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martedì 27 febbraio 2018

Tav, non c’erano ragioni per sostenere anni di lavori. Ma allora perché li abbiamo iniziati?

Fonte: Il Fatto Quotidiano di Antonio Calafati Ambiente & Veleni | 27 febbraio 2018
Della vicenda della Tav in Val di Susa ciò che colpisce è la sua capacità di far perdere ad analisti, giornalisti e politici il filo di un pensare razionale. In una società – e in un tempo – che del calcolo razionale ha fatto il suo ancoraggio, la Tav in Val di Susa è una decisione collettiva che i suoi promotori hanno collocato in uno spazio nel quale la logica e l’evidenza empirica non trovano posto. Chi si oppone alla realizzazione dell’opera ha le sue ragioni e le ha rappresentate con un movimento che ha assunto un rilievo politico forte. Da quando nel 2006 scrissi un piccolo libro sul tema (Dove sono le ragioni del sì? La Tav in Val di Susa nella società della conoscenza, Torino, Seb 27, 2006) il mio interesse maggiore è però andato alle “ragioni del sì”: come argomentano la loro posizione coloro che sono favorevoli all’opera?
Ciò che mi affascina di questa vicenda è come sia possibile che la realizzazione dell’opera sia giustificata con argomentazioni contraddittorie e senza alcun fondamento empirico, con un pensiero che viola ogni elementare principio di razionalità collettiva. Come sia possibile che l’opinione pubblica non si accorga che chi sostiene l’opera non ha ragioni razionali per farlo. Un incantesimo che dura da oltre un decennio, un mistero.
Il crescendo di stupore con il quale ho seguito questa vicenda leggendo nell’autunno del 2005 leggevo i tre maggiori quotidiani italiani (Il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa) è diventato a un certo punto rassegnazione. Avevo letto incredulo che gli ingenti costi sociali che l’opera, per consenso unanime, avrebbe comportato nella fase di realizzazione e di attività erano banali “servitù”. Avevo letto sgomento che l’opera bisognava farla perché era “cosa buona e giusta”, perché ci permetteva di non perdere “i mercati dei Balcani”, perché era la “Modernità”, perché non farla “era una fiammeggiante rappresentazione del nostro fermarci ai confini”. Avevo letto che la Valutazione di impatto ambientale era una richiesta di isterici che si interessavano alla sorte degli “scorfani maculati”.
Avevo letto – e riportato nel libro – molte altre affermazioni prive di senso logico e valore empirico, affermazioni di commentatori autorevoli che sulla Tav in Val  di Susa si esprimevano come confusi sciamani. E non ho mai capito perché lo hanno fatto. Poi il suggello finale: in un dibattito radiofonico quella che allora era una persona chiave dell’Osservatorio sulla Tav mi contesta dicendo che gli antichi romani tutti questi studi di impatto non li facevano quando decidevano di costruire una strada…
Sono trascorsi molti anni e l’incantesimo non si scioglie. Ora il governo italiano ammette che le previsioni di traffico addotte a sostegno dell’opera – già più volte ri-progettata – sono assurdamente sovrastimate: l’opera sulla  base di queste previsioni non si giustifica. Però, poi aggiunge che l’opera si farà ugualmente. Si inizia un’opera che richiede ingenti risorse economiche, che richiederà anni e anni per essere completata ed entrare in uso sapendo prima di iniziare che nessun calcolo razionale la giustifica? Ma che storia!
Per quanto tempo ancora continuerà l’incantesimo? Che cosa ha questa opera perché l’intenzione di realizzarla sopravviva all’assenza di ragioni per realizzarla? Non è nel potere delle lobby che va cercata la risposta, bensì nei caratteri del dibattito pubblico italiano. Non riusciamo più a mettere a fuoco collettivamente neanche l’assurdità di affermazioni palesemente irragionevoli. Qualche pilastro della nostra democrazia deve aver ceduto.
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Ambiente & Veleni | 27 febbraio 2018

sabato 16 luglio 2016

Sprechi, carrette e Tav: la lotta di classe sui binari (Antonello Caporale)

5 mila km di rete lasciati morire – L’abbandono delle tratte locali, l’inferno dei pendolari e i progetti faraonici dell’Alta velocità.
Binario unico e, sempre più spesso, binario morto. Sono più di cinquemila i chilometri, ma il conto è decisamente sottostimato, di strade ferrate che vengono lasciate arrugginire, e ogni anno si allunga la lista delle stazioni chiuse, abbandonate, donate ai rovi. Tutti gli incidenti dell’ultimo quarto di secolo sono accaduti su tratte secondarie, e tutti i convogli squarciati sono classificati regionali. Non un euro di manutenzione, non un minuto di attenzione, non un alito di riflessione di quanto sarebbe potuto servire all’Italia avere collegamenti decenti, regolari, sicuri, di come le città avrebbero potuto vivere senza la pressione demografica di chi non ha altra scelta che popolare le periferie perché raggiungere casa è impossibile.
Ogni soldo solo sulle linee più remunerative
Volterra, da quando ha perso il treno, ha subìto il dimezzamento dei residenti: erano ventimila alcuni anni fa, oggi sono la metà. Ferrovie dello Stato, dove non può tagliare, rallenta le opere di manutenzione straordinaria. C’è una frana tra Rogliano e Soveria Mannelli, in Calabria. Sono anni che c’è e anni che nessuno se ne prende cura. È l’omicidio perfetto: la frana non viene riparata, il treno non passa, la linea invecchia, il bus sostitutivo si fa regola.
La scelta è stata cieca: infilare ogni soldo solo sulle tratte più remunerative e più ad alto costo. Collegamenti tra le principali città, e basta così. Sono 15 anni che l’Italia è infiammata dalle polemiche sulla congruità del Tav Torino-Lione. Dieci giorni fa, il ministro Delrio ha spiegato, con una certa naturalezza, che s’era trovato il modo per risparmiare circa 3 miliardi di euro senza nuocere al progetto di trasporto veloce. Così, all’improvviso! E come mai solo adesso?
Terzo valico, tunnel e miliardi alla cieca
E che dire dei costi del terzo valico: miliardi (cinque? sei? sette?) per perforare una galleria alle spalle di Genova. Un tunnel lungo più di 30 chilometri che sbuca nella piana di Alessandria per il trasporto merci. Un’opera faraonica e dichiaratamente esagerata. Non un pensiero, un convegno, una riflessione per rispondere all’obiezione di chi giustamente fa notare che sono già attive tre distinte linee ferroviarie su quella tratta e forse ammodernarle sarebbe costato assai di meno.
Un’Italia in carrozza e una a piedi. Una con l’aria condizionata e superveloce e una intruppata dentro vagoni del secondo dopoguerra. Ma ovunque, all’orizzonte, la linea dello spreco.
Dal Tirreno all’Adriatico non si passa, bisogna fare il giro lungo. In autostrada logicamente. Da Orte al porto di Civitavecchia, il flusso si blocca, quel che ci sta in mezzo, e siamo nella Tuscia viterbese, è mangiato dal tempo, sepolto dalla polvere. Una gran massa di quattrini è stata distrutta in una serie incredibile di malversazioni proprio per restituire ciò che oggi non c’è. L’incolpevole Sardegna è stata teatro della più possente devastazione ferroviaria. Siamo alla fine degli anni Settanta quando le Ferrovie dello Stato, le cui linee sono alimentate con energia a 3 kilowatt, decidono di sperimentare l’alimentazione a 25 kilowatt, molto diffusa nel resto dell’Europa. Scelgono la Sardegna come terra di conquista di questo vettore moderno e una tratta lunga 350 chilometri come teatro delle operazioni. Dopo qualche mese le locomotive, belle e nuove, vengono riportate in continente e trasferite in catene, come boss della mala, tra Foligno e Rimini.
L’odissea delle locomotive
Sono rimaste le 25 locomotive, pegno alla memoria, a dare fastidio. A chi smistarle? Tre macchine, sempre in ceppi, sono trasportate in Ungheria per invitare i magiari a verificarne la qualità. Tecnici italiani vanno in missione, e sembra un film di Totò e Peppino, un classico della commedia napoletana, per tradurre nella lingua locale le indicazioni tecniche stampate in italiano. Niente ancora, neanche i magiari ci stanno: quel presepe non piace a nessuno.
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 13/07/2016.

lunedì 4 luglio 2016

Previsioni, promesse e memoria corta

Oggi parliamo di previsioni, promesse e memoria corta.
Il centro studi di confindustria ci fa sapere che se non passa la riforma costituzionale al referendum di ottobre il PIL crollerà del -1,9%, gli occupati caleranno di 258mila unità.
E’ la stessa confindustria che nel 2011, in piena crisi (la guerra dello spread) sulsuo giornale titolava “fate presto” e invitava gli italiani a prenderci Monti per fare le riforme (tipo quelle della lettera della BCE).
Poi, anche con Monti, il PIL è crollato del 4,4% tra il 2011 e il 2013.
Ecco, Monti, l’uomo del loden e dell’agenda panacea di tutti i mali.
Sotto il suo governo fu messo in Costituzione il “pareggio di bilancio” e approvate le norme del fiscal compact, mettendo allo stesso livello dei principi come istruzione e cure sanitarie i bilanci e i vincoli imposti dall’Europa.
Ma votati quasi all’unanimità da parte del Parlamento.
In seguito forse Monti si è pentito della scelta e ha scaricato la colpa su Draghi:“Il fiscal compact non è stata una buona idea, anche se necessaria. Allora, Mario Draghi doveva accreditarsi agli occhi dei tedeschi”.
Nell’intervista ad Omnibus continuava: “se l’Italia fosse stata la sola a dire no, , sui mercati sarebbe stata una catastrofe”.
Poi abbiamo visto come le cose non sono andate benissimo.
Memoria corta quella del politico italiano: come quelli che nel 2011 quasi ringraziavano la lettera della BCE scritta da Trinchet e Draghi, come l’allora sindaco Renzi 
“Mi ritrovo nella lettera della Bce. E non condivido l’atteggiamento prevalente del Pd che invoca l’Europa quando conviene e ne prende le distanze se propone riforme scomode.”
Lo stesso Renzi che nel 2015 dice che “la politica economica la decidiamo noi non qualche eurobucrocrate”.
In realtà le politiche continuano a basarsi su quella lettera, a cominciare dalla riforma del lavoro e con la contrazione dei salari, per rendere l’Italia attrattiva (e povera).
Non basta attaccare l’Europa e ricordare alla Germania che anche lei ha sforato i vincoli di bilancio quando ne aveva bisogno per farsi bello agli italiani: il bail in è stato approvato in Europa anche da noi italiani. Avranno letto quello che votavano?
Infine, l’ultima previsione dogmatica: il TAV in  Val di Susa.
Dopo anni in cui a prevalere era il dogma dell’opera utile e da fare perché lo diciamo noi, ora siamo passati al TAV in versione light.
Opera comunque inutile poiché l’attuale linea per le merci è sfruttata per un sesto e perché le previsioni (forse più reali) del traffico merci parlano di un flusso con la Francia in calo.
Quei miliardi si possono spendere in modo più proficuo per il paese.
C’era un tale che sosteneva che senza TAV l’Italia sarebbe stata tagliata fuori dall’Europa, era L’ex sindaco di Torino.
Per non parlare delle promesse in termini di occupazione e PIL (le stesse già sentite per Expo, per le olimpiadi ..).
Tutte cifre gonfiate.
Ora siamo al TAV in versione light. E ci aspettiamo che qualcuno chiesa scusa agli italiani.
Che, purtroppo, anche loro hanno una memoria un po’ corta.
Da unoenessuno.blogspot.it
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... e continuano pure a votarli...

