Visualizzazione post con etichetta imu. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta imu. Mostra tutti i post

lunedì 16 maggio 2016

Tasse locali rincarate fino a +300% nelle maggiori città dove si voterà (ROBERTO PETRINI)

15/05/2016 di triskel182

Tasse locali rincarate fino a +300% nelle maggiori città dove si voterà (ROBERTO PETRINI)
La mappa del fiscoDalle imposte addizionali a quelle sui rifiuti e sulle seconde case, così gli aumenti degli ultimi cinque anni hanno pesato sulle famiglie.
ROMA – Negli ultimi cinque anni le tasse locali, da quelle sulla casa, ai rifiuti, all’addizionale Irpef hanno fatto un balzo notevole, con aumenti per una famiglia-tipo, che paga addzionale Irpef, rifiuti e una eventuale secoda casa magari avuta in eredità, fino al 300 per cento: basti pensare che solo negli ultimi tre anni sono stati drenati così circa 7 miliardi dai contribuenti. Il tema è, finora, il grande assente dalla campagna elettorale che porterà al voto tra circa tre settimane, il 5 giugno, 1.300 Comuni, tra i quali grandi metropoli come Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Cagliari.

Una pressione fiscale alta anche se bisogna considerare che si va al voto con due importanti interventi del governo Renzi: l’abolizione definitiva della Tasi sulla prima casa e il blocco di tutte le tasse locali (tranne quella sui rifiuti), fino al 31 dicembre del 2016. Nei cinque anni che hanno segnato le «consiliature» che andremo a rinnovare il mese prossimo, le imposte locali sono aumentate pesantemente: anche se non sempre la responsabilità è tutta attribuibile alle amministrazioni e ai sindaci che si sono trovati con le spalle al muro nella dolorosa alternativa tra l’aumento delle imposte e il taglio dei servizi essenziali e del welfare di prossimità.
Articolo intero su La Repubblica del 15/05/2016.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

per chi idce: le tasse sono state abbassate, la ripresa c'è, ecc. ecc.
 
Trackb

lunedì 19 ottobre 2015

Tasse sulla prima casa: Renzi e la tattica elettorale di fare la voce grossa con l’Ue

dal Fatto Quotidiano; di | 18 ottobre 2015
Per chi vive all’estero sono sufficienti 24 ore in Italia per essere risucchiati in un vortice che riporta indietro nel tempo. Basta accendere la radio ed ascoltare il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dichiarare a Radio 24 che la Commissione europea non ha nessun titolo per intervenire nel merito delle misure contenute nel bilancio del Paese. Alla retorica da italiano spocchioso, di cui  Silvio Berlusconi si serve per diventare il leader incontrastato del Paese, fa eco la solita risposta secca dell’Unione Europea: la base legale per intervenire e bacchettare Renzi la Commissione ce l’ha e l’Italia l’ha sottoscritta, si chiama “TwoPack, SixPack e Patto di Stabilità e Crescita”. Siamo nel 2015 o nel 2008?
Al centro della disputa una riforma alla Berlusconi, questa volta però ideata da Renzi, con il solito scopo di racimolare voti: l’abolizione delle imposte sulla prima casa. Una tassa che va a viene in Italia a seconda di come gira il vento politico. Naturalmente, la Commissione Ue è contraria, l’Italia non può permettersi di non tassare le prima casa, ma Renzi vuole far credere agli Italiani che il miracolo economico si è compiuto, che l’economia ormai va a gonfie vele e quindi si possono abbattere le tasse.
Ma andiamo avanti. L’impressione che Berlusconi si sia rincarnato e che a palazzo Chigi si trovi la sua versione 2.0 è forte, anche se al doppiopetto classico è subentrata la giacca aderente alla Hugo Boss! Identica è l’arroganza del leader attuale, in fondo anche lui guida il popolo degli ignoranti senza memoria. Ciò che conta è fare la voce grossa: se la Commissione boccia la legge di Stabilità noi gliela ripresentiamo identica, come a dire tanto in Europa comandiamo noi. Un tempo, non troppo lontano per i pochi che ancora hanno la memoria, e un altro leader italiano esprimeva identici sentimenti nazionalisti ed anti-europei gridando “Me ne Frego”.
Ma torniamo a Renzi, vale la pena riportare le parole giuste della sua sfida all’Europa. “Bruxelles è una istituzione a cui diamo 20 miliardi di euro ogni anno e ne prendiamo indietro 11. Ogni anno, quindi, diamo 9 miliardi all’Ue. Non ci può dire quali tasse tagliare. Se Bruxelles ti boccia la legge di Stabilità tu gliela restituisci tale e quale e fa uno pari”. Una frase che ben illustra l’ipocrisia dell’europeismo renziano ed in fondo anche italiano, noi in Europa ci volgiamo stare solo per prendere, ma questo è tristemente vero per tutti gli altri Stati membri. Ed ecco uno dei motivi per cui la crisi del debito sovrano è degenerata fino ad erodere l’economia di un intero continente e che ben illustra perché l’unione monetaria non funziona.
Il principio base di un’unione monetaria è l’omogenità delle economie che ne fanno parte, altrimenti i Paesi ricchi finiscono per arricchirsi a scapito di quelli meno ricchi. Esattamente ciò che è avvenuto nell’Unione Europea negli ultimi 15 anni. Onde evitare queste distorsioni, i Paesi più ricchi dovrebbero contribuire maggiormente al bilancio dell’unione rispetto a quelli meno ricchi. E dato che le tre economie più grandi sono quella tedesca, quella britannica e quella italiana, queste nazioni cedono all’Unione più di quanto ricevono.
A nessuno questa regola va giù ma gli inglesi sono gli unici ad averlo ammesso. Questo è uno dei motivi per cui Cameron ha promesso un referendum sulla permanenza nell’Unione. Ma non illudiamoci, anche lui usa la retorica nazionalista per illudere l’elettorato che la Gran Bretagna non ha bisogno di nessuno e così facendo racimola voti.
Cameron non vuole l’uscita dall’Unione o il Brexit, né Renzi cerca un testa a testa con Bruxelles. Nessuno dei due ha intenzione di contrariare Bruxelles, chi lo ha fatto non governa più. Si tratta di tattiche elettorali. E quindi, quando si deciderà ad indire il referendum, Cameron farà una campagna a favore dell’Unione e Renzi compenserà parte della perdita del gettito fiscale dell’Imu alzando altre tasse ‘nascoste’, tagliando altri servizi e potenziando l’economia sommersa, che ha appena riscontrato una vittoria epocale con l’aumento del limite dei pagamenti in contanti a 3.000 euro.
Come sempre in Italia il neo-liberismo vince, specie quando va a braccetto con l’evasione fiscale.

