori dall’euro, se per difendere l’euro sarebbe opportuno che la Bce provocasse un’inflazione analoga a quella che ci aspetta se ne usciamo, e se per difendere l’euro dobbiamo mettere nuove imposte sulla casa e nuove accise (e in Italia un’accisa è per sempre), mi spiegate a cosa ci serve restare dentro l’euro? A sentirci bravi come i tedeschi? Se avete un complesso di inferiorità parlatene con uno psicanalista: farete felici il vostro (o la vostra) partner. Un economista, se non è un cialtrone, non vi dirà niente di diverso da quanto trovate scritto qui.
p.s.
io lo dico da tempo che è possibile, anche se ci vuole tempo, uscirne definitivamente ma stavolta è un prof di economia a dirlo quindi ha una maggiore autorevolezza del sottoscritto...... eppure: la psicologia di massa è strana perchè singolarmente presi siamo tutti bravi a capire le ragioni ma messi tutt'insieme siamo pecore e ci facciamo spaventare non dai lupi, che sono altrove, ma dal loro semplice odore.
VOTATE! VOTATE! VOTATE!

martedì 15 aprile 2014

Un costoso .... regalo elettorale

Qui sotto c'è il passo cruciale della relazione della corte dei conti sulla spending review versione renziana...

.. e qui c'è la stessa cosa ma stavolta della Banca d' Italia, Dr. Signorini, sempre a proposito della spending review renziana.

A che pro? Perchè entrambe dicono la stessa cosa: gli 80 euro e tutto il resto: non si può fare sia perchè comporterà un manovra successiva per riequilibrare i conti.
Ma voglio citare proprio le relazioni:
  1. nella prima, quella della Corte dei Conti, si sostiene che "... Nel medio termine le differenze fra previsioni indipendenti e quelle governative raggiungono il valore cimulativo di 1 punto e mezzo del PIL e di quasi 5 punti per gli investimenti. Il passo della ripresa continuerebbe, pertanto, a essere largamente insufficiente per riportare la nostra economia sui livelli pre-crisi" (significa che non bastano nemmeno a riportare il paese a com'era prima... ossia al pantano).
  2. nella seconda, quella di Bankitalia, si sostiene che .... "Nel complesso, l'analisi delle stime tendenziali suggerisce che nel 2015 i risparmi di spesa indicati come valore massimo ottenibile  dalla spending review non sarebbero sufficienti, da soli, a conseguire gli obiettivi programmatici, qualora dovessero finanziare lo sgravio fiscale dell'Irpef, evitare l'aumento di entrate appena menzionato e dare anche copertura agli esborsi connessi con programmi esistenti con programmi esistenti non inclusi nella legislazione esistente.
    L'indebitamento netto strutturale (calcolato, cioè, escludendo gli effetti del ciclo economico e delle misure temporanee), sceso allo 0,8 % del PIL (- 0,6 punti) nel 2013, diminuirebbe nei programmi ancora di uno 0,2 punti nel 2014 e di altri 0,5 punti nel 2015, sostanzialmente azzerandosi.
    Nel 2014 è previsto un ulteriorea umento del rapporto debito/PIL, al 134,9%, oltre due punti in più rispetto agli obiettivi indicati lo scorso ottobre.....
    "
..... inoltre, aggiungo, e di oggi la notizia dell'aumento del debito pubblico di almeno un altro punto percentuale superando i 2mld e 120 mln di euro: insomma, come Berlusconi, Renzi spende soldi che non ha per poter promettere regalie che NON può fare BEN SAPENDO CHE POI, VINTE (se le vince.. le promesse a questo servono) LE ELEZIONI, dovrà fare una manovra di rientro da alcrime e sangue per rientrare a tambur battente negli obiettivi programmati.
Le elezioni si avvicinano ... la febbre sale come sempre ma, altrettanto, come sempre le CHIACCHIERE STANNO A ZERO!
p.s.
non fossimo in Italia non ci sarebbe nemmeno bisogno di parlarne perchè questi personaggi di una improbabile operetta da tre soldi starebbero al massimo a governare una circoscrizione... qui invece li abbiamo messi addirittura al governo da almeno 20 anni.
p.s. 2
i due documenti postati sopra sono disponibili solo perchè M5S è presente in Parlamento e mette in rete tutto quello che gli capita a tiro.. nonostante tutti gli autogol fatti rimangono gli unici in questo paese che ci fanno sapere qualcosa dicendoci quello che i media del mainstream, i quali si mantengono con i soldi pubblici, mai ci faranno sapere..... e di questo gliene do atto.

giovedì 27 marzo 2014

Averne 80 per pagarne molti di più: ecco gli sconti burla..... il monito di Papa Francesco

