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mercoledì 4 giugno 2014

Tutti insieme appassionatamente.. per i soldi

Eh si ha proprio ragione Grillo: le grandi intese fanno male per chi le pratica.... c'è molto dei partiti che sostengono il sistema fra i loro rappresentanti inquisiti e arrestati a Venezia: se sarà riscontrato il reato per cui sono indagati. Una vera e propria retata. E fosse solo il M.O.S.E..... la tav, l'expò, "l'abbiamo una banca (e ora ce l'hanno davvero)" la ricordate?  e tanto altro ancora: ce n'è di carne a cuocere sulle ceneri di quello che fu la V° economia mondiale e la seconda economia europea, ai tempi d'oro.
Ovunque ci si giri non c'è scampo: la corruzione ha rotto gli argini e ormai è chiaro che nulla accade se il tal politico, nazionale o locale di qualunque partito sia, non mangia...  la domanda da porsi è semplice: ne verremo mai fuori? Come pretendiamo di voler ripulire, lottizzata da sempre, la Rai quando chi lo dovrebbe fare ha un background siffatto? Con quale autorevolezza può farlo? Come può essere credibile un ceto dirigente, che addirittura gestirà un semestre europeo, che nasconde nei propri anfratti realtà siffatte? E, secondo voi, chi pagherà il conto, l'ennesimo, di questo scempio? Hai voglia a creare una authority che vigili sugli appalti; o centralizzando gli acquisti o altro ancora.. alla fine va a finire sempre allo stesso modo: gli enti di vigilanza sono semplici creazioni di posti clientelari per trombati o personaggi in ascesa e gli obiettivi che ci si era dati falliscono miseramente.
La cosa che mi fa più amarezza è che li votano; gli italiani li votano e sono pure contenti di farlo.... sono conniventi o sono afflitti da dabbenaggine? Se non si conoscesse la storia di questo paese si potrebbe davvero pensare che in questo paese ci sono decine di milioni di ingenui ma non è così: questo è un fatto culturale... si proprio una cultura, anzi una sottocultura; un sottoprodotto della milano da bere che ha le sue radici negli anni d'oro del pentapartito: ossia quando fu spezzato lo strapotere democristiano e non per dare una svolta al paese: anzi (semmai il contrario, il suo esatto contrario) ... fra fischi a Berlinguer, ostilità ai Pertini, ecc. i semi, che oggi sono pienamente sbocciati, erano stati piantati e stavano già dando frutti. Quegli anni, mai davvero approfonditi, sono stati davvero ruggenti ma lo furono solo per quei ceti che da un lato ma sopportavano uno Stato realmente "liberale" dall'altro spingevano, avendo capito che l'obiettivo era solo arricchirsi a scapito di tutto e tutti, affinchè quello Stato, di cui spesso facevano parte, non fosse efficiente nè tantomeno presente e forte.... ed eccoci all'oggi triste e al paradosso de XXI secolo: siamo una società libera ma senza vera libertà... siamo a-ideologici ma pratichiamo uno dei mestieri più antiche del mondo: la ladroneria. Certo, dobbiamo aspettare l'esito finale dei processi, se mai ci saranno dei processi, ma dal punto di vista politico il cancro ormai è andato in metastasi e la società e la sua principlae sovrastruttura, lo Stato, è marcia: e con questi chiari di luna non ci si dovrebbe mervigliare che il paese sia fermo nè che non riesce nemmeno a fare un passo; altro che crescita e sviluppo come afferma l'inquilino "romano"; qui ci vorrebbe un lavoro capillare per ricostruire quel tessuto necessario al vivere civile e ridare speranza al paese.
Una vera fatica di sisifo.. e non vedo nessuno al'orizzonte che possa, e voglia, davvero farlo: e perchè mai dovrebbe metterci le mani? A voi piacerebbe introdurre la mani nel secchio di let*** per pulirlo? No, naturalmente..... e questo sarebbe il "vostro" secchio: immaginate di doverne pulire 60 mln........

giovedì 9 gennaio 2014

La legge elettorale? L'ha scritta il gattopardo....

Stasera vi delizio con .... la legge elettorale. Dovrebbe essere il perno di una democrazia e spesso in alcuni paesi le regole sono condivise e incastonate in costituzione; non qui: ognuno se fatta la sua e quando c'è stato il referendum che aveva smosso un pò le acque i partiti hanno subito messo mano a qalcosa che rievocasse si lo spirito ma conducesse ad altro... come ben sappiamo. Ora Renzi, cui Grillo con grande acume ha lasciato campo libero con la propria inazione (aveva ragione Scanzi quando lo esortava a vedere il bluff renziano), ha preso il pallino e cosa ha tirato fuori dal cilindro? Ben tre proposte: due trite e una che non sa di nulla.
Ma stavolta non voglio parlare io ma uno che questo lo fa di professione, buona lettura
Come sarebbero andate le elezioni con il sistema “ispanico”? Autore:  Luigi Di Gregorio (dal sito Spinning politics)