mercoledì 2 settembre 2015

il cerchio si chiude, dopo 11 anni...

.... e ci risiamo. Sono passati 11 anni ma si ritorna sempre al punto nodale: la "promessa" di tagliare le tasse. Mr. B aprì la strada, e vinse; ora il suo erede (che ne glorifica la prima versione) ritorna alle origini: entro dicembre "sarà tenuto il funerale delle tasse sulla casa". C'è una ma:  la Commissione UE Subito è partito il cartellino giallo: noi avevamo, e sono stati ampiamente accontentati, raccomandato di spostare la tassazione dal mondo del lavoro (soprattutto ai grandi papaveri dell'industria) al consumo e ai patrimoni, casa compresi... e di considerare l'elastico della flessibilità sul rapporto deficit/pil come già teso e rilasciato: non ci sono bis.
Riuscirà il nostro eroe nel proposito o si rivelerà un bluff? Esistono, o no, milioni di italiani, beoni, sono disposti a tutto pur di votarlo credendogli a priori e bevendosi tutto? E' la solita strategia dell'effetto annuncio: la sparo grossa subito, tanto i media mi coprono le spalle, poi man mano aggiusto il tiro e trasformo il tutto nel solito giroconto: levo da un lato e ci rientro dall'altro affinchè tutti siano felici, Commissione UE compresa.... tutti felici, tutti più poveri tranne i, veri, ricchi che già sapranno come fare e chi votare per evitare che anche un cent gli esca dalla tasca: non è un caso che è aumentata esponenzialmente la loro migrazione all'estero non da ora...

domenica 1 settembre 2013

Decreto Imu. Tutte le misure

io non avrei saputo scriverlo meglio ..........
dal blog di triskell185 (che a sua volta prende l'articolo dalla Repubblica del 01/09/2013)

