Fonte: W.S.I. 7 maggio 2018, di Alberto Battaglia
Diventa più netto e inequivocabile il confine che separa le polizze vita dai contratti di investimento ordinari, una distinzione che si riflette in importanti conseguenze sul piano fiscale. La Corte di Cassazione
si è espressa, tramite la sentenza 10333/2018, fissando il paletto
della garanzia di restituzione del capitale “investito”. Nella
assicurazione sulla vita, una protezione economica a fronte del rischio
di morte dell’assicurato, non può darsi il caso in cui la conservazione
del capitale non sia certa.
Il principio di fondo che anima tale distinzione è che il rischio della performance dell’investimento,
in un contratto di assicurazione, non deve essere assunto dal soggetto
assicurato, bensì dalla società presso la quale questi si rivolge. Nel
caso in cui la garanzia della restituzione del capitale non fosse
presente nel contratto, questo deve essere considerato, pertanto, un
contratto d’investimento.
La posizione
dei giudici non è nuova, però aggiunge alcune precisazioni sui
contratti sottoscritti attraverso società fiduciarie. In questo caso
l’investitore viene individuato, ha precisato la Suprema Corte,
nell’assicurato e non nella società fiduciaria. Fatta salva la
possibilità di sottoscrivere polizze vita mediante l’interposizione delle società fiduciarie, deve restare chiaramente riferibile il cliente-fiduciante.
Quest’ultimo deve obbligatoriamente ricevere informazioni, tramite la fiduciaria, sui rischi dell’investimento
e le implicazioni che esso comporta. L’inadeguata informativa al
cliente comporta la risoluzione del contratto, relativo risarcimento dei
danni e la restituzione del capitale versato.
In Borsa l’indice settoriale del comparto assicurativo cala anche se sembra che la sentenza non si riferisca alle polizze italiane, quanto piuttosto ad alcune polizze di private insurance di diritto estero, non quindi a quelle unit o multiramo vendute dalle compagnie italiane. A Piazza Affari
il comparto si muove in controtendenza (-0,44%) rispetto all’andamento
generale del Ftse MIB (+0,58% a 24.476 punti intorno alle 16.15).
Rimane inoltre da vedere come verrà applicata la sentenza.
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
Visualizzazione post con etichetta cassazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cassazione. Mostra tutti i post
lunedì 7 maggio 2018
martedì 6 giugno 2017
Totò Riina e la possibile scarcarazione, il silenzio degli impenitenti
di Sostenitore | 6 giugno 2017 Il Fatto Quotidiano
di Francesca Scoleri
Qualche anno fa, Bernardo Provenzano ricevette una visita in carcere dall’allora Presidente della Commissione speciale antimafia del Parlamento Europeo, Sonia Alfano. Durante quell’incontro, Provenzano, fu sollecitato a raccontare “ciò che sapeva”. A detta della Alfano, Provenzano lasciò aperto uno spiraglio spingendosi addirittura a chiedere un colloquio fuori dal carcere.
I presunti buoni propositi di Provenzano, furono stoppati subito. In seguito le sue condizioni si aggravarono anche a causa di quelle che furono definite “cadute dal letto”. Il boss è poi morto nel luglio scorso mentre versava da mesi in stato vegetativo“. Quello stesso Stato che, per 43 anni, lo aveva lasciato libero di muoversi in Italia e all’estero, sfoggia forza e determinazione col vegetale inerme tenendolo al regime detentivo. Nessuna morte dignitosa per chi ormai non può più nuocere rivelando segreti inconfessabili.
L’attuale indignazione verso la possibile scarcerazione di Riina è più che lecita dal momento che non versa in condizioni particolarmente gravi. Avrei, però, voluto cogliere la medesima indignazione davanti ad altri fatti simili o addirittura più gravi. Mi avrebbero restituito l’immagine di un popolo informato e non dormiente, in grado di provare moti di repulsione per la sostanza dei fatti e non solo per il nome “Riina”.
il resto dell'articolo sul Fatto Quotidiano
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
da registrare anche l'articolo sul Fatto Quotidiano di Nando Dalla Chiesa in merito: da condividere in toto
Qualche anno fa, Bernardo Provenzano ricevette una visita in carcere dall’allora Presidente della Commissione speciale antimafia del Parlamento Europeo, Sonia Alfano. Durante quell’incontro, Provenzano, fu sollecitato a raccontare “ciò che sapeva”. A detta della Alfano, Provenzano lasciò aperto uno spiraglio spingendosi addirittura a chiedere un colloquio fuori dal carcere.
I presunti buoni propositi di Provenzano, furono stoppati subito. In seguito le sue condizioni si aggravarono anche a causa di quelle che furono definite “cadute dal letto”. Il boss è poi morto nel luglio scorso mentre versava da mesi in stato vegetativo“. Quello stesso Stato che, per 43 anni, lo aveva lasciato libero di muoversi in Italia e all’estero, sfoggia forza e determinazione col vegetale inerme tenendolo al regime detentivo. Nessuna morte dignitosa per chi ormai non può più nuocere rivelando segreti inconfessabili.