Allora ricorderete che in un precedente post ne avevo parlato degli 80 euro "regalati" ai lavoratori. Bene: eco il conto, soldi per soldi, che ci prenderanno in cambio. Ricorderete che citavo, fra le altre cose, anche le addizionali degli enti locali. Oggi, 27/3/2014, sul sito del Messaggero è apparso un articoletto che spiega molto bene come gli enti locali si "prendano" il taglio fiscale...... tenetevi forte. A febbraio arriva la mini stangata delle addizionali che, udite udite, saranno (fra conguagli e nuovi aumenti delle stesse) pari a 97 euro, si proprio 97 euro (ben 17 euro) in più delle promessa, finora non mantenuta, renziana: il 29,3% in più rispetto alle stesse voci dell'anno scorso: il tutto in media naturalmente (dati UIL). Le chiacchiere stanno a zero. Le bugie hanno sempre le gambe corte perchè, semmai saranno concessi, serviranno solo a coprire (in parte) gli aumenti dell'irpef "federale", poca cosa. Lazio (regione con l'aumento maggiore), Liguria, Umbria, Piemonte vedranno aumentare le proprie imposte nella misura succitata; le altre oscillano un pò più in basso. Stesso dicorso per la parte comunale che vede Roma fare la parte del leone e dietro tutte le altre: nessuno sta fermo, tutti aumentano (fare la lista è assurdo, ognuno può saperlo per il suo comune e la sua regione... è facile). Ma ora ecco la sorpresa: i numeri sopra sono, appunto, medi.... quelli reali son diversi e peggiori perchè complessivamente pagheremo ben 564 euro per i comuni e 409 quelle regionali; altro che detassazione. E mi fermo qui: ma ci sono le bollette e tutta la tassazione occulta che portano con se e di cui nessuno, chissà perchè, parla....
Mai come oggi, a fronte del cinismo della politica che deve fermare l'onda grillina (accreditata dall'ixe di un 25% di voti.. nonostante Grillo e le sue epurazioni), si è levata la voce di Papa Francesco: alta, forte, chiara come il sole che, durante la messa dedicata ai politici, ha con parole evidenti tirato loro le orecchie.... ecco il monito: “no alla corruzione, agli interessi di partito e ai ‘dottori del dovere’ e ai ‘sepolcri imbiancati”. Ma, se quanto detto ora non bastasse, ha sottolineato che al tempo di Gesù c’era una classe dirigente che si era allontanata dal popolo, lo aveva abbandonato, incapace di altro se non di seguire la propria ideologia e di scivolare verso la corruzione. Dominavano soltanto, ha ricordato Bergoglio, interessi di partito e lotte interne. “Il cuore di questa gente, di questo gruppetto – ha affermato il Papa – con il tempo si era indurito tanto che era impossibile sentire la voce del Signore. E da peccatori, sono scivolati, sono diventati corrotti. E’ tanto difficile che un corrotto riesca a tornare indietro. Il peccatore, sì, perché il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose, e questi erano corrotti. E per questo si giustificano, perché Gesù, con la sua semplicità, ma con la sua forza di Dio, dava loro fastidio”; ha continuato: non diventate “dotti del dovere” e a vivere intensamente questo cammino quaresimale di conversione. “In questa strada della Quaresima – è stato l’appello finale di Francesco – ci farà bene, a tutti noi, pensare a questo invito del Signore all’amore, a questa dialettica della libertà dove c’è l’amore, e domandarci, tutti: ‘Ma, io sono su questa strada? Ho il pericolo di giustificarmi e andare per un’altra strada?’. Una strada congiunturale, perché non porta a nessuna promessa. E preghiamo il Signore – ha concluso Bergoglio la sua omelia – che ci dia la grazia di andare sempre per la strada della salvezza, di aprirci alla salvezza che soltanto viene da Dio, dalla fede, non da quello che proponevano questi ‘dottori del dovere’, che avevano perso la fede a reggevano il popolo con questa teologia pastorale del dovere”.
Mi pare chiarissimo.... chissà se l'entusiasta fan di Obama, alias il nostro Presidente del consiglio, ha avuto modo di leggere le news che arrivavano da questa messa.. e chissà se gli son fischiate le orecchie: è vero che siamo italiani e quindi abituati a esser pecore ma è anche vero che non tutte le pecore sono tali per nascita..... alcune lo sono per necessità, altre per scelta obbligata.

