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lunedì 28 marzo 2016

Lavoro, sgravi irregolari in 20 imprese ispezionate su 100. Ecco il referendum Cgil sull’articolo 18

25/03/2016 di triskel182
L’esito di alcune ispezioni mirate del Ministero del Lavoro: irregolarità nel 18,93% dei casi segnalati. Gli sgravi contributivi sono stati attivati anche per lavoratori che nei sei mesi precedenti all’assunzione avevano già occupazione. In Gazzetta Ufficiale i tre quesiti del sindacato per abrogare il Jobs act sul reintegro, i voucher lavoro e la responsabilità solidale sugli appalti.MILANO – Gli sgravi contributivi per le assunzioni stabili, introdotte dalla Stabilità del 2015 e ridotti al 40% da quest’anno, sono stati la principale motivazione del boom di tempi indeterminti registrati negli ultimi dodici mesi. Ma in alcuni casi le aziende hanno sfruttato il beneficio, riservato ai lavoratori privi di occupazione stabile da almeno sei mesi, in maniera indebita.
Il ministero ha ispezionato un campione di oltre 300 imprese, che si sono segnalate per alcune anomalie emerse dall’incrocio dei dati con l’Inps, e ne ha trovate in posizione irregolare quasi il 20%. Non è quindi un dato da riferire a tutte le imprese che hanno attivato gli sgravi, ma appunto a quelle ispezionate in ragione di un “dubbio” sulla loro correttezza, nato a seguito dell’attività di controllo. Dati comunque rilevanti, che arrivano nello stesso giorno in cui in Gazzetta Ufficiale vengono pubblicati i quesiti referendari proposti dalla Cgil per abrogare alcuni elementi del Jobs Act e i buoni lavoro.
Sgravi irregolari. Il ministero guidato da Giuliano Poletti ha comunicato in una nota che – in base ai dati aggiornati al mese scorso -, “sono stati disposti accertamenti mirati nei confronti di 338 imprese che hanno richiesto il beneficio per 1.986 lavoratori. Per 64 imprese è già stata trasmessa informativa di reato all’Autorità giudiziaria (percentuale di irregolarità pari a 18,93%)”. Si tratta di verifiche attivate dal giugno scorso, in collaborazione con l’Inps, che hanno permesso di incrociare “le informazioni concernenti le richieste di esonero contributivo con altre informazioni in possesso degli Uffici, in modo da poter evidenziare eventuali comportamenti finalizzati a precostituire artificiosamente le condizioni utili al godimento del beneficio”. Incrociando i dati, un po’ come sta iniziando ad accadere per i voucher, si riesce a capire quali sono i casi da approfondire e verificare se ci sono irregolarità. Nel dettaglio, si tratta di aziende che hanno attivato i contributi anche se il nuovo dipendente era risultato impiegato nei sei mesi precedenti. In ragione di queste verifiche, gli Uffici hanno revocato gli esoneri e denunciato i responsabili “alle Procure della Repubblica per comportamenti penalmente rilevanti, finalizzati alla fruizione indebita di erogazioni pubbliche. Gli accertamenti proseguiranno nei prossimi mesi e potranno contare su dati ancora più affinati, utili a far emergere, già sulla carta, ipotesi concrete di fruizione illecita dell’esonero”.
Il referendum Cgil. La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato le richieste di tre referendum abrogativi della Cgil presentate in Corte di Cassazione. I referendum riguardano: 1) l’abolizione del Jobs act per quanto riguarda la reintegrazione nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo; 2) la cancellazione del lavoro accessorio (voucher); 3) la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti. La Cgil avrà tre mesi di tempo per raccogliere le 500mila firme necessarie. Nell’autunno 2016 la Cassazione verificherà
la regolarità delle firme. La Corte Costituzionale giudicherà sulla legittimità dei quesiti referendari entro il 20 gennaio 2017. I referendum si terranno in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno 2017, a meno che non ci siano elezioni politiche anticipate.
Da repubblica.it
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e questo mi sembra la pietra tombale sulla propaganda fatta in merito a alla ripresa, all'occupazione ecc.

martedì 24 marzo 2015

Patronati, audizione Camusso su truffa Inca svizzero. Che riapre (con altro nome)