Decreto Imu arriva la stangata sulle polizze-vita rispunta l’aumento per l’acconto Ires-Irap. Tutte le Misure. (Valentina Conte).
Napolitano promulga il testo. No all’Irpef sulle case sfitte. Le novità rispetto al testo iniziale. Tra le clausole di salvaguardia accise più care. In Italia al taglio del fisco nazionale corrisponde spesso il rincaro delle addizionali. Si è cominciato con l’Ici nel 1992 agli albori della seconda Repubblica.
Nel decreto Imu nessun accenno al taglio della seconda rata.
Polizze vita, stangata sulle detrazioni Acconto Ires-Irap, rispunta l’aumento.
IL DOSSIER. La manovra.
Assai impopolare far pagare, oltre l’Imu, anche l’Irpef sulle case sfitte. Così dal decreto, firmato ieri dal Capo dello Stato, la norma sparisce. Come anche ciò che doveva finanziare: lo sconto alle imprese per l’Imu versata sui capannoni (deducibilità al 50% da Irpef e Ires). Sconto che sarà ripreso dalla legge di Stabilità in ottobre, assicura il sottosegretario Baretta. Tra le novità del decreto, arriva la stangata sul tetto massimo detraibile delle polizze vita e infortuni: dimezzato per il 2013 a 630 euro, ridotto a 230 euro dal 2014. Servirà, in parte, a salvaguardare altri 6.500 esodati. Sebbene la dote stanziata si riduca a 583 milioni in sei anni, non 700 come illustrato dal ministro Giovannini. Sorpresa finale: se l’Iva dalla nuova tranche di debiti della P.a. (per ora solo 7,3 miliardi in più dei 10 annunciati) sarà meno fruttuosa o ballerini i 600 milioni di condono alle slot machine, saliranno gli acconti Ires e Irap, ma anche le accise. Benzina compresa. Infine, non v’è traccia scritta del cosiddetto “impegno politico” a cancellare il saldo Imu di dicembre. Neanche nella relazione al decreto.
L’IMPOSTA
Enti di ricerca nessuna gabella Aiuti alla Polizia.
« DEFINITIVAMENTE abolita» la prima rata dell’Imu su prime case e terreni agricoli per il 2013. Così si legge nella relazione del decreto da ieri in Gazzetta ufficiale.
Nulla sulla seconda rata. L’impegno politico a cancellarla, assicurato da Letta e Alfano, per ora vale non più di un annuncio. Contenti invece i costruttori: viene confermato l’azzeramento dell’Imu dal 2014 sui fabbricati invenduti (dimezzata per quest’anno). Mentre le case delle cooperative edilizie a proprietà indivisa e il
social housing saranno considerate al pari delle prime case, ma dal prossimo anno (per il 2013, abbuonata solo la prima rata, così come per le case popolari). Altra novità, l’esenzione dall’Imu dal 2014 per gli immobili destinati alla ricerca scientifica. Mentre l’unica casa di proprietà di forze armate, polizia, prefetti, vigili – che vivono altrove in affitto – sarà considerata prima. Misura che potrebbe suscitare malumori nei tanti proprietari che si trasferiscono per lavoro e pagano l’Imu sulla casa posseduta in altri municipi come seconda. Su 15 articoli del decreto, alla fine solo il primo è dedicato all’Imu. Riforma e Service tax rimandate all’autunno.
LA TARES
I Comuni liberi di fare esenzioni sulla tassa rifiuti.
ELIMINATA la prima rata dell’Imu, lo Stato provvede a rimborsare i Comuni del mancato gettito. E dunque stanzia 2,3 miliardi per quest’anno. Nella speranza, solo annunciata sin qui, di trovare risorse per eliminare anche il saldo di Natale. Il decreto poi mette circa 76 milioni, una cifra molto piccola, per gli anni futuri, dal 2014 in poi. In pratica il governo apre un capitolo di spesa che andrà riempito con 2 miliardi strutturali (per sempre) da trovare e scrivere nella legge di Stabilità. Senza questi soldi, la futura Service tax sarà pesante tanto quanto l’Imu e zero benefici per i proprietari. Il decreto poi agevola i sindaci spostando da fine settembre a fine novembre il termine per deliberare il bilancio del 2013. Concede loro un ulteriore anticipo, dopo quello di febbraio, di 2,5 miliardi sul Fondo di solidarietà. Posticipa al 2015 la riforma contabile (stessa tipologia di bilancio per tutti). Consente massima flessibilità sulla Tares da far pagare ai cittadini a dicembre. Ma agevolazioni ed esenzioni non potranno essere coperte con «risorse diverse dai proventi » della stessa tassa sui rifiuti (nessun incremento fiscale extra).
GLI AFFITTI
Alt agli sfratti aiuti ai morosi senza colpa.
IL “piano casa” predisposto dal ministro Lupi, all’articolo 6 del decreto, dovrebbe «riattivare il circuito del credito» e sostenere mutui e affitti. Due le strategie. Da una parte, l’intervento della Cassa depositi e prestiti (da definire con l’Abi, ma il ministro parlava di 4 miliardi) per incrementare la liquidità delle banche e consentire loro di erogare mutui agevolati alle famiglie o permettere ristrutturazioni ed efficientamento energetico delle abitazioni. Ma anche per finanziare il social housing, l’edilizia sociale. La seconda strategia passa per tre fondi esistenti, implementati di 160 milioni nel biennio 2014-2015: per l’acquisto della prima casa, la sospensione per 18 mesi delle rate del mutuo, l’aiuto per il credito a giovani coppie e precari under 35, il sostegno a chi è in affitto e ha redditi bassi. Viene poi istituito un fondo nuovo per la “morosità incolpevole” da 40 milioni nel biennio, a supporto di chi è a rischio sfratto per difficoltà temporanee (perdita lavoro, malattia, infortunio). Infine, il decreto riduce l’aliquota dal 19 al 15% della cedolare secca che i proprietari pagano sui canoni di affitto concordati.