mercoledì 19 marzo 2014

una rivoluzione? no n'apocalisse.....Partiamo da un segnale, da bravo complottista non posso che essere dietrologo..... (come sembra pensare qualcuno a proposito del post di ieri), proveniente dalla regione nella quale vivo: il presidente della regione toscana.. non si candida per le europee: come mai? Ufficialmente tutto sembrava pronto per lo sbarco nel parlamento europeo perchè c'erano gli ok giusti.. ma qualcosa è andato storto: forse che i sondaggi riservati potrebbero riservare sorprese alle elezioni europee e qualcuno rimaneva fuori dai giochi? O forse perchè lasciando la regione si sarebeb dovuti tornare al voto qui in regione e anche qui ci potevano essere "soprese", sia dentro che fuori il pd, e quindi era meglio presidiare il fortino? Chi vivrà vedrà.... il tutto senza la partecipazione di real time il blog dei complotti (salvo poi scoprire che spesso... ci azzecca!) Detto ciò, veniamo al punto. Cottarelli oggi ha parlato per la seconda volta in commissione in parlamento ma stavolta è arrivato "preparato" con slide e relazione e ... una tabella (che trovate a questo link). nel dettaglio: Difesa. Addio a metà degli F35. Nei propositi il risparmio atteso è notevole: un totale di 2,5 mld a regime.... ammesso che il consiglio supremo di difesa e l'alto Colle lo consentano... cosa sulla quale nutro molti dubbi. Inoltre, se si mantiene il proposito, se è vero che il Ministro competente ha deto "a che ci serve l'aereonautica?" e "si deve ridurre di circa 50 mila unità il personale militare" il proposito della riduzione potrebbe anche essere positivo, ma rimane il punto chiave del risparmio sugli F35 e sugli altri sistemi d'arma che si vuole acquistare (elicotteri, sommergibili, la seconda portaerei ecc.)... oltre che a vendere le caserme, circa 380, che invece di riadattarle per le famiglie bisognose, cosa utile ma che non fa avere soldi e prebende, si vogliono vendere al miglior offerente... non è un mondo perfetto questo, vero? Sanità. il Ministro s'attende un risparmio di circa 3 mld di euro a regime mentre Cottarelli, forse più realista, 2 mld. Ma cosa si taglia? Non certo stipendi degli A.D. della ASL no.... la solita cosa: ticket, acquisti, ricoveri (definiti "inappropriati".. interessante definizione, vero?), informatizzazione della sanità, blocco del turn over, ecc. insomma la solita solfa che ci propinano da anni per nascondere il vero problema: il buco nero della sanità lo fanno le regioni con le loro clientele e malgoverno e questo sarebbe da tagliare sul serio; per esempio: che ce ne facciamo in toscana di sei ospedali nuovi di zecca costruiti da privati in "project financing" (ossia con soldi delle banche garantiti dalla regione, quindi noi, con facoltà per il costruttore e futuro gestore di utilizzare ampi spazi degli stessi da utilizzare a proprio comodo e con parcheggi da far pagare anche ai dipendenti? E in caso di scostamento la differenza ce la mettiamo noi...) non sarebbe meglio finanziare il risparmio con una diversa gestione dell'esistente e senza accorpare i 118 in tre sole province (oggi sono sei ma l'obiettivo finale è 3) con evidenti problemi di personale? mah.... Pensioni. si pensioni: tanto per cambiare; ora sembra che si voglia, checcè se ne dica alla presidenza del consiglio, colpire quelle alte, dico sembra perchè il viluppo di pensioni d'oro (che lega: parlamentari, alti papaveri, magistrati, ecc.) è tale che finora nessuno ci è riuscito a fargli scucire un cent.....più facile colpire nel mucchio, ad esempio: le donne che vanno, come gli uomini, con 42 anni di servizio al di là dell'età anagrafica; oppure come le pensioni di reversibilità da abbassare; oppure ancora il c.d. "contributo temporaneo (...) delle pensioni"; oppure l'abbassamento delle indicizzazioni delle stesse; o le pensioni di guerra (un vero scandalo.. te servi la patria e la patria che fa? ti affama)..... il tutto per la modica cifra a regime di 3,4 mld minimo.... non capiscono lor signori che le pensione è un diritto che il lavoratore si guadagna lavorando? Invalidità. ci risiamo con i cosiddetti falsi invalidi e gli accompagno...... per la bella somma di 0,5 milioni di euro a regime. Una quisquilia ma lor signori sono equanimi e per la parità di trattamento non possono lasciare fuori una categoria come questa... non sarebbe equo, vi pare? Tir, treni, autobus. Qui viene il bello........ ci si aspetta risparmi per 2,4 mld di risparmi a regime. Cottarelli ritiene che i soldi che lo Stato trasferisce sono del 55% più alti della media europea, quindi: le partecipate locali, le ferrovie, le società gerenti i servizi come l'acqua, il t.p.l. ecc. insomma se da un lato è interessante che si decida di tagliare il sottobosco clientelare rappresentato dalle tante società locali dall'altro non vorrei che il tutto si risolvesse nell'intento di privatizzare i servizi locali in barba al referendum appena fatto (per esempio le società di trasporto locale verrebbero privatizzate con il modello "fiorentino" dell'ataf: una parte, piccolissima, pubblica un altra di una consociata azienda privata patavina e una parte..... tedesca con annesso trasferimento in germania o a pavia dei dipendenti) e con tutto quello che ne conseguirà e che be sappiamo. Altro discorso sono i padroncini: è l'unica lobby che a ogni finanziaria spilla soldi con il ricatto dello sciopero e il relativo blocco del trasporto gommato, un ricatto che uno stato non dovrebbe subire. Forze di sicurezza. Troppe 5 polizie: vero, quindi? qui si va sul vago e furbescamente sono voci accorpate alla difesa... quindi nebbia fitta. Costi della politica, auto blu, consulenze, efficientamento diretto, riorganizzazioni della p.a., Rai, ecc. qui è emerso un esubero di 85 mila dipendenti pubblici da riassorbire: qui il racconto diventa farsa perchè dal documento si evince che sarebbero da mandare a casa, ma poi ci sono state correzioni e la riscoperta della mobilità...... messo tutto insieme si supera di poco il miliardo: ma come per gli invalidi perchè tenerli fuori? Sarebbe inequo, no? Una curiosità: nel documento di cui al link si parla di riforma delle detrazioni da rimodulare se si vuole ridurre il cuneo fiscale.... insomma prendono da una tasca e la passano all'altra, una cosa da balle spaziali... e questo va riconosciouto a Cottarelli: lui è un tecnico e produce cifre e pareri; però quelle parole messe a latere della tabella sono chiarissime: quello che dice Renzi é fuffa perchè per poterci dare dare 80 euro al mese devono risparmiarne 33 mld in tre anni; il gioco vale la candela? Sarei propenso a definirla sparata ma purtroppo si parla di soldi e non di caramelle e quindi è meglio attenersi aif atti più che alle considerazioni e allora il velo si alza e si nota la realtà vera: sono promesse elettorali e basta.... e temo saranno mantenute solo se lo votiamo.