Fonte: Il Fatto Quotidiano a firma di del 24 marzo 2015
Dichiararsi insolventi, chiudere l’attività per poi riaprirla a distanza di pochi mesi con un’altra ragione sociale, tutto per sottrarsi al pagamento dei risarcimenti stabiliti dal tribunale. Un espediente da sempre stigmatizzato dai sindacati, sempre schierati dalla parte delle vittime. O quasi sempre, perché l’atteggiamento cambia radicalmente quando lo schema viene utilizzato dal primo sindacato italiano, la Cgil, o almeno una sua propaggine all’estero: il patronato Inca-Cgil di Zurigo, dove l’ex direttore, Antonio Giacchetta, fino al 2009 s’è inghiottito le pensioni di decine di anziani, approfittando della loro fiducia nei confronti della sigla del sindacato. Anche su questa vicenda verrà sentito il segretario confederale Susanna Camusso, convocata dalla commissione al Senato per gli Italiani all’estero nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulla riforma dei Patronati italiani che operano fuori dal territorio nazionale per le comunità di residenti all’estero.
Ecco come funzionano. All’Istituto nazionale confederale di assistenza (Inca) si rivolgono, sia all’Italia che all’estero, i lavoratori che devono svolgere ogni tipo di adempimento burocratico, dal pagamento delle tasse alle indennità di malattia fino alla riscossione della pensione. Se smettono di funzionare però, di colpo emerge la fragilità del sistema di pagamento delle casse pensioni e la sua esposizione ai profittatori di turno. Quando un ex lavoratore si presentava all’Inca di Zurigo per ottenere la propria, Giacchetta riusciva a farsi versare dalle casse previdenziali sul proprio conto corrente tutti i contributi del lavoratore. Bastava falsificare i timbri del Consolato italiano. I truffati rimanevano all’oscuro del raggiro per anni, perché il sindacalista continuava a erogare dal proprio conto una prestazione mensile. Fino a che, nel 2009, i pagamenti cessano. Solo allora la truffa viene scoperta e Giacchetta viene licenziato. Ancora oggi non è chiaro quale sia stata l’entità del raggiro: il Comitato difesa delle Famiglie rappresenta 27 truffati per un totale di quasi cinque milioni di franchi ma, secondo il presidente Marco Tommasini, in totale le vittime sarebbero 480, per un totale di 37 milioni.
Che non sono mai tornati perché la storia è tutta da scrivere. Ai primi processi in sede civile, Inca-Cgil si costituisce come parte lesa. Un modo per prendere le distanze dal funzionario infedele, ma anche per evitare di essere chiamata a risarcire i pensionati. Parliamo di cifre importanti, dai 100 ai 370 mila franchi ciascuno. Con una serie di sentenze definitive però la giustizia elvetica condanna il sindacato a pagare oltre un milione alle prime otto vittime. Il 26 ottobre del 2013 arriva la doccia fredda per i raggirati: con un comunicato, l’Associazione Inca Svizzera rende noto che “non sarà più in grado di operare” a causa delle “sentenze sfavorevoli all’Associazione stessa in merito ad alcune richieste di risarcimento da parte di pensionati truffati da Antonio Giacchetta. Sono sentenze – conclude la nota – che rispettiamo come sempre, ma che sinceramente non condividiamo né comprendiamo”. L’ordine di risarcimento non arriva alla sede italiana del patronato, che per operare a Zurigo aveva costituito una società di diritto svizzero. I pensionati, rimasti tutti senza pensione, sono costretti ad arrangiarsi: c’è chi vende casa, chi si fa mantenere dai figli, chi torna dai parenti in Italia. E, per ottenere giustizia, sporgono una nuova denuncia alla Procura di Roma: un processo tutto da rifare che ripartirà dal primo grado, coi tempi biblici della giustizia italiana.
La vera beffa arriva nell’autunno del 2014 quando, dopo nemmeno un anno di inattività, Inca-Cgil riapre le sedi elvetiche. Sul sito del patronato sono indicati cinque uffici: Basilea, Berna, Bellinzona, Ginevra, Neuchatel. Chiamando una di questi, è facile ottenere anche il numero di telefono dell’ufficio di Zurigo, quello di Giacchetta. Anche questo è stato riaperto, cercando però di fare poco rumore. Per tornare a operare, al patronato Cgil è stato sufficiente costituire una nuova società: “Patronati insieme”. Il processo penale svizzero non è ancora entrato in fase dibattimentale che Giacchetta è già a piede libero e ha pure trovato un nuovo lavoro. Mentre i pensionati truffati ancora aspettano di capire chi gli restituirà le loro pensioni e la presidente di Inca Morena Piccinini preferisce non rispondere. La parola, oggi, al segretario Camusso. I pensionati, forti delle sentenze della giustizia civile elvetica, ritengono che la Cgil dovrebbe rispondere per l’operato del suo dipendente infedele. E la domanda a questo punto è: può la Cgil che aveva chiuso i battenti per non pagare i risarcimenti riaprire ora come nulla fosse? La parola, alla Camusso.
p.s.
avrei voluto parlare di geopolitica europea, ma...
l'unico cosa che riesco a dire è: Dr.ssa Camusso batta un colpo. Milioni di persone iscritte e simpatizzanti al sindacato fondato da Di Vittorio hanno diritto a sapere cosa ne pensa e, soprattutto, cosa vuole fare...

