dal Fatto Quotidiano; di Loretta Napoleoni | 18 ottobre 2015
Per
chi vive all’estero sono sufficienti 24 ore in Italia per essere
risucchiati in un vortice che riporta indietro nel tempo. Basta
accendere la radio ed ascoltare il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dichiarare a Radio 24 che la Commissione europea non ha nessun titolo per intervenire nel merito delle misure contenute nel bilancio del Paese. Alla retorica da italiano spocchioso, di cui Silvio Berlusconi
si serve per diventare il leader incontrastato del Paese, fa eco la
solita risposta secca dell’Unione Europea: la base legale per
intervenire e bacchettare Renzi la Commissione ce l’ha e l’Italia l’ha
sottoscritta, si chiama “TwoPack, SixPack e Patto di Stabilità e Crescita”. Siamo nel 2015 o nel 2008?
Al centro della disputa una riforma alla Berlusconi, questa volta però ideata da Renzi, con il solito scopo di racimolare voti: l’abolizione delle imposte sulla prima casa. Una tassa che va a viene in Italia a seconda di come gira il vento politico. Naturalmente, la Commissione Ue è contraria, l’Italia non può permettersi di non tassare le prima casa,
ma Renzi vuole far credere agli Italiani che il miracolo economico si è
compiuto, che l’economia ormai va a gonfie vele e quindi si possono abbattere le tasse.
Ma
andiamo avanti. L’impressione che Berlusconi si sia rincarnato e che a
palazzo Chigi si trovi la sua versione 2.0 è forte, anche se al
doppiopetto classico è subentrata la giacca aderente alla Hugo Boss!
Identica è l’arroganza del leader attuale, in fondo anche lui guida il
popolo degli ignoranti senza memoria. Ciò che conta è fare la voce grossa:
se la Commissione boccia la legge di Stabilità noi gliela
ripresentiamo identica, come a dire tanto in Europa comandiamo noi. Un
tempo, non troppo lontano per i pochi che ancora hanno la memoria, e un
altro leader italiano esprimeva identici sentimenti nazionalisti ed
anti-europei gridando “Me ne Frego”.
Ma torniamo a Renzi, vale la
pena riportare le parole giuste della sua sfida all’Europa. “Bruxelles è
una istituzione a cui diamo 20 miliardi di euro ogni anno e ne
prendiamo indietro 11. Ogni anno, quindi, diamo 9 miliardi all’Ue. Non
ci può dire quali tasse tagliare. Se Bruxelles ti boccia la legge di
Stabilità tu gliela restituisci tale e quale e fa uno pari”. Una frase
che ben illustra l’ipocrisia dell’europeismo renziano ed in fondo anche italiano,
noi in Europa ci volgiamo stare solo per prendere, ma questo è
tristemente vero per tutti gli altri Stati membri. Ed ecco uno dei
motivi per cui la crisi del debito sovrano è degenerata fino ad erodere
l’economia di un intero continente e che ben illustra perché l’unione monetaria non funziona.
Il
principio base di un’unione monetaria è l’omogenità delle economie che
ne fanno parte, altrimenti i Paesi ricchi finiscono per arricchirsi a
scapito di quelli meno ricchi. Esattamente ciò che è avvenuto
nell’Unione Europea negli ultimi 15 anni. Onde evitare queste
distorsioni, i Paesi più ricchi dovrebbero contribuire maggiormente al
bilancio dell’unione rispetto a quelli meno ricchi. E dato che le tre
economie più grandi sono quella tedesca, quella britannica e quella
italiana, queste nazioni cedono all’Unione più di quanto ricevono.
A nessuno questa regola va giù ma gli inglesi sono gli unici ad averlo ammesso. Questo è uno dei motivi per cui Cameron
ha promesso un referendum sulla permanenza nell’Unione. Ma non
illudiamoci, anche lui usa la retorica nazionalista per illudere
l’elettorato che la Gran Bretagna non ha bisogno di nessuno e così
facendo racimola voti.
Cameron non vuole l’uscita dall’Unione o il Brexit,
né Renzi cerca un testa a testa con Bruxelles. Nessuno dei due ha
intenzione di contrariare Bruxelles, chi lo ha fatto non governa più. Si
tratta di tattiche elettorali. E quindi, quando si
deciderà ad indire il referendum, Cameron farà una campagna a favore
dell’Unione e Renzi compenserà parte della perdita del gettito fiscale
dell’Imu alzando altre tasse ‘nascoste’, tagliando altri servizi e
potenziando l’economia sommersa, che ha appena riscontrato una vittoria
epocale con l’aumento del limite dei pagamenti in contanti a 3.000 euro.
Come sempre in Italia il neo-liberismo vince, specie quando va a braccetto con l’evasione fiscale.
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
Visualizzazione post con etichetta legge di stabilità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta legge di stabilità. Mostra tutti i post
lunedì 19 ottobre 2015
sabato 20 dicembre 2014
Sanità, il combinato disposto che rischia di far saltare il sistema
Fonte: Il Fatto Quotidiano del 19/12/2014 a firma di Ivan Cavicchi
Tutti conoscono il significato dell’espressione “combinato disposto”. In termini semplici e pratici in sanità vuol dire che se mettiamo insieme i tagli ai fabbisogni finanziari + blocchi al lavoro + malgoverno della sanità + regioni incapaci + privatizzazione + legge di stabilità + job acts … = controriforma. Il combinato disposto è un garbuglio eterogeneo di cose dentro un contesto che funziona come se le coordinasse casualmente senza un fine esplicito. Il contesto (milieu) in questo caso non si limita a mettere insieme delle cose ma le combina quindi le sintetizza quasi funzionasse come un reattore esattamente come gli elementi che compongono la nitroglicerina.
In sanità il combinato disposto vede accostati sempre più in modo pericoloso parecchi elementi tecnici politici istituzionali morali ma i più importanti secondo me sono due :
Oggi a me pare che chi governa la sanità, voglia annullare questa riscrizione contro riformando 40 anni di prassi universalistica per tornare all’art 32 del 1948 cioè pre riforma sanitaria e ridimensionare il sistema pubblico. Penso che la riscrittura dell’art. 32 abbia un forte significato simbolico, possa funzionare da bandiera sotto la quale riunire tutti gli universalisti sinceri e coloro che credono nei diritti che a mio parere non sono pochi, anzi sono la maggioranza e soprattutto potremmo smascherare i finti universalisti, che soprattutto da sinistra in questi anni di politiche economicistiche ai diritti hanno anteposto i limiti economici puntando decisamente a privatizzare il sistema pubblico.
Per quanto riguarda il lavoro professionale esso come un architrave ha retto sino ad ora, concretamente e non a parole, il sistema dei diritti nel suo complesso, nonostante tutto. A sue spese ha compensato come ha potuto e non senza danni collaterali, tutti i tipi di limitazioni ai quali sono stati sino ad ora sottoposti i servizi e quindi i cittadini: limitazioni agli organici, alla sua autonomia, ai suoi valori retributivi, ai suoi valori deontologici, demansionamenti, burocratizzazioni, precarizzazione, disoccupazione, scambi di competenze ecc. Per evitare che l’architrave ceda, a mio parere il lavoro deve accettare di confrontarsi con i problemi della spesa: cioè non può limitarsi a rivendicare come pure è giusto il rinnovo dei contratti, perché in sanità almeno un quarto della spesa totale a carico dello Stato è depurabile da sprechi, abusi, speculazioni, diseconomie.
Cioè per fare in modo che il lavoro non sia limitato nelle sue prassi, le sue prassi devono liberare risorse laddove esse sono liberabili. A questa condizione oggi il lavoro può legittimamente pretendere che il plusvalore prodotto sia retribuito come si deve.
Il vero guaio di queste proposte non è il loro grado di fattibilità e di plausibilità, vi assicuro che sono del tutto fattibili, ma è la mancanza di un riformatore in grado di recepirle. La mancanza di un pensiero riformatore è quindi il terzo ingrediente senza il quale il combinato disposto di cui abbiamo parlato prima non potrebbe esplodere.
La formula del garbuglio va quindi aggiornata: attacco ai diritti + spoliazione del lavoro dai suoi valori + rassegnazione + mancanza di una mobilitazione sociale+ sindacati fuori gioco + assenza di una contro prospettiva +mancanza di una proposta di cambiamento . Les jeux sont faits.
p.s.
come faccio a far passare nell'immaginario collettivo la riforma auspicata, per non dire imposta, che privatizza del tutto la sanità?