L’attuale indignazione verso la possibile scarcerazione di Riina è più che lecita dal momento che non versa in condizioni particolarmente gravi. Avrei, però, voluto cogliere la medesima indignazione davanti ad altri fatti simili o addirittura più gravi. Mi avrebbero restituito l’immagine di un popolo informato e non dormiente, in grado di provare moti di repulsione per la sostanza dei fatti e non solo per il nome “Riina”.
il resto dell'articolo sul Fatto Quotidiano
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
da registrare anche l'articolo sul Fatto Quotidiano di Nando Dalla Chiesa in merito: da condividere in toto
Etichette:
41 bis,
Bernardo Provenzano,
blog,
cassazione,
legalità,
mafia,
Scarcerazione,
Totò Riina
lunedì 22 maggio 2017
Va rispettata la legge, non i “valori” (Massimo Fini)
19/05/2017 di triskel182
La
sentenza della Cassazione che obbliga lo straniero che vive in Italia a
conformarsi ai nostri valori (e implicitamente a quelli occidentali) è
aberrante, inquietante, pericolosa. Lo straniero che vive in Italia ha
il solo obbligo, come tutti, di rispettare le leggi dello Stato
italiano. Punto. Il sikh che girava con un coltello kirpan, sacro nella
sua cultura, doveva essere condannato perché in Italia è vietato
andare in giro armati. Se si accettasse il principio enunciato dalla
Cassazione un italiano che vive in un Paese islamico dovrebbe, in
conformità alla cultura di quel Paese, farsi musulmano.La sentenza della Cassazione è incostituzionale perché viola l’articolo 3 della nostra Carta: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. La questione non riguarda semplicemente le differenze religiose, punto su cui si sono soffermati quasi tutti, ma è molto più ampia: riguarda l’identità culturale, religiosa e non religiosa. La Cassazione afferma: “La società multietnica è una necessità, ma non può portare alla formazione di arcipelaghi culturali confliggenti a seconda delle etnie che la compongono”. Non so dove la Cassazione sia andata a scovare un principio di questo genere, inaudito nel senso letterale di mai udito fino a oggi. Lo straniero che vive in Italia non ha l’obbligo di conformarsi alle nostre tradizioni, ha il sacrosanto diritto di conservare le sue, sempre che, naturalmente, non siano in contrasto con le nostre leggi. Al limite lo straniero non ha nemmeno l’obbligo di imparare la nostra lingua, sarebbe più intelligente se lo facesse ma non ne è obbligato. La questione della sicurezza, importante ma che non ha nessuna rilevanza se lo straniero rispetta le leggi del nostro Stato (il burqa va vietato non perché è un simbolo religioso ma perché copre l’intero viso e le nostre leggi prevedono che si debba andare in giro a volto scoperto), sta facendo dell’“arcipelago culturale” occidentale un sistema totalitario che non tollera le diversità culturali sia all’esterno (vedi le aggressioni armate ad altri Paesi, dalla Serbia alla Libia) sia al proprio interno. Stiamo di fatto calpestando proprio quei valori, democrazia in testa, cui diciamo di appartenere e ai quali vorremmo costringere qualsiasi “altro da noi”. Alla povera gente che migra nel nostro Paese e negli altri Stati europei, a causa molto spesso delle nostre prevaricazioni economiche e armate che abbiamo fatto nei loro, vorremmo togliere, alla fine, anche l’anima. Spostando il discorso mi piacerebbe sapere quali sono i nostri valori. A parte quello di una democrazia che in realtà non è tale, perché non appartiene ai cittadini ma è nel pieno possesso di oligarchie, nazionali e internazionali, non vedo in Occidente un altro valore che non sia l’adorazione del Dio Quattrino e la supina subordinazione alle leggi del mercato. Siamo molto gelosi della nostra identità, più che altro a parole perché un’identità non l’abbiamo più, ma non tolleriamo quella altrui.
Io sono libero di essere sikh, sono libero di essere indù, sono libero di essere musulmano, sono libero, se abito in un Paese di cultura diversa, di essere laico. Dell’Illuminismo abbiamo conservato e sviluppato il peggio, ma abbiamo dimenticato il meglio che sta nella famosa frase di Voltaire: non sono d’accordo con le tue idee ma difenderò il tuo diritto a esprimerle fino alla morte.
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 18/05/2017.
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
HA RAGIONE!!
Etichette:
blog,
cassazione,
Costituzione,
diritti,
Fini,
libertà,
migranti,
religione
giovedì 29 agosto 2013
... addio imu, vittoria!!!!
Già addio imu, al suo posto arriverà la Service tax che viene
spacciata come salvifica per i possessori di abitazioni, almeno quelli
che hanno la prima casa (per le seconde e per le terze, soprattutto se
sfitte, ritorna l'irpef...) ma i soldi che verranno a mancare, chi li
tirerà fuori?
Bella domanda; diamo una risposta con la Uil – Servizio politiche territoriali - quindi non certo tacciabili di essere "comunisti" o aderenti al partito dell'odio: mentre i possessori di prima casa avranno un qualche risparmio dagli sconti concessi (si parla mediamente di circa 115 euri) la differenza fra la somma ex-imu e tasse comunali (non si sa ancora se con i rifiuti o meno, in realtà non è chiaro) e tax service+ rifiuti sarà pagata dagli affittuari che si ritroveranno a pagarla senza sconti per circa 500 euri all'anno, 525 (circa 225 di ex-imu e 350 di rifiuti)!!!!! Mi chiedo quante famiglie di affittuari saranno morosi dall'anno prossimo visto che o pagano questo monster o ... mangiano.
Eppure c'è chi, l'amato capo del partito dell'amore (impegnatissimo anche sul fronte del salvarsi le chiappe con un altro tipo di esenzione...... quella dalla sentenza definitiva della Cassazione e non per grazia, ricevuta, dall'alto colle ma proprio dai suoi pari dei partiti e sodali; un esenzione del tutto speciale, tutta per lui che lo santifichi e lo renda intoccabile.. sembra strano ma non lo è; strano invece è che schiere di suoi, presunti, nemici e avversari per tacere dei tanti prof .. tutti prontissimi a soccorrerlo alla bisogna; chi per opportunismo, chi perchè a libro paga; chi altri per semplice opportunismo realista e chi ancora per salvare le larghe intese sponsorizzate dall'Alto Colle così salvifiche per il paese...), esulta insieme al suo partito e ai suoi alleati, perchè? Semplice perchè i ceti di riferimento si tovano proprio nella condizione di aver dovuto pagare l'imu versione montiana e di essere così disperati, si fa per dire, da essere pronti a votarsi anche loro al primo santo che gli promette di toglierla.... peccato che pagheranno a stessa cosa in altri modi, meno diretti ma comunque anche dalle loro tasche qualcosa uscirà: chi invece non caccerà nulla, come prima, è ..... la Chiesa. Se prima almeno le "attività commerciali" tiravano fuori qualcosina, ora invece sono messe tutte sullo stesso piano: dalla Charitas all'hotel mascherato da ritiro conventuale non PAGHERANNO UNA CIPPA, nulla.... con tanti saluti alle procedure d'infrazione dell'europa e dell'art. 3 della costituzione e annessi e connessi.
