si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
lunedì 2 febbraio 2015
Stefano Rodotà apre il cantiere della Cosa Rossa
In un'intervista al Quotidiano Nazionale, il giurista sottolinea che "ci sto già lavorando con Sel, Fiom, Cgil, don Ciotti di Libera". Serve soprattutto un progetto, ma si cerca anche un leader, ci cerca lo Tsipras italiano. "Io non ho l'età - spiega Rodotà, che ha 81 anni - E il modello greco non si basa su un consenso ideologico, ma su un legame solido tra politica e società. Rigenerare la sinistra con un trapianto è molto difficile".
Su quale ruolo avranno i ribelli del Pd, Rodotà osserva che "non si può ripartire con spezzoni di sinistra perdenti, ma dalla società". E Quanto vale la Cosa Rossa? "Intanto la costruiamo. Poi ci contiamo".
Rodotà ha ottenuto (dagli ex grillini) 17 voti al quarto scrutinio per l'elezione del presidente della Repubblica e il suo nome è stato salutato da un convinto applauso al momento della proclamazione dei risultati. Considera Sergio Mattarella "un'ottima scelta" e sottolinea che si è trovato "un modo eccellente di scegliere un presidente della Repubblica che avrà ripercussioni sulle riforme, come la legge elettorale. Ma, a parte qualche contentino sui capilista bloccati, il programma di governo non avrà una svolta a sinistra. Renzi e Vendola restano inconciliabili". Il patto del Nazareno, aggiunge, "è ferito, ma sarà rinegoziato".
p.s.
farà la fine di A.L.B.A. alla cui assemblea fondativa il sottoscritto partecipò e che presto è diventata l'ennesimo cespuglietto che si dibatte per sopravvivere fra SEL, PD, Fiom, ecc.?
VEDREMO
non dimentichiamo quanto PROFETIZZATO dal blog Spinoza: "la vittoria di Tsipras in Grecia è stata una della più grandi vittorie della sinistra italiana dopo Zapatero"
mercoledì 29 ottobre 2014
i "cannoni" di Bava-Beccaris.....ancora non ci siamo
Si tira proprio una brutta aria......
Uno Stato che non riesce a gestire persone che lottano per non perdere posti di lavoro mi preoccupa e a voi?
p.s.
per quanto riguarda Landini e la CGIL.... chi ha firmato gli "accordi" sul lavoro? Chi ha fatto fallire il referendum per l'art.18? E l'altro referendum che esterderlo alle aziende sotto i 15 dipendenti? Chi ha firmato i contratti collettivi nazionali quadro che definivano gli ambiti e i diritti dei sindacati? Chi ha firmato gli accordi per la migliaia di casse integrazioni ben sapendo che i dipendenti non avrebbero più lavorato per il resto degli anni che mancavano alla pensione? Chi ha formato l'accordo che permette ai caaaf di sostituirsi allo stato, con relativo compenso pubblico, per gli isee e il resto? Bene, questa era, e lo sapevano, la contropartita.. sono sotto schiaffo e nel mondo sindacale più che altrove vale la massima "chiudere la stalla dopo che i buoi son scappati"!!!!
lunedì 20 ottobre 2014
la openess society..... una società feroce
dov'era? Quando:
- la CGIL accettava i principi del libero mercato nel '92 eliminando le garanzie sociali affidandosi, stessa scelta fatta dalle "consorelle" americani?
- quando, dopo un referendum disastroso sabotato anche dai suoi dirigenti, veniva eliminata la scala mobile?
- venivano firmati licenziamenti e pre-pensionamenti mascherati da casse integrazioni pluriennali per non esaltare lo scontro sociale?
- quando la FLM, organizzazione unitaria dei metalmeccanici, decise di abbandonare la visione operaista, si fa per dire, per assumerne un terziaria..... senza salvaguardare peraltro i lavoratori del settore?