Tutti conoscono il significato dell’espressione “combinato disposto”. In termini semplici e pratici in sanità vuol dire che se mettiamo insieme i tagli ai fabbisogni finanziari + blocchi al lavoro + malgoverno della sanità + regioni incapaci + privatizzazione + legge di stabilità + job acts … = controriforma. Il combinato disposto è un garbuglio eterogeneo di cose dentro un contesto che funziona come se le coordinasse casualmente senza un fine esplicito. Il contesto (milieu) in questo caso non si limita a mettere insieme delle cose ma le combina quindi le sintetizza quasi funzionasse come un reattore esattamente come gli elementi che compongono la nitroglicerina.
In sanità il combinato disposto vede accostati sempre più in modo pericoloso parecchi elementi tecnici politici istituzionali morali ma i più importanti secondo me sono due :
- l’attacco esplicito ai diritti delle persone giustificati dall’insufficienza dei finanziamenti attraverso diversi stratagemmi di esclusione dei malati dai servizi pubblici adottati soprattutto dalle regioni e dalle aziende sanitarie che ormai selezionano il bisogno di cura e di assistenza
- l’attacco insistente al lavoro professionale di cura e di assistenza quale unica garanzia sostanziale per garantire i servizi per i cittadini reiterato soprattutto con sistematiche riduzioni di personale.
- ai fini di salvaguardare i diritti delle persone correggere l’art 32 della costituzione cioè cambiare la frase “la Repubblica…garantisce cure gratuite agli indigenti” con la frase “la Repubblica…garantisce cure gratuite a tutti” e stoppare tutti i tentativi sommersi di controriforma che sono in corso.
- ai fini di garantire il personale nei servizi ma soprattutto al fine di salvaguardare il lavoro nella sua integrità etica e scientifica, sfidare il governo con una proposta di riforma del lavoro cioè un’idea di lavoro quale depuratore che elimini o riduca sprechi, diseconomie. ruberie, quindi che abbia un plusvalore tanto etico che finanziario.
Oggi a me pare che chi governa la sanità, voglia annullare questa riscrizione contro riformando 40 anni di prassi universalistica per tornare all’art 32 del 1948 cioè pre riforma sanitaria e ridimensionare il sistema pubblico. Penso che la riscrittura dell’art. 32 abbia un forte significato simbolico, possa funzionare da bandiera sotto la quale riunire tutti gli universalisti sinceri e coloro che credono nei diritti che a mio parere non sono pochi, anzi sono la maggioranza e soprattutto potremmo smascherare i finti universalisti, che soprattutto da sinistra in questi anni di politiche economicistiche ai diritti hanno anteposto i limiti economici puntando decisamente a privatizzare il sistema pubblico.
Per quanto riguarda il lavoro professionale esso come un architrave ha retto sino ad ora, concretamente e non a parole, il sistema dei diritti nel suo complesso, nonostante tutto. A sue spese ha compensato come ha potuto e non senza danni collaterali, tutti i tipi di limitazioni ai quali sono stati sino ad ora sottoposti i servizi e quindi i cittadini: limitazioni agli organici, alla sua autonomia, ai suoi valori retributivi, ai suoi valori deontologici, demansionamenti, burocratizzazioni, precarizzazione, disoccupazione, scambi di competenze ecc. Per evitare che l’architrave ceda, a mio parere il lavoro deve accettare di confrontarsi con i problemi della spesa: cioè non può limitarsi a rivendicare come pure è giusto il rinnovo dei contratti, perché in sanità almeno un quarto della spesa totale a carico dello Stato è depurabile da sprechi, abusi, speculazioni, diseconomie.
Cioè per fare in modo che il lavoro non sia limitato nelle sue prassi, le sue prassi devono liberare risorse laddove esse sono liberabili. A questa condizione oggi il lavoro può legittimamente pretendere che il plusvalore prodotto sia retribuito come si deve.
Il vero guaio di queste proposte non è il loro grado di fattibilità e di plausibilità, vi assicuro che sono del tutto fattibili, ma è la mancanza di un riformatore in grado di recepirle. La mancanza di un pensiero riformatore è quindi il terzo ingrediente senza il quale il combinato disposto di cui abbiamo parlato prima non potrebbe esplodere.
La formula del garbuglio va quindi aggiornata: attacco ai diritti + spoliazione del lavoro dai suoi valori + rassegnazione + mancanza di una mobilitazione sociale+ sindacati fuori gioco + assenza di una contro prospettiva +mancanza di una proposta di cambiamento . Les jeux sont faits.
p.s.
come faccio a far passare nell'immaginario collettivo la riforma auspicata, per non dire imposta, che privatizza del tutto la sanità?
Etichette:
blog,
finanza,
legge di stabilità,
libero mercato,
politica,
Riforma Sanitaria,
sanità,
sprechi,
Tagli Spesa Pubblica,
TISA,
Ttip
domenica 26 ottobre 2014
Legge stabilità: l’indicibile vergogna del taglio ai fondi per i non autosufficienti
di Silvia Truzzi | 26 ottobre 2014
Mentre alla Leopolda vanno in scena le celebrazioni in onore del Principe di Pontassieve (anno I dell’era renziana) tra i fasti, i jingle e i proclami a reti pressoché unificate, passa sotto silenzio una notizia che è una vergogna nazionale. E cioè che la manovra di Stabilità prevede un taglio di 100 milioni al fondo per i non autosufficienti, compresi i malati di Sla.
Giustamente Franco Bechis su Libero due giorni fa faceva notare che il premier quest’estate aveva fatto tanto parlare di sé per il video in cui si versava un secchio di acqua gelata in testa, aderendo alla campagna “Ice bucket challenge”, la maratona mondiale di raccolta fondi per la Sla. Molti allora avevano sottolineato come Renzi fosse l’unico capo di governo a essersi fatto la doccia. Noi lo aspettavamo al varco, visto che le sceneggiate sono una cosa, le politiche sociali un’altra. Siccome poi lui non fa l’attore in una soap opera ma il presidente del Consiglio, se voleva davvero fare qualcosa poteva preoccuparsi di assicurare i finanziamenti alle attività di assistenza e cura ai disabili, persone che fanno un’enorme fatica a vivere, tutto il giorno e tutti i giorni. Ebbene, abbiamo avuto una risposta.
Ecco cosa recita l’articolo 17 della legge di Stabilità: “Lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, è incrementato di euro 250 milioni a decorrere dall’anno 2015”. Incrementato? Sì certo, perché ogni anno si riparte da zero. Peccato però che nel 2014 i milioni di euro stanziati fossero 350. E dunque il saldo è negativo e di ben 100 milioni. Ora, è poco interessante dire che un governo di sinistra dovrebbe occuparsi prima di tutto di chi ha più bisogno, degli ultimi, degli svantaggiati (e poi: si veda, al riguardo, la Costituzione, in più punti). È più semplice così: in un Paese civile, cosa che l’Italia ha naturalmente la presunzione di essere, chi è malato e in difficoltà dovrebbe avere più diritti e servizi degli altri.
Invece succede il contrario. E a quasi due mesi dall’inizio delle scuole, tantissimi bimbi e ragazzi continuano a vedersi negato il diritto all’istruzione perché, a causa dei tagli, gli enti locali non riescono in molti, troppi casi, a provvedere ai servizi di trasporto, all’assistentato materiale e ad assicurare gli insegnanti di sostegno per le ore in classe.

L’associazione Tutti a scuola (www. tuttiascuola. org), insieme a il Fatto Quotidiano, ha lanciato una campagna per raccogliere segnalazioni di scuola negata. Sui social – gentile premier tuìttatore – la campagna ha avuto una grandissima diffusione: oltre 12 mila condivisioni su Facebook e Twitter, anche grazie all’aiuto di programmi che hanno dato spazio all’argomento, sia in radio che in tv. In cinque settimane sono arrivate centinaia di segnalazioni, e non solo dal Sud. Il 5 novembre davanti a Montecitorio – dalle 11 alle 15 – si terrà una manifestazione con un presidio e la consegna del dossier al governo. È sperabile che di fronte ai ragazzini in carrozzella che chiedono SOLO di poter andare a scuola, premier, ministri e parlamentari non si girino dall’altra parte. Non fosse altro che per una questione di umanità e di responsabilità, parola completamente scomparsa dal vocabolario della politica. La qualità di una democrazia si giudica da queste scelte. E l’’nica doccia gelata degna di nota è quella che hanno avuto le famiglie dei disabili alla notizia dell’ennesimo taglio sulla loro pelle.
p.s.
è una vergogna... questa legge di "stabilità" nasconde molte cose che nessuno dice e che molti sentiranno sulla propria pelle; eppure tranne che i diretti interessati sembrano disinteressarsene: in italia e negli usa ciò accade, altrove no.
Mentre alla Leopolda vanno in scena le celebrazioni in onore del Principe di Pontassieve (anno I dell’era renziana) tra i fasti, i jingle e i proclami a reti pressoché unificate, passa sotto silenzio una notizia che è una vergogna nazionale. E cioè che la manovra di Stabilità prevede un taglio di 100 milioni al fondo per i non autosufficienti, compresi i malati di Sla.