Insomma: sembra proprio la solita fregatura nascosta nel pacco dono che ci stanno facendo.. in realtà ai conti mancano svariati miliardi, sia ai comuni che alla casse statali, che da qualche parte dovranno pur uscire..... e credo di sapere da quali usciranno.
Bella domanda; diamo una risposta con la Uil – Servizio politiche territoriali - quindi non certo tacciabili di essere "comunisti" o aderenti al partito dell'odio: mentre i possessori di prima casa avranno un qualche risparmio dagli sconti concessi (si parla mediamente di circa 115 euri) la differenza fra la somma ex-imu e tasse comunali (non si sa ancora se con i rifiuti o meno, in realtà non è chiaro) e tax service+ rifiuti sarà pagata dagli affittuari che si ritroveranno a pagarla senza sconti per circa 500 euri all'anno, 525 (circa 225 di ex-imu e 350 di rifiuti)!!!!! Mi chiedo quante famiglie di affittuari saranno morosi dall'anno prossimo visto che o pagano questo monster o ... mangiano.
Eppure c'è chi, l'amato capo del partito dell'amore (impegnatissimo anche sul fronte del salvarsi le chiappe con un altro tipo di esenzione...... quella dalla sentenza definitiva della Cassazione e non per grazia, ricevuta, dall'alto colle ma proprio dai suoi pari dei partiti e sodali; un esenzione del tutto speciale, tutta per lui che lo santifichi e lo renda intoccabile.. sembra strano ma non lo è; strano invece è che schiere di suoi, presunti, nemici e avversari per tacere dei tanti prof .. tutti prontissimi a soccorrerlo alla bisogna; chi per opportunismo, chi perchè a libro paga; chi altri per semplice opportunismo realista e chi ancora per salvare le larghe intese sponsorizzate dall'Alto Colle così salvifiche per il paese...), esulta insieme al suo partito e ai suoi alleati, perchè? Semplice perchè i ceti di riferimento si tovano proprio nella condizione di aver dovuto pagare l'imu versione montiana e di essere così disperati, si fa per dire, da essere pronti a votarsi anche loro al primo santo che gli promette di toglierla.... peccato che pagheranno a stessa cosa in altri modi, meno diretti ma comunque anche dalle loro tasche qualcosa uscirà: chi invece non caccerà nulla, come prima, è ..... la Chiesa. Se prima almeno le "attività commerciali" tiravano fuori qualcosina, ora invece sono messe tutte sullo stesso piano: dalla Charitas all'hotel mascherato da ritiro conventuale non PAGHERANNO UNA CIPPA, nulla.... con tanti saluti alle procedure d'infrazione dell'europa e dell'art. 3 della costituzione e annessi e connessi.
Insomma: sembra proprio la solita fregatura nascosta nel pacco dono che ci stanno facendo.. in realtà ai conti mancano svariati miliardi, sia ai comuni che alla casse statali, che da qualche parte dovranno pur uscire..... e credo di sapere da quali usciranno.
Etichette:
blog,
cassazione,
cronaca,
economia,
fisco,
governo,
imu,
inciucio,
larghe intese,
politica,
Quirinale,
service tax,
società
domenica 28 luglio 2013
UN PAESE BLOCCATO....
vi propongo l'articolo di Furio Colombo pubblicato sul fatto
quotidiano del 28/7/2013.... riflette bene come siamo un paese bloccato
non nell'attesa di un idea di come uscire dal pantano ma bloccato
nell'attesa della sentenza della Cassazione riguardante l'amato capo del
partito dell'amore: lui gigioneggia, dice la sua, in realtà la
pressione sui giudici è forte e pressante per il semplice motivo che da
loro dipende molto... non il nostro futuro, purtroppo ma quello del
sistema politico che ci sta bloccando e che rischia di saltare lasciando
un vuoto che nessuno può colmare... nemmeno M5S.
buona lettura
Aspettare la Cassazione è il nostro Royal Baby (Furio Colombo).Due Paesi europei si sono fermati in attesa, come in una fiaba. In Inghilterra si attendeva l’erede al trono. È arrivato, it’s a boy, si chiama George Alexander. In Italia si chiama Silvio Berlusconi, it’s a boy, ma non è arrivato. Ovvero non è ancora arrivata la sentenza che deciderà il prossimo capitolo della sua vita avventurosa, che siamo obbligati a condividere. Perciò, a differenza del Regno Unito, l’Italia resta ferma, inchiodata alle previsioni, alle scommesse, al-l’attesa. Un intero Paese, tra i primi nell’economia mondiale, co-fondatore dell’Unione europea, protagonista nel Mediterraneo, pezzo importante del mondo globalizzato, resta immobile, guardando verso la Corte di Cassazione, che in poche righe deciderà sui prossimi anni della vita pubblica italiana e sentenzierà sul senso e sull’esito dei precedenti vent’anni “sotto Berlusconi”. Gli esperti in previsioni berlusconiane (attivi e infaticabili quanto i bookmaker del piccolo George Alexander, ma intenti a discutere scenari meno lieti) si scontrano con tre previsioni: va in prigione; resta al Senato (forse a vita); oppure varie forme di rinvio in modo che, come accade spesso in questo Paese, nulla cambi e tutto resti immobile in attesa del prossimo evento di Berlusconi da cui dipenderà di nuovo il nostro futuro.