Partiamo da un segnale, da bravo complottista non posso che essere dietrologo..... (come sembra pensare qualcuno a proposito del post di ieri), proveniente dalla regione nella quale vivo: il presidente della regione toscana.. non si candida per le europee: come mai? Ufficialmente tutto sembrava pronto per lo sbarco nel parlamento europeo perchè c'erano gli ok giusti.. ma qualcosa è andato storto: forse che i sondaggi riservati potrebbero riservare sorprese alle elezioni europee e qualcuno rimaneva fuori dai giochi? O forse perchè lasciando la regione si sarebeb dovuti tornare al voto qui in regione e anche qui ci potevano essere "soprese", sia dentro che fuori il pd, e quindi era meglio presidiare il fortino? Chi vivrà vedrà.... il tutto senza la partecipazione di real time il blog dei complotti (salvo poi scoprire che spesso... ci azzecca!)
Detto ciò, veniamo al punto.
Cottarelli oggi ha parlato per la seconda volta in commissione in parlamento ma stavolta è arrivato "preparato" con slide e relazione e ... una tabella (che trovate a questo link).
nel dettaglio:
  1. Difesa. Addio a metà degli F35. Nei propositi il risparmio atteso è notevole: un totale di 2,5 mld a regime.... ammesso che il consiglio supremo di difesa e l'alto Colle lo consentano... cosa sulla quale nutro molti dubbi. Inoltre, se si mantiene il proposito, se è vero che il Ministro competente ha deto "a che ci serve l'aereonautica?" e "si deve ridurre di circa 50 mila unità il personale militare" il proposito della riduzione potrebbe anche essere positivo, ma rimane il punto chiave del risparmio sugli F35 e sugli altri sistemi d'arma che si vuole acquistare (elicotteri, sommergibili, la seconda portaerei ecc.)... oltre che a vendere le caserme, circa 380, che invece di riadattarle per le famiglie bisognose, cosa utile ma che non fa avere soldi e prebende, si vogliono vendere al miglior offerente... non è un mondo perfetto questo, vero?
  2. Sanità. il Ministro s'attende un risparmio di circa 3 mld di euro a regime mentre Cottarelli, forse più realista, 2 mld. Ma cosa si taglia? Non certo stipendi degli A.D. della ASL no.... la solita cosa: ticket, acquisti, ricoveri (definiti "inappropriati".. interessante definizione, vero?), informatizzazione della sanità, blocco del turn over, ecc. insomma la solita solfa che ci propinano da anni per nascondere il vero problema: il buco nero della sanità lo fanno le regioni con le loro clientele e malgoverno e questo sarebbe da tagliare sul serio; per esempio: che ce ne facciamo in toscana di sei ospedali nuovi di zecca costruiti da privati in "project financing" (ossia con soldi delle banche garantiti dalla regione, quindi noi, con facoltà per il costruttore e futuro gestore di utilizzare ampi spazi degli stessi da utilizzare a proprio comodo e con parcheggi da far pagare anche ai dipendenti? E in caso di scostamento la differenza ce la mettiamo noi...) non sarebbe meglio finanziare il risparmio con una diversa gestione dell'esistente e senza accorpare i 118 in tre sole province (oggi sono sei ma l'obiettivo finale è 3) con evidenti problemi di personale? mah....
  3. Pensioni. si pensioni: tanto per cambiare; ora sembra che si voglia, checcè se ne dica alla presidenza del consiglio, colpire quelle alte, dico sembra perchè il viluppo di pensioni d'oro (che lega: parlamentari, alti papaveri, magistrati, ecc.) è tale che finora nessuno ci è riuscito a fargli scucire un cent.....più facile colpire nel mucchio, ad esempio: le donne che vanno, come gli uomini, con 42 anni di servizio al di là dell'età anagrafica; oppure come le pensioni di reversibilità da abbassare; oppure ancora il c.d. "contributo temporaneo (...) delle pensioni"; oppure l'abbassamento delle indicizzazioni delle stesse; o le pensioni di guerra (un vero scandalo.. te servi la patria e la patria che fa? ti affama)..... il tutto per la modica cifra a regime di 3,4 mld minimo.... non capiscono lor signori che le pensione è un diritto che il lavoratore si guadagna lavorando?
  4. Invalidità. ci risiamo con i cosiddetti falsi invalidi e gli accompagno...... per la bella somma di 0,5 milioni di euro a regime. Una quisquilia ma lor signori sono equanimi e per la parità di trattamento non possono lasciare fuori una categoria come questa... non sarebbe equo, vi pare?
  5. Tir, treni, autobus. Qui viene il bello........ ci si aspetta risparmi per 2,4 mld di risparmi a regime. Cottarelli ritiene che i soldi che lo Stato trasferisce sono del 55% più alti della media europea, quindi: le partecipate locali, le ferrovie, le società gerenti i servizi come l'acqua, il t.p.l. ecc. insomma se da un lato è interessante che si decida di tagliare il sottobosco clientelare rappresentato dalle tante società locali dall'altro non vorrei che il tutto si risolvesse nell'intento di privatizzare i servizi locali in barba al referendum appena fatto (per esempio le società di trasporto locale verrebbero privatizzate con il modello "fiorentino" dell'ataf: una parte, piccolissima, pubblica un altra di una consociata azienda privata patavina e una parte..... tedesca con annesso trasferimento in germania o a pavia dei dipendenti) e con tutto quello che ne conseguirà e che be sappiamo. Altro discorso sono i padroncini: è l'unica lobby che a ogni finanziaria spilla soldi con il ricatto dello sciopero e il relativo blocco del trasporto gommato, un ricatto che uno stato non dovrebbe subire.
  6. Forze di sicurezza. Troppe 5 polizie: vero, quindi? qui si va sul vago e furbescamente sono voci accorpate alla difesa... quindi nebbia fitta.
  7. Costi della politica, auto blu, consulenze, efficientamento diretto, riorganizzazioni della p.a., Rai, ecc. qui è emerso un esubero di 85 mila dipendenti pubblici da riassorbire: qui il racconto diventa farsa perchè dal documento si evince che sarebbero da mandare a casa, ma poi ci sono state correzioni e la riscoperta della mobilità...... messo tutto insieme si supera di poco il miliardo: ma come per gli invalidi perchè tenerli fuori? Sarebbe inequo, no?
Una curiosità: nel documento di cui al link si parla di riforma delle detrazioni da rimodulare se si vuole ridurre il cuneo fiscale.... insomma prendono da una tasca e la passano all'altra, una cosa da balle spaziali... e questo va riconosciouto a Cottarelli: lui è un tecnico e produce cifre e pareri; però quelle parole messe a latere della tabella sono chiarissime: quello che dice Renzi é fuffa perchè per poterci dare dare 80 euro al mese devono risparmiarne 33 mld in tre anni; il gioco vale la candela? Sarei propenso a definirla sparata ma purtroppo si parla di soldi e non di caramelle e quindi è meglio attenersi aif atti più che alle considerazioni e allora il velo si alza e si nota la realtà vera: sono promesse elettorali e basta.... e temo saranno mantenute solo se lo votiamo.

domenica 16 marzo 2014

Detraggo o non detraggo? Questo è il problema....