Giustamente Franco Bechis su Libero due giorni fa faceva notare che il premier quest’estate aveva fatto tanto parlare di sé per il video in cui si versava un secchio di acqua gelata in testa, aderendo alla campagna “Ice bucket challenge”, la maratona mondiale di raccolta fondi per la Sla. Molti allora avevano sottolineato come Renzi fosse l’unico capo di governo a essersi fatto la doccia. Noi lo aspettavamo al varco, visto che le sceneggiate sono una cosa, le politiche sociali un’altra. Siccome poi lui non fa l’attore in una soap opera ma il presidente del Consiglio, se voleva davvero fare qualcosa poteva preoccuparsi di assicurare i finanziamenti alle attività di assistenza e cura ai disabili, persone che fanno un’enorme fatica a vivere, tutto il giorno e tutti i giorni. Ebbene, abbiamo avuto una risposta.
Ecco cosa recita l’articolo 17 della legge di Stabilità: “Lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, è incrementato di euro 250 milioni a decorrere dall’anno 2015”. Incrementato? Sì certo, perché ogni anno si riparte da zero. Peccato però che nel 2014 i milioni di euro stanziati fossero 350. E dunque il saldo è negativo e di ben 100 milioni. Ora, è poco interessante dire che un governo di sinistra dovrebbe occuparsi prima di tutto di chi ha più bisogno, degli ultimi, degli svantaggiati (e poi: si veda, al riguardo, la Costituzione, in più punti). È più semplice così: in un Paese civile, cosa che l’Italia ha naturalmente la presunzione di essere, chi è malato e in difficoltà dovrebbe avere più diritti e servizi degli altri.
Invece succede il contrario. E a quasi due mesi dall’inizio delle scuole, tantissimi bimbi e ragazzi continuano a vedersi negato il diritto all’istruzione perché, a causa dei tagli, gli enti locali non riescono in molti, troppi casi, a provvedere ai servizi di trasporto, all’assistentato materiale e ad assicurare gli insegnanti di sostegno per le ore in classe.

L’associazione Tutti a scuola (www. tuttiascuola. org), insieme a il Fatto Quotidiano, ha lanciato una campagna per raccogliere segnalazioni di scuola negata. Sui social – gentile premier tuìttatore – la campagna ha avuto una grandissima diffusione: oltre 12 mila condivisioni su Facebook e Twitter, anche grazie all’aiuto di programmi che hanno dato spazio all’argomento, sia in radio che in tv. In cinque settimane sono arrivate centinaia di segnalazioni, e non solo dal Sud. Il 5 novembre davanti a Montecitorio – dalle 11 alle 15 – si terrà una manifestazione con un presidio e la consegna del dossier al governo. È sperabile che di fronte ai ragazzini in carrozzella che chiedono SOLO di poter andare a scuola, premier, ministri e parlamentari non si girino dall’altra parte. Non fosse altro che per una questione di umanità e di responsabilità, parola completamente scomparsa dal vocabolario della politica. La qualità di una democrazia si giudica da queste scelte. E l’’nica doccia gelata degna di nota è quella che hanno avuto le famiglie dei disabili alla notizia dell’ennesimo taglio sulla loro pelle.
p.s.
è una vergogna... questa legge di "stabilità" nasconde molte cose che nessuno dice e che molti sentiranno sulla propria pelle; eppure tranne che i diretti interessati sembrano disinteressarsene: in italia e negli usa ciò accade, altrove no.
Etichette:
blog,
cronaca,
disabili,
Fondi Pubblici,
legge di stabilità,
politica,
Renzi,
Sla,
società,
tagli e ritagli
venerdì 24 ottobre 2014
Legge di Stabilità, dal bonus bebè al Tfr e le nuove tasse, l’Abc della manovra
Sul Fatto Quotidiano del 24/10 troverete le singole misure.. io invece voglio dire alcune cose:
- questa legge di stabilità in realtà le tasse le aumenta non le diminuisce perchè se è vero che, ad esempio, l'irap vien ridotta; in realtà essa prima della riduzione impone un aumento retroattivo alle aziende sul costo del lavoro: in pratica dovranno retroattivamente pagare di più per vedersi ridurra la prte addebitata per il lavoro dei dipendenti.. nemmeno un Andreotti avrebeb avuto tanta fantasia.
- il bonus bebè è .... dimezzato; dov'è l'incentivo per le famiglie, tanto strombazzato, se poi gliene dai la metà e pure facendo lo schizzinoso?
- apre lo scontro con gli statali in generale e con le forze dell'ordine in particolare perchè fra bocchi dei contratti, tagli ai finanziamenti, blocco della vancanza contrattuale, ecc. tutto rimane così com'è quindi.... si riduce.
- 80 euri, l'elemosina che si son ripresi già mille volte, rimane ma ..... cambia qualcosina per esempio l'isee assume nuovi parametri quindi si restringe la cerchia degli isee bassi; il tfr può esser messo in busta ma con aliquota ordinaria cioè non si sale di scaglione ma .... perde, fino al 2018 non può cambiare idea, gli interessi nel frattempo maturati sul capitale del tfr; un salasso vero e proprio per non dire un altro termine che spero abbiate intuito!
- niente sgravi per rilanciare il settore auto, ma... ecobonus e ristrutturazioni sono invariati ma... per un anno ossia dopo si torna ai vecchi santi!
- IVA e relative partite, i falsi lavoratori autonomi per intendersi, l'aliquota minima sale dal 5% che era al, udite udite, 15%!!! Non si dovranno superare i 40 mila euri naturalmente altrimenti sono altri problemi cui non si accenna minimamente e che favorirà l'abbandono del lavoro legale per un ampissima fasica di presunti autonomi....
- ammortizzatori che salgono a 2 mld ma con questi chiari di luna, o di sole fate voi, è già certo che NON basteranno.... anzi ce ne vorranno altrettanto se mai l'art.18 venisse completamente cancellato e quindi anche nel pubblico impiego passeranno forme di lcenziamento sia collettivo che individuale.. magari via twitter o facebook.
- anzichè sciogliere quel pozzo senza fondo di soldi nostri che sono le aziende locali la legge di stabilità si limita a rimandare allo Sblocca Italia e quindi... zero anzi meno di zero perchè senza incentivi i futuri Ato nasceranno già indebitati quanto lo sono quelli attuali; sapete chi ci guadagna davvero? CdP ossia il braccio armato del governo, la nuova iri per intenderi, che potrà acquisire a man bassa senza pagare dazio o quasi con acquisizioni che non ridurranno certo i problemi delle aziende locali ma le allontaneranno ancora di più nella loro azione dai cittadini.
- per quanto riguarda le entrate...... bè vi tralascio lo sproloquio della lotta all'evasione (senza il falso in bilancio in penale non serve a nulla), e le dismissioni di qualche azienducola e delle caserme che servono alla pubblicità progresso... il grosso arriva (oltre che con l'irap di cui sopra e i tagli agli statali, forze dell'ordine comprese) con l'attivazione dei fondi UE non utilizzati (in realtà son prestiti con lo stesso regime bancario quindi soldi dfati con gli interessi da pagare), ma soprattutto con i 6,5 mld (che arriveranno a 20 l'anno prossimo) di tagli a regioni, province (ma non erano abolite?) comuni e al loro corollario di aziende, servizi, ecc. (un bel ceffone alla sanità e al sociale); poi ci sono altri tagli AL CSM, alla Corte dei Conti, all'ista, alla Consob, all'Anticorruzione, alla Rai, all'Agenzia per l'Italia digitale, all'Inea, al Cra, alle Poste italiane che vedranno ridursi un bel pò i fondi per il servizio universale postale e già vantavano crediti per vari mld di euro e già si annunciano circa 20 mila esuberi; e tagli alle fondazioni (un vero scrigno lo sono quelle bancarie ma non mi pare che ci sia la volontà di toccarle davvero queste ultime) un altro assalto alle pensioni integrative, già strassate, e alle casse pensioni che stanno alzando gli scudi in europa ma, ce la faranno? Una cosa un pò odiosa di questi tempi sono: niente soldi veri per Genova e le altre criticità e agli organismi internazionali....... e in tempi di alluvioni e di ebola se la potevano anche evitare se è vero che le spese della Presidenza del Consiglio sono state segretate.. perchè?
Etichette:
Accise,
blog,
Bonus 80 euro,
Bonus Bebè,
evasione fiscale,
Fondi Pensione,
Giochi,
inps,
interni,
irap,
irpef,
IVA,
legge di stabilità,
Padoan,
polizia,
pubblico impiego,
regioni,
Renzi,
spending review,
TFR
venerdì 17 ottobre 2014
Legge di stabilità: Renzi taglia le tasse, aumentandole
di Giacomo Zucco | 16 ottobre 2014
Così Matteo Renzi, orgoglioso e festante, presenta su Facebook la sua “legge di stabilità“. Il suo riassunto è che si tratterebbe sostanzialmente di “18 miliardi di minori tasse”. Il suo riassunto è talmente assurdo da creare un effetto estraniante anche maggiore dei colori psichedelici scelti per fare da sfondo alle sue slide.