IL LAVORO
Per gli esodati ci sono in cassa solo 583 milioni.
IL PROVVEDIMENTO, firmato ieri dal presidente Napolitano, contiene poi anche misure assai attese da due categorie di lavoratori: i dipendenti delle aziende in crisi e gli esodati, senza reddito né pensione. La Cassa integrazione e la mobilità in deroga vengono rifinanziate per 500 milioni (ma le Regioni e i sindacati chiedevano un miliardo e mezzo per arrivare alla fine dell’anno). Lo stanziamento è però coperto per metà con un taglio al Fondo per la contrattazione di secondo livello (sgravi contributivi). L’altra misura salvaguarda invece 6.500 esodati, fin qui esclusi da altri provvedimenti, oggetto di licenziamenti individuali tra il 2009 e il 2011 e intrappolati nel limbo della riforma Fornero che ha allungato i tempi per andare in pensione. Le risorse per quest’altro gruppo di “esodati” sono pari a 583 milioni in sei anni (dal 2014 al 2019), ben più basse dei 700 milioni annunciati mercoledì dal ministro Giovannini, di cui 151 milioni l’anno prossimo. E coperte con la stangata sulle polizze vita e infortuni. Il decreto poi riscrive al rialzo i risparmi che frutterà, fino al 2019, la riforma Fornero, destinati al Fondo esodati.
LE AZIENDE
Crediti imprese il rimborso scende da 10 a 7,3 miliardi
L’ALTRA novità, annunciata mercoledì in conferenza stampa dal ministro dell’Economia, riguarda l’ammontare dei debiti della Pubblica amministrazione da rimborsare alle imprese entro quest’anno. Saccomanni ha annunciato lo stanziamento di 10 miliardi in più – da sommare ai 20 già rimessi in moto, di cui 5 effettivamente già nelle casse aziendali – per sostenere la crescita. Ma anche per assicurare all’Erario un gettito Iva di ritorno, utilissimo in questi tempi di magra per coprire il decreto Imu. Ebbene nel provvedimento definitivo, ora
in Gazzetta ufficiale, la quota extra di debito è un po’ inferiore: 7,3 miliardi. Da reperire con emissione del debito pubblico da 8 miliardi (interessi compresi). Il sottosegretario Baretta assicura però che la parte mancante – per arrivare a 10 miliardi – sarà aggiunta con ogni probabilità in sede di legge di Stabilità. Il gettito Iva ulteriore contabilizzato dalla Ragioneria ammonta a 925 milioni. Qualora ne arrivassero di meno, scatterebbe la non piacevole clausola di salvaguardia inserita nel decreto: aumento di acconti Ires e Irap e delle accise (tabacchi, alcol, benzina).
LE COPERTURE
Slot machine se il condono non va accise più care
UN CONDONO già contestatissimo. Quello che frutterà allo Stato 600 milioni, così è scritto nel decreto Imu. Ovvero un quarto del danno erariale (in totale 2,5 miliardi) contestato dalla Corte dei Conti ai produttori delle slot machine, perché nel periodo 2004-2009 le macchinette non sarebbero state collegate alla rete di controllo del fisco, gestita dalla Sogei. Se questi denari non fossero recuperati dall’Erario entro quest’anno, il 20% delle coperture scovate dal governo e dalla Ragioneria per abolire la prima rata dell’Imu e finanziare gli altri interventi andrebbero in fumo. E dunque scatterebbe la clausola di salvaguardia prevista nell’ultimo articolo del provvedimento: accise, acconti Ires e Irap tutti rivisti al rialzo per recuperare una cifra pari all’ammanco. Ma questa somma è a forte rischio e con essa la probabilità di vedere anche la benzina aumentare. Il presidente di Confindustria giochi, Massimo Passamonti, sul punto è deciso: «Non verseremo i 600 milioni allo Stato, confidiamo nel verdetto di Appello. La responsabilità è della Sogei e dei ritardi nel realizzare il collegamento».
I RISPARMI
Le prime risorse dai forti tagli ai ministeri
QUANTO vale il decreto? Tre miliardi per quest’anno, circa mezzo miliardo dal prossimo. Dei tre miliardi, quasi tutto è occupato dalla prima rata dell’Imu (da sola pesa per 2,3 miliardi). Dunque come verrà finanziata la sua cancellazione? Nessuna nuova tassa («Tax free» diceva Alfano). Tagli ai ministeri: 300 milioni (quasi metà dalla Difesa). Tagli a spese per investimenti, sempre in capo ai ministeri: 676 milioni (quasi interamente a carico del dicastero dell’Economia). Tagli alla Cassa conguaglio del settore elettrico: 300 milioni (ma l’Authority vigilerà per evitare salassi nelle bollette di luce e gas). Tagli al fondo per la contrattazione di secondo livello: 250 milioni. Condono alle slot machine: 600 milioni. Iva sulla
tranche extra di debiti dello Stato rimborsati alle imprese: 925 milioni. Su queste due entrate esiste però un alert: in mancanza, scatta la clausola di salvaguardia su accise e acconti. E poi c’è la stangata sulle polizze: frutterà 458 milioni nel 2014, 661 nel 2015, 490 dal 2016. Infine, il taglio di 200 milioni al Mose di Venezia e di 100 milioni agli investimenti per la rete ferroviaria nazionale.
p.s.
qualcuno ha ancora il coraggio di dire che aiuterà la crescita e la domanda delle famiglie una tale rapina?