Personalmente, senza avere il minimo spunto di conoscenza processuale di questi fatti, mi permetto di prevedere una qualche forma di rinvio o posticipo, perché troppi destini si incrociano nello spazio e nel tempo di quella sentenza. Grava prima di tutto su di essa lo scambio di lettere (chiarificante ma drammatico ) tra Fausto Bertinotti e Giorgio Napolitano. Bertinotti vede il fermo di democrazia, come il “freeze” di una sequenza di cinema , in cui ogni gesto appare sospeso, per timore di danneggiare il governo.
IL PRESIDENTE della Repubblica ha due cose chiare da opporre. Una. Ovvio che ogni divieto sarebbe una interruzione inaccettabile della democrazia. Due: se qualcosa o qualcuno interrompe il buon funzionamento delle “larghe intese” , si rompe tutto e sarà necessaria un’elezione anticipata. Equivale all’affondamento senza rimedio della nostra economia. In questo modo la vita politica, anzi tutta la vita pubblica italiana, diventa una giostra. Si muove, ma intorno allo stesso punto, girando sullo stesso perno. Viaggiare sulla giostra dà ebrezza, ma non porta lontano, salvo la breve illusione che il paesaggio cambi. Anzi, che cambi sempre perché, girando , le idee un po’ si confondono. Interferire con una giostra in movimento è molto pericoloso.
Purtroppo, con il gioco della giostra, la prima vittima è la percezione del Paese nel mondo, dunque le relazioni internazionali . Stiamo accumulando casi di violazione o di irrilevanza a nostro danno che non hanno niente a che fare con la responsabilità del ministro degli Esteri isolato e accantonato. Tre casi in sequenza ci collocano nel rango di “potenza irrilevante”: i fucilieri di marina italiani abbandonati in India e affidati al buon cuore di quel Paese; l’agente ex Cia Seldon Lady (uno dei protagonisti della “rendition” di Abu Omar) arrestato a Panama su mandato di cattura italiano e subito restituito da Panama agli Usa, senza neppure interpellare l’Italia; l’arresto di Alma Shalabayeva e bambina, ordinato dall’ambasciatore kazako alla polizia italiana, scrupolosamente eseguito da 50 violenti uomini armati (cito dalla descrizione della signora Shalabayeva al Financial Times) e trasporto immediato delle vittime da Roma al Kazakistan, una vicenda di cui, con la finzione di sapere tutto, non sappiamo niente.
Se cerchiamo di comporre l’insieme confuso di queste vicende in un unico quadro, il risultato è allarmante. Primo, la maggioranza, che sostiene e garantisce il governo, non ha alcun segno di identificazione, come una vasta truppa anonima. È un essere collettivo senza lineamenti precisi, che afferra tutto, accetta tutto, comprende tutto, decide tutto e permette tutto, per mancanza di definizione, anche solo approssimativa, dei partecipanti all’immenso gruppo misto. Potrebbe esserci una opposizione ma purtroppo Cinque Stelle non ha capito o deciso o saputo dove andare e come andarci e Sel ha poca voce.
Secondo, il governo è senza scopo. Infatti la vera domanda al governo non è di competenza ma di esistenza. Questa domanda viene autorevolmente ripetuta senza sotterfugi, e ogni obiezione al governo viene subito bollata come messa in pericolo dell’intera società italiana, vita e valori.
TERZO, il potere è senza volto. Per esempio (mi riferisco di nuovo al caso Shalabayeva) avviene in Italia, sotto gli occhi del governo e per mano dello Stato, un delitto contro i diritti umani di qualcuno.
Il primo ministro Letta si chiama fuori. Ci garantisce che il ministro dell’Interno non c’entra. Il ministro degli Esteri credibilmente dimostra di essere stata tenuta all’oscuro. Il ministro della Giustizia non vuole sapere né rivedere il caso. Il Capo dello Stato deplora. Ma gli ordini chi li ha dati? A chi far credere che la polizia si è mossa da sola, guidata da un kazako, nel compiere, dentro l’Italia e dentro Roma, un’azione dichiarata “odiosa” da tutti e sicuramente illegale, violando persino la Carta dell’Onu per l’infanzia?
Raccontata così, la vicenda italiana dà l’impressione che qualcuno che conta muove il potere dietro il potere. Servirà la sentenza della Cassazione a portare un briciolo di luce almeno su questo punto: chi dà gli ordini a chi, e perché, in questo Paese, in questi terribili anni?
vi informo, a chi interessasse naturalmente, che dal 1° Agosto questo blog va in ferie ... non il blogger che stacca un pò la spina ma nella vita vera continuerà a lavorare almeno fino al 5/8.. poi saranno ferie ma saranno ferie in tono con il momento: niente ferie "classiche" ma corse al mare di casa peraltro nemmeno dei più puliti... ma così è se vi pare, diceva pirandello
buona lettura
Aspettare la Cassazione è il nostro Royal Baby (Furio Colombo).Due Paesi europei si sono fermati in attesa, come in una fiaba. In Inghilterra si attendeva l’erede al trono. È arrivato, it’s a boy, si chiama George Alexander. In Italia si chiama Silvio Berlusconi, it’s a boy, ma non è arrivato. Ovvero non è ancora arrivata la sentenza che deciderà il prossimo capitolo della sua vita avventurosa, che siamo obbligati a condividere. Perciò, a differenza del Regno Unito, l’Italia resta ferma, inchiodata alle previsioni, alle scommesse, al-l’attesa. Un intero Paese, tra i primi nell’economia mondiale, co-fondatore dell’Unione europea, protagonista nel Mediterraneo, pezzo importante del mondo globalizzato, resta immobile, guardando verso la Corte di Cassazione, che in poche righe deciderà sui prossimi anni della vita pubblica italiana e sentenzierà sul senso e sull’esito dei precedenti vent’anni “sotto Berlusconi”. Gli esperti in previsioni berlusconiane (attivi e infaticabili quanto i bookmaker del piccolo George Alexander, ma intenti a discutere scenari meno lieti) si scontrano con tre previsioni: va in prigione; resta al Senato (forse a vita); oppure varie forme di rinvio in modo che, come accade spesso in questo Paese, nulla cambi e tutto resti immobile in attesa del prossimo evento di Berlusconi da cui dipenderà di nuovo il nostro futuro.