- si firmavano accordi per fregare il sidacalismo indipendente di sinistra, e non solo, dando in cambio aperture sui diritti e abbracciando l'affaire CAAAF che tanti soldi pubblici porta nelle loro tasche?
- mentre da un lato si portava la fiat in tribunale si firmavano accordi con altre aziende che... introducevano proprio il sistema Marchionne?
- nasce A.L.B.A., o come si chiama ora, cui il sottoscritto partecipò all'atto fondativo, c'erano anche Landini e Airaudo, ma subito si caratterizza per una visione satellite del PD e di SEL quindi un grillismo di maniera ma di stampo rosso.. un pò come è oggi tsipras?
- si approvò la legge treu e, come si suol dire, le successive riforme e controriforme (oggi non si nascondono nemmeno più; leggi cos'ha dichiarato Pietro Ichino citato in un post su facebook di Massimo Rocca in proposito)?
giovedì 6 febbraio 2014
Landini che aspetti a rompere gli indugi?
"Il compito di un segretario generale è quello di far applicare i principi dello statuto. In più di cento anni di vita, nella Cgil hanno sempre vissuto in maniera dialettica posizioni diverse. Il dissenso non si è mai risolto a colpi di ricorsi. Questa, invece, è una grave regressione democratica.
Del resto, io nella riunione del Direttivo della Cgil l’avevo detto: l’accordo sulla rappresentanza deve essere sottoposto al voto dei lavoratori. E visto che Cisl e Uil non erano disponibili alla consultazione, ho chiesto di far votare gli iscritti alla Cgil, come stabilisce lo statuto della Cgil. Senza questo voto — l’ho detto e lo ripeto — non mi sento vincolato a rispettare quell’accordo.
(intervista di Maurizio su "la Repubblica")"
Che nel monolite cgiellino, come nel PD, qualcosa si sia incrinato? Il tema è quello solito: mentre la segreteria vola a braccia aperte e sorriso sulle labbra verso il porto sicuro dell'unità, tutta da dimostrare, sindacale con gli alti auspici del partito di riferimento l'anima sindacale batte un colpo: motivo del contendere l'accordo sulla rappresentanza sindacale. Se fosse già stato operativo nella questione FIAT la fiom si sarebbe trovata nelle peste perchè:
- non poteva promuovere nessuna azione legale;+
- doveva passare per le forche caudine delle decisioni della triplice;
- non poteva chiedere ai lavoratori cosa ne pensavano;
- doveva rispettare gli accordi presi a maggioranza (bastavano un paio di sindacati giallo canarino e le altre tre O.S. per raggiungere il 50% +1 per raggiungere la, presunta, maggioranza);
- non poteva fare altro che ratificare senza alzare il dito pe fare domande scomode....
ora la questione è: la Fiom scinde o no la CGIL? La mia speranza è che lo faccia perchè così rivedremo un sindacato di sinistra vero in questo paese che potrebbe fare il paio con la vera opposizione presente in parlamento... M5S: non a caso stasera Marco Travaglio a servizio pubblico ha dichiarato: "L'idea che l'opposizione si opponga ha suscitato sconcerto negli altri partiti, non sono abituati." Chiaro?
Forza Landini rompa gli indugi... mettiamoci alle spalle questi burocrati e mandiamo a casa questo socialistume residuo presente anche nel sindacato.
domenica 19 gennaio 2014
ma il sindacato, che lo teniamo a fare?