mercoledì 1 giugno 2016

Dove vanno le nostre tasse.. 2


fin dal 1978 ossia da quando l'On. Luigi Preti, allora ministro dei trasporti, scrisse una lettera perorando la causa di una linea ad alta velocità, però secondo uno schema ben diverso da quello poi effettivamente attuato (ovverosia una solo asse centrale che seguisse l'orografia del paese con ferrovie di penetrazione dalla costa potenziando la rete di collegamento), venne creato un buco nero per i nostri soldi: da una sola linea affidata a un consorzio si passò a ben 5 consorzi che in giro per il paese si son messi a bucare, fare binari ecc. un affarone per costoro una voragine nei bilanci pubblici visto che si era in project financing ma di un tipo particolare: il privato prendeva soldi in banca ma garantiti dallo Stato sia per quanto riguarda i finanziamenti che i profitti futuri...... ma dato che viene usata, all'oggi, solo dal 16% della popolazione ferroviaria lo Stato fin da ora ci rimette i soldi: si parla di una cifra complessiva di 50 mld di euro!!!! Cosa ci si poteva fare con una mostruosità di denaro pubblico simile?
L'ultima follia e quella di far costruire la linea Torino-Lione (sempre pagandola di tasca nostra) dai francesi, sperando che le proteste si affievoliscano...
Quante scuole, ospedali, case di riposo, ecc.?E quanti magnifici posti si poteva evitare di distruggere evitando di arrecare danni alle popolazioni locali?
Buon 2 giugno

lunedì 21 dicembre 2015

Isis, come finora abbiamo finanziato il terrorismo

dal Fatto Quotidiano del 20 dicembre 2015a firma di
In una mossa senza precedenti, i ministri delle finanze dei membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si sono incontrati questa settimana a New York per la prima volta nella storia dell’Onu. Tema dell’incontro: contrastare il finanziamento del terrorismo in generale e quello dello Stato Islamico in particolare. Il tutto sullo sfondo della guerra in Siria, ormai prossima alla sua quinta edizione. Un conflitto che secondo le Nazioni Uniti ha prodotto più di 250.000 vittime e milioni e milioni di rifugiati.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha adottato all’unanimità una risoluzione che vorrebbe delineare un processo di pace in Siria. I firmatari, infatti, si impegnano a promuovere i colloqui tra il governo siriano e l’opposizione all’inizio di gennaio del 2016, colloqui, naturalmente, subordinati agli accordi relativi al cessate il fuoco.
Sebbene il segretario di Stato americano, John Kerry, che ha presieduto la sessione del Consiglio di sicurezza, abbia detto che la risoluzione ha inviato “un messaggio chiaro a tutti gli interessati e che il momento per fermare il massacro in Siria è adesso”, questa è stata redatta nel solito linguaggio della diplomazia internazionale, tante belle parole che, ahimè, rimarranno tali.
Sul piano finanziario la risoluzione esorta i paesi a “muoversi con vigore e decisione per tagliare il flusso di fondi, attività finanziarie e risorse economiche dell’Isis”, tra cui il contrabbando di petrolio e quello di opere d’arte. Esorta anche a produrre “più attivamente” nominativi da inserire nelle liste nere del terrorismo. Infine, chiede ai governi di assicurare che vengano adottate leggi che rendano il finanziamento dello Stato Islamico e dei combattenti stranieri che si uniscono alle sue fila, un reato grave.
Viene spontaneo chiedersi perché abbiamo bisogno di una risoluzione dell’Onu per applicare questi principi, cosa hanno fatto i governi della grande coalizione di Barak Obama da giugno del 2014 fino ad oggi?
Proviamo ad analizzare le esortazioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Fino ad oggi non si è fatto nulla per tagliare il flusso di fondi e le altre attività finanziarie ed economiche dello Stato Islamico. A parte i bombardamenti diretti a distruggere i pozzi petroliferi ed i mezzi con i quali il petrolio si contrabbanda, obiettivi raggiunti nelle ultime settimane, non è stata ritrovata una sola opera d’arte contrabbandata, chiuso un solo conto bancario, arrestato un solo contrabbandiere turco, siriano, iracheno, libanese e così via, bloccato un solo trasferimento finanziario a favore dell’Isis. Da giugno del 2014 fino ad oggi l’Occidente non è stato in grado di intercettare neppure un dollaro dei soldi dell’Isis. Perché?
La risposta è semplice, queste attività sono fuori dal nostro controllo. Lo Stato islamico non ha un conto bancario cifrato in Svizzera come Arafat, l’economia in cui opera è un’economia di guerra civile dove tutto viene comprato e venduto in contanti. Dollari, euro, lire turche, il contante circola in questo modo. Ma non basta, la vendita di risorse importanti controllate dall’Isis come il petrolio, ma anche prodotti agricoli come il grano, è fondamentale per la sopravvivenza delle popolazioni vessate da questa guerra.
Non solo non siamo riusciti a colpire economicamente lo Stato Islamico, in parte lo abbiamo anche finanziato. Il pagamento dei riscatti degli ostaggi occidentali ha prodotto intorno ai 100 milioni di dollari, soldi provenienti dalle tasche dei contribuenti. La vendita di petrolio ai ribelli del nord della Siria, i cosiddetti gruppi moderati, che avviene in contante, finisce per alimentare le finanze dell’Isis. Parte di questi soldi arriva dai finanziamenti che la grande coalizione invia ai vari gruppi armati coinvolti nella guerra per procura siriana. E già, nelle zone di guerra i nemici fanno affari tra di loro, e dato che l’Isis produce l’unico petrolio disponibile tutti lo acquistano.
Infine cosa dire delle liste del terrore? Introdotte nel 2001 dopo l’11 settembre, hanno fatto più male che bene. La maggior parte di coloro che sono stati inseriti nelle liste non aveva nulla a che fare con il terrorismo. Non hanno prodotto nessuna pista valida, ma solo imbarazzo ogni qual volta che un tribunale nazionale ha dimostrato l’arbitrarietà con la quale individui ed imprese vengono inseriti nelle liste sulla base di sospetti. Le liste infatti poggiano sul sospetto e non su prove concrete.
Se continuiamo così quello di questa settimana sarà solo il primo di una lunga serie di incontri ad altissimo livello politico che produrranno belle parole e tante buone intenzioni.
di | 20 dicembre 2015

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nota a margine

giusto per la cronaca e con grande soddisfazione di chi crede nelle lotte. Da oggi i notav che lottarono contro il moloch del TAV a Chiomonte NON SONO TERRORISTI...  (quindi nulla a che vedere con il vero terrorismo di cui parla l'articolo della DR.ssa Napoleoni) si può condividere o meno la loro lotta ma non li si può più qualificare come terroristi: ancora una volta la Magistratura in questo paese mette un punto fermo su una questione dirimente: può il cittadino difendersi contro l'arroganza di uno ceto dirigente che a tutti i costi vuole farla quando ovunque in giro per l'Europa la stessa "grande opera" è stata praticamente abbandonata? Si perchè ovunque nei paesi "fratelli" di questo genere di opere non se ne parla più: dal Portogallo alla Russia. Una cosa inutile e costosa, che abbisogna di spese altissime per la sola manutenzione (per tacere della TAV nuova versione che abbisogna, guarda caso, di nuove infrastrutture che lo Stato dovrà, alla fine, pagare di tasca nostra.....) è stata praticamente abbandonata... peccato per la bella "Valle" violentata attraverso la quale passerà un TAV che non porterà un solo euro in più al PIL italiano e distruggerà l'ambiente, peccato davvero.... invito a leggere "Binario Morto" e "il libro nero dell'Alta Velocità" per maggiori informazioni sulla inutilità di questa opera

martedì 12 maggio 2015

i, falsi, numero della ripresa...

il comune cittadino, quello che ascolta la radio e la tv, dirà: ma come l'istat dai dei dati deludenti e l'inps dice l'esatto opposto sull'occupazione (e quindi) sulla ripresa? E a prima vista sembra essere così... ma solo a uno sguardo superficiale..... in realtà hanno una loro coerenza e una loro verità se, edico se, li si guarda come insiemi che, dovrebbe, rappresentare la realtà.
Il dato Istat è semplice: nuovi contratti; trasformazioni; partite iva, o finte tali, e autonomi ecc. e dall'altro lato nuovi occupati, trasformazioni, licenziati ecc. il tutto a campione naturalmente... sono dati veri e credibili? Si perchè registrano "nascita", "trasformazione" e "fine", altro non c'è.
Quelli Inps invece ci dicono altro e sono più particolareggiati e NON sono a campione ma fotografano quanto comunicato dalle varie realtà del paese...... c'è una differenza netta: l'inps nel registrare una, ad esempio, trasformazione da contratto di lavoro autonomo a subordinato non registra un "disoccupato" in più fra gli autonomi e uno in più fra i dipendenti.... semplicemente cancella una figura e la traspone nell'altra molto linearmente cosa che l'ista non fa: tutto qui.
Ecco eprchè i dati, anche se possono sembrare contrastanti, in realtà sono ASSOLUTAMENTE sincronici perchè guardano la stessa realtà da angolazioni diverse e, se si fosse intellettualmente onesti, chi li legge e fa parte di istituzioni politiche dovrebbe semplicemente astenersi dal commentare tirando i due enti per la giacca perchè le due rilevazioni pur se guardano, ripeto, la stessa realtà arrivano a diverse conclusioni perchè diversi sono gli obiettivi che hanno istituzionalmente parlando: l'una deve registrare la geografia del lavoro, l'altra deve registrare i flussi e le evoluzioni, del percorso lavorativo degli occupati sia che siano autonomi che si trasformano in dipendenti sia nel percorso inverso.
Sapete però il vero problema e la vera questione? Pochi dicono che questa "debole (per usare un eufemismo)" ripresa è DROGATA dagli sgavi fiscali concessi dal governo alle imprese... non ai lavoratori sia chiaro, quindi: quando essi finiranno cosa accadrà? A essere realisti tornerà tutto come prima o quasi ossia, grazia al job act, e imrpese avranno mano libera di mandarli a casa anche con un semplice messaggino o al massimo di demansionarli senza se e senza ma: altro che fare dei progetti di vita futura!!! La precarietà sarà istituzionalmente il totem a cui tutti dovranno inchinarsi e il futuro sarà sempre meno roseo dei loro genitori e nonni.
Si ptoeva fare altrimenti? Certo che si poteva: gli stessi soldi che vengono impiegati per dare sgravi fiscali o per finanziare corsi e stage FASULLI potevano essere impiegati per creare posti di lavoro, non necessariamente pubblici, a cui potevano accedere sia i nuovi occupati sia le altre fasce di lavoratori interessati; così durante e dopo la grande depressione fu fatto nel paese modello del mondo occidentale, gli usa, e non c'è ragione alcuna perchè non debba funzionare altrove.... a maggior ragione visto che quei posti creati negli anni che vanno dal 1928 al 1939 erano posti a debito ossia davvero lo stato non aveva nulla in cassa e quindi era costretto da un lato a tassare i grandi patrimoni con tasse esossime (anche del 150% del valore del patrimonio), naturalmente ricorrendo al drappo rosso del pericolo comunista (funziona sempre, come ben sappiamo), e dall'altro a emettere "pagherò" pubblici da rimborsare a babbo morto..... e funzionò. Qui non siamo, ancora, ridotti così e lo stato in cassa di avanzi primari ne ha in pratica da oltre un decennio: questi soldi veri potrebbero essere impiegati meglio che semplicemente pagare la TAV, gli F35, e altre oscenità del genere.. per tacere dell'expo (a proposito quanti sono i visitatori VERI di questa mitica manifestazione del made in italy ogm free per finta? Non si riesce a sapere quanti sono, chissà perchè...). So già l'obiezione: e il deficit? E il debito pubblico? E il partito della spesa pubblica? E la corruzione e il clientelismo? e si potrebbe continuare all'infinito..... qui mi spiace dirlo cade l'asino: ci vorrebbe una rivoluzione "rock" come fu quella islandese o un ricambio completo del ceto dirigente; ma siamo già nel mondo dei sogni e mi fermo....

giovedì 19 marzo 2015

CORRUZIONE: L’ITALIA E’ ALLO STESSO LIVELLO DEL SENEGAL E DELLO SWAZILAND

Fonte: CGIA di Mestre.
Nell’area dell’euro Italia e Grecia sono maglia nera
Nel mondo Il livello di corruzione raggiunto dall’Italia nel 2014 è lo stesso di paesi come il Senegal e lo Swaziland, piccola monarchia del Sud Africa.

Nell’area dell’euro, invece, non abbiamo rivali: pur allineandoci sullo stesso piano della Grecia, nessuna altra nazione presenta un indice di percezione della corruzione superiore al nostro.

L’elaborazione è stata realizzata dall’Ufficio studi della CGIA su dati Transparency International, istituto che ogni anno elabora un interessante indice sulla corruzione in più di 170 paesi del mondo.

“Forse in questi dati c’è un pizzico di esagerazione,– commenta il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – Tuttavia, il problema esiste. Le vicende emerse dalle azioni giudiziarie che hanno interessato l’Expo di Milano, il Mose a Venezia e mafia Capitale sono solo alcuni episodi che ci delineano un quadro generale molto preoccupante”.

Negli ultimi 5 anni, fa notare la CGIA, la situazione si è addirittura aggravata. Sempre secondo la graduatoria stilata da Transparency International, abbiamo peggiorato la nostra posizione a livello europeo di 6 posizioni: solo l’Austria (+7) e la Slovenia (+12) hanno fatto peggio di noi.

“Purtroppo – conclude Bortolussi – le statistiche ci dicono che la crisi economica e la corruzione procedono di pari passo, nel quale l’una è causa ed effetto dell’altra. Ciò mina la fiducia dei mercati e delle imprese, scoraggia gli investitori stranieri, determinando una perdita di competitività del Paese che dobbiamo assolutamente contrastare”.
p.s.
non si scappa: metti una cosa da fare si fa solo se ci si guadagna e tanto. Dalla TAV all'expo; dalle strade alle slot tutto fa soldi e tangenti. C'è ancora chi crede a questi personaggi ed è disposto a votarli? Temo di conoscere la risposta....

mercoledì 19 novembre 2014

Terzo Valico: meglio argini e ospedali oppure le grandi opere?

Fonte: il fatto quotidiano del del 19/11/2014 a firma di Domenico Finiguerra
Nelle montagne dell’Appennino ligure sotto le quali dovrebbe passare il tratto finale della linea ferroviaria ad alta velocità del “luminoso” corridoio Genova-Rotterdam, il cosiddetto Terzo Valico, c’è un’elevata probabilità che scavando si trovi parecchio amianto. Ma questo è solo uno dei dettagli che resta ignorato dal dibattito politico italiano.
Il Terzo Valico è un progetto lungo 53 km, di cui 39 in galleria, che accorcerà se va bene di una mezz’oretta il tempo di percorrenza dei treni dal porto di Genova a Tortona-Novi Ligure. Ma anche questo è un dettaglio che non annunciano al Tg delle otto.
In compenso ci vengono quotidianamente elencate le bordate che arrivano per demolire lo stato sociale e il sistema pensionistico, le sforbiciate al trasporto pubblico locale, le carenze di posti negli asili nido, le chiusure di ospedali e di reparti di pronto soccorso.
Il tutto è motivato dalla mancanza di risorse, ovviamente. E’ colpa delle politiche di austerity, dei diktat della Troika, del patto di stabilità che il nostro tweetpremier Renzi pensa di poter abbattere a colpi di hashtag (se cominciasse a chiedere le dimissioni di Junker, visto che lui lo ha votato, non sarebbe male).

Insomma, non ci sono i soldi! Ce lo ripetono in tutte le salse. Abbiamo raschiato il fondo del barile. Però, per realizzare i 53 km di Terzo Valico, i 6,2 miliardi di euro si sono trovati. Eccome. Così, per chiarire un po’ meglio le cose agli italiani distratti ed ammaliati dalla retorica delle grandi opere, facciamo un piccolo esercizio matematico e compiliamo un breve elenco di cose utili che ci tolgono o ci mancano perché la priorità sono appunto le grandi opere come il Terzo Valico:
6 centimetri di Terzo Valico = 1 anno di pensione
100 metri di Terzo Valico = 1 anno di libri di testo per 40 mila studenti delle scuole superiori
500 metri di Terzo Valico = 7 treni pendolari completi
1 km di Terzo Valico = 116 asili nido per un totale di 8.700 bambini
2,5 km di Terzo Valico = 1 ospedale da 600 posti letto, 18 sale operatorie e 150 ambulatori.
Tutto il Terzo Valico = 350 treni pendolari, 10 ospedali da 600 posti letto, 180 sale operatorie, 1500 ambulatori medici e 250 asili nido.
Solo con questo, l’Italia sarebbe un altro paese!
E l’elenco potrebbe essere ancora più lungo se considerassimo tutte le grandi opere e i grandi eventi inutili e dannosi per il territorio.
Una stima dell’Unione delle Province ha calcolato in 5 miliardi la somma necessaria per mettere in sicurezza tutte le scuole d’Italia. Uno studio del 2012 del Ministero dell’Ambiente ha calcolato in 41 miliardi la cifra per prevenire il dissesto idrogeologico. Sarebbero queste le priorità, i capitoli con i maggiori stanziamenti.
E invece, l’altro giorno, in parlamento, il ministro Lupi ha dichiarato che se fosse per lui si farebbe partire subito anche il Ponte sullo Stretto di Messina. Per ora si accontenta del Terzo Valico. E di molto altro.
Tanto se gli ospedali chiudono, se dai tetti delle scuole piove e se non si realizzano argini la colpa è della Trojka e del patto di stabilità e crescita.
il Fatto Quotidiano, 17 novembre 2014
p.s.
questo post lo dedico ai tanti, e a tutti i costi, entusiasti della tav..... anche se i loro ultras politici se ne stanno allontanando avendo capito che tira brutta aria e che la gente, quella vera, comincia a non tollerare più avventure a spese delle proprie tasche!