Aumentare le detrazioni per lavoro dipendente, allo scopo di far scendere l'irpef e far salire gli stipendi: è il coniglio dal cillindro che il governo e i tecnici del ministero dell'Economia stanno studiando, per tener fede alla promessa del premier Renzi di aumentare i salari netti di circa 80-85 euro al mese, per chi ne guadagna meno di 1.500.
Ma come?
Aumentando delle detrazioni, cioè della somme che ogni anno i contribuenti possono sottrarre dall'importo dell'irpef dovuta all'erario. Di detrazioni sull'irpef, è bene ricordarlo, nel nostro sistema fiscale ne esistono diverse:
  1. quelle per i carichi di famiglia, cioè per i coniugi o i figli a carico;
  2. quelle per le spese sanitarie;
  3. quelle che dipendono dalla situazione professionale del contribuente.
In pratica; calcolata l'imposta lorda ora:
  1. i pensionati possono detrarre (cioè sottrarre) dall'importo dovuto una cifra fino a 1.783 euro;
  2. i lavoratori autonomi beneficiano di uno sconto massimo di 1.100 euro circa;
  3. i lavoratori dipendenti che, con le regole attuali stabilite dal governo Letta, hanno diritto a una detrazione massima di 1.880 euro, riconosciuta a chi guadagna poco più di 8mila euro lordi l'anno. All'aumentare del reddito, invece, lo sconto fiscale per i dipendenti si abbassa progressivamente, per annullarsi poi una volta raggiunta la soglia dei 55mila euro di retribuzione lorda annua.
Per tagliare l'irpef "solo" ai lavoratori dipendenti, basta agire proprio sulle detrazioni a loro riconosciute, escludendo i pensionati e gli autonomi; ma come? L'ipotesi più accreditata è: l'attuale sconto fiscale massimo sia innalzato da 1.880 a 2.400 euro e che venga esteso dai redditi sotto gli 8mila euro circa a quelli che arrivano attorno ai 20mila euro. Oltrepassata questa soglia, la detrazione comincerà a scendere progressivamente fino ad annullarsi, come oggi, sopra i 55mila euro.
Quali sarebbero gli effetti di questa manovra? Meglio chiarirsi le idee con qualche esempio concreto.
Per chi guadagna tra 20mila e 25mila euro lordi all'anno (tra 1.250 e 1.500 netti al mese) la detrazione per lavoro dipendente aumenterebbe (rispetto a quella fissata oggi) di una cifra tra 1.020 e 1.060 euro annui, facendo scendere l'irpef dovuta (e crescere lo stipendio) di circa 80 euro al mese, considerando anche la tredicesima. E' in questa fascia di reddito, compresa appunto tra 20mila e 25mila euro annui, che si concentreranno i benefici maggiori.
.... Houston abbiamo un problema:
  1. discorso diverso, invece, per i dipendenti che guadagnano meno di 20mila euro all'anno. Se le ipotesi in circolazione saranno confermate, questi lavoratori devono aspettarsi un taglio dell'irpef e un aumento di stipendio minori rispetto a quelli calcolati sopra (o, in certi casi, non ci sarà nessun aumento).
    Esempio: chi guadagna meno di 8mila euro lordi annui (poco più di 600 euro netti al mese), già oggi non paga nulla di irpef e dunque non vedrà la busta paga salire neppure di un centesimo per effetto dell'aumento delle detrazioni. Un po' più fortunato è in teoria un lavoratore con una retribuzione lorda di 16mila euro ogni 12 mesi, che corrispondono a poco più di mille euro netti: la manovra del governo farà crescere il reddito di quasi 880 euro all'anno che, sempre tenendo conto anche della tredicesima, corrispondono a un aumento medio superiore a 70 euro al mese
    .
  2. Se però lo stesso contribuente ha un coniuge e due figli a carico, rischia paradossalmente di rimanere beffato. Oggi, infatti, con le detrazioni per i carichi di famiglia che già esistono, anche questo lavoratore non paga nulla di irpef e riceve uno stipendio netto ben più alto di un suo collega single (1.200 euro circa al mese, contro i mille dell'altro). Dunque, la retribuzione netta del contribuente con i familiari a carico, a differenza di quella del collega single, rimarrà ferma anche dopo la manovra di Renzi.
.... un bel problema direi.... per il nostro.
Son proprio curioso di vedere come la risolve: le elezioni incombono e i pensionati sono una bella fetta di voti che rischia di perdere!

venerdì 14 marzo 2014

nasce il renzismo..

Viviamo nella società dell'immagine, vero? Allora questi sono i filmati: il primo è conferenza stampa del Presidente del Consiglio