In realtà, a mio parere, la notizia che caratterizza il periodo è un altra: la, tentata, marginalizzazione della Fiom all'interno di quel enorme grumo d'interessi che va sotto il nome di CGIL. Mentre la confederazione votava, e firmava, l'accordo sulla nuova rappresentanza sindacale la Fiom veniva messa in minoranza e non solo... ma politicamente si svela il tentativo di marginalizzazione di questa scomoda parte che si è distinta, e a ragione, nel disvelamento del filone di balle marchionniano a proposito della fiat: e ora ne paga le conseguenze, per ora sindacali poi si vedrà.... la fiom è scomoda, molto scomoda: ha avuto ragione nella maggior parte dei casi dove si è battuta contro la molta demagogia messa in campo non tanto dalla fiat ma proprio da quella parte politica di cui in teoria fa parte... chiamparino e fassino ve li ricordate? E vi rocordate anche per chi hanno parteggiato? Bene..... ora dev'essere ridotta in peso e in influenza accettando un accordo che se formalmente amplia gli spazi democratici in realtà, e lo dico con cognizione di causa di esperienza diretta sindacale, li limita o meglio ne fa un affaire da "cosa loro" ossia introduce, spacciandolo per una forma di trasparenza e di democrazia, l'arbitrato interconfederale e le sanzioni per chi non si adegua..... capite qual'è il punto? Cao classico: la fiom fa una vertenza "scomoda", tipo fiat, che trova la controparte tosta anzichè andare davanti al giudice del lavoro.... intervengono le confederazioni e addio forza contrattuale: in due messo addio fiom e addio sindacato che fa opposizione o, almeno, fuori dal coro, chiaro? Cara Camusso, socialista, ma li prendi per il naso i lavoratori? Che razza di sincadato hai in mente? E' vero che guadagni con i caaf e che hai necessità di frenare la spinta del paese reale, chi lavora, che chiede non solo di non essere l'unico a metter mano alle tasche ma anche chi chi non ha mai pagato non sia ancora protetto e, soprattutto, si smetta con le politiche antisociali ma depotenziando la trattazione e la vertenza addio peso del sindacato e addio vertenza con cisl e uil che sembrano remare contro e fare i trattativisti a tutti i costi per poi calarsi le brache.... ricorderete certo tutti gli accordi firmati con i governi berlusconi che erano carta straccia? Ecco ora, con un governo PD, anche la CGIL si accoda... che ce ne facciamo di un sindacato siffatto? Cosa aspetta la fiom a dirle addio e fare finalmente da base per un sindacato realmente di sinistra?
venerdì 5 luglio 2013
.. e con la sentenza la Fiom chiude il cerchio...
La Fiom, a differenza degli altri sindacati gialli e bianchi, non c'ha mai creduto: ed è stata letteralmente massacrata non solo dai media ma dalla politica stessa a partire dal PD (come non ricordare l'ex sindaco di torino che appoggiava competamente Marchionne e si faceva vanto di giocarci a carte) che si trovava, come sempre, nel mezzo del guado.
La sentenza è la chiusura del cerchio per la Fiom e non solo: qualcuno che sa dire di no esiste ancora in questo paese....
p.s.
e come riflessione per il wek end...
vi propongo qualcosa che ... vi farà passar la voglia di mangiare... ^___^
mercoledì 23 gennaio 2013
C'era una volta ... pomigliano
c'era una volta una fabbrica in crisi, definita cattedrale nel deserto, cha apparteneva allo Stato, arrivò una sua concorrente e l'acquistò; ma le cose non andavano bene ancora e si decise che questa fabbrica andava "riqualificata" e così fu: ma prima era necessario che ci fossero delle riforme che avrebebro dovuto metterla al passo degli altri. Si decise che:
- era necessario che il padrone potesse aver mani libere nel decidere come, chi, quando e senza un perché licenziare o mandare in cassa integrazione senza interferenze esterne;
- era anche necessario che il contratto di lavoro cambiasse, fosse aggiornato alle esigenze del momento.. subito i sindacati (tranne la fiom) accorsero come i re magi al cospetto della nascente nuova era che avrebbe reso tutti felici, operai compresi; così come governo e partiti, sinistra (..) compresa si misero a disposizione affinché il cambiamento potesse avvenire "riformando" la legislazione a partire dall'art.18, l'ultimo vero baluardo all'orda liberale;
- fu anche detto che, dopo riforme e nuovi contratti, il lavoro sarebbe arrivato copioso e gli operai non avrebbero sofferto più di tanto le brutture della cassa integrazione.
com'é andata a finire?
