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domenica 28 maggio 2017

Economia e conti pubblici, privatizzazioni a favore di cosa?

di
di Flaminio de Castelmur per @SpazioEconomia
Abbiamo appena ottenuto l’ok alla manovra correttiva di Bilancio da parte dell’Unione Europea e già il pensiero è rivolto alla nuova legge di Bilancio da approvare in autunno. Tanto difficile da confezionare che le forze politiche stanno pensando di anticipare le elezioni ad una data anteriore, giusto per non perdere voti. Volgiamo l’attenzione alla (solita) voce dei Bilanci statali dedicata alle privatizzazioni. Quelle che la dottrina individua come dismissioni o cessioni di quote partecipative, perché le privatizzazioni tramite cambio di veste giuridica delle società per ora non ci riguarda.
Di “privatizzazioni” cominciano a parlare i documenti ufficiali di programmazione economica nel 1992, anche se le norme che regolano la vendita di società pubbliche (sia una quota del capitale che l’intera partecipazione) sono quelle del Regolamento generale di contabilità dello Stato (art. 37 del R.D. 827 del 1924).
Quelle prime privatizzazioni italiane recavano la firma di Giuliano Amato e Mario Draghi. Lo Stato allora controllava ancora quasi tutto il sistema produttivo e bancario: banche, ferrovie per l’intero e settore aereo, autostrade, gas, elettricità e acqua, telefonia, tanta parte della produzione siderurgica e altro ancora. Quel piano fu il primo a prevedere delle privatizzazioni spinto dall’urgenza di risanare i conti pubblici. Si partì quindi da subito con Credito italiano e Banca commerciale italiana, per proseguire con Telecom Italia e, nel 1999 durante il Governo D’Alema, autostrade e porzioni di Enel.
Leggendo la Relazione al Parlamento sulle privatizzazioni, redatta dalla direzione Finanza e Privatizzazioni del dipartimento del Tesoro e pubblicata nel dicembre 2016, si possono scoprire le operazioni di vendita delle partecipazioni azionarie prima possedute dal ministero dell’Economia, concluse tra inizio 2011 e fine 2016, con i rispettivi incassi. Sono interessanti inoltre i dati di sintesi delle somme incassate dallo Stato con la cessione di quote possedute in società varie, a partire dal 1994, anno nel quale si approvò la norma più recente relativa alle procedure di dismissione del patrimonio statale (L. 474/1994) e che vide una accelerazione delle vendite di partecipazioni dello Stato in società per azioni. Ebbene, leggendo questi dati, apprendiamo che da tale data, grazie alla vendita di azioni lo Stato ha incassato 110 miliardi netti. Maggiori incassi tramite le cessioni di azioni dell’Enel (35,7 miliardi), dell’Eni (28,5 miliardi) e di Telecom (12,0 miliardi

il resto sul Fatto
 

mercoledì 23 dicembre 2015

Salute, la verità sui tagli

dal Fatto Quotidiano del 23 dicembre 2015 a firma del  Vicedirettore de Il Fatto Quotidiano

“Non ci sono tagli alla sanità”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi lo ha ripetuto così tante volte che viene la tentazione di crederci. Invece nella legge di Stabilità i tagli ci sono eccome e si sommano a quelli delle manovre precedenti. L’analisi pubblicata ieri dall’Ufficio parlamentare di bilancio, l’autorità indipendente che vigila sui conti pubblici, è la smentita definitiva al premier e dovrebbe aprire un certo dibattito. Perché a chi contesta i tagli c’è sempre chi risponde che in sanità l’offerta genera la domanda, quindi è chiaro che più si spende più i cittadini chiederanno di spendere, in un aumento senza fine. Ma in Italia la spesa sanitaria è più bassa che nella media dei Paesi ricchi dell’Ocse: 6,5 per cento del Pil contro il 6,8 medio. Quindi non spendiamo troppo, ma un po’ meno degli altri.
Meglio quindi spostare la discussione su quanto si sta tagliando, con quali criteri e con quali conseguenze. La legge di Stabilità porta il finanziamento del Servizio sanitario nazionale nel 2016 dai 113,1 miliardi previsti a 111. Che sono più dei 109,7 del 2015 ma meno di quelli sulla base dei quali tutta la sanità pubblica aveva impostato i propri bilanci per l’anno prossimo. A questi si aggiungono i tagli alle Regioni che possono ricadere sulla sanità: il governo toglie 4 miliardi nel 2017 e 5,5 nel 2018 e nel 2019. Soldi che andranno trovati negoziando tra Palazzo Chigi e governatori.
Se non si arriva a un accordo, ci pensa l’esecutivo a tagliare la spesa “tra i settori di spesa regionale, compresa dichiaratamente la sanità”, come scrive l’Upb. A tutto questo si sommano gli effetti dell’austerità degli anni scorsi: la legge di Stabilità 2015 combinata con il decreto enti locali ha reso permanente un taglio da 2 miliardi che potrebbe aumentare se gli altri settori non faranno i loro risparmi (per ora non indicati).
L’Upb dice che sembra “inevitabile” che la legge di Stabilità appena approvata dalla Camera colpisca ulteriormente la Salute. Il governo però ha scritto nel testo che viene garantito il “rispetto dei livelli essenziali di assistenza” (Lea). Come? Non si sa. “Rimane da dimostrare la concreta compatibilità tra la riduzione del finanziamento programmata e la sostenibilità del servizio sanitario nazionale”, scrive l’Upb. Se il conto non torna, ci sono solo due esiti: o si sforano i tetti di spesa, o peggiorano i servizi.
Anche perché la spending review che dovrebbe assicurare di concentrare i tagli sui famosi sprechi non esiste. Come denuncia l’Upb, le azioni che dovrebbero migliorare il rapporto tra costi per lo Stato ed efficacia della spesa “non sono specificate, se non in piccola parte”. È tutto delegato a Regioni e direttori generali. Provvedimenti come il contestato “decreto appropriatezza”, quello che stabiliva criteri più stringenti per gli esami rimborsabili, fanno risparmiare (106 milioni). Ma devono essere concepiti per fare ordine ed evitare degenerazioni perché – nota l’Upb – producono consistenti risparmi solo se intaccano anche le “prestazioni efficaci”.
Queste riduzioni lineari di spesa fatte con l’accetta si intersecano con una ristrutturazione profonda del Servizio sanitario nazionale che riduce la costosa assistenza ospedaliera (i posti letto sono passati da 4 per mille abitanti nel 2005 a 3,4 nel 2012, la media Ue è 5,3) e rafforza i servizi sul territorio. Almeno nelle regioni in grado di gestirli: curare un paziente a casa costa meno e garantisce un servizio migliore, ma richiede un coordinamento tra amministrazioni efficienti e organizzate. Purtroppo il grosso delle risorse continua a essere assorbito dalle regioni peggiori, mentre quelle virtuose devono impazzire per trovare nuovi risparmi e sopperire alla inefficienza di quelle che sprecano.
Le conseguenze colpiscono, come spesso succede, soprattutto i più deboli: dai numeri di Eurostat si scopre che c’è un 6 per cento di italiani che ha rinunciato alle visite mediche perché troppo costose. Ma la percentuale sale al 13,1 tra il 20 per cento più povero. Gli scoraggiati da prezzi, liste d’attesa o distanza dal medico sono il 7,1 nella popolazione generale ma il 14,6 tra i più poveri. Il dato è chiaro: se salgono i costi o si riduce l’offerta, i più abbienti quasi non se ne accorgono perché migrano verso il privato. Chi non ha possibilità di scelta subisce un disagio doppio rispetto alla media. L’Ufficio parlamentare di bilancio nota che le “tensioni” che stanno emergendo nell’organizzazione dei servizi potrebbero “rivelarsi insostenibili se prolungate nel tempo”.
Negare i tagli nella speranza che nessuno se ne accorga o che almeno non ne attribuisca la paternità al governo, come prova a fare Renzi, è pericoloso.
Da Il Fatto Quotidiano del 22/12/2015
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Se cambiamo l'argomento, che so la mitica Variante di Valico oggi inaugurata ma piena di crepe e di frane e con oltre 12 km di coda solo oggi, vediamo subito come l'essenza non cambia: non conta l'argomento, il tema, ma conta la infiorettatura dell'argomento: "lavorare la notizia" così si chiama nel gergo dei media.. praticamente vendere fumo. Non ci sono tagli; non è vero ci sono ma sono, come dire, mascherati e cumulativi con gli anni precedenti: tanto chi si ricorda cosa hanno legiferato lo scorso anno e chi se lo ricorderà l'anno prossimo?