questo sotto invece è la dichiarazione del Commissario Cottarelli


parole, e in politica e in economia le parole pesano, nel primo e parole nel secondo, ma di diverso tenore....
Scendiamo nel dettaglio:
La realtà.
Cottarelli ha dichiarato nella sua audizione che ci sono 3 miliardi circa disponibili sulla base del suo "studio"...... ha anche detto che, se applicati alla lettera, i tagli produrranno 34 mld di euro di risparmi per il ..... 2016 ossia un 2% di PIL (ricordate, per il 2016!) colpendo a 360° nella P.A. a partire da:
  1. Pensioni d'oro che dovranno avere un imposizione aggiuntiva di "solidarietà" per finanziare i contributi sociali per i neo- assunti........ già fatto e bocciato a tutti i livelli giurisdizionali per "disparità di trattamento": mi sa di misura per "accontentare la sinistra" quindi di facciata perchè non credo avrà buon fine: risparmio atteso.... con 270 mld di spesa pensionistica secondo il Commissario non verrebbe toccato se non il 15% della stessa ossia quelli che hanno oltre 2500 euri lordi, dice....
  2. Immobili ed enti pubblici. Immagino che "la diversa gestione dei primi sia.... la loro alienazione più o meno mascherata e per i secondi la loro eliminazione: ossia tutto come prima perchè quelli che dovevano essere sciolti, non lo sono stati: immaginarsi quindi se ci si riuscirà ora che vuole sciogliere il CNEL ossia un organo costituzionalmente rilevante dove c'è il meglio dei riciclo della politica e del sindacato... puri sogni ma però a conti fatti fanno circa 2 mld (ipotetici) in tre anni
  3. Autoblu e micromisure. Vendita delle prime, anche il Presidente del Consiglio ne parla, e abolizione delle seconde come il CNEL  che secondo lui ancdrebbe abolito... ma c'è un piccolo problema: il suindicato organo è un organo avente rilievo costituzionale e quindi, oltre ad essere un organo di parcheggio di politica, economia e sindacato, la vedo dura.
oraa veniamo alla televendita. Dice:
  1. Cuneo fiscale. “Tra le misure previste, la relazione approvata ha individuato in 10 miliardi di euro le risorse per consentire l’aumento della detrazione Irpef in busta paga ai lavoratori dipendenti sotto i 25 mila euro di reddito lordi, circa 10 milioni di persone, dal 1 maggio prossimo, per un ammontare di circa 1000 euro netti annui a persona. Gli atti tecnici e legislativi verranno approvati nelle prossime settimane”.... ricordate le fatidiche domande: con quale copertura? Chi pagaherà? Da dove li prenderà? Quali spese saranno tagliate? Se non ci sono soldi delle due l'una: o finora hanno detto balle o intende uscire dall'euro e svalutare la new moneta (ma come sappiamo non è grillino).... dal primo maggio finiranno “1000 euro netti all’anno a chi guadagna meno di 1500 euro al mese“. Un taglio al cuneo fiscale che riguarderà “10 milioni di italiani che prenderanno 10 miliardi di euro: 80 euro netti in busta paga. Il limite su cui noi ci attestiamo sono 25mila euro lordi, circa 1.500 euro netti. I destinatari del nostro intervento non sono solo i ceti meno abbienti, ma anche un po’ di ceto medio”.. come sopra: da dove li prende i soldi? Dice che si aspetta risparmi per 32 mld per il ... 2015: come? Ma se Cottarelli sostiene per il 2016, qualcosa non va.. vero?
  2. Irap che sarà ridotta del 10%: “Si finanzierà con l’aumento della tassazione sulle rendite dal 20 al 26% (2,6 miliardi)” ma – assicura il presidente del Consiglio – non saranno toccati i titoli di Stato. “La stragrande maggioranza degli imprenditori – aggiunge – dicono ‘fai benissimo’ a mettere i soldi in tasca dei lavoratori. Ma noi ci occupiamo dei costi delle imprese, dal primo maggio i costi Inail saranno di 1 miliardo in meno, una legge del governo precedente ma che noi attuiamo”.. ok questa è una cosa di sinistra, bravo, ma...... pensa che gli speculatori rimangano lì ad aspettare di pagare di più? No, perchè: o lo scaricano sui loro clienti o.. vanno via. Quindi? Perchè non colpisce le dark pool ossia quei luoghi grigi dov banche e agenzie di rating spostano abbastanza soldi da far fallire interi stati? Trilioni di $ ed euri che vengono e vanno in questa zona attraverso derivati e CDS senza alcuna regolamentazione efficace: qui si deve colpire davvero e se qualcuno fa il furbo o la galera o a spazare per le strade come lavoro, finalmente, socialmente utile... quei 2,6 mld di euro sono virtuali!
  3. crediti alle imprese, scuola, casa e imprese. Sblocco ”immediato e totale dei debiti della P.a.: 22 miliardi già pagati e 68 miliardi che pagheremo entro luglio” (il cdm ha dato l’ok ad un ddl che sarà seguito da un decreto); 500 milioni di euro in più per il fondo di garanzia per le Pmi per la lotta al credit crunch, “vero o presunto che sia e che ha già garantito 10 miliardi di accesso al credito: una misura che le aziende sanno essere rilevante”; sulla scuola “abbiamo alimentato a 3,5 miliardi il plafond a cui attingere per Comuni, Province per le scuole e chi vuole attingere lo farà con procedure semplificate. E l’unità di missione sarà attiva a Palazzo Chigi e lavorerà in collaborazione con il Miur”; sui fondi europei “tutte le volte diciamo ‘ce lo chiede l’Europa’ e mettiamo una serie di vincoli: l’Europa ci chiede di spendere bene i soldi che abbiamo bloccato e che investiremo da subito: 3 miliardi di fondi europei”; sulla casa il governo ha approvato un decreto con un piano casa che avrà un impatto di 1,7 miliardi; sul Terzo settore dal primo giugno ci saranno 500 milioni di fondo per le imprese sociali, per chi vuole creare imprese sociali. E’ una misura che caratterizza questo governo, sono grato a chi dal terzo settore me lo ha suggerito, il terzo settore che poi è il primo e va incoraggiato”; sulla ricerca il Governo prevede un “aumento del credito di imposta per i ricercatori. L’obiettivo, da qui al 2018, è creare 100mila posti di lavoro. Il tutto per 600 milioni”; sul costo dell’energia “un taglio per le Pmi pari a 14 miliardi di euro verrà ridotto del 10% attraverso la rimodulazione del paniere della bolletta energetica”... cosa dire, parla da solo.....
  4. Lavoro, contratto a termine: il limite innalzato da uno a tre anni. Questa è la sola cosa che realmente farà: questo gli chiedono davvero e questa è la cambiale da pagare..... doseta er nulla di sinistra ma molto di destra liberista.
    sono previsti un decreto legge
    ed un disegno di legge per il lavoro: “Il ddl è una delega per riorganizzare l’intero sistema e sarà il Parlamento a discuterne”. Tra i punti contenuti nel decreto, il prolungamento da uno a tre anni della durata massima del contratto a termine, “applicabile senza causale per un massimo del 20% sul totale dei lavoratori”. Renzi ha parlato di un allargamento della “Garanzia giovani alla fascia 18-29 anni”. Il programma Ue (18-24 anni) nasce per garantire ai giovani entro 4 mesi dal termine degli studi o dalla disoccupazione una opportunità di lavoro o di proseguimento degli studi.
  5. Le imprese, quelle virtuose pagheranno “un miliardo in meno in premi Inail”, ha aggiunto Poletti spiegando che “noi premiamo chi merita di essere premiato, non chi è in morosità. Ci sono dei criteri chi è dentro avrà riduzione”.
  6. la riforma degli ammortizzatori sociali. Altra cambiale da pagare sulla pelle dei lavoratori.... Nel ddl delega sul lavoro si andrà verso l’esaurimento della cig in deroga perché “pensiamo più correttamente ad uno strumento universale per tutti i disoccupati, in cui recupereremo Aspi e mini Aspi”. Sussidio che sarà “graduato in ragione del tempo in cui la persona ha lavorato”. Nel ddl delega sul lavoro “si mantengono la cig ordinaria e straordinaria”, introducendo però un “meccanismo premiante, cioè abbassiamo il contributo di tutti ma chi la usa tanto pagherà di più”. Mentre la cassaintegrazione in deroga “deve sparire”.
  7. Le riforme istituzionali. “Ho illustrato ai ministri un testo di riforma del Senato – ha detto il capo del governo – un ddl costituzione che daremo a forze politiche e sociali. Diamo 15 giorni e poi si porta in Parlamento”. Renzi definisce la trasformazione dell’assemblea di Palazzo Madama in camera delle autonomie un “punto centrale”: “Il Senato non voterà mai più la fiducia al governo, mai più la legge di Stabilità. Oggi la legge elettorale sarebbe già approvata”.
  8. Italicus (o troiaium come l'ha definita Andrea Scanzi)? “La legge elettorale ha molti limiti – dice il presidente del Consiglio – ma non ci saranno mai più larghe intese e chi vince governa 5 anni. 
Dice: E’ una rivoluzione impressionante, c’è un cambio strutturale”. In generale, assicura Renzi, “non si è mai visto un percorso di riforme così corposo e significativo. Se non riesco a superare il bicameralismo perfetto considero chiusa non l’esperienza del Governo ma la mia esperienza politica. Non ho paura a rischiare me stesso”.
A me pare che una volta tanto hanno ragione i critici, anche di destra, perchè ..... semplicmente mancano le coperture. Il fare funziona con le vacche grasse e non quando siamo con le pezze al sedere come ora e con gli usurai alla porta che bussano dicendoci che dobbiamo risparmiare per ripagarli e rispettare i loro diktat: infatti la UE ci dice che "dobbiamo rispettare quanto deciso" punto e basta.... a meno di non voler dire bye bye europa, allora si che si ragiona: ma se fosse così glielo faranno fare? Il primo,e  forse unico, guardiano sull'alto Colle del desiderata UE glielo farà fare? Ho molti dubbi.. e voi?
Come sempre.. buon week end

