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martedì 24 marzo 2015

Patronati, audizione Camusso su truffa Inca svizzero. Che riapre (con altro nome)

Fonte: Il Fatto Quotidiano a firma di del 24 marzo 2015
Dichiararsi insolventi, chiudere l’attività per poi riaprirla a distanza di pochi mesi con un’altra ragione sociale, tutto per sottrarsi al pagamento dei risarcimenti stabiliti dal tribunale. Un espediente da sempre stigmatizzato dai sindacati, sempre schierati dalla parte delle vittime. O quasi sempre, perché l’atteggiamento cambia radicalmente quando lo schema viene utilizzato dal primo sindacato italiano, la Cgil, o almeno una sua propaggine all’estero: il patronato Inca-Cgil di Zurigo, dove l’ex direttore, Antonio Giacchetta, fino al 2009 s’è inghiottito le pensioni di decine di anziani, approfittando della loro fiducia nei confronti della sigla del sindacato. Anche su questa vicenda verrà sentito il segretario confederale Susanna Camusso, convocata dalla commissione al Senato per gli Italiani all’estero nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulla riforma dei Patronati italiani che operano fuori dal territorio nazionale per le comunità di residenti all’estero.
Ecco come funzionano. All’Istituto nazionale confederale di assistenza (Inca) si rivolgono, sia all’Italia che all’estero, i lavoratori che devono svolgere ogni tipo di adempimento burocratico, dal pagamento delle tasse alle indennità di malattia fino alla riscossione della pensione. Se smettono di funzionare però, di colpo emerge la fragilità del sistema di pagamento delle casse pensioni e la sua esposizione ai profittatori di turno. Quando un ex lavoratore si presentava all’Inca di Zurigo per ottenere la propria, Giacchetta riusciva a farsi versare dalle casse previdenziali sul proprio conto corrente tutti i contributi del lavoratore. Bastava falsificare i timbri del Consolato italiano. I truffati rimanevano all’oscuro del raggiro per anni, perché il sindacalista continuava a erogare dal proprio conto una prestazione mensile. Fino a che, nel 2009, i pagamenti cessano. Solo allora la truffa viene scoperta e Giacchetta viene licenziato. Ancora oggi non è chiaro quale sia stata l’entità del raggiro: il Comitato difesa delle Famiglie rappresenta 27 truffati per un totale di quasi cinque milioni di franchi ma, secondo il presidente Marco Tommasini, in totale le vittime sarebbero 480, per un totale di 37 milioni.
Che non sono mai tornati perché la storia è tutta da scrivere. Ai primi processi in sede civile, Inca-Cgil si costituisce come parte lesa. Un modo per prendere le distanze dal funzionario infedele, ma anche per evitare di essere chiamata a risarcire i pensionati. Parliamo di cifre importanti, dai 100 ai 370 mila franchi ciascuno. Con una serie di sentenze definitive però la giustizia elvetica condanna il sindacato a pagare oltre un milione alle prime otto vittime. Il 26 ottobre del 2013 arriva la doccia fredda per i raggirati: con un comunicato, l’Associazione Inca Svizzera rende noto che “non sarà più in grado di operare” a causa delle “sentenze sfavorevoli all’Associazione stessa in merito ad alcune richieste di risarcimento da parte di pensionati truffati da Antonio Giacchetta. Sono sentenze – conclude la nota – che rispettiamo come sempre, ma che sinceramente non condividiamo né comprendiamo”. L’ordine di risarcimento non arriva alla sede italiana del patronato, che per operare a Zurigo aveva costituito una società di diritto svizzero. I pensionati, rimasti tutti senza pensione, sono costretti ad arrangiarsi: c’è chi vende casa, chi si fa mantenere dai figli, chi torna dai parenti in Italia. E, per ottenere giustizia, sporgono una nuova denuncia alla Procura di Roma: un processo tutto da rifare che ripartirà dal primo grado, coi tempi biblici della giustizia italiana.
La vera beffa arriva nell’autunno del 2014 quando, dopo nemmeno un anno di inattività, Inca-Cgil riapre le sedi elvetiche. Sul sito del patronato sono indicati cinque uffici: Basilea, Berna, Bellinzona, Ginevra, Neuchatel. Chiamando una di questi, è facile ottenere anche il numero di telefono dell’ufficio di Zurigo, quello di Giacchetta. Anche questo è stato riaperto, cercando però di fare poco rumore. Per tornare a operare, al patronato Cgil è stato sufficiente costituire una nuova società: “Patronati insieme”. Il processo penale svizzero non è ancora entrato in fase dibattimentale che Giacchetta è già a piede libero e ha pure trovato un nuovo lavoro. Mentre i pensionati truffati ancora aspettano di capire chi gli restituirà le loro pensioni e la presidente di Inca Morena Piccinini preferisce non rispondere. La parola, oggi, al segretario Camusso. I pensionati, forti delle sentenze della giustizia civile elvetica, ritengono che la Cgil dovrebbe rispondere per l’operato del suo dipendente infedele. E la domanda a questo punto è: può la Cgil che aveva chiuso i battenti per non pagare i risarcimenti riaprire ora come nulla fosse? La parola, alla Camusso.
p.s.
avrei voluto parlare di geopolitica europea, ma...
l'unico cosa che riesco a dire è: Dr.ssa Camusso batta un colpo. Milioni di persone iscritte e simpatizzanti al sindacato fondato da Di Vittorio hanno diritto a sapere cosa ne pensa e, soprattutto, cosa vuole fare...