martedì 3 dicembre 2013

teoria della stagnazione...... eterna

Ci dicono che siamo in un asocietà di mercato ma stranamente .... qualcuno ne ha visto uno? No, naturalmente perchè non c'è: alcuni tecnocrati (legati a banche d'affari, agenzie di rating, ecc.) meglio noti come eurocrati hanno deciso che, in base a parametri da loro stabiliti (e dai parlamenti nazionali approvati perchè laddove si son tenuti referendum non è passato il disegno "europeo"), ogni singolo paese ha un ruolo: chi ha la manifattura (Germania e paesi satelliti), chi l'energia (Francia ecc.), chi la finanza (Gran Bretagna e ..... isole) e chi ..... la fame o meglio DEVE fare da mercato coloniale per pemettere agli altri di poter fare "mercato": in questa categoria ci sono Spagna, Portogallo, Grecia, e ..... Italia; come? Semplice, hanno deciso che:
  1. abbiamo un debito pubblico "insostenibile" (vero ma è indotto dal sistema del debito ossia dal sistema che prevede che gli Stati si riforniscano di moneta SOLO sui mercati e non anche SUI mercati come acadeva prima e alle proprie regole); peccato che Francia, Germania, Gran Bretagna stanno peggio, molto peggio ma chiudono gli occhi su questo "insignificante aspetto" anche perchè il loro debito lo finanziamo noi con i nostri soldi attraverso il FSM (infatti il trattato istitutivo prevede che si possono comprare solo titoli di stato di paesi con almeno AA+, tutto dire);
  2. abbiamo un sistema pensionistico che "allarma" i mercati. Che significa? Che mentre noi verismoa i contributi i mercati vogliono quei soldi e la politica deve trovare il modo di spingere i cittadini sulle polizze assicurative private, anche ad alto rischio (infatti tutti i fondi pensionistici dal 2008 sono in rosso profondo perchè sono costretti a comprare titoli pubblici e se, nel frattempo, altri - chi manovra lo spread e sappiamo che si può manovrare ... perchè da Barclays a Goldman dovranno pagare miliardi di risarcimento per la commistione fra loro e chi dovrebbe vigilare decidendo in anticipo quale sarebeb stato il libor, l'euribor ecc. tutti sono la base dello spread ossia dell'affidabilità di uno stato.. geniale - affamano gli Stati a tassi usurai e i ceti dirigenti, persa la propria mission del bene comune, se ne appropriano per i propri scopi ossia prelevano enormi quantità di contributi ma senza darne il corrispettivo reale ma una sua porzione) rapinandoci anche la nostra vecchiaia, oltre che il futuro dei giovani;
  3. abbiamo o meglio dobbiamo avere un mercato del lavoro dove offerta e domanda si dovrebbero incontrare ma.... c'è un ma perchè mentre la domanda, chi offre lavoro, ha dalla sua il miraggio di poter decidere il salario l'offerta, i lavoratori soprattutto in tempi di crisi, abbozzano e accettano condizioni di lavoro che in altri momenti storici non avrebbero mai accetato. Se poi aggiungiamo che per decenni, complici SINDACATI ADDOMESTICATI E CHE NON CONTANO PIU' NULLA, ci hanno detto che senza competizione non c'è lavoro e senza competitività non ci sono possibilità di far crescere l'economia... per il lavoratore la tenaglia è chiusa: o accetta la minestra pre-riscaldata e senza diritti o ..... può abbozzare a fare lavori precari, saltuari, pericolosi ecc. a vita per di più con figure lavorative che lo avvicinano di più a un libero professionista che, come dovrebbe essere, a un dipendente quindi con un futuro di basso salario e quasi nulla pensione.
  4. abbiamo, infine, una sanità che ci costa..... così come la cultura, la scuola, l'univeristà ecc..... perchè la lista potrebbe continuare per quanto è lunga e ampia l'attività dello stato moderno; "quello" stato che ha permesso un certo benessere dal 1950 al 1990 e che ora è visto come un nemico o meglio la bestia da affamare e ridurre affinchè tutto e tutti (il secondo termine fa riferimento agli appartenenti al genere umano) si possa vendere e comprare sul mercato.... quel mercato che finora è stato dimostrato che NON ESISTE nè potrà mai esistere perchè basato su teorie e modelli che, oltre che essere vecchie di oltre 200 anni (Bentham e Smith), è anche basato su un idea-forza che è sempre fallita ma che puntualmente  rispunta come un cancro maligno ma che trova sempre, dico SEMPRE, utili idioti (che: o per arricchimento personale o per opportunsimo o per semplice servilismo verso chi ha in mano i soldi) pronti a sostenerlo e a difenderlo anche mentendo e che, anche se vengono scoperte le magagne, continuano a mentire (è il caso dei tanti documenti, pubblicati anche su questo blog in precedenti post) e a mentire..... anche quando le magagne provengono da dentro le istituzioni simbolo del mercato come il FMI (è noto il rapporto interno a questa istituzione che dimostrava come fosse errato anche il presupposto econometrico su cui si basava la ricetta per la crescita che in realtà ha affamato interi Stati... la Grecia per esempio) o dalle università americane, non certo di stampo sovietico, dove è bastato che uno studente ha fatto due riscontri e quattro calcoli per .... sputtanare almeno un premio nobel per l'economia.
Naturalmente quando si supera il livello di guardia gli eurocrati, e i loro sodali nazionali, si preoccupano di eventuali "risvegli" dei popoli... ecco l'arrivo di ammonimenti al problema disoccupazione, giovanile e non, o alla mancanza di lavoro o a qualcos'altro: la paura fa sempre 90.. si dovessero svegliare ...... meglio fare confusione e alzare polvere. Poi ci sono gli affari: e quando si tratta di affari le furbate all'italiana non funzionano. Non è un caso che Olli Rehn (ex giocatore di calcio specializzatosi con una tesi su, indovinate un pò, Corporativismo e competitività industriale negli stati europei minori ha pensato bene di dirci che le spending review, anche in stile Cottarelli, e le privatizzazini  e alienazioni (in pratica la definitiva uscita del paese dall'industria e la svendita dei beni pubblici) non stavano avanzando con la dovuta decisione... e facevano il paio con gli impegni,a suo dire, disattesi e di conseguenza il debito non pareva ridursi, anzi.... naturalmente il nostro omette di dire che il debito aumenta anche perchè stiamo continuando a buttare soldi nella tav (con annessi sconti alle ferrovie AV), nella difesa (aerei, sommergibili, elicotteri, portaerei, ecc.), nel dare soldi alle scuole private (400 mln sbucati fuori proprio oggi), nel mantenere i privilegi della politica, nel finanziare la parte corrotta della sanità, nel creare l'imu per poi cancellarla per poi rimettere in pagamento la parte eccedente scaricandola sui cittadini dei comuni che hanno fatto i furbi, ecc. ecc. ci credo che il debito aumenta e anche di un bel pò.... eppure le piazze son vuote, almeno un mln di illusi andranno a votare alle primarie del pd per renzi (...), a genova il 3 c'erano, solo, 200 mila cittadini, altri mln di cittadini appena potranno evaderanno anche un euro (anche per difendersi dalla bestia-stato affamata dai politici) e qualche altro mln voterà sncora una volta per questi partiti.
Pensate davvero di uscirne .... da questo circolo vizioso?

lunedì 29 luglio 2013

Terrorismo ed eversione?

Pur non condividendo tutti i metodi di lotta seguiti dai notav trovo francamente esagerato aprire fascicoli sui resistenti che l'inquadrano nei reati di terrorismo ed eversione: un pò perchè è lo Stato che si è presentato nelle valli requisendo, bucando montagne, sconvolgendo un ecosistema e, soprattutto, la vita e il futuro (anche turistico) della zona... per tacere di manganelli, esercito ecc. perchè all'inizio i valligiani hanno "discusso e negoziato" con lo Stato ma ben presto si son accorti che non serviva a nulla e che al massimo ci potevano essere"compensazioni" alle popolazioni (significa che arrivano soldi, senza mai specificare il quantum) e nemmeno tutti...... dall'altra parte è emersa un alta realtà: per un paese orograficamente messo come l'italia la cosiddetta "Alta Velocità"  (a questo punto ci si dovrebbe rileggere la lettera che il ministro dei trasporti Preti, non certo un notav, scrisse criticando aspramente l'evoluzione che stava prendendo il progetto) sarebbe stato meglio farla su assi viari principali, laddove possibile, e manutenere il resto della rete in modo da rendere il tutto integrato ed efficiente ma c'erano alcuni problemi:
  1. il campanilismo, ossia ogni capetto voleva il trenino in casa propria;
  2. i soldi, tantissimi, che lo Stato avrebbe speso ..... e ai primi "consorzi (cui partecipavano alcuni pezzi grossi)" ne crearono presto altri per far spazio a tutti alla mangiatoia (oggi son 5) senza escludere nessuno;
  3. a quel punto la spesa era grossa quindi i soldi dovevano passare altrove; s'invento il "project financing" in salsa italiana....... i privati lavoravano e si assicuravano profitti futuri; le banche ci mettevano i soldi con la garanzia dello Stato e quest'ultimo.... copriva i costi delle banche e la quota di profitti che sarebbe venbuta meno in futuro per i privati che avrebbero gestito i pezzi costruiti; in realtà i soldi erano, e restano, pubblici dal primo all'ultimo e c'è anche la certezza assoluta che i ricavi sarebbero stati assolutamente bassi rispetto alle aspettative e che sperare nello smistamento merci convertendo le tratte non economicamente valide in alta capacità era cosa vana visto che laddove già esso esiste il traffico è pari a zero come i profitti e lo Stato ci rimette tanti soldi!!!!!!!
  4. con l'avvento della crisi si è abbandonato a se stesso il normale traffico ferroviario, dove arrivano soldi nostri direttamente, per concentrarsi sull'alta velocità .... infatti lo stato del resto della rete è noto a tutti.
In base a quanto sopra e a tutta la pubblicistica in materia; senza contare le tante baggianate dette in materia e la protervia con qui per anni nella valsusa, e anche altrove (come non pensare al terzo valico fra liguria e pianura padana dove per 60 km di alta velocità appena stanno distruggendo tutto e senza nemmeno nascondersi il fatto che il traffico merci in entrata e in uscita dal porto di genova è fermo.....), ci si è presentati come quelli che portavano "il progresso" nei territori pagani e infedeli....... senza dire che altrove in europa, francesi compresi, l'alta velocità era stata abbandonata definitivamente e laddove c'era era ..in perdita e in pessimo stato (Inghilterra docet): si era rimasti gli unici a costruirla; si sa che siamo sempre più realisti del re e quindi quei soldi dovevano "andare" nelle opere ... inutili.
Chi a questo punto, visto il buco nero di soldi che si è rivelata la tav, ha fatto terrorismo eversivo?
 
 

venerdì 21 dicembre 2012

legge di stabilità.. la vera catastrofe

quello che vedete sopra é uno dei provvedimenti della legge di, cosiddetta, stabilità dove (oltre ad aver pagato tutte le cambiali al partitame che lo appoggia con "provvedimenti e microprovvedimenti" ad hoc) il governo tecnico "rigorista" ha provveduto a rendere felici le lobby che lo han voluto e lo appoggiano: una di queste cambiali andava pagata ai 5 consorzi della tav, dico 5 di cui la torino-lione é forse quello più sotto i riflettori grazie ai valligiani della valsusa che difendono la propria terra. In questa sezione della legge, mentre taglia verticalmente servizi essenziali come la sanità pubblica e affossa le università pubbliche (mentre finanzia senza pudore quelle private) per fare alcuni esempi, DONA 2.5 mld di euro proprio alla tav: in varie tranche ma il regalo é stabilito...
Ora, chi ha approvato? I partiti, naturalmente i cui simboli li vedete nella foto, presa da facebook, e che ora hanno l'improntitudine di venirci a chiedere anche il voto.
Glielo daremo?
Il mio no di certo, per glia ltri non so ma spero tanto che i miei connazionali prendano atto che una volta tanto non guardino la via breve, quella di votare per questi sepolcri imbiancati, ma prendano il coraggio, anche se poco, a due mani e o non votino affatto o votino per tutti gli altri che non promettono mondi, improbabili, migliori ma solo la dura realtà: l'offerta non manca, credetemi.....
p.s.
con questo post il blog chiude per il periodo natalizio e nell'AUGURARVI BUONE FESTE  vi abbraccio con affetto e amicizia..........



mercoledì 10 ottobre 2012

dopo la spending review arriva il DEF meglio noto come documento di stabilità

Il provvedimento contiene:
Tagli per Regioni: in pratica, se andasse anche in porto anche la riformina costituzionale che azzera il federalismo previsto dall'art.117 della costituzione, le regioni tornano ad essere completamente dipendenti dai soldi statali da un lato (alla faccia delle belle parole dette finora) e dall'altro ingabbiate in una tenaglia di tagli, o maggior tasse da imporre ai cittadini, che le affogano letteralmente: con il personale politico che attualmente le occupa, bé forse é meglio... però 2,2 mld di euro in meno si sentiranno in termini di privatizzazioni forzate di acqua, trasporti, ecc. Se si volesse davvero eliminare gli sprechi si potrebbe ri-prevedere il visto preventivo alle misure della Corte dei Conti, ma la stessa politica lo escluse.... peccato che a pagare saremo sempre e comunque noi.
Sanità: meno 1,5 mld di tagli, in pratica la sanità pubblica .... muore. E' vero che questo governo ci deve traghettare nel modello americano dove tuto si paga con le assicurazioni che ti mettono il fiato sul collo ma é anche vero che gli italiani sono rassegnati all'evidenza e quindi: venghino venghino...
pubblico impiego, con il blocco confermato degli aumenti degli statali. C'è anche una stretta sui permessi previsti dalla legge 104 per i disabili o per la cura di parenti affetti da handicap, con la retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% se i permessi non riguardino moglie e figli. Tacendo sull'aspetto, non secondario, che in "nome dell'equità" ci sarà, con la delega fiscale, un bel taglio sulle detrazioni e deduzioni fiscali: sono quelle cosette che ci consentono di pagare meno in nome di un peso fiscale che, nel caso dei lavoratori dipendenti, é incommensurabilmente pesante rispetto ai paesi civili; siamo l'unico paese cha ha spostato sui lavoratori il peso che prima era equamente diviso fra gli stessi, la fiscalità generale e le imprese.... rifletteteci.

Il costo per la riduzione della prima aliquota Irpef, che si applica su tutti i redditi, è di 4 miliardi, quello del secondo scaglione vale un altro miliardo. Sotto i 7.500 euro, che è la soglia di no tax area, non accade nulla. "Tutelati" anche i redditi fino a 15.000 euro che non verranno toccati nemmeno nelle detrazioni e nelle deduzioni. Sopra questa soglia, invece, scattano i tagli alle agevolazioni fiscali: arriva un tetto di 3.000 euro alle detrazioni e per molte deduzioni (ma non su quelle per la sanità) viene introdotta una omogeneizzazione, con una franchigia di 250 euro. Però con il taglio di deduzioni, delle detrazioni, l'aumento dell'iva, della tariffe (gas, elettricità, acqua), e la conseguente inflazione; ....... é come se non avessero fatto nulla: in pratica una mossa puramente elettorale, un contentino ai partiti, in praticolare al PD che dovrà ingoiare lo stop sugli esodati fatto dalla Fornero..

Tobin tax. Il governo ha poi deciso di introdurre «già da subito» la tassa sulle transazioni finanziarie, ha affermato il ministro dell'Economia Vittorio Grilli dopo il varo della Legge di Stabilità. Il governo si dice convinto che le misure siano coerenti con gli accordi presi in sede europea ma si dice anche pronto a "fare gli aggiustamenti necessari". Grilli ha precisato che dal «bollo» sulle transazioni finanziarie sono esclusi i titoli di Stato. Con il tasso d'evasione che abbiamo e le regole annacquate che ci ritroviamo gli introiti saranno scarsini..... anche questa propaganda per gli allocchi: ben altri potrebbero essere gli introiti, e la filosofia della tobin tax, se regole, controllori ecc. fossero diverse.. ma questo é solo il migliore dei mondi possibili, arrangiatevi.

Imu per la Chiesa dal 2013. Il governo ha inoltre modificato il testo della legge riguardante l'Imu per gli immobili non commerciali e quindi anche della Chiesa in modo da definire il quadro regolatorio «in tempo per il periodo annuale di imposta» che decorre dal 1 gennaio 2013. Questo é veramente ironico: pensano davvero di far pagare qualcosa ad un entità che da oltre duemila anni sopravvive a tutti e tutto? Mah...

 Spending review: 3,5 miliardi. Le nuove misure di razionalizzazione della spesa pubblica si basano su un censimento di spesa «aggredibile» pari a circa 50 miliardi: 11 miliardi per l'acquisto di farmaci, 7 miliardi per i dispositivi medici e 32 miliardi di acquisti per gli investimenti.

"Cieli bui". Per riuscire a risparmiare sulla corente infine le notti saranno meno ricche di illuminazione artificiale.
In compenso spendono eccome:
  1. 800 mln per le FS; 
  2. 300 all'Anas;
  3. TAV: bé qui si son proprio divertiti perché danno anzi regalano 800 mln fino al 2015.
  4. MOSE per Venezia: circa 1,25 mld per ... cosa? 
  5. 50 mln per la Nato... si proprio la Nato.
facciamo un pò di conti: 800+300+800+1,25+0,50=3150 e spiccioli di milioni di euro che in termini di Pil fanno un bel debito pubblico che aumenta......
che post é mai questo? Sembra il conto del ristorante, vero? E lo dobbiamo pagare noi.....
auguri a tutti

lunedì 12 marzo 2012

dov'è la trasparenza, in materia di tav?

l'8 marzo è partita la controffensiva del governo sulla tav: un dossier che dovrebbe creare trasparenza e convincere anche i più riottosi ad accettare l'alta velocità: l'ho letta e pur non essendo un esperto in materia mi é sorta una domanda "ingenua" ... dov'é la documentazione? Si parla di grandi direttrici ferrivarie; si parla di road map; si parla d'interconnessioni e interporti, si parla di molto ma non di quello che interessa realmente, ossia i dati: dove sono? Anche le mitiche "domande e risposte" non ... funzionano o meglio provate a cliccare sul link e vedrete un avviso che dice che il file è danneggiato, come mai? E, soprattutto i dati a favore dei pro, dove sono? Il giorno dopo Angelo Tartaglia (Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino) pubblica un articolo sul fatto quotidiano intitolato, "Alata velocità, zero trasparenza"... ecco la parola magica, rtasparenza, perché lo studioso, il 301° tecnico del ramo che ha dichiarato la propria contrarietà all'opera, ha fatto parte dell'Osservatorio Tecnico proprio della Torino-Lione quindi "sa" quale sia il rospo... cita Matteoli quando il Ministro afferma di avere dati a propria disposizione che sostengono che presto la tratta storica si sarebbe presto saturata (cosa mai avvenuta, anzi i traffici son calati) e che quindi bisognava procedere: ai tecnici fu detto che non potevano intervenire, il nostro studioso scrive al Ministro per sapere quali siano questi dati, mai avuta risposta... anzi una risposta vi fu: dall'osservatorio furono esclusi sia i tecnici contrari che le amministrazioni indecise o che vi si opponevano: una forma nuova di democrazia perché in questo chi era d'accordo se la cantava e se la suona va da solo, senza contraddittorio, la parola contraddittorio dice nulla? A me molto perché la invocava proprio la destra populista quando si sentiva in minoranza e la destra economica e affaristica (il PD-elle) quando si trattava di essere bipartisan o di far sentire le proprie ragioni con chi la pensava diversamente. Come se non bastasse l'attuale governo non ha fatto altro che continuare sullo stesso tono e strada: proclami di pubblicazione di dati, mai avvenuti finora, e riduzione del problema alla semplice repressione del movimento notav.. ma intanto l'osservatorio continua nel suo lavoro e nell'annuciare dati e studi mai visti da nessuno..... la finiamo di prendere in giro la gente? Diciamo chiaramente che la vogliono perché ci sono 5 consorzi affamati di soldi pubblici e perché ci sono cambiai da far pagare a noi, e basta... o ci deve scappare il morto? A proposito... c'è anche un articolo di Massimo Mucchetti sul fatto che pone in evidenza alcuni aspetti per così dire "strategici" della tav: meglio tutti gli autogol dello stesso governo che ha creato non poco sconforto nella comunità scientifica del settore del quale uno in particolare mi ha colpito ossia tutte la ragioni addotte sono "prive di fonti e studi verificabili a loro supporto" ... il resto lo leggete, se volete, qui ... in poche parole a quanto sembra, e lo potete constatare anche voi visitando il sito dl governo, ci si accontenta di affermazioni sui generis senza alcun dato chiaro e scientifico, oltreché economico.....

