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martedì 6 giugno 2017

Totò Riina e la possibile scarcarazione, il silenzio degli impenitenti

di | 6 giugno 2017  Il Fatto Quotidiano

di Francesca Scoleri 
Qualche anno fa, Bernardo Provenzano ricevette una visita in carcere dall’allora Presidente della Commissione speciale antimafia del Parlamento Europeo, Sonia Alfano. Durante quell’incontro, Provenzano, fu sollecitato a raccontare “ciò che sapeva”. A detta della Alfano, Provenzano lasciò aperto uno spiraglio spingendosi addirittura a chiedere un colloquio fuori dal carcere.
I presunti buoni propositi di Provenzano, furono stoppati subito. In seguito le sue condizioni si aggravarono anche a causa di quelle che furono definite “cadute dal letto”. Il boss è poi morto nel luglio scorso mentre versava da mesi in stato vegetativo“. Quello stesso Stato che, per 43 anni, lo aveva lasciato libero di muoversi in Italia e all’estero, sfoggia forza e determinazione col vegetale inerme tenendolo al regime detentivo. Nessuna morte dignitosa per chi ormai non può più nuocere rivelando segreti inconfessabili.
L’attuale indignazione verso la possibile scarcerazione di Riina è più che lecita dal momento che non versa in condizioni particolarmente gravi. Avrei, però, voluto cogliere la medesima indignazione davanti ad altri fatti simili o addirittura più gravi. Mi avrebbero restituito l’immagine di un popolo informato e non dormiente, in grado di provare moti di repulsione per la sostanza dei fatti e non solo per il nome “Riina”.
il resto dell'articolo sul Fatto Quotidiano
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da registrare anche l'articolo sul Fatto Quotidiano di Nando Dalla Chiesa in merito: da condividere in toto

mercoledì 12 aprile 2017

Questa voglia di disintermediare

Una cosa in comune c’è tra l’ex segretario candidato e il garante padrone del M5S, Renzi e Grillo intendo.
La parola è disintermediazione.
A che serve la libera informazione quando c’è  già pronto il blog con tutte le informazioni?
Da una parte il blog dall’altra il blog, il #Matteorisponde e i quotidiani che fanno da grancassa: entrambi i leader (e i loro fans) dimostrano una certa allergia quando le domande sono scomode. Una esempio fatto già ieri sera durante la trasmissione Gazebo: se le domande sono di Report, ad arrabbiarsi è il Pd e il suo tesoriere, mentre a far la parte del difensore della stampa è il movimento.
Quando invece sono due esponenti del M5S che tampinano il direttore Orfeo(TG1) reo (secondo il movimento) di censurare l’inchiesta Consip, i ruoli si invertono.
Il Pd dalla parte della stampa libera.
Il movimento contro “certi giornalisti” .
In questo modo tutto, il caso Consip, il caso Raggi, le manovrine del governo, i dati dell’occupazione, l’inchiesta di Report sugli intrecci tra Pessina Unità e appalti viene trattata alla stessa maniera. Come maniera da tifo da stadio.
L’inchiesta consip diventa la storiella del magistrato che, assieme al carabiniere amico di Travaglio ha orchestrato tutto per infangare un partito.
Eversione, si è scritto..
Manco fossimo tornati ai tempi di Piazza Fontana.
Servirebbe un’informazione libera da condizionamenti che racconti i fatti e aiuti le persone a costruirsi una sua opinione.
E una classe politica che accettasse l’intromissione della stampa, come un fatto naturale.
Ma qui torniamo alla disintermediazione, alla voglia di parlare direttamente col popolo, togliendo di mezzo quanti (la stampa, i sindacati, gli stessi organi intermedi nei partiti) si mettono di mezzo.
Da unoenessuno.blogspot.it

domenica 26 febbraio 2017

Nel paese del tempo perduto e rapinato (Antonio Padellaro)

Nel Paese del tempo perduto la legge fondamentale non è la Costituzione ma il decreto Milleproroghe. Infatti serve a poco interrogarsi sul perché il governo abbia fatto l’accordo con i tassisti dopo e non prima le cinque giornate di scioperi, bombe carta e tirapugni, se non si ha ben chiaro lo spirito del gioco di ruolo in corso. Io, dice lo Stato al cittadino tassista (o creditore della Pubblica amministrazione o parte civile in un processo o in lista per una tac), lasciando marcire il tuo problema ho rubato il tuo tempo: tu vieni pure a riprenderlo se ne sei capace.
Dai e dai può anche succedere che il cittadino tassista sbrocchi (siamo a Roma) pensando agli Uber che fanno tanto figo o ai noleggiatori venuti da lontano ad accaparrarsi clienti in nero.
E lui che deve finire ancora di pagare la licenza di platino (fino a 400 mila euro) fa casino in piazza (male, malissimo c’indigniamo noi dai nostri divani), però finalmente ottiene l’attenzione del ministro Delrio. Tempo rapinato (spesso con l’aggravante dei futili motivi) è la prescrizione che ogni anno cancella oltre 130 mila processi con altrettante parti lese a cui neppure sarà concesso di scendere in piazza per recuperare con la forza (male, malissimo) ciò che hanno perduto per sempre. Come la donna stuprata vent’anni fa quando era una bambina e che da ieri potrebbe anche incrociare per la strada il suo violentatore. Che condannato in primo grado a 12 anni l’ha fatta franca poiché il fascicolo è riemerso troppo tardi dal pozzo nero del tempo perduto.
E anche se al ministro Orlando “ribolle il sangue”, ci dica a cosa serve ora che il tempo stesso ha sentenziato: sia premiato l’orco? Sarà la festa collettiva dei colpevoli prescritti: vieni a prendermi, così canzoneranno la giustizia con la g minuscola.
Il tempo è denaro ma quello speso dagli americani della Roma per dotarsi di uno stadio non vale più nemmeno la Pizza di fango del Camerun, moneta sgarrupata resa celebre dalla tv di Avanzi. Mai e poi mai alle colate di cemento proclamano oggi i 5Stelle, all’unisono con il noto ambientalista Caltagirone.
Giusto, ma perché far perdere inutilmente tre anni e vagonate di soldi a chi sapendolo prima sicuramente nell’Urbe neppure ci avrebbe portato un pallone? Semplice: come il potere per Andreotti il tempo logora chi non ne ha più voglia dopo essersi macerato nell’attesa. Si potrebbe andare avanti così all’infinito (ideale unità di misura della nostra burocrazia) citando per esempio le porzioni di vita e di salute che nessuno mai restituirà alle moltitudini incolonnate ogni giorno nel traffico della Capitale, poiché il tempo della “Metro C”, come quello del messia si calcola nei secoli dei secoli.
Ci fu, è vero, Matteo Renzi l’ex premier futurista che vrooom accelerò le lancette degli orologi approvando a tambur battente riforme su riforme (stiamo cambiando l’Italia, diceva gioiosamente saltellando sulle vette della modernità). Solo che (le riforme) risultarono tutte sbagliate. Memori della lezione ricevuta nessun politico fateci caso si azzarda più a smuovere una scartoffia. Nell’Italia al rallentatore anche la scissione nel Pd avviene alla moviola e perfino la dinamica Bruxelles adegua i suoi tempi a quelli della nazione debitrice scalando le marce della procedura d’infrazione: tra un mese o forse tra un anno chissà.
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 23/02/2017.
 

lunedì 23 gennaio 2017

Con trasporto silenzioso (Andrea Scanzi)

E’ un mio limite, ma di fronte al dolore non ho parole. Così, me ne sto zitto. Per esempio quando c’è il terremoto. Come cantava qualcuno, di fronte allo sgomento c’è solo l’immagine del grande smarrimento. Nelle terre devastate dal sisma ho molti amici, molti ricordi e ancor più fascinazioni. Sono terre meravigliose, anche se troppo spesso dimenticate. Faccio fatica a vedere le immagini, a leggere le notizie. E mi guardo bene dal partecipare al cicaleccio web di chi straparla di tutto, commentando – per forza – ogni notizia. A volte, anzi spesso, esiste solo il silenzio.
Il dramma straziante di Rigopiano andrebbe osservato con trasporto silenzioso, ma tutto – in questo paese – diventa chiacchiericcio indistinto. Più ancora di chi straparla a cazzo, mi infastidisce però la pletora di pretoriani che – in questi casi – vorrebbero una sorta di sospensione del giudizio. Una “solidarietà nazionale” peraltro ipocrita, perché presuppone l’appoggio acritico al governo (questo e il precedente) e l’attacco livoroso a qualsivoglia opposizione (anche se essa ha il torto d’aver ragione). Non alludo alla politica: chi lucra sul terremoto mi fa schifo. Alludo all’informazione, quella vera, quella a cui tocca in questi giorni scrivere (non certo con gioia) che la neve a gennaio non è “imprevedibile”, che le promesse elettorali non sono state mantenute e che la tragedia di Rigopiano si poteva evitare. Eppure, se lo scrivi e lo motivi, sei uno “sciacallo”. Uno che merita il paragone con quel politico andato in tivù coi doposci griffati. Ecco: questo ricatto è insopportabile. Non si aiuta un paese dicendo sempre “sì padrone”: lo si aiuta adoperandosi – ognuno nel suo ruolo – affinché quella tragedia non si ripeta. Chi oggi dà dello “sciacallo” a chi osa fare giornalismo (vero), è lo stesso che imponeva l’appoggio acritico a Monti, “altrimenti sei uno sciacallo”. Oppure a Letta, “altrimenti sei un disfattista”. Oppure a Renzi, “altrimenti non ami l’Italia, se vince il no sarà il disastro” (come no: infatti si è visto). Il mantra si ripete ora con Gentiloni. Questi ragionamenti sono di una disonestà intellettuale ac-ce-can-te. E vengono puntualmente da osservatori tromboneggianti e avvizziti che, ogni volta, non ne indovinano una. Neanche per sbaglio. Fateci un favore: ritiratevi e non ammorbateci più con le vostre litanie colpevoli e furbastre. Fate più danni della grandine. Se questo paese avesse meno servitori “ottimisti” e più persone libere “realiste”, probabilmente non avrebbe i problemi che ha. E non dovrebbe affidarsi ogni volta – per salvarsi – ad eroici avamposti di utopia e resistenza, gli stessi che ora rischiano la vita per salvarne altre. Avamposti assai più belli della classe dirigente – giannizzeri inclusi – che mal li governa. E che pretende pure il consenso, e il silenzio, ogni volta che sbaglia. Cioè quasi sempre.
Da facebook.com/andreascanzi
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A forza di tagli e dello storico pressapochismo italiaco che ha sempre privilegiato il condono e il voto alla legalità, e in questi casi anche alla sicurezza, i risultati sono, saranno e sono stati sotto gli occhi di tutti a ogni problema sorto o disastro avvenuto, quanto annunciato...

lunedì 2 novembre 2015

Erdogan vince? gli unici a festeggiare sono i mercati

Elezioni in Turchia: il sultano vince, complici un paio di attentati ben piazzati, su cui sarebbe il caso che le cosiddette ong indaghino, e una raffica di arresti di massa delle opposizioni e conseguente chiusura dei loro media,  e i mercati festeggiano.... un paradosso per le persone normali ma non certo per i cosiddetti analisti e sacerdoti del mercato: per loro significa continuità e stabilità o, per meglio dire, gli affari vanno avanti e il pensiero unico può esultare senza timore di perdere uno dei propri baluardi nella lotta per la conformazione planetaria alla globalizzazione.
Significa anche che si continueranno a vendere armi all'ISIS (o IS che dir si voglia) via proprio questo paese mentre contemporaneamente l'Occidente ufficiale ne combatte le manifestazioni "esteriori" ... dall'alto dei cieli. Finora solo la Russia si sta sporcando le mani, gli altri no.
Se si voleva un ennesima prova di come sia vista l'espressione democratica dei popoli e di quanto oggi conti queste elezioni ne sono la prima e massima espressione: alcuni mesi fa il popolo si era espresso diversamente; ma non c'erano stati attentati e la stampa è stata imbavagliata mentre contemporaneamente c'erano stati arresti di massa e una pressante campagna mediatica che ha letteralmente spinto al ritorno dell'alveo governativo una discreta fetta dell'elettorato. Attenzione: l' AKP ha rpeso SOLO il 49,46% dei voti validi il che significa che nel paese reale è minoranza anche se la minoranza più forte ed ha ottenuto la maggioranza assoluta in conseguenza di un perverso meccanismo che ha messo al 10% lo sbarramento minimo e dava un robusto premio di maggioranza al "vincente"... ricorda nulla agli italioti?
E gli altri partiti? I curdi, che hanno perso oltre un milione di voti entrano in parlamento con il 10,4% e i repubblicani kemalisti con il 25 % circa sono la maggiore forza di opposizone... ben poco.
Un ruolo importante, in base alle denunce, sembrano averlo svolto i militari che, sembra, in alcuni punti strategici del paese sarebbero entrati nei seggi (per fare cosa?) o avrebbero creato dei posti di blocco creando file kilometriche: immagino che questi posti di blocco in funzione antiterroristica abbiano rallentato, se non scoraggiato, molti elettori non allineati dall'andare a votare... com'è cambiato il loro ruolo oggi, vero? Da numi tutelari della Costituzione kemalista turca a suoi affossatori in funzione presidenzialista e, c'è da temere, democraticamente autoritaria.... anche il vento dell'est in questi anni non è propizio e mi chiedo, se tutto va in porto: qual'è la differenza fra una Turchia presidenzialista come quella che si sta costruendo e la Russia putiniana?

martedì 24 marzo 2015

Patronati, audizione Camusso su truffa Inca svizzero. Che riapre (con altro nome)

Fonte: Il Fatto Quotidiano a firma di del 24 marzo 2015
Dichiararsi insolventi, chiudere l’attività per poi riaprirla a distanza di pochi mesi con un’altra ragione sociale, tutto per sottrarsi al pagamento dei risarcimenti stabiliti dal tribunale. Un espediente da sempre stigmatizzato dai sindacati, sempre schierati dalla parte delle vittime. O quasi sempre, perché l’atteggiamento cambia radicalmente quando lo schema viene utilizzato dal primo sindacato italiano, la Cgil, o almeno una sua propaggine all’estero: il patronato Inca-Cgil di Zurigo, dove l’ex direttore, Antonio Giacchetta, fino al 2009 s’è inghiottito le pensioni di decine di anziani, approfittando della loro fiducia nei confronti della sigla del sindacato. Anche su questa vicenda verrà sentito il segretario confederale Susanna Camusso, convocata dalla commissione al Senato per gli Italiani all’estero nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulla riforma dei Patronati italiani che operano fuori dal territorio nazionale per le comunità di residenti all’estero.
Ecco come funzionano. All’Istituto nazionale confederale di assistenza (Inca) si rivolgono, sia all’Italia che all’estero, i lavoratori che devono svolgere ogni tipo di adempimento burocratico, dal pagamento delle tasse alle indennità di malattia fino alla riscossione della pensione. Se smettono di funzionare però, di colpo emerge la fragilità del sistema di pagamento delle casse pensioni e la sua esposizione ai profittatori di turno. Quando un ex lavoratore si presentava all’Inca di Zurigo per ottenere la propria, Giacchetta riusciva a farsi versare dalle casse previdenziali sul proprio conto corrente tutti i contributi del lavoratore. Bastava falsificare i timbri del Consolato italiano. I truffati rimanevano all’oscuro del raggiro per anni, perché il sindacalista continuava a erogare dal proprio conto una prestazione mensile. Fino a che, nel 2009, i pagamenti cessano. Solo allora la truffa viene scoperta e Giacchetta viene licenziato. Ancora oggi non è chiaro quale sia stata l’entità del raggiro: il Comitato difesa delle Famiglie rappresenta 27 truffati per un totale di quasi cinque milioni di franchi ma, secondo il presidente Marco Tommasini, in totale le vittime sarebbero 480, per un totale di 37 milioni.
Che non sono mai tornati perché la storia è tutta da scrivere. Ai primi processi in sede civile, Inca-Cgil si costituisce come parte lesa. Un modo per prendere le distanze dal funzionario infedele, ma anche per evitare di essere chiamata a risarcire i pensionati. Parliamo di cifre importanti, dai 100 ai 370 mila franchi ciascuno. Con una serie di sentenze definitive però la giustizia elvetica condanna il sindacato a pagare oltre un milione alle prime otto vittime. Il 26 ottobre del 2013 arriva la doccia fredda per i raggirati: con un comunicato, l’Associazione Inca Svizzera rende noto che “non sarà più in grado di operare” a causa delle “sentenze sfavorevoli all’Associazione stessa in merito ad alcune richieste di risarcimento da parte di pensionati truffati da Antonio Giacchetta. Sono sentenze – conclude la nota – che rispettiamo come sempre, ma che sinceramente non condividiamo né comprendiamo”. L’ordine di risarcimento non arriva alla sede italiana del patronato, che per operare a Zurigo aveva costituito una società di diritto svizzero. I pensionati, rimasti tutti senza pensione, sono costretti ad arrangiarsi: c’è chi vende casa, chi si fa mantenere dai figli, chi torna dai parenti in Italia. E, per ottenere giustizia, sporgono una nuova denuncia alla Procura di Roma: un processo tutto da rifare che ripartirà dal primo grado, coi tempi biblici della giustizia italiana.
La vera beffa arriva nell’autunno del 2014 quando, dopo nemmeno un anno di inattività, Inca-Cgil riapre le sedi elvetiche. Sul sito del patronato sono indicati cinque uffici: Basilea, Berna, Bellinzona, Ginevra, Neuchatel. Chiamando una di questi, è facile ottenere anche il numero di telefono dell’ufficio di Zurigo, quello di Giacchetta. Anche questo è stato riaperto, cercando però di fare poco rumore. Per tornare a operare, al patronato Cgil è stato sufficiente costituire una nuova società: “Patronati insieme”. Il processo penale svizzero non è ancora entrato in fase dibattimentale che Giacchetta è già a piede libero e ha pure trovato un nuovo lavoro. Mentre i pensionati truffati ancora aspettano di capire chi gli restituirà le loro pensioni e la presidente di Inca Morena Piccinini preferisce non rispondere. La parola, oggi, al segretario Camusso. I pensionati, forti delle sentenze della giustizia civile elvetica, ritengono che la Cgil dovrebbe rispondere per l’operato del suo dipendente infedele. E la domanda a questo punto è: può la Cgil che aveva chiuso i battenti per non pagare i risarcimenti riaprire ora come nulla fosse? La parola, alla Camusso.
p.s.
avrei voluto parlare di geopolitica europea, ma...
l'unico cosa che riesco a dire è: Dr.ssa Camusso batta un colpo. Milioni di persone iscritte e simpatizzanti al sindacato fondato da Di Vittorio hanno diritto a sapere cosa ne pensa e, soprattutto, cosa vuole fare...

mercoledì 23 gennaio 2013

C'era una volta ... pomigliano

Ricapitoliamo le puntate precedenti... anzi no raccontiamo una favola:
c'era una volta una fabbrica in crisi, definita cattedrale nel deserto, cha apparteneva allo Stato, arrivò una sua concorrente e l'acquistò; ma le cose non andavano bene ancora e si decise che questa fabbrica andava "riqualificata" e così fu: ma prima era necessario che ci fossero delle riforme che avrebebro dovuto metterla al passo degli altri. Si decise che:
  1. era necessario che il padrone potesse aver mani libere nel decidere come, chi, quando e senza un perché licenziare o mandare in cassa integrazione senza interferenze esterne;
  2. era anche necessario che il contratto di lavoro cambiasse, fosse aggiornato alle esigenze del momento.. subito i sindacati (tranne la fiom) accorsero come i re magi al cospetto della nascente nuova era che avrebbe reso tutti felici, operai compresi; così come governo e partiti, sinistra (..) compresa si misero a disposizione affinché il cambiamento potesse avvenire "riformando" la legislazione a partire dall'art.18, l'ultimo vero baluardo all'orda liberale;
  3. fu anche detto che, dopo riforme e nuovi contratti, il lavoro sarebbe arrivato copioso e gli operai non avrebbero sofferto più di tanto le brutture della cassa integrazione.
A conferma di tutto ciò fu siglato un accordo dove da un lato venissa promesso che miliardi sarebbero arrivati come investimenti che avrebebro rilanciato la fabbrica così come fu promesso che nuovi modelli e nuove piattaforme sarebbero state operative a breve, in  cambio si chiedeva la riduzione di quelli che erano considerati diritti dei lavoratori e libertà nel gestire lavoro e tutto il resto e in più si decise che chi firmava poteva sedersi al tavolo di concertazione (contrattazione nemmeno a parlarne) chi respingeva l'accordo o lo dicuteva pensando, ingenuamente, di poterlo cambiare o almeno migliorare e tirava in lungo i tempi ..... no era escluso e per sempre: anche se era la sigla maggiormente rappresentativa e si vide anche rifiutare il pagamento della tessera attraverso la busta paga: in pratica veniva cancellata; e si fece un referendum (durante il quale varie volte sono state denunciate pressioni indebite sui lavoratori) affinché gli operai potessero scegliere il si o il no....  solo una sigla, come dicevo, disse di no e fu esclusa e molti dei suoi iscritti furono messi in cassa integrazione o messi in gravi difficoltà, con il plauso, nemmeno tanto nascosto, della stessa sinistra.....
com'é andata a finire?
Che alla fine si é dovuto riconoscere che nulla di quanto promesso é stato messo in atto, anzi si dice chiaramente che le fabbriche sono improduttive e che i miliardi promessi non sarebbero arrivati né allora ne oggi, né probabilmente nei prossimi anni.
Che dopo varie battaglie legali la Fiom sta riconquistando a colpi di sentenze l'agibilità sindacale e politica dentro e fuori la fabbrica semplicemente chiedendo quelli che sono i principi di qualunque democrazia sindacale di un paese civile: non siamo in cina.... anche se qualcuno ci spera.
Che, mentre la Fiom vince quasi tutte le cause, a difesa, ivi compresa quella sul licenziameno di 19 suoi iscritti (l'azienda in risposta ne manda in cassa integrazione altrettanti 19 mettendo le basi per una guerra fra poveri dalla quale sarebbe l'unica a guadagnarci), le sigle sindacali "responsabili (...)" riconoscono che ci sono esuberi di operai: risultato? Che il giudice, é di oggi la sentenza, che avrebbe dovuto decidere la reintegrazione dei 19 operai messi alla porta al posto di quelli della Fiom ha sentenziato che esisteva "un difetto di legittimazione degli intervenienti" perché la Fiom non aveva titolo per ricorrere... perché il licenziamento non era ancora avvenuto e quindi "il solo elemento temporale dedotto" dalla Fiom "non appare integrare gli elementi necessari per qualificare l'avvio del procedimento per il licenziamento collettivo come ritorsione, cioé come comportamento pregiudizievole volto a punire le persone lese dalla discriminazione o qualunque altra persona"; in pratica: i 19 licenziati non potranno essere della fiom ma é comunque nel potere dell'azienda diminuire il personale" e qui cade l'asino perché poco prima, come dicevo, altre sigle sindacali avevano appena riconosciuto oltre 2000 esuberi aziendali facendo un insperatisimo regalo all'azienda.
E le promesse? Di là da venire, ancora... e pensare che Monti c'era andato ad esaltare il nuovo; e pensare che tanti capoccioni della sinistra s'erano sgolati a far capire a quei comunistacci della Fiom che i tempi erano maturi affinché alcune "garanzie" potessero essere considerate anacronistiche, ecc. l'unica cosa certa, finora é: la Fiom aveva ragione perché dietro tutto il fumo non c'era nessun arrosto....
il resto alle prossime puntate e se non fosse la descrizione del dramma della perdita del lavoro per migliaia di famiglie di lavoratori ci sarebbe quasi da pensare che tutto é solo un brutto sogno e che domani é un altro giorno e la notte é passata e i fantasmi sono spariti con essa.... ma non é nulla di tutto questo, purtroppo....

mercoledì 16 gennaio 2013

Trattativa Stato-mafia: con le motivazioni ... la conferma

con il deposito delle motivazione la Corte Costituzionale spiega come é arrivata a sentenza sul conflitto di attribuzione sollevato dal Capo dello Stato nei confronti della Procura di Palermo.
Ebbene, la Corte, leggitimamente, ha deciso di creare una nuova definizione di Capo dello Stato: quello che é assolutamente intoccabile; roba da repubblica presidenziale non certo da Stato parlamentare quale ancora siamo, almeno come risulta da una semplice lettura della Carta Costituzionale. La parte che colpisce, e non solo il sottoscritto ma a molti, é quella che sostiene che "il livello di protezione assoluta"garantito al Capo dello Stato nelle sue comunicazioni e non solo quelle, credo giustamente, istituzionali ma anche quelle private per "l'efficace esercizio di tutte" fino al punto che la "semplice rivelazione ai mezzi di informazione dell'esistenza delle registrazioni" costituisce già "un vulnus che dev'essere evitato"; e ancora la Corte si spinge al punto di sostenere che "il dovere dei giudici é quello di evitare che ciò possa accadere e, quando ciò casualmente accada, di non portare a ulteriori conseguenze la lesione involontariamente recata alla sfera di riservatezza costituzionalmente protetta"; infine la Corte dice anche a chi tocca: non alla Procura ma al GIP però senza seduta camerale (quindi niente parti in causa né pubblicità) in una solitaria seduta che non credo sia prevista dalla legislazione ordinaria: credo che in vista arriverà ben prsto una eccezione di costituzionalità per chiedere se le norme del codice a questo punto sia costituzionali o meno perché, siamo sempre un popolo di garantisti, tutta la procedura fu voluta affinché tutti potessero assistere alla decisione del giudice e fare istanza oppisitiva o meno a seconda che si ritenesse importanti o meno i materiali da distruggere... insomma la legge é uguale per tutti e tutti sono soggetti al suo imperio ma da oggi qualcuno lo é ..... di meno, soprattutto se ricopre la neo disegnata figura di Capo dello Stato ..... Re, come ai bei tempi dello Statuto Albertino più o meno e con tanti saluti al bilanciamento di poteri e garanzie all'informazione dei cittadini che sono i veri titolari del sovranità o, dice qualcuno, i DATORI DI LAVORO DEI POLITICI CHE RICOPRONO INCARICHI ISTITUZIONALI A QUALUNQUE LIVELLO SIANO.
Sia chiaro, in qualità di cittadino ritengo di aver il diritto di dissentire: la Costituzione italiana va bene così com'é e, a mia conoscenza, non prevede a mia conoscenza immunità assoluta per nessuno soprattutto se si tratta di cose non direttamente connesse alle funzioni ricoperte: l'amato capo é stato spesso impallinato per questo motivo e non é un caso che i vari lodi sono stati bocciati proprio dalla Corte perché creavano super garanzie che non erano previste; come mai per l'amato capo non erano previste e per qualcun'altro sì? Cosa impedirà, semmai dovessero vincere (come semmbra che sarà, visti gli italiani e la loro coraggisissima genìa) i partiti tradizionali, a chiunque di farsi forte di una sentenza del genere per invocare super immunità non previste né, fino a questa sentenza, prescritte? Cosa impedirà ora all'amato capo e a chiunque altro di reclamare anche per se una cosa del genere visto l'illustre precedente?
Si sa che, anche nelle democrazie, il potere (per quanto possa essere diviso e in guerra e faide al proprio interno) di autotutela quando qualcun'altro esterno al meccanismo tenta di fare luce laddove non si vuole che luce ci sia: in questo caso qualcuno non vuole che si faccia luce sulla trattativa fra Stato e mafia affinché una parte politica che si sentiva sott'attacco da parte della malavita, mentre per anni c'aveva convissuto, anziché alzare il livello di scontro cercava un accomodamento se non un accordo abdicando alla funzione cui era preposta in quanto parte delle istituzioni cui era eletta e abbandonando al loro destino fior di SERVITORI DELLO STATO fra cui Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa ecc. ritenuti sacrificabili per salvarsi, il tutto con l'avallo delle altre parti politiche o almeno la loro passività: un enorme inciucio, l'ennesimo della storia italiana e sui quali a questo punto si deve ritenere sia costruita l'intera storia del paese .. a partire dalla mai veramente esplorata nascita dell'italia unita di cui qualcuno dubita soprattutto nella parte dell'anelito "italiano" dietro cui si crede ci siano ben altri interessi, non solo politici ma anche finanziari e ..... massonici.
Insomma: un paese con le proprie radici marce non può che avere una storia travagliata, per usare un eufemismo, e contraddittoria contraddistinta fin dalla nascita da scandali, irresolutezza e corruzione della politica le cui conseguenze sono ricadute sulle future generazioni ..... fino ad arrivare all'oggi. Questa patina antica non é mai stata eliminata (che ha nascosto agli albori del'unità del paese il patto scellerato fra borghesia industriale del nord e latifondisti e protomafiosi del sud), e a questo punto non credo che lo sarà, né oggi né domani né .. mai.

giovedì 6 dicembre 2012

Questa si può ancora chiamare democrazia dove la legge é eguale per tutti?

Vediamo le regole quali sono, prima.....
art.271 c.p.p.:
1. I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati qualora le stesse siano state eseguite fuori dei casi consentiti dalla legge o qualora non siano state osservate le disposizioni previste dagli articoli 267 e 268 commi 1 e 3.
2. Non possono essere utilizzate le intercettazioni relative a conversazioni o comunicazioni delle persone indicate nell'articolo 200 comma 1 (1), quando hanno a oggetto fatti conosciuti per ragione del loro ministero, ufficio o professione, salvo che le stesse persone abbiano deposto sugli stessi fatti o li abbiano in altro modo divulgati (2).
3. In ogni stato e grado del processo il giudice dispone che la documentazione delle intercettazioni previste dai commi 1 e 2 sia distrutta, salvo che costituisca corpo del reato[2].
Note
(1) Sono i ministri di confessioni religiose, gli avvocati, gli investigatori privati autorizzati, i consulenti tecnici, i notai, i consulenti del lavoro, i geometri, i ragionieri e, commercialisti, i medici, i chirurghi e i farmacisti, tutti coloro che svolgono una professione sanitaria ed ogni altro al quale la legge conceda la facoltà del segreto professionale.

(2) L'eccezione al divieto di utilizzazione è costituito da un'eventuale testimonianza resa sugli stessi fatti oggetto delle conversazioni ovvero dalla divulgazione avvenuta attraverso i mezzi di comunicazione. La stessa eccezione è contenuta al comma 7 dell'art. 103
art. 268 c.p.p.:
1. Le comunicazioni intercettate sono registrate e delle operazioni è redatto verbale.
2. Nel verbale è trascritto, anche sommariamente, il contenuto delle comunicazioni intercettate (1).
3. Le operazioni possono essere compiute esclusivamente per mezzo degli impianti installati nella procura della Repubblica. Tuttavia, quando tali impianti risultano insufficienti o inidonei ed esistono eccezionali ragioni di urgenza, il pubblico ministeropuò disporre, con provvedimento motivato, il compimento delle operazioni mediante impianti di pubblico servizio o in dotazione alla polizia giudiziaria.
3bis. Quando si procede a intercettazione di comunicazioni informatiche o telematiche, il pubblico ministero può disporre che le operazioni siano compiute anche mediante impianti appartenenti a privati (2).
4. I verbali e le registrazioni sono immediatamente trasmessi al pubblico ministero. Entro cinque giorni dalla conclusione delle operazioni, essi sono depositati in segreteria insieme ai decreti che hanno disposto, autorizzato, convalidato o prorogato l'intercettazione, rimanendovi per il tempo fissato dal pubblico ministero, salvo che il giudice non riconosca necessaria una proroga.
5. Se dal deposito può derivare un grave pregiudizio per le indagini, il giudice autorizza il pubblico ministero a ritardarlo non oltre la chiusura delle indagini preliminari (3).
6. Ai difensori delle parti è immediatamente dato avviso che, entro il termine fissato a norma dei commi 4 e 5 (4), hanno facoltà di esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni ovvero di prendere cognizione dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche. Scaduto il termine, il giudice dispone l'acquisizione delle conversazioni o dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche indicati dalle parti, che non appaiano manifestamente irrilevanti, procedendo anche di ufficio allo stralcio delle registrazioni e dei verbali di cui è vietata l'utilizzazione (5). Il pubblico ministero e i difensori hanno diritto di partecipare allo stralcio e sono avvisati almeno ventiquattro ore prima (6).
7. Il giudice dispone la trascrizione integrale delle registrazioni ovvero la stampa in forma intellegibile delle informazioni contenute nei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche da acquisire, osservando le forme, i modi e le garanzie previsti per l'espletamento delle perizie. Le trascrizioni o le stampe sono inserite nel fascicolo per il dibattimento(6).
8. I difensori possono estrarre copia delle trascrizioni e fare eseguire la trasposizione della registrazione su nastro magnetico. In caso di intercettazione di flussi di comunicazioni informatiche o telematiche i difensori possono richiedere copia su idoneo supporto dei flussi intercettati, ovvero copia della stampa prevista dal comma 7 (6) (7).
Note
(1) La norma si riferisce non alla trascrizione delle conversazioni o dei dati oggetto delle comunicazioni, ma ad un riassunto del contenuto delle intercettazioni (che può essere utilizzato, ad esempio, per le misure cautelari personali).

(2) Comma introdotto dalla l. 23-12-1993, n. 547.

(3) La proroga del deposito tende ad evitare la «discovery» sulle fonti di prova. Infatti, all'esito delle intercettazioni, il P.M. potrebbe chiedere al G.I.P. l'emissione di misure cautelari personali. Attraverso il tempestivo deposito dei verbali, gli interessati potrebbero darsi alla latitanza. Ecco perché è possibile ritardare la conoscibilità dell'intercettazione svolta.

(4) La norma nulla dice in merito al termine concesso ai difensori per l'esame degli atti o per l'ascolto delle registrazioni. Il termine indicato dall'articolo (5 giorni), prorogabile fino alla chiusura delle indagini preliminari, indica quello del deposito, ma non quello della presa visione. Essendo però questa attività garantita, trova applicazione il termine indicato nell'art. 366 che conferisce al difensore il diritto di prendere visione degli atti ai quali aveva il diritto di assistere entro 5 giorni dal deposito. Il termine perciò sarà di 5 giorni successivi al deposito, se effettuato entro 5 giorni dalla conclusione o entro 5 giorni dalla chiusura delle indagini preliminari. Inoltre il difensore ha la facoltà di esaminare le cose sequestrate nel luogo in cui si trovano, e se si tratta di documenti, di estrarne copia.

(5) Deve procedersi a stralcio quando si tratta di comunicazioni: probatoriamente irrilevanti e, quindi, inutili; coperte da segreto professionale o di Stato che sia opponibile al giudice (es.: comunicazioni tra inquisito e suo difensore); invalidamente registrate (intercettazioni disposte d'urgenza dal P.M. ma non convalidate dal G.I.P.); irritualmente registrate, sia perché eseguite in violazione delle prescrizioni essenziali (es.: registrazione magnetica della comunicazione telefonica, ma mancata redazione del verbale di intercettazione oppure mancato utilizzo degli impianti esistenti presso la procura della Repubblica) oppure purché compiute fuori da casi consentiti; assolutamente non registrate: la mancata registrazione non è sostituibile con annotazioni, verbali o dichiarazioni testimoniali delle quali la difesa non avrebbe la possibilità di controllare la veridicità.

(6) Comma sostituito ex l. 23-12-1993, n. 547.

(7) Cfr. disp. att. art. 89.
art. 111 Costituzione
La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.
Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l'interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell'accusa e l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo.
Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore.
La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell'imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.
Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.
Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge. Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra.
Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.
art. 24 Costituzione
Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
VENIAMO AL VERO POST
(gli articoli di legge li ho messi per pura informazione, non siete obbligati a leggerli)
.. allora, da questo momento in poi nel nostro paese in ASSOLUTO chiunque, in qualunque modo, riesce a parlare con l'Alto Colle e a dire qualunque cosa le eventuali intercettazioni DEVONO ESSERE DISTRUTTE a priori dal giudice senza contraddittorio delle eventuali parti interessate che potrebbero avere un qualche interesse in materia e, soprattutto, dell'interesse pubblico ad avere cognizione di quanto sia accaduto: soprattutto se in materia di trattative Stato-mafia dove, come emerge ad esempio dalla sentenza fiorentina, la politica (anche la sinistra) decise di trattare per .. salvarsi la vita andando:
  1. contro l'interesse dello Stato a che le mafie non vincessero;
  2. contro l'interesse dei cittadini che DEVONO potersi fidare di chi hanno eletto in loro nome;
  3. contro le stesse parole che la stessa politica dichiarava ai 4 venti quando sosteneva di lottare contro la mafia;
  4. contro...... le morti dei tanti SERVITORI DELLO STATO CHE DAL 1948 A OGGI HANNO PERSO LA VITA per tutelarci tutti credendo che era precipuo interesse di tutti quello di assicurare la legalità generalizzata che é l'unica garanzia pr dare un futuro al paese....... ivi compresi, naturalmente, Falcone e Borsellino.
Da quello che ho letto, anche se bisognerà attendere le motivazioni, in tanti (giuristi illusi compresi) la Corte ha fatto una forzatura per "ragioni politiche" o per dirla meglio ha costruito una nuova interpretazione solo perché non venisse alla luce non tanto che si telefonavano fra loro quanto cosa quelle telefonate hanno rappresentato della reciproca conoscenza di fatti e cose inconfessabili non perché penalmente rilevanti ma perché facevano emergere ..... la scelta fatta anni fa di comune accordo fra forze ufficialmente su fronti opposti non in nome dello Stato ma in propria difesa o meglio in difesa di quella parte politica che aveva propri uomini "compromessi" con le mafie e che per difendere questa scelta ancora oggi sono pronti a tirar su veli, muri, ecc. che ci fanno tornare indietro di decenni, a prima anche della costituzione democratica... la cosa strana é che altrettante intercettazioni, anche più importanti, nel processo fiorentino non hano sollevato dubbi e ire dei pezzi grossi: la differenza E' STATA CHE A PALERMO I MAGISTRATI HANNO APERTO LA BOCCA... A FIRENZE NO ED HANNO FATTO PARLARE GLI ATTI....TUTTO QUI; fossimo un popolo maturo le redazioni dei giornali, i siti web ufficiali, i blog, ecc. sarebbero inondati di proteste e di richieste di dimissioni, invece..... il deserto
GABER AVEVA RAGIONE: IO NON MI SENTO ITALIANO.......
e stasera si parlerà proprio di questo su servizio pubblico
buona visione

domenica 28 agosto 2011

il buco nero della democrazia

Hanno ancora giocato ai Gattopardi: il post finisce qui. Infati a fronte di quanto hanno deciso nell'accordo raggiunto fra i due partiti della maggioranza l'impatto per il paese non potrà che essere depressivo e a-ciclico rispetto a quanto gli partner occidentali hanno messo in campo. Il tutto si restringe ad un aumento dell'iva dal 20 al 21%, a qualche correttivo alle pensioni (guarda caso), al taglio di qualche comune e provincia al di sotto di una certa soglia, forse (ma siamo già nel campo delle ipotesi) a una patrimoniale mascherata, al solito taglio ai ministeri (certo), forse 1/4 di pubblici dipendenti mandati a casa, solita svendita del patrimonio pubblico a favore dei privati per fare cassa, qualche spicciolo chiesto ai già scudati e poc'altro: fuffa; i nodi veri (costi della politica, evasione, corruzione, ecc.) continuano a restare fuori dalla discussione e la loro risoluzione sarà solo argomento di dotte discussioni e nulla più. Non ci si sperava che potessero, e volessero, fare altro dato che una qualunque decisione avrebbe avuto effeti devastanti sul lro elettorato e quindi meglio affidarsi alla solita minestra, che ci sarà servita dal solito coro dei media, e sperare che i mercati speculativi siano benevoli e siano distratti da altre cose e diano respiro ..... dalla non opposizone non é, peraltro, giunto nulla di nuovo: hanno presentato una "contro-manovra" che ha un solo scopo, ossia di mettere in luce i difetti altrui e nascondere i propri limiti e incapacità perché non sono portatori di nessun progetto alternativo ma solo di una versione edulcorata di quanto la maggioranza ha saputo fare finora.....nel paese reale la frustrazione, spesso foriera di rabbia, sta aumentando; molto probabilmente i giochi cominceranno a vedersi già allo sciopero generale del 6 settembre indetto dalla CGIL o meglio dal grado di adesioni ad esso: se sarà alto allora quello che verrà dopo sarà un problema per il paese ufficiale (e la sua risposta non potrà che essere la solita...... di carattere repressivo) perché in caso contrario meglio sarà per tutti darci all'eremitismo ...... questo paese, in via di disfacimento, merita altro: quando ci decidiamo a darglielo?

domenica 22 maggio 2011

S.& P.: guarda che coincidenza, giusto ora...

Certo che quando si dice la sfiga, S. & P. ha pubblicato l'outlook sul nostro paese dove vede nero nel momento attuale ma ci salva nel medio lungo periodo se .... se facciamo i bravi. Una prima domanda sarebbe ovvia: come mai lo tirano fuori giusto ora che il nostro governo del "fare (casino)" traballa? E' ovvio che se non fossimo in periodo elettorale l'ansia governativa sarebbe minore e la risposta ovvia non farebbe notizia se non per fare ingoiare a chi le tasse le paga l'ennesima manovra di tagli e tasse, tutte occulte, creando scenari catastrofici da 2012!!! Ma visto che siamo in periodo elettorale, qui prodest? E' un colpo o un assist? Entrambe a mio parere: perchè da un lato potrebbe essere usato per non far scappare via il proprio elettorato rassicurandolo che nulla cambierà e possono tranquillamente seguire le proprie occupazioni dormendo i sogni del giusto (fra le attività annovererei anche il non pagare del tutto o quasi le tasse) e contemporaneamente deprimere quello avversario e gli indecisi sull'aspetto "abbiamo vinto noi rassegnatevi a pagare i conti che vi presentiamo a piè di lista senza discutere, grazie"; dall'altro, se ragioniamo in termini di teoria del controllo della società con la paura e gli shock ripetuti nell'emergenzialità continua, può essere d'aiuto nel fermare le emorragie di voti e spingere per la loro stabilità immobilistica (quest'aspetto lo descrivono benissimo Naomi Klein e Al Gore nei loro saggi in materia, "Shock economy" della prima e l'assalto alla ragione del secondo) che mette davanti agli occhi il paese dei balocchi mentre dietro le spalle vi levano anche le mutande.
Ma S. & P. é, insieme alle altre agenzie di rating, una delle responsabili della crisi finanziaria internazionale che ci sta strozzando non é contenta e va oltre: elenca dieci punti di criticità che vanno affrontati: naturalmente la cosa è vista dalla prospettiva mercatara e liberista e quindi si basa sulla fiducia nel ripagare i debiti che gli Stati fanno per sopravvivere; debiti che sono la base del sistema di potere economico che da anni sta distruggendo quanto di buono fatto nel '900 in termini sociali ed economici a favore dei meno abbienti e delle pari opportunità: è chiaro che allora il potere economico doveva autolimitarsi perché c'era un sistema alternativo che poteva creare "problemi" nel mondo occidentale proprio fra i poveracci che forse potevano abdicare ai sani principi in cambio di cose ovvie quali pane, casa, lavoro ecc. (é notorio che il New Deal ebbe come motivazione ideale non la preoccupazione che negli stessi USA c'erano situazioni da quarto mondo quanto proprio quest'aspetto che terrorizzava i potentati economici...), quindi meglio rinunciare a qualche profitto e fare buon viso a cattivo gioco aspettando che il nemico crolli: cosa puntualmente accaduta.
Quali sono i 12 punti che hanno spinto S. & P. a darci l'outlook negativo? Li esaminiamo? Vi va?
DEBITO. Il primo vero e grande problema è il debito pubblico, pari al 116% del Pil. Le cause affondano nel decennio degli anni della "Milano da bere" del "deficit spending" facile dove con una crescita buona si innestò sciaguratamente anche il turbo della spesa pubblica, facendo così gonfiare più di ogni altro nostro partner Ue, il fardello del debito pubblico. Recentemente poi, in un decreto minore si è deciso di ripristinare di nascosto i tagli alla politica locale facendo tornare le indennità per i consiglieri circoscrizionali abolite un anno fa dal ministro dell'economia Giulio Tremonti: il dato fa capire come sia difficile recuperare il terreno perduto. Il costo del debito pubblico intanto costa 50 miliardi di euro di interessi all'anno, soldi che mancano all'economia reale. Tutto vero ma c'è un ma: c'è, come in questo caso, un uso pessimo del debito pubblico ma ce n'é anche uno virtuoso: proprio nel New Deal americano lo Stato spendeva soldi che non aveva immediatamente in cassa per dare iniezioni di fiducia al mercato e alle famiglie intervenendo direttamente nell'economia eravamo di fronte all'intervento pubblico nell'economia che è stato un motore della ricrescita economica insieme alla guerra mondiale: si coniugò il "termosifone (Stato, famiglie, imprese)" con la crisi e pian piano quelle iniziative c'hanno regalato un 50ennio di prosperità: perché ora non accade? Semplice, perché non ci sono, per ora, alterntative credibili al capitalismo di rapina che abbiamo sotto gli occhi che usa lo stato come bancomat, le famiglie come consumatori e le imprese come fonte di profitto da reinvestire nella finanza.
RICERCA. Uno dei maggiori successi del paese: una buona e selettiva università collegata al mondo delle imprese fa da volano per l'industria del paese. In teoria gli si potrebbe dar ragione, in teoria. Nella realtà si dimentica che la ricerca pura col cavolo le imprese, men che meno quelle italiane, la finanziano: solo lo Stato può farlo.
L'ALTA VELOCITA'. Il costo del lavoro assorbe anche il costo delle inefficienze del paese. Lo spostamento dei lavoratori è uno dei punti. Oggi grazie all'alta velocità del Freccia Rossa questo divario si è parzialmente ridotto, ma ampie zone del paese come il Nord-est, o i collegamenti internazionali con la Francia a Modane e il corridoio orientale verso Kiev restano ancora escluse da questo elemento di modernità. Altra balla. Perché con i soldi delle cosiddette "grandi opere" non si ristruttura l'esistente? S. & P. volutamente mescia (uhm mi è venuto mescere, vi piace?) l'olio con l'acqua perchè non sa vedere oltre il proprio naso degli affari. Se si volessero fare realmente cose utili si potrebbe potenziare la parte cargo delle ferrovie con nuove linee dedicate: non certo con l'alta velocità che serve solo a creare disastri ambientali e treni per signori......
BANDA LARGA. Oltre al trasporto, un altro elemento di arretratezza delle infrastrutture del paese è la banda larga, un elemento che consente enormi aumenti di produttività. Una velocità minima di connessione è un requisito indispensabile per la diffusione di servizi come il telelavoro, telemedicina, teleconferenza, videochiamata. La disponibilità di una connessione a banda larga è considerata dai tecnici indispensabile in qualunque azienda che richieda un'interazione via rete web. Le Intranet aziendali già oggi dispongono di collegamenti ad alta velocità, ottenibili con investimenti propri dell'azienda. La disponibilità di una connessione Internet veloce dipende, invece, da decisioni di investimento di terzi, del provider. La banda larga è stata dichiarata servizio universale per la prima volta in Finlandia nel 2005, seguita da Spagna e Svizzera. Il Giappone detiene il primato globale di copertura del paese e di velocità media di connessione. Tokio ha realizzato l'intervento pubblico più importante per diffondere la banda larga. Questo, forse, spiega qualcosa del miracolo giapponese. Banda larga? Qui da noi? Ma non scherziamo nemmeno: l'amato capo ha investito economicamente e politicamente sulla tv come volano del proprio potere politico e questi vogliono togliergli il giocattolino? E poi chi paga, lo Stato? In realtà la banda larga come diritto reale del cittadino è un aspetto acclarato nei paesi civili ma qui da noi è impossibile almeno finché le tlc, e annesse reti, sono in mano a un solo operatore che fa concorrenza sleale agli altri: qui ci vuole la crezione di una "terna (società pubblica quotata in borsa che gestisce le reti elettriche del paese)" per le reti tlc: i privati pagano il canone di affitto della rete e noi cittadini ci guadagniamo in diritti e velocità ...... questo è programmare la banda larga!
FISCO. L'elevata pressione fiscale è un ostacolo alla crescita economica. Dopo la Germania, in Europa abbiamo la maggiore tassazione sui profitti d'impresa, ma a differenza di Berlino anche la pressione sul capitale è penalizzante. Ridurre le tasse sui profitti e sul capitale, attraverso uno «scambio», meno tasse e meno sussidi alle imprese, non è un favore agli imprenditori, - dicono gli analisti - ma una spinta alla creazione di ricchezza e all'attrazione di nuovi investimenti. Come? Ma perché non si dice che la pressione è elevata e non si dice che la base contributiva è ristretta rispetto alla capacità contributiva generale perché l'evasione/elusione in Italia è a livello record con il placet dei politici (sia i berlusconiani di sinistra che di destra nulla hanno fatto realmente in materia): anche il Governatore Draghi ha detto che se solo si riuscisse a far pagare la metà del dovuto noi staremmo allo stesso livello della Germania e non dell'Argentina del crack!!!!!!! Altro che aiuti alle imprese che già pagano poco e altro che meno tasse sulle rendite da capitale: da noi sono le più basse d'europa......
TEMPI LUNGHI DELLA GIUSTIZIA CIVILE. L'Italia ha il record dei tempi di attesa per una sentenza civile. Tempi lunghi equivalgono a incertezza del diritto. Ma davvero? e chi fa le leggi per uccidere la giustizia? Eppure le proposte utili e a costo quasi zero ci sono..... no, no qui il problema è la politica: non vuole essere considerata pari agli altri e vuole salire sopra il livello di impunità e immunità per se stessa... ricordate qualche legge che non abbia aggravato la situazione? E voglio volutamente tacere sulle leggi pro domo propria dell'amato capo....
ETA' PENSIONABILE. L'aumento dell'età media è una fattore di progresso sociale ma ne consegue l'aumento dell'età pensionabile, anche attraverso la piena equiparazione tra uomini e donne. Un elemento che libererebbe risorse finanziarie utili l'occupazione giovanile e femminile. Invece si assiste a un sempre maggior ricorso a forme di prepensionamento. Fatemi capire. Perché si campa di più (ci sarebbe da discutere sul "si campa di più" e "sul come si campa di più") le pensioni vanno tagliate: innanzitutto cominciamo a far pesare l'assistenza sulla fiscalità generale e non sui fondi pensionistici e vediamo se sono in rosso o no; poi rifondiamo il patto generazionale in modo che i figli, come si è fatto finora, paghino le pensioni dei padri ... oops mi si dirà non c'è lavoro e il posto fisso è una chimera: vero però in un cosiddetto mercato non precarizzato e non così volatile non è mica più necessario il posto fisso se il lavoratore ha la reale possibilità di cambiare lavoro facilmente e con contratti non umilianti come quelli di "formazione"...... il vero mercato del lavoro prevede anche il sostegno pubblico in caso di, provvisoria, inoccupazione!!!!!! siamo seri: qui si vuole che sia salari che stipendi siano volutamente bassi per permettere al capo di fare profitti che non è tenuto a reinvestire, tutto qui.
LIBERALIZZAZIONI. E' una vecchia battaglia che nessun governo di destra o di sinistra è riuscito ancora a vincere. Che intendiamo per "liberalizzazioni"? Quelle fatte finora sono un pianto e hanno solo spostato il monopolio da pubblico a privato, nulla più. Eppoi cosa liberalizzare? L'acqua? Se lo scordino. E' vero che entusiasticamente abbiamo aderito ai vari Doha Round dove il principio base era "fuori lo Stato e dentro il privato" (dalla cultura all'acqua): però si sarebbe dovuta creare una struttura di controllo e regolamentazione, nonché reali garanzie per i soggetti deboli ossia i cittadini, che avessero reali poteri di interdizione contro gli usi e gli abusi che un mercato libero comporta; è una balla che il mercato è democraiza e libertà: è una contraddizione in termini dato che il mercato è competizione quindi legge del più forte che si afferma a qualunque costo e con qualunque risparmio non è la legge del volemose bene e prego si accomodi .... prima lo si capisce meglio sarà per tutti, soprattutto per i giovani!!!!!! Dove sta scritto che pubblico non è gestito bene: dipende dai politici, se sono competenti, trasparenti e onesti si che funziona e se c'è controllo dei cittadini soprattutto certo che funziona...
CONTRATTI DECENTRATI TERRITORIALMENTE. L'Ocse ci raccomanda l'istituzione di livelli salariali differenti sul territorio, livelli che riflettano le diverse realtà di produttività e di costo della vita. Un mal compreso senso di uguaglianza da parte dei sindacati dei dipendenti ha fatto sì che questa suggerimento non venisse quasi mai recepito con danno degli stessi lavoratori delle zone meno progredite del paese che hanno sulla carta salari identici a quelli del Nord senza però vedere mai arrivare gli investimenti..... ma scherziamo? Chi si ricorda le "gabbie salariali" negli anni '60? Se non si fanno investimenti in zone disagiate è perché lì lo Stato o manca perché ha lasciato in mano ad altri (...) la gestione dei soldi o perché ha messo su una burocrazia da paura che li fa scappare via: non è certo colpa di chi lavora se non ci sono investimenti e quindi non si può far pagare a loro la corruzione, inefficienza, ecc. di altri... ma è la solita storia che già conosciamo....
INVESTIMENTI STRANIERI. Come attrarre gli investimenti stranieri di norma sempre benvenuti se non sono ostili o di natura speculativa? Per esempio si può offrire di pagare la differenza del maggior rischio che il mercato chiede, rispetto al paese di provenienza dell'investitore. Inoltre bisogna ridurre la burocrazia. Qui da noi? Investimenti stranieri? Con l'italica furbizia di fregare il pollo di turno (leggasi turisti da spennare) ce li scordiamo gli investimenti, il discorso sarebbe lungo perché va dalla burocrazia alla legalità diffusa; dalla trasparenza alla stabilità sociale ed economica: una battaglia persa con questa società e con questi politici....... se si cambia strada, forse: se si cambia strada ......
DEMOGRAFIA; è in calo: l'Italia è il paese d'Europa con il minor sviluppo demografico (al pari della Spagna) e con la minore partecipazione al mercato del lavoro (intorno al 55% rispetto al 70-75% di molti paesi europei: il tasso di occupazione quindi è troppo basso). Per di più è un paese che invecchia e quindi con scarsa propensione al consumo. Domanda: chi è così pazzo da fare un figlio qui e oggi in questo paese, senza appoggio delle famiglie di provenienza? E senza prospettiva di un progetto di vita futura? Ma non scherziamo nemmeno....... e poi con questi politici che sparano caxxate a tutto andare in materia di tutela della famiglia a parole e non nei fatti ve la sentierste davvero di fare figli per vederli crescere e vivere senza arte e senza parte?
FARE SISTEMA ALL'ESTERO. Uno degli elementi di maggior capacità dei nostri partner europei è quello di essere presenti negli organismi internazionali e fare sistema: una sede internazionale è fonte di posti di lavoro di eccellenza e modernizzazione del tessuto sociale circostante; occorre diventare europeisti pragmatici come i nostri partner: con l'amato capo e con il pdmenoelle? Ma non lo diciamo nemmeno per scherzo eppoi "questa europa" ci piace proprio? E' l'Europa dei soldi e non dei popoli; è una sovrastruttura burocretinica che è schiava dei poteri forti, finanziariamente parlando, che non ha occhi che per essi: i paesi in default mica sono aiutati per salvarsi (NON CREDETE A QUESTE FESSERIE): sono aiutati per salvare le banche tedesche e francesi che hanno prestato soldi........ Alcuni paesi l'hanno capito e ora hanno denunciato il debito altri no e ne pagheranno le conseguenze i cittadini che dovranno sostenere il peso dei sacrifici mentre chi lo ha causato si sta ancora contando i soldi che ci ha guadagnato senza colpo ferire!!!!!!
Come si diceva mesi fa: il nostro paese è a rischio!!!!!! Fateci la bocca; ma ha una caratteristica che altri non hanno: la capacità nostrana di cambiare cavallo vincente senza molti rimorsi; l'abbiamo già fatto e molto probabilmente lo rifaremo..... potrebbe non bastare perchè le alternative nel nostro caso sono peggiori del male che lo ha causato, però se si é con l'acqua alla gola....... un altra cosa che potremmo fare é denunciare ORA il debito e rifiutarsi di continuare a pagarlo e affidare contemporaneamente a una commissione neutrale il compito di verificare se lo stesso debito sia stato fatto secondo i crismi classici o in frode dei cittadini: lo hanno fatto in Equador, perché non farlo qui? E magari chiedere un bel risarcimento danni a chi lo ha causato in modo da ridurlo in muntande dimodoché possa rendersi conto che significa andare alle 5 del mattino fuori dai mercati a contendersi con altri disperati gli scarti nella spazzatura? Un ottima scuola sarebbe non credete?
Ecco perché mai come ora queste amministrative sono importanti e perché l'amato capo (che nel '94 era indebitato per 4 mila miliardi di lire e oggi è il 68° uomo più ricco del pianeta... ci sarebbe da chiedersi come ha fatto, vero?) e co, da un lato, e i suoi competitors (grillini, de magistris, pisapia, vendola ecc. ma non il pdmenoelle che spero sparisca al più presto o almeno vada dove lo porta il suo cuore e non il nostro) dall'altro ce la stanno mettendo tutta: sono due visioni differenti fra loro e sono antitetiche... a seconda di chi vincerà si capirà subito se questo pese è destinato a essere come la Grecia o si potrà avviare sulla via di un nuovo rinascimento!!!!

sabato 19 marzo 2011

Ma come si fa.....

.... ma non si può andare avanti così..... qui c'é uno che deve pensare ai suoi problemi, ha tante cose per la mente e tu guarda un pò quei comunisti cosa gli combinano per metterlo in difficoltà: prima un terremoto che fa sorgere dubbi sul nucleare (e mò i contrati con la edf come si fanno a onorare?), pensate che il gradimento del nuclare nel nostro paese é sceso al 22% secondo panel italia, e poi quello scriteriato di Gheddafi che si mette a sparare all'impazzata ai suoi, sotto gli occhi di tutti, e si fa puntare addosso le armi della nato (non poteva farlo in silenzio e a luci spente?); e come la mettiamo con sta immigrazione di clandestini, senza controllo, che stanno facendo inkazzare i lampedusani prima (ma cosa vogliono, chi sono?) e i leghisti (o sti leghisti..... chiedono chiedono e chiedono anch'essi ancora senza mai aiutarmi sul serio facendo meno casino) poi (non anno ancora capito che devono smetterla di creargli problemi perché ne ha già abbastanza di suo, il nostro, per potersi occupare anche di questi qui)? Proprio non c'è più religione: qui tutti bussano alla sua porta per chiedere oboli, promesse da mantenere, posti da dare (mica è il collocamento, perbacco), avvocati da pagare, e tutto sto bailamme solo perché lui ha problemi e deve restare lì dov'è ancora per un (bel) pò, solo per questo. Per non parlare dei processi e delle persecuzioni: tanti e non tutti, nonostante le tante leggi fatte, in scadenza per prescrizione o proscioglimento o quant'altro, maledizione!!!!!! Mai che vada in porto una bella immunità stile re sole che governava per Grazia di Dio e chiusa la storia!!!! Proprio non c'è pace fra gli ulivi!!!! Quasi quasi ci si dovrebbe tutti autoconvocare per proporre un giorno della salvezza, sua, da festeggiare insieme con canti, balli (....), cotillion da fare sotto casa sua (quale si saprà poi) per rallegrarlo: e che i comunisti non si mettano a malignare perché saranno tutte cose decenti, serene, dignitose, insomma easy. E' questa l'Italia che gli piace: mica quella che sta sempre a lamentarsi per cosucce come il lavoro perso o mai trovato, i giovani senza né arte né parte (e si trovano un ricco per farsi mantenere... di vecchi in Italia ce ne sono a centinaia, c'é posto per tutti), le donne che pretendono di fare carriera (c'è la tv per questo cosa vogliono di più?), la povertà (cos'é?), ecc. ecc. ma chissenefrega!!!!!

domenica 6 marzo 2011

Difendiamo la Costituzione? O no...

Ha ragione De Siervo della Corte Costituzionale: la Costituzione non si difende da sola, sono i cittadini a doverla difendere. E' la carta fondamentale nella quale tutti condividono alcuni valori base e vi si riconoscono e se c'é qualcuno che vuole riformarla altro non c'é che seguire le forme previste da essa. Quando non é così, e quando é per qualcun un ostacolo, allora si hanno le cosiddette rotture costituzionali: e noi con la nostra abbiamo addirittura creato una particolare forma di carta, quella materiale ossia la parte che, per prassi consolidata o per uso comune, si fa funzionare reinterpretandola se non aggiungendovi o togliendovi articoli e commi. In questo paese fin dalla sua nascita nel 1860, allora c'era lo Statuto, si é fatto un uso della Carta fondamentale pro domo propria a seconda di chi ci fosse al potere e di come riusciva a farsi seguire dai cittadini: il fascismo ad esempio non abrogò mai lo Statuto ma ne interpretò alcune norme per disapplicarla completamente attuando una rottura costituzionale in frode di essa. Anche nel secondo dopoguerra, con la Costituzione democratica, é avvenuto lo stesso processo: dopo la sua approvazione si ruppe il fronte antifascista, e per avere i fondi americani (in base anche agli accordi di Yalta che prevedevano che il nostro paese fosse nella sfera d'influenza americana) del piano marshall, e la DC ascese al potere creando quel sistema di potere che é durato fino al '92 (sotto varie forme e con varie formule politiche); dopo la caduta del Muro di Berlino é vero che tutto é cambiato: la sinistra si é innamorata del liberismo; la destra fascista é praticamente sparita; il populismo é rinato sotto forma del partito di plastica del one man party (one man che ha mille magagne da risolvere per se stessoe non ha tempo per pensare anoi comuni mortali), abbiamo al governo un partito potenzialmente secessionista e con tendenze razziste, vi basta? Proprio per i problemi che ha il vertice politico che oggi governa s'impone da parte di esso: non solo la sottomissione della Magistratura ai voleri della maggioranza; non solo l'eliminazione di qualunque vincolo di solidarietà sociale e politico; non solo il superamento del regionalismo solidale; non solo la legge uguale per tutti, mai stata; non solo l'eliminazione di qualunque strumento d'indagine "invasivo" per trovare le prove; non l'assoggettamento della polizia giudiziaria e del pm al potere politico; ma anche la modifica in profondità della Costituzione stessa, fin dai suoi principi base; sennò é la fine ... per lui soprattutto e per tutto il sistema da lui creato e che grazie a lui continua a parassitare il paese, sopravvivendo a se stesso. CSM; Corte Costituzionale, manifestazione del pensiero, libertà di stampa, separazione dei poteri, Riforma penale, proprietà privata e iniziativa economica, Scuola pubblica per tutti e privata senza oneri per lo Stato; Sanità gratuita, o quasi, uguale per tutti; progressività nella tassazione e base imponibile allargata; ecc. sono tutti principi cardini di civiltà della Costituzione italiana e senza di essi questo paese scivolerà verso un peronismo di ritorno sempre più becero e populista che non potrà che aggravare la già esistente crisi sociale e politica che abbiamo sotto gli occhi. Non vale, a mio parere, l'obiezione che essa é "vecchia" perché ce ne sono di alcune che sono ultracentenarie e sono tuttora in salute; non vale nemmeno il retropensiero che essa avrebeb elementi non democratici: essa fu il frutto dell'incontro di ben tre culture politiche e giuridiche e proprio quest'incontro esaltò le garanzie che essa poneva non solo ai cittadini ma pure ai politici proprio. Tutto ciò non può esser ritenuto obsoleto: un sistema sociale e politico non può non avere pesi e contrappesi: senza non saremmo in un paese democratico ma in un far west dove solo il più forte sopravvive e ciò é lontano anni luce dalla costruzione dei padri costituenti. Ecco perché questa Carta dev'essere difesa dagli attacchi perché essa rappresenta, ormai, quel piccolo pezzetto di libertà che ci é rimasto senza il quale vivere democraticamente in una società é solo un ricordo, un bel ricordo.... svegliatevi perché siamo proprio a quel piccolo pezzetto.....

mercoledì 2 marzo 2011

Vi piace quest'Italia?


Vi piace l'Italia com'é diventata dopo la caduta del Muro di Berlino? E' il belpaese dove tutto é possibile: abbiamo inventato l'italian dream dove un perfetto sconosciuto può diventare di tutto se sa fare le giuste amicizie; allora come ora é sempre una questione di "conoscenze": da fondatori della UE liberista siamo passati alle strane alleanze con cui si stringono affari dove il proprio interesse si confonde con quello generale e dove la settima potenza mondiale (....) bacia l'anello di un dittatore che pochi decenni ci sparò contro missili che solo grazie alla loro arretratezza tecnologica non fecero danni; uno che quando é venuto da noi ha fatto il proprio comodo diventando, fra l'altro, azionista di maggioranza di una delle più grosse banche nostrane: non sono un nazionalista e non me ne frega nulla se libici, cinesi, americani o russi si comprano pezzi interi del paese perché che si vive, purtroppo, in un mondo globalizzato e quindi ciò é nelle regole del gioco, come tante altre cose, e si devono accettare; però, almeno sulla carta, ci sono altre regole generali che un paese dovrebbe rispettare, regole che vanno sotto la categoria diritti umani, sociali, politici (in una parola valori occidentali tanto mitizzati) con i quali ci siamo fino a pochi anni fa sciacquati la bocca, quando eravamo diventati strumento di altrui "guerre di esportazione degli stessi valori", sventolandoli di fronte al "nemico" arabo e terrorista; invece ci troviamo a fare "affari", "accordi" sulla pelle dei migranti, alleanze proprio con quei personaggi che li hanno in spregio assoluto: anzi li onoriamo e ne cantiamo le lodi. Ciò ci dovrebbe far aprire gli occhi su chi abbiamo messo in posti chiave del paese; e che non sembra capire che é lì non per usarle pro domo sua ma per fare l'interesse generale del paese. Si potrebbero usare parole come dignità, vergogna, contezza di sé, responsabilità, ricambio generazionale, etica, moralità ma suonerebbe stonato come una campana rotta: soprattutto se si hanno sotto gli occhi gli "esempi" e i modelli proposti in primis quello che porta costoro a demolire pezzo per pezzo non solo la Costituzione repubblicana ma le istituzioni che non si piegano ai diktat; agli italiani, ormai, importa poco se i festini e la corruttela siano vere, presunte, false quello che a loro importa realmente e di non essere ancora presi in giro con la tiritera del tutto va bene e che non ci si deve preoccupare perché c'é chi pensa per loro perché ciò non é vero e lo sappiamo noi come chi ci guida: vorremmo evitare di dover essere noi un giorno a trovarci su un barcone in mezzo al mediterraneo.......

martedì 1 marzo 2011

Italia ridens.....

.. già, l'ottimismo é l'unica cosa che sale nel nostro paese visto che gli indicatori parlano una lingua diversa: l'inflazione vola alto (+2,4%); il debito pubblico (119% due punti appena oltre il punto limite dal quale non si torna a meno di non distruggere lo Stato); la disoccupazione giovanile al 29% (1 su 4 e al sud vola addirittura più in alto). Una situazione da far tremare i polsi a qualunque politico si voglia cimentare con la gestione della cosa pubblica italiana; a qualunque politico tranne che a quelli che pervicamente si stringono intorno all'amato Capo: per questi va tutto secondo i piani (quali siano questi piani non si sa a meno di non definire tali l'ideologismo di base che lo Stato "é" il problema e va quindi ridotto al minimo essenziale dei requisiti richiesti come ordine pubblico, difesa, giustizia, economia) e bisogna stringere i denti facendo sacrifici, loro? No (da poco si sono aumentati di ben 1300 euro lo stipendio, non bastano i compravenduti a suon di soldi né le tante mazzette che ancora volano), nostri; o meglio di chi le tasse le paga e sente sulle proprie spalle il peso non solo della crisi ma dell'evasione altrui e della possibilità di avere il baratro prossimo venturo della perdita del lavoro: sono, anzi siamo, questi che sentono addosso il peso della crisi, quella vera. Quali sono invece i punti all'odg del Governo? DDL antintercettazioni; processo brevissimo retroattivo; prescrizione superbreve; immunità parlamentare reintrodotta; riforme costituzionali pro domo sua e altro materiale minore fra cui l'ennesima legge bavaglio sull'informazione (ivi compresa una bella stretta sulla rete) e il silenziamento delle voci scomode (Travaglio, Santoro, ecc.) nei media pubblici o l'affiancamento con personalità loro "alternative (con zero ascolti e pochissima pubblicità)". Un vero campionario da film dell'orrore che non sembra mai finire: come i satrapi mediorientali (con cui ha in comune molti tratti personalistici nella gestione della propria immagine ma non si può non dire che non abbia vinto senza elezioni, anzi le ha stravinte!!!!!) si é rinchiuso nel bunker politico e resiste (non potrebbe essere altrimenti perché appena molla il "perseguitato" si ritroverebbe sommerso da processi e sentenze che lo metterebbero in ginocchio e per uno che ha una concezione padronale dello Stato tutto ciò é inammissibile), con la speranza che s'invertano motu proprio sia le avversità del paese (la crisi vera) sia il crollo nei sondaggi una volta positivi e ora in caduta libera: chiedendosi come mai la gente, che lui ha reso felice (in vario modo) non sia riconoscente. Dall'altra "parte" non va meglio (per la serie due facce della stessa medaglia, e di cui ricordiamo "l'abbiamo un banca", o i salamelecchi verso la razza "padrona" veneta ai tempi di telecom o le prime leccate a Gheddafi oppure ancora l'ospitalità generosissima di Ben Alì a un corrotto condannato in patria o, in ultimo, i soccorsi fatti all'amato Capo quando ciò serviva per eliminare avversari interni o mettere in imbarazzo i dirigenti del pdmenoelle nei confronti degli altri partiti della casta): in Toscana si riparla di cambiare il porcellum (a proposito la porcata vera l'hanno inventata proprio in questa regione) e, dopo lo scandalo del "buco" della usl della mia città, di tagli al personale (come se fosse colpa loro e non di chi li dirigeva e dei vari assessori e sindaci che non vigilavano), di tagli ai farmaci prescritti (qui abbiamo un alta percentuale di anziani con i quali mi chiedo come faranno?), e tagli ai posti letto (troppi ricoveri dice).... meno si parla delle assunzioni facili di figli di politici, sindacalisti, e altro materiale umano del genere: roba che fa impallidire anche il Lazio, e Roma, ma se ne parla poco, chissà perché......... trovo sempre più giustificato chi affermava che fra destra e sinistra l'unica differenza che c'era era quella fra l'acqua e l'acqua gassata; intanto la Lega va avanti: mentre da un lato impone il proprio federalismo, a colpi di fiducia (non si sa mai), da un vero e proprio assalto alle banche con i propri uomini e si dimostra molto, ma molto, romana in questo: ha capito che lì c'é il vero potere e quindi si da da fare in merito; intanto in Germania un Ministro si é dimesso per, udite udite, "aver copiato la tesi di laurea"....... mica per il bunga bunga, meno ma molto molto meno.......

lunedì 28 febbraio 2011

Libertà.....

Da Wikipedia:
Per libertà s'intende genericamente la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, usando la volontà di ideare e mettere in atto un'azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto.Secondo una concezione non solo kantiana, la libertà è una condizione formale della scelta che, quando si tramuterà in atto, in azione concreta, risentirà necessariamente dei condizionamenti che le vengono dal mondo reale, sottoposto alle leggi fisiche necessitanti, o da situazioni determinanti di altra natura.Riguardo all'ambito in cui si opera la libera scelta si parla di libertà morale, giuridica, economica, politica, di pensiero, libertà metafisica, religiosa ecc.Afferma Isaiah Berlin:«L'essenza della libertà è sempre consistita nella capacità di scegliere come si vuole scegliere e perché così si vuole, senza costrizioni o intimidazioni, senza che un sistema immenso ci inghiotta; e nel diritto di resistere, di essere impopolare, di schierarti per le tue convinzioni per il solo fatto che sono tue. La vera libertà è questa, e senza di essa non c'è mai libertà, di nessun genere, e nemmeno l'illusione di averla» Quindi da un punto di vista psicologico possiamo intendere la libertà com'è percepita dal soggetto:
o negativamente, come assenza di sottomissione, di schiavitù, di costrizione per cui l'uomo si considera indipendente,
oppure positivamente nel senso dell'autonomia e spontaneità del soggetto razionale: con questo significato i comportamenti umani volontari si basano sulla libertà e vengono qualificati come liberi.
Queste, ivi compresa la citazione di I. Berlin (definito come il più grande pensatore liberale del '900), definizioni di libertà dovrebbero essere esaustive di quello che s'intende per "libertà". Invece, e non solo in questo paesone provinciale chiamato (ancora per poco) Italia, da qualche decennio questa parola é stata svuotata o meglio ha perso questi significati e ne ha assunti altri: se proprio dobbiamo individuare il "quando" possiamo datarlo con la fusione fra liberismo economico e liberalismo nella versione della scuola austriaca (Von Hayek, Von Mises, Menger, e altri tipetti del genere) che giustificava nel feticcio mercato l'annullamento dello Stato nelle sue funzioni principali; da qui al passo successivo dell'eugentica sociale il passo é breve ma dovuto. Non poche responsabilità ha questa scuola nell'aver dato la stura a quel sistema detto "anarco-capitalismo" che presuppone l'individuo al centro di tutto senz'altra regola se non quella della sua capacità di interagire nel mercato sulla base del proprio interesse: la somma di questi interessi fa la società, o meglio non quella artimetica ma quella dell'insieme degli interessi che non sempre coincide con la maggioranza degli individui stessi. Da questa scuola prese spunto la scuola monetarista di Chicago che andò oltre: Friedman (il guru di questa scuola) divenne il consigliori di personaggi come Pinochet, Deng Xiao Ping, ecc. tutti tipetti sicuramente democratici e determinati nel seguire la via liberista al capitalismo. Perché questa tirata? Perché da anni sentiamo parlarne come di un feticcio cui fare sacrifici; perché da anni sia la sinistra che la destra la usano come un machete per eliminare quelle strettoie che le Costituzioni, la nostra compresa, prevedono per l'agire politico giustificandolo con la necessità di una migliore capacità di governo e gestione dei sistemi complessi che sono oggi le società moderne. In realtà, essendo il liberismo un sistema che propugna sia lo Stato "il" problema, quello che si é tentato, e si tenta ancora, di fare é di eliminare i diritti sociali: la vera conquista del '900. Ne abbiamo esempi continui: l'amato Capo ce ne ha dato proprio l'ultimo quando ha affermato che nella scuola pubblica ci sono insegnanti che "inculcano" valori che non sono quelli tradizionali (meglio i suoi?) e reclama "la libertà" di potersi scegliere la migliore istruzione per i figli: con quali soldi se le famiglie italiane sono sempre più povere? E che dire del lamento continuo verso quegli articoli della Costituzione che prevedono il cosiddetto bilanciamento dei poteri disegnandoli secondo il principio della separazione? Stesso discorso: c'è insofferenza perché ci si vuole arrogare il diritto di mettere le mani su tutto per controllarlo e dirigerlo altrove partendo dal presupposto della propria intangibilità e intoccabilità (tralasciando naturalmente le decine di indagini, e conseguenti leggi e leggine per salvarsi le kiappe) autoreferenziandosi nello stesso modo dei signorotti medievali che facevano e disfacevano a proprio piacimento. In una tale ottica si spiega anche l'attacco al Capo dello Stato (che bene fa a non rispondere dato che proprio la "lamentela" fatta é la migliore attestazione del corretto svolgimento delle funzioni assegnatogli dalla carta costituzionale): se si aderisce a questo orizzonte é inammissibile che ci possa essere qualcuno che metta i bastoni fra le ruote e impedisca l'agire e il fare (la non comprensione che si agisce in una società democratica é solo un fatto incidentale cui presta si porrà rimedio, spera lui...); idem sentire per la Corte Costituzionale: nella concezione di chi ha un idea padronale del sistema politico non potrebbe essere che vista come nemico un organo che gli sfugge dalle mani per vigilare sull'osservanza della costituzionalità delle leggi emesse dagli organi parlamentari ed esecutivi. Sapete perché piace agli italiani? Perché essi NON hanno senso civico e son sempre pronti a fare le vittime quando invece sono carnefici: l'amato Capo gli ha dato la giustificazione etico-morale per commettere qualunque cosa sapendo che c'é sempre qualcuno che ha fatto di peggio e se non l'ha fatto, sicuramente lo farà... ecco perché l'amato Capo rimarrà lì dov'é ora finché vorrà.

giovedì 27 gennaio 2011

In quale paese....

In quale paese possono accadere scandali come quello che da tempo scuote le certezze degli italiani e nessuno si decide a chiedere le dimissioni di chi si é ficcato in un guaio che é diventato l'oggetto del contendere? In quale paese accade che chi é sospettato di qualcosa si sceglie il proprio giudice, e se può non ci va affatto facendosi le leggi su misura? In quale paese l'opposizione non scommette sugli scandali per chiedere le dimissioni del soggetto sotto i riflettori dei media e dei giudici perché anch'essa teme il giudizio dei cittadini disgustati (sia di uno schieramento che di un altro per non parlare di quelli che si son chiamati fuori)? In quale paese accade che non si sente il peso morale del modello proposto ai cittadini e ai giovani, modello che alla base ha l'idea che tutto é possibile e tutto é lecito se si hanno potere, soldi, media, uomini che lavorano a comando? In quale paese ci si può permettere di dire tutto e il suo contrario senza che nessuno, a parte poche voci isolate nel deserto, alzi il dito e faccia notare le contraddizioni evidentissime? In quale paese ragazze, minorenni e non, fanno tremare alte cariche istituzionali solo aprendo la bocca e per questo motivo si vedono coperte d'oro (e cosa devono pensare le altre ragazze escluse al gioco se non che é quello il modo per emergere senza sudare)? In quale paese passi per sfigato se studi, fai il precario per poche centinaia di euro mentre altri, non si sa per quali meriti e per quale gavetta fatta, diventano assessori, consiglieri, parlamentari, ministri? In quale paese un azienda che guadagna soldi in una delle trasmissioni di punta l'ostacola in tutti i modi provocando un danno economico non indifferente? E si potrebbe continuare all'infinito perché infinite sono le scorie che il sistema che ha preso il potere a partire dal '94 ha depositato avvelenando la società e la convivenza civile dividendo il paese in due e chi non schiera viene cancellato. Qualcuno continua a usare parole che non hanno più senso come: "destra", "sinistra", libertà, democrazia, cittadini. Parole che hanno perso significato e ne hanno acquistato un altro che spesso é opposto all'originario: Bobbio aveva ragione quando affermava che le categorizzazioni storiche erano morte e altre se ne dovevano studiare per fotografare la realtà. Persone che credono realmente, e onestamente, alle fandonie raccontate ce ne sono e saranno quelle che avranno la maggiore delusione quando tutto emergerà alla luce del sole: é inammissibile che le esigenze di uno siano sovrastanti a quelle dei molti dei tanti. E' inammissibile che dobbiamo preoccuparci delle guerre che la politica fa a pezzi dello Stato che non si allineano alla vulgata preminente; una guerra senza quartiere che da il là a chiunque abbia spirito "d'intrapresa" e senza scrupoli di fare quello che vuole cavandosela con le solite allitterazioni sul comunismo e sui giudici ideologizzati ecc. Cosa ci vuole ancora perché un moto di dignità etica salga nel paese e suoni la sveglia facendogli distogliere un pò gli occh dalla tv? In quale paese ....... ma mi sono già stufato di chiedere e aspetto risposte!!

giovedì 13 gennaio 2011

Facciamo il punto.....

Legittimo impedimento: reinterpretato e in parte bocciato; verrà valutato dal giudice se ricorre la norma se sia o meno giustificata l'assenza e bocciata l'attestazione semestrale: però si consolano prendendo atto che la Corte ha fatto da "arbitro" nei rapporti fra Giudici e Capo. Personalmente trovo che la sentenza della Corte abbia stabilito un altra cosa: che nel nostro paese, e spero ancora per molto, la legge continua a essere uguale per tutti e questo é già un successo in un paese come questo. Quanti sanno che il legittimo impedimento lo vogliono rendere costituzionale? Quale sarà il baratto per farlo diventare tale? Com'é finita? La Corte salva la faccia (ed é già una sconfitta per la legalità); le specificazioni rimangono e la chirurgia estetica costituzionale ripristina in parte la precedente situazione. L'amato Capo é quasi sicuro di mandare in perscrizione i processi e di giocarsi tutto con le elezioni evitando i referendum, diciamo un pari e patta e tutti son felici? No perché l'incrinatura costituzionale rimane e la porta é aperta per il lodo costituzionale.
Referendum: 4 su 5 ammessi: fra i quali anche quello abrogativo del legittimo impedimento in toto dato che la stessa Corte, non avendolo dichiarato totalmente incostituzionale, ha lasciato aperta la porta comunque all'aggiramento delle convocazioni ben sapendo, l'amato Capo, che comunque andranno in prescrizione i processi; si dovrebbe votarli fra marzo e giugno, elezioni anticipate permettendo.
Il pdmenoelle, si spacca (poi é rientrata almeno nella facciata). Sul referendum pro-contratto capestro accettato dai "gialli" e combattuto dalla Fiom finalmente escono allo scoperto i neo-marchionniani (le file degli adulatori si sta ingrossando; mi aspetto che prima o poi lo vogliono, magari insieme al cavallo di razza per ora nascosto in una Fondazione, a Capo del Governo ...... ahinoi) del partito: i veltroniani volevano un appoggio aperto e non hanno votato il documento della Direzione; la porta é aperta alla fuoriuscita dei cosiddetti modem. Chi rimane? Quelli del "ni". Insomma il giochetto ambiguo da oggi non é più possibile: il pdmenoelle non E' un partito di sinistra: ma é destra economica liberista ammantata di un labour all'inglese (che é quello, poi, che ha creato le condizioni in Inghilterra dell'attuale disastro) che tanto piace alla destra populista perché lo vede più congeniale alla propria idea di società. Maggiormente pericoloso per queste destre sarebbe un programma socialdemocratico, con il malcontento diffuso che c'é oggi, alternativo che togliesse il velo di ipocrisia al liberismo imperante che tante devastazioni sta facendo nella già nostra disastrata società: sapremo per chi non votare ora che sono usciti allo scoperto i fantasmi di questo partito? Ricordate che esponenti di questo partito hanno rifiutato di ricevere a Torino le tute blu, così come altri esponenti si sono dichiarati favorevoli all'accordo: niente male per i nipoti del PCI, vero?
Referendum Fiat: da stasera si vota. Non é in discussione la vittoria ma la misura della sconfitta come a Pomigliano. Da essa dipenderà il futuro del sindacato libero e contrattuale non solo nelle fabbriche ma nell'intero mondo del lavoro. Nessun s'illuda che un singolo referendum possa invertire il trend proibizionista: l'amaro calice andrà bevuto fino in fondo e solo allora si potrà ricostruire una parvenza di democrazia del, e nel, lavoro. Una speranza solo però che potrebbe diventare realtà ora che le ultime ipocrisie (sindacali, della sinistra liberista, e della lega) son cadute forse gli operai ricominceranno a guardare alle novità che stanno emergendo in questi mesi nella società.
"Qualcuno" festeggerà per i tanti veli che si sono squarciati in sole 24 ore;"qualcuno" festeggerà per lo scampato pericolo; "qualcun'altro" sarà contento perché la gente ha cominciato a discutere di queste cose e si fa un idea, leggendolo come un "enorme" successo dato che da anni ci troviamo con la calma piatta mentale e non volutamente indotta, di cosa accadrà senza guardarsi l'ombellico ma confrontandosi con il vicino: li aspetto, questi qui, alle prossimissime elezioni.
A me, però, rimane sempre quel retrogusto amaro per il tempo perso, circa 20 anni, durante il quale il paese é diventato quello che é oggi: 20 anni durante i quali potevamo essere altro e non lo siamo:l'unica cosa che mi viene in mente in questo momento é Cetto Laqualunque e il suo motto elettorale (cchiù pilu per tutti) che é l'unica vera novità di questi anni. Quel retrogusto amaro non va via...........

mercoledì 12 gennaio 2011

Bomba o non bomba.........

Era una canzone di Venditti di qualche anno fa..... no nessun intento rivoluzionario ma semplicemente una constatazione: che sia positiva o negativa la sentenza della Corte Costituzionale per l'amato Capo nulla cambia; siamo, secondo lui, alla mercé dei comunisti che lo perseguitano. E' abile e ci sa fare, sia chiaro: é riuscito a "vendere" agli italiani l'immagine di sé come missionario salvifico del paese riuscendo nel cotnepo a nascondere le tante magagne che ha combinato e quando non riusciva a nasconderle del tutto allora c'ha messo del suo con leggi e leggine fatte all'uopo che lo salvavano dai comunisti. I comunisti, una categorizzazione dietro la quale nascondere tutto e di tutto; attenzione però con i comunisti lui ci fa affari: sia auelli che ufficialmente non lo sono più (i vari satrapi delle ex repubbliche sovietiche, tutti "sinceri democratici", e l'amicone putin) sia quelli nostrani che ha comprato e (ri)convertito dopo la sparizione del PCI; perché lui di uomini ci capisce e sa valutare sia le debolezze che le virtù sapendo bene come dosarle ed esaltarle per stringerli a se dosando anche i momentanei allontanamenti da se per tenerli slla corda. Con una ragnatela siffatta é difficilissimo districarsi perché sia lui che i suoi seguaci sono convinti di fare squadra e in questo tipo di associazione ognuno da il suo contributo volontariamente senza aspettarsi quasi nulla in cambio. Un sistema di potere dev'essere ben costruito e organizzato: deve anche prevedere una opposizione sennò non si regge; ma dev'essere una opposizione "ammaestrata" e docile sennò non serve a nulla; e se dovesse recalcitrare allora ci pensa l'artiglieria mediatica a ridurla all'impotenza. A mio parere é questo il buco nero della democrazia e con esso noi comuni mortali dobbiamo farci i conti: nonostante gli ultimi sondaggi che ha commissionato l'amato capo diano l'opposizione ammaestrata in vantaggio c'é da scommetterci che la stessa opposizione farà di tutto per perdere il presunto vantaggio, e ci riesce benissimo, perché il ciclo deve chiudersi e noi essere un modello in sedicesimi di quello liberista americano dove i ricchi lo sono sempre di più e i poveri... bé i poveri servono a due scopi: votare che per chi si vuole che votino e sopportare, possibilmente stoicamente, le avventure altrui pagandone lo scotto.

giovedì 9 settembre 2010

Se l'é andata a cercare...

Già stavolta l'ennesima bufera non l'ha scatenata il solito noto ma un politico, vero, che viene da molto lontano, lontanissimo. Dalla fondazione della Repubblica italiana: il Senatore a vita On. Andreotti. Quando parla va compreso perché le sue parole non sono, quasi, mai vane e a vuoto: anche stavolta ci si deve ragionare su per capire. Non parla mai chiaramente ma spesso il messaggio arriva forte e chiaro e a chi deve capirlo bene. Ambrosoli era un servitore dello Stato nel momento in cui, in seguito all'incarico ricevuto di liquidare la banca di Sindona (che aveva contatti pochissimo chiari a dir poco), l'assunse per lui furono guai grossi che pagò alla fine con la vita. E' chiaro che le parole del Senatore sono irrispettose della memoria di Ambrosoli ma è anche chiaro che chi è abituato a conoscere, fin negli angoli più bui, e gestire il potere non ragiona in termini "normali" ma ha una visione differente e molto più cinica: che ci piaccia o meno è così. Non sono parole giustificabili né sta a me darne l'interpretazione autentica (lo stesso Senatore ha precisato poi che le sue parole sono state fraintese) ma sta a me come cittadino dire che non sono mai giustificati l'uso che si è fatto, molto spregiudicato, delle leve del potere e che per mantenerlo hanno fatto patti anche con il diavolo: tutto pur di evitare di scontentare gli "amici" americani e evitare che un buon terzo della popolazione che si riconosceva nella sinistra italiana, quella vera molto poco comunista (in senso sovietico) e molto socialdemocratica (in senso europeo), potesse partecipare alla vita politica in prima persona e per farlo tutto faceva all'uopo, ivi compresi i contropoteri corrotti e mafiosi. D'altronde il bizantinismo è innato nella casta politica tanto che ora, come allora, non ci si fa problemi a sdoganare fascisti, neonazisti, e tutta l'archeologia politica pur di avere il voto in più così come non ci si perita di essere al potere con un partito con forti accenti secessionisti e xenofobi: nessun problema nemmeno quando si è sull'orlo di sciogliere il Parlamento ma si teme l'esito delle urne e si fanno "acquisti" per coprire i vuoti lasciati dai finiani senza andare molto per il sottile; quindi perchè meravigliarci se i padri "putativi" di questi attuali politici ogni tanto si rilassano e dicono senza peli sulla lingua, una volta tanto (anche Cossiga non le mandava a dire), quello che pensano? Chissà se anche i parenti del Sindaco (e di tutti gli altri Servitori dello Stato morti nel compimento del loro dovere a partire da Borsellino e Falcone passando per Rocco Chinnici e i massacrati di Portella delle Ginestre) ucciso dal malaffare dovranno, un giorno, sentirsi dire che se la sono cercata come reagiranno? Sentiranno ancora crescere la fiducia in chi li rappresenta o gireranno le spalle facendo perdere a tutti noi la speranza in un diverso futuro? Volendo fare, con grosso sforzo, un esercizio di cinismo si può dire che forse è meglio così, ossia che è meglio che gli altarini si scoprano e che si dica quello che si pensa anche a costo di riaprire vecchie ferite che fanno a tutti del male..... e sulle quali, a volte, è meglio mettere aceto che il cicatrizzante che copre e le richiude (sennò come faremo mai i conti con il perseverare della P2 e affiliati o con la P3) perchè questo sfortunatissimo paese mai come ora ha bisogno di chiarezza e di memoria sul proprio passato per affrontare senza remore il presente e, soprattutto, il proprio futuro.

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