martedì 11 novembre 2014

Renzi, e il suo ‘codice Renzi': un alfabeto reaganiano

di Furio Colombo | 11 novembre 2014

A prima vista Renzi ti sembra il tipico ragazzo un po’ troppo estroverso a cui piace provocare meraviglia. Poi, pensando bene alla sua età e alla sua precoce ma intensa carriera politica (quattro posizioni di vertice in cinque anni) hai di fronte due strade. O Renzi, come accade a molte persone di rapido successo, è brillante ma immaturo, e improvvisa per meravigliare senza pensarci troppo. Oppure segue un percorso già rigorosamente prestabilito. Come un buon giocatore di golf, di buca in buca, il nostro campione deve arrivare a una vittoria.
Ancora non sappiamo per che cosa e con chi, visto che lui, nella sua indiscussa bravura, sembra sempre di più un messaggero che un angelo vendicatore. Per rispondere a questa domanda, o almeno per chiarirci le idee, possiamo esibire due reperti. Uno è “il codice Renzi”, ovvero il modo in cui questo nuovo, giovane premier ama esprimersi con una sorta di festosa ridondanza, in cui il compiacimento va sempre a se stesso (se non altro come inventore della battuta), e una sgridata punitiva riguarda sempre altri, che non hanno capito.
Il secondo reperto lo dobbiamo a una intelligente intuizione de Il Giornale (26 ottobre) che, profittando di una ricorrenza, ha pubblicato il primo discorso politico di Ronald Reagan (27 ottobre 1964). Cito dal testo del quotidiano di Berlusconi (restando quindi nel territorio protetto dal Patto del Nazareno): “Libertà è l’idea che il governo sia soggetto al popolo sovrano. Ed è proprio il problema che si pone oggi: se noi crediamo nella nostra capacità di autogovernarci o se invece intendiamo abbandonarci a una élite intellettuale (…) I Padri fondatori sapevano che, al di fuori delle funzioni che legittimamente competono ad esso (Difesa e politica estera, ndr) lo Stato non riesce a fare nulla bene e con uguale parsimonia quanto il settore privato dell’economia al suo posto (…) Essi sperano di risolvere il problema della povertà tramite l’intervento dello Stato e programmi governativi. Ora se la risposta fosse davvero interventi governativi e Stato assistenziale, non sarebbe stato lecito aspettarci risultati sul declino dei bisognosi? In realtà ogni anno il fabbisogno aumenta, e aumenta il costo degli interventi (…). Questi uffici che proliferano, con le loro migliaia di regolamenti, ci sono già costati molte delle nostre garanzie costituzionali. Ora, non sono necessari l’esproprio e la confisca della proprietà privata per imporre a un popolo il socialismo. Un tale apparato è già in vigore. Lo Stato, infatti, è in grado di addossare un capo d’accusa su qualunque impresa scelga di perseguire. Ogni uomo d’affari ha la sua storia di molestie da raccontare”. Nel suo commento il curatore della pagina, Andrea Camajora, opportunamente fa notare: “A cinquant’anni di distanza stupisce l’attualità dirompente dei principi individuati da Reagan, che rappresentano un vero e proprio programma di governo. Anche per l’Italia di oggi”.
Infatti basta seguire il percorso oratorio che porta a Renzi, come le briciole lasciate nel bosco della famosa fiaba. “Trovo veramente surreale che la segreteria della Cgil voglia trattare la legge di Stabilità con il governo. I sindacati devono trattare con le imprese. Non devono trattare le leggi col governo, cui spetta di scriverle e trattare su di esse con il Parlamento. È ora di finirla di pensare di poter bloccare il lavoro dell’esecutivo”. Ma questa dichiarazione (nel programma del 27 ottobre di Lilli Gruber, bentornata a La7) si completa di altre affinità elettive con Reagan, quando Renzi parla d’Europa: “Dei burocrati e dei funzionari a cui darò del filo da torcere”. Prima ancora, in altre occasioni, aveva annunciato “lotta radicale alla burocrazia”. Però come non ritrovare l’annuncio che il popolo sta sopra il governo quando Renzi proclama “il partito della nazione”, usa cioè la parola più amata dalla destra, perché, più ancora di popolo, può essere interpretata come un valore spirituale che travalica istituzioni e Costituzione e sta, in qualche modo, “sopra” tutto il resto, lamentele politiche incluse? E
Come non ritrovare il Reagan che è contro il governo, contro lo Stato, contro la burocrazia parassita, quando Renzi proclama che sta lavorando per “restituire i soldi ai cittadini”, espressione misteriosa perché quei soldi li sta prelevando da altri cittadini con lo stesso reddito poco brillante? Quanto alla separazione dei poteri, così apertamente svilita da Reagan prima ancora che da Berlusconi (“ogni uomo d’affari ha la sua storia di molestie da raccontare”) ci sono due momenti esemplari nella retorica renziana: quando il presidente del Consiglio esclama in pubblico “I giudici? Brrrr che paura”. E quando afferma solennemente, in due diverse occasioni: “Non permetteremo ai giudici di cambiare un organigramma di governo” (dopo un avviso di garanzia a un sottosegretario). E “Nessuno può cambiare i vertici di una impresa come gli pare”, dopo che due alti personaggi dell’Eni (Descalzi e Scaroni) erano risultati inquisiti. Poi c’è l’annuncio, quasi festoso, che “il posto fisso non c’è più” che non è il vero problema di cui soffrono moltissimi cittadini. Il vero problema è che il lavoro non c’è più. E che la questione, un tempo, prima dell’irruzione del privato, riguardava i governi. Ecco, abbiamo alcune notizie sul “codice Renzi” e i suoi precedenti.
Resta da domandarci: perché? Voi dite, perché ha successo. Giusto. Anche Grillo, prima di Reggio Calabria.
il Fatto Quotidiano, 9 Novembre 2014
p.s.
aggiungo solo che, a dispetto dei tanti che ancora non comprendono la portata del renzismo, in giro c'è tutto un mondo della finanza che ha voglia di revanscismo nei confronti degli altri..... si proprio quel mondo che ha creato e indotto la crisi sia con comportamenti, che definire criminali è usare un semplice eufemismo, che vanno dallo speculare sui titoli pubblici dei paesi deboli (Grecia, Italia, Irlanda, Portogallo, ecc.) soprattutto nelle dark pool, la finanza oscura e nascosta, sia attraverso le operazioni sui derivati scambiati contro, gli ormai mitici,  Credit Default Swap (l'assicurazione sui titoli pubblici o per meglio spiegarsi la scommessa che vadano sotto o sopra una certa soglia); e, se non bastasse, anche l'induzione pervicace dei mercati verso le loro scommesse attraverso accordi sottobanco con i controllori per "forzare" liber ed euribor (i due tassi che stabiliscono l'andamento degli interessi su titoli, mutui, prestiti ecc. sia fra banche che fra esse e i clienti) cosa per cui hanno pagato multe miliardarie per poi ricominciare esattamente da dove avevano lasciato....  e questo in europa; negli usa, se possibile, è andata anche peggio perchè hanno spremuto soldi finchè hanno potuto dallo Stato americano e poi hanno presentato il conto.. con il fallimento di alcune agenzie e società date in pasto al pubblico mentre i CEO tutti si staccavano assegni milionari!!! Questo si chiama "turbocapitalismo".. questo è il mondo con cui dobbiamo fare i conti e non è un caso che il paese più americanizzato d'europa, l'italia, veda dietro un pupazzo di plastica uno dei massimi esponenti di questa finanza e un altro terminale di certa finanza medio-orientale essere i veri ispiratori dei disegni di legge in questo paese e senza nemmeno nascondersi, anzi..... questo superceto ha dei sodali e dei servi che vedono la possibilità di ascendere socialmente laddove non pensavano emmeno di poter aspirare di entrare: i santuari, ormai sacrari funerari, della democrazia italica: parlamento, governo ecc.

giovedì 30 ottobre 2014

Ast Terni: quando la corda alla fine si spezza

di Antonio Padellaro dal Fatto Quotidiano del 30 ottobre 2014
Ai tempi di Scelba, quando la celere caricava (e ammazzava) i lavoratori in sciopero, i ruoli apparivano chiari: per il sindacato erano le manganellate del governo dei padroni e per i comunisti col pugno chiuso era quello lo sbocco dell’insanabile conflitto tra la classe proprietaria e il lavoro dipendente.
Quando la polizia di Berlusconi fece del G8 di Genova una macelleria messicana, la sinistra all’opposizione spiegò che la destra al potere aveva in fondo mostrato la sua sostanziale natura fascista. Ma non è affatto nell’ordine delle cose che nell’autunno 2014, sotto il governo guidato da Matteo Renzi e dal Pd, gli operai delle acciaierie di Terni, colpiti da licenziamenti di massa e giunti in corteo pacifico a Roma, vengano picchiati a sangue dai reparti antisommossa e ciò dopo altri pestaggi pretestuosi avvenuti in altre città. Ciò accade quando per la prima volta, nella storia repubblicana, un premier eletto dalla sinistra cerca lo scontro frontale con il sindacato di sinistra tra gli applausi della destra.
Nessuno pensa che l’ordine di attaccare i manifestanti sia arrivato dal presidente del Consiglio. Ed è evidente che le frasi inconsulte della Pd Picierno contro la leader della Cgil Camusso “eletta con le tessere false” appartengano soltanto alla Picierno, un’altra senza arte né parte catapultata in situazioni assai più grandi di lei. Semplicemente, lo statista di Rignano sta raccogliendo i frutti di ciò che ha seminato, o meglio rottamato. La sgangherata lotta di classe contro le conquiste sociali e le tutele del lavoro. O la crociata contro il posto fisso da sostituire con un sistema di precariato permanente e a basso costo. Il tutto espresso in qualche Leopolda con disarmante lingua banalese dove milioni di persone con redditi da fame si sentono paragonati a gettoni del telefono nell’epoca dell’iPad, scampoli del passato da gestire senza tanti problemi.
Anche se non fosse arrivato a Palazzo Chigi “per volere dei poteri forti e di Marchionne” (Camusso), Renzi fa di tutto per farlo sembrare. E a furia di scherzare col fuoco, nel giorno più brutto della sua scalata, ha assaggiato la rabbia della gente. Dei tanti stufi di prendere legnate, mentre altri si apparecchiano il pranzo di gala. La corda si sta spezzando.
p.s.
fino al 2 novembre questo blog va in ferie... c'è il lucca comics e chi può ci vada: per un pò stacchiamo la spina.

la ghiandaia dal racconto hunger games..... che sia di stimolo e buon halloween a tutti

mercoledì 29 ottobre 2014

i "cannoni" di Bava-Beccaris.....ancora non ci siamo

Quello accaduto oggi a roma, e prima ancora a torino, da un pessimo segnale che, se messo insieme a quanto è stato detto alla leopolda da un finanziere rappresentante di fondi finanziari, segnale che questi non hanno più timore di manifestarsi apertamente, è la "pistola fumante" ossia l'espressione chiara e lampante che l'aria è cambiata e il regime, in crisi, tende a estremizzarsi ben sapendo che gli rimane solo la repressione perchè altra strada non c'è e nemmeno ci può essere visto che hanno miseramente fallito e la stessa democrazia è solo un simulacro di un bel tempo che fu che non torna più almeno finchè ci sarà gente che li vota e gli da la maggioranza dei voti: si sa che gli italiani non hanno mai brillato per coraggio... quindi sarà facile puntellarlo con un pò di aggressività nelle piazze e con i media che fanno il resto: sia chiaro.. ritengo che alla fine non potrà che cadere e abbandonare la presa ma non perchè c'è una spinta popolare (le manifestazioni di cui si parla erano di autodifesa ossia gente che perde il lavoro e ora lotta per ottenere non dico altro lavoro ma almeno un qualcosa che gli permetta di vivere) semplicente perchè la finanza non è un monolite ma un coacervo di interessi e altro in conflitto fra loro; una lotta fra bande che hanno occupato il potere e lo usano per reprimere ma quando tutto è tranquillo lo usano per farsi la guerra reciprocamente a colpi di scandali, attacchi di borsa e anche guerre: si guerre.... una è la guerra per il coltan, una delle materie prime fondamentali per i cellulari e il resto del circo elettronico che oggi si vende in occidente, di cui parlavo un paio di post fa.
Si tira proprio una brutta aria......
Uno Stato che non riesce a gestire persone che lottano per non perdere posti di lavoro mi preoccupa e a voi?
p.s.
per quanto riguarda  Landini e la CGIL.... chi ha firmato gli "accordi" sul lavoro? Chi ha fatto fallire il referendum per l'art.18? E l'altro referendum che esterderlo alle aziende sotto i 15 dipendenti? Chi ha firmato i contratti collettivi nazionali quadro che definivano gli ambiti e i diritti dei sindacati? Chi ha firmato gli accordi per la migliaia di casse integrazioni ben sapendo che i dipendenti non avrebbero più lavorato per il resto degli anni che mancavano alla pensione? Chi ha formato l'accordo che permette ai caaaf di sostituirsi allo stato, con relativo compenso pubblico, per gli isee e il resto? Bene, questa era, e lo sapevano, la contropartita.. sono sotto schiaffo e nel mondo sindacale più che altrove vale la massima "chiudere la stalla dopo che i buoi son scappati"!!!!

giovedì 6 febbraio 2014

Landini che aspetti a rompere gli indugi?

Partiamo dal "fatto":
"Il compito di un segretario generale è quello di far applicare i principi dello statuto. In più di cento anni di vita, nella Cgil hanno sempre vissuto in maniera dialettica posizioni diverse. Il dissenso non si è mai risolto a colpi di ricorsi. Questa, invece, è una grave regressione democratica.

Del resto, io nella riunione del Direttivo della Cgil l’avevo detto: l’accordo sulla rappresentanza deve essere sottoposto al voto dei lavoratori. E visto che Cisl e Uil non erano disponibili alla consultazione, ho chiesto di far votare gli iscritti alla Cgil, come stabilisce lo statuto della Cgil. Senza questo voto — l’ho detto e lo ripeto — non mi sento vincolato a rispettare quell’accordo.

(intervista di Maurizio su "la Repubblica")
"

Che nel monolite cgiellino, come nel PD, qualcosa si sia incrinato? Il tema è quello solito: mentre la segreteria vola a braccia aperte e sorriso sulle labbra verso il porto sicuro dell'unità, tutta da dimostrare, sindacale con gli alti auspici del partito di riferimento l'anima sindacale batte un colpo: motivo del contendere l'accordo sulla rappresentanza sindacale. Se fosse già stato operativo nella questione FIAT la fiom si sarebbe trovata nelle peste perchè:
  1. non poteva promuovere nessuna azione legale;+
  2. doveva passare per le forche caudine delle decisioni della triplice;
  3. non poteva chiedere ai lavoratori cosa ne pensavano;
  4. doveva rispettare gli accordi presi a maggioranza (bastavano un paio di sindacati giallo canarino e le altre tre O.S. per raggiungere il 50% +1 per raggiungere la, presunta, maggioranza);
  5. non poteva fare altro che ratificare senza alzare il dito pe fare domande scomode....
... con tanti saluti a tutto quello che è venuto alla luce durante quella vertenza dove la fiom può a ben dire di aver messo in evidenza non tanto le "contraddizioni" dell'azienda ma soprattutto il ricatto nei confronti dei lavoratori e l'inganno verso i cittadini, in questo confortata dai media e dai politici (chiamparino e renzi in testa)....
ora la questione è: la Fiom scinde o no la CGIL? La mia speranza è che lo faccia perchè così rivedremo un sindacato di sinistra vero in questo paese che potrebbe fare il paio con la vera opposizione presente in parlamento... M5S: non a caso stasera Marco Travaglio a servizio pubblico ha dichiarato: "L'idea che l'opposizione si opponga ha suscitato sconcerto negli altri partiti, non sono abituati." Chiaro?
Forza Landini rompa gli indugi... mettiamoci alle spalle questi burocrati e mandiamo a casa questo socialistume residuo presente anche nel sindacato.

domenica 19 gennaio 2014

ma il sindacato, che lo teniamo a fare?

Allora, la notizia del giorno è l'accordo-non accordo fra il berluschino di sinistra e il suo originale storico (è bene ricordare che il primo aveva dichiarato qualche mese fa che il secondo, una volta condannato, era da "game over" ossia era fuori dai giochi, finito... forse o ha cambiato ora idea o allora ha detto una balla per farsi pubblicità e dar da bere agli, illusi assetati di illusioni, imbelli italioti che li votano quel che disperatamente vogliono sentirsi dire. Bene quest'accordo c'è ma ... non si vede e nonostante questo artificio questo paese ancora una volta (dopo i vari governicchi di stampo presidenziale non eletti nè mai votati) una sorta di larghe intese sia prima che dopo l'approvazione della riforma elettorale: fra l'altro tutti i soggetti in azioni NON SONO ELETTI O SONO DECADUTI IN PARLAMENTO e la discussione si sta svoglendo TUTTA al di fuori delle aule... nel miglior stile occidentale post Bush ossia in barba ai principi base della tanto decantata, ma in reatà esorcizzata, democrazia con cui tutti ci si sciacquano la bocca.
In realtà, a mio parere, la notizia che caratterizza il periodo è un altra: la, tentata, marginalizzazione della Fiom all'interno di quel enorme grumo d'interessi che va sotto il nome di CGIL. Mentre la confederazione votava, e firmava, l'accordo sulla nuova rappresentanza sindacale la Fiom veniva messa in minoranza e non solo...  ma politicamente si svela il tentativo di marginalizzazione di questa scomoda parte che si è distinta, e a ragione, nel disvelamento del filone di balle marchionniano a proposito della fiat: e ora ne paga le conseguenze, per ora sindacali poi si vedrà.... la fiom è scomoda, molto scomoda: ha avuto ragione nella maggior parte dei casi dove si è battuta contro la molta demagogia messa in campo non tanto dalla fiat ma proprio da quella parte politica di cui in teoria fa parte... chiamparino e fassino ve li ricordate? E vi rocordate anche per chi hanno parteggiato? Bene..... ora dev'essere ridotta in peso e in influenza accettando un accordo che se formalmente amplia gli spazi democratici in realtà, e lo dico con cognizione di causa di esperienza diretta sindacale, li limita o meglio ne fa un affaire da "cosa loro" ossia introduce, spacciandolo per una forma di trasparenza e di democrazia, l'arbitrato interconfederale e le sanzioni per chi non si adegua..... capite qual'è il punto? Cao classico: la fiom fa una vertenza "scomoda", tipo fiat, che trova la controparte tosta anzichè andare davanti al giudice del lavoro.... intervengono le confederazioni e addio forza contrattuale: in due messo addio fiom e addio sindacato che fa opposizione o, almeno, fuori dal coro, chiaro? Cara Camusso, socialista, ma li prendi per il naso i lavoratori? Che razza di sincadato hai in mente? E' vero che guadagni con i caaf e che hai necessità di frenare la spinta del paese reale, chi lavora, che chiede non solo di non essere l'unico a metter mano alle tasche ma anche chi chi non ha mai pagato non sia ancora protetto e, soprattutto, si smetta con le politiche antisociali ma depotenziando la trattazione e la vertenza addio peso del sindacato e addio vertenza con cisl e uil che sembrano remare contro e fare i trattativisti a tutti i costi per poi calarsi le brache.... ricorderete certo tutti gli accordi firmati con i governi berlusconi che erano carta straccia? Ecco ora, con un governo PD, anche la CGIL si accoda... che ce ne facciamo di un sindacato siffatto? Cosa aspetta la fiom a dirle addio e fare finalmente da base per un sindacato realmente di sinistra?
 

martedì 6 settembre 2011

mission accomplished..... ma non basta.

Nonostante come ho detto nel precedente post non posso non dire che SI, la missione è compiuta: piazze piene e gente inkazzata, meglio di così non poteva andare soprattutto perché nelle piazze c'erano CISLINI E UILLINI a partecipare in dissenso dalle indicazioni delle proprie parrocchie (sciopero demenziale? a mio parere demenziale era non esserci)... ma non basta. Non basta perché vanno avanti: il sistema della Seconda Repubblica ha la capacità di difendersi dagli input che arrivano dalla società o meglio se li lascia scivolare addosso perché sa che se solo ne fosse intaccato crollerebbe in un colpo solo. Ecco allora gli appelli, i richiami, le comparsate, le giornalate e quant'altro per spingere "una" manovra che salvi tutto e tutti: qualunque sia .... anzi non "una qualunque" ma una che non intacchi le lobby che esprimono le istituzioni: ecco allora che si approva l'art.8 (con annessi codicilli che danno via libera su tutta la linea al padrone come nella prima metà del '900 .. per dirne una i dipendenti potranno essere spostati senza preavviso e senza indennità in un altra città solo perché inutili dove sono o, ma sono i soliti maligni comunisti, solo perché non graditi.. carino eh?); ecco che si alza l'iva dal 20 al 21% (senza ridisegnare preventivamente l'intera struttura delle imposte indirette); si introduce il "contributo di solidarietà" ma per i redditi superiori ai 300/500 mila euro (una fettina che darà un gettito di poche centinaia di milioni di euro...... mentre basterebbe reintrodurre così com'era il reato di falso in bilancio per dare un colpetto ben maggiore agli evasori, magari retroattivo.....) ed ha ragione Tinti che oggi sul Fatto Quotidiano (pag. 7) quando scrive che il problema non sono i grandi evasori ma quelli seriali .... i piccoli o i medi che tutti i giorni non fanno fattura o non fanno dichiarazioni veritiere consci del fatto che "un fulmine non cade mai nello stesso posto"; ecco che si taglia l'assistenza; ecco che si taglia la previdenza anche alzando l'età pensionabile a 65 anni per le donne; ecco che se, e ci potete scommettere che sarà così, non si arriverà a una riforma fiscale ci saranno "ulteriori" tagli lineari colpiranno detrazioni e deduzioni nella dichiarazione dei redditi ........ vedrete che l'anno prossimo quando presenteremo il 730 che mazzata arriva..; ecc. ecc. ma tutto ciò cosa c'entra con la crisi? Poco o nulla perché nel giro, al massimo, di un paio di mesi ne sarà NECESSARIA un altra anche peggiore: una goccia alla volta per affamare chi già paga. E' stato importante il segnale di oggi: e hanno avuto torto tutti coloro che gufavano in nome della responsabilità e della crisi perché era necessario andare a dire la propria ma non basta, come dicevo, perché il sistema si difende: saranno necessari altri segnali forti perché ormai non c'è scelta ...... se questo Governo dovesse fallire c'è già pronto uno "tecnico" che farà il lavoro sporco (e potete scommetterci che lo faranno benissimo..) ma di elezioni nulla; è questo il punto: andiamo subito alle elezioni, senza tecnici e simili ma gente eletta, e vediamo cosa ne pensano gli italiani, poi si discuterà sul resto ...... se non ora quando?

giovedì 30 giugno 2011

Addio alle armi della CGIL.....

.... e anche la CGIL si piega al liberismo: non che facesse molta resistenza all'attacco concentrico politico da un lato e confindustriale dall'altro; anzi ben sapendo che il pallino dell'iniziativa era in mano ai duri della Fiom la Camusso non si è certo fatta pregare a firmare un ibrido contrattuale che danneggia tutti e non scioglie i nodi che rimangono tutti lì in bell'evidenza: ma non interessa a nessuno risolverli perché, avendo adottato un modello "cinese" di liberismo non è certo previsto risoverli ma si richiede sindacati accondiscendenti al massimo e con una linea "ragionevolmente" morbida rispetto alle intemperanze padronali; insomma cappello in mano e prima di tutto salvare i propri prvilegi e non certo quelli, ammesso che si possano considerare "privilegi" diritti (e anche doveri) dei lavoratori: in primis quella alla dignità del lavoro e al futuro certo per se setssi e per i propri figli. Alla fine, però, é accaduto e un altro pezzo del paese che fu va via nel cestino della storia: peccato che dentro quel cestino non ci vanno chi porta il paese al fallimento ma chi dovrebbe essere un baluardo della sua parte migliore. C'è un perché naruralmente dato la scelta di "accordarsi" era obbligata sia per la Camusso che per la Marcegaglia: entrambe avevano la necessità di non farsi superare dalle ali estreme della propria lobby di riferimento; per tacere degli interessi economici che rappresentano entrambe (interessi che gli altri sindacati gialli non hanno avuto dubbi a tutelare...). La Camusso non poteva, e da brava socialista non voleva, farsi superare a sinistra dalla FIOM e dalle altre associazioni di punta del sindacato che miravano a demolire la corsa alla distruzione del CCNL e dello Statuto innescata dalla Fiat marchionniana cui tanta man forte danno i liberisti del pdmenoelle (invasati sacerdoti dal liberismo a oltranza negando l'evidenza del fallimento di questa ricetta economica ormai evidente), ansiosi, quanto quelli del pdl, di poter avere qualche secondo di visibilità sui media e di poter determinare il futuro delle relazioni sindacali che ormai sono sbilanciate fortemente a favore della Confindustria e del sistema politico (è notorio che l'intero o quasi arco politico appoggi la svolta marchionniana); a sua volta la Marcegaglia non poteva, e non voleva, farsi superare a destra dalla Fiat in salsa americana perché la sua associazione avrebbe moltissimo da perdere da uno scacco come la fuoriuscita della Fiat da essa. Insomma una bella convergenza d'interessi che ha fatto nascere una mostruosità politica e sindacale che va a tutto danno solo di una parte, peraltro nemmeno sentita in proposito: i lavoratori; i quali non solo si vedono sempre più in balia degli umori degli imprenditori ma non possono nemmeno più contare su due armi storiche di contrapposizione alla controparte: il referendum e lo sciopero. Il meccanismo messo su da questo accordo è semplice e contemporaneamente verticistico: se si raggiunge la maggioranza del 50% +1 fra RSU (metà delle quali, nelle fabbriche, sono nominate dalle stesse organizzioni sindacali) e RSA l'accordo scatta automaticamente senza che ci sia la necessità di farlo approvare dai lavoratori e scatta anche la tregua sindacale: chi volesse scioperare rischia il licenziamento con il placet del sindacato. Laddove non ci sono RSU ma solo RSA il referendum è previsto ma è depotenziato come strumento di lotta. Credo che nemmeno nella "gloriosa" URSS, o in Cina, avessero avuto il coraggio di mettere su un meccanismo del genere!!!!! Le gerachie sindacali determinano gli accordi sulla pelle di chi lavora senza nemmeno doverli consultare: è democrazia questa? Non credo. Il sapore è amaro e sa di corporativismo (infatti è nel ventennio fascista che possiamo trovare analogie simili alle norme dell'accordo sottoscritto) mascherato da concertazione e per essere più chiari: siamo al porcellum sindacal-confindustriale perché diventano troppe le deroghe "locali" al CCNL dato che il sindacato nelle piccole e piccolissime non sempre è presente e ciò diventa un problema enorme per la democrazia del lavoro. Ormai non c'è più tempo per le indecisioni: la Fiom deve decidersi ad andare, e velocemente, verso la scissione perché questo è l'unico segnale che la burocrazia sindacale capisce; una Fiom libera ed autonoma fa paura e sarebbe un bel problema per la Camusso che si troverebbe senza una organizzazione fondamentale per questo sindacato sia dal punto di vista della rappresentatività sia dal punto di vista della forza contrattuale da opporre alla controparte: Landini la Fiom ci pensino perché non si può permettere che in qualche stanza grigia e buia si possa decidere sulla pelle dei lavoratori e, soprattutto, a loro scapito ....

mercoledì 5 maggio 2010

Fischi al Congresso CGIL

Toh chi si rivede, la CGIL (il maggior sindacato italiano, incluso i pensionati)... quelli che tutti definiscono "il" sindacato oggi era a congresso. E, dopo decenni, cosa accade? Fischi, la più antica forma di contestazione democratica: la più primitiva ma efficace. All'indirizzo del Governo poteva essere anche comprensibile perché, almeno in teoria, sono di parte opposta, ma alle consorelle CISL e UIL (per non dire alla UGL)? Consorelle in tutto (consigli di amministrazione di varie coop in comune così come degli enti previdenziali per non dire della influenza enorme che esse avevano sui governi del cosiddetto centrosinistra fin dagli anni 90 dei quali hanno condiviso tutto anche le fregature che hanno fatto ingoiare alla parte sana e operosa del paese e, per intendersi fino in fondo, quella che paga tutte le tasse e che ha creduto alle storielle che gli hanno raccontato mentre tutto finiva nelle mani di pochi ricchi e magari anche evasori) fino all'avvento del Berlusconi ter quando quello che tutti sospettavano è accaduto realmente: CISL e UGL hanno fatto una scelta di campo firmando a scatola chiusa tutto quello che il Governo gli vendeva come riforme (si sa che queste due organizzazione hanno sempre tifato per la maggioranza del momento) senza battere ciglio. E il calo degli iscritti che queste due hanno avuto ne é il risultato; c'é stato anche quello della CGIL ma ha un altro significato dato che quest'ultima, per pura scelta politica liberista, ha abbracciato anch'esso le riforme: concertazione in testa che ha creato danni e portato nelle braccia della Lega un intero settore della società quella che una volta era lo zoccolo duro del PCI. Ora dopo anni di rospi ingoiati a forza e dopo anni di perdita di potere di acquisto e di posti di lavoro (e solo dopo che questa maggioranza sta distruggendo gli ultimi lembi del welfare italiano completando un processo che proprio la sinistra, si fa per dire sinistra, ha iniziato) reali creando sacche di disperazione e di sottoproletariato di cui beneficiano gli speculatori. Ora vistasi attaccata sul vivo dei propri interessi questa corporazione di potere reagisce a modo suo ma si trova isolata: sia dai lavoratori dai quali è lontana e vista come parte dell'apparato sia dal partito di riferimento, il PD, che spesso non ne sostiene le, pochissime, battaglie. E' tardi per rifarsi la verginità ed é tardi per ricostruire il legame: tutto quello che può fare è giocare una partita che sa di perdere, un pò poco...... nonostante tutto è tutto quello che rimane della sinistra e se vogliamo costruire un diverso modello sociale é proprio da questa CGIL che dobbiamo ricominciare, purtroppo....... e naturalmente che ci piaccia o meno, e a me non piace, è da questo leviatano liberista che dobbiamo aspettarci "novità" per il futuro: poi si faranno i conti.

domenica 22 novembre 2009

Statali: un esempio per tutti ....

Sono, quelli che lavorano naturalmente e non fanno né i politici né i loro lacché, il feticcio contro cui scagliare la pancia della opinione pubblica: qualcosa non va? Statale fannullone; La macchina fiscale non funziona e non si acchiappano gli evasori? Poca efficienza dei dipendenti e NON colpa delle leggi fatte dai dipendenti parlamentari; la scuola? Troppi professori fannulloni e poca efficienza naturalmente .... e si potrebbe continuare. Ora ha anche rimesso in auge il giuramento come se questo servisse e ha anche emesso un codice disciplinare durissimo (non esiste nessun codice disciplinare per i politici naturalmente i quali anzi tendono sempre ad autoassolversi .... ultimi mesi e leggi ad personam docet); insomma non un giro di vite ma un caterpillar addosso ai dipendenti pubblici nascondendo tagli, inefficienze di politici e dirigenti (non si ha notizia di dirigenti licenziati, FS e Alitalia docet), e eliminazione di fondi per far funzionar ela macchina pubblica: insomma usi a tacere gli statali sono quel parafulmine dietro il quale nascondersi. Negli ultimi tempi poi ci si sono messi pure la triplice che si è messa a firmare tutto lo scibile cui politici che si dovessero svegliare la mattina riescano a pensare : negli ultimi tempi la CGIL è un attimino dissociata non per mancanza di convinzione ma semplicemente non c'è il governo "giusto" e quindi storce il naso ma in passato ha firmato tutto e quindi anche quelle leggi che ponevano le basi dell'attuale disastro. Toh, ma cos'accade? UIL e CISL si svegliano e si "accorgono" che qualcosa non va ..... e la prima minaccia scioperi e sfaceli nascondendo dietro queste pensate la propria collateralità alle maggioranze vincenti qualunque esse siano. Cosa c'è dietro? E' semplice il crescere delle proteste fra i dipendenti che dall'anno prossimo in poi, in base alle leggi del Ministro, si vedranno dare la patente di fannullone, semi-fannullone e probo lavoratore a priori; perché la legge proprio questo impone: 1/3 zero euro; 1/3 50%; 1/3 dei dipendenti il 100% in base a statistiche e valutazioni di istituti e authority "indipendenti" che dipendono dallo Stato. Non dico che non sia corretto mettere un meccanismo di competizione non sbagliato ma stabilirlo a priori non mi pare proprio un buon sistema perché, come al solito, l'unico esito che si avrà che chi sarà occupato non a lavorare ma a "lecchinare" i dirigenti (a proposito lo sapevate che per i dirigenti la legge Brunetta in merito al taglio dei primi dieci giorni di malattia non si applica?) si vedrà in paradiso e chi non si metterà prono (...) sarà fregato 2 volte su 3; quindi a che scopo tutto ciò? Farli lavorare? Ho molti dubbi. Farli diventare strumento delle altrui scelte esautorando quei pochi sindacalisti che fanno il loro mestiere? Probabile, anzi molto probabile. Impedirgli di utilizzare il cervello, ossia il mitico "non siete pagati per pensare"? CENTRO!! In dieci anni siamo ritornati al 1957 ed al TU 3/1957 che nascondeva sotto l'ala politica i dipendenti ma li rendeva anche succubi dei politici! Con la differenza che allora erano pochi sporchi e subito con una discreta pensione ora invece pochi (si), sporchi (ci potete scommettere) subito (forse se si continua così non ci saranno nemmeno i soldi per far accendere i riscaldamenti degli uffici figuratevi per pagare gli stipendi) e per quanto riguarda le pensioni ....... bé fate voi io le definisco da fame. Ecco ora la UIL cerca di rifarsi l'immagine sparando ad alzo zero: troppo tardi e troppo frettolosa l'uscita per non sembrare anacronstica non vi pare?

domenica 5 aprile 2009

Dopo Roma, la vera opposizione? ma "naturellment" la CGIL !!