giovedì 10 aprile 2014

Inventori di malattie.. come ti costruisco il profitto sul malato.... immaginario

Dice che l' 11 aprile è il mio compleanno ....... e sono















quindi sospendo per qualche giorno l'attività del blog
voglio lasciarvi però comunque qualcosa su cui riflettere
e vi lascio questo

buon week end e alla prossima

martedì 22 ottobre 2013

Bloomberg versus Banksy: una storia di ordinaria follia

Si potrebbe parlare
  1. del perchè il Quirinale s'arrabbi se il fatto quotidiano cita i falchi del pdl ma tace se la Santanché in tv parla di tradimento dell'Alto Colle; chissà perchè questa disparità di trattamento fra informazione e politica........ non si doveva "pacificare" il paese?
  2. della Cassazione che, cito dal Fatto, crede come possibili i depistaggi fatti per impedire ai cittadini e ai familiari di sapere cosa sia realmente accaduto nei cieli di ustica e chi sia stato e perchè .... lo sanno anche le pietre ma ora è ufficiale, lo dice anche la Cassazione.
e invece, no.... chissenefrega; voglio, invece, accennare alla follia e agli estremismi di certi personaggi troppo presi da se stessi e da un, non malcelato, delirio di salvaguardia della cosiddetta proprietà privata e della cosiddetta estetica; un caso in particolare: quello di Bloomberg sindaco di NYC e Banksy ossia una dei più bravi e artisticamente belli writer e disegnatori di murales esistenti nel mondo occidentale..... il primo preso com'è dal suo ruolo e dai suoi obiettivi finali dichiara guerra ad un artista (speriamo non mobiliti la guardia nazionale e i marines) o meglio un writer conosciuto in mezzo mondo che ha reso meno brutte costruzioni e palazzi davvero brutti, freddi, asettici e soprattutto esteticamente da gettare nel cestino..... chi è Banksy? Da wikipedia "é uno dei maggiori esponenti della street art" le sue opere sono ovunque, anche in italia (a Napoli se ricordo bene ce n'è sicuramente una), e sono apprezzatissime: tristi o graffianti oppure satiriche e amare; tutte opere d'arte generalmente riconosciute come artistiche ora rischiano di sparire per sempre... è possibile essere così ottusi? Si se sei a capo di una città faro della finanza internazionale quindi di un mondo arido e che ha paura di cose che non può nè controllare nè, tantomeno, comprare ed è chiaro che vede malissimo quando un comune mortale li colpisce e fa da variabile indipendente rispetto al conformismo diffuso pietra angolare di quel homo consumeris che oggi è prevalente cui si richiedono due cose solo: consumare e aaspettare sempre il prodotto null'altro (cito da Barber nel saggio "consumati"); niente fantasia nè domande su cosa si consuma e su cosa possa essere quel prodotto e ... se il consumatore dovesse trovarsi su un isola deserta cosa se ne fa dell'iphone se non sa nemmeno accendersi un fuoco......
capite la follia di un mondo che nega l'arte?
Se non lo conoscete qui c'è il suo sito ufficiale e qui di seguito vi posto alcune delle sue migliori, a mio insindacabile giudizio, creazioni........ buona visione
  • dedicata a nyc e al suo sindaco
  • questa la ricorderete di sicuro: la ragazzina mezzo bruciata da un attacco americano in vietnam rielaborata dall'artista...
  • Obama, almeno, non la pensa come Bloomberg
  • questa si che sarebbe la vera rivoluzione che farebbe tremare i pilastri della terra
  • ecco come si abbattono i muri.... tutti i muri
  • questa, direi, è molto italiana....... ma è di mogul
  • il suo tributo a leonardo....
  • dedicata a new york
  • infine il suo pensiero e un pizzico di ...... ironia
un artista così, se andate su google immagine ne trovate a milioni di foto delle sue opere ... basta inserire nella stringa il suo nome, non lo vorreste a disegnare sul muro della vostra casa o del vostro palazzo o, magari, sulla facciata del casermone di periferia della vostra città?