Renzi ha sintetizzato – più che posto sul tavolo – le tre ipotesi di riforma elettorale su cui pare possibile aprire una discussione in Parlamento:
1. Il Mattarellum rafforzato in senso maggioritario, ossia prevedendo una trasformazione del 25% di seggi che veniva assegnato mediante metodo proporzionale in un 15% di premio di maggioranza e in un 10% proporzionale a tutela delle minoranze (“diritto di tribuna”). Ipotesi molto a rischio dopo che la Corte Costituzionale ha ritenuto eccessivo il premio di maggioranza del porcellum. Non so quanto si possa accettare un sistema ad impianto maggioritario (che già di suo distorce l’esito a favore dei partiti più forti) ulteriormente rafforzato da un premio di maggioranza.
2. Il doppio turno di coalizione (impropriamente definito “sistema dei sindaci” dato che il sindaco è eletto direttamente, mentre il premier non si può eleggere direttamente in una repubblica parlamentare), ossia in realtà un “porcellum” modificato con l’attribuzione del premio di maggioranza a chi non raggiunge il 40% al primo turno, mediante un secondo turno di votazione.
3. Il sistema spagnolo, ormai noto come “ispanico”, ossia un sistema proporzionale con circoscrizioni di ampiezza ridotta (vale a dire che assegnano pochi seggi), a favorire una “soglia di sbarramento implicita” e quindi un premio ai partiti più grandi. A rafforzare ulteriormente tale premio, Renzi propone una soglia di sbarramento nazionale “esplicita” del 5% e un premio di maggioranza (del 15%) al primo partito.
Quest’ultimo sistema pare piaccia a Verdini e a Forza Italia e sui giornali di oggi si legge di un Renzi particolarmente propenso verso l’ispanico. Tuttavia, tale sistema pone non pochi problemi.
Il primo è che, almeno in Spagna, prevede liste bloccate. Teoricamente le motivazioni della Consulta potrebbero far saltare tale ipotesi. Il secondo, più importante, è che col sistema tripolare attuale non garantirebbe alcuna maggioranza, neanche con gli accorgimenti proposti da Renzi.
A tale proposito, ho provato a simulare le elezioni del febbraio 2013 mediante il sistema spagnolo, dividendo l’Italia in circoscrizioni provinciali e inserendo sia la soglia di sbarramento nazionale del 5%, sia il premio di maggioranza (che ho ipotizzato di 90 seggi alla Camera, pari al 14,3%). A rafforzare ulteriormente i partiti più grandi, ho ridisegnato le circoscrizioni attribuendo loro un ampiezza media di 5 seggi, a fronte di un’ampiezza media in Spagna pari a 6,7 seggi.
Ecco il risultato:
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Il Movimento 5 Stelle che fu primo partito avrebbe ottenuto, con tutto il premio di 90 seggi, un totale di 269 seggi alla Camera. Ergo, sarebbe stato comunque molto lontano dalla maggioranza assoluta. La grande coalizione sarebbe stata in ogni caso indispensabile.
Al Senato le cose sarebbero andate anche peggio, dato che i premi sarebbero regionali, per cui avremmo avuto premi diversi a seconda dei risultati regionali. Certo questa simulazione sconta diverse cose:
1. E’ presumibile che un sistema del genere porterebbe ad aggregazioni più ampie (che poi però generano problemi quando tali coalizioni iniziano a governare).
2. I sondaggi di oggi danno in media un PD oltre il 30% e dunque più forte di circa 5-6 punti rispetto al M5S di febbraio scorso. Ma ci possiamo fidare dei sondaggi? E in ogni caso questo margine non basterebbe al Senato e forse neanche alla Camera.
Continuo a vedere un grande assente in queste discussioni sulla riforma elettorale: il “caso” Senato. Ci si scervella sul sistema ottimale, senza considerare che, col Senato eletto a base regionale e un sistema partitico tripolare, non c’è rimedio che tenga. Occorre mettere mano alla Costituzione e quantomeno cancellare la frase “è eletto su base regionale” dell’art. 57. Fatto ciò, possiamo dedicarci alla riforma che garantisca governabilità ed efficacia. Ma senza questa modifica, stiamo solo sprecando tempo e chiacchiere.
Luigi Di Gregorio
TW @ldigregorio75
p.s.
a voi le considerazioni. A me pare che l'idea non sia quella dell'assicurare una qualche alternanza ma solo di perpetuare il più a lungo possibile l'attuale marcio e decadente sistema politico-economico...... e ben gli sta a Grillo

giovedì 29 agosto 2013

... addio imu, vittoria!!!!

Già addio imu, al suo posto arriverà la Service tax che viene spacciata come salvifica per i possessori di abitazioni, almeno quelli che hanno la prima casa (per le seconde e per le terze, soprattutto se sfitte, ritorna l'irpef...) ma i soldi che verranno a mancare, chi li tirerà fuori?
Bella domanda; diamo una risposta con la Uil – Servizio politiche territoriali - quindi non certo tacciabili di essere "comunisti" o aderenti al partito dell'odio: mentre i possessori di prima casa avranno un qualche risparmio dagli sconti concessi (si parla mediamente di circa 115 euri) la differenza fra la somma ex-imu e tasse comunali (non si sa ancora se con i rifiuti o meno, in realtà non è chiaro) e tax service+ rifiuti sarà pagata dagli affittuari che si ritroveranno a pagarla senza sconti per circa 500 euri all'anno, 525 (circa 225 di ex-imu e 350 di rifiuti)!!!!! Mi chiedo quante famiglie di affittuari saranno morosi dall'anno prossimo visto che o pagano questo monster o ... mangiano.
Eppure c'è chi, l'amato capo del partito dell'amore (impegnatissimo anche sul fronte del salvarsi le chiappe con un altro tipo di esenzione......  quella dalla sentenza definitiva della Cassazione e non per grazia, ricevuta, dall'alto colle ma proprio dai suoi pari dei partiti e sodali; un esenzione del tutto speciale, tutta per lui che lo santifichi e lo renda intoccabile.. sembra strano ma non lo è; strano invece è che schiere di suoi, presunti, nemici e avversari per tacere dei tanti prof .. tutti prontissimi a soccorrerlo alla bisogna; chi per opportunismo, chi perchè a libro paga; chi altri per semplice opportunismo realista e chi ancora per salvare le larghe intese sponsorizzate dall'Alto Colle così salvifiche per il paese...), esulta insieme al suo partito e ai suoi alleati, perchè? Semplice perchè i ceti di riferimento si tovano proprio nella condizione di aver dovuto pagare l'imu versione montiana e di essere così disperati, si fa per dire, da essere pronti a votarsi anche loro al primo santo che gli promette di toglierla.... peccato che pagheranno a stessa cosa in altri modi, meno diretti ma comunque anche dalle loro tasche qualcosa uscirà: chi invece non caccerà nulla, come prima, è ..... la Chiesa. Se prima almeno le "attività commerciali" tiravano fuori qualcosina, ora invece sono messe tutte sullo stesso piano: dalla Charitas all'hotel mascherato da ritiro conventuale non PAGHERANNO UNA CIPPA, nulla.... con tanti saluti alle procedure d'infrazione dell'europa e dell'art. 3 della costituzione e annessi e connessi.
Insomma: sembra proprio la solita fregatura nascosta nel pacco dono che ci stanno facendo.. in realtà ai conti mancano svariati miliardi, sia ai comuni che alla casse statali, che da qualche parte dovranno pur uscire..... e credo di sapere da quali usciranno.

giovedì 6 giugno 2013

Barbara Spinelli: “Il presidenzialismo c’è già, il Colle ha forzato la Carta”

Che l’attuale situazione italiana sia “istituzionalmente anomala”, lo si capisce benissimo a metà dell’intervista. Quando Barbara Spinelli, editorialista di Repubblica e scrittrice, si ferma un secondo e dice: “Stavo parlando del presidente della Repubblica. Cioè del presidente del Consiglio”.
Il presidenzialismo non è certo la priorità dell’Italia. Pare che questa fretta sia un tentativo di ufficializzare una situazione già esistente de facto. D’accordo?
Non solo sono d’accordo: i poteri aggiuntivi che si vogliono dare al presidente, il presidente se li è già presi, forzando non poco la Costituzione. Ma c’è qualcosa di più: il presidenzialismo occulta e rinvia quel che urge davvero. E non voglio dire che l’unica e massima urgenza sia l’economia (è la teologia delle Grandi Intese). L’urgenza è come i valori: ce ne sono di supremi, e il resto è relativo. L’urgenza, in Italia, sono i partiti totalmente inaffidabili e moralmente devastati; e la politica rintanata in oligarchie chiuse, che nemmeno ascoltano il responso delle urne. Se sopra tale marasma metti il cappello del capo forte, non solo congeli lo strapotere presidenziale, ma cronicizzi le malattie stesse che il presidenzialismo – ma attenzione: è un inganno – pretende di guarire. Il presidenzialismo dilata ovunque le oligarchie: ergo in Italia dilata la corruzione.
Il capo dello Stato ha messo una data di scadenza al governo, una cosa mai vista. Grillo ha obiettato: “A che titolo dice queste cose?”. Lei che ne pensa?*
Grillo ha perfettamente ragione: dove sta scritto che il presidente determina in anticipo, ignorando le Camere, la durata dei governi? Perfino a Parigi, dove tale prerogativa esiste – ed è grave che esista – l’Eliseo si guarda da dichiarazioni simili. In Francia il presidente è contemporaneamente presidente del Consiglio dei ministri. La stessa cosa ormai avviene in Italia: il presidenzialismo nei fatti c’è già. Questo governo è un Monti bis, con i politici dentro. E alla presidenza c’è Napolitano. Intendo presidenza del Consiglio, non della Repubblica.
Così si sfalda il sistema delle garanzie e dei contrappesi costituzionali. 
Salta completamente. E prefigura già la Repubblica presidenziale. Inoltre abbiamo un presidente della Repubblica-presidente del Consiglio che gode di privilegi extra-ordinari , che nessun premier può avere. Tanto più perniciosa diventa la storia delle telefonate tra Colle e Mancino sul processo Stato-mafia. Esiste dunque un potere che ha speciali prerogative e immunità, senza essere controllabile. La democrazia è governo e controllo. Perché Grillo dà fastidio? Perché è sul controllo che insiste.
Il professor Cordero parlando di Berlusconi ha evocato spesso il “golpe al ralenti”. Gli strappi di questi mesi suggeriscono la stessa idea: eppure l’informazione non ha quasi reagito.
Sul presidenzialismo, Repubblica e il Fatto hanno in realtà reagito con forza. Ma sulle derive oligarchiche della democrazia, e sul tradimento degli elettori avvenuto con le larghe intese, stampa e tv sembrano intontite, se non ammaliate. Io insisto sempre molto sulla questione morale, intesa come dovere di non tradire la parola data. Ma son pochi a insistere. Perfino Fabrizio Barca, il più cosciente del naufragio del Pd, ha tenuto a precisare, interrogato su Berlusconi: “Teniamo separati il piano dell’etica e della politica”. Ma da quando in qua?
Il tesoriere del Pdl Bianconi ha detto “Stella e Rizzo sono i tumori della democrazia”. Chiaramente i tumori sono tutti quelli denunciati dai due giornalisti. Sono anni che parliamo di Casta, per i privilegi e la gestione familistica del potere, e il risultato è un governicchio delle oligarchie.
La politica è del tutto sorda. Mi ha colpito il caso di Anna Finocchiaro. Gli elettori erano in rivolta contro i 101 traditori, e sono stati apostrofati così: “Non so cosa vogliano questi signori!”. Poco dopo ha recidivato, quando i deputati Pd hanno prima firmato e dopo poche ore respinto la mozione Giachetti che aboliva subito il Porcellum: “La mozione è intempestiva e prepotente!”. Intempestiva? Fuori c’è la rivoluzione, la gente chiede pane, e a Versailles Maria Antonietta stupisce: “Hanno fame? Dategli le brioches!”. La cecità dell’Ancien Régime somiglia ominosamente alla nostra.
In relazione al presidenzialismo, il professor Zagrebelsky sul Corriere ha parlato di sindrome di Stoccolma del Pd.
Siamo nella continuità di un progetto che nella sostanza non è mai stato meditato né condannato. Tanto che quasi abbiamo realizzato il Piano di rinascita nazionale della P2 di Gelli. Siamo prigionieri di un’idea malata che incolpa la Costituzione d’ogni nostra stortura. Non si vuol vedere che invece siamo prigionieri di una cosiddetta classe dirigente prima compromessa col fascismo, poi coi clericali, poi con l’America, poi con la mafia, poi con Berlusconi. È quest’ultimo oggi a dettare le condizioni.
E il Pd?
Il Pd non esiste, è una nostra invenzione. O un rimorso, a seconda. È fatto di persone dietro cui c’è il nulla. Puoi trovare uno, Civati o Barca, ma anche quando vai nel deserto trovi oasi che non sono miraggi. Il Pd pare vivo e di sinistra, ma le due cose sono un trompe l’oeil.
Andrea Camilleri al Fatto ha   detto: “Dal momento della rielezione di Napolitano, tutto il fatto costituzionale è andato a vacca”.
Napolitano ha consultato anche il M5s. Non so se Grillo abbia fatto nomi. Presumo, però, che Napolitano gli abbia fatto capire che le candidature di rinnovamento non erano gradite. Inoltre non ha nemmeno mandato Bersani a verificare la fiducia in Parlamento. Questo vuol dire che il piano era molto chiaro. Il governo Monti doveva continuare con innesti politici, la democrazia intesa come tribunale dei governanti andava, senza dirlo, sospesa. Se questo è sanare i mali dell’Italia c’è da scappare.
di Silvia Truzzi
Da Il Fatto Quotidiano del 06/06/2013.
Nulla da aggiungere, ninograg1
*
La Presidenza della Repubblica ha smentito categoricamente che il governo fosse a tempo.

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