Personalmente, senza avere il minimo spunto di conoscenza processuale di questi fatti, mi permetto di prevedere una qualche forma di rinvio o posticipo, perché troppi destini si incrociano nello spazio e nel tempo di quella sentenza. Grava prima di tutto su di essa lo scambio di lettere (chiarificante ma drammatico ) tra Fausto Bertinotti e Giorgio Napolitano. Bertinotti vede il fermo di democrazia, come il “freeze” di una sequenza di cinema , in cui ogni gesto appare sospeso, per timore di danneggiare il governo.
IL PRESIDENTE della Repubblica ha due cose chiare da opporre. Una. Ovvio che ogni divieto sarebbe una interruzione inaccettabile della democrazia. Due: se qualcosa o qualcuno interrompe il buon funzionamento delle “larghe intese” , si rompe tutto e sarà necessaria un’elezione anticipata. Equivale all’affondamento senza rimedio della nostra economia. In questo modo la vita politica, anzi tutta la vita pubblica italiana, diventa una giostra. Si muove, ma intorno allo stesso punto, girando sullo stesso perno. Viaggiare sulla giostra dà ebrezza, ma non porta lontano, salvo la breve illusione che il paesaggio cambi. Anzi, che cambi sempre perché, girando , le idee un po’ si confondono. Interferire con una giostra in movimento è molto pericoloso.
Purtroppo, con il gioco della giostra, la prima vittima è la percezione del Paese nel mondo, dunque le relazioni internazionali . Stiamo accumulando casi di violazione o di irrilevanza a nostro danno che non hanno niente a che fare con la responsabilità del ministro degli Esteri isolato e accantonato. Tre casi in sequenza ci collocano nel rango di “potenza irrilevante”: i fucilieri di marina italiani abbandonati in India e affidati al buon cuore di quel Paese; l’agente ex Cia Seldon Lady (uno dei protagonisti della “rendition” di Abu Omar) arrestato a Panama su mandato di cattura italiano e subito restituito da Panama agli Usa, senza neppure interpellare l’Italia; l’arresto di Alma Shalabayeva e bambina, ordinato dall’ambasciatore kazako alla polizia italiana, scrupolosamente eseguito da 50 violenti uomini armati (cito dalla descrizione della signora Shalabayeva al Financial Times) e trasporto immediato delle vittime da Roma al Kazakistan, una vicenda di cui, con la finzione di sapere tutto, non sappiamo niente.
Se cerchiamo di comporre l’insieme confuso di queste vicende in un unico quadro, il risultato è allarmante. Primo, la maggioranza, che sostiene e garantisce il governo, non ha alcun segno di identificazione, come una vasta truppa anonima. È un essere collettivo senza lineamenti precisi, che afferra tutto, accetta tutto, comprende tutto, decide tutto e permette tutto, per mancanza di definizione, anche solo approssimativa, dei partecipanti all’immenso gruppo misto. Potrebbe esserci una opposizione ma purtroppo Cinque Stelle non ha capito o deciso o saputo dove andare e come andarci e Sel ha poca voce.
Secondo, il governo è senza scopo. Infatti la vera domanda al governo non è di competenza ma di esistenza. Questa domanda viene autorevolmente ripetuta senza sotterfugi, e ogni obiezione al governo viene subito bollata come messa in pericolo dell’intera società italiana, vita e valori.
TERZO, il potere è senza volto. Per esempio (mi riferisco di nuovo al caso Shalabayeva) avviene in Italia, sotto gli occhi del governo e per mano dello Stato, un delitto contro i diritti umani di qualcuno.
Il primo ministro Letta si chiama fuori. Ci garantisce che il ministro dell’Interno non c’entra. Il ministro degli Esteri credibilmente dimostra di essere stata tenuta all’oscuro. Il ministro della Giustizia non vuole sapere né rivedere il caso. Il Capo dello Stato deplora. Ma gli ordini chi li ha dati? A chi far credere che la polizia si è mossa da sola, guidata da un kazako, nel compiere, dentro l’Italia e dentro Roma, un’azione dichiarata “odiosa” da tutti e sicuramente illegale, violando persino la Carta dell’Onu per l’infanzia?
Raccontata così, la vicenda italiana dà l’impressione che qualcuno che conta muove il potere dietro il potere. Servirà la sentenza della Cassazione a portare un briciolo di luce almeno su questo punto: chi dà gli ordini a chi, e perché, in questo Paese, in questi terribili anni?
vi informo, a chi interessasse naturalmente, che dal 1° Agosto questo blog va in ferie ... non il blogger che stacca un pò la spina ma nella vita vera continuerà a lavorare almeno fino al 5/8.. poi saranno ferie ma saranno ferie in tono con il momento: niente ferie "classiche" ma corse al mare di casa peraltro nemmeno dei più puliti... ma così è se vi pare, diceva pirandello
Etichette:
blog,
cassazione,
cronaca,
furio colombo,
inciucio,
partitocrazia,
politica,
royal baby,
società
lunedì 28 gennaio 2013
Fu un missile.....
Ustica, 27/6/1980: il DC9 fu
.... abbattuto da un missile, chi lo dice? Non il solito allarmista
comunista ma la Cassazione in sede civile stabilendo che lo Stato dovrà
risarcire i danni e tutto il resto; é la parola fine? No perché le
indagini sono ancora in corso ma in stallo perché le rogatorie
internazionali sono ferme, inspiegabilmente ferme.. bé proprio
inspiegabilmente non direi perché la storia é nota ed é nota a tutti:
solo che manca la verità ufficiale: sarà dura che arrivi perché
significherebbe dover ammettere che quella notte ci fu un atto di
guerra, vista dal punto di vista "ufficiale", o un atto di terrorismo di
stato se la vediamo dal punto di vista, come dire, non "ufficiale ma
probabilmente vero.