Prendendo per buoni i numeri del primo ministro, dal lato delle “uscite” ci sono effettivamente alcune voci evidentemente identificabili come tagli di imposte (anche se chiamare “uscita”, quasi fosse una generosa elargizione, quello che è in realtà una minore rapina, è indicativo del mondo capovolto della finanza statale).
Ci sono 5 miliardi di euro di taglio Irap e altri 3 miliardi di generica “Eliminazione nuove tasse”. Poi c’è la voce che riguarda i famosi “80 euro“, che comprende in realtà sia una riduzione del prelievo fiscale, nel caso dei dipendenti dell’economia reale, sia un aumento di spesa statale, nel caso dei dipendenti della “Pubblica Amministrazione” (che per definizione non pagano tasse, essendo il “prelievo fiscale” su di loro una semplice partita di giro, quindi una “minor tassazione” su di loro significa solamente un aumento del loro salario netto, un aumento di spesa).
Tutto il resto sembrerebbe un aumento di spesa statale corrente, sotto forma di nomi suggestivi e politicamente corretti. Immaginando, comunque, che anche i 9,5 miliardi di “Bonus 80 euro” rappresentino un taglio delle tasse e non un aumento di spesa (non è così, almeno per quanto riguarda più della metà della cifra), abbiamo comunque un bilancio di 17,5 miliardi di tagli fiscali e di 18,5 miliardi di nuova spesa statale.
Come sono coperti questi 36 miliardi? Ci sono innanzitutto 11 miliardi di deficit spending. Ovvero di tasse che dovremo pagare (noi o i nostri figli, se non siamo abbastanza intelligenti e responsabili da andarcene quanto prima da questo paese disastrato) tra qualche anno con gli interessi. Il deficit statale è come una spesa su una carta di credito il cui saldo sarà poi addebitato a noi tartassati.
Ci sono poi 3,8 miliardi di “recupero di evasione”, che consistono per definizione in nuove entrate fiscali, rastrellate come sempre in totale sovvertimento del diritto (cartelle pazze, violazioni continue e sistematiche dello “Satuto del Contribuente”, prelievi retroattivi, inversione dell’onere della prova, solve et repete, circolari dell’Agenzia delle Entrate che assumono valore di legge, ipoteche al di sotto dei limiti legali).
Ci sono anche 3,6 miliardi di “tassazione sulle rendite”, ovvero di balzelli sui risparmi di chi ha messo qualcosa da parte per il proprio futuro o quello dei propri figli. C’è 1 miliardo di tassazione proveniente dalle slot-machine: un mercato che lo Stato italiano attivamente droga, pompa e fomenta, per lucrare sulle entrate fiscali, salvo poi demonizzarlo con la crociata contro la “ludopatia”.
Lasciando per il momento in un limbo di mistero voci come “Banda Larga” (che razza di entrata sarebbe???) e “Riprogrammazione”, abbiamo poi una non meglio specificata “Spending Review” di 15 miliardi. Sarebbe carino sapere, dopo l’affossamento del lavoro di Cottarelli e di tutti quelli precedenti, come faranno lorsignori a tagliare questi 15 miliardi. Probabilmente non lo faranno. Ma anche se lo facessero, il saldo è chiaro: almeno 19,4 miliardi di entrate fiscali in più, forse 15 miliardi di spesa corrente in meno.
Guardando l’insieme della slide e considerando come valide tutte le ipotesi più ingenuamente ottimistiche, abbiamo: 17,5 miliardi di tagli di tasse e 19,4 miliardi di aumenti di tasse, attuali o future (come minimo 2 miliardi di tasse in più); 15 miliardi di tagli di spesa e 18,5 miliardi di aumenti di spesa (come minimo 3,5 miliardi di spesa in più).
Forse anche solo commentare un simile livello di cialtroneria è una perdita di tempo. Meglio concentrarsi su cose pratiche: spostare imprese, famiglie, risparmi, lavoro e vita fuori da questo paese condannato.
p.s.
oops... Buon Week end :)
Così Matteo Renzi, orgoglioso e festante, presenta su Facebook la sua “legge di stabilità“. Il suo riassunto è che si tratterebbe sostanzialmente di “18 miliardi di minori tasse”. Il suo riassunto è talmente assurdo da creare un effetto estraniante anche maggiore dei colori psichedelici scelti per fare da sfondo alle sue slide.

Prendendo per buoni i numeri del primo ministro, dal lato delle “uscite” ci sono effettivamente alcune voci evidentemente identificabili come tagli di imposte (anche se chiamare “uscita”, quasi fosse una generosa elargizione, quello che è in realtà una minore rapina, è indicativo del mondo capovolto della finanza statale).
Ci sono 5 miliardi di euro di taglio Irap e altri 3 miliardi di generica “Eliminazione nuove tasse”. Poi c’è la voce che riguarda i famosi “80 euro“, che comprende in realtà sia una riduzione del prelievo fiscale, nel caso dei dipendenti dell’economia reale, sia un aumento di spesa statale, nel caso dei dipendenti della “Pubblica Amministrazione” (che per definizione non pagano tasse, essendo il “prelievo fiscale” su di loro una semplice partita di giro, quindi una “minor tassazione” su di loro significa solamente un aumento del loro salario netto, un aumento di spesa).
Tutto il resto sembrerebbe un aumento di spesa statale corrente, sotto forma di nomi suggestivi e politicamente corretti. Immaginando, comunque, che anche i 9,5 miliardi di “Bonus 80 euro” rappresentino un taglio delle tasse e non un aumento di spesa (non è così, almeno per quanto riguarda più della metà della cifra), abbiamo comunque un bilancio di 17,5 miliardi di tagli fiscali e di 18,5 miliardi di nuova spesa statale.
Come sono coperti questi 36 miliardi? Ci sono innanzitutto 11 miliardi di deficit spending. Ovvero di tasse che dovremo pagare (noi o i nostri figli, se non siamo abbastanza intelligenti e responsabili da andarcene quanto prima da questo paese disastrato) tra qualche anno con gli interessi. Il deficit statale è come una spesa su una carta di credito il cui saldo sarà poi addebitato a noi tartassati.
Ci sono poi 3,8 miliardi di “recupero di evasione”, che consistono per definizione in nuove entrate fiscali, rastrellate come sempre in totale sovvertimento del diritto (cartelle pazze, violazioni continue e sistematiche dello “Satuto del Contribuente”, prelievi retroattivi, inversione dell’onere della prova, solve et repete, circolari dell’Agenzia delle Entrate che assumono valore di legge, ipoteche al di sotto dei limiti legali).
Ci sono anche 3,6 miliardi di “tassazione sulle rendite”, ovvero di balzelli sui risparmi di chi ha messo qualcosa da parte per il proprio futuro o quello dei propri figli. C’è 1 miliardo di tassazione proveniente dalle slot-machine: un mercato che lo Stato italiano attivamente droga, pompa e fomenta, per lucrare sulle entrate fiscali, salvo poi demonizzarlo con la crociata contro la “ludopatia”.
Lasciando per il momento in un limbo di mistero voci come “Banda Larga” (che razza di entrata sarebbe???) e “Riprogrammazione”, abbiamo poi una non meglio specificata “Spending Review” di 15 miliardi. Sarebbe carino sapere, dopo l’affossamento del lavoro di Cottarelli e di tutti quelli precedenti, come faranno lorsignori a tagliare questi 15 miliardi. Probabilmente non lo faranno. Ma anche se lo facessero, il saldo è chiaro: almeno 19,4 miliardi di entrate fiscali in più, forse 15 miliardi di spesa corrente in meno.
Guardando l’insieme della slide e considerando come valide tutte le ipotesi più ingenuamente ottimistiche, abbiamo: 17,5 miliardi di tagli di tasse e 19,4 miliardi di aumenti di tasse, attuali o future (come minimo 2 miliardi di tasse in più); 15 miliardi di tagli di spesa e 18,5 miliardi di aumenti di spesa (come minimo 3,5 miliardi di spesa in più).
Forse anche solo commentare un simile livello di cialtroneria è una perdita di tempo. Meglio concentrarsi su cose pratiche: spostare imprese, famiglie, risparmi, lavoro e vita fuori da questo paese condannato.
p.s.
oops... Buon Week end :)
mercoledì 15 ottobre 2014
I 30 MILIARDI DI MANOVRA PER PREPARARE LE ELEZIONI (Stefano Feltri).
postato il 15/10/2014 dal blog di triskel182
OGGI LA LEGGE DI STABILITÀ: BONUS, SCONTI IRAP E SGRAVI PENSANDO AL VOTO.
