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giovedì 1 gennaio 2015

buon 2015


Fonte: il Fatto Quotidianodi Antonio Padellaro
titolo: Renzi, le Riforme e il Fatto Quotidiano: a che serve un giornale?
Quando, per esempio, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, alla vigilia di un altro anno difficile per gli italiani, dice: “La parola del 2015 sarà ritmo”, scrivere che così ridicolizza se stesso e il governo che presiede non è un’ingiuria o un complotto dei soliti gufi. Un giornale serve a questo, anche se l’egopremier gradisce solo soffietti e battimani.
A quelli che ci dicono: “Altro che critica quella del Fatto contro Renzi, è stato un bombardamento incessante, pregiudiziale, irriguardoso fin dal suo ingresso a Palazzo Chigi”, diremo che sarà certamente vero se si tiene conto della delusione provata nell’inevitabile confronto tra il primo e il secondo Matteo. Nell’aver visto, cioè, un giovane uomo all’apparenza simpatico, brillante, pieno di energia positiva e animato dalla volontà di rottamare i vecchi e soffocanti poteri, trasformarsi in un baleno nel solito leader arrogante, ambiguo, pieno di sé, parolaio a livelli insopportabili e che cammina a braccetto con quel vecchiume che avrebbe dovuto spazzare via (parliamo di Berlusconi, ma anche dei tanti cacicchi pd che ha accolto sul suo carro pur di annettersi il partito).   
Però abbiamo anche saputo dirlo “bravo Renzi”: non troppe volte, ma sempre volentieri. Abbiamo apprezzato il senso delle nuove norme anticorruzione, al punto di chiedere di vederle presto attuate per decreto, e non con un disegno di legge che, come tante riforme all’italiana, finirebbe dimenticato nel cassetto. Abbiamo riconosciuto il coraggio di nominare al vertice del carrozzone Inps un economista autorevole e non renziano come Tito Boeri. Abbiamo detto bene quando Renzi ha concordato con il M5S l’elezione di un giudice costituzionale e di un membro del Csm, superando così l’impasse parlamentare. E abbiamo riconosciuto la sua buona fede quando, dopo i nostri articoli, il premier ha rinunciato a un privilegio pensionistico. Abbiamo denunciato il sapore elettorale degli 80 euro convinti, a ragione, che non avrebbero giovato alla ripresa dei consumi. Ma quei soldi hanno comunque aiutato milioni di famiglie e ne abbiamo dato atto. L’amputazione dell’articolo 18 ci è parsa un’inutile e violenta ingiustizia, ma se per incanto le imprese tornassero ad assumere in misura consistente, saremmo pronti a riconoscere di aver sbagliato.
Infine, il Quirinale. Di fronte alla scelta di un nome prestigioso che si ponesse come effettivo garante della Costituzione, condiviso non solo da B. (e qui già siamo alla contraddizione in termini) come potremmo non essere d’accordo? Un giornale serve a questo, a spiegare, a distinguere, a scegliere. In piena trasparenza e onestà. Qualche volta sbagliando e in altri casi con la presunzione di avere visto giusto prima degli altri. Come nel caso dell’immobilismo politico imposto ai Cinque Stelle da Grillo&Casaleggio che senza una pronta sterzata rischia di assicurare all’unica opposizione credibile un grande avvenire dietro le spalle. Ricordate? Mentre le ovazioni si sprecavano, subito denunciammo in solitudine il pasticcio della rielezione di Giorgio Napolitano. Che, infatti, un anno e mezzo dopo si appresta a scendere dal Colle lasciando un quadro politico ancora più frammentato e ingovernabile.
Ma un giornale può servire anche da allarme sociale. È accaduto nei giorni scorsi quando scrivemmo delle migliaia di esseri umani, a Roma, senza un riparo, abbandonati al gelo. Il Comune qualcosa fece, ma non abbastanza per salvare Gregorio, un polacco di quarant’anni che ieri non si è risvegliato. Non abbiamo gridato abbastanza. Nell’anno che viene lo faremo ancora di più.
Un sereno 2015 a tutti.
Il Fatto Quotidiano, 31 dicembre 2014

mercoledì 10 dicembre 2014

Giorgio Napolitano: “Critica alla politica è degenerata in patologia eversiva”