Che alla fine si é dovuto riconoscere che nulla di quanto promesso é stato messo in atto, anzi si dice chiaramente che le fabbriche sono improduttive e che i miliardi promessi non sarebbero arrivati né allora ne oggi, né probabilmente nei prossimi anni.
Che dopo varie battaglie legali la Fiom sta riconquistando a colpi di sentenze l'agibilità sindacale e politica dentro e fuori la fabbrica semplicemente chiedendo quelli che sono i principi di qualunque democrazia sindacale di un paese civile: non siamo in cina.... anche se qualcuno ci spera.
Che, mentre la Fiom vince quasi tutte le cause, a difesa, ivi compresa quella sul licenziameno di 19 suoi iscritti (l'azienda in risposta ne manda in cassa integrazione altrettanti 19 mettendo le basi per una guerra fra poveri dalla quale sarebbe l'unica a guadagnarci), le sigle sindacali "responsabili (...)" riconoscono che ci sono esuberi di operai: risultato? Che il giudice, é di oggi la sentenza, che avrebbe dovuto decidere la reintegrazione dei 19 operai messi alla porta al posto di quelli della Fiom ha sentenziato che esisteva "un difetto di legittimazione degli intervenienti" perché la Fiom non aveva titolo per ricorrere... perché il licenziamento non era ancora avvenuto e quindi "il solo elemento temporale dedotto" dalla Fiom "non appare integrare gli elementi necessari per qualificare l'avvio del procedimento per il licenziamento collettivo come ritorsione, cioé come comportamento pregiudizievole volto a punire le persone lese dalla discriminazione o qualunque altra persona"; in pratica: i 19 licenziati non potranno essere della fiom ma é comunque nel potere dell'azienda diminuire il personale" e qui cade l'asino perché poco prima, come dicevo, altre sigle sindacali avevano appena riconosciuto oltre 2000 esuberi aziendali facendo un insperatisimo regalo all'azienda.
E le promesse? Di là da venire, ancora... e pensare che Monti c'era andato ad esaltare il nuovo; e pensare che tanti capoccioni della sinistra s'erano sgolati a far capire a quei comunistacci della Fiom che i tempi erano maturi affinché alcune "garanzie" potessero essere considerate anacronistiche, ecc. l'unica cosa certa, finora é: la Fiom aveva ragione perché dietro tutto il fumo non c'era nessun arrosto....
il resto alle prossime puntate e se non fosse la descrizione del dramma della perdita del lavoro per migliaia di famiglie di lavoratori ci sarebbe quasi da pensare che tutto é solo un brutto sogno e che domani é un altro giorno e la notte é passata e i fantasmi sono spariti con essa.... ma non é nulla di tutto questo, purtroppo....
martedì 29 maggio 2012
La Fiom si fa partito?
Signor Presidente della Repubblica,
fermi la parata del 2 giugno, non la faccia fare e i 3 milioni e rotti di euro che verrebbero spesi proponga di devolverli agli italiani che da giorni sono scossi dai terremoti!!!!!
giovedì 30 giugno 2011
Addio alle armi della CGIL.....
.... e anche la CGIL si piega al liberismo: non che facesse molta resistenza all'attacco concentrico politico da un lato e confindustriale dall'altro; anzi ben sapendo che il pallino dell'iniziativa era in mano ai duri della Fiom la Camusso non si è certo fatta pregare a firmare un ibrido contrattuale che danneggia tutti e non scioglie i nodi che rimangono tutti lì in bell'evidenza: ma non interessa a nessuno risolverli perché, avendo adottato un modello "cinese" di liberismo non è certo previsto risoverli ma si richiede sindacati accondiscendenti al massimo e con una linea "ragionevolmente" morbida rispetto alle intemperanze padronali; insomma cappello in mano e prima di tutto salvare i propri prvilegi e non certo quelli, ammesso che si possano considerare "privilegi" diritti (e anche doveri) dei lavoratori: in primis quella alla dignità del lavoro e al futuro certo per se setssi e per i propri figli. Alla fine, però, é accaduto e un altro pezzo del paese che fu va via nel cestino della storia: peccato che dentro quel cestino non ci vanno chi porta il paese al fallimento ma chi dovrebbe essere un baluardo della sua parte migliore. C'è un perché naruralmente dato la scelta di "accordarsi" era obbligata sia per la Camusso che per la Marcegaglia: entrambe avevano la necessità di non farsi superare dalle ali estreme della propria lobby di riferimento; per tacere degli interessi economici che rappresentano entrambe (interessi che gli altri sindacati gialli non hanno avuto dubbi a tutelare...). La Camusso non poteva, e da brava socialista non voleva, farsi superare a sinistra dalla FIOM e dalle altre associazioni di punta del sindacato che miravano a demolire la corsa alla distruzione del CCNL e dello Statuto innescata dalla Fiat marchionniana cui tanta man forte danno i liberisti del pdmenoelle (invasati sacerdoti dal liberismo a oltranza negando l'evidenza del fallimento di questa ricetta economica ormai evidente), ansiosi, quanto quelli del pdl, di poter avere qualche secondo di visibilità sui media e di poter determinare il futuro delle relazioni sindacali che ormai sono sbilanciate fortemente a favore della Confindustria e del sistema politico (è notorio che l'intero o quasi arco politico appoggi la svolta marchionniana); a sua volta la Marcegaglia non poteva, e non voleva, farsi superare a destra dalla Fiat in salsa americana perché la sua associazione avrebbe moltissimo da perdere da uno scacco come la fuoriuscita della Fiat da essa. Insomma una bella convergenza d'interessi che ha fatto nascere una mostruosità politica e sindacale che va a tutto danno solo di una parte, peraltro nemmeno sentita in proposito: i lavoratori; i quali non solo si vedono sempre più in balia degli umori degli imprenditori ma non possono nemmeno più contare su due armi storiche di contrapposizione alla controparte: il referendum e lo sciopero. Il meccanismo messo su da questo accordo è semplice e contemporaneamente verticistico: se si raggiunge la maggioranza del 50% +1 fra RSU (metà delle quali, nelle fabbriche, sono nominate dalle stesse organizzioni sindacali) e RSA l'accordo scatta automaticamente senza che ci sia la necessità di farlo approvare dai lavoratori e scatta anche la tregua sindacale: chi volesse scioperare rischia il licenziamento con il placet del sindacato. Laddove non ci sono RSU ma solo RSA il referendum è previsto ma è depotenziato come strumento di lotta. Credo che nemmeno nella "gloriosa" URSS, o in Cina, avessero avuto il coraggio di mettere su un meccanismo del genere!!!!! Le gerachie sindacali determinano gli accordi sulla pelle di chi lavora senza nemmeno doverli consultare: è democrazia questa? Non credo. Il sapore è amaro e sa di corporativismo (infatti è nel ventennio fascista che possiamo trovare analogie simili alle norme dell'accordo sottoscritto) mascherato da concertazione e per essere più chiari: siamo al porcellum sindacal-confindustriale perché diventano troppe le deroghe "locali" al CCNL dato che il sindacato nelle piccole e piccolissime non sempre è presente e ciò diventa un problema enorme per la democrazia del lavoro. Ormai non c'è più tempo per le indecisioni: la Fiom deve decidersi ad andare, e velocemente, verso la scissione perché questo è l'unico segnale che la burocrazia sindacale capisce; una Fiom libera ed autonoma fa paura e sarebbe un bel problema per la Camusso che si troverebbe senza una organizzazione fondamentale per questo sindacato sia dal punto di vista della rappresentatività sia dal punto di vista della forza contrattuale da opporre alla controparte: Landini la Fiom ci pensino perché non si può permettere che in qualche stanza grigia e buia si possa decidere sulla pelle dei lavoratori e, soprattutto, a loro scapito ....
domenica 17 ottobre 2010
un esercizio di democrazia.......
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