13/01/2016 di
triskel182
“E i disoccupati spariranno dalle statistiche” (Stefano De Agostini)
Una
circolare di fine dicembre depotenzia i centri per l’impiego a
vantaggio delle agenzie interinali private. Ma elimina anche l’obbligo
di iscriversi alle liste di disoccupazione per ottenere i sussidi.
Risultato: secondo la ricercatrice Marta Fana “si può ipotizzare che
diminuirà la quota di soggetti che cercano lavoro”. Con un impatto
positivo sulle rilevazioni ufficiali.Una quota di
disoccupati rischia di sparire dalle statistiche
Istat. E non perché hanno trovato un posto, ma solo grazie a un
cambio di regole nei servizi per l’impiego, deciso dal ministero del Lavoro. La disposizione è contenuta in una
circolare approvata a fine dicembre che recepisce le direttive fornite dal
Jobs act. E che, segnalano gli addetti ai lavori, avrà anche l’effetto di
depotenziare il ruolo dei centri per l’impiego, a vantaggio delle
agenzie interinali private.
Ma andiamo con ordine. Finora l’accesso alle prestazioni sociali era legato all’iscrizione alle
liste di disoccupazione presso i centri per l’impiego. Ora, con la circolare del ministero, per ottenere i sussidi, basterà produrre un’
autocertificazione per dichiarare il proprio stato di
inoccupato,
cioè di persona priva di impiego, ma non necessariamente in cerca di
occupazione. “Si può ipotizzare che diminuirà la quota di soggetti che
cercano lavoro, non avendo più l’obbligo di dichiarare la propria
disponibilità a lavorare per ottenere le prestazioni sociali”, spiega
Marta Fana, dottoranda in Economia a SciencesPo Paris e collaboratrice de
Il Manifesto. Fana, va ricordato,
è colei che per prima ha segnalato l’errore del ministero del Lavoro sui numeri relativi ai contratti stabili ad agosto.
Insomma, se i senza lavoro decideranno di dribblare il sistema dei
centri per l’impiego, allora l’Istat potrà registrare un calo dei
disoccupati. Senza che i disoccupati siano calati veramente.
“Il
questionario Istat sulla rilevazione delle forze di lavoro – aggiunge
la ricercatrice – dedica un’ampia sezione ai contatti con i centri per
l’impiego, non a caso. Dall’altro lato, è vero che può aumentare la
ricerca informale di lavoro, che però appunto rimane informale”. E la
circolare del ministero può avere un impatto negativo anche sulle
politiche attive,
cioè su quelle misure pubbliche pensate per trovare un lavoro a chi
non ce l’ha. “I dati dei centri per l’impiego – spiega Fana – sono
usati sia dai
sindacatisia dalle Regioni per la
definizione e lo sviluppo di politiche attive a livello locale. Quindi,
al di là della rilevazione Istat, una distorsione nel numero di
disoccupati rende questa attività molto meno efficace”
Ma al di
là degli aspetti statistici, resta da capire se la circolare implichi
un vantaggio concreto per quanti non hanno un lavoro. “A mio avviso no,
i disoccupati italiani
perderanno un altro riferimento
istituzionale che sono i centri per l’impiego – prosegue Fana – Invece
di rinforzarli, questi perderanno il ruolo non solo di mediazione tra
domanda e offerta, ma anche quella di
monitoraggio. I disoccupati saranno quindi
dirottati verso le agenzie interinali. Da decenni i
centri per l’impiego vengono accusati di inefficienza e, nonostante le repentine riforme, non sono stati soggetti a veri investimenti sia infrastrutturali sia in termini di competenze”. La ricercatrice segnala quindi il rischio di un progressivo
indebolimento
delle funzioni dello Stato: “I disoccupati e gli inoccupati,
soprattutto quelli più vulnerabili, saranno sempre più in balìa degli
attori privati che in Italia, ma non soltanto, agiscono e rafforzano
clientele e rapporti di forza sempre più diseguali”.
Infine, la circolare fornisce anche una precisazione sull’
assegno di ricollocazione: si tratta di una dote economica da spendere presso un’agenzia per ritrovare lavoro. Il documento spiega che sarà riconosciuta “solo ai disoccupati percettori della
Naspi,
la cui durata di disoccupazione ecceda i quattro mesi”. Questa
postilla, sottolinea Fana, lascerà fuori dal recinto del beneficio tutta
una serie di lavoratori in difficoltà: “Vengono
esclusi tutti i
percettori di Dis-coll,
quindi ex collaboratori, tutti i precari che non hanno Naspi e quelli i
cui requisiti maturati danno diritto a assegni di disoccupazione di
durata inferiore. Insomma, qui la platea dei beneficiari si riduce”.
Da ilfattoquotidiano.it
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insomma
falsando i dati la disoccupazione sparisce almeno per una buona
percentuale; il che significa che si potrà dire anche se con una bella
dose di faccia di bronzo:
- che stiamo uscendo dalla crisi;
- che l'azione del governo funziona;
- che il job act funziona;
- che il governo con le riforme sta facendo quello che non hanno fatto i predecessori;
- che i gufi ancora una volta sono smentiti;
ecc. ecc. insomma "siamo fuori dal tunnel" e possiamo essere felici..