Fonte: Il Fatto Quotidiano (di F.Q.) del 10 dicembre 2014
“La critica della politica e dei partiti, preziosa e feconda nel suo rigore, purché non priva di obiettività, senso della misura e capacità di distinguere è degenerata in anti-politica, cioè in patologia eversiva”. Parola di Giorgio Napolitano. Contro le infiltrazioni criminali nella politica e il degrado di quest’ultima. Ma anche contro chi critica la politica, anche se malata: quindi organi di stampa, opinion makers e alcuni esponenti politici ‘non allineati’ come Beppe Grillo e Matteo Salvini. Il presidente della Repubblica ha utilizzato il palco di una manifestazione all’Accademia dei Lincei per dire la sua, seppur indirettamente e non facendone mai il nome, sull’operazione della Procura di Roma che smantellato la cosiddetta mafia capitale e le sue innumerevoli entrature nelle istituzioni. Non solo. Napolitano ha attaccato anche chi spara a zero sui partiti sull’onda dello sdegno. Per Napolitano, “non deve mai apparire dubbia la volontà di prevenire e colpire infiltrazioni criminali e pratiche corruttive nella vita politica e amministrativa”. Ciò non toglie, ha aggiunto il Capo dello Stato , che “è ormai urgente la necessità di reagire” ad una certa anti-politica, “denunciandone le faziosità, i luoghi comuni, le distorsioni impegnandoci su scala ben più ampia non solo nelle riforme necessarie” ma anche “a riavvicinare i giovani alla politica”.
“Anti-politica è la più grave delle patologie” - Napolitano, ovviamente, non ha potuto non registrare che è in atto una crisi “che ha segnato un grave decadimento della politica, contribuendo in modo decisivo a un più generale degrado dei comportamenti sociali, a una più diffusa perdita dei valori che nell’Italia repubblicana erano stati condivisi e operanti per decenni”. Da qui il proliferare dell’antipolitica, che per il presidente della Repubblica è “la più grave delle patologie” con cui un Paese civile deve fare i conti. Più della corruzione, più delle organizzazioni malavitose nelle istituzioni. Non solo. Per Napolitano, negli ultimi tempi, sono dilagate nei confronti della politica e delle istituzioni “analisi unilaterali, tendenziose, chiuse ad ogni riconoscimento di correzioni e di scelte apprezzabili, per quanto parziali o non pienamente soddisfacenti”. Una azione, ha sottolineato il capo dello Stato, cui non si sono sottratti “infiniti canali di comunicazione, a cominciare da giornali tradizionalmente paludati, opinion makers lanciati senza scrupoli a cavalcare l’onda, per impetuosa e fangosa che si stesse facendo, e anche, per demagogia e opportunismo, soggetti politici pur provenienti della tradizioni del primo cinquantennio della vita repubblicana“.
“Anti-politica mischiata ad anti-europeismo” - Da qui l’appello per “una larga mobilitazione collettiva volta a demistificare e mettere in crisi le posizioni distruttive ed eversive dell’anti-politica” e “insieme sollecitare un’azione sistematica di riforma delle istituzioni e delle regole che definiscono il profilo della politica”. A chi è rivolto l’invito del presidente? “A tutte le componenti dello schieramento politico“. A sentire il capo dello Stato, inoltre, ultimamente stanno emergendo “svalutazioni sommarie e posizioni liquidatorie” rispetto all’Unione Europea: “Gli ingredienti dell’anti-politica si sono confusi con gli ingredienti dell’anti-europeismo” è l’allarme lanciato da Napolitano, secondo cui a creare questa situazione “hanno contribuito miopie e ritardi delle istituzioni comunitarie insieme a calcoli opportunistici degli Stati membri“.
“In Italia gruppi politici o movimenti poco propensi a comportamenti pienamente pacifici” - Il presidente della Repubblica, poi, ha sottolineata l’esistenza di “un rischio di focolai di violenza destabilizzante, eversiva, che non possiamo sottovalutare” e che non si possono ricondurre soltanto alla crisi e al malessere sociale. Anzi. A sentire il capo dello Stato oggi ci sono “magari al di fuori di ogni etichettatura di sinistra o di destra, gruppi politici o movimenti poco propensi a comportamenti pienamente pacifici, nel perseguire confuse ipotesi di lotta per una ‘società altra’ o per una ‘alternativa di sistema’. Virus di questo genere – ha detto Napolitano – circolano ancora in certi spezzoni di sinistra estremista o pseudo rivoluzionaria, e concorrono ad alimentare la degenerazione del ricorso alla violenza, mascherato da qualsiasi fuorviante motivazione“. Un rischio, insomma, di focolai di violenza “destabilizzante, eversiva, che non possiamo sottovalutare, evitando allo stesso tempo l’errore di assimilare a quel rischio tutte le pulsioni di malessere sociale, di senso dell’ingiustizia, di rivolta morale, di ansia di cambiamento con cui le forze politiche e di governo in Italia devono fare i conti“.
“Mai come nello scorso biennio metodi di intimidazione fisica in Parlamento” - L’analisi e la critica del Capo dello Stato poi si è spostata sui giovani rappresentanti delle istituzioni, che devono impegnarsi “a servizio del Parlamento e del Paese, impedendo l’avvitarsi di cieche spirali di contrapposizione faziosa e talora persino violenta”. Loro, per Napolitano, devono invece alimentare “ragionevoli speranze per il futuro dell’Italia”. Anche perché “mai era accaduto”, come nel biennio scorso, l’avvio “in Parlamento di metodi e atti concreti di intimidazione fisica, di minaccia, di rifiuto di ogni regola e autorità, di tentativi sistematici e continui di stravolgimento e impedimento dell’attività legislativa delle Camere”.
L’errore storico di Napolitano: dimentica i tumulti al Senato per l’approvazione della legge Truffa - Su quest’ultima presa di posizione, però, Giorgio Napolitano ha commesso un errore storico. Di episodi di intolleranza parlamentare (e massmediatica) sono pieni gli archivi di Stato e dei giornali. Uno in particolare, poi, ha caratteristiche cronologiche di importanza strategica per la carriera del presidente della Repubblica: datato marzo 1953, ovvero a pochi mesi dal suo esordio in Parlamento come deputato (giugno 1953). Il riferimento è ai tumulti nell’aula del Senato in occasione dell’approvazione della cosiddetta Legge Truffa, ovvero il nuovo sistema di voto voluto dalla maggioranza democristiana e che prevedeva l’assegnazione del 65% dei seggi alla Camera al partito o alla coalizione che avesse racimolato più del 50% dei voti validi. A Palazzo Madama fu bagarre: dopo oltre 70 ore di seduta, scoppiò una rissa (durata oltre 40 minuti) di proporzioni memorabili. Protagonisti gli esponenti del Pci e del Psi, entrambi contrari alla forzatura dell’esecutivo De Gasperi. Aneddoti passati alla storia della Repubblica. Come quel “Lei non è un presidente, è una carogna! Un porco!” urlato da Sandro Pertini all’indirizzo del presidente del Senato Meuccio Ruini. O come l’aggressione verbale del comunista Elio Spano ad un giovanissimo Giulio Andreotti: “Dopo il voto avrete un nuovo piazzale Loreto!” era la minaccia di Spano, con il Divo che, nella pioggia di oggetti lanciati dai banchi della sinistra (ringhiere divelte e sportelli sfasciati: all’epoca si quantificò il danno in un milione di lire), aveva provato a proteggersi indossando a mo’ di casco un cestino per la carta straccia. Il giorno successivo, i giornali rincararono la dose, pubblicando articoli e titoli dai toni a dir poco incendiari. L’Unità evocò il gergo mussoliniano e il primo discorso del Duce alla Camera da premier”, paragonando il Senato a un “bivacco di vecchi democristiani”. Il socialista l’Avanti! non fu da meno, parlando del presidente Ruini come di un “cadavere vivente, sacco gonfio di vanità”. Pezzi, insulti e minacce di un’Italia in bianco e nero che ha dato spunto a molti scrittori (Tumulti in aula di Sabino Labia e Lei non sa chi ero io! di Filippo Battaglia), ma che Napolitano non cita. Eppure, quei momenti, il capo dello Stato li ha vissuti in prima persona e in forma interessata: già militante del Partito comunista, venne eletto deputato proprio in seguito a quei tumulti.
Grillo: “Attento Napolitano o ti denunciamo per vilipendio a M5s” - L’attacco del Capo dello Stato ha provocato la reazione di Beppe Grillo. “Napolitano deve stare molto attento, rischia che lo denunciamo per vilipendio del Movimento” ha detto il leader del M5s lasciando il Senato. Sulla stessa linea d’onda anche altri esponenti grillini. “E’ vergognoso che il presidente sia entrato a gamba tesa sulla nostra conferenza sul referendum antieuro tacciandola di antipolitica, mentre resta in silenzio sulla vicenda di ‘Mafia capitala’ e sui due partiti infestati dalla corruzione” ha detto la senatrice Barbara Lezzi. Più politica la presa di posizione di Nicola Morra: “Napolitano sollecita noi ma non ha nulla da dire sullo strumento scelto per combattere la corruzione da questo governo. Siamo subissati dai decreti legge – ha aggiunto il senatore M5s – e Napolitano ne fa ogni volta un monito: ma una volta che davvero serviva un decreto, come sull’anticorruzione, la risposta del governo sono quattro ddl“.
p.s.
innanzitutto andateci piano con i commenti!!! Chiaro? Detto ciò.. mi sovvengono alcune domande: dov'era quando si approvavano le leggi a personam? E quando venivano fatti provvedimenti che mettevano non bastoni ma travi d'acciaio fra le rote della giustizia? E quando un manipolo di "rivoluzionari" occupò il palazzo di giustizia di milano? Qualcuno ricorda qualche monito o comunicato o altro? Io no .... il problema è che la paura fa 90 ... la paura di cosa? Che la gente si svegli come, si spera, in Grecia e Spagna e mandino a casa i vari Venizelos, Rajoy, Papandreu, ecc. con annesse le cricche che li finanziano e supportano. E' questa la sola paura? No ce n'è anche un altra: che la gente capisca che l'euro non è l'europa e che la Germania non è il mostro che disegnano ma i veri mostri anzi i nuovi mostri sono molto più vicini a noi... sono i politici e le cricche di cui leggiamo ogni giorno le gesta sui giornali, quando li acchiappano cone le mani nella marmellata naturalmente..... ma da questo punto di vista tutto tace se non richiami d'ufficio a una maggiore correttezza che lasciano il tempo che trovano naturalmente  ma son parole che si possono spendere perchè fa immagine!

lunedì 16 dicembre 2013

No, le elezioni no.....

Parafrasando una pubblicità: datemi tutto ma ... non le elezioni; sembra essere questo il problema per il Capo dello Stato: arriva fino al punto di far intendere (e ci si può scommettere che lo farà) che si dimetterà.
Insomma il massimo artefice delle larghe intese comincia a scalciare perchè ha cominciato a vedere le nubi all'orizzonte..... non gli è bastato il boom M5S, nemmeno il comitato 9/12 e nemmeno l'affermazione netta, alle prossime europee, di una maggioranza anti europa liberista, no non basta per fargli capire che in realtà sta aiutando a costruire un europa coloniale dove ci son paesi come la germania che fanno il bello e il cattivo tempo (l'ultima, pare, sia la richiesta di abolire la difesa del made in italy con annessi marchi, in modo da favorire i propri produttori.. niente male per la fratellanza) e altri, i piigs, che devono abbassare la testa e ... abbozzare, su tutto: dalla propria sovranità al proprio commissariamento; dalla distruzione della propria industria manifatturiera, complici i nostri industriali, al vivacchiare della classe politica che si limita solo a registrare i desiderata europei .... in particolare i desiderata delle istituzioni finanziarie e dei suggerimenti del parlamento tedesco. Insomma siamo colonie? si, io in questa euripa non ci voglio stare: però non sono maggioranza quindi, visti i risultati del governo e visti anche i problemi che discendono dal seguirne i suggerimenti... perchè non fare un bel referendum? Se vince il si alla UE, bene tutti zitti, occhi bassi, e ci si mette sugli attenti.. possiamo anche prevedere la preghierina nattutina a santa merkel; ma se vincesse il no allora si dovrebbe prendere atto che abbiamo sbagliato a:
  1. fidarci di una classe politica inetta e servile;
  2. fidarci della costruenda europa liberista che ci sta affamando;
  3. fidarci dei partiti italioti che ci hanno propinato balle spendendo nostri soldi, non dovendo governare perchè a questo ci pensava la UE, per foraggiare lobby che li sostengono (l'ultima notizia è il condono ai balneari) e fare grandi, inutili, opere;
  4. fidarci dei media che facevano da cassa di risonanza alla politica e chi li controllava e che aveva, ed ha, tutto l'interesse a che nulla cambiasse;
  5. fidarci di noi stessi che li abbiamo votati pur turandoci il naso pensando di guadagnare qualche briciola caduta dalla tavola imbandita;
  6. fidarci di questo sistema che ti fa avere l'impressione che tutto è lì a portata di mano e che ti permette anche di pensare che, se non hai molti scrupoli, ci puoi anche arrivare...... se ti metti in discussione;
  7. fidarci, infine, del mercato.. questo feticcio che secondo la schiera di economisti formatosi con esso e che sono i suoi più strenui difensori e che ogni volta che qualcosa non va ci dicono è il mercato..  e visto che siamo in regime di T.I.N.A. (there is no alternative) quello che il mercato distrugge altrove ricostruisce.. non dicendo però che non c'è riassorbimento del lavoro perso, una piccola dimenticanza, vero?
e con questi chiari di luna il minimo che possiamo fare è levarci dalle spalle questo paeso: che si dimettano, se ne vadano, facciano tutte le riforme che vogliono ma prima o poi la gente si deve svegliare e prima lo fa prima si cambia strada: la guardia è stanca ..... il popolo ancora no

martedì 8 ottobre 2013

ora dopo il mondo di carta, la realtà......

questo che leggete qua sotto l'ho trovato su facebook e visto che chiede che se ne parli; eccola qui: vediamo se vi indignate e se, condividendolo, riusciamo a far emergere questa, una solo delle tantissime, storia di normale mancanza di compassione e di uno stato aggressore dei suoi cittadini che rimangono sudditi come lo erano prima e lo saranno poi...........
Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come mai.
Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non
vi ho più fatto ritorno, causa terremoto.
Il decoder Sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere, poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio, mi sale il groppo alla gola.
Le dico che abitavo proprio lì.
Lei ammutolisce di nuovo, poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.
Ed io lo faccio….
Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.
E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l'I.C.I. ed i mutui sulle case distrutte e ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha più nulla!
Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 € vedrà in busta paga 734 € di retribuzione netta.
Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile ad oggi.
Che lo stato non versa nulla ai “cittadini senza casa” (quelli che si gestiscono da soli) e che sono ben ventisettemila, a loro neanche quel piccolo contributo di 200 € mensili che dovrebbe aiutarli a pagare, magari, un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago, in un paesino di 500 anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente.
Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di “residenze di lusso”.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio o un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra lontani kilometri e kilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore e lei mi risponde, con la voce che le trema.
"Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi.
Dovete dirglielo, chiamate la stampa. Devono scriverlo."
Loro non scrivono ...voi fate girare!
Grazie da L'Aquila
.

Allora, letto? Vi siete indignati o siete solo addolorati? Bene.... ricordatevelo!
Ora mi chiedo: ma il Monitore ufficiale di questa Repubblica perchè non ha detto, con uguale forza, che la vergogna de L'Aquila non può continuare un secondo di più?
Oh si in passato molto è stato detto; anche poco tempo fa ma non c'era la necessaria forza e convinzione: parole di convenienza dovute alle circostanze ma mancava ... il quid.
Vi vogliamo porre rimedio o no?
Oggi è arrivato alle Camere il messaggio del Capo dello Stato sulla situazione carceraria italiana che è non all'altezza della tanto decantata europa..... ma sbaglio o non è arrivato, ancora, un messaggio alle Camere sui terremoti, sulle vittime, sui danni da riparare ecc. perchè lo Stato non è solo ..... Equitalia?
Non sarebbe il caso di rinunciare a qualche TAV o a qualche F35 per dirottare quei soldi alle emergenze abruzzo, Emilia, ecc.?
Come si vuole riparare alle tante comparsate fatte da politici e autorità in questi anni senza che nulla in realtà fosse realmente fatto?
C'era una bellissima canzone, o poesia, di Bob Dylan che da oggi mi gira nella testa a proposito di questa lettera su postata anche perchè la risposta attesa, temo, che la "soffia nel vento"..... e in Italia il vento le parole le porta via......

martedì 1 ottobre 2013

Il paese dei campanellini....... questo siamo

Chissà cosa penseranno i poveri pdmenoelle che si son fidati delle indicazioni dell'Alto Colle sull'evitare qualunque accordo con M5S ma di cercare, su un nome condiviso, un intesa ... anzi una larga intesa con il PdL, ricordate? Scaricavano sui pentastellati l'onere del settarismoma chiudevano occhi, orecchie e tutto il resto sui "precedenti" dell'amato capo del partito dell'amore.
Pensavano di poterlo gestire con qualche "riforma" sulla giustizia o qualche leggina a personam; pensavano anche che coinvolgendolo al governo forse si poteva anche evitare di fare un governo a termine e mettere in atto i desiderata della tecnocrazia europea che ideologicamente formata nei santuari del liberismo lavora affinchè i singoli stati perdano la propria sovranità abdicando al loro mandato primario... la sovranità popolare acquisita attraverso il voto.
Forse erano anche convinti che ala fine e alla chetichella lo si poteva tirar fuori dai guai; ma non è così: i problemi son arrivati al pettine e ora il nostro presenta il conto pretendendo di "essere salvato" dai propri guai, costi quel che costi.....
Arriviamo all'oggi: non potendo perdere la faccia i pdmenoellini prima nicchiano poi alzano un muro di, finta e piena di lana caprina, di indignazione ma sanno... sanno che hanno di fronte due scelte: o accondiscendere o andare all'avventura sperando che la paura di perdere la poltrona muovesse la "coscienza" di qualche pattuglia di transfughi che supportassero comunque il governo...
Il problema è: come fanno a spiegare ai propri elettori che prima hanno collaborato con il PdL, mentre il suo capo veniva condannato definitivamente, ora sono costretti a pendere dalle sue labbra mentre preparano il terreno al salto della quaglia di alcuni senatori che dal pdl andranno ... mah qualche nome riusciranno a inventarselo facendo sembrare i loro predecessori della precedente legislatura, e che si autodefinirono "responsabili", dei puri dilettanti? E l'Alto Colle che in queste ore è costretto a difendersi dai roventi attacchi dell'amato capo, roba da far impallidire Grillo e quello che disse qualche tempo fa e che sollevò la generale indignazione, che si sente tradito e abbandonato.. dopo essere stato "sedotto"?
Tutto questo bailamme, che ha tanto il sapore del generone tipo "ultimi giorni di pompei", basterà a far aprire gli occhi agli italiani o dovremo aspettare di vedere abbeverare, non i cosacchi, le truppe cammellate e mercatare europee a piazza navona (peraltro appena comprata perchè i nostri mercanti del tempio non avevano altro da vendersi)?

giovedì 29 agosto 2013

... addio imu, vittoria!!!!

Già addio imu, al suo posto arriverà la Service tax che viene spacciata come salvifica per i possessori di abitazioni, almeno quelli che hanno la prima casa (per le seconde e per le terze, soprattutto se sfitte, ritorna l'irpef...) ma i soldi che verranno a mancare, chi li tirerà fuori?
Bella domanda; diamo una risposta con la Uil – Servizio politiche territoriali - quindi non certo tacciabili di essere "comunisti" o aderenti al partito dell'odio: mentre i possessori di prima casa avranno un qualche risparmio dagli sconti concessi (si parla mediamente di circa 115 euri) la differenza fra la somma ex-imu e tasse comunali (non si sa ancora se con i rifiuti o meno, in realtà non è chiaro) e tax service+ rifiuti sarà pagata dagli affittuari che si ritroveranno a pagarla senza sconti per circa 500 euri all'anno, 525 (circa 225 di ex-imu e 350 di rifiuti)!!!!! Mi chiedo quante famiglie di affittuari saranno morosi dall'anno prossimo visto che o pagano questo monster o ... mangiano.
Eppure c'è chi, l'amato capo del partito dell'amore (impegnatissimo anche sul fronte del salvarsi le chiappe con un altro tipo di esenzione......  quella dalla sentenza definitiva della Cassazione e non per grazia, ricevuta, dall'alto colle ma proprio dai suoi pari dei partiti e sodali; un esenzione del tutto speciale, tutta per lui che lo santifichi e lo renda intoccabile.. sembra strano ma non lo è; strano invece è che schiere di suoi, presunti, nemici e avversari per tacere dei tanti prof .. tutti prontissimi a soccorrerlo alla bisogna; chi per opportunismo, chi perchè a libro paga; chi altri per semplice opportunismo realista e chi ancora per salvare le larghe intese sponsorizzate dall'Alto Colle così salvifiche per il paese...), esulta insieme al suo partito e ai suoi alleati, perchè? Semplice perchè i ceti di riferimento si tovano proprio nella condizione di aver dovuto pagare l'imu versione montiana e di essere così disperati, si fa per dire, da essere pronti a votarsi anche loro al primo santo che gli promette di toglierla.... peccato che pagheranno a stessa cosa in altri modi, meno diretti ma comunque anche dalle loro tasche qualcosa uscirà: chi invece non caccerà nulla, come prima, è ..... la Chiesa. Se prima almeno le "attività commerciali" tiravano fuori qualcosina, ora invece sono messe tutte sullo stesso piano: dalla Charitas all'hotel mascherato da ritiro conventuale non PAGHERANNO UNA CIPPA, nulla.... con tanti saluti alle procedure d'infrazione dell'europa e dell'art. 3 della costituzione e annessi e connessi.
Insomma: sembra proprio la solita fregatura nascosta nel pacco dono che ci stanno facendo.. in realtà ai conti mancano svariati miliardi, sia ai comuni che alla casse statali, che da qualche parte dovranno pur uscire..... e credo di sapere da quali usciranno.

sabato 11 maggio 2013

A Brescia il secondo atto...

Il Capo dello Stato in Parlamanto ha dichiarato, fra l'altro, nella giornata della memoria (ormai son tutte giornate della memoria...... come se non fosse normale ricordare tutti i giorni ma solo a chiamata) delle vittime del terrorismo: "... la violenza, anche solo verbale, può portare all'eversione. Va fermata."
Tutti d'accordo se restringiamo il campo al terrorismo: anche se si dovrebbe chiarire, dal punto di vista storico, chi lo fomentò davvero il terrorismo ..... come mai, ad esempio, c'erano scambi fra i terroristi neri italiani (ampiamente infiltrati dai servizi segreti italiani e finanziati da quelli occidentali, soprattutto americani) e quelli croati attraverso le frontiere, teoricamente, impenetrabili italo-jugoslave di armi e materiale esplodente (del quale, secondo alcune ricostruzioni, ne fato ampio uso nell'attentato a piazza fontana con due bombe delle quali una doveva essere "dimostrativa (sarebeb dovuta esplodere a banca chiusa)" e un altra tarata per esplodere con la gente dentro la banca? E come mai ci sono stati tutti i depistaggi, i segreti di Stato, i servizi deviati, i politici collusi, che coprivano le operazioni dei gruppi neofascisti che hanno impedito di arrivare a una verità giudiziaria soddisfacente?
Domande a cui finora nessuno ha dato risposta...
ma se allarghiamo il campo allora son altre le domande che, come si suol dire, sorgono spontanee:
  1. come la definiamo l'irruzione dei parlamentari del partito dell'amore al tribunale di milano?
  2. il linguaggio usato contro il ministro Kyenge, cos'è?
  3. le dichiarazioni di esponenti del sudetto partito, cosa sono o come possono essere interpretate?
  4. Dopo quell'irruzione una delegazione è stata ricevuta all'Alto Colle e il successivo comunicato chiedeva non la condanna dell'irruzione ma la sordina alle iniziative giudiziarie per far lavorare serenamente il capo di quel partito?
pare, invece, che il monito, sempre nella sua accezione allargata, fosse solo nella versione allargata, dedicata ai boy scout del M5S e al suo capo, i quali osarono convocare oltre trentamila cittadini a roma durante e dopo l'inciucio facendo prendere una bella paura ai politici che temono le piazze, se non ammaestrate a dovere (e magari a pagamento), e qualcuno di essi, a dimostrazione del grado di civiltà raggiunto, mostrava il dito medio (peraltro rimbrottato da un CC presente in quella piazza) ai cittadini in evidente provocazione, non certo per calmare gli animi quindi... come non notare i famosi due pesi, due misure? E' vero che c'è di mezzo la ragion di stato:
  1. è un regime morente che cerca di sopravivere a qualunque costo e qualunque scossone del corpo sociale è visto come il male assoluto;
  2. è anche vero che M5S, a cui non si perdona nulla a differenza delle migliaia di malefatte fatte dagli altri partiti, oggi rappresenta soprattutto quei ceti nascosti e frustrati della società italiana (dai cassintegrati agli esodati passando per precari, inoccupati, pensionati al minimo ecc.) ossia un buon quarto della società ormai poco disposti a tollerare, giustamente, le amenità altrui ma chiedono non impegni ma risposte alle loro richieste accettando con pochissima pazienza i tanti valzer della politica e le sue convulsioni durante le quali una parte chiede immunità e un altra contratta la propria resa e il perno centrale (..) impegnato a tenere insieme il tutto per evitare il crollo definitivo...
se la piazza fa paura allora una democrazia matura dovrebbe interloquire e capirne le ragioni, non demonizzarla e, forse, provocarne le reazioni  facendone strumento dei propri obiettivi di bottega, giusto?
Se è vero che le istituzioni non sono luoghi oscuri e bui come mai si è messo in un provvedimento che sta per essere approvato una norma che prevede l'abolizione del reato di "falso prospetto parlamentare" la cui pena viene sostituita con una sanzione amministrativa, meglio detta multa: insomma una pacca sulla spalla a tutti coloro che nella passata legislatura, e anche in questa, presentano rendicontazioni false per puppare soldi allo Stato; i partiti si auto-assolvono e si fa una sanatoria del pregresso.... in barba alla proposizione di cui sopra. Certo M5S ha portato il paese reale in Parlamento, con tutte le sue miserie e nobiltà, ma ha avuto ragione anche da questo punto di vista: si psende e si rendiconta lo speso... il resto va restituito perchè solo così si marca la differenza fra i suoi rappresentanti e i politici di professione, Grillo ha ragione e se qualcuno non è d'accordo ... bè s'accomodi fuori dalle scatole, tanto questa legislatura dura poco e già i prossimi premono per entrare.
Tornando al punto: oggi a Brescia, e forse lunedì a Milano durante la requisitoria al processo ruby, ci sarà il bis, che si fa? Lo Stato interverrà per evitare una nuova frattura costituzionale nel quale un potere, o suoi rappresentanti, si scaglieranno con un altro potere dello Stato, o no?
E il PD-L e il Quirinale, che fanno? Tutto tace sul fronte occidentale.....
Gliela faranno passare liscia anche stavolta in nome della ragion di stato e saranno ricevuti di nuovo all'alto colle o stavolta ci sarà il senatorato a vita o un altra leggina salva tutto?
Che strano paese è quello che teme i propri cittadini e copre le malefatte dei propri rappresentanti, eppure è questo che siamo....
vi lascio a qualche riflessione
e vi auguro buon week end

giovedì 18 aprile 2013

Occupy PD...

Luglio/1980: comitato direttivo di una sezione del PCI di Napoli; c'è il pezzo grosso, di cui non si può dire il nome, napoletano; c'è il senatore e il deputato di riferimento della circoscrizione; c'è l'intero direttivo di sezione aperto al direttivo della fgci di zona; c'è stata la giunta Valenzi; ci sono stati gli anni di piombo "napoletani" con almeno due morti per strada e ci son stati pure tanti quadri giovanili bruciati politicamente; il problema é: il compagno che ha mangiato (altrove altri già si vendevano posti), ha preso soldi. La storia del PCI di Napoli non è simile a quella dove governa, è diversa: rappresenta la speranza di intere generazioni di cambiare aria, c'è anche l'orgoglio di essere "diversi" c'è molto .. troppo forse.
Ebbene in una situazione del genere cosa ci si aspetterebbe? Pulizia, invece: la frase topica è "se il compagno ha mangiato quel che conta è che non danneggi il partito e la sua immagine". Crolla il muro ipocrita della comunità comunista e con essa veli dei templi, le sezioni, si squarciano.. si aprono gli occhi e si comprende che "quel" partito" non è una chiesa e non è così diverso dagli altri e che i suoi sacerdoti non sono limpidamente fautori delle mani pulite ma che sulle mani sporche... ci sono i guanti. Il problema non è il compagno che mangia, naturalmente ma che lo deve fare senza danneggiare la comunità... destini in quel momento si sono incrociati e idee si son spezzate, per sempre.... fu in quel momento che uno dei presenti, un giovane 20enne dirigente figiciotto di belle speranze e grandi ideali, comprese che i tempi erano cambiati e che le persone che si facevano portatrici di idee di liberazione, democrazia avanzata, di libertà e socialismo democratico erano come tutti gli altri: quel giovane il giorno dopo strappò la tessera e fece altro.....
E' chiaro che quando si rompe una unione non consensualmente ci sono degli strascichi, anche oggi è così.. ma da allora in poi c'è sempre stata una domanda che è frullata nella mente di quel giovane: come può, un partito come quello del pci che ha 1 mln e oltre di militanti e che ha figure fra i dirigenti  come Berlinguer, Amendola, Pajetta, Teracini, ecc, dicevo come può alla fine mostrarsi aperto a "mangiate" e poi meravigliarsi dei compagni che se ne vanno mandandoli a ramengo (detto eufemisticamente)?
Con il nipotino di quel partito, il PD-L, quel giovane (anche a nome dei tanti militanti buttati nel cestino e dei due morti per strada di cui uno lo conosceva personalmente) ha un conto aperto ma non è la rivalsa che vuole.. vuole che siano aperti gli occhi su cosa son diventati e da dove provengono e soprattutto cosa son stati capaci di fare non solo dell'eredità del nonno partito ma anche di quel popolo che li seguiva e li votava ma soprattutto come son stati bravi a distruggere, lietamente aiutati da altri, l'italia fra inciuci, patti della crostata, bicamerali, mosse strategiche autolesionistiche ecc. che non solo ha rinnegato una ideologia, mai digerita completamente (ed era una cosa di cui i comunisti italiani andavano orgogliosi) nella versione sovietica, come quella comunista ma ha abbracciato il suo esatto opposto il liberismo perchè comprendono che parole come "competitività, concorrenza, società liquida, ecc." sono magie dietro le quali assicurarsi un futuro politico proprio perchè diventerebbero centrali e marginalizzerebbero i cittadini cui gli vien chiesto "di approvare o dis-approvare l'operato del governo alle elezioni e poi ritornare nell'ombra (citato testualmente da Sartori e se son stato impreciso nelle parole me ne scuso con il professore)" .... dell'anonimato e pensare a tirare avanti con i miseri guadagni che il ceto dirigente gli fa fare..... con il futuro rubato ai giovani; con i ladrocini e le evasioni grandi e piccole e si potrebbe continuare per anni, 20 anni almeno.....
Ripeto: la cosa che imputo a Beppe Grillo é che questo metodo usato per l'elezione del Capo dello Stato non l'ha usato fin da subito...... o per dirla meglio: quando sono andati da Napolitano non hanno fatto nessun nome, nè avevano chiesto ai cittadini di farlo, facendo un autogol storico; ci sono stati altri errori ma questo è stato il più politicamente sbagliato perchè gli ha fatto perdere voti e simpatie e ha quasi dilaniato il movimento.. meno male che c'è Bersani sennò davvero i grillini sparivano dopo due mesi.
Ora caro Beppe, non molliamo di un millimetro: Rodotà ora e sempre... che il Pd-L si spacchi e si riduca a cespuglio non me ne frega niente, anzi ne sarei quasi contento.. da ateo cito Papa Fancesco "il sepolcro, meglio detta corruzione, quando si apre puzza ma una volta curata...." ora o mai più... se vogliamo aiutare il paese a uscire dalla grecizzazione ci vogliono scelte forti e rodotà lo è... non deludere, ancora una volta, potrebbe essere l'ultima....

mercoledì 17 aprile 2013

Marini? ora che che i pentastellati saliranno al 50%.. grazie Bersani

La Chiesa? Si è rinnovata, l'Italia? Torna indietro di ..... 20 anni. Mentre, e mi dispiace dirlo, Gabanelli e Strada dicevano no grazie dall'altra parte del pianeta Italia, quello sempre immerso nella notte buia della Repubblica, si consuma un dramma: non possono più giocare con i boy scout pentastellati e ora devono fare sul serio; ma c'è un ma .... Bersani anziché uscire nel mare aperto della "P"olitica gioca sul sicuro del consociativismo partitocratico, immagino con il cappello dell'Alto Colle,  e dà a mr B. l'ancora di salvezza tanto agognata mascherata da "larghe intese", ma proprio larghe. Non sono un politico, sia chiaro, ma l'avevo previsto - pur nella sventura per il paese - che alla fine il PDmenoelle si sarebbe alleato con il suo clone PdL e Scelta civica per prendere due piccioni con una fava: è di stasera la proposta di Marini ma per tutto il giorno sono girati nomi come Contri, Cassese, Amato, Prodi, Mattarella, D'Alema e ... Marini tutti appartenenti alla nomenklatura "storica", una riedizione del"patto della crostata" in stile XXI secolo .... avanti Cristo. Insomma, e anche qui lo rivendico senza temere smentite, tutti nomi antichi, vecchi; nomi che da un mese girano sottovoce e che il sottoscritto temeva venissero fuori se si riusciva a costringere il PDmenoelle a scoprire le proprie vere carte .... nomi antichi, talmente antichi che nemmeno la teoria degli antichi astronauti che visitarono per traghettarci dall'essere gruppi di scimmie a esseri umani evoluti capaci di costruire piramidi, le 7 meraviglie del mondo, le astronavi e ...... il berlusconismo di destra e di sinistra: no questo no; è tutta nostra invenzione anzi temo che se "loro" lo venissero a sapere quasi sicuramente c'invaderebbero e di distruggerebbero perchè ci riterrebbero figli degeneri.
Le quirinarie sono state una grande mossa strategica, la prima vera mossa strategica di questo movimento sociale figlio di tante delusioni e disillusioni della società reale verso la politica, questa politica, che è ormai stufa degli inciuci e del sottobosco. Rodotà era un nome fatto da persone vere, che hanno fatto un favore al paese: non è un caso che la nomenklatura del partito la ritenga nemica; ora mi aspetto che sia votato compatto dal M5S.
Caro Beppe Grillo,
noi non ci conosciamo ma amerei dirti di persona che avevo ragione, come tutti quegli altri che lo dicevano e che tu definivi troll e altro ecc., nel sostenere - sia qui che sul tuo blog - che si doveva andare a vedere le vere carte in mano che aveva Bersani e non fare gli aventiniani perchè si sarebbe venuto a sapere subito quali erano le reali intenzioni del Pdmenoelle e ci saremmo evitati oltre 30 giorni di stallo, nonché la polemiche dilanianti sul tuo blog che non hanno fatto bene al moVimento 5 Stelle e che gli hanno fatto perdere già un bel 2% di potenziali elettori alle ormai prossime elezioni stra-anticipate che si terranno fra giugno e dicembre di quest'anno. Io come tutti gli altri che ti dicevano di "vedere il gioco" di Bersani siamo stati attaccati e bollati in tutti i modi, perfino di essere infiltrati del PD (personalmente la ritengo una vera offesa, peggio di quella di essere definito un troll), perchè i fatti ci hanno dato ragione:  io, e gli altri che NON conosco, lo sostenevamo con forza quando si scriveva sul tuo blog "vediamo il loro gioco e facciamo le mosse conseguenziali perchè alla fine avremo ragione e, si spera, i loro elettori aprano gli occhi e prendano i forconi"..... è anche vero che la mossa dell'inciucio non fa bene al PDmenoelle, sia dal punto di vista elettorale che politico, ma non è affatto detto che corrano in massa a votare per il M5S, anzi ingrosseranno le file degli astenuti e ciò non potrà che rafforzare il voto del PdL che basta che rimane stabile e vince...... prendendo tutto.
Ecco perchè era necessario spingere per votare candidati comuni; ecco perché era necessario sporcarsi le mani; ecco perchè avrei accettato un Grasso ma avrei legato tutto al carro della negoziazione legando la seconda, terza carica dello Stato a quella del Presidente della repubblica e del Governo.. tutto si legava e intrecciava; ed ecco perchè era necessario far scoppiare le contraddizioni del PD allora e non ora ed ecco perchè tutto si doveva fare subito e non dopo, cioè ora, quando il pdl è riuscito a uscire dall'angolo nel quale 2/3 degli elettori l'avevano spinto..... ma si sa non tutti hanno la stessa visione delle cose, tempo perso inutilmente.
Che il PDmenoelle sparisca non mi dispiace; ma che dalla sua sparizione ne approfittino monti e co., no grazie perchè il rimedio sarebbe peggio del male, e il paese reale ne soffrirebbe ancora di più, forse fino al punto di non riuscire più a rialzarsi da dove è ora... bastava fare buon viso a cattivo gioco e mettere in evidenza le reali intenzioni di questo partito e del suo segretario e che tutta la litania dei primi tempi era solo fuffa... si poteva essere da subito al centro dell'agone politico e invece ne siamo stati spettatori e questo si è rivelato un errore e si è perso tempo.

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