mercoledì 12 marzo 2014

ALLACCIATE LE CINTURE (Antonio Padellaro); 12/03/2014 il Fatto Quotidiano

dal blog di triskel182.. vale la pena leggerlo
Nel panico
Ora la domanda è: farà prima Renzi a eliminare il Senato o farà prima il Senato a eliminare Renzi? Soltanto l’altro ieri sembrava che niente e nessuno potesse impedire al turbo-premier di “cambiare verso” all’Italia, in cinque mesi o giù di lì. E però già al primo ostacolo, il famoso Italicum, il nostro eroe destatosi dai sogni d’oro ha dovuto affrontare la dura realtà quotidiana. Ieri pomeriggio alla Camera l’hanno visto per la prima volta spaventato sul serio, quando ha rischiato di finire sotto sul nuovo tentativo di introdurre la rappresentanza di genere nelle liste (metà uomini e metà donne). Emendamento sostenuto dal M5S, che a far ballare il governo comincia a divertirsi un mondo. Ha salvato la pelle per 20 miseri voti grazie alla precettazione di ministri e sottosegretari rastrellati qua e là. Ma per quanto ancora potrà resistere, quando a giorni il nuovo sistema elettorale approderà a Palazzo Madama, dove la maggioranza è risicata assai e dove – stante l’annunciata abolizione della seconda camera – ai senatori non garberà molto fare la figura dei tacchini invitati al pranzo di Natale. Il fatto è che Renzi subisce una sorta di legge del contrappasso. Ha stretto un patto con Berlusconi che adesso gli viene rinfacciato come un tradimento. Ha voluto un governo al femminile e sono le femmine a fargliela pagare cara. Ha teorizzato la rottamazione della vecchia guardia pd e (mentre riciccia Bersani) è una energica signora dai capelli argentati, Rosy Bindi, a guidare la rivolta di genere contro il giovanotto del “qui si fa come dico io”: con l’appoggio convinto dei tanti che dentro e fuori via del Nazareno ce l’hanno cordialmente sulle scatole. Perciò nei retroscena di palazzo si torna a parlare di voto a ottobre e in questa chiave i 10 miliardi per le famiglie oggi all’esame del Consiglio dei ministri possono apparire un cadeau elettorale anticipato. Si vedrà. Del resto è stato il fedele sottosegretario Reggi a dire che Matteo “spara razzi nel cielo”. E non sembra più un complimento.

mercoledì 6 febbraio 2013

arriva il nulla osta da berlino: si può fare... che paese siamo?