venerdì 30 agosto 2013

Con la nuova imposta si rischia uno tsunami degli sfratti

dal blog triskell182 per la solita riflessione da fare per il week end

Rivolta degli inquilini contro la Service tax e lo sconto rispetto all’Imu sarà di soli 54 euro (VALENTINA CONTE).
Simulazione service tax
L’esecutivo si impegna a fissare dei tetti sulle aliquote che verranno decise il prossimo anno dai Comuni La tassa sui rifiuti per le utenze domestiche non potrà valere meno di 4,5 miliardi annui
IL DOSSIER. La manovra La casa “Con la nuova imposta si rischia uno tsunami degli sfratti”
ROMA — Una stangata. L’Unione inquilini, il sindacato degli affittuari, definisce così gli effetti della nuova Service tax, la tassa che da gennaio fonderà Imu e Tares. E trova subito una sponda dell’associazione studenti fuori sede, altrettanto allarmata. «Altro che piano casa, questo sembra un piano sfratti», tuona il segretario nazionale Ui, Walter De Cesaris. «Stimiamo una stangata media da mille euro per ogni inquilino a partire dal prossimo anno», calcola. La sua tesi è che «la maggior parte degli oneri della tassa saranno a carico di chi è in affitto». Tenuto conto che l’80% dei 3 milioni di inquilini, secondo dati Bankitalia, «ha un reddito sotto i 30 mila euro lordi annui» e che il 90% delle 70 mila sentenze annue di sfratto sono per morosità, «rischiamo uno tsunami di sfratti», insiste De Cesaris.
Gli effetti forse non saranno così catastrofici, ma la novità vera è che la Service tax sarà pagata da tutti: proprietari e non. «Voglio tranquillizzare gli inquilini, la tassazione complessiva si ridurrà», promette Baretta, sottosegretario all’Economia. Spiegando che il governo dal 2014 ci metterà 2 miliardi – «destinati ai Comuni» – e di conseguenza la nuova tassa varrà in media circa la metà dell’Imu (rifiuti esclusi). Poi ci sarà «un tetto massimo all’aliquota » applicabile. E quindi il superamento dell’Imu «non verrà scaricato sugli inquilini», anzi questi “calmieri” li tuteleranno. Quel che è certo, fin qui, è il federalismo insito nel nuovo balzello. Saranno i sindaci cioè a muovere le leve della tassa. Ancora più di ora. Il governo ha spiegato, due giorni fa, che la Service tax avrà due componenti: la Tari e la Tasi. La prima corrisponde alla tassa sui rifiuti. La seconda, ai servizi indivisibili. Ma il suo gettito totale, spiega Saccomanni, deve essere invariato per non creare buchi nelle casse comunali. Al netto dei 2 miliardi “offerti” dallo Stato.
Questo significa che la tassa sui rifiuti (per le utenze domestiche) non potrà valere meno di 4,5 miliardi annui. Anche se sarà adeguata, meglio di ora, al criterio europeo del “chi più inquina più paga”, così caro al ministro dell’Ambiente Orlando. Ad oggi però applicato solo da un pugno di città (occorrono metodi per “misurare” la quantità di rifiuti prodotta da ciascuna famiglia e far pagare meno i virtuosi). La tassa sui servizi invece, che ora vale 1 miliardo, crescerà di peso e arriverà a 3 miliardi. Perché andrà di fatto a sostituire metà del gettito Imu prima casa. Anche se i Comuni potranno scegliere di calcolarla sulla rendita catastale (come conviene ai grandi centri) o sui metri quadri (preferiti dai piccoli municipi). La Uil Servizio politiche territoriali, simulando i costi per una famiglia media, ha stimato per il 2013 un risparmio di 145 euro (tra Imu azzerata e rifiuti rincarati) rispetto al 2012. E un aggravio per il 2014 di 91 euro. Il prossimo anno pagheremo di più perché il confronto è con un anno, il 2013, di Imu zero (sempre che il governo trovi le coperture anche per la seconda rata). Se si fa il confronto con il 2012, il passaggio da Imu a Service tax (servizi più rifiuti) ci farà risparmiare, in media, “solo” 54 euro.
Da La Repubblica del 30/08/2013.
dirittiglobali.it
buon week end..
..si fa per dire naturalmente dato che come anche dicevo ieri nel post questa è anche più infame dell'imu, visto che pagheranno anche gli affittuari una cosa cui non sono tenuti ma solo per far fare cassa a comuni e Stato.

giovedì 29 agosto 2013

... addio imu, vittoria!!!!

Già addio imu, al suo posto arriverà la Service tax che viene spacciata come salvifica per i possessori di abitazioni, almeno quelli che hanno la prima casa (per le seconde e per le terze, soprattutto se sfitte, ritorna l'irpef...) ma i soldi che verranno a mancare, chi li tirerà fuori?
Bella domanda; diamo una risposta con la Uil – Servizio politiche territoriali - quindi non certo tacciabili di essere "comunisti" o aderenti al partito dell'odio: mentre i possessori di prima casa avranno un qualche risparmio dagli sconti concessi (si parla mediamente di circa 115 euri) la differenza fra la somma ex-imu e tasse comunali (non si sa ancora se con i rifiuti o meno, in realtà non è chiaro) e tax service+ rifiuti sarà pagata dagli affittuari che si ritroveranno a pagarla senza sconti per circa 500 euri all'anno, 525 (circa 225 di ex-imu e 350 di rifiuti)!!!!! Mi chiedo quante famiglie di affittuari saranno morosi dall'anno prossimo visto che o pagano questo monster o ... mangiano.
Eppure c'è chi, l'amato capo del partito dell'amore (impegnatissimo anche sul fronte del salvarsi le chiappe con un altro tipo di esenzione......  quella dalla sentenza definitiva della Cassazione e non per grazia, ricevuta, dall'alto colle ma proprio dai suoi pari dei partiti e sodali; un esenzione del tutto speciale, tutta per lui che lo santifichi e lo renda intoccabile.. sembra strano ma non lo è; strano invece è che schiere di suoi, presunti, nemici e avversari per tacere dei tanti prof .. tutti prontissimi a soccorrerlo alla bisogna; chi per opportunismo, chi perchè a libro paga; chi altri per semplice opportunismo realista e chi ancora per salvare le larghe intese sponsorizzate dall'Alto Colle così salvifiche per il paese...), esulta insieme al suo partito e ai suoi alleati, perchè? Semplice perchè i ceti di riferimento si tovano proprio nella condizione di aver dovuto pagare l'imu versione montiana e di essere così disperati, si fa per dire, da essere pronti a votarsi anche loro al primo santo che gli promette di toglierla.... peccato che pagheranno a stessa cosa in altri modi, meno diretti ma comunque anche dalle loro tasche qualcosa uscirà: chi invece non caccerà nulla, come prima, è ..... la Chiesa. Se prima almeno le "attività commerciali" tiravano fuori qualcosina, ora invece sono messe tutte sullo stesso piano: dalla Charitas all'hotel mascherato da ritiro conventuale non PAGHERANNO UNA CIPPA, nulla.... con tanti saluti alle procedure d'infrazione dell'europa e dell'art. 3 della costituzione e annessi e connessi.
Insomma: sembra proprio la solita fregatura nascosta nel pacco dono che ci stanno facendo.. in realtà ai conti mancano svariati miliardi, sia ai comuni che alla casse statali, che da qualche parte dovranno pur uscire..... e credo di sapere da quali usciranno.