Ha ragione chi dice che la CGIL ha vinto la sfida lanciatagli dal Governo; è, finalmente, uscita dall'angolo in cui lo stesso e i suoi sodali sindacali l'avevano relagata (premetto che NON sono iscritto alla CGIL e nè ne condivido obiettivi, fini e, anzi, ritengo questo Sindacato CORRESPONSABILE della situazione nella quale versano la spina dorsale del paese, ossia i lavoratori) e nella quale speravano di tenerla in caldo ad arrostire fino ad eutanasia compiuta: l'idea, condivisa dal PD veltroniano e ora da una sua corrente, era quella di ridurne il "peso" politico di condizionamento (non si può mai dire, dovesse tornare il PD al potere come si poteva mettere in atto il programma liberista con un vicino così ostico?) e condizionarla, addomesticandola, riducendola a semplice sindacato di testimonianza e nulla più. Ci hanno provato con: statali, sciopero, contratti, relazioni sindacali, ecc. e pur se hanno approvato e siglato accordi poc meno che discutibili (che ledono il diritto di manifestare e difendere la causa per cui si lotta) ma questo Sindacato ha saputo uscirne con poche ossa rotte (la base premeva fortemente e ad un qualunque sindacato levagli gli iscritti.....) ma con una forza politica "intatta" con la quale gli altri dovranno ora fare i conti; sissignori ora si dovranno fare i conti e credo che saranno salati per tutti, perchè ha dimostrato di esserci e di contare ma soprattutto di avere ancora un'enorme seguito fra le persone, non solo fra i lavoratori, peso che ha oscurato completamente il PD: se oggi la CGIL si trasformasse in partito, per ipotesi, questo partito annienterebbe completamente non la sinistra cespugliosa e litigiosa ma annichilirebbe il clone del PdL, completamente. Detto ciò non si può non sottacere, giusto per ricordare a chi è facile a dimenticare, le enormi responsabilità che la CGIL ha avuto in passato nel sostenere la linea "riformista" (con tale termine non ci si riferisce a riforme sociali ma a quelle liberiste che si pongono esattamente all'opposto di esse e le annientano): a partire dalle pensioni, di cui nessuno parla (nemmeno i sindacati, chissà ... forse perchè anche loro ci inzuppano il biscottino e dietro di loro banche e assicurazioni?) ma i cui effetti già si vedono se è vero che oggi le rate delle pensioni sono basse scandalosamente; e che dire o meglio cosa rispondere a chi si è fidato delle "raccomandazioni", sia del governo che dei sindacati, a sottoscrivere il cosiddetto "secondo piedistalo della previdenza" oggi si ritrova con un pugno di mosche in mano se ha scelto di "donare" il TFR fuori dall'azienda (o fuori dall'ufficio) ritrovandosi con un pugno di mosche dato che tutti i fondi VANNO MALE!! E la scala mobile? E il fiscal drag? E la legge sui precari (da Treu a Biagi)? E il passaggio dalla contrattazione alla concertazione? E, per il pubblico impiego, la privatizzazione (che stesso i "padri" hanno dichiarato fallita) del rapporto di lavoro? Quante cose neh? E tutte sul groppone non solo delle forze politiche di sinistra (?) ma che dei sindacati, in particolare della CGIL: mentre chi ha pagato caro e amaro queste scelte sono la spina dorsale del paese, i lavoratori che oltre a becchi ora son'anche bastonati visto che sono venuti alla luce i dati sulla produttività del 2006 e 2007 e, oops, cosa sbuca fuori? che si è prodotto moltissimo e i soldi sono arrivati a fiumi ma che i lavoratori non ne hanno visto beneficiato mentre i profitti se li sono messi in tasca i ceti padronali, in tasca: quegli stessi ceti che ora fanno lacrime di coccodrillo (o di squalo, fate voi) e battono cassa al Governo per ottenere soldi che non meritano nè hanno guadagnato realmente; in questi casi si dice che oltre al danno c'è stata anche la beffa!! In ogni caso si deve dare atto che questo sindacato, a differenza degli altri, ha dimostrato che consoce benissimo i meccanismi sociali e che ci sono ancora milioni di persone che continuano a fidarsi: è chiaro che non siamo ai 3 milioni e oltre di Cofferati e che questo è l'ultimo treno per la CGIL; o lo prende o è finito e destinato ad un lungo e doloroso, per i lavoratori naturlamente, declino di cui i segni già si vedono ma che non è ancora irreversibile.

venerdì 13 febbraio 2009

CGIL: quando la battaglia è di retroguardia.

Ora vanno in piazza; ora che non hanno nemmeno più un'appoggio parlamentare di un partito; ora che, in conseguenza del processo liberista che dal sindacato è stato non solo condiviso ma in certi casi invocato in nome della negoziazione prima e della concertazione poi non comprendendo appieno il significato di quanto andavano firmando nè sapendo comprendere i processi storici che pari pari sono avvenuti negli USA (paese a cui puntualmente ci riferiamo e copiamo) circa 20 e passa anni fa dove le, allora, potenti organizzazioni sindacali si trovarono di fronte alla scelta se accettare il fatto compiuto del liberismo o rassegnarsi a pura testimonianza: come comprenderete la scelta è stata facilissima. Da noi c'era invece la possibilità di fare altro e meglio vista la legislazione sociale favorevole e vista la forza del sindacato; invece si è scelto il riformismo e si è rimasti fregati perchè non solo la parte che ancora funzionava del welfare è stata prima picconata e poi distrutta ma sisono ristretti anche gli spazi di manovra visti che ci si è legati al carro finanziario (fondi pensione, caaf, ecc.) oggi i sindacati sono non solo organizzazioni di parte ma anche finanziarie con interessi da difendere anche in questo campo: quindi facilmente nasce lo scambio di potere a scapito del ruolo principale come è ben chiaro a chiunque entri in contatto con una delle organizzazioni collaterali di queste entità. Tutto ciò ha comportato delle scelte: la prima fu quella della difesa del cosiddetto zoccolo duro degli operai ma non si tenne conto delle ristrutturazioni; ci si infognò in accordi cappio (quello di S. Valentino per esempio con l'orrore del concetto di inflazione programmata allora per essere ora sostituita da qualcos'altro che abbasserà ancora di più il potere di acquisto dei lavoratori, tutti i lavoaratori privati e pubblici) che prima si sono dimostrati controproducenti e ora sono stati profondamente mutati se non stravolti; che non siano nememn più in grado di fare la cosiddetta "testimonianza" visto che la parte politica è sparita e il governo ha spaccato il fronte sindacale e costretto in un'angolo la parte più grossa dello stesso costringendolo ad una pura battaglia di sopravvivenza e non di difesa di quel poco che rimane (prima di tutto il CCNL). Ora, come la sinistra, vediamo solo il "fantasma del natale passato" che si trascina dietro persone sempre meno convinte delle scelte fatte. Questo sindacato ha mancato tutti gli obiettivi della sua mission ma ad una cosa non ha rinunciato: il conflitto sociale visto che ovunque i lavoratori protestino finisce spesso a manganellate e al di là di qualche protesta non fa molto di più e perchè dovrebbe mi chiedo? Significherebbe dover, innanzitutto, ammettere tutti gli errori fatti in passato ma soprattutto ricostruire quel tessuto andato perso partendo dal concetto di "invisibili" e arrivando al concetto di sicurezza del lavoro, finendo a quel piccolo segnale di rinnovo della classe dirigente sindacale con facce nuove visto che quelle che ci sono ora sono inadeguate al sfide: in primis il "mitico (perchè ha fallito divunque sia stato siglato)" concetto di "patto fra produttori" che sa tanto di corporativismo. Ma mi rendo di parlare al vento.

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