già ormai è chiaro: senza il nulla osta di berlino a roma non si fa nulla: elezioni o meno chi decide come e chi governa non é deciso a roma dagli elettori ma in germania, segnatamente dal sistema politico-economico della locomotiva tedesca (in affanno un pochino, ma sempre in marica).
E' stato un vero e proprio pellegrinaggio in terra santa quello del pd a berlino, senza il quale l'attacco della troika sarebbe immediato; facendosi conoscere invece sperano nella clemenza teutonica ..... almeno per i primi mesi, poi si vedrà. Una cosa é certa: gli elettori del pd dovranno ingoiare mr. Monti che sempre più si configura come il vero emissario della volontà tedesca nel nostro paese, colui (unto de...la signora) che farà da watchdog alla politica italiana la cui unica missione é la salvaguardia dell'interesse "europeo" e non certo quello italiano. Non é un caso che tutti gli argomenti "scottanti" che configurerebbero il pd come "sinistra" sono improvvisamente spariti dall'agenda bersaniana: art.18? Non si tocca; tav? si, mah, boh.... quien sabe (ma coop fa parte di uno dei consorzi, quindi....); debito pubblico provocato dai derivati? "ma di cosa stiamo parlando"? Rapporti con il mondo della finanza.... non abbiamo una banca ed abbiamo perso anche quella di famiglia, il MPS; e si potrebbe continuare perché improvvisamente il "programma" si é ristretto come una maglia messa in lavatrice, quasi asfittico, é diventato la fotocopia dell'agenda monti senza l'imprimatur del bocconiano ma con quello che conta davvero, nemmeno nascosto per la vergogna, di... berlino.
Naturalmente il problema é semplice, essendo improponibili alleanze spurie con ingroia e grillo gli elettori che ancora hanno il coraggio, masochistico, di votarli avranno di fronte un dilemma "amletico: o così o ..... berlusca alleato a monti; niente di pregnante da dire su corruzione, evasione, lavoro, precariato, derivati (il vero cancro del paese), ecc. un pò poco per avere i voti ma si sa che gli italioti sono ... italioti

martedì 5 febbraio 2013

funziona!! W l'italia..

... e luce fu. Alla fine il carattere italico vien fuori: l'amato capo recupera voti e consensi, non come si pensa, arrivando nel complesso del proprio schieramento al 32% (secondo Piepoli) ma soprattutto impressiona il calo bersanian-montiano e il recupero di Grillo; non é d'accordo con questi risultati datamedia, destra al 28, e tenendo presente che entrambi prevedono uno scostamento dal reale del 3% circa i dati sono ...... credibili: non è lo sfondamento che agogna e prevede ma é abbastanza per condizionare il quadro politico futuro (e far tornare al voto entro un anno e mezzo al massimo cuocendo a fuoco lento l'eventuale maggioranza) e preparare la sua rentrée come Capo del governo diciamo nel 2015.


Ebbene si, signori: non si tratta di rimonta perché l'area del non voto é sempre oltre il 30% circa e buona parte sono voti dell'amato capo che ancora non credono alle sue parole.. starete pensando: ma questo voto é di scambio? Si, lo é eccome: voti contro condoni, tagli, redistribuzione delle tasse su una sola parte della società, impunità legale e fiscale, convivenza, pacifica, con il malaffare, legislazione debole, ecc. ecc. se riesce a dare l'idea che manterrà lo status quo state pur certi che il non voto cambierà determinando il maggior peso.
Lo hanno capito anche i mercati finanziari che stanno già scontando non solo la "rinascita", ma pure le promesse e il futuro incerto.. elezioni comprese fra un anno un anno e mezzo circa; sapendo tutto ciò da bravi speculatori che vedono uno spread in rialzo e interessi e profitti in arrivo che fareste? Esattamente la stessa cosa: tifereste per l'amato capo; perché a mio parere il segnale che hanno mandato é chiaro e forte nel senso che dicevo nel post di ieri quindi sanno che continuerà a pesare ed é meglio mettere in cantiere profitti ora prima che arrivi la tempesta poi si vedrà, mal che va ci sono sempre i vari monti in panchina a fare i loro interessi e far impoverire gli agnelli sacrificali.... noi.

lunedì 4 febbraio 2013

mission accomplished!!

E' bastata un paio di sparate più grosse del solito che subito i "mercati" hanno mandato i segnali che ci si aspettava: spread in alto e vendite a gò gò.
Tutto calcolato? Certo, il nostro sta giocando d'azzardo e lo sa e al punto cui é arrivato non può tirarsi indietro:
  1. sa benissimo che una volta digerita la "paura" i mercati torneranno alla calma perché a loro non interessa chi ma cosa fa quando é al potere .... e sanno che l'amato capo non può vincere ma al massimo pareggiare con Monti che fa da arbitro e quindi son garantiti;
  2. il giochino lanciato si chiama "acchiappa l'indeciso" che in buona parte lo si trova in quei ceti che seguono pochissimo la politica da vicino e si limitano a sentire il tg o a seguire il vento come spira...... e se sentono puzza di condono potete scommetterci che tornano all'ovile con la coda fra le gambe nella pia illusione che a fronte di un condono tombale e di una semplice promessa di restituzione di qualche euro fatti due conti della serva .... non ci perdono ben sapendo che i soldini non saranno toccati ancora per qualche tempo.. mentre sanno anche che gli altri che pagano lo faranno anche per loro.
per uno così bastano queste due premesse per tentare il colpo, fare pari e patta (una cosa su cui non scommetteva qualche mese fa appena) e continuare a fare i propri interessi esattamente come prima: ha anche a disposizione una sorta di opposizione che gli é congeniale pur se minoritaria e da usare in caso di problemi criminalizzandola come colpevole di tutti i mali... facile facile, vero?
l'unica speranza, rimane solo questa, é che gli italioti non siano così .... come dire, faciloni da farsi abbindolare ma l'ideologia che da 20 anni imperversa per il paese sostiene esattamente questo: la somma degli interessi particolari fa (ma più realisticamente dovrebbe fare) l'interesse generale... o la maggioranza di essi che poi é la stessa cosa perché il termine esatto é individualismo esasperato che calcola il cent a fronte dei miliardi di euro di danni che fa all'intera comunità. Una minoranza che governa a scapito delle altre minoranze incapaci di allearsi fra loro e senza speranza: Weber c'aveva visto giusto nel teorizzarla e spiegarla così come aveva avuto ragione nel disegnare la sottostante classe "burocratica" che é la vera detentrice del potere perché ha la "conoscenza" delle cose.....come uscirne? sperando che la gente sappia guardare oltre il proprio naso; voi ci credete? io no....

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