venerdì 24 ottobre 2014

Legge di Stabilità, dal bonus bebè al Tfr e le nuove tasse, l’Abc della manovra

Sul Fatto Quotidiano del 24/10 troverete le singole misure..  io invece voglio dire alcune cose:
  1. questa legge di stabilità in realtà le tasse le aumenta non le diminuisce perchè se è vero che, ad esempio, l'irap vien ridotta; in realtà essa prima della riduzione impone un aumento retroattivo alle aziende sul costo del lavoro: in pratica dovranno retroattivamente pagare di più per vedersi ridurra la prte addebitata per il lavoro dei dipendenti.. nemmeno un Andreotti avrebeb avuto tanta fantasia.
  2. il bonus bebè è .... dimezzato; dov'è l'incentivo per le famiglie, tanto strombazzato, se poi gliene dai la metà e pure facendo lo schizzinoso?
  3. apre lo scontro con gli statali in generale e con le forze dell'ordine in particolare perchè fra bocchi dei contratti, tagli ai finanziamenti, blocco della vancanza contrattuale, ecc. tutto rimane così com'è quindi.... si riduce.
  4. 80 euri, l'elemosina che si son ripresi già mille volte, rimane ma ..... cambia qualcosina per esempio l'isee assume nuovi parametri quindi si restringe la cerchia degli isee bassi; il tfr può esser messo in busta ma con aliquota ordinaria cioè non si sale di scaglione ma .... perde, fino al 2018 non può cambiare idea, gli interessi nel frattempo maturati sul capitale del tfr; un salasso vero e proprio per non dire un altro termine che spero abbiate intuito!
  5. niente sgravi per rilanciare il settore auto, ma... ecobonus e ristrutturazioni sono invariati ma... per un anno ossia dopo si torna ai vecchi santi!
  6. IVA e relative partite, i falsi lavoratori autonomi per intendersi, l'aliquota minima sale dal 5% che era al, udite udite, 15%!!! Non si dovranno superare i 40 mila euri naturalmente altrimenti sono altri problemi cui non si accenna minimamente e che favorirà l'abbandono del lavoro legale per un ampissima fasica di presunti autonomi....
  7. ammortizzatori che salgono a 2 mld ma con questi chiari di luna, o di sole fate voi, è già certo che NON basteranno.... anzi ce ne vorranno altrettanto se mai l'art.18 venisse completamente cancellato e quindi anche nel pubblico impiego passeranno forme di lcenziamento sia collettivo che individuale.. magari via twitter o facebook.
  8. anzichè sciogliere quel pozzo senza fondo di soldi nostri che sono le aziende locali la legge di stabilità si limita a rimandare allo Sblocca Italia e quindi... zero anzi meno di zero perchè senza incentivi i futuri Ato nasceranno già indebitati quanto lo sono quelli attuali; sapete chi ci guadagna davvero? CdP ossia il braccio armato del governo, la nuova iri per intenderi, che potrà acquisire a man bassa senza pagare dazio o quasi con acquisizioni che non ridurranno certo i problemi delle aziende locali ma le allontaneranno ancora di più nella loro azione dai cittadini.
  9. per quanto riguarda le entrate...... bè vi tralascio lo sproloquio della lotta all'evasione (senza il falso in bilancio in penale non serve a nulla), e le dismissioni di qualche azienducola e delle caserme che servono alla pubblicità progresso... il grosso arriva (oltre che con l'irap di cui sopra e i tagli agli statali, forze dell'ordine comprese) con l'attivazione dei fondi UE non utilizzati (in realtà son prestiti con lo stesso regime bancario quindi soldi dfati con gli interessi da pagare), ma soprattutto con i 6,5 mld (che arriveranno a 20 l'anno prossimo) di tagli a regioni, province (ma non erano abolite?) comuni e al loro corollario di aziende, servizi, ecc. (un bel ceffone alla sanità e al sociale); poi ci sono altri tagli AL CSM, alla Corte dei Conti, all'ista, alla Consob, all'Anticorruzione, alla Rai, all'Agenzia per l'Italia digitale, all'Inea, al Cra, alle Poste italiane che vedranno ridursi un bel pò i fondi per il servizio universale postale e già vantavano crediti per vari mld di euro e già si annunciano circa 20 mila esuberi; e tagli alle fondazioni (un vero scrigno lo sono quelle bancarie ma non mi pare che ci sia la volontà di toccarle davvero queste ultime) un altro assalto alle pensioni integrative, già strassate, e alle casse pensioni che stanno alzando gli scudi in europa ma, ce la faranno? Una cosa un pò odiosa di questi tempi sono: niente soldi veri per Genova e le altre criticità e agli organismi internazionali....... e in tempi di alluvioni e di ebola se la potevano anche evitare se è vero che le spese della Presidenza del Consiglio sono state segretate.. perchè?

venerdì 17 ottobre 2014

Legge di stabilità: Renzi taglia le tasse, aumentandole

di Giacomo Zucco | 16 ottobre 2014

Così Matteo Renzi, orgoglioso e festante, presenta su Facebook la sua “legge di stabilità“. Il suo riassunto è che si tratterebbe sostanzialmente di “18 miliardi di minori tasse”. Il suo riassunto è talmente assurdo da creare un effetto estraniante anche maggiore dei colori psichedelici scelti per fare da sfondo alle sue slide.

Prendendo per buoni i numeri del primo ministro, dal lato delle “uscite” ci sono effettivamente alcune voci evidentemente identificabili come tagli di imposte (anche se chiamare “uscita”, quasi fosse una generosa elargizione, quello che è in realtà una minore rapina, è indicativo del mondo capovolto della finanza statale).
Ci sono 5 miliardi di euro di taglio Irap e altri 3 miliardi di generica “Eliminazione nuove tasse”. Poi c’è la voce che riguarda i famosi “80 euro“, che comprende in realtà sia una riduzione del prelievo fiscale, nel caso dei dipendenti dell’economia reale, sia un aumento di spesa statale, nel caso dei dipendenti della “Pubblica Amministrazione” (che per definizione non pagano tasse, essendo il “prelievo fiscale” su di loro una semplice partita di giro, quindi una “minor tassazione” su di loro significa solamente un aumento del loro salario netto, un aumento di spesa).
Tutto il resto sembrerebbe un aumento di spesa statale corrente, sotto forma di nomi suggestivi e politicamente corretti. Immaginando, comunque, che anche i 9,5 miliardi di “Bonus 80 euro” rappresentino un taglio delle tasse e non un aumento di spesa (non è così, almeno per quanto riguarda più della metà della cifra), abbiamo comunque un bilancio di 17,5 miliardi di tagli fiscali e di 18,5 miliardi di nuova spesa statale.
Come sono coperti questi 36 miliardi? Ci sono innanzitutto 11 miliardi di deficit spending. Ovvero di tasse che dovremo pagare (noi o i nostri figli, se non siamo abbastanza intelligenti e responsabili da andarcene quanto prima da questo paese disastrato) tra qualche anno con gli interessi. Il deficit statale è come una spesa su una carta di credito il cui saldo sarà poi addebitato a noi tartassati.
Ci sono poi 3,8 miliardi di “recupero di evasione”, che consistono per definizione in nuove entrate fiscali, rastrellate come sempre in totale sovvertimento del diritto (cartelle pazze, violazioni continue e sistematiche dello “Satuto del Contribuente”, prelievi retroattivi, inversione dell’onere della prova, solve et repete, circolari dell’Agenzia delle Entrate che assumono valore di legge, ipoteche al di sotto dei limiti legali).
Ci sono anche 3,6 miliardi di “tassazione sulle rendite”, ovvero di balzelli sui risparmi di chi ha messo qualcosa da parte per il proprio futuro o quello dei propri figli. C’è 1 miliardo di tassazione proveniente dalle slot-machine: un mercato che lo Stato italiano attivamente droga, pompa e fomenta, per lucrare sulle entrate fiscali, salvo poi demonizzarlo con la crociata contro la “ludopatia”.
Lasciando per il momento in un limbo di mistero voci come “Banda Larga” (che razza di entrata sarebbe???) e “Riprogrammazione”, abbiamo poi una non meglio specificata “Spending Review” di 15 miliardi. Sarebbe carino sapere, dopo l’affossamento del lavoro di Cottarelli e di tutti quelli precedenti, come faranno lorsignori a tagliare questi 15 miliardi. Probabilmente non lo faranno. Ma anche se lo facessero, il saldo è chiaro: almeno 19,4 miliardi di entrate fiscali in più, forse 15 miliardi di spesa corrente in meno.
Guardando l’insieme della slide e considerando come valide tutte le ipotesi più ingenuamente ottimistiche, abbiamo: 17,5 miliardi di tagli di tasse e 19,4 miliardi di aumenti di tasse, attuali o future (come minimo 2 miliardi di tasse in più); 15 miliardi di tagli di spesa e 18,5 miliardi di aumenti di spesa (come minimo 3,5 miliardi di spesa in più).
Forse anche solo commentare un simile livello di cialtroneria è una perdita di tempo. Meglio concentrarsi su cose pratiche: spostare imprese, famiglie, risparmi, lavoro e vita fuori da questo paese condannato.
p.s.
oops... Buon Week end :)

giovedì 4 settembre 2014

Renzi: “Meglio investitori esteri con soldi veri che il ‘salotto buono’ italiano”

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 3 settembre 2014
“Preferisco che arrivi qualcuno dall’estero con soldi veri” a creare posti di lavoro “a certi presunti capitalisti italiani che hanno finto di fare investimenti e invece da trent’anni son sempre loro, quelli del salotto buono”. Matteo Renzi, parlando mercoledì mattina a Rtl, torna a indossare le vesti del rottamatore di quello che la settimana scorsa ha definito “capitalismo di relazione ormai trito e ritrito”. Concetto ribadito all’emittente radio: “In Italia sono 30 anni in cui sono sempre i soliti, che sono i proprietari dei giornali”, quelli “che stanno dentro i salotti che contano della finanza, che si comprano le aziende e poi i posti di lavoro non crescono e l’Italia da 15 anni è ferma. Allora io vorrei spalancare questo Paese. Non mi interessa chi sei. Non si può continuare a vivere di totem e di tabù, gli italiani vogliono posti di lavoro, oggi. Ma per averli bisogna aprire il paese agli investimenti. A volte sono stati preferiti gli amici degli amici e la storia del nostro capitalismo è stata fatta sempre dai soliti noti”.
“Il lavoro si crea con regole chiare e semplificazione” – Continuando il ragionamento su mercato del lavoro e polemiche sull’articolo 18, Renzi ha detto di non essere “per niente preoccupato sulle regole”, “il posto di lavoro non si crea cambiando le regole. Qualcuno pensa che in Parlamento ci siano maghi, capaci di creare posti di lavoro cambiando le regole. Per crearli, invece, bisogna far sì che gli imprenditori investano”. Per questo la “vera sfida è dire agli imprenditori stranieri ‘venite in Italia’ o dire a quelli italiani di restare”. Per far sì che ciò accada, servono “regole chiare sulla giustizia; semplificazione burocratica; un paese con meno politici e più politica. Per un imprenditore le regole del lavoro sono importanti, ma ancor più lo è il contesto, il cosiddetto business contest”. Per quanto riguarda l’ipotesi del superamento dell’articolo 18 e della reintegra obbligatoria il Premier ha dichiarato: “Quella è la direzione di marcia, mi sembra ovvio. Sarà possibile solo se si cambierà il sistema delle tutele”. 
“Spending review non per 17 miliardi ma 20″ – In una lunga intervista a Il Sole 24 Ore, iniziata secondo il direttore Roberto Napoletano con Renzi che “brandisce una sciabola muovendosi da un capo all’altro della stanza nel suo ufficio a Palazzo Chigi”, il presidente del Consiglio ha garantito che sul bonus di 80 euro non intende fare marcia indietro, anzi lo stabilizzerà. “E se riesco lo allargo”. Renzi ha poi alzato la posta sulla spending review sostenendo che “i tagli saranno non per 17 ma per 20 miliardi per investire in istruzione e ricerca senza aumentare tasse”. In che modo? Il governo valuterà “tagli del 3% per ciascun ministero”. Quanto al commissario Carlo Cottarelli, con il quale notoriamente i rapporti sono tesissimi e che solo lunedì ha ribadito il suo piano di tagli alle partecipate escluso all’ultimo minuto dallo Sblocca Italia, “ha la mia fiducia e quella di Padoan” e “gli ho chiesto di restare”, dice il premier. “Vedremo se riusciremo a trattenerlo”. L’intervento sulle partecipate? “Lo faremo con un disegno strategico”, inserirlo nello Sblocca Italia “sarebbe stato un errore”. 
“Sì a privatizzazioni ma non partiamo da Eni e Enel. Non esiste operazione taglia-debito” – Smentita invece l‘accelerazione sulla vendita di ulteriori quote di Eni ed Enel, che a fine agosto era stata confermata dallo stesso ministero dell’Economia: “Le privatizzazioni si faranno e i target previsti verranno rispettati”, ma “non sono convinto che si debba partire da Eni e Enel. Non vedo prioritario ridurre le quote dello Stato in due società che hanno grandi potenzialità, il corso dei titoli può ancora crescere, si può fare un discorso più strategico”. Il presidente del Consiglio ha poi etichettato come “fantapolitica” le voci su un rimpasto di governo: “La squadra è questa e non si tocca, a tempo debito sostituiremo solo il ministro degli Esteri”. E non esiste nemmeno, assicura Renzi, un piano per tagliare il debito italiano creando una società veicolo fuori dal perimetro della pubblica amministrazione: “Non si fa: non possiamo permetterci un danno reputazionale“.
“Non è serio solo ciò che viene detto con una faccia seria” – All’ultima domanda di Napoletano, che chiede a Renzi se “abbia consapevolezza della gravità della crisi” e del fatto che “la priorità oggi è l’economia e non le riforme istituzionali” e se pensi che nel programma Mille giorni ci sia un disegno organico che rifletta questa urgenza”, il premier ribadisce che “avendo convinto 4 italiani su 10″ ora non intende “guardare in faccia nessuno”. “Questo 41% (i voti presi alle Europee, ndr) è un utile che reinvesto nella nostra azienda, che è l’Italia”, ma “continuerò a farlo con quello stile di leggerezza che è mio: non è serio solo c’è che viene detto con una faccia seria”. Per salvare l’Italia, è la conclusione, “non servono facce corrucciate ma idee pesanti”.

giovedì 31 luglio 2014

Default..... uno spettro o una realtà?