martedì 6 marzo 2012

.. anche la Corte dei conti l'aveva detto

Mentre il Capo dello Stato, c'era da aspettarselo, rifiuta di parlare con i sindaci della valle (nel frattempo il Governo le sta pensando tutte, ivi compreso il dispiegamento dell'esercito ....... se non fosse tragicamente vero ci sarebbe da ridere perché sembra di vivere in un film del genere Big Brother dove é il potere il nemico) sbuca fuori la Corte dei Conti (dopo l'agenzia pubblica che "sorveglia" la gestione della rete ferroviaria) che nel 2008 (ma si é saputo solo ora) con 58 paginette stronca letteralmente il tav e la sua gestione affermando che le operazioni finanziarie che hanno coinvolto pubblico e privato non hanno tenuto conto di una "realistica analisi dinamica della copertura economica .... diversamente non poteva che verificarsi un onere rilevantissimo per la finanza pubblica, come avvenuto nel caso in specie": una sonora bocciatura, peraltro messa in luce da anni dai tecnici che si sono espressi da anni contro il TAV e dalle popolazioni che ne sono state interessate. Sono 13 milioni di euro che gli italiani si sono "dovuti" accollare é dovuto al "project financing" che, contrariamente a quanto si pensa (ossia che un privato costruisce un opera e ne gode i frutti), vede lo Stato come UNICO finanziatore e i privati come usufruitori dei profitti: il tutto con soldi nostri per costruire e qui cade l'asino perché questi soldi da investire, non finiscono mai... un pozzo senza fondo e nulla più. I precedenti governi (ulivo, centrosinistra, destra ecc.) avevano fatto i furbi: crearono e "nutrirono" una società, Infrastrutture spa, che s'accollava il debito in modo che nel bilancio dello stato non figurasse nulla (e la politica poteva dire che non c'erano oneri pubblici); ma la UE non é una diretta emanazione della politica nostrana e, fatti due conti, si accorse che era una furbata... infatti questo governo ha preso atto della infrazione furbesca e ha riportato tutto nell'alveo istituzionale .... aumentando il debito pubblico. I politici nostrani, cui la faccia tosta non manca, non hanno fatto una piega e (nonostante continuino a ululare alla luna in maeria di riduzione del debito pubblico, di cui il tav fa parte piena) ha continuato sulla strada maestra, anche a costo di vuolare qualunque principio di buona gestione, trasparenza, democraticità ecc. un raro esempio di italianissima interpretazione in stile bushiano del come si conduce la cosa pubblica..... e con l'aiuto dei media ("partecipati" anch'essi dalle stesse aziende e consorzi che pompano soldi nostri) continuano a dire balle su balle su balle.... la Corte dei conti nel 2008 mise un punto: ci si aspetterebbe che la politica ne avesse preso atto e invece ad oggi fa muro in una spirale di ideologismo intollerante cui fa specchio quello di alcune frange dei notav, la parte meno disposta a cedere: strana simmetria, vero? Massimo Fini sul fatto ne da una sua interpretazione (il fatto quotidiano del 6/3/2012 pagina 18) di questo ideologismo simmetrico fra istituzioni (fatta la tara di mazzette e speculazioni) e notav (come dice lui fatta la tara dei violenti) partendo da una frase di Ratzinger: "il progresso non ha partorito l'uomo migliore, una società migliore, e comincia a essere una minaccia per il genere umano", un notav? No, naturalmente; la sua é una interpretazione etica del mondo modernista e progressivo e ha ragione: abbiamo creato un mostro che si nutre di fattori come velocità, crescita, sviluppo che creano a loro volta alienazione (suicidi e ansie entrambe affrontate con la chimica farmaceutica, in pratica ci dopano), sfruttamento selvaggio di uomini e natura, disumanizzazione della società: io questa analisi (che qui ho riassunto al massimo brutalizzandola) la condivido in pieno e, pur se non condivido tutto l'antistoricità industrialista diFini, come si sta evolvendo il modello occidentale non posso che dargli ragione laddove sostiene che " verrà un giorno (solo, mia aggiunta) quando l'ultimo capello farà cadere il cammello" non saranno, lo dice lui, più pochi valligiani ma intere società a rovesciare il tavolo: e se un popolo disperato si mette in cammino.....

domenica 4 marzo 2012

TAV e politica: dialogo fra sordi.... ma la società reale é, ancora, viva

E' lo Stato che dipende dai cittadini e non viceversa. Questa massima é la base della democrazia; anche negli Stati liberali, che oggi ci stanno riproponendo, l'invididuo e la società di cui fa parte, é tutelato: eppure nel nostro paese non é così dato che:
se chiedete a un qualunque parlamantare italiano non sa neppure di cosa si stia parlando;
salvo gli esponenti di primo piano nessun'altro vi saprebbe spiegare il perché della tav;
il servizio ferroviario universale nel nostro paese non é all'altezza degli standard europei eppure anziché investirvi, anche con liberalizzazioni, si mettono soldi su soldi su un "servizio", la TAV, di cui usufruirà solo un 6-10% della popolazione ferroviaria a fronte della generalità del resto della popolazione ferroviaria che viaggia su treni fatiscenti con un organizzazione del trasporto che nemmeno un dilettante metterebbe su......
Quindi in un paese normale ci si metterebbe in pari ai suddetti standard, anche minimi, e poi, solo poi, si mettere mano ai servizi di élite, come la TAV; l'economist ha svolto un analisi di quanto abbia contribuito l'alta velocità all'economia dei paesi, ebbene il risultato impietoso é IL FALLIMENTO DELL'ALTA VELOCITA': costoso, in perdita, e poco utilizzato rispetto al resto del servizio offerto e, soprattutto, nessun contributo all'economia. A qualcuno risulta che l'economist sia il vertice di una internazionale della violenza notav? O che sia un giornale "comunista" e antiprogressista? Non mi risulta, e a voi? Ci sarà un motivo "economico" per il quale si possa far capire alla politica nostrana l'errore madornale che sta commettendo nell'imporre a intere scelte che rispondono a interessi economici, spesso anche poco trasparenti, particolari anziché generali (nonostante quanto ufficiamente affermano). Le elezioni, nazionali e locali, si avvicinano: ci scommetterei che faranno di tutto per "rimandarle sin die", sul modello greco: anche mantenendo l'intero paese sull'orlo del baratro. E se a ciò aggiungiamo i fili che legano politica e affaristica il quadro diventa chiaro: ma qui non vi starò a scrivere quanto essi siano forti: lasciuo a Marco Travaglio farlo nel filmato qui sotto, buon ascolto..
.. intanto nell'italia reale qualcosa inizia a muoversi: a Lucca alcune cittadine si son chieste: perché stare a chiedere alla politica ufficiale "quante donne verranno messe in lista" come il network di "se non ora quando" vorrebbe fare con la campagna "una donna un voto"? Dopo vari incontri il gruppo di cittadine ha deciso di sganciarsi da questa logica é ha fatto il salto di qualità: perché non impegnarsi direttamente a recuperare il senso della politica intesa come partecipazione diretta dei cittadini? Dopo aver lanciato un appello a tutte le donne a partecipare e riprendersi in mano della gestione della città per la riscoperta del bene comune e della trasparenza per farli diventare cardini della vita politica...... Lucca bene comune é un esperimento locale, per ora: un esempio di come un gruppo di persone possono mettere in crisi gli oliati meccanismi del notabilato politico. In poco tempo stanno creando una rete che comprende comitati, associazioni, ecc. e ci potete scommettere che, se il tessuto é ancora ricettivo, potranno essere la vera novità della politica locale. Perché non espandere nelle prossime elezioni, mettendosi in network, esperimenti del genere? Solo così possiamo incidere sulla politica, al di là delle proprie appartenenze, nazionale, perché se i cittadini riscoprono la democrazia potete star certi che in pochissimi tempo la partitocrazia percepirà il pericolo che corre: e la disinformazione si scatenerebbe subito al punto di arrivare a cercare di disinnescare questa pericolosissima mina vagante, se c'è una cosa che teme siamo noi tutti ..... che ne pensate? In fin dei conti i vari Pisapia, De Magistris, Zedda ecc. cosa sono se non una società che va oltre i tradizionali partiti per riappropriarsi degli strumenti della Politica in modo da perseguire e riscoprire l'interesse generale gestendolo direttamente anziché delegandolo a politici non all'altezza?

giovedì 1 marzo 2012

regalo n°2 della BCE alle banche....

.. mentre in val di susa di si lotta per la propria sopravvivenza il potere dietro il nascente eurodollaro non sta certo fermo: la BCE ha deciso, come ha fatto per anni la FED americana per anni, di "donare" 500 mld di euro(dollari) alle banche a un tasso al 1%: l'intento dichiarato era pompare soldi per spingere il mercato e le banche a finanziare la ripresa economica; credete alle favole? Io no, perché sapete cos'hanno fatto le banche? Li hanno lasciati presso la BCE a rendere profitti: dov'è il contributo alla ripresa economica? E se le cose dovessero, come pare logico perché l'appetito vien mangiando, peggiorare? C'è sempre la mamma stato-bancomat da spremere: non per nulla Monti ha messo nel decreto che lo Stato garantisce i debiti bancari, noi paghiamo le loro speculazioni se queste ultime dovessero andare in malora, altro che salva e cresci italia ....... e se non bastasse si scopre ora che siamo già debitori del sistema BCE per oltre 100 mld, se facciamo due conti arriviamo a queste conclusioni:
il debito pubblico interno ammonta a oltre 1000 mld di euro;
quello esterno a 900;
quello sui debiti bancari che ci hanno accollato ammonta a 300 per la prima tranche e 200 per la seconda;
il debito finale da TAV, nel suo complesso fra fatto e non fatto ancora, sarà di 100 e rotti mld di euro
........... e questo per incominciare. Se poi aggiungiamo; il blocco dei salari; il peso dell'evasione fiscale; l'inflazione; la recessione... sappiamo quanti soldi dobbiamo estrarre dalle nostre tasche nei prossimi 20 anni. E qualcuno s'illude, ancora, che la Grecia non sia vicina quanti tutti questi nodi verranno, e scommetteteci che arriveranno, al pettine?
guardate quest'altro filmato

martedì 28 febbraio 2012

Non si può morire per un ...... "buco nella montagna"



innanzitutto chiariamo una cosa: Caselli non si TOCCA, ok? E' un simbolo della legalità, o quel che ne rimane, e come Magistrato applica la legge, anche quando ciò dovesse dispiacere. Detto ciò, a scanso di equivoci, veniamo ora al post...... partendo dal titolo. L'ha detto Ferrara: già proprio lui. Comprendo il suo pensiero ma quello che, forse, non ha capito é che lo Stato ha smarrito la sua missione: il bene comune. Il TAV é una delle opera megalomani che da 30 anni a queta parte focalizza l'attenzione di poltiici, banchieri e cittadini sul come e quali sono i reali interessi che perseguono, e come entrano in contrasto. Non starò di nuovo a fare la sua "storia": basta leggere il libro che ho lasciato volutamente nel box e che qui ripubblico
qui, se vi piace leggere, troverete tutto: dalla storia alle considerazioni tecniche all'enorme tavola imbandita cui partecipano tutti, ma proprio tutti, i rapaci protagonisti della nostra gloriosa imprenditoria cui si aggiungono politici e gruppi d'interesse internazionali. Trovate tutto nel libro; no io vi voglio citare altro. Come la Corte dei conti boccia la gestione delle FS ad esempio (sia il peso del risanamento dell'azienda sia il costo economico della gestione.. tutto ricade sulla maggioranza dei cittadini che paga il biglietto, a partire dai pendolari vera colonna portante di tutto); oppure come la parte commerciale, i frecciarossa ecc., sia tenuta al riparo dalle problematiche quotidiane mentre il restante materiale rotabile sia vecchio e anche malmesso; oppure di come questa sopcietà spenda milioni di euro per acquistare materiale rotabile ..... agli utenti brandeburghesi mentre da noi c'era solo "l'impegno" ad acquistarne di altrettasnto valido, circa tre anni ma poco o nulla è stato fatto; per tacere delle divisione merci ieutanasizzata nel tempo. Di tutto ciò il TAV non sembra risentirne, anzi lo Stato si fa garante della sua costruzione assumendosi il rischio d'impresa e di attuazione di essa, contro l'avviso delle popolazioni locali (ma questo al giorno d'oggi conta poco più di ZERO), anche quando la stessa impresa da compiere, a detta dei maggiori esperti del settore, sia non solo INUTILE, ma soprattutto ANTIECONOMICA, o meglio in PERDITA: cose che se fosse fatta solo da privati si può star certi che CdA e CEO della stessa, ipotetica, azienda sarebbero immeidatamente licenziati con disonore..... e invece qui no, si va ottusamente avanti violando anche la legge perché l'incidente di ABBA' é avvenuto su terreni non formalmente espropriati secondo le procedure, ma presi, con la forza, in esecuzione di ordinanza prefettizia, un atto amministrativo di urgenza e necessità: e non ricorrevano né l'uno né l'altro...... parlo del terzo valico genova-milano del tav che é di ... circa 50 km di alta velocità "pura": dove l'enorme avanzamento se poi finisce , intasandola, sullanormale rotaia? E si tutto ciò ha uno brutto odore, un odore di truffa alla casse dell'erario, noi e le nostre tasse, e di arrogante protervia di chi a tutti i costi vuole costruire un treno che prenderanno in pochissimi a spese di tutti...... queste cose le sanno a Roma, eccome le sanno ma per loro sfortuna le sanno anche i notav e comprendo benissimo il perché lotino strenuamente contro esso: nessuno ci sta non solo ad essere preso in giro con paroline vuote ma nemmeno a vedersi distruggere il proprio territorio e le proprie radici, soprattutto se é una iniziativa ASSOLUTAMENTE INUTILE...... fanno bene a lottare strenuamente e fanno bene a non mollare: cinicamente parlando proprio la vicenda di ABBA' gli ha fatto capire che dopo un momento del genere nulla é più come prima e che se saranno intelligenti, visto che si sono riaccesi i riflettori sulla Valsusa e nelle famiglie finalmente se ne parla, stavolta potrebbeor dare un colpo fortissimo all'arroganza del potere, economico o politico (o entrambi) che sia, e magari alla fine dovranno forse arrendersi ma avranno segnato un punto di partenza per tutte le altre TAV che in questo paese stanno creando........ faranno scuola e prima o poi lo scossone arriverà anche al lento e passivo corpaccione sociale italiano e magari fondersi con altri malesseri che covano sotto la cenere della società italiana e che sono sopiti solo perché siamo tutti troppo presi dalla nostra crisi: ma se dovessimo uscire dal circolo vizioso nel quale ci hanno ficcato scopriremmo di non essere soli ma di scontenti ce ne sono a iosa.. e allora per il ceto parassita e le sue espressioni "ufficiali" e istituzionali potrebbero esserci problemi in arrivo: ma qui siamo nel campo delle ipotesi; in realtà quello che mi sento di suggerire ai notav é che devono si faer azioni dure contro il sopruso che stanno subendo MA NON DEVONO SCENDERE A PATTI CON LA VIOLENZA VERA E PROPRIA PERCHE' E' ESATTAMENTE QUESTO CHE IL POTERE VUOLE, ANZI NE HA BISOGNO PER MILITARIZZARE TUTTO E TUTTI........ USATE IL CERVELLO E RIUSCIRETE A SPUNTARLA. Si caro editorialista, si può morire per un buco nella montagna... se quella montagna é casa tua.

lunedì 5 dicembre 2011

Salva Italia o salva banche? Si poteva fare altro, si!

Si poteva fare altro, certo che si poteva; eccome. Parliamone. Parto dal presupposto tutto keynesiano, non marxista sia chiaro, che in tempi di recessione ci devono essere politiche di deficit spending e non politiche rigoriste che servono ad aiutare Merkozy, euro, banche..... come ben sapete la mia strada é quella islandese non certo quella liberista e tedesca.
Recupero fondi? Ebbene se il male é stato capace di individuare i finti luoghi de"ici"zzati, immaginiamoci cosa potrebbe fare lo Stato se davvero volesse tassare, giustamente, immobili non per fini ecclesiastici: sapete quanto ci costa la Chiesa? 6 (SEI) MILIARDI DI EURO. Quale riforma o provvedimento ci si poteva evitare da parte di questo Governo? Fate voi.........
Beauty contest gratuito? Scherziamo? tutto all'asta e il ricavato a ridurre il debito pubblico;
Tassazione sulle materie inquinanti;
Tassazione sulle rendite finanziarie;
Patrimoniale vera;
fondazioni "inutili" da chiudere e i loro capitali riversati nelle casse dello Stato;
pagamento del debito interno e blocco forzoso di quello estero;
facciamo lavorare sul serio la Guardia di Finanza e Agenzie delle Entrate con una legislazione sul tipo di quella americana: lì hanno così fregato al capone.... qui non si riesce a fregare nemmeno "l'idraulico polacco (con tutto il rispetto)"?
Tetto sugli stipendi dei cosidetti "manager" pubblici e se gestiscono male .... altro che 5 mln di euro di buonuscita come per Finmeccanica, casomai un bel risarcimento danni e magari anche la galera.....
Blocco di TAV, e del sistema messo su, che é un buco nero di 100 mld di euro quando (quando?) sarà tutto finito ..... idem per le altre grandi opere che non servono a nulla.......
Tassazione sui profitti non reinvestiti e risarcimento, se non restituzione, danni se si delocalizza se si é in presenza di investimenti o di tassazione di favore pubblica ai furbi confindustriali......Fiat compresa.
l'Italia é il paese in tutto il pianeta che più finanzia le imprese: 40 miliardi. E se li riducessimo? voglionio e si sciacquano la bocca con mercato e liberalizzazioni? Bene, lo avrebbero sul serio anche dal punto di vista dei soldi che tutti noi gli diamo....
le banche non fanno credito? facciamo lavorare la vigilanza della Banca d'italia e vediamo perché non orestano al mondo produttivo;
eliminazione della treu e successive modificazioni e integrazione e introduzione reale del flex security, ma quello vero.....
eliminazione delle riforme "gelmini (per favore chi vuole il privato se lo paghi da solo...)" e eliminazione del baronato: mandiamoli in pensione, naturalmente con il cotributivo.
e inoltre: eliminazione della tassazione di favore a Big Pharma... e mi fermo qui. Quanto risparmieremo Caro Presidente del Consiglio? E invece ci caliamo le braghe per salvare, noi, l'euro, le banche tedesche e francesi, la UE liberista,ecc. ecc. e facciamo una manovra come qui segue: altro che crescita, qui siamo in pieno sistema del debito incontrollato e cosa fate? leggete..
Pensioni: il governo ha creato un bello scalone anticipando la riforma dini all'anno prossimo, come? contributivo per tutti e pro-rata; anzianità almeno a 42 anni ed età per gli uomini a 66 da subito e per le donne tappe forzate per arrivare anch'esse a 66...Cosa si poteva fare? STACCARE L'ASSISTENZA DALLA PREVIDENZA IN PRIMIS E METTERE LA PRIMA CARICO DELLA FISCALITA' GENERALE; STANARE L'EVASIONE CONTRIBUTIVA: INTESA SIA COME LAVORO NERO CHE COME BASSI PAGAMENTI DI CONTRIBUTI CHE SPESSO SONO SINTOMO DI EVASIONE; PERSONALMENTE NON MI STRACCIO LE VESTI DI FRONTE AL CONTRIBUTIVO PERO' CONTEMPORANEAMENTE UN LAVORATORE DOPO 40 ANNI DI LAVORO DEVE POTER RITIRARSI IN PENSIONE, COME? RINNOVANDO IL PATTO SOCIALE ASSUMENDO GIOVANI E DONNE.... SI DIRA', COME? ATTRAVERSO LA FISCALIZZAZIONE DEGLI ONERI SOCIALI PER ESEMPIO, MA LE MISURE SONO MILIONI E NON UNA SOLA!
Ici, rendite catastali, ecc.: la sua reintroduzione é cosa buona e giusta, d'altronde c'era già. Sarà prevista bassa per le prime case e per quelle affittate e senza sconti per le altre. Le rendite catastali. serviva fare cassa, ma perché in maniera così orizzontale?SI POTEVA FARE DI PIU'? CERTO; AD ESEMPIO AUMENTARNE LA DEDUCIBILITA' PER CHI AFFITTA O CI VIVE; OPPURE CALIBRARLA MAGGIORMENTE SUI PATRIMONI IMMOBILIARI..... O NON AVREBBERO VOTATO LA LEGGE? E PERCHE' MAI AI COMUNI NE VIENE POCO E SOLO ATTRAVERSO MISURE AGGIUNTIVE E PUNITIVE SUI CONTRIBUENTI ONESTI CHE NON HANNO SOCIETA' DI COMODO A CUI INTESTARE IL PROPRIO PATRIMONIO O ELUDONO INTESTANDO A PRESTANOME O A NONNI/E ECC.?
Beni di lusso: ma davvero qualcuno, anche Mr. S&P compreso, crede che i possessori di tali beni siano degli stupidi? Si ci sono tassazioni previste, ma quale sarà il gettito? Si sono o no accorti che c'è stata una migrazione verso, ad esempio, Croazia di barche di lusso? E quante macchine saranno immatricolate per esempio a San marina o alle varie attività professionali o meno dei loro reali possessori o addirittura vendute, e riacquistate all'estero? Una mossa volutamente in malafede o ingenua? Voglio sperare che sia la seconda....SI POTEVA FARE ALTRO? ANCHE QUI SI: COLPIRE I PATRIMONI, INCROCIARE LE BANCHE DATI, LA SOGEI C'E' APPOSTA, ELIMINARE LA PRIVACY PERCHE' CON L'EVASIONE/ELUSIONE SI CREA UN DANNO GRAVISSIMO FINANZIARIO ED ECONOMICO AL PAESE E QUINDI PER COSTORO NON CI SONO NE' POSSONO ESSERE TUTELE; LA LISTA "FALCIANI" NON DOVEVA ESSERE DISTRUTTA, ANZI USATA E RESA PUBBLICA......
Tracciabilità: solo al di sopra dei mille euro? ma scherziamo? Niente contanti!!!! nessun limite verso il basso come negli altri paesi e, possibilmente, possibilità di scaricare l'iva, anche nel limite del 19% previsto per il 730, da parte di tutti...SI POTEVA FARE DI PIU'? CERTO, AD ESEMPIO SI POTEVA (PER INVOGLIARE L'USO DELLE CREDIT CARD E DEI BANCOMAT) TOGLIERE I BOLLI ( O RIDURLI) E RIDURRE LE COMMISSIONI BANCARIE SIA AI VENDITORI CHE AI COMPRATORI... INOLTRE SI POTREBBE ANCHE RIMETTERE COME PENALMENTE RILEVANTE IL FALSO IN BILANCIO E LA INTRODUZIONE DELLA CONTABILITA' ELETTRONICA E CON ESSA, E ATTRAVERSO ESSA, IL CONTROLLO DEL FATTURATO ONLINE: NATURALMENTE CON TUTTE LE GARANZIE COSTITUZIONALI...
Iva: aumento dell'iva? E con l'inflazione come la mettiamo? o si spera che diminuiscano i consumi? Sa il Governo che questa é l'imposta più evasa nel nostro paese? Dire che con le risorse che arrivano da questo provvedimento si aiuteranno "donne, giovani, famiglie" é uno specchio per le allodole e basta: sempre ammesso che siano in buonafede e ingenui.. e non lo sono. No, no da bravi liberisti il concetto di "aiuti" per loro non esiste, anzi é contrario al feticcio del mercato e alla equazione, che a loro parere, ne é alla base.... credo che sia come dire: vedetevela voi.. noi che ci possiamo fare?SI POTEVA FARE ALTRO? CERTO: SOSTENERE LA DOMANDA AD ESEMPIO CON POLITICHE FISCALI ANTIRECESSIVE COME AD ESEMPIO UNA RIDUZIONE DI ALMENO UN PUNTO PERCENTUALE DEI REDDITI MEDI E BASSI RIALZANDO DELLA STESSA QUANTITA' QUELLA DEI REDDITI SUPERIORI A 100 MILA EURO; SI POTEVA ABBASSARE L'IVA E SPINGERE IN QUESTO MODO I CONSUMI EQUILIBRANDO IN QUANTITA' QUELLO CHE LORO VOGLIONO, A SEMPRE A LORO DIRE, IN QUALITA' DELLA SPESA.....
Irap deducibile su ires e irpef: potrebbe essere positiva se messa in un quadro di riordino generale della fiscalità del paese, ma a sé.. vale poco anche perché il nostro é un capitalismo dei furbi e potete scommettere che lo sconto finirà solo, e sono ottimista, in un aumento di profitti per gli industriali..... altro che valorizzione ecc. ecc.COSA SI POTEVA FARE? SOSTITUIRE L'IRAP CON UNA TASSA DI SCOPO AD ESEMPIO PER RICERCA E SVILUPPO, PUBBLICA E PRIVATA, FINALIZZATA ALL'ASSUNZIONE E ALLA VALORIZZAZIONE DEL MERITO......
Scudo fiscale: ma scherziamo? 1.5% solo? Ma questi devono andare in galera... nessuna discussioneSI POTEVA FARE ALTRO? CERTO: ACCORDI CON SVIZZERA E ALTRI PARADISI FISCALI PER FAR SPUTARE AGLI EVASORI I SOLDI CHE QUI NON HANNO CACCIATO E INOLTRE, UNA VOLTA SCOPERTI, PAGARE FINO AL TRIPLO DEL DOVUTO... ALTRO CHE 1.5%!!!!!!!!
Province: ecco qui ci siamo....... anzi è troppo poco. Si colpisce soprattutto la Lega? Benissimo, meglio così.
NON POTENDO PIU' DIRE "AUGURI" ITALIA.... MI LIMITO A DIRE ADDIO ITALIA BENVENUTO AL (NUOVO) GOVERNATORATO FRANCOTEDESCO

