martedì 6 marzo 2012

.. anche la Corte dei conti l'aveva detto

Mentre il Capo dello Stato, c'era da aspettarselo, rifiuta di parlare con i sindaci della valle (nel frattempo il Governo le sta pensando tutte, ivi compreso il dispiegamento dell'esercito ....... se non fosse tragicamente vero ci sarebbe da ridere perché sembra di vivere in un film del genere Big Brother dove é il potere il nemico) sbuca fuori la Corte dei Conti (dopo l'agenzia pubblica che "sorveglia" la gestione della rete ferroviaria) che nel 2008 (ma si é saputo solo ora) con 58 paginette stronca letteralmente il tav e la sua gestione affermando che le operazioni finanziarie che hanno coinvolto pubblico e privato non hanno tenuto conto di una "realistica analisi dinamica della copertura economica .... diversamente non poteva che verificarsi un onere rilevantissimo per la finanza pubblica, come avvenuto nel caso in specie": una sonora bocciatura, peraltro messa in luce da anni dai tecnici che si sono espressi da anni contro il TAV e dalle popolazioni che ne sono state interessate. Sono 13 milioni di euro che gli italiani si sono "dovuti" accollare é dovuto al "project financing" che, contrariamente a quanto si pensa (ossia che un privato costruisce un opera e ne gode i frutti), vede lo Stato come UNICO finanziatore e i privati come usufruitori dei profitti: il tutto con soldi nostri per costruire e qui cade l'asino perché questi soldi da investire, non finiscono mai... un pozzo senza fondo e nulla più. I precedenti governi (ulivo, centrosinistra, destra ecc.) avevano fatto i furbi: crearono e "nutrirono" una società, Infrastrutture spa, che s'accollava il debito in modo che nel bilancio dello stato non figurasse nulla (e la politica poteva dire che non c'erano oneri pubblici); ma la UE non é una diretta emanazione della politica nostrana e, fatti due conti, si accorse che era una furbata... infatti questo governo ha preso atto della infrazione furbesca e ha riportato tutto nell'alveo istituzionale .... aumentando il debito pubblico. I politici nostrani, cui la faccia tosta non manca, non hanno fatto una piega e (nonostante continuino a ululare alla luna in maeria di riduzione del debito pubblico, di cui il tav fa parte piena) ha continuato sulla strada maestra, anche a costo di vuolare qualunque principio di buona gestione, trasparenza, democraticità ecc. un raro esempio di italianissima interpretazione in stile bushiano del come si conduce la cosa pubblica..... e con l'aiuto dei media ("partecipati" anch'essi dalle stesse aziende e consorzi che pompano soldi nostri) continuano a dire balle su balle su balle.... la Corte dei conti nel 2008 mise un punto: ci si aspetterebbe che la politica ne avesse preso atto e invece ad oggi fa muro in una spirale di ideologismo intollerante cui fa specchio quello di alcune frange dei notav, la parte meno disposta a cedere: strana simmetria, vero? Massimo Fini sul fatto ne da una sua interpretazione (il fatto quotidiano del 6/3/2012 pagina 18) di questo ideologismo simmetrico fra istituzioni (fatta la tara di mazzette e speculazioni) e notav (come dice lui fatta la tara dei violenti) partendo da una frase di Ratzinger: "il progresso non ha partorito l'uomo migliore, una società migliore, e comincia a essere una minaccia per il genere umano", un notav? No, naturalmente; la sua é una interpretazione etica del mondo modernista e progressivo e ha ragione: abbiamo creato un mostro che si nutre di fattori come velocità, crescita, sviluppo che creano a loro volta alienazione (suicidi e ansie entrambe affrontate con la chimica farmaceutica, in pratica ci dopano), sfruttamento selvaggio di uomini e natura, disumanizzazione della società: io questa analisi (che qui ho riassunto al massimo brutalizzandola) la condivido in pieno e, pur se non condivido tutto l'antistoricità industrialista diFini, come si sta evolvendo il modello occidentale non posso che dargli ragione laddove sostiene che " verrà un giorno (solo, mia aggiunta) quando l'ultimo capello farà cadere il cammello" non saranno, lo dice lui, più pochi valligiani ma intere società a rovesciare il tavolo: e se un popolo disperato si mette in cammino.....
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