E già ci risiamo... anche qui la recessione eil successivo rischio di default si riappprossima checchè ne dica l'inquilino di palazzo chigi; le avvisaglie ci sono tutte: soldi spesi senza nemmeno essere in cassa ma solo preventivati; debiti che aumentano; spending review buttata nella spazzatura, e il Commissario ad hoc licenziato quasi in tronco.... non che mi piacesse sia chiaro perchè secondo me non si deve tagliare il pubblico ma chi lo gestisce, male, ossia la stessa politica;l'europa che comincia a mostrare segni d'insofferenza nei confronti di questo paese che vi si nasconde dietro per fare i propri comodi; il rapporto deficit/pil che peggiora... e si potrebbe continuare. Eppure gli esempi di di malapolitica e di cattiva gestione della crisi non mancano: proprio a partire dall'argentina che è "tecnicamente" in default. Tecnicamente perchè in realtà il paese è si in crisi ma non è fallito: deve pagare i propri debiti ai rapaci hedge fund americani che l'hanno trascinato davanti a un giudice per averne ragione: ecco come son ridotti gli Stati... a essere parte in causa in una.. causa legale. Sono le regole baby: quelle regole che hanno felicemente sottoscritto all'atto della nascita del WTO anni fa con il retropensiero che l'osso ha moltissima polpa, ossia i cittadini, intorno... ma la polpa è finita, sia qui che in argentina eppure il coraggio di cambiare strada stenta a prevalere, perchè? La risposta è tanto semplice quanto ovvia, quasi stupida quanto è evidente: il liberismo e la ricerca del facile arricchimento la maggior parte l'ha solo subita e del banchetto ha avuto solo le briciole... mentre una piccola, ma potente èlite, vi si è arricchita. Il problema è che questa èlite ha preso nelle sue mai il potere politico ma è schiava del potere economico e finanziario che la finanzia e la tiene prigioniera delle sue stesse ombre: solo quando la massa informe prenderà coscienza del proprio se allora la spinta sarà così forte da far saltare il tappo e non è un caso che la reazione al solo profilarsi all'orizzonte di spinte di questo genere allra subito si alzano mura e si costruiscono specchietti per le addolodole con cui imbrigliarle, alcuni esempi? facciamo dei paralleli: in argentina la spinta popolare mando via la banda di ladri che li aveva fatti fallire 12 anni fa, non senza vittime per le strade, per sostituirla con un altra banda più accorta nel usare le finanze pubbliche per propri interessi, salvo sempre far pagare il conto agli argentini: è un gioco che dura poco perchè se prendi soldi dai mercati dando in garanzia i soldi dei cittadini prima o poi devi resituirli e non puoi fare sempre il furbo dilazionando le scadenze. In italia il problema non è, solo, l'enorme debito pubblico ma il suo pagamento e i relativi interessi: essendo corta la coperta i soldi son quelli che riesci a strappare ai cittadini o meglio a quella parte dei cittadini che non può sfuggire... ma son sempre quelli e quindi che fai? Hai aderito al Trattato del WTO; hai aderito alla UE e all'euro (addirittura hai messo in costituzione il rientro forzato dallo stesso debito); hai, come classe politic,perseguito e favorito l'arricchimento personale ascapito del pagamento delle tasse allo Stato favorendo l'evasione e l'elusione; non hai combattuto la le mafie (da sole potrebbero comprarsi l'intero stato e chissà che non l'hanno fatto già per interposta persona); come ceto dirigente sei intimamente corrotto e non hai il senso dello Stato e della misura.... come puoi uscirne se non appiattendoti sui dettami ufficialmente riconosciuti come sacro graal nella speranza di cavartela senza farti troppo del male? Semplice quanto ovvio: aumenti le tasse e NON paghi i debiti, sia sovrani che privati: ed ecco la spirale recessiva innescata...... più tasse più tagli e sempre  meno investimenti e sviluppo che provocano come conseguenza  tasse sempre più alte, maggiori tagli e minori investimenti in una vite infinita che non si può più spezzare finchè uno dei meccanismi che l'hanno innescata non s'inceppa e lascia respirare.... è un atto dolorosissimo ma necessario, anzi imprescindibile ormai senza il quale non c'è scampo alla povertà diffusa.
Accadrà? Quein sabe.... una cosa è certà, però: senza questa strettoia, quest'imbuto siamo destinati a un agonia perenne e altrettanto dolorosa dove i molti si sveneranno affinchè in pochi possano vivere agiatamente: siamo così autolesionisti?

giovedì 20 marzo 2014

Pensioni: per Cottarelli e Madia previdenza è una parolaccia?

Vista l'ora tarda, grazie a frenitalia, fatta quando sono arrivato a casa, vi sollazzerò con questo articolo dal fatto quotidiano del 20 marzo 2014 di Michele Carugi.....

Non so se a infastidire di più siano l’arroganza con la quale questo Governo e i suoi consulenti trattano la materia delle pensioni oppure la implicita visione distruttiva della previdenza che le loro parole e i loro silenzi esplicitano.
Da giorni ormai rimbalzano tra il commissario Cottarelli e rappresentanti del Governo voci di ulteriori prelievi sulle pensioni e le smentite sono di solito peggiori delle prospettive di tagli; Renzi nello smentire ha sentito il dovere di precisare che non sono all’esame tagli sulle pensioni da 2-3 mila euro, il che significa che chi ha un netto mensile sopra a 1.500 – 2.000 euro può continuare a preoccuparsi. Ieri la ministra Madia ha dichiarato di avere proposto da parlamentare che lo stato trattenga il 50% delle pensioni a coloro che continuino un’attività lavorativa dopo avere conseguito la pensione.
L’arroganza è insita nell’approccio quantitativo che rifiuta testardamente di ragionare sulla variopinta galassia delle pensioni per distinguere tra assistenza necessaria o assistenza clientelare e tra previdenza generosa (pensioni superiori ai contributi) o penalizzata (pensioni inferiori ai contributi). È arrogante chi taglia corto, vuoi per ignoranza o per pigrizia, classifica tutte le pensioni come benefici usurpati e come tali le ritiene soggette alla discrezionalità del Governante, il quale può decidere se mantenere la sua benevolenza assistenziale oppure graduarla in funzione delle necessità dello Stato o magari dell’umore col quale si sveglia al mattino. L’arroganza è infine nell’arroganza di ministri e consulenti, i pensionati sono come il popolo del Re Sole ai quali essi, da monarchi, regalano pane oppure lo negano.
Peggio ancora dell’arroganza preoccupa il fatto che quella visione feudale che ministri e dotti consulenti mostrano ha alla radice una visione dello Stato nel quale la previdenza non è prevista; l’avere accantonato contributi per 35-40 anni e oltre e ricevere pensioni inferiori a quanto dovrebbero (è il caso di parecchie delle pensioni elevate dei lavoratori dipendenti del privato) non è considerata opera lungimirante, di respiro sociale e da incoraggiare quotidianamente, bensì una prassi da vessare ad arbitrio con prelievi temporanei o, peggio, definitivi, quale la de-indicizzazione che non chiede un contributo una tantum ma taglia di fatto per tutta la vita, mettendo a nudo le vere intenzioni dei governanti: altro che sacrifici temporanei motivati dalla situazione di crisi, si tratta piuttosto di un attacco strutturale e ben organizzato al concetto stesso di previdenza.
Nella visione sociale di questi ministri e consulenti la pensione non è il risultato di un contratto siglato 40 anni prima e che prevede che lo Stato restituisca tutti i contributi sotto forma di vitalizio, senza se e senza ma, indipendentemente dalla sua entità e dal fatto che il pensionato continui a lavorare oppure si faccia pagare la sua pensione in qualche paradiso caraibico dove riposi tutto l’anno. Per questi apprendisti stregoni, al centro del rapporto stato/cittadino in materia di pensioni c’è il concetto di assistenza: lo Stato incamera tutto e poi re-distribuisce a propria discrezione; triste, che nel 2014 ancora si vedano i cittadini come una massa di persone da assistere o meno a discrezione dello Stato e ci si rifiuti di rispettare e riconoscere l’importanza sociale dei sistemi previdenziali a natura assicurativa, triste e storicamente superato.
I pensionati con assegni elevati, ma anche quelli con assegni dignitosi non hanno remora alcuna a dare il proprio contributo in un momento di crisi ma sono anche offesi dagli approcci alla Cottarelli o alla Madia; sono stufi innanzitutto di essere dipinti come sanguisughe che succhiano la linfa della nazione o come egoisti che solo a sé stessi vogliono pensare in un periodo di crisi; non sono affatto restii a contribuire in questa fase di sacrifici, ma vorrebbero semplicemente che i sacrifici fossero richiesti in misura uguale a tutti i percettori di medesimo reddito e non ai soli pensionati in maniera arbitraria e discriminatoria, trattandoli come assistiti cronici quali non si sentono e non sono. Si potrebbe cominciare magari dalla retribuzione di Cottarelli che sembra avere ben più capienza per la solidarietà che non le pensioni da 90.000 € annui, o dalle retribuzioni dei ministri.
Ancora una volta, la via per una solidarietà equa e non imposta con arroganza passa solamente da una tassazione più alta di tutti i redditi elevati (auspicabilmente temporanea), tramite l’incremento dell’ultima aliquota fiscale oppure, volendo rimanere confinati al sistema pensionistico, da un ricalcolo serio e dettagliato degli assegni con il sistema contributivo, come peraltro già proposto seriamente dagli economisti de Lavoce.info o dall’Unione Nazionale Pensionati, a cui far seguire interventi razionali e mirati in maniera progressiva in modo da salvaguardare le pensioni particolarmente basse.
Messo in atto uno degli interventi o meglio entrambi, oltre a conseguire i risultati necessari in termini di contribuzione solidale e di equità previdenziale, si toglierebbero dal tavolo sia il dubbio che i pensionati non vogliano contribuire, sia interventi torbidi quali la de-indicizzazione, sia l’opportunità ai Cottarelli e Madia di turno di sparare nel mucchio. Vuoi per ignoranza della realtà previdenziale o, peggio, per volontà di destabilizzare alla base i criteri fondanti della previdenza per sostituirli con un’assistenza sempre più diffusa. In realtà si scoraggiano l’assistenzialismo professionale e l’insediamento di sistemi previdenziali autonomi e realizzare nell’immediato una profonda iniquità sia nell’ambito della capacità contributiva dei cittadini (tartassati i pensionati, lasciati tranquilli gli altri) che in quella previdenziale, penalizzando insieme ai vitalizi generosi anche quelli già abbondantemente penalizzati in partenza.
Se Cottarelli e Madia rappresentano il nuovo che avanza per la “svolta buona”, meglio tornare subito indietro.
p.s.
ho appreso stasera che hanno anche intenzione di (peraltro era scritto nella relazione):
  1. abbassare, previa campagna mediatica fatta all'uopo, l'accompagno da 700 a 500 e l'invalidità da 500 a 200 per gli invalidi in condizioni di gravità: molto sociale e poco compassionevole e, credo, molto poco cattolico;
  2. non toccare gli F35 o meglio di trovare altre fonti di finanziamento per acquistarli;
  3. vendere 300 auto blu per acquistarne 1300;
  4. allargare i cordoni della borsa per l'expò;
  5. sfondare il tetto del 3%, tanto poi paghiamo noi.... non è un caso che ci sono stati sorrisi e risposte imbarazzate, come ai tempi di berlusconi, quando il giornalista di radio radicale ha chiesto lumi..... spiegando che Renzi è solo il muro che il sistema ha elevato per fermare M5S.
 

mercoledì 19 marzo 2014

una rivoluzione? no n'apocalisse.....Partiamo da un segnale, da bravo complottista non posso che essere dietrologo..... (come sembra pensare qualcuno a proposito del post di ieri), proveniente dalla regione nella quale vivo: il presidente della regione toscana.. non si candida per le europee: come mai? Ufficialmente tutto sembrava pronto per lo sbarco nel parlamento europeo perchè c'erano gli ok giusti.. ma qualcosa è andato storto: forse che i sondaggi riservati potrebbero riservare sorprese alle elezioni europee e qualcuno rimaneva fuori dai giochi? O forse perchè lasciando la regione si sarebeb dovuti tornare al voto qui in regione e anche qui ci potevano essere "soprese", sia dentro che fuori il pd, e quindi era meglio presidiare il fortino? Chi vivrà vedrà.... il tutto senza la partecipazione di real time il blog dei complotti (salvo poi scoprire che spesso... ci azzecca!) Detto ciò, veniamo al punto. Cottarelli oggi ha parlato per la seconda volta in commissione in parlamento ma stavolta è arrivato "preparato" con slide e relazione e ... una tabella (che trovate a questo link). nel dettaglio: Difesa. Addio a metà degli F35. Nei propositi il risparmio atteso è notevole: un totale di 2,5 mld a regime.... ammesso che il consiglio supremo di difesa e l'alto Colle lo consentano... cosa sulla quale nutro molti dubbi. Inoltre, se si mantiene il proposito, se è vero che il Ministro competente ha deto "a che ci serve l'aereonautica?" e "si deve ridurre di circa 50 mila unità il personale militare" il proposito della riduzione potrebbe anche essere positivo, ma rimane il punto chiave del risparmio sugli F35 e sugli altri sistemi d'arma che si vuole acquistare (elicotteri, sommergibili, la seconda portaerei ecc.)... oltre che a vendere le caserme, circa 380, che invece di riadattarle per le famiglie bisognose, cosa utile ma che non fa avere soldi e prebende, si vogliono vendere al miglior offerente... non è un mondo perfetto questo, vero? Sanità. il Ministro s'attende un risparmio di circa 3 mld di euro a regime mentre Cottarelli, forse più realista, 2 mld. Ma cosa si taglia? Non certo stipendi degli A.D. della ASL no.... la solita cosa: ticket, acquisti, ricoveri (definiti "inappropriati".. interessante definizione, vero?), informatizzazione della sanità, blocco del turn over, ecc. insomma la solita solfa che ci propinano da anni per nascondere il vero problema: il buco nero della sanità lo fanno le regioni con le loro clientele e malgoverno e questo sarebbe da tagliare sul serio; per esempio: che ce ne facciamo in toscana di sei ospedali nuovi di zecca costruiti da privati in "project financing" (ossia con soldi delle banche garantiti dalla regione, quindi noi, con facoltà per il costruttore e futuro gestore di utilizzare ampi spazi degli stessi da utilizzare a proprio comodo e con parcheggi da far pagare anche ai dipendenti? E in caso di scostamento la differenza ce la mettiamo noi...) non sarebbe meglio finanziare il risparmio con una diversa gestione dell'esistente e senza accorpare i 118 in tre sole province (oggi sono sei ma l'obiettivo finale è 3) con evidenti problemi di personale? mah.... Pensioni. si pensioni: tanto per cambiare; ora sembra che si voglia, checcè se ne dica alla presidenza del consiglio, colpire quelle alte, dico sembra perchè il viluppo di pensioni d'oro (che lega: parlamentari, alti papaveri, magistrati, ecc.) è tale che finora nessuno ci è riuscito a fargli scucire un cent.....più facile colpire nel mucchio, ad esempio: le donne che vanno, come gli uomini, con 42 anni di servizio al di là dell'età anagrafica; oppure come le pensioni di reversibilità da abbassare; oppure ancora il c.d. "contributo temporaneo (...) delle pensioni"; oppure l'abbassamento delle indicizzazioni delle stesse; o le pensioni di guerra (un vero scandalo.. te servi la patria e la patria che fa? ti affama)..... il tutto per la modica cifra a regime di 3,4 mld minimo.... non capiscono lor signori che le pensione è un diritto che il lavoratore si guadagna lavorando? Invalidità. ci risiamo con i cosiddetti falsi invalidi e gli accompagno...... per la bella somma di 0,5 milioni di euro a regime. Una quisquilia ma lor signori sono equanimi e per la parità di trattamento non possono lasciare fuori una categoria come questa... non sarebbe equo, vi pare? Tir, treni, autobus. Qui viene il bello........ ci si aspetta risparmi per 2,4 mld di risparmi a regime. Cottarelli ritiene che i soldi che lo Stato trasferisce sono del 55% più alti della media europea, quindi: le partecipate locali, le ferrovie, le società gerenti i servizi come l'acqua, il t.p.l. ecc. insomma se da un lato è interessante che si decida di tagliare il sottobosco clientelare rappresentato dalle tante società locali dall'altro non vorrei che il tutto si risolvesse nell'intento di privatizzare i servizi locali in barba al referendum appena fatto (per esempio le società di trasporto locale verrebbero privatizzate con il modello "fiorentino" dell'ataf: una parte, piccolissima, pubblica un altra di una consociata azienda privata patavina e una parte..... tedesca con annesso trasferimento in germania o a pavia dei dipendenti) e con tutto quello che ne conseguirà e che be sappiamo. Altro discorso sono i padroncini: è l'unica lobby che a ogni finanziaria spilla soldi con il ricatto dello sciopero e il relativo blocco del trasporto gommato, un ricatto che uno stato non dovrebbe subire. Forze di sicurezza. Troppe 5 polizie: vero, quindi? qui si va sul vago e furbescamente sono voci accorpate alla difesa... quindi nebbia fitta. Costi della politica, auto blu, consulenze, efficientamento diretto, riorganizzazioni della p.a., Rai, ecc. qui è emerso un esubero di 85 mila dipendenti pubblici da riassorbire: qui il racconto diventa farsa perchè dal documento si evince che sarebbero da mandare a casa, ma poi ci sono state correzioni e la riscoperta della mobilità...... messo tutto insieme si supera di poco il miliardo: ma come per gli invalidi perchè tenerli fuori? Sarebbe inequo, no? Una curiosità: nel documento di cui al link si parla di riforma delle detrazioni da rimodulare se si vuole ridurre il cuneo fiscale.... insomma prendono da una tasca e la passano all'altra, una cosa da balle spaziali... e questo va riconosciouto a Cottarelli: lui è un tecnico e produce cifre e pareri; però quelle parole messe a latere della tabella sono chiarissime: quello che dice Renzi é fuffa perchè per poterci dare dare 80 euro al mese devono risparmiarne 33 mld in tre anni; il gioco vale la candela? Sarei propenso a definirla sparata ma purtroppo si parla di soldi e non di caramelle e quindi è meglio attenersi aif atti più che alle considerazioni e allora il velo si alza e si nota la realtà vera: sono promesse elettorali e basta.... e temo saranno mantenute solo se lo votiamo.

Partiamo da un segnale, da bravo complottista non posso che essere dietrologo..... (come sembra pensare qualcuno a proposito del post di ieri), proveniente dalla regione nella quale vivo: il presidente della regione toscana.. non si candida per le europee: come mai? Ufficialmente tutto sembrava pronto per lo sbarco nel parlamento europeo perchè c'erano gli ok giusti.. ma qualcosa è andato storto: forse che i sondaggi riservati potrebbero riservare sorprese alle elezioni europee e qualcuno rimaneva fuori dai giochi? O forse perchè lasciando la regione si sarebeb dovuti tornare al voto qui in regione e anche qui ci potevano essere "soprese", sia dentro che fuori il pd, e quindi era meglio presidiare il fortino? Chi vivrà vedrà.... il tutto senza la partecipazione di real time il blog dei complotti (salvo poi scoprire che spesso... ci azzecca!)
Detto ciò, veniamo al punto.
Cottarelli oggi ha parlato per la seconda volta in commissione in parlamento ma stavolta è arrivato "preparato" con slide e relazione e ... una tabella (che trovate a questo link).
nel dettaglio:
  1. Difesa. Addio a metà degli F35. Nei propositi il risparmio atteso è notevole: un totale di 2,5 mld a regime.... ammesso che il consiglio supremo di difesa e l'alto Colle lo consentano... cosa sulla quale nutro molti dubbi. Inoltre, se si mantiene il proposito, se è vero che il Ministro competente ha deto "a che ci serve l'aereonautica?" e "si deve ridurre di circa 50 mila unità il personale militare" il proposito della riduzione potrebbe anche essere positivo, ma rimane il punto chiave del risparmio sugli F35 e sugli altri sistemi d'arma che si vuole acquistare (elicotteri, sommergibili, la seconda portaerei ecc.)... oltre che a vendere le caserme, circa 380, che invece di riadattarle per le famiglie bisognose, cosa utile ma che non fa avere soldi e prebende, si vogliono vendere al miglior offerente... non è un mondo perfetto questo, vero?
  2. Sanità. il Ministro s'attende un risparmio di circa 3 mld di euro a regime mentre Cottarelli, forse più realista, 2 mld. Ma cosa si taglia? Non certo stipendi degli A.D. della ASL no.... la solita cosa: ticket, acquisti, ricoveri (definiti "inappropriati".. interessante definizione, vero?), informatizzazione della sanità, blocco del turn over, ecc. insomma la solita solfa che ci propinano da anni per nascondere il vero problema: il buco nero della sanità lo fanno le regioni con le loro clientele e malgoverno e questo sarebbe da tagliare sul serio; per esempio: che ce ne facciamo in toscana di sei ospedali nuovi di zecca costruiti da privati in "project financing" (ossia con soldi delle banche garantiti dalla regione, quindi noi, con facoltà per il costruttore e futuro gestore di utilizzare ampi spazi degli stessi da utilizzare a proprio comodo e con parcheggi da far pagare anche ai dipendenti? E in caso di scostamento la differenza ce la mettiamo noi...) non sarebbe meglio finanziare il risparmio con una diversa gestione dell'esistente e senza accorpare i 118 in tre sole province (oggi sono sei ma l'obiettivo finale è 3) con evidenti problemi di personale? mah....
  3. Pensioni. si pensioni: tanto per cambiare; ora sembra che si voglia, checcè se ne dica alla presidenza del consiglio, colpire quelle alte, dico sembra perchè il viluppo di pensioni d'oro (che lega: parlamentari, alti papaveri, magistrati, ecc.) è tale che finora nessuno ci è riuscito a fargli scucire un cent.....più facile colpire nel mucchio, ad esempio: le donne che vanno, come gli uomini, con 42 anni di servizio al di là dell'età anagrafica; oppure come le pensioni di reversibilità da abbassare; oppure ancora il c.d. "contributo temporaneo (...) delle pensioni"; oppure l'abbassamento delle indicizzazioni delle stesse; o le pensioni di guerra (un vero scandalo.. te servi la patria e la patria che fa? ti affama)..... il tutto per la modica cifra a regime di 3,4 mld minimo.... non capiscono lor signori che le pensione è un diritto che il lavoratore si guadagna lavorando?
  4. Invalidità. ci risiamo con i cosiddetti falsi invalidi e gli accompagno...... per la bella somma di 0,5 milioni di euro a regime. Una quisquilia ma lor signori sono equanimi e per la parità di trattamento non possono lasciare fuori una categoria come questa... non sarebbe equo, vi pare?
  5. Tir, treni, autobus. Qui viene il bello........ ci si aspetta risparmi per 2,4 mld di risparmi a regime. Cottarelli ritiene che i soldi che lo Stato trasferisce sono del 55% più alti della media europea, quindi: le partecipate locali, le ferrovie, le società gerenti i servizi come l'acqua, il t.p.l. ecc. insomma se da un lato è interessante che si decida di tagliare il sottobosco clientelare rappresentato dalle tante società locali dall'altro non vorrei che il tutto si risolvesse nell'intento di privatizzare i servizi locali in barba al referendum appena fatto (per esempio le società di trasporto locale verrebbero privatizzate con il modello "fiorentino" dell'ataf: una parte, piccolissima, pubblica un altra di una consociata azienda privata patavina e una parte..... tedesca con annesso trasferimento in germania o a pavia dei dipendenti) e con tutto quello che ne conseguirà e che be sappiamo. Altro discorso sono i padroncini: è l'unica lobby che a ogni finanziaria spilla soldi con il ricatto dello sciopero e il relativo blocco del trasporto gommato, un ricatto che uno stato non dovrebbe subire.
  6. Forze di sicurezza. Troppe 5 polizie: vero, quindi? qui si va sul vago e furbescamente sono voci accorpate alla difesa... quindi nebbia fitta.
  7. Costi della politica, auto blu, consulenze, efficientamento diretto, riorganizzazioni della p.a., Rai, ecc. qui è emerso un esubero di 85 mila dipendenti pubblici da riassorbire: qui il racconto diventa farsa perchè dal documento si evince che sarebbero da mandare a casa, ma poi ci sono state correzioni e la riscoperta della mobilità...... messo tutto insieme si supera di poco il miliardo: ma come per gli invalidi perchè tenerli fuori? Sarebbe inequo, no?
Una curiosità: nel documento di cui al link si parla di riforma delle detrazioni da rimodulare se si vuole ridurre il cuneo fiscale.... insomma prendono da una tasca e la passano all'altra, una cosa da balle spaziali... e questo va riconosciouto a Cottarelli: lui è un tecnico e produce cifre e pareri; però quelle parole messe a latere della tabella sono chiarissime: quello che dice Renzi é fuffa perchè per poterci dare dare 80 euro al mese devono risparmiarne 33 mld in tre anni; il gioco vale la candela? Sarei propenso a definirla sparata ma purtroppo si parla di soldi e non di caramelle e quindi è meglio attenersi aif atti più che alle considerazioni e allora il velo si alza e si nota la realtà vera: sono promesse elettorali e basta.... e temo saranno mantenute solo se lo votiamo.

venerdì 14 marzo 2014

nasce il renzismo..

Viviamo nella società dell'immagine, vero? Allora questi sono i filmati: il primo è conferenza stampa del Presidente del Consiglio


questo sotto invece è la dichiarazione del Commissario Cottarelli


parole, e in politica e in economia le parole pesano, nel primo e parole nel secondo, ma di diverso tenore....
Scendiamo nel dettaglio:
La realtà.
Cottarelli ha dichiarato nella sua audizione che ci sono 3 miliardi circa disponibili sulla base del suo "studio"...... ha anche detto che, se applicati alla lettera, i tagli produrranno 34 mld di euro di risparmi per il ..... 2016 ossia un 2% di PIL (ricordate, per il 2016!) colpendo a 360° nella P.A. a partire da:
  1. Pensioni d'oro che dovranno avere un imposizione aggiuntiva di "solidarietà" per finanziare i contributi sociali per i neo- assunti........ già fatto e bocciato a tutti i livelli giurisdizionali per "disparità di trattamento": mi sa di misura per "accontentare la sinistra" quindi di facciata perchè non credo avrà buon fine: risparmio atteso.... con 270 mld di spesa pensionistica secondo il Commissario non verrebbe toccato se non il 15% della stessa ossia quelli che hanno oltre 2500 euri lordi, dice....
  2. Immobili ed enti pubblici. Immagino che "la diversa gestione dei primi sia.... la loro alienazione più o meno mascherata e per i secondi la loro eliminazione: ossia tutto come prima perchè quelli che dovevano essere sciolti, non lo sono stati: immaginarsi quindi se ci si riuscirà ora che vuole sciogliere il CNEL ossia un organo costituzionalmente rilevante dove c'è il meglio dei riciclo della politica e del sindacato... puri sogni ma però a conti fatti fanno circa 2 mld (ipotetici) in tre anni
  3. Autoblu e micromisure. Vendita delle prime, anche il Presidente del Consiglio ne parla, e abolizione delle seconde come il CNEL  che secondo lui ancdrebbe abolito... ma c'è un piccolo problema: il suindicato organo è un organo avente rilievo costituzionale e quindi, oltre ad essere un organo di parcheggio di politica, economia e sindacato, la vedo dura.
oraa veniamo alla televendita. Dice:
  1. Cuneo fiscale. “Tra le misure previste, la relazione approvata ha individuato in 10 miliardi di euro le risorse per consentire l’aumento della detrazione Irpef in busta paga ai lavoratori dipendenti sotto i 25 mila euro di reddito lordi, circa 10 milioni di persone, dal 1 maggio prossimo, per un ammontare di circa 1000 euro netti annui a persona. Gli atti tecnici e legislativi verranno approvati nelle prossime settimane”.... ricordate le fatidiche domande: con quale copertura? Chi pagaherà? Da dove li prenderà? Quali spese saranno tagliate? Se non ci sono soldi delle due l'una: o finora hanno detto balle o intende uscire dall'euro e svalutare la new moneta (ma come sappiamo non è grillino).... dal primo maggio finiranno “1000 euro netti all’anno a chi guadagna meno di 1500 euro al mese“. Un taglio al cuneo fiscale che riguarderà “10 milioni di italiani che prenderanno 10 miliardi di euro: 80 euro netti in busta paga. Il limite su cui noi ci attestiamo sono 25mila euro lordi, circa 1.500 euro netti. I destinatari del nostro intervento non sono solo i ceti meno abbienti, ma anche un po’ di ceto medio”.. come sopra: da dove li prende i soldi? Dice che si aspetta risparmi per 32 mld per il ... 2015: come? Ma se Cottarelli sostiene per il 2016, qualcosa non va.. vero?
  2. Irap che sarà ridotta del 10%: “Si finanzierà con l’aumento della tassazione sulle rendite dal 20 al 26% (2,6 miliardi)” ma – assicura il presidente del Consiglio – non saranno toccati i titoli di Stato. “La stragrande maggioranza degli imprenditori – aggiunge – dicono ‘fai benissimo’ a mettere i soldi in tasca dei lavoratori. Ma noi ci occupiamo dei costi delle imprese, dal primo maggio i costi Inail saranno di 1 miliardo in meno, una legge del governo precedente ma che noi attuiamo”.. ok questa è una cosa di sinistra, bravo, ma...... pensa che gli speculatori rimangano lì ad aspettare di pagare di più? No, perchè: o lo scaricano sui loro clienti o.. vanno via. Quindi? Perchè non colpisce le dark pool ossia quei luoghi grigi dov banche e agenzie di rating spostano abbastanza soldi da far fallire interi stati? Trilioni di $ ed euri che vengono e vanno in questa zona attraverso derivati e CDS senza alcuna regolamentazione efficace: qui si deve colpire davvero e se qualcuno fa il furbo o la galera o a spazare per le strade come lavoro, finalmente, socialmente utile... quei 2,6 mld di euro sono virtuali!
  3. crediti alle imprese, scuola, casa e imprese. Sblocco ”immediato e totale dei debiti della P.a.: 22 miliardi già pagati e 68 miliardi che pagheremo entro luglio” (il cdm ha dato l’ok ad un ddl che sarà seguito da un decreto); 500 milioni di euro in più per il fondo di garanzia per le Pmi per la lotta al credit crunch, “vero o presunto che sia e che ha già garantito 10 miliardi di accesso al credito: una misura che le aziende sanno essere rilevante”; sulla scuola “abbiamo alimentato a 3,5 miliardi il plafond a cui attingere per Comuni, Province per le scuole e chi vuole attingere lo farà con procedure semplificate. E l’unità di missione sarà attiva a Palazzo Chigi e lavorerà in collaborazione con il Miur”; sui fondi europei “tutte le volte diciamo ‘ce lo chiede l’Europa’ e mettiamo una serie di vincoli: l’Europa ci chiede di spendere bene i soldi che abbiamo bloccato e che investiremo da subito: 3 miliardi di fondi europei”; sulla casa il governo ha approvato un decreto con un piano casa che avrà un impatto di 1,7 miliardi; sul Terzo settore dal primo giugno ci saranno 500 milioni di fondo per le imprese sociali, per chi vuole creare imprese sociali. E’ una misura che caratterizza questo governo, sono grato a chi dal terzo settore me lo ha suggerito, il terzo settore che poi è il primo e va incoraggiato”; sulla ricerca il Governo prevede un “aumento del credito di imposta per i ricercatori. L’obiettivo, da qui al 2018, è creare 100mila posti di lavoro. Il tutto per 600 milioni”; sul costo dell’energia “un taglio per le Pmi pari a 14 miliardi di euro verrà ridotto del 10% attraverso la rimodulazione del paniere della bolletta energetica”... cosa dire, parla da solo.....
  4. Lavoro, contratto a termine: il limite innalzato da uno a tre anni. Questa è la sola cosa che realmente farà: questo gli chiedono davvero e questa è la cambiale da pagare..... doseta er nulla di sinistra ma molto di destra liberista.
    sono previsti un decreto legge
    ed un disegno di legge per il lavoro: “Il ddl è una delega per riorganizzare l’intero sistema e sarà il Parlamento a discuterne”. Tra i punti contenuti nel decreto, il prolungamento da uno a tre anni della durata massima del contratto a termine, “applicabile senza causale per un massimo del 20% sul totale dei lavoratori”. Renzi ha parlato di un allargamento della “Garanzia giovani alla fascia 18-29 anni”. Il programma Ue (18-24 anni) nasce per garantire ai giovani entro 4 mesi dal termine degli studi o dalla disoccupazione una opportunità di lavoro o di proseguimento degli studi.
  5. Le imprese, quelle virtuose pagheranno “un miliardo in meno in premi Inail”, ha aggiunto Poletti spiegando che “noi premiamo chi merita di essere premiato, non chi è in morosità. Ci sono dei criteri chi è dentro avrà riduzione”.
  6. la riforma degli ammortizzatori sociali. Altra cambiale da pagare sulla pelle dei lavoratori.... Nel ddl delega sul lavoro si andrà verso l’esaurimento della cig in deroga perché “pensiamo più correttamente ad uno strumento universale per tutti i disoccupati, in cui recupereremo Aspi e mini Aspi”. Sussidio che sarà “graduato in ragione del tempo in cui la persona ha lavorato”. Nel ddl delega sul lavoro “si mantengono la cig ordinaria e straordinaria”, introducendo però un “meccanismo premiante, cioè abbassiamo il contributo di tutti ma chi la usa tanto pagherà di più”. Mentre la cassaintegrazione in deroga “deve sparire”.
  7. Le riforme istituzionali. “Ho illustrato ai ministri un testo di riforma del Senato – ha detto il capo del governo – un ddl costituzione che daremo a forze politiche e sociali. Diamo 15 giorni e poi si porta in Parlamento”. Renzi definisce la trasformazione dell’assemblea di Palazzo Madama in camera delle autonomie un “punto centrale”: “Il Senato non voterà mai più la fiducia al governo, mai più la legge di Stabilità. Oggi la legge elettorale sarebbe già approvata”.
  8. Italicus (o troiaium come l'ha definita Andrea Scanzi)? “La legge elettorale ha molti limiti – dice il presidente del Consiglio – ma non ci saranno mai più larghe intese e chi vince governa 5 anni. 
Dice: E’ una rivoluzione impressionante, c’è un cambio strutturale”. In generale, assicura Renzi, “non si è mai visto un percorso di riforme così corposo e significativo. Se non riesco a superare il bicameralismo perfetto considero chiusa non l’esperienza del Governo ma la mia esperienza politica. Non ho paura a rischiare me stesso”.
A me pare che una volta tanto hanno ragione i critici, anche di destra, perchè ..... semplicmente mancano le coperture. Il fare funziona con le vacche grasse e non quando siamo con le pezze al sedere come ora e con gli usurai alla porta che bussano dicendoci che dobbiamo risparmiare per ripagarli e rispettare i loro diktat: infatti la UE ci dice che "dobbiamo rispettare quanto deciso" punto e basta.... a meno di non voler dire bye bye europa, allora si che si ragiona: ma se fosse così glielo faranno fare? Il primo,e  forse unico, guardiano sull'alto Colle del desiderata UE glielo farà fare? Ho molti dubbi.. e voi?
Come sempre.. buon week end

mercoledì 20 novembre 2013

la vera legge di ....... stabilità

Tutti i media ci hanno detto da settimana che il governo sta facendo discutere in Parlamento, o meglio il suo simulacro, la legge di stabilità: dove furbescamente ha definito una serie di misure per mantenere invariati i saldi come tagli mentre invece altro non erano che redistribuzione della maggior tassazione agli enti locali (non aumenta a livello nazionale la percentuale di tasse ma le fa aumentare a comuni, province e regioni con tagli ai trasferimenti) e introducendo un tassa monstre, e credo anche incostituzionale) dove, oltre al reinserimento furbetto di quanto cancellato da referendum (acqua, tia ecc.), ha cancellato si l'imu ma ne ha introdotta un altra, di cui ancora non si capisce il nome ma la funzione si, ancora più odiosa perchè crea una tassa da pagare anche in capo agli inquilini e non solo ai proprietari dell'immobile... una cosa fuori dal mondo e che solo la Grecia, alla deriva ormai, ha avuto la faccia tosta di introdurne di simili: è proprio vero siamo pecore del genere meditarraneo, una pessima specie.
Ma, udite udite, sta venendo alla luce un altra cosa in questi giorni, la vera finanziaria: la spending review fatta da un, ex, rappresentante dell'istituzione (il FMI) che ha fatto dell'affamare i popoli un segno di distinzione della propria azione. Il punto é che mentre nei paesi del terzo mondo il FMI interveniva per "aiutare" i popoli (corrompendo i ceti dirigenti) ma quando la festa veniva....... e le banche rivolevano indietro i soldi partiva subito l'arbitro che, anzichè fare del suo meglio per evitare la rapina, imponeva ai paesi caduti in trappola una cosa che definire odiosa e inumana è dir poco: si partiva dall'apertura dei mercati (coa che ammazzava il locale mercato), alla privatizzazione forzata dei servizi di base passando per la cosiddetta "rinegoziazione" del debito che creava debito sul debito e interessi sugli interessi.... una spirale che senza soluzione di continuità che impoeriva il paese, permetteva alle banche di rientrare dei propri finanziamenti per di più a interessi da usura e di far nascere un ceto dirigente parassitario arricchitosi grazie alla povertà dell'intera nazione....... non meraviglia che ci fossero movimenti armati nè meraviglia che l'islam radicale stia attecchendo in tutto il continente africano, per farci un idea: questo continente, come quello sudamericano, è ricchissimo di risorse ma poverissimo e sempre in emergenza per piaghe come fame, malattie ecc. sempre dipendente da aiuti dati con una mano guantata da vera e purissima lana caprina. Ecco chi ci siamo messi, anche se in posizione defilata non direttamente responsabile verso gli elettori, in casa nostra: una vera e propria volpe, senz'offesa per le volpi, nel pollaio.. con la variante che in questa versione, umana, è il contadino ad aver invitato la volpe mannara nel pollaio.
E gli effetti si vedono subito, il "loro" uomo a roma si è subito dato da fare varando la, "sua", vera finanziaria: ben 32 mld di euro da far uscire fuori dalle nostre tasche a ogni costo .... sangue puro dato in pasto ai vampiri della finanza.
Ora veniamo al punto: sono attesi tagli, loro parlano di risparmi, (ATTENZIONE QUESTI SONO TAGLI VERI NON LA FUFFA DEL SUO PREDECESSORE, SARANNO FATTI SUL SERIO ..... SINDACATO E SINISTRA DOVE SIETE?) per 32 mld di euro o meglio 2 punti di PIL. I tagli spaziano dal pubblico impiego alla sanità, tanto per cambiare, passando per tutta la gamma della spesa pubblica senza farsi mancare nulla perfino nel sociale, naturalmente. Di una cosa possiamo star certi: questa saranno fatti mirati e non tanto perchè saranno più equi facendoli in questo modo ma semplicemente perchè dopo non rimane che tagliare ... proprio allecaste: parlamentari, alti papaveri, ministri, istituzioni ecc. ecco il vero motivo per cui sono mirati al centesimo .... non si sputa nel piatto dove si mangia. La lista ve la ometto perchè è stranota, magari se approvati si potrà capire dove più si colpirà ma le materie sono queste.
E' giusto che a distanza di quasi un secolo vengano rifatti gli stessi errori commessi nel periodo 1919-1940? No, parlando dal nostro punto di vist ma chi si fa avanti per farsi portatore di alternative se alle ultime elezioni ben 18 mln di italioti hanno votato proprio, e sono stati anche truffati, per i partiti che hanno messo su la rapina del secolo alle nostre tasche senza intaccare minimamente nè le loro nè quelle di chi li ha finanziati nè, infine, di quelli che si sottraggono all'obbligo di pagare le tasse (sia che siano piccoli che grandi evasori)?
Intanto, come sostengono varie istituzioni nazionali e non, il nostro debito pubblico cresce sempre, non sembra aver freni ... e ti credo se:
  1. non solo per pura ideologia e arroganza della classe dirigente parassitaria la tav si dovrà fare...... fra 30 anni anche se i francesi ci stanno ripensando (infatti nella società mista loro versano "solo" il 40% delle quote; delle quali quote d'oltralpe noi c'impegniamo a versarne comunque ... il 60%; mi spiego meglio: nella società mista noi apportiamo il 60% e per la parte rimanente ce ne mettiamo, a garanzia che i francesi ci ripensino, anche più della metà della loro quota);
  2. continuiamo sulla strada degli F35 (se non ne acquistassimo uno solo potremmo risanare l'intera sardegna post cleopatra) e se ne vanno circa 98 mld tutto compreso;
  3. continuiamo nell'acquisto di elicotteri, sommergibili, carri armati per qualche altra decina di miliardi.... per tacere della Cavour che se ne va in giro a fare pubblicità per permetterci di esportare armi.... nei paesi africani.
  4. continuiamo a fare regali alle banche: circa 120 mld tutto compreso dall'inizio a oggi della crisi ..... oltre quelli dati dalla BCE e che le banche non hanno alcuna intenzione di resituire e che dovremo pagare noi.....
  5. continuiamo nella folle idea di salvare la cai ex alitalia..... dopo i capitani coraggiosi, stile telecom, ora è la volta di poste italiane (via C.D.P.) che si trovano a dove tagliare ancora uffici, personale e servizi per far fronte, a spese dei correntisti, alla bisogna dell'interesse non nazionale ma del clientelismo.... politico.
  6. continuiamo nella folle corsa di accettare tutti i diktat europei e i vari "pack" che hanno prodotti gli euroburocrati che prima hanno favorito il surplus della Germania a scapito degli altri poi ... mettono gli occhi sul loro maggior sponsor multandola...... follia del mercato
  7. dobbiamo prendere atto che ormai le istituzioni democratiche sono state esautoriate in questo paese....... la costituzione parla del capo dello stato come un sorta di notaio con poteri ampliati ma in questi anni il notaio è diventato il parlamento e il capo dello stato il vertice non solo dell'esecutivo ma di ... tutto.
Messi bene vero?

mercoledì 10 ottobre 2012

dopo la spending review arriva il DEF meglio noto come documento di stabilità

Il provvedimento contiene:
Tagli per Regioni: in pratica, se andasse anche in porto anche la riformina costituzionale che azzera il federalismo previsto dall'art.117 della costituzione, le regioni tornano ad essere completamente dipendenti dai soldi statali da un lato (alla faccia delle belle parole dette finora) e dall'altro ingabbiate in una tenaglia di tagli, o maggior tasse da imporre ai cittadini, che le affogano letteralmente: con il personale politico che attualmente le occupa, bé forse é meglio... però 2,2 mld di euro in meno si sentiranno in termini di privatizzazioni forzate di acqua, trasporti, ecc. Se si volesse davvero eliminare gli sprechi si potrebbe ri-prevedere il visto preventivo alle misure della Corte dei Conti, ma la stessa politica lo escluse.... peccato che a pagare saremo sempre e comunque noi.
Sanità: meno 1,5 mld di tagli, in pratica la sanità pubblica .... muore. E' vero che questo governo ci deve traghettare nel modello americano dove tuto si paga con le assicurazioni che ti mettono il fiato sul collo ma é anche vero che gli italiani sono rassegnati all'evidenza e quindi: venghino venghino...
pubblico impiego, con il blocco confermato degli aumenti degli statali. C'è anche una stretta sui permessi previsti dalla legge 104 per i disabili o per la cura di parenti affetti da handicap, con la retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% se i permessi non riguardino moglie e figli. Tacendo sull'aspetto, non secondario, che in "nome dell'equità" ci sarà, con la delega fiscale, un bel taglio sulle detrazioni e deduzioni fiscali: sono quelle cosette che ci consentono di pagare meno in nome di un peso fiscale che, nel caso dei lavoratori dipendenti, é incommensurabilmente pesante rispetto ai paesi civili; siamo l'unico paese cha ha spostato sui lavoratori il peso che prima era equamente diviso fra gli stessi, la fiscalità generale e le imprese.... rifletteteci.

Il costo per la riduzione della prima aliquota Irpef, che si applica su tutti i redditi, è di 4 miliardi, quello del secondo scaglione vale un altro miliardo. Sotto i 7.500 euro, che è la soglia di no tax area, non accade nulla. "Tutelati" anche i redditi fino a 15.000 euro che non verranno toccati nemmeno nelle detrazioni e nelle deduzioni. Sopra questa soglia, invece, scattano i tagli alle agevolazioni fiscali: arriva un tetto di 3.000 euro alle detrazioni e per molte deduzioni (ma non su quelle per la sanità) viene introdotta una omogeneizzazione, con una franchigia di 250 euro. Però con il taglio di deduzioni, delle detrazioni, l'aumento dell'iva, della tariffe (gas, elettricità, acqua), e la conseguente inflazione; ....... é come se non avessero fatto nulla: in pratica una mossa puramente elettorale, un contentino ai partiti, in praticolare al PD che dovrà ingoiare lo stop sugli esodati fatto dalla Fornero..

Tobin tax. Il governo ha poi deciso di introdurre «già da subito» la tassa sulle transazioni finanziarie, ha affermato il ministro dell'Economia Vittorio Grilli dopo il varo della Legge di Stabilità. Il governo si dice convinto che le misure siano coerenti con gli accordi presi in sede europea ma si dice anche pronto a "fare gli aggiustamenti necessari". Grilli ha precisato che dal «bollo» sulle transazioni finanziarie sono esclusi i titoli di Stato. Con il tasso d'evasione che abbiamo e le regole annacquate che ci ritroviamo gli introiti saranno scarsini..... anche questa propaganda per gli allocchi: ben altri potrebbero essere gli introiti, e la filosofia della tobin tax, se regole, controllori ecc. fossero diverse.. ma questo é solo il migliore dei mondi possibili, arrangiatevi.

Imu per la Chiesa dal 2013. Il governo ha inoltre modificato il testo della legge riguardante l'Imu per gli immobili non commerciali e quindi anche della Chiesa in modo da definire il quadro regolatorio «in tempo per il periodo annuale di imposta» che decorre dal 1 gennaio 2013. Questo é veramente ironico: pensano davvero di far pagare qualcosa ad un entità che da oltre duemila anni sopravvive a tutti e tutto? Mah...

 Spending review: 3,5 miliardi. Le nuove misure di razionalizzazione della spesa pubblica si basano su un censimento di spesa «aggredibile» pari a circa 50 miliardi: 11 miliardi per l'acquisto di farmaci, 7 miliardi per i dispositivi medici e 32 miliardi di acquisti per gli investimenti.

"Cieli bui". Per riuscire a risparmiare sulla corente infine le notti saranno meno ricche di illuminazione artificiale.
In compenso spendono eccome:
  1. 800 mln per le FS; 
  2. 300 all'Anas;
  3. TAV: bé qui si son proprio divertiti perché danno anzi regalano 800 mln fino al 2015.
  4. MOSE per Venezia: circa 1,25 mld per ... cosa? 
  5. 50 mln per la Nato... si proprio la Nato.
facciamo un pò di conti: 800+300+800+1,25+0,50=3150 e spiccioli di milioni di euro che in termini di Pil fanno un bel debito pubblico che aumenta......
che post é mai questo? Sembra il conto del ristorante, vero? E lo dobbiamo pagare noi.....
auguri a tutti

domenica 8 luglio 2012

Il bosone non basta.....

..... non basta proprio per il Governo l'aver contribuito a individuare il bosone, o meglio la particella che é la base della materia, conosciuta come la "particella di dio". La spending review dei ragionieri non ne tiene conto, la mannaia cala e addio all'infn (l'istituto di fisica nucleare) con tagli e riduzioni. Capisco che tutti devono fare sacrifici, però nel campo della ricerca ciò é puro autolesionismo: già i migliori ricercatori se ne sono andati a far arricchire il pil di altri paesi ma contemporaneamente impoverire il paese d'origine, il nostro. Questo é il risultato del "nominare" ragionieri quando ci vogliono persone che sono meno attente ai bisogni delle banche e di più all'interesse pubblico: provate, per un attimo, a immaginare tutte le ricadute economiche e scientifiche che arriveranno da una scoperta simile, bene noi siamo il paese che riduce l'istituto che ha collaborato fattivamente, preposto alla ricerca in materia ... come a dire: oltre che con la cultura ora anche con la scienza non si mangia quindi a che serve buttarci dei soldi?






martedì 3 luglio 2012

Spending review: cosa fanno .... cosa potevano fare e non hanno fatto

.. alla fine é arrivata: la montagna ha partorito il topolino ... bé proprio topolino non direi, ma si poteva fare di più e meglio, a mio parere (che conta come il due di picche... lo so):




BLOCCO DEGLI STIPENDI. Per due anni, dal 1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2014, lo stipendio dei dipendenti delle società pubbliche non potrà superare quello del 2011. Qui, bé l'obiezione é ovvia: ma i dirigenti di queste società pubbliche? Esenti?

Blocco delle tariffe fino al 31 dicembre 2013. Ecco una cosa buona, in teoria, ma .... quali sono tariffe, contributi e altro "sottoposti ad adeguamenti automatici con l'inflazione"? Non era meglio dire: bollette bloccate per un anno senza adeguamenti e conguagli? E poi nel 2014? Adeguamento tutto d'un colpo? A me pare una fregatura bella e buona....

CONCORSI SOSPESI, non oltre il 2015. Si prende, forse, atto che il vero costo del pubblico impiego é dovuto agli stipendi dei dirigenti, guarda caso però si colpiscono i pesci piccoli..... ma il problema é: quelli che dovrebbero essere ridotti (anche in termini pensionistici) sono quelli proprio degli alti papaveri ossia quelli che vanno oltre i 200 mila euro a cui si dovrebbe dare una calmata, non credete? E poi, se si voleva risparmiare davvero, si poteva, anche, prevedere l'erogazione di pensioni d'oro (oltre a una limitazione al tetto di 300 mila euro come emolumenti) "limitate" ossia: come già proposto non più di 6 mila euro per una pensione e non più di 10 mila per cumulo .. quanto si risparmiava? Il taglio del 10% dei dirigenti non é una cattiva idea: ma bastava applicare la riforma della dirigenza e mandare qualche (il "qualche" é puramente eufemistico) incapace messo lì dai politici, invece così ... é un taglio orizzontale e basta.

Riduzione dell'organico del pubblico impiego del 10%; cosa dire? a me pare che si stia nascondendo dietro l'agevolazione all'uscita, se sarà confermata, una fregatura come quella appena fatta agli esodati: ti aiuto ad uscire ma non ti do subito la pensione o la liquidazione.... qui si dovrà vedere.

BUONI PASTO STATALI. Non potranno superare i 7 euro a partire dal 1 ottobre prossimo: embé dov'é il risparmio? Mah....

UNIVERSITA'. Un bel taglio da .... 200 mln ma... c'é un ma perché vengono girati alle private: dov'é il risparmio per le finanze pubbliche? E, per caso, é a conoscenza il Governo che la Costituzione vieta "oneri per lo Stato" per il sostentamento delle private?

P.A., ASSUNZIONI RIDOTTE. Le spese del personale della p.a. vengono ridotte in questo modo: le "facoltà assunzionali" sono ridotte al 20% per tutte le amministrazioni nel triennio 2012-2014, del 50% nel 2015 e del 100% a decorrere dal 2016. Anche qui cosa si risparmia? Come si fa a quantificare il costo di un concorso? Solo un contabile poteva avere fantasie del genere (lo so sono diplomato anch'io in ragioneria)....

RIDUZIONE PERMESSI SINDACALI. A partire da gennaio del 2013, i permessi sindacali saranno ridotti del 10%. "I contingenti dei distacchi sindacali e dei permessi sindacali retribuiti ... sono ulteriormente ridotti del 10%. La riduzione e' effettuata a decorrere dal 1 gennaio 2013". Nulla da eccepire: un pò di lavoro non guasta ai papaveri sindacali..... é l'unica cosa che mi trova completamente d'accordo di tutta la manovra, non manovra.....

FERIE OBBLIGATE E UFFICI CHIUSI A FERRAGOSTO E NATALE.

Gli uffici pubblici resteranno chiusi nella settimana di Ferragosto e in quella tra Natale e Capodanno e gli statali saranno messi in ferie. Non mi si venga a dire che poi gli uffici pubblici sono chiusi per colpa dei fannulloni: questa é istigazione pura e semplice di starsene a casa: nessuno vi rinuncerà, ne sono sicuro anche perché sarebbe stupido farlo....... e i turisti e i cittadini che hanno bisogno di pratiche che ne sarà? Bella domanda.....

VIETATO MONETIZZARE FERIE NON GODUTE. Gli statali non possono monetizzare ferie, riposi e permessi non goduti. La disposizione si applica anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità, dimissioni e pensionamento. La violazione di queste disposizioni fa scattare automaticamente un'azione disciplinare ed amministrativa per il dirigente responsabile, oltre al recupero delle somme indebitamente erogate. Nulla da dire: cari statali TUTTI IN FERIE... ve lo dice il Vostro datore di lavoro, il governo.

AFFITTI P.A.: Al via il blocco degli adeguamenti Istat relativi ai canoni dovuti dalle Amministrazioni per l'utilizzo di immobili in locazione passiva. Ma non era stato Temonti che anni fa aveva venduto edifici occupati (...) da amministrazioni pubbliche, per poi fargli pagare l'affitto (con la conseguenza che, ad esempio, c'erano commissariati di P.S. che venivano sfrattati dall'edificio nel quale pagavano l'affitto ... per morosità)? Anche qui: che rispamio é mai questo? Prima o poi gli affitti dovranno sbloccarsi, no?

PROVINCE. Al via la riduzione e la razionalizzazione delle province .. ma le province sono organi costituzionali: come si fa a ridurle? E se i cittadini, per puro caso ipotetico, fanno un referendum per mantenersi la propria provincia? che si fa a quel punto?

BENI ENTI TERRITORIALI. Previsto l'uso gratuito allo Stato di beni di proprietà degli enti territoriali e viceversa .... cosa si rispamia visto che già, come avviene in moltissimi casi, l'affitto era puramente, come dire, "formale"?

RIDUZIONE COMPENSI CAF. Il compenso scende a 13 euro per ciascuna dichiarazione elaborata e trasmessa e a 24 euro per l'elaborazione e l'invio delle dichiarazioni in forma congiunta. Il decreto riduce anche del 10% i trasferimenti a favore dei patronati: NESSUN problema.... aumenterà la parte che i cittadini pagheranno..... i CAAAF mica sono un opera di beneficenza, vi pare? Lo Stato risparmia, i cittadini pagano di più .... meno soldi in tasca a questi ultimi: un prelievo occulto bello e buono.

AUTO BLU. Nel 2013 la spesa per le auto blu non dovrà superare il 50% di quanto speso nel 2011... bé, dirà il politicante o il burocrate di turno, dov'é il problema? Un bel appaltino ..... e i giochi son fatti: io avrei messo il divieto punto e basta. Tutti a: piedi, bus, metro, ecc. così forse si riesce a fargli capire l'odissea quotidiana che tutti viviamo.....

TV E RADIO LOCALI. Contributi a favore di radio e tv locali ridotti di 30 milioni a decorrere dal 2013. E addio alla democrazia televisiva ... i monopoli restano i piccoli vanno a farsi friggere. Il contrario, no?

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO. Riduzione delle spese di funzionamento per un totale di 15 milioni di euro al 2013. PEr poter dire: avete visto? anche noi ci siamo sacrificati....... Un vero peccato che il principe Antonio de Curtiis, in arte Totò, non sia più fra i vivi: se lo fosse avrebeb potuto dire .... "ma mi faccia il piacere"...... eliminare qualche dipartimento inutile no? E i distaccati presso questo organo perché non li rimandiamo a lavorare dov'erano prima?

POSTI LETTO NEGLI OSPEDALI. Circa 30mila posti letto in meno negli ospedali pubblici italiani, con un rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti contro gli attuali 4,2. Io avrei fatto altro: ad esempio avrei eliminato un pò di .... convenzioni esterne o eliminato le intramoenia (o lavori per me o te ne vai) o, ancora, eliminato alcune migliaia di dirigenti sanitari assolutamente inutili, ma i posti letto, no: la sanità e la salute sono beni tutelati dalla Costituzione italiana e quindi si viola la Grundnorm del paese.. ma chi ci fa caso a una cosa del genere ormai? Anzi, chi conosce la Costituzione del proprio paese?

REGIONI. Le risorse dovute dallo Stato alle regioni a statuto ordinario sono ridotte di 700 milioni per il 2012 e di 1.000 milioni a decorrere dal 2013... quindi aiutate l'ente con maggiori tasse locali, nulla di nuovo. Ma se avessimo tagliato consulenze e trombati? Quanto si risparmiava?

FONDO SANITARIO NAZIONALE. Viene tagliato di tre miliardi in due anni: un miliardo per il 2012 e due per il 2013. Esiste ancora un FSN? E se invece si tagliassero i fondi dati alle aziende farmaceutiche? O se si eliminassero un pò di sovvenzioni alla sanità privata?

IVA. "Sospensione per l'anno 2012 dell'incremento dell'Iva e riduzione dell'incremento dell'Iva a decorrere dall'anno 2013". Buona notizia .. sulla carta. In realtà si prende atto della assoluta inutilità di aumenti indiscriminati e orizzontali: non servono. Meglio sarebeb stato fare il contrario: ridurre l0iva e dare ossigeno alle famiglie in questo modo, ma sono liberali e non ci arrivano a questo....

SANITA'. Taglio del 5% per l'acquisto di beni e servizi da parte della sanità pubblica.. amici cari: portatevi da casa il letto... il resto lo portate già.

ESODATI. Vengono salvati ulteriori 55.000 lavoratori esodati rispetto ai 65 mila già interessati .... un pò alla volta riusciranno a dare ossigeno: mancano ancora 200 mila persone da aiutare, come si fa? Si spera che muoiano prima? Perché invece non erogare a tutti quanto dovuto finanziandolo con qualche migliaio di licenziamenti di grossi papaveri pubblici? E anche, magari, tagliare un pò di pensioni dei parlamentari.... anche retroattivamente.

POLIZIA. I dipendenti delle forze di polizia di eta' inferiore a 32 anni, salvo casi eccezionali, devono essere utilizzati a servizi operativi... avete visto il film ACAB? Bé sapeste quanto gli girano...... prima o poi si faranno sentire e allora .. altro che "stormir di sciabole".

CNR, INFN E INGV, AL VIA RIORGANIZZAZIONE. Riorganizzati il Cnr, l'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Bene, vogliamo riorganizzare? Licenziamo i ... raccomandati come ex soubrette e laureati che so in ginnastica. Una buona partenza...anziché creare le condizioni per privatizzare, investiamoci sopra e premiamo il merito di chi si fa il mazzo per qualche migliaio di euro senza fali scappare via.....

URANIO IMPOVERITO. Dimezzato a 10 mln il fondo per le vittime dell'uranio impoverito ... tanti saluti e ringraziamenti ai nostri militari inviati in missione ... di pace.

AUTOTRASPORTO. La bozza del dl sulla spending review destina 200 milioni per il 2013.. quello privato naturalmente...... mica altro.

SICUREZZA delle Strade. Arrivano 72,8 mln nel 2013, si ok ... ma come? Aumentando i pedaggi o cosa? dov'é il risparmio e l'incentivo alla crescita?

LIQUIDATORI. I commissari liquidatori di enti pubblici potranno avere un incarico non superiore ai 3 anni, che potrà essere prorogato una sola volta per un periodo massimo di 2 anni, quindi per complessivi 5 anni. Chiuderli e basta, no?

FARMACIE. "A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto l'ulteriore sconto dovuto dalla farmacie convenzionate (...) è rideterminato al valore del 3,65 per cento. Limitatamente al periodo decorrente dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al 31 dicembre 2012, l'importo che le aziende farmaceutiche devono corrispondere alle Regioni (...) è rideterminato al valore del 6,5 per cento. Per l'anno 2012 l'onere a carico del Servizio sanitario nazionale per l'assistenza farmaceutica territoriale (...) è rideterminato nella misura del 13,1 per cento". Embé? Le farmacie servono......

FONDO LETTA. Il fondo Letta, istituito con la finanziaria del 2010, ha avuto una riduzione di 39 milioni nel 2012 ma verrà incrementato di 700 milioni nel 2013. Qui no comment: non voglio farmi chiudere il blog.....

... e noi abbiamo chiamato Bondi per fare una cosa del genere? Potevo farla anch'io

mercoledì 2 maggio 2012

Cittadini, esprimete la vostra opinione.....

Nonostante i tanti errori di comunicazione fatti finora, imputabili soprattutto al carattere professorale (forse pensano che siamo tutti studentelli alle prime armi, ma non é così dato che anche il meno preparato di noi deve per forza imparare almeno l'aspetto pratico altrimenti non sopravviverebbe in questa società) della composizione del Governo, però si deve dire che le idee per farsi pubblicità le hanno eccome, l'ultima é: "esprimi un opinione", in materia di spending review. Una buona idea se il sito non avrà filtri o censure (non mi meraviglierebbero) e se la cosa fosse pubblicizzata adeguatamente (lo é?).... quanti di voi, invece, lo sapevano? E quanti nel mondo reale, lo sanno? Poi ne terranno realmente conto o é solo una operazione di marketing commerciale per essere visibili in rete, dove non lo sono, ben sapendo che altrove, nel mondo reale e sui media, sono oltremodo sovraesposti e coperti. Il sito dal punto di vista formale é completo: ci sono una serie di voci (introduzione, le 5 anomalie di sistema, ecc... sempre a loro dire i mali del paese dal punto di vista della spesa della pubblica amministrazione) e lin esplicativi che dovrebebro dare l'idea del lavoro da fare, il resto poi lo si sa dalle leggi che stanno passando; probabilmente da noi ci si aspetta non tanto idee vere e proprie quanto un adesione al piatto fumante messosi davanti ..... non foss'altro perché ineluttabile per noi che non abbiamo altra possibilità, a meno di fare improbabili rivoluzioni, che sperare di votare (un occasione ce l'abbiamo il maggio, ma sono amministrative) e fare un "democratico" repulisti della parassitosi che imperversa nell'organismo politico e costituzionale italiano.




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