Non sto qui a rifarvi la storia perché la potete leggere, se non la doveste conoscere, sul link a wikipedia; quello che mi preme qui sottolineare, e lo dico senza tanti giri di parole, é come fa uno Stato a coprire degli assassini per la semplice ragione della "necessità della politica internazionale" che tradotto significa che le nostre autorità, politiche e militari, sanno benissimo chi é stato ma perché erano, e sono, inquadrate in un quadro di rapporti internazionali hanno girato la faccia dall'altra parte facendo finta di non vedere, sentire, parlare cancellando tutto il possibile (ben coadiuvati dagli alleati che hanno avuto lo stesso atteggiamento in questi anni), sostenendo verità di comodo, e quant'altro servesse a che la verità mai emergesse così com'era..... si dirà: la solita storia italiana, solo uno scheletro nell'armadio (l'ennesimo), di doppiezza bizantina che ci rende inaffidabili e di serie B rispetto agli altri; mi chiedo se fosse capitato altrove cosa sarebbe accaduto; forse la stessa cosa forse no ma prima o poi tutto sarebbe emerso, qui no evidentemente.
La stessa reazione degli italiani é significativa: infatti é stata pari a zero... così come l'ufficialità; tutto é passata nel profluvio di informazioni, dichiarazioni, ecc. senza che ci si concentrasse su questa news che rappresenta un oscura storia di cui vergognarsi; anche perché il sistema messo su negli anni della guerra fredda (fatto di ricatti, doppiezze, uso spregiudicato di utili idioti, ecc.) tiene ancora tutto su perché semmai dovesse cedere un pezzo...... l'italia si riscoprirebeb non il "belpaese" ma ....... un paese dove da tempo immemore poteri e contropoteri, pur in guerra fra loro, hanno tutto l'interesse a che altri non ci mettano il naso in cose che non devono riguardarli ma di cui patiranno tutte le conseguenze presenti e future.....
Che paese, vero?
Andatene fieri perché ve lo ripeteranno almeno dieci volte al giorno a quale paese appartenete e perché dovreste (...) andarne "orgogliosi": quello che non vi diranno mai e cosa c'é dietro la patina costruita negli anni, sta a voi scoprirlo naturalmente... sempreché naturalmente vogliate saperlo e non nascondere la testa sotto la sabbia: come fatto ad esempio ai tepi delle deportazioni degli ebrei, dei comunisti, degli zingari, ecc.. oppure con la strategia della tensione che puntava a una svolta autoritaria per fermare l'orda comunista: e si potrebbe continuare.....
Non sto qui a rifarvi la storia perché la potete leggere, se non la doveste conoscere, sul link a wikipedia; quello che mi preme qui sottolineare, e lo dico senza tanti giri di parole, é come fa uno Stato a coprire degli assassini per la semplice ragione della "necessità della politica internazionale" che tradotto significa che le nostre autorità, politiche e militari, sanno benissimo chi é stato ma perché erano, e sono, inquadrate in un quadro di rapporti internazionali hanno girato la faccia dall'altra parte facendo finta di non vedere, sentire, parlare cancellando tutto il possibile (ben coadiuvati dagli alleati che hanno avuto lo stesso atteggiamento in questi anni), sostenendo verità di comodo, e quant'altro servesse a che la verità mai emergesse così com'era..... si dirà: la solita storia italiana, solo uno scheletro nell'armadio (l'ennesimo), di doppiezza bizantina che ci rende inaffidabili e di serie B rispetto agli altri; mi chiedo se fosse capitato altrove cosa sarebbe accaduto; forse la stessa cosa forse no ma prima o poi tutto sarebbe emerso, qui no evidentemente.
La stessa reazione degli italiani é significativa: infatti é stata pari a zero... così come l'ufficialità; tutto é passata nel profluvio di informazioni, dichiarazioni, ecc. senza che ci si concentrasse su questa news che rappresenta un oscura storia di cui vergognarsi; anche perché il sistema messo su negli anni della guerra fredda (fatto di ricatti, doppiezze, uso spregiudicato di utili idioti, ecc.) tiene ancora tutto su perché semmai dovesse cedere un pezzo...... l'italia si riscoprirebeb non il "belpaese" ma ....... un paese dove da tempo immemore poteri e contropoteri, pur in guerra fra loro, hanno tutto l'interesse a che altri non ci mettano il naso in cose che non devono riguardarli ma di cui patiranno tutte le conseguenze presenti e future.....
Che paese, vero?
Andatene fieri perché ve lo ripeteranno almeno dieci volte al giorno a quale paese appartenete e perché dovreste (...) andarne "orgogliosi": quello che non vi diranno mai e cosa c'é dietro la patina costruita negli anni, sta a voi scoprirlo naturalmente... sempreché naturalmente vogliate saperlo e non nascondere la testa sotto la sabbia: come fatto ad esempio ai tepi delle deportazioni degli ebrei, dei comunisti, degli zingari, ecc.. oppure con la strategia della tensione che puntava a una svolta autoritaria per fermare l'orda comunista: e si potrebbe continuare.....
Etichette:
blog,
cassazione,
cronaca,
DC9,
guerra,
guerra fredda,
politica,
società,
Stato,
storia,
stragi di Stato,
terrorismo,
ustica
sabato 7 luglio 2012
La spending review della ... Cassazione
C'ho pensato un pò su, poi ho deciso di parlarne. Mi veniva in mente quanto l'amico jigen aveva detto qaundo avevo presentato sul blog il film "Diaz": siamo ancora troppo vicini a quei fatti, diceva, per essere sereni.; poteva aver ragione se di anni non ne fossero passati già un bel pò e poteva aver ragione se non ci fossero processi in corso e un ragazzo non fosse morto in piazza alimonda, Carlo Giuliani. La mia non era sete di vendetta ma di giustizia: per il comportamento dei media dopo la morte di Carlo; per l'immediata cappa di piombo calata sui fatti della Diaz (e di bolzaneto) e, soprattutto, per gli immediati depistaggi dopo e i violentissimi pestaggi (e l'ideologia che c'è dietro spiegata benissimo nel film ACAB, che suggerisco di vedere) compiuti così come il famoso "noi 1 loro 0" dopo che si diffuse la notizia della morte di Carlo: d'altronde quel movimento sociale, peraltro internazionale, doveva essere fermato a ogni costo perché i padroni veri del vapore (quelli che oggi costringono stati ad affamare i propri cittadini per pompare soldi alle banche .... fino a farli fallire) dovevano creare le condizioni perché quello che oggi accade allora fu teorizzato e progettato e non potevano esserci movimento di pressione forti come quel movimento: ecco allora che a Genova ci furono infiltrazioni di personaggi "vestiti di nero (peraltro filmati)"; ecco che allora anziché caricare i violenti le forse del (dis)ordine si caricò il corteo delle tute bianche; ecco che allora Carlo Giuliani venne ucciso da un Carabiniere (peraltro oggi indagato per violenza su una undicenne), ecc. il luogo ideale non poteva che essere l'Italia un paese a metà via fra il sudamerica dei peron e il mondo civilizzato ma corrotto, dove le leggi potevano essere piegate (e lo sono state non solo allora ma fino ad oggi e peraltro meno importanti motivi) al volere del potere e la Costituzione calpestata dai Governi (sia di centrosinistra che di destra) e la gente contava poco se non nulla. In questi anni i responsabili diretti sono rimasti praticamente immuni nella connivente assenza della politica che ne aveva bisogno per fare i propri affari (FRA CUI IL TAV) e continuare dello sperpero di risorse per popmare soldi laddove non serve ma laddove vogliono i veri padroni del vapore.... i processi sono arrivati: e hano dato esiti sconfortanti per il potere: le condanne sono arrivate ma hanno finta di nulla così come nessuno é stato rimosso, anzi promossi la maggior parte nonostante venisse provata la macelleria messicana a cui i no G8 erano stati sottoposti: roba questa realmente da italia "cilena".....dei bei tempi del golpe. Alla fine é arrivata la Cassazione: condanne definitive, reati prescritti ma sostanzialmente confermate i reati e le violenze commesse, quindi la macelleria c'é stata per davvero e la violenza é stata gratuita. Sono state così nette le condanne che l'intero staff dirigenziale é stato decapitato creando un vuoto enorme nella burocrazia ministeriale perché nel frattempo la politica li aveva anche promossi; sapete chi mancano? I mandanti politici: sono loro i veri responsabili ma nessuno di essi, esponenti di destra e di sinistra, è stato chiamato a risponderne ... e probabilmente non accadrà mai. La cosa che colpisce di più é che solo ieri "qualcuno" solo dopo questa sentenza ha dichiarato "è ora di chiedere scusa", ci pensate? Solo ora..... chi per anni denunciava la macelleria messicana passava o per connivente con i violenti o veniva deriso ... poi é arrivata la Cassazione mettendo le cose a posto, almeno dal punto di vista giudiziario ma dal punto di vista storico? Cosa é accaduto dopo? Quello che tutti sappiamo e che oggi abbiamo sotto gli occhi ... la storia fu cambiata per portare al potere una cricca affaristico- politica che ha ridotto tutto a un conto economico. Giustizia é fatta? Ma la storia dei popoli subì un rallentamento nell'evoluzione e quel rallentamento ha provocato danni enormi alle società e ai rapporti sociali ma ha pure fatto vittime: Cucchi, Aldrovandi e chissà quant'altri tutti figli di quel lassismo connivente della politica che allentando il controllo ha liberato i mastini della guerra e si é resa connivente di tutto quello che poi é accaduto. Si Giustizia é fatta, ma quando si ricomincerà a ricostruirlo quel tessuto? Mai come stavolta una delle tante verità negate é venuta fuori e mai come ora .... non c'é nessuno che ne prenda atto e cambi rotta, anzi l'impressione che se ne ricava é che anche questa entri a far parte di quel, come dire, rumore di fondo con cui registriamo queste cose: troppo presi dai problemi economici e dalla crisi indotta dai vari Bilderberg che stanno giocando con il mondo ridotto a risiko per il loro profitto e accumuliazione di risorse ingenti che potrebbero essere spesi meglio altrove... accontentiamoci, per ora, che la sentenza abbia fatto chiarezza e qualcuno paghi: le scuse non servono ... ora.
Etichette:
ACAB,
Bilderberg,
blog,
Bolzaneto,
Carlo Giuliani,
cassazione,
cronaca,
Diaz,
economia,
finanza,
G8,
politica,
società,
storia,
violenza
lunedì 4 maggio 2009
Ora tocca alla gelosia
Uccidere per gelosia non è un'aggravante per futili motivi, lo dice la Cassazione. In un paese che non da moltissimo ha eliminato il cosiddetto delitto d'onore(1981) non è un segnale positivo. Siamo un paese strano. Anzi siamo un paese di fantasmi dove ci si ferma a riflettere sul chi è andato in tv ma non su come ci è andato e grazie a chi. Ci continuiamo a meravigliare per le vicende "personali" (che tali non sono) messe in pubblico e poi tutti a comprare il giornale per leggere e commentare con amici e colleghi. Siamo un paese strano anche perchè si censurano spot, si fanno leggi che restringono gli spazi di libertà individuale (legge 40 sulla fecondazione artificiale e il cosiddetto testamento biologico) per compiacere un potente alleato qual'è la Chiesa che vede nell'Italia l'ultimo baluardo della propria influenza; ci sono coloro che hanno raggiunto una propria immunità, rispetto ai comuni mortali, assicurandosela con leggi e tattiche giudiziarie pro domo sua in un senso di onnipotenza che si è costruita scientemente negli anni. Un paese che ammira i furbi e gli evasori nonchè i manager che fanno uso di cocaina, che sgomita per un posto al sole e per raggiungerlo non si fa scrupolo di scegliere le vie più brevi: foss'anche il velinismo. E con tutto questo davanti (problemi sicuramente importantissimi per la società) dove lo troviamo il tempo per affrontare la crisi economica e di sistema che stiamo vivendo? A volte mi vien da pensare che tutto serve a far sviare l'attenzione dalla realtà dura che abbiamo di fronte: si è partiti dagli extracomunitari per arrivare alla pruderie della vicenda Capo del Governo e Consorte passando per fannulloni ecc.
Etichette:
blog,
cassazione,
cronaca,
Diritti Umani,
donna,
Gossip,
politica,
società
venerdì 14 novembre 2008
La Cassazione dà ragione al padre di Eluana: ora può andarsene in pace

La Cassazione ha deciso (<---- link e vi trovate anche il testo scritto da scaricare della sentenza della Corte di Cassazione). Si può lasciare libera Eluana di andarsene; liberandola dalla prigionia di un corpo che solo le tecniche mediche avanzate teneva in vita (le stesse tecniche che invece sono vietate per la fecondazione assistita e per la diagnosi prenatale vietate nel nostro paese): la sua anima molto probabilmente era già via in un'altro posto migliore di questa valle di lacrime. La Cassazione, con una sentenza sofferta, ha dato il suo via al distacco del sondino perchè lo stato vegetativo permanente era ritenuto irreversibile. Ora Eluana può riposare il suo calvario è finito. E ora veniamo alla tempesta che si è scatenata quando si è saputo della sentenza. La Chiesa, c'era da aspettarselo, ha tuonato affermando che è "un'attentato alla vita" e alla commissione di "un'atto gravissimo contrario ad ogni etica e morale". Insomma non l'hanno presa bene: ma lo si sapeva dato che già nella vicenda Welby aveva fatto chiaramente capire la propria chiusura a qualunque possibilità di comprendere la sofferenza dell'essere umano e la completa chiusura al principio personalissimo dell'autodeterminazione dell'individuo non solo quando è vivo e vegeto ma anche quando non è più in grado di disporne liberamente e in prima persona del proprio corpo: una cosa che non condivido per nulla dato che il corpo è mio e lo gestisco io secondo le mie convinzioni, idee, credenze. Non stupisce nemmeno la reazione della maggioranza (si è arrivata a parlare di omicidio di stato e simili) e sta superando, a mio parere, quel limite del buon gusto e silenzio, doveroso in questi casi, di fronte a tragedie come queste: per non dire che questo nervosismo è significativo per aver visto fallire l'accerchiamento della Cassazione che si è dimostrato organo che non si lascia condizionare e che decide in base alla legislazione vigente e alle prove addotte. Cosa vogliono dimostrare? Di essere più realisti del re? Oppure non riescono ad ammettere che la società, che ha largamente accettato il principio del lasciare andare il paziente terminale, e incurabile, irreversibile? E che la giurisprudenza è molto più avanti della politica nazionale e ancora è viva e non si lascia condizionare da pressioni esterne? Di cosa hanno paura? Che aumentino le morti di questo tipo, non tutti hanno o hanno avuto le cure di Eluana, o che la gente rialzi la testa e in un'impeto di dignità personale e si riappropri del proprio ruolo di partecipazione attiva nelle decisioni del paese e non deleghi a persone, che poi fanno come gli pare, seguendo minoranze potenti ma nettamente minoritarie nella società stessa. Io personalmente credo che al diritto della persona e di disporre di se stesso senza nessun'altro che possa intervenire nel suo godimento. Io invece ammiro la semplicità e la calma del padre della ragazza per il quale credo che il lutto sia finito. Perchè questo culto del dolore a tutti i costi? Perchè sennò la Chiesa dovrebbe ammettere cose che minano i propri fondamenti. Perchè si deve soffrire? Perchè la sofferenza è parte, secondo qualcuno, della vita e permette di acquisire un'al di là promesso a fronte di una vita terrena che tale non è. Perchè questa insistenza sulla tutela della vita? Per la Chiesa la vita va tutelata: perchè qualcuno non vuole tutelarla? tutti vogliamo vivere e vivere bene se ce lo permettono: ma questo pone problemi anche per l'aborto, altro tema scottante sopra il quale integralisti e gerarchie vogliono mettere mano senza chiedere il parere dei diretti interessati: noi cittadini che riteniamo di vivere in uno stato laico enon confessionale. Mi chiedo ma chi si trova in quella situazione è vivo nel senso che intendiamo noi o è altro? Io non credo che sia vita quella vegetativa. E senza l'intervento medico e tecnico-medico la persona sarebbe morta? Si a mio parere. Tutte domande a cui ognuno dovrebbe rispondere sulla base delle proprie posizioni personali e non invece dire spropositi e sparare ad alzo zero solo per non voler ammettere che siamo di fronte ad altro e di fronte al quale ci vuole rispetto e, ripeto, silenzio. A me resta l'idea che la morte, come la vita, abbia una sua dignità e che questa dignità non può essere scippata da altri in nome di credi e credenze e pretese che non hanno nulla di realmente e scientificamente provato ma rispondono solo a convinzioni personali e religiose che poco hanno a che fare con un diritto individuale personalissimo e non rinunciabile.
Etichette:
blog,
cassazione,
chiesa,
Costituzione,
Diritti Umani,
Englaro,
integralismo,
laicità,
libertà,
vita
Iscriviti a:
Post (Atom)
test velocità
Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL |