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domenica 22 ottobre 2017

Smog, il trasporto pubblico può risolvere il problema?

di | 22 ottobre 2017  Il Fatto Quotidiano

Tutte le istituzioni (Regioni e Comuni) sembrano sorprese, o quasi, per gli alti livelli di smog che si registrano in tutta la valle padana da settimane. Ancor prima dell’accensione delle caldaie per il riscaldamento domestico, i livelli di Pm10 sono saliti alle stelle complici le temperature estive, l’assenza di pioggia e vento. I limiti di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10 sono sforati da troppo tempo. Fanno la parte da leone le emissioni derivanti dal massiccio e squilibrato utilizzo di automobili e tir per i trasporti di persone e merci.
Mentre sale l’allarme per l’ aggravamento dello stato dell’aria in quasi tutta la pianura padana, le regioni del nord e i piccoli Comuni, come l’armata Brancaleone, adottano dei provvedimenti emergenziali venduti come successi, che si sono però sempre rivelati inutili “panniccelli caldi”. Alcune misure vengono prese ma non fatte rispettare, sia sulla circolazione di auto e tir diesel più inquinanti sia sui livelli delle temperature da tenere in casa e negli uffici pubblici.
La massiccia deindustrializzazione e delocalizzazione di questi anni ha sì spostato una parte delle emissioni in altri Paesi; c’è sicuramente ancora molto da fare per ridurre l’inquinamento di fonderie, cementifici, acciaierie e altre attività industriali, visto che sono rimasti gli impianti più obsoleti. Un contributo all’avvelenamento dell’aria viene da tempo apportato anche da un’altra sorgente, l’agricoltura. L’inquinamento da traffico, che contribuisce al 30/40% del Pm10, si mischia non solo con quello industriale, ma anche con l’ammoniaca prodotta in agricoltura. Se per le industrie e l’agricoltura una traiettoria di investimenti per la riduzione dell’impatto ambientale (rinnovamento impianti, nuove tecnologie e riduzione dell’uso dei prodotti chimici) comporta tempi lunghi, dipendendo da azioni pubbliche (regole e risorse) e private (mercato e risorse), per quanto riguarda i trasporti  le cose stanno andando sempre peggio. Infatti la quota modale dell’uso del trasporto pubblico tra il 2002 e il 2016 (passando dal 37,2% al 31,1% – dati Isfort/Aci) è peggiorata. Peggiorata nonostante un volume consistente di risorse pubbliche garantite e trasferite a Regioni, Comuni, provincie ed aziende pubbliche, come le Ferrovie dello Stato e Ferrovie in concessione.
La quota di trasporto merci su ferrovia con il 7% è il fanalino di coda europeo. Serve un’Autority dei trasporti. Servono scelte di rilancio del trasporto pubblico con l’adozione di un’Autority per l’integrazione dei servizi di trasporto, almeno nelle capitali di regione, non solo del nord, come avviene in tutta Europa. Non c’è il miracolo dietro l’angolo. Per battere lo smog non bastano, anche se sono le benvenute, poche e scoordinate misure d’emergenza, che peraltro ogni anno scattano in ritardo. La salute dei cittadini è sempre più compromessa. Si può offrire un efficiente servizio pubblico integrato tra autobus e ferrovia in tutte le città e provincie, mentre aumentano i pendolari costretti a usare l’automobile. Le aziende di trasporto urbane ed extraurbane non dialogano, non hanno obiettivi comuni se non quello di portarsi a casa i sussidi pubblici. Basti pensare che non ci sono ancora i biglietti integrati validi per tutti i mezzi, come in ogni città europea. Il divario di produttività ed efficienza delle aziende di trasporto italiane (Atac) è molto distante dalle medie comunitarie. Da decenni i contratti di servizio sono prorogati senza gara e il settore vive con modelli di organizzazione carenti e garantiti dall’assenza di elementi competizione. Competizione che, negli ultimi trent’anni, ha rivoluzionato e rilanciato il trasporto pubblico in tutta Europa.
di | 22 ottobre 2017

lunedì 12 marzo 2012

dov'è la trasparenza, in materia di tav?

l'8 marzo è partita la controffensiva del governo sulla tav: un dossier che dovrebbe creare trasparenza e convincere anche i più riottosi ad accettare l'alta velocità: l'ho letta e pur non essendo un esperto in materia mi é sorta una domanda "ingenua" ... dov'é la documentazione? Si parla di grandi direttrici ferrivarie; si parla di road map; si parla d'interconnessioni e interporti, si parla di molto ma non di quello che interessa realmente, ossia i dati: dove sono? Anche le mitiche "domande e risposte" non ... funzionano o meglio provate a cliccare sul link e vedrete un avviso che dice che il file è danneggiato, come mai? E, soprattutto i dati a favore dei pro, dove sono? Il giorno dopo Angelo Tartaglia (Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino) pubblica un articolo sul fatto quotidiano intitolato, "Alata velocità, zero trasparenza"... ecco la parola magica, rtasparenza, perché lo studioso, il 301° tecnico del ramo che ha dichiarato la propria contrarietà all'opera, ha fatto parte dell'Osservatorio Tecnico proprio della Torino-Lione quindi "sa" quale sia il rospo... cita Matteoli quando il Ministro afferma di avere dati a propria disposizione che sostengono che presto la tratta storica si sarebbe presto saturata (cosa mai avvenuta, anzi i traffici son calati) e che quindi bisognava procedere: ai tecnici fu detto che non potevano intervenire, il nostro studioso scrive al Ministro per sapere quali siano questi dati, mai avuta risposta... anzi una risposta vi fu: dall'osservatorio furono esclusi sia i tecnici contrari che le amministrazioni indecise o che vi si opponevano: una forma nuova di democrazia perché in questo chi era d'accordo se la cantava e se la suona va da solo, senza contraddittorio, la parola contraddittorio dice nulla? A me molto perché la invocava proprio la destra populista quando si sentiva in minoranza e la destra economica e affaristica (il PD-elle) quando si trattava di essere bipartisan o di far sentire le proprie ragioni con chi la pensava diversamente. Come se non bastasse l'attuale governo non ha fatto altro che continuare sullo stesso tono e strada: proclami di pubblicazione di dati, mai avvenuti finora, e riduzione del problema alla semplice repressione del movimento notav.. ma intanto l'osservatorio continua nel suo lavoro e nell'annuciare dati e studi mai visti da nessuno..... la finiamo di prendere in giro la gente? Diciamo chiaramente che la vogliono perché ci sono 5 consorzi affamati di soldi pubblici e perché ci sono cambiai da far pagare a noi, e basta... o ci deve scappare il morto? A proposito... c'è anche un articolo di Massimo Mucchetti sul fatto che pone in evidenza alcuni aspetti per così dire "strategici" della tav: meglio tutti gli autogol dello stesso governo che ha creato non poco sconforto nella comunità scientifica del settore del quale uno in particolare mi ha colpito ossia tutte la ragioni addotte sono "prive di fonti e studi verificabili a loro supporto" ... il resto lo leggete, se volete, qui ... in poche parole a quanto sembra, e lo potete constatare anche voi visitando il sito dl governo, ci si accontenta di affermazioni sui generis senza alcun dato chiaro e scientifico, oltreché economico.....

martedì 28 febbraio 2012

Non si può morire per un ...... "buco nella montagna"



innanzitutto chiariamo una cosa: Caselli non si TOCCA, ok? E' un simbolo della legalità, o quel che ne rimane, e come Magistrato applica la legge, anche quando ciò dovesse dispiacere. Detto ciò, a scanso di equivoci, veniamo ora al post...... partendo dal titolo. L'ha detto Ferrara: già proprio lui. Comprendo il suo pensiero ma quello che, forse, non ha capito é che lo Stato ha smarrito la sua missione: il bene comune. Il TAV é una delle opera megalomani che da 30 anni a queta parte focalizza l'attenzione di poltiici, banchieri e cittadini sul come e quali sono i reali interessi che perseguono, e come entrano in contrasto. Non starò di nuovo a fare la sua "storia": basta leggere il libro che ho lasciato volutamente nel box e che qui ripubblico
qui, se vi piace leggere, troverete tutto: dalla storia alle considerazioni tecniche all'enorme tavola imbandita cui partecipano tutti, ma proprio tutti, i rapaci protagonisti della nostra gloriosa imprenditoria cui si aggiungono politici e gruppi d'interesse internazionali. Trovate tutto nel libro; no io vi voglio citare altro. Come la Corte dei conti boccia la gestione delle FS ad esempio (sia il peso del risanamento dell'azienda sia il costo economico della gestione.. tutto ricade sulla maggioranza dei cittadini che paga il biglietto, a partire dai pendolari vera colonna portante di tutto); oppure come la parte commerciale, i frecciarossa ecc., sia tenuta al riparo dalle problematiche quotidiane mentre il restante materiale rotabile sia vecchio e anche malmesso; oppure di come questa sopcietà spenda milioni di euro per acquistare materiale rotabile ..... agli utenti brandeburghesi mentre da noi c'era solo "l'impegno" ad acquistarne di altrettasnto valido, circa tre anni ma poco o nulla è stato fatto; per tacere delle divisione merci ieutanasizzata nel tempo. Di tutto ciò il TAV non sembra risentirne, anzi lo Stato si fa garante della sua costruzione assumendosi il rischio d'impresa e di attuazione di essa, contro l'avviso delle popolazioni locali (ma questo al giorno d'oggi conta poco più di ZERO), anche quando la stessa impresa da compiere, a detta dei maggiori esperti del settore, sia non solo INUTILE, ma soprattutto ANTIECONOMICA, o meglio in PERDITA: cose che se fosse fatta solo da privati si può star certi che CdA e CEO della stessa, ipotetica, azienda sarebbero immeidatamente licenziati con disonore..... e invece qui no, si va ottusamente avanti violando anche la legge perché l'incidente di ABBA' é avvenuto su terreni non formalmente espropriati secondo le procedure, ma presi, con la forza, in esecuzione di ordinanza prefettizia, un atto amministrativo di urgenza e necessità: e non ricorrevano né l'uno né l'altro...... parlo del terzo valico genova-milano del tav che é di ... circa 50 km di alta velocità "pura": dove l'enorme avanzamento se poi finisce , intasandola, sullanormale rotaia? E si tutto ciò ha uno brutto odore, un odore di truffa alla casse dell'erario, noi e le nostre tasse, e di arrogante protervia di chi a tutti i costi vuole costruire un treno che prenderanno in pochissimi a spese di tutti...... queste cose le sanno a Roma, eccome le sanno ma per loro sfortuna le sanno anche i notav e comprendo benissimo il perché lotino strenuamente contro esso: nessuno ci sta non solo ad essere preso in giro con paroline vuote ma nemmeno a vedersi distruggere il proprio territorio e le proprie radici, soprattutto se é una iniziativa ASSOLUTAMENTE INUTILE...... fanno bene a lottare strenuamente e fanno bene a non mollare: cinicamente parlando proprio la vicenda di ABBA' gli ha fatto capire che dopo un momento del genere nulla é più come prima e che se saranno intelligenti, visto che si sono riaccesi i riflettori sulla Valsusa e nelle famiglie finalmente se ne parla, stavolta potrebbeor dare un colpo fortissimo all'arroganza del potere, economico o politico (o entrambi) che sia, e magari alla fine dovranno forse arrendersi ma avranno segnato un punto di partenza per tutte le altre TAV che in questo paese stanno creando........ faranno scuola e prima o poi lo scossone arriverà anche al lento e passivo corpaccione sociale italiano e magari fondersi con altri malesseri che covano sotto la cenere della società italiana e che sono sopiti solo perché siamo tutti troppo presi dalla nostra crisi: ma se dovessimo uscire dal circolo vizioso nel quale ci hanno ficcato scopriremmo di non essere soli ma di scontenti ce ne sono a iosa.. e allora per il ceto parassita e le sue espressioni "ufficiali" e istituzionali potrebbero esserci problemi in arrivo: ma qui siamo nel campo delle ipotesi; in realtà quello che mi sento di suggerire ai notav é che devono si faer azioni dure contro il sopruso che stanno subendo MA NON DEVONO SCENDERE A PATTI CON LA VIOLENZA VERA E PROPRIA PERCHE' E' ESATTAMENTE QUESTO CHE IL POTERE VUOLE, ANZI NE HA BISOGNO PER MILITARIZZARE TUTTO E TUTTI........ USATE IL CERVELLO E RIUSCIRETE A SPUNTARLA. Si caro editorialista, si può morire per un buco nella montagna... se quella montagna é casa tua.

mercoledì 1 febbraio 2012

un pò di neve.. e un altra odissea

E' mai possibile che questo è un paese che dopo pochi centimetri di neve tutto il sistema di trasporti va al diavolo? Oggi sarei dovuto andare a lavorare: ieri qui, in toscana, é nevicato oggi sarebbe dovuto essere tutto quasi normale... é invece no. Treni come almeno tre ore di ritardo, altri soppressi, altri ancora che andavano a singhiozzo un casino insomma.. io cambio a viareggio per andare a lavorare ma il treno su cui eravamo alla stazione di viareggio c'è rimasto per quasi un ora fra ordini di partenza e contrordini dal centro: il rosso e il verde si alternavano senza soluzione di continuità e i capitreno che non sapevano che pesci pigliare: innanzitutto si é dovuto aspettare il capotreno da .. livorno; poi ha detto che si sarebbe partiti dopo pochi minuti; poi contrordine compagni ecc. ecc. ma si può affermare con certezza che questo paese é un paese avanzato (per tacere dei trasporti su gomma e sulle vie provinciali e un tratto autostradale chiuso ... per sicurezza ma di chi la sicurezza?)? Ma davvero ci illudiamo così tanto? Siamo così fessi da crederci ogni volta che ce lo dicono diemnticando, magari, che la stessa mattina siamo stati in treno fermi in una stazione secondaria per più di due ore mentre che so in Marocco (e ne ho la prova provata) ci sono sì zone, come l'atlante, dove si fa fatica a camminare perché ci sono ancora strade sterrate e un pò di neve crea problemi ma i treni vanno come dev'essere e vanno anche bene? Caro Presidente Monti prima di sparare amenità sul paese che rappresenta da nominato faccia un viaggetto in incognito su qualche regionale e poi mi venga a trovare... vediamo se cambia idea

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