giovedì 26 settembre 2013

.. Barilla può o no dire la propria?

Bè lo sapete mr Barilla ha detto la propria: la sua pubblicità non vedrà mai una famiglia che non sia quella "tradizionale", che conosciamo bene dai racconti di un mondo che fu.... il mulino bianco e tutto quello che c'è dietro. Mi chiedo: e allora? In questi 20 anni ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori che questa "uscita" non mi pare delle peggiori. SI DEVE ANCHE DIRE CHE CHE VIA TWITTER MR BARILLA SI E' SCUSATO ma ciò non toglie che ha detto la sua e l'ha detto chiaramente rompendo quel tabù del buonismo ipocritamente tollerante che nasconde il suo esatto, e peggiore, contrario, e lo sappiamo, vero?
Non si può dire:
  1. handicappato ma ........ diversamente abile;
  2. di colore .... ma afro-americano.
 ecc. ecc. vogliamo uscire o no da questo mondo di ipocrisie che ci siamo costruiti illudendoci che eravamo diventati civilizzati mentre invece mentre la società ufficiale seguiva questo trend e quella vera, noi, si imbarbariva sotto i nostri occhi, NO?
Aggressioni a donne, in famiglia e non, o a omosessuali da parte di presunti difensori della tradizione (che poi magari di notte andavano a transessuali), a giovani via internet che erano solo un pochetto diversi... e tutto ciò cosa causava?
Nulla: parole di esecrazione; condanne; ma poi?
Nulla: niente riconoscimento delle coppie di fatto (etero o no); niente azioni attraverso media e istituzioni per mandare in soffitta pregiudizi e quant'altro; niente emarginazioni quando qualche esponente padano ne sparava di cotte di crude .... nulla di nulla; poi .. sbuca mr. Barilla e dice la sua e apriti cielo.
Personalmente non sono d'accordo con lui però difendo il suo diritto di dirlo in maniera chiara e aperta.. è molto più convincente lui che tanti difensori della "libertà" che hanno girato, e girano ancora, oggi........
Il vero problema, come dice la mia compagna/moglie, non è quello che dicono, o non dicono ..... ma quello che non fanno: ed ha ragione da vendere

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