Questa è una legge di stabilità elettorale, il piano ormai è chiaro”, dice un importante dirigente del Pd che si prepara a leggere il provvedimento all’ordine del giorno oggi in Consiglio dei ministri conoscendone già lo scopo politico. Lo schema è lineare, come spesso accade nel renzismo: una manovra da 30 miliardi che regala molto a molti, tra TFR, sgravi per le assunzioni, tagli all’Irpef, bonus fiscali. Le coperture? Un po’ di deficit, tagli lineari e qualche misura incerta. Quando si vedranno i buchi sarà troppo tardi.

“IL CAPO DELLO STATO Napolitano si dimetterà dopo la legge di stabilità”, commentano dentro il governo Renzi. Chissà, forse l’annuncio sarà nel discorso di fine anno, assieme all’appello per le grandi riforme che si sono arenate complice la sessione di bilancio. L’accordo con Berlusconi e Fi lo hanno capito anche i peones del Transatlantico: il prossimo capo dello Stato va eletto con questo Parlamento, in cui il Cavaliere conta ancora qualcosa. Va scelto qualcuno che non sia troppo ingombrante per il premier e che possa far balenare a Berlusconi l’ipotesi di una qualche riabilitazione. E, dopo, liberi tutti. Al voto prima che l’Europa sanzioni l’Italia come inevitabile quando sarà palese lo sfondamento del tetto del 3 per cento al rapporto deficit-Pil. “L’Europa può andare affanculo”, riassume un super-renziano. Ieri le Camere hanno votato la Nota di aggiornamento al Def, che sposta il pareggio di bilancio dal 2016 al 2017. Il governo Renzi, come quello di Letta, si rifiuta di fare la correzione da quasi 15 miliardi necessaria per rispettareilritmodiriduzionedeldebito prevista dal Fiscal compact. È il primo passo della finanziaria elettorale di Renzi che ha bisogno di far salire il deficit 2015 per trovare copertura (o meglio, per emettere nuovo debito in assenza di copertura) ad alcune misure garanzia di sicuro consenso. I numeri sono noti: 30 miliardi di interventi, 18 di tagli di tasse, circa 16 di spending review (“tagli lineari”), dicono i critici. Alla vigilia del Cdm fioccano promesse. Il sottosegretario Graziano Delrio: “La spending review sulle Regioni si aggira intorno ai 4 miliardi come tagli di sistema ma il budget della sanità non verrà toccato, anzi si può ragionare su eventuali incrementi”. Addirittura aumenti: i governatori fanno notare che se non si tocca la spesa sanitaria, si incide sul resto del bilancio che nel complesso vale 19 miliardi. Quindi si parla di un taglio del 25 per cento, altro che il 3 annunciato. Il ministro Maurizio Lupi (Ncd) esulta per “la proroga sia dell’ecobonus al 65 per cento che del bonus del 50 per cento per ristrutturazioni e mobili”. E poi ci saranno gli sgravi per chi assume a tempo indeterminato, la proroga degli 80 euro in busta paga, quasi certamente la possibilità di farsi anticipare la liquidazione in busta (tassata però con l’aliquota Irpef). Tutte misure che – come gli 80 euro a maggio – possono forse far bene all’economia, ma aiuteranno anche la popolarità del premier e del Pd. Al ministero del Tesoro hanno provato a contenere l’esuberanza del premier: il ministro Pier Carlo Padoan ha scritto una Nota al Def, il documento con i numeri su cui si imposta la legge di stabilità, molto prudente. “Ma Padoan non ha toccato palla, la partita è tutta tra palazzo Chigi e la Ragioneria che va convinta delle coperture”, dicono a Palazzo Chigi. In effetti Padoan era lontano, in Lussemburgo, quando lunedì Renzi ha annunciato le ultime novità. C’È SOLTANTO un’incognita: la Commissione europea. Ieri Renzi ha chiamato il presidente entrante, Jean Claude Juncker, gli ha illustrato l’impianto della legge di stabilità e ha sottolineato il giudizio tutto sommato positivo dell’agenzia di rating Moody’s che ieri si è espressa sull’Italia: “Molti anni di consolidamento hanno portato ad un significativo surplus primario. Questa solida posizione di bilancio aiuta l’Italia ad avere favorevoli costi di finanziamento, con più tempo per attuare riforme a favore della crescita”. Tradotto: Renzi può fare quello che vuole, Moody’s benedice anche il Jobs Act (nonostante nessuno sappia che c’è dentro). Domani sera il governo manderà il disegno di legge stabilità a Bruxelles. Da giorni la Reuters scrive che potrebbe essere bocciato e rispedita a Roma. A quel punto Renzi potrebbe decidere di ignorare le richieste e rischiare la procedura di infrazione. Che, tanto, arriverebbe molto dopo un eventuale voto di primavera.
(Da Il Fatto Quotidiano del 15/10/2014 a firma di Stefano Feltri)
p.s.
in realtà, come afferma lo stesso Fatto Quotidiano, i mld sono 36: presi per metà da tagli alla P.A. (Ministeri, enti locali, ecc.) e per l'altra metà da una serie di partite di giro raccolte sotto il nome di "evasione".......
OGGI LA LEGGE DI STABILITÀ: BONUS, SCONTI IRAP E SGRAVI PENSANDO AL VOTO.
Questa è una legge di stabilità elettorale, il piano ormai è chiaro”, dice un importante dirigente del Pd che si prepara a leggere il provvedimento all’ordine del giorno oggi in Consiglio dei ministri conoscendone già lo scopo politico. Lo schema è lineare, come spesso accade nel renzismo: una manovra da 30 miliardi che regala molto a molti, tra TFR, sgravi per le assunzioni, tagli all’Irpef, bonus fiscali. Le coperture? Un po’ di deficit, tagli lineari e qualche misura incerta. Quando si vedranno i buchi sarà troppo tardi.

“IL CAPO DELLO STATO Napolitano si dimetterà dopo la legge di stabilità”, commentano dentro il governo Renzi. Chissà, forse l’annuncio sarà nel discorso di fine anno, assieme all’appello per le grandi riforme che si sono arenate complice la sessione di bilancio. L’accordo con Berlusconi e Fi lo hanno capito anche i peones del Transatlantico: il prossimo capo dello Stato va eletto con questo Parlamento, in cui il Cavaliere conta ancora qualcosa. Va scelto qualcuno che non sia troppo ingombrante per il premier e che possa far balenare a Berlusconi l’ipotesi di una qualche riabilitazione. E, dopo, liberi tutti. Al voto prima che l’Europa sanzioni l’Italia come inevitabile quando sarà palese lo sfondamento del tetto del 3 per cento al rapporto deficit-Pil. “L’Europa può andare affanculo”, riassume un super-renziano. Ieri le Camere hanno votato la Nota di aggiornamento al Def, che sposta il pareggio di bilancio dal 2016 al 2017. Il governo Renzi, come quello di Letta, si rifiuta di fare la correzione da quasi 15 miliardi necessaria per rispettareilritmodiriduzionedeldebito prevista dal Fiscal compact. È il primo passo della finanziaria elettorale di Renzi che ha bisogno di far salire il deficit 2015 per trovare copertura (o meglio, per emettere nuovo debito in assenza di copertura) ad alcune misure garanzia di sicuro consenso. I numeri sono noti: 30 miliardi di interventi, 18 di tagli di tasse, circa 16 di spending review (“tagli lineari”), dicono i critici. Alla vigilia del Cdm fioccano promesse. Il sottosegretario Graziano Delrio: “La spending review sulle Regioni si aggira intorno ai 4 miliardi come tagli di sistema ma il budget della sanità non verrà toccato, anzi si può ragionare su eventuali incrementi”. Addirittura aumenti: i governatori fanno notare che se non si tocca la spesa sanitaria, si incide sul resto del bilancio che nel complesso vale 19 miliardi. Quindi si parla di un taglio del 25 per cento, altro che il 3 annunciato. Il ministro Maurizio Lupi (Ncd) esulta per “la proroga sia dell’ecobonus al 65 per cento che del bonus del 50 per cento per ristrutturazioni e mobili”. E poi ci saranno gli sgravi per chi assume a tempo indeterminato, la proroga degli 80 euro in busta paga, quasi certamente la possibilità di farsi anticipare la liquidazione in busta (tassata però con l’aliquota Irpef). Tutte misure che – come gli 80 euro a maggio – possono forse far bene all’economia, ma aiuteranno anche la popolarità del premier e del Pd. Al ministero del Tesoro hanno provato a contenere l’esuberanza del premier: il ministro Pier Carlo Padoan ha scritto una Nota al Def, il documento con i numeri su cui si imposta la legge di stabilità, molto prudente. “Ma Padoan non ha toccato palla, la partita è tutta tra palazzo Chigi e la Ragioneria che va convinta delle coperture”, dicono a Palazzo Chigi. In effetti Padoan era lontano, in Lussemburgo, quando lunedì Renzi ha annunciato le ultime novità. C’È SOLTANTO un’incognita: la Commissione europea. Ieri Renzi ha chiamato il presidente entrante, Jean Claude Juncker, gli ha illustrato l’impianto della legge di stabilità e ha sottolineato il giudizio tutto sommato positivo dell’agenzia di rating Moody’s che ieri si è espressa sull’Italia: “Molti anni di consolidamento hanno portato ad un significativo surplus primario. Questa solida posizione di bilancio aiuta l’Italia ad avere favorevoli costi di finanziamento, con più tempo per attuare riforme a favore della crescita”. Tradotto: Renzi può fare quello che vuole, Moody’s benedice anche il Jobs Act (nonostante nessuno sappia che c’è dentro). Domani sera il governo manderà il disegno di legge stabilità a Bruxelles. Da giorni la Reuters scrive che potrebbe essere bocciato e rispedita a Roma. A quel punto Renzi potrebbe decidere di ignorare le richieste e rischiare la procedura di infrazione. Che, tanto, arriverebbe molto dopo un eventuale voto di primavera.
(Da Il Fatto Quotidiano del 15/10/2014 a firma di Stefano Feltri)
p.s.
in realtà, come afferma lo stesso Fatto Quotidiano, i mld sono 36: presi per metà da tagli alla P.A. (Ministeri, enti locali, ecc.) e per l'altra metà da una serie di partite di giro raccolte sotto il nome di "evasione".......
Etichette:
balle spaziali,
banda larga,
economia,
elezioni,
fumo,
legge di stabilità,
Matteo Renzi. blog,
politica,
UE
giovedì 19 dicembre 2013
chiamatele come volete ..... ma restano tali
E' unanime il coro: sono marchette; quelle contenute nella cosiddetta legge di stabilità. Giudicate voi:
Letto quanto sopra e altro ancora come le chiamereste voi?
- Sorgenia avrà l'esenzione per le centrali a turbogas e termoelettriche dal pagare le opere di urbanizzazione dovute ai comuni.. qualche milioncino risparmiato.
- Per le banche arriva la rivalutazione delle quote detenute in Bankitalia (miliardi) il tutto tassato certo ma al 12% meno di quanto siano i titoli di stato .. un bel regalo di natale (con lo Stato che ci perde 600 mln i getito); la possibilità di scaricare le sofferenze in 5 anzichè in 18 anni.
- Roma.. caput mundi e obbligo per il comune di privatizzare l'acea che fa gola al suo azionista privato di minoranza; in pratica la mano pubblica serve solo a essere foriera di soldi e nomine ma i profitti saranno privati.
- Altro regalone: la lobby delle slot, oltre ad aver avuto uno scontone sul dovuto in minori tasse per l'erario (si è partiti da 97 mld e si è arrivati a 300.. si accettano scommesse che nemmeno questi pagheranno), si vedranno apporvare un emendamento che impone ai comuni l'accettazione dell'installazione delle slot a pena di non vedersi accreditare i trasferimenti per pari importo che lo Stato perde causa mancato gettito stimato in quel comune.
- Condoni: passato quello dei balneari, con annesso sconto, arriva o meglio è in fieri sempre quello sui capitali all'estero scontati e si sta pensando a quello edilizio sui terreni demaniali (per ora è fermo ma ci stanno ragionando).
- Esodati vs professioni private e artigiani: con l'aumento dei contributi da versare all'inps dei secondi ci pagheranno, almeno ci sperano, i primi.
- Varie ed eventuali..... 126 mln per gli lsu campani, calabresi e palermitani; 130 mln al polo meseale eur; un mln all'orchestra del mediterraneo; 300 mln per gli orchestrali di verona e così via.....
Letto quanto sopra e altro ancora come le chiamereste voi?
giovedì 24 ottobre 2013
Ma la Legge di stabilità è costituzionale?
La Legge di stabilità potrebbe essere incostituzionale: ci allontana dal bilancio in pareggio e non aiuta a rilanciare l’economia. Prova provata che i vincoli a politiche espansive non vengono dall’Europa, ma da scelte della classe politica.
Di Tito Boeri e Pietro Garibaldi, lavoce.info, 21 ottobre 2013
Da tempo sosteniamo che i vincoli a politiche fiscali espansive in Italia non vengono tanto dall’Europa quanto dal vincolo del bilancio in pareggio introdotto nella nostra Costituzione nel dicembre 2012. In quella occasione abbiamo adottato una legge rafforzata di attuazione del cosiddetto Fiscal Compact che emendava la Costituzione e prevedeva la messa in opera di un ‘meccanismo di correzione’, in caso di deviazione dal sentiero di avvicinamento a quest’obiettivo, sulla cui attuazione avrebbe dovuto vigilare un organo tecnico, il cosiddetto Fiscal Council. La riprova che i vincoli più stringenti sono quelli che ci siamo autoimposti viene dalla Legge di stabilità che oggi approda in Parlamento. Quando il Governo il 15 ottobre ne ha varato le linee guida, ci siamo chiesti perché ci si fosse posti un obiettivo pari al 2,5 per cento di disavanzo nel 2014, quando l’Europa ci imponeva solo di stare sotto al 3 per cento. Quello 0,5 per cento in più di flessibilità avrebbe, ad esempio, potuto essere utilizzato per rimpinguare la riduzione del cuneo fiscale, rendendola ben più visibile a lavoratori e imprese. Ma questi 8 miliardi circa di disavanzo ulteriore sarebbero incompatibili con un sentiero di avvicinamento all’obiettivo del bilancio in pareggio, quindi sarebbero incostituzionali.
Il problema in verità è ancora più complicato perché anche la Legge di stabilità presentata dal Governo potrebbe essere incostituzionale. Infatti, lo scenario macroeconomico descritto dal Governo per il 2014, prevede, come si ricordava, un disavanzo pari al 2,5 per cento, mentre il disavanzo a legislazione vigente e che si otterrebbe senza Legge di stabilità è pari al 2,4 percento. Questo significa che, rispetto allo scenario a bocce ferme, la Legge di stabilità peggiora il disavanzo di 0,1. Ed è proprio questo 0,1 per cento che ci allontana dal bilancio strutturalmente in pareggio. Come si vede dalla tabella qui sotto, tratta dalla Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza, in assenza della manovra, il bilancio 2014 sarebbe strutturalmente in pareggio. Non ci stupirebbe se – tra qualche mese – la Corte Costituzionale annullasse la Legge di stabilità approvata dal Parlamento. Un paradosso per il Governo del Presidente. Il Governo può forse sperare che una deviazione relativamente limitata dal sentiero di avvicinamento del bilancio in pareggio passi inosservata, dato anche che il Fiscal Council ancora non esiste. Ma la sostanza è un’altra: o le regole di bilancio ci sono e vanno rispettate, oppure meglio cambiarle o spostarne apertamente nel tempo l’entrata in vigore e concederci maggiori margini di manovra per il taglio delle tasse.
Smettiamola di parlare di vincoli europei. E se decidiamo di posticipare l’entrata in vigore della legge 243, prevista per il 1 gennaio 2014, almeno smettiamola di dare colpa all’Europa quando siamo stati noi stessi a legarci le mani. Le vie di mezzo, rischiare un contenzioso costituzionale per fare un meno 0.1, hanno solo l’effetto di togliere ogni credibilità alle regole, senza peraltro sostenere l’economia.
Quadro programmatico.

p.s.
con questo post, fatto da un blog (lavoce.info) che di economia ci vive, termina per ora la disamina del DDL che sta arrivando in Parlamento e che va sotto il nome di "legge di stabilità" di cui ho riportato sia le mia impressioni, sia la relazione tecnica, sia gli aspetti oscuri, sia ...... l'inganno che è alla base di tutto ciò: spostare soldi, tanti soldi, dalle nostre tasche (e nemmeno tutte) a quelle delle banche, delle agenzie di rating alla UE e, soprattutto, al fondo salva stati ufficialmente mentre in realtà paghiamo la crescita e, soprattutto, lo sviluppo di paesi come la Germania visto che i titoli nei quali possono essere investiti sono con titoli i cui stati abbiano almeno AA+, quindi in primis proprio la Germania: ci affamiamo, come i greci e gli spagnoli, per finanziare i tedeschi sapendo benissimo che se quei, nostri, soldi poi ci servissero ce li farebbero sputare mille volte finendoci di dissanguare......
Di Tito Boeri e Pietro Garibaldi, lavoce.info, 21 ottobre 2013
Da tempo sosteniamo che i vincoli a politiche fiscali espansive in Italia non vengono tanto dall’Europa quanto dal vincolo del bilancio in pareggio introdotto nella nostra Costituzione nel dicembre 2012. In quella occasione abbiamo adottato una legge rafforzata di attuazione del cosiddetto Fiscal Compact che emendava la Costituzione e prevedeva la messa in opera di un ‘meccanismo di correzione’, in caso di deviazione dal sentiero di avvicinamento a quest’obiettivo, sulla cui attuazione avrebbe dovuto vigilare un organo tecnico, il cosiddetto Fiscal Council. La riprova che i vincoli più stringenti sono quelli che ci siamo autoimposti viene dalla Legge di stabilità che oggi approda in Parlamento. Quando il Governo il 15 ottobre ne ha varato le linee guida, ci siamo chiesti perché ci si fosse posti un obiettivo pari al 2,5 per cento di disavanzo nel 2014, quando l’Europa ci imponeva solo di stare sotto al 3 per cento. Quello 0,5 per cento in più di flessibilità avrebbe, ad esempio, potuto essere utilizzato per rimpinguare la riduzione del cuneo fiscale, rendendola ben più visibile a lavoratori e imprese. Ma questi 8 miliardi circa di disavanzo ulteriore sarebbero incompatibili con un sentiero di avvicinamento all’obiettivo del bilancio in pareggio, quindi sarebbero incostituzionali.
Il problema in verità è ancora più complicato perché anche la Legge di stabilità presentata dal Governo potrebbe essere incostituzionale. Infatti, lo scenario macroeconomico descritto dal Governo per il 2014, prevede, come si ricordava, un disavanzo pari al 2,5 per cento, mentre il disavanzo a legislazione vigente e che si otterrebbe senza Legge di stabilità è pari al 2,4 percento. Questo significa che, rispetto allo scenario a bocce ferme, la Legge di stabilità peggiora il disavanzo di 0,1. Ed è proprio questo 0,1 per cento che ci allontana dal bilancio strutturalmente in pareggio. Come si vede dalla tabella qui sotto, tratta dalla Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza, in assenza della manovra, il bilancio 2014 sarebbe strutturalmente in pareggio. Non ci stupirebbe se – tra qualche mese – la Corte Costituzionale annullasse la Legge di stabilità approvata dal Parlamento. Un paradosso per il Governo del Presidente. Il Governo può forse sperare che una deviazione relativamente limitata dal sentiero di avvicinamento del bilancio in pareggio passi inosservata, dato anche che il Fiscal Council ancora non esiste. Ma la sostanza è un’altra: o le regole di bilancio ci sono e vanno rispettate, oppure meglio cambiarle o spostarne apertamente nel tempo l’entrata in vigore e concederci maggiori margini di manovra per il taglio delle tasse.
Smettiamola di parlare di vincoli europei. E se decidiamo di posticipare l’entrata in vigore della legge 243, prevista per il 1 gennaio 2014, almeno smettiamola di dare colpa all’Europa quando siamo stati noi stessi a legarci le mani. Le vie di mezzo, rischiare un contenzioso costituzionale per fare un meno 0.1, hanno solo l’effetto di togliere ogni credibilità alle regole, senza peraltro sostenere l’economia.
Quadro programmatico.

p.s.
con questo post, fatto da un blog (lavoce.info) che di economia ci vive, termina per ora la disamina del DDL che sta arrivando in Parlamento e che va sotto il nome di "legge di stabilità" di cui ho riportato sia le mia impressioni, sia la relazione tecnica, sia gli aspetti oscuri, sia ...... l'inganno che è alla base di tutto ciò: spostare soldi, tanti soldi, dalle nostre tasche (e nemmeno tutte) a quelle delle banche, delle agenzie di rating alla UE e, soprattutto, al fondo salva stati ufficialmente mentre in realtà paghiamo la crescita e, soprattutto, lo sviluppo di paesi come la Germania visto che i titoli nei quali possono essere investiti sono con titoli i cui stati abbiano almeno AA+, quindi in primis proprio la Germania: ci affamiamo, come i greci e gli spagnoli, per finanziare i tedeschi sapendo benissimo che se quei, nostri, soldi poi ci servissero ce li farebbero sputare mille volte finendoci di dissanguare......
Balle, faziosità, calunnie.. in una parola panzane
Non mi riferisco alla definzione, peraltro restituita con gli interessi, dell'ufficio stampa dell'Alto Colle di quanto riportato dal Fatto.... sinceramente m'interessa meno (anche perchè il continuo ripetersi avvertimenti e velate minacce e ricatti dell'una e dell'altra parte mi dice, per esperienza, che è vero esattamente il contrario) delle altre panzane che ci stanno propinando in questi giorni sulla legge di stabilità. Tralascio quanto detto dai media perchè irrilevante... fanno il loro mestiere e ne parlano bene o male a seconda del loro posizionamento, no ne parlo personalmente: ossia l'idea che me ne son fatto attraverso gli atti parlamentari e quanto emerso dalla rete. E' come un percorso, facciamolo e se ci dovessero essere delle mie inesattezze sparate pure sul ..... pianista.
Quanto affermato nella legge di stabilità è noto quindi salto la cosa perchè ne ho parlato e credo che, anche nel vostro interesse, ne abbiate letto a iosa: c'è un altro documento, però, di cui si parla poco o nulla... la relazione tecnica allegata alla legge di stagnazione oops stabilità. E' un documento tecnico, molto tecnico, che però parla chiaro: molto di più di quanto lo faccia il governo nelle sue dichiarazioni: anche quelle dove pomposamente sostiene che da spinta alla crescita o che riduce il peso delle tasse o, infine, che si vuol togliere sassolini dalle scarpe con i soloni che gufano..... peccato che leggendo la relazione tecnica si scopre che quanto sopra detto vale proprio per chi sostiene il contrario e quindi dice panzane, balle colossali propinateci a nostro uso e per consentirci di poter mantenere l'illusione di essere ben amministrati e che non abbiamo sprecato il voto; ok iniziamo:
p.s.
per fare tutto quanto sopra, e altro ancora, sono necessari che i soggetti sociali siano "accondiscendenti": significa che fatte le dovute 4 ore di sciopero (nel caso dei sindacati) o fatte le proposte alternative e elevati gli ululati alla luna (confindustria) .... il pranzo può cominciare.
nota a margine, per giunta off topic:
ieri l'abbattimento dell'architrave della nostra Costituzione, l'art.138, è stato abbattuto; ciò significa che possono fare quel che vogliono della carta costituzionale (in particolare titoli I°, II°, III°, V°).... come da piano di rinascita nazionale della P2.. e come da desiderata del CEO della Goldman Sachs (uno degli artefici della crisi che anzichè essere in galera spara a zero sulle costituzioni non adatte al mercato); perchè non fanno esprimere con un REFERENDUM?
Quanto affermato nella legge di stabilità è noto quindi salto la cosa perchè ne ho parlato e credo che, anche nel vostro interesse, ne abbiate letto a iosa: c'è un altro documento, però, di cui si parla poco o nulla... la relazione tecnica allegata alla legge di stagnazione oops stabilità. E' un documento tecnico, molto tecnico, che però parla chiaro: molto di più di quanto lo faccia il governo nelle sue dichiarazioni: anche quelle dove pomposamente sostiene che da spinta alla crescita o che riduce il peso delle tasse o, infine, che si vuol togliere sassolini dalle scarpe con i soloni che gufano..... peccato che leggendo la relazione tecnica si scopre che quanto sopra detto vale proprio per chi sostiene il contrario e quindi dice panzane, balle colossali propinateci a nostro uso e per consentirci di poter mantenere l'illusione di essere ben amministrati e che non abbiamo sprecato il voto; ok iniziamo:
- dato che non si fidano di loro stessi, e dei loro sostenitori della maggioranza, nella relazione tecnica si sostiene che esiste una clausola di salvaguardia retroattiva del 1% che scatta già per l'anno fiscale 2013, nel caso in cui non si riesce a fare una "selezione" entro il prossimo 31 gennaio di sconti fiscali, deduzioni, detrazioni ecc. concessi ai cittadini; la tagliola sarà automatica anche per quelli successivi attraverso un altro maxi taglio dal 18 al 17%; se poi vogliamo parlar di numeri, solo dal taglio dal 19 al 18% delle detrazioni arriveranno nelle casse ben 281 mln e in argomento di panzane il resto che vien detto sono appunto balle...;
- altri 3 mld se li aspettano nel 2015 dal taglio alle "tax expenditures"; ci si aspetta, nel suo complesso e se tutto fila liscio, 3 mld nel 2015, 7 mld nel 2016 e 10 mld nel 2017 altrimenti: signori si taglia verticalmente questa è la realtà dei tecnici che salta agli occhi; il resto in materia son balle.