domenica 25 agosto 2013

.. e qui non si va avanti

no, non si va avanti:
  1. l'iva aumenterà checchè se ne dica; dal 21% al 22%;
  2. aumenta anche il debito pubblico che tranquillamente veleggia al 130% nonostante i tagli, ritagli e frattaglie siamo destinati illo tempore a ripagarlo..... e ad aumentarlo contribuiranno allegramente i vari F35, elicotteri, portaerei, il progetto difesa 2000 nonchè la tav, e tutto quello che la fervida fantasia dei galoppini politico-affaristici si sa inventare.
  3. l'imu, che si chiami così o che rinasca, come l'araba fenice, come tassa sui servizi (da far pagare anche agli inquilini, che non si dica che non sono equanimi) la si pagherà...... forse perchè qui c'è un problema: il partito dell'amore non la vuole perchè i riccastri non la vogliono, punto e basta.
  4. il pd(-l) sostiene che è giusto cambiare la costituzione....... c'entra nulla l'esortazione a farla di JP morgan?
....nonostante quanto sopra il problema non sembra essere l'economia agli steroidi, come segnalato dall'economista Loretta Napoleoni in un suo articolo di oggi sul Fatto, da cui dipendiamo per vivere, ma dalle sorti del governo e da cosa ne deciderà di fare l'amato capo.. o meglio dal fatto se ne uscirà o no a venirne fuori dalla sentenza definitiva della Cassazione: solo lui però perchè per altri la stessa legge è perfettamente costituzionale, per lui no.
Si dice che tutto si tiene in un sistema complesso; e non potrebbe essere più vero che nel nostro paese: mentre la società reale è ferma in mezzo al mare intenta a non annegare mentre la nave affonda, sulle sponde i capitani sono comodamente seduti nelle taverne si scolano fiumi di birra alla loro salute.....

mercoledì 26 dicembre 2012

Legge di stabilità: il testo definitivo... si poteva fare altrimenti? Certo, vediamo...

Passato un sereno natale? Anch'io, grazie; ma a leggere la legge di stabilità del governo monti mi è quasi andata di traverso...... vediamo perché.
Credo tutti sappiate che la finanziaria é passata come credo che tutti sappiate quali sono le misure adottate: si poteva fare altrimenti? Secondo me, si; vediamo come, a grandi linee nei provvedimenti più importanti:
  1. partiamo dai grossi numeri. TAV, MOSE, F35 una grossa somma viene impiegata in questi tre grandi "opere", si poteva fare altrimenti visto che, dicono, siamo in crisi? Con i risparmi che si sarebbero effettuati 1/3 della finanziaria e della stessa spending review potevano essere evitati perché lo stop ad esse avrebbe comportato risparmi notevoli per la spesa pubblica. Risparmi che potevano o essere portati in deduzione al debito pubblico, essendo pluriennali come spese, sia (senza aggravi perché erano spese già previste) essere impiegati in settori come quello della ricerca e sviluppo sia nelle scuole e università pubbliche.
  2. Passiamo alle banche e alle assicurazioni. La tobin tax esonera le banche dal pagamento per le loro operazioni in derivati (esclusi quelli azionari, che sono poca cosa). Si mette a rischio il gettito stimato (1,1 miliardi) e si ammette che la tassazione in materia é una bufala ..... in pratica si crea un buco che dovrà essere riempito dal prossimo governo, qualunque sia; per tacere dei 3,9 miliardi di prestito a Monte Paschi (nel frattempo è giunta anche l’approvazione temporanea della commissione Ue), che potrà emettere i relativi bond dal 1 marzo: dov'é il libero mercato e la marginalizzazione di quelle istituzioni finanziarie che vanno fuori da esso? In realtà lo Stato diventa azionista del MPS senza averne benefici ma rimettendoci soldi dato che paga i bond non al prezzo di mercato sovvenzionando sottobanco una banca decotta. S'introduce, surrettiziamente una mini patrimoniale che paghiamo tutti noi: circa 34 euro da pagare sui conti correnti e il suo doppio se sullo stesso conto ci sono due entrate, tutti zitti. Per le assicurazioni: facile, si aumentano le riserve con un costo che sarà scaricato sui clienti e non s'impedisce alle compagnie assicurative di agire come banche senza averne gli obblighi e, soprattutto, i controlli previsti dalla legge sia europea che nazionale. Si poteva fare altrimenti? Certo. innanzitutto la tobin poteva essere imposta proprio sui derivati, che sono la polpa e non sull'osso; poi si poteva imporre la divisione fra attività sul territorio e finanza alle banche e la seconda poteva vedersi gravata dalla stessa imposta prevista a livello europeo. Per le assicurazioni invece bastava impedire che agissero come banche a scapito dei clienti.
  3. IMU, Tares, Stato biscazziere, IVA. Odiosissime lo so. La Tares in particolare si viene a configurare come il contentino dato agli enti locali per i tagli sopportati dai tagli e dalla mancata IMU. In realtà é una patrimoniale locale bella e buona aggirando la sentenza della Corte Costituzionale che ha abrogato l'iva e altri balzelli che paghiamo per la fornitura dei servizi locali: in pratica si creano le condizioni per privatizzarli tutti in barba a quanto accaduto negli utlimi anni, anche del referendum ....... Sono servizi, non servono fatture commerciali quindi vanno pagate senza tassazione, punto e basta. Per le bische legali, online o no, non si tiene conto di un piccolo particolare: i costi sociali e sanitari del vizio del gioco che prima o poi peseranno sulla spesa; ma questo non é stato nemmeno preso in cosiderazione, purtroppo. Per quanto riguarda l'iva: non si poteva rimodularla in modo, per fare un esempio, da favorire le auto a basso consumo e bassa cilindrata portandola al 10% fino alla cilindrata 1.4? E' folle proporlo?
  4. Sociale e lavoro. La riforma Fornero dispeigherà i suoi pieni effetti, sia dal punto di vista delle pensioni che quella dell'abolizione delle garanzie del diritto del lavoro: nulla si fa, anzi..... non credo sia un caso che tutti i governi europei, con la scusa della crisi, hanno distrutto il welfare che l'altra metà del mondo invidiava; come non notare come le due sponde dell'atlantico si siano avvicinate: non però come dovrebbe essere (legislazione americana europeizzata), anzi da questa crisi in poi siamo tutti "americani" e meno europei nel senso storico come l'hanno pensato quelli che erano i padri della europa. I fondi per le gravi invalidità? Ridotti, punto e basta. In pratica: i portatori di disabilità o graveranno sulle famiglie o saranno emerginati ancora di più e vivranno anni bui a malapena sopportati come pesi e costi dalla società: roba da eutanasia legalizzata. Si poteva fare altrimenti? Certo: bastava ripartire dalla solidarietà sociale e investire in occupazione giovanile e gli effetti sul medio termine ci sarebbero stati perché solo investendo sul futuro possiamo risollevare le sorti del paese, non certo precarizzando tutti e nemmeno rubandogli le opportunità di lavoro lasciandoli nelle fauci di datori di lavoro senza scrupoli e troppo presi dal non pagare il dovuto... solo dalla reintroduzione del falso in bilancio nel penale lo Stato avrebbe potuto far una bella messe di soldi, per non parlare degli accordi con i paradisi fiscali come altri hanno fatto.
  5. Addio riforme degli enti locali: ci teniamo le province, ci piaccia o meno. A loro non interessava davvero, era solo di facciata quindi non hanno spinto il piede sull'acceleratore.
  6. Sanità, scuola e università privata: ricevono una bella somma di soldi pubblici; quelle pubbliche ..... muoiono. In Campania addirittura alcuni esami vengono privatizzati, se hai soldi te li paghi altrimenti ti arrangi.
  7. Leggi mance: impegnano buona parte dei soldi della finanziaria, siamo sotto elezioni, quindi le mance si danno.....
ora, evito di fare altri elenchi per non farmi (e farvi) prendere dal sonno, con una legge siffatta il debito pubblico aumenterà o no? La risposta mi sembra ovvia: chiunque vinca dei partiti..... ci vorrebbe un salto culturale nei cittadini italiani nel votare, ma non nutro molto fiducia in merito, e voi?

lunedì 8 ottobre 2012

di cosa parliamo? E, soprattutto, di cosa parlano....

Siamo alla solita macelleria, messicana, messa su da chi non sa dare risposte ma solo tonfa e ritonfa perché il suo obiettivo non é dare risposte ma far ingoiare a tutti il proprio costrutto politico-economico che prevede che chi può, come in ogni regime liberale che si rispetti, accede ai servizi (scuola, università, ecc.) e chi no si accontenta di quello che trova: in pratica l'elemosina compassionevole tipica di chi fa lotta di classe in senso inverso; d'altronde che senso avrebbe esser ricco se non ci sono altri che non lo sono e/o lo saranno? Dove sarebbe il divertimento di girare in SUV ladove altri girano in ... macchinette da quattro soldi (per fare un esempio)?
D'altronde nel si salvi chi può dall'ennesima ondata dello tsunami liberista (quello che finirà di eliminare anche solo la speranza di un welfare) ormai ognuno muove, nemmeno tanto al coperto, le pedine che ha a disposizione, facciamo due esempi:
  1. Riforma delle pensioni ed esodati. L'odiosa riforma Fornero rischia di essere la Waterloo di questo governo e della maggioranza che lo sostiene perché la riforma della riforma varata dal Parlamento in questi giorni da un rassemblement che corrisponde alla maggioranza che lo sostiene che prevedeva una serie di scalini a decrescere per quelli nel limbo che ci sono già .. e ci saranno; invece l'impavida Frnero ha alzato un muro dietro il parere della Ragioneria dello stato perché manca la "copertura finanziaria" nonostante, come afferma l'On. Damiano, che dalla sua riforma sono attesi, al netto degli  attuali esodiati, almeno 3 miliardi che potrebbero essere ben impiegati in questa legge di passaggio dal regime precedente a quello forneriano.... é chiaro che si sente odore di elezioni e i partiti hanno molto da farsi perdonare, ecco il perché di tutto ciò ed ecco perché invece il governo "tecnico" alza il muro ben sapendo del loro terrore e del fatto che proprio questo terrore rischia di fargli saltare il lavoro che Monti e co. ancora non hanno finito...
  2. IMU. Il consiglio di stato si oppone all'imu "ecclesiastica" perché nelle sue direttive il Tesoro, ossia il Governo (attuale e pure tutti i precedenti), non ha, chissà come mai, specificato chiaramente quali sono le distinzioni nette fra "commerciale e non" quindi non essendo questi confini chiari, come si fa a farla pagare a Oltretevere e le sue estensioni particolari? Quindi: non possumus....
Insomma, ricapitolando:
  1. i ragazzi che protestano, sono tonfati;
  2. i partiti che cercano di mettere le pezze a quanto hanno votato a pié di lista ora sbattono sul conto presentato dal Governo; in pratica sentono puzza di elezioni, tutti...
  3. lo stesso Governo che, però, fa la faccia feroce con giovani, pensionandi, pensionati, diversamente abili, donne, ecc. si cala le braghe perché, guarda caso, lui e i suoi predecessori hanno "dimenticato" di delineare precisamente una cosa ovvia come il confine fra "attività commerciale e non" lavorando per mettersi da solo i bastoni fra le ruote e quindi evitandosi la rogna Chiesa che protesta per le tasse.... certo il Tesoro ora dovrà trovare un rimedio alla bisogna perché da bravi ragionieri devono far quadrare i conti, ma questa voce temo o sarò molto annacquata o non ci sarà proprio ..... non possumus appunto.

martedì 5 giugno 2012

dammi tre parole ...

era un motivetto di qualche anno fa, lo ricordate? Bé, fate mente locale e trovate tre parole tre che rappresentino cose fatte da questo governo che abbiano aiutato chi fa parte dei ceti non da esso rappresentati, ci riuscite? Io no, e ci penso da oggi.... facciamo qualche esempio (qualcuno é preso dal fatto quotidiano del 5/6/2012):




IMU:

i costruttori risparmiano 35 mln di euro, più o meno;

le fondazioni bancarie (che la Cassazione con una sentenza del 2009 non ritiene no-profit) 5-10 di euro;

gli enti ecclesiastici sarano tassati dal 2013 per "la parte commerciale";

partiti politici, zero euro;

sindacati questi si che pagheranno dove ci sono "apparati commerciali", leggi CAAF;

dimore storiche.... 50% di sconto.

2. Pensioni:



ci sono stati i nuovi "aggiornamenti" del tasso di conversione, ossia del coefficiente che moltiplica i contributi, che naturalmente sono stati diminuiti.. significa che le pensioni saranno basse;

con il combinato disposto della riforma Dini con le ultime le pensioni sotto i 40 mila euro lordi perderanno circa il 40% rispetto allo stipendio cui si riferiscono e sopra i 40 mila euro aumenteranno di un 20%... quando si parla di redistribuzione, vero?

3. Giochi di Stato:



la legge stabiliva che concessionari e parenti dovevano essere penalmente intonsi, vero? Bene, stanno approvando una norma che limita tutto ciò... e addio alla legalità tanto sbandierata in un attività moralmente riprovevole che sta affamando intere famiglie...

il contenzioso fra Stato e concessionari che riguardava evasione e mancate rilevazioni per vari miliardi di euro... ora si é ridotta a pochi milioni, s'accettano scommesse (...) che presto i concessionari non cacceranno il becco di un quattrino...

... di misure alternative da prendere ce ne sarebebro a iosa.. io stesso, e non sono un economista, ne ho proposte qualcuna in passato.. ma io sono una persona normale.



.. ho preso solo tre parole e gli ho dato significato, se ne avete altre questo giochino fatelo anche voi e ricordatevelo quando si andrà a votare, se si andrà a votare perché nel grande bailamme messo su dalla politica, da questa politica che vuole sopravvivere a tutti i costi (nostri) non c'é una sola delle parole che vi possono venire in mente che riguardi l'intera totalità dei cittadini ma una parte di essa...... ad esempio perché la fornero non prende atto dell'ennesima sconfitta fiat davanti a un giudice il quale ha anche accettato di sollevare eccezione di incostituzionalità davanti l'alta corte costituzinale? E perché, in mancanza di altre ideone, ci si industria in sparate a ruota libera ben sapendo che non saranno, ne potranno, mai essere messe in atto per mancanza di soldi (tutti impiegati per pagare il debito delle banche)?

test velocità

Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL

Il Bloggatore