lunedì 21 novembre 2011

Un sistema un paese...




Ho letto questo libro (contemporaneamente al libro che sto ancora leggendo messo sul blox "sto leggendo" del blog e del profilo) - scritto benissimo e in maniera accessibile a tutti con dati, nomi, cifre, ecc. - non senza preconcetti e ritrosie perché non può sempre dire male e non riesci mai a credere che le cose son lì sotto gli occhi di tutti eppure .... nulla accade tranne quando si viene direttamente toccati e allora i pianti antichi e le proteste, spesso sull'onda di disastri ambientali e indagini della magistratura, contro i sepolcri imbiancati che decidono sapendo, che pochi o tanti che siano a protestare, di farla franca perché in fondo mica mi mettono le mani in tasca..... o che m'importa se in val di susa fanno passare un treno oppure ancora: privatizzano? E che vuoi che sia.. tanto qui fanno come gli pare... ecc. ecc.; mi aspettavo la solita tiritera contro la TAV dei soliti "comunisti" aggiornata e condita, per giunta, dalla rimostranze dei valligiani dell'alta Val Susa e dalla demagogica polemica dei soliti appartenenti ai "centri sociali", e invece.... e invece ho scoperto un mondo corrotto che a sua volta è specchio del paese e fonte di corruzione: un sistema appunto che nel suo, si fa per dire, piccolo è uno spaccato della metastasi che ha ucciso sul nascere qualunque speranza di cambiare questo paese; non illudiamoci: quello che stiamo vivevendo ora ha radici antichissime, che risalgono all'unità d'italia e ha avuto ben 150 anni per espandersi a tutto il corpo nazionale.... e tutto cominciò da una lettera di Preti al Ministro dei Trasporti e dell'Economia di allora.
Quando é nato il progetto alta velocità? Tutti, io per primo, pensavano fosse recente e invece risale al 1979!!!
Quali e quanti erano i modelli in discussione? Erano due: quello francese e quello "nordico"..
Perché si é scelto quello francese? In realtà non fu "scelto" ma imposto da chi aveva interesse a costruire un qualcosa di assolutamente inutile per un paese montuoso come il nostro, giacché i veri tecnici indipendenti, quasi tutti del ramo, che stilarono il progetto alternativo, che concorreva con quello delle varie consorterie, proposero degli adeguamenti della rete ferroviaria che portassero la velocità al di sopra dei 180 km con la teconologia che diede vita a quello che noi chiamiamo "Pendolino" a cui si aggiungevano alcuni e brevi tratti di pura alta velocità di cosiddetta "penetrazione" dalle coste alle dorsali più importanti.. sarebbe costato poco e avrebbe reso la rete ferroviaria europea senza enormi aggravi per le casse dello Stato. Invece? Invece passo, chissà come, il modello francese a rete ossia con la costruzione ex novo di ferrovie dedicate allo scopo da affiancare alla rete tradizionale; c'è un piccolo ma: la Francia é un paese a prevalenza pianeggiante. l'Italia no.... ciò avrebbe comportato un quadruplicazione dei costi a tutto vantaggio di chi doveva costruire mentre per chi caccia i soldi, noi, si stima che alla fine (tutto compreso, ma proprio tutto..) dei lavori si arriverebbe ai 100 mld di euro complessivi.. per una rete che riguarderebbe il 10% della popolazione a fronte dell'abbandono definitivo del cosiddetto "servizio ferroviario universale" in base al quale noi tutti paghiamo milioni di euro (in varie forme) al monopolista per avere un servizio ferroviario che permetta al restante 90% potenziale di usufruirne secondo criteri di efficienza, ecc. ecc.. Capito?
Quale modello di affidamento dei lavori fu seguito? Prima c'era la legge merloni ma ben presto fra deroghe e "riforme (bi-partizan)" si arriverà al cosiddetto "general contractor" cui affidare tutto che si occupa di tutto bypassando tutto.
Quale doveva essere il modello di finanziamento? Ma il project financing, naturalmente. Solo che "questo" modello (che ufficialmente prevede i privati che tirano fuori soldi in cambio di profitti futuri sulla gestione della rete in concessione) di privati ne aveva solo sulla carta........ erano le banche, allora pubbliche, che allora finanziavano direttamente le opere mentre i veri privati non dovevano fare altro che prendere i lavori e aspettare i profitti dalla gestione: i soldi erano pubblici ma i profitti erano privati. Con il processo di privatizzazione, nulla è cambiato se non nomi, regime giuridico delle società coinvolte ecc.: mentre i soldi continuavano a essere pubblici e la rete tradizionale bé é sotto gli occhi di tutti, non solo miei che sono pendolare.... pensate che il modello TAV è piaciuto talmente che non solo é diventato ufficiale per il settore ma addirittura è stato "copiato" in altri settori, partcolarmente quello delle municipalizzate: prima per farle sfuggire al controllo diretto pubblico sono state, o ci hanno provato ma con il referendum gli è andata male, privatizzate come regime giuridico, non certo come organizzazione e finanziamento, poi hanno cominciato a fare contratti di forniture con proprie emanazioni private che erano le dirette controparti dei cittadini contro cui però era quasi impossibile combattere perché agivano da privati anche se l'anima restava fortemente pubblica, anzi politica........
Quale altro esempio abbiamo di questo modello? Il ponte sullo stretto: stesso modello ma è solo uno degli esempi.....
...... quanto sopra é solo un bignami di quanto c'é nel libro che nel raccontare l'alta velocità italiana racconta il paese, leggetelo e ricordate che prima o poi andremo a votare!!!!!

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