- Pensioni, saranno bloccati gli aumenti basati sull'inflazione per alcune fasce di reddito da pensione ma i vari "interventi" collaterali produrranno un ulteriore riduzione di 615 euro in tre anni e questo solo per le pensioni; tralascio i tagli al fondo per la non autosufficienza, la SLA, gli invalidi civili e del lavoro e... naturalmente come non dimenticare i "recuperi delle assenze (astensione facoltativa in maternità, tre gg di ex 104/92 o aspettativa retribuita in aspettativa per assistenza domiciliare al portatore d'handicap)" previsti dalla Fornero per chi vuole andare in pensione di cui ho già parlato
- Sanità, dicono che non l'hanno toccata.... non è vero perchè c'è una riduzione minima già nella legge di stabilità ma nella relazione tecnica c'è scritto altro ossia un bel taglio per il 2014/2015/2016 del SSN di ben 1150 mld al netto del blocco di stipendi, contratti, accessori, del personale pubblico di tutti i settori, sanità compresa; c'è una unica eccezione: la Banca d'Italia è ESENTATA DAL BLOCCO DEGLI STIPENDI PUBBLICI E DALLE ALTRE MISURE DI TAGLI, scusate, ma da dove proviene o meglio da quale Ente arriva Saccomanni? La risposta impegna molto le meningi, lo so......
- per dare i famosi 1,5 mld di cuneo fiscale hanno scelto di ridurre, solo per fare un esempio, da 5 a 4 gli anni di specializzazione per i medici; poi cercheranno di individuare gli immobili in periferia di proprietà pubblica da affittare alle P.A.; e, come da sub 1), dovranno "rimodulare" le aliquote delle detrazioni in modo che per le fasce fino a 8 mila euro e superiori a 55 mila non cambia nulla, per quelle intermedie è prevista un aumento della famosa quota "182 euro" che diviso per il numero di persone fa ... 14 euro; c'è un ma o meglio c'è il trucchetto: questa, i 184 euri, è la detrazione massima per un contribuente mentre mediamente tutto si ridurrà a 8,75.. un bel salto e tutto perchè, come da prassi politica, si da risalto al risultato massimo e non a quello medio... miracoli che fa una relazione tecnica che nessuno mai di noi, o almeno quel 98% di miei connazionali, leggerà mai..... poi c'è il famoso 2%.
- Crediti d'imposta saranno sotto osservazione ossia saranno monitorati e si dovrà calcolare quanti davvero sono essenziali e quanti invece sono regalie varie..... i tagli ammontano in poche parole a 60 mln quindi chi pensa di usufruirne dovrà farci i conti e vedere come arrangiarsi..
- L'ex Imu, ora divisa in tre (Tari, Trise, Tise), rimarrà solo ufficialmente con un importo fisso e, dice, non superiore all'imu ma ... non è così dato che vien lasciato ai Comuni libertà di aumentare fino al massimo l'aliquota di loro spettanza con un importo che va ben oltre i preventivati 3 mld.... nella relazione non si fanno cifre, non possono farle, naturalmente (dato che è di competenza locale), però la piccola perfidia di tagliare i trasferimenti agli enti locali non rimane altro che .... riconoscere un cuneo fiscale di medi 8,75 euri per non dare nulla di più semmai riprenderseli con le tre tasse che hanno sostituito l'imu da si l'impressione di dare qualcosa salvando la faccia ma in realtà se ne riprendono molti di più: ad esempio io quest'anno ho fatto l'isee e...... ci sono 1000 euri in meno nell'indicatore che, tradotto, significa che le tasse sono aumentate, quelle alla fonte, mentre al netto tutto è rimasto formalmente invariato mentre in realtà lo stipendio si è ridotto di 700, grazie alle tasse occulte che sono aumentate; sapete come la chiamano gli economisti? Svalutazione "interna" ossia non potendo svalutare la moneta si prende una variabile, il salario, lo si ferma ad un certo livello e poi siu aumenta il prelievo, occulto o meno, et voilà il giochino di abbassare il costo e far arrivare lauti guadagni alle casse dello stato è fatto e da questi proventi freschi che escono i soldi per tav, F35, altre grandi opere, banche e... Fondo Salva stati di cui siamo finanziatori con l'obbligo però di investirli in titoli pubblici con almeno AA+ (Francia, Germania, Inghilterra, ecc.).
p.s.
per fare tutto quanto sopra, e altro ancora, sono necessari che i soggetti sociali siano "accondiscendenti": significa che fatte le dovute 4 ore di sciopero (nel caso dei sindacati) o fatte le proposte alternative e elevati gli ululati alla luna (confindustria) .... il pranzo può cominciare.
nota a margine, per giunta off topic:
ieri l'abbattimento dell'architrave della nostra Costituzione, l'art.138, è stato abbattuto; ciò significa che possono fare quel che vogliono della carta costituzionale (in particolare titoli I°, II°, III°, V°).... come da piano di rinascita nazionale della P2.. e come da desiderata del CEO della Goldman Sachs (uno degli artefici della crisi che anzichè essere in galera spara a zero sulle costituzioni non adatte al mercato); perchè non fanno esprimere con un REFERENDUM?
Etichette:
blog,
democrazia,
economia,
finanza,
Goldman Sachs,
legge di stabilità,
P2,
panzane,
politica,
relazione tecnica,
riforme
venerdì 21 dicembre 2012
legge di stabilità.. la vera catastrofe
quello che vedete sopra é uno dei
provvedimenti della legge di, cosiddetta, stabilità dove (oltre ad aver
pagato tutte le cambiali al partitame che lo appoggia con "provvedimenti
e microprovvedimenti" ad hoc) il governo tecnico "rigorista" ha
provveduto a rendere felici le lobby che lo han voluto e lo appoggiano:
una di queste cambiali andava pagata ai 5 consorzi della tav, dico 5 di
cui la torino-lione é forse quello più sotto i riflettori grazie ai
valligiani della valsusa che difendono la propria terra. In questa
sezione della legge, mentre taglia verticalmente servizi essenziali come
la sanità pubblica e affossa le università pubbliche (mentre finanzia
senza pudore quelle private) per fare alcuni esempi, DONA 2.5 mld di
euro proprio alla tav: in varie tranche ma il regalo é stabilito...
Ora,
chi ha approvato? I partiti, naturalmente i cui simboli li vedete nella
foto, presa da facebook, e che ora hanno l'improntitudine di venirci a
chiedere anche il voto.
Glielo daremo?
Il
mio no di certo, per glia ltri non so ma spero tanto che i miei
connazionali prendano atto che una volta tanto non guardino la via
breve, quella di votare per questi sepolcri imbiancati, ma prendano il
coraggio, anche se poco, a due mani e o non votino affatto o votino per
tutti gli altri che non promettono mondi, improbabili, migliori ma solo
la dura realtà: l'offerta non manca, credetemi.....
p.s.
con
questo post il blog chiude per il periodo natalizio e nell'AUGURARVI
BUONE FESTE vi abbraccio con affetto e amicizia..........
mercoledì 24 ottobre 2012
per il Sig. Ministro il 99% ne trarrà beneficio: e se lo dice lui ..
Tralascio di illustrarvi le iniziative
del Governo e vi risparmio la tortura di parlarvene: l'ho già fatto
qualche giorno fa e gli aggiornamenti li trovate ovunque, vero? Quello
su voglio puntare l'attenzione é come questo governo ce la presenta: a
suo dire il 99% degli italiani ne
trarrà un beneficio; da cosa trae questa sua conclusione? Non c'è
giornale, tv, blog, social network o qualsiasi altro canale
comunicazionale che la pensi come lui, nessuno. Eppure, nonostante i
partiti alzino altissimi lamenti, la manovra passerà e il 99% dei nostri
connazionali, saranno felicissimi di apprendere che questa manovra li
renderà felicissimi e finalmente potranno capire la bontà dell'operato
dei prof al governo. Ci pensate? Dovremmo ringraziarli pure.. a partire
dai redditi bassi tutti si ritroveranno con una finanziaria che é una
sfida per il futuro e un aiuto per il presente. Io a volte ho
l'impressione che questi davvero ci credano a quello che dicono e non
facciano finta, come penso, di crederci ... perché se fosse vero che ci
credono davvero qui qualcuno ha un problema: e non siamo noi...... che
paghiamo
A PROPOSITO DA DOMANI RICOMINCIA SERVIZIO PUBBLICO

Etichette:
blog,
croanca,
economia,
elezioni,
finanza,
finanziaria,
governo,
legge di stabilità,
partitocrazia,
politica,
servizio pubbico,
società
Iscriviti a:
Post (Atom)
test velocità
Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL |

