Eh si ha proprio ragione Grillo: le grandi intese fanno male per chi
le pratica.... c'è molto dei partiti che sostengono il sistema fra i
loro rappresentanti inquisiti e arrestati a Venezia: se sarà riscontrato
il reato per cui sono indagati. Una vera e propria retata. E fosse solo
il M.O.S.E..... la tav, l'expò, "l'abbiamo una banca (e ora ce l'hanno
davvero)" la ricordate? e tanto altro ancora: ce n'è di carne a cuocere
sulle ceneri di quello che fu la V° economia mondiale e la seconda
economia europea, ai tempi d'oro.
Ovunque ci si giri non c'è
scampo: la corruzione ha rotto gli argini e ormai è chiaro che nulla
accade se il tal politico, nazionale o locale di qualunque partito sia,
non mangia... la domanda da porsi è semplice: ne verremo mai fuori?
Come pretendiamo di voler ripulire, lottizzata da sempre, la Rai quando
chi lo dovrebbe fare ha un background siffatto? Con quale autorevolezza
può farlo? Come può essere credibile un ceto dirigente, che addirittura
gestirà un semestre europeo, che nasconde nei propri anfratti realtà
siffatte? E, secondo voi, chi pagherà il conto, l'ennesimo, di questo
scempio? Hai voglia a creare una authority che vigili sugli appalti; o
centralizzando gli acquisti o altro ancora.. alla fine va a finire
sempre allo stesso modo: gli enti di vigilanza sono semplici creazioni
di posti clientelari per trombati o personaggi in ascesa e gli obiettivi
che ci si era dati falliscono miseramente.
La cosa che mi fa più
amarezza è che li votano; gli italiani li votano e sono pure contenti di
farlo.... sono conniventi o sono afflitti da dabbenaggine? Se non si
conoscesse la storia di questo paese si potrebbe davvero pensare che in
questo paese ci sono decine di milioni di ingenui ma non è così: questo è
un fatto culturale... si proprio una cultura, anzi una sottocultura; un
sottoprodotto della milano da bere che ha le sue radici negli anni
d'oro del pentapartito: ossia quando fu spezzato lo strapotere
democristiano e non per dare una svolta al paese: anzi (semmai il
contrario, il suo esatto contrario) ... fra fischi a Berlinguer,
ostilità ai Pertini, ecc. i semi, che oggi sono pienamente sbocciati,
erano stati piantati e stavano già dando frutti. Quegli anni, mai
davvero approfonditi, sono stati davvero ruggenti ma lo furono solo per
quei ceti che da un lato ma sopportavano uno Stato realmente "liberale"
dall'altro spingevano, avendo capito che l'obiettivo era solo
arricchirsi a scapito di tutto e tutti, affinchè quello Stato, di cui
spesso facevano parte, non fosse efficiente nè tantomeno presente e
forte.... ed eccoci all'oggi triste e al paradosso de XXI secolo: siamo
una società libera ma senza vera libertà... siamo a-ideologici ma
pratichiamo uno dei mestieri più antiche del mondo: la ladroneria.
Certo, dobbiamo aspettare l'esito finale dei processi, se mai ci saranno
dei processi, ma dal punto di vista politico il cancro ormai è andato
in metastasi e la società e la sua principlae sovrastruttura, lo Stato, è
marcia: e con questi chiari di luna non ci si dovrebbe mervigliare che
il paese sia fermo nè che non riesce nemmeno a fare un passo; altro che
crescita e sviluppo come afferma l'inquilino "romano"; qui ci vorrebbe
un lavoro capillare per ricostruire quel tessuto necessario al vivere
civile e ridare speranza al paese.
Una vera fatica di sisifo.. e
non vedo nessuno al'orizzonte che possa, e voglia, davvero farlo: e
perchè mai dovrebbe metterci le mani? A voi piacerebbe introdurre la
mani nel secchio di let*** per pulirlo? No, naturalmente..... e questo
sarebbe il "vostro" secchio: immaginate di doverne pulire 60 mln........
Renzi ha sintetizzato – più che posto sul tavolo – le tre ipotesi di riforma elettorale su cui pare possibile aprire una discussione in Parlamento:
1. Il Mattarellum rafforzato in senso maggioritario,
ossia prevedendo una trasformazione del 25% di seggi che veniva
assegnato mediante metodo proporzionale in un 15% di premio di
maggioranza e in un 10% proporzionale a tutela delle minoranze (“diritto
di tribuna”). Ipotesi molto a rischio dopo che la Corte Costituzionale ha ritenuto eccessivo il premio di maggioranza del porcellum.
Non so quanto si possa accettare un sistema ad impianto maggioritario
(che già di suo distorce l’esito a favore dei partiti più forti)
ulteriormente rafforzato da un premio di maggioranza.
2. Il doppio turno di coalizione
(impropriamente definito “sistema dei sindaci” dato che il sindaco è
eletto direttamente, mentre il premier non si può eleggere direttamente
in una repubblica parlamentare), ossia in realtà un “porcellum”
modificato con l’attribuzione del premio di maggioranza a chi non
raggiunge il 40% al primo turno, mediante un secondo turno di votazione.
3. Il sistema spagnolo, ormai noto come “ispanico”, ossia un
sistema proporzionale con circoscrizioni di ampiezza ridotta (vale a
dire che assegnano pochi seggi), a favorire una “soglia di sbarramento
implicita” e quindi un premio ai partiti più grandi. A rafforzare
ulteriormente tale premio, Renzi propone una soglia di sbarramento
nazionale “esplicita” del 5% e un premio di maggioranza (del 15%) al
primo partito.
Quest’ultimo
sistema pare piaccia a Verdini e a Forza Italia e sui giornali di oggi
si legge di un Renzi particolarmente propenso verso l’ispanico.
Tuttavia, tale sistema pone non pochi problemi.
Il primo è che, almeno in Spagna, prevede liste bloccate. Teoricamente le motivazioni della Consulta potrebbero far saltare tale ipotesi. Il
secondo, più importante, è che col sistema tripolare attuale non
garantirebbe alcuna maggioranza, neanche con gli accorgimenti proposti
da Renzi.
A tale proposito, ho
provato a simulare le elezioni del febbraio 2013 mediante il sistema
spagnolo, dividendo l’Italia in circoscrizioni provinciali e inserendo
sia la soglia di sbarramento nazionale del 5%, sia il premio di
maggioranza (che ho ipotizzato di 90 seggi alla Camera, pari al 14,3%).
A rafforzare ulteriormente i partiti più grandi, ho ridisegnato le
circoscrizioni attribuendo loro un ampiezza media di 5 seggi, a fronte
di un’ampiezza media in Spagna pari a 6,7 seggi.
Ecco il risultato:

Il Movimento 5 Stelle che fu primo partito avrebbe ottenuto, con tutto il premio di 90 seggi, un totale di 269 seggi alla Camera. Ergo, sarebbe stato comunque molto lontano dalla maggioranza assoluta. La grande coalizione sarebbe stata in ogni caso indispensabile.
Al Senato le cose sarebbero andate anche peggio,
dato che i premi sarebbero regionali, per cui avremmo avuto premi
diversi a seconda dei risultati regionali. Certo questa simulazione
sconta diverse cose:
1.
E’ presumibile che un sistema del genere porterebbe ad aggregazioni
più ampie (che poi però generano problemi quando tali coalizioni
iniziano a governare).
2.
I sondaggi di oggi danno in media un PD oltre il 30% e dunque più
forte di circa 5-6 punti rispetto al M5S di febbraio scorso. Ma ci
possiamo fidare dei sondaggi? E in ogni caso questo margine non
basterebbe al Senato e forse neanche alla Camera.
Continuo
a vedere un grande assente in queste discussioni sulla riforma
elettorale: il “caso” Senato. Ci si scervella sul sistema ottimale,
senza considerare che, col Senato eletto a base regionale e un sistema
partitico tripolare, non c’è rimedio che tenga. Occorre mettere mano
alla Costituzione e quantomeno cancellare la frase “è eletto su base
regionale” dell’art. 57. Fatto ciò, possiamo dedicarci alla riforma che
garantisca governabilità ed efficacia. Ma senza questa modifica,
stiamo solo sprecando tempo e chiacchiere.
Luigi Di Gregorio
TW @ldigregorio75
p.s.
a
voi le considerazioni. A me pare che l'idea non sia quella
dell'assicurare una qualche alternanza ma solo di perpetuare il più a
lungo possibile l'attuale marcio e decadente sistema
politico-economico...... e ben gli sta a Grillo
