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domenica 15 marzo 2015

“Ben venga una coalizione per il lavoro e la dignità” (Salvatore Cannavò).

Fonte: triskell182
Prete antimafia Don Luigi Ciotti. Maurizio Landini l’ha indicato come uno degli interlocutori della sua “coalizione sociale”. Don Luigi Ciotti, una vita di impegno nel sociale a fianco dei più deboli, non si tira indietro anche se precisa il ruolo esatto di Libera. Oggi, presso la Fiom, si terrà la prima riunione per costituire la Coalizione, un primo tentativo di mettere insieme associazioni, personalità e soggetti diversi. E non a caso Landini proporrà che un primo momento di iniziativa pubblica, prima della manifestazione del 28 marzo, sia la giornata Contro le mafie indetta da Libera per il 21 marzo a Bologna.   Don Ciotti, qual è l’emergenza sociale del nostro Paese e perché?   La disoccupazione e la povertà non solo più relativa ma assoluta. Ma l’emergenza, prima che economica, è etica e culturale. È un’emergenza dei diritti e dunque delle responsabilità. Perché i diritti si fondano sull’impegno di tutti   – a partire da chi ha responsabilità pubbliche – per il bene comune.
Si vede spesso il contrario: l’uso del potere a fine personale o di pochi.   Come giudica l’operato del governo Renzi da   questo punto vista?   Premesso che su alcuni temi stiamo collaborando, come abbiamo fatto con altri governi in trasparenza e autonomia di giudizio, non vedo in generale una grande attenzione alle fasce deboli. E credo che una politica tesa a dare speranza debba ripartire proprio dagli esclusi, dai più fragili. Il bene comune si costruisce attraverso l’inclusione. Ora c’è questa riforma del lavoro. Ci viene detto che ridurrà il precariato e indurrà le imprese ad assumere. Ce lo auguriamo di cuore. L’importante è che non vengano smantellati i diritti dei lavoratori.   Cosa rimprovera e cosa invece apprezza del governo?   È apprezzabile la determinazione, la voglia di rinnovamento. Meno il fatto che a volte questo porti a soluzioni non condivise, oppure – quando la controparte è determinante per mantenere un assetto di potere – a un eccesso di mediazioni. Così buone iniziative come il ripristino del falso in bilancio o la riforma della prescrizione per i reati di corruzione, strada facendo vengono annacquate per la necessità di accontentare questo o quello.   Dal punto di vista della lotta alla povertà e alle ingiustizie vede un ruolo nuovo della Chiesa   con il papato di Francesco?   Direi che è sotto l’occhio di tutti. Con una politica titubante e in molti casi latitante, Papa Francesco è una delle poche voci che parla della povertà come un problema che va affrontato non solo con la solidarietà e l’accoglienza, ma rimuovendo il vuoto di diritti – e di dignità – che crea disuguaglianza. Questo papato rappresenta uno scossone per una politica che spesso si limita a certificare l’esistente, e un’economia che ha perso di vista i bisogni e le speranze delle persone.   Libera è attivamente impegnata socialmente. Ci spiega le vostre iniziative principali?   Libera e il Gruppo Abele, che quest’anno compie 50 anni di impegno nel sociale, attualmente investono molte energie in iniziative per la riduzione delle disuguaglianze – come la campagna “Miseria ladra” ( http://www.miserialadra.it  ) e contro la corruzione con “Riparte il futuro” ( http://www.riparteilfuturo.it  ). Sono due temi cruciali e strettamente correlati.   Lei pensa che Libera possa svolgere una funzione di unità delle forze politiche sul piano del reddito minimo perché davvero diventi legge?   Quella per un reddito di cittadinanza o minimo, che per noi è una questione profondamente legata alla dignità umana, è la prima proposta del manifesto che abbiamo redatto in conclusione di Contromafie, gli “Stati generali dell’antimafia”, proprio per sottolineare la relazione fra lotta alle mafie e impegno per la giustizia sociale. All’epoca abbiamo inviato a tutti i capogruppo in Parlamento le nostre proposte, corredate da studi e approfondimenti. I primi a rispondere sul tema del reddito sono stati i 5Stelle e subito dopo Sel, che hanno presentato le loro proposte di legge. Abbiamo registrato anche dichiarazioni pubbliche favorevoli da parte di diversi esponenti del Pd. Ciò detto, Libera non aspira a svolgere nessuna “funzione” rispetto alle dinamiche dei partiti: fa delle proposte come chiunque senta la responsabilità di partecipare alla vita pubblica. Se poi una o più forze politiche le accolgono e s’impegnano a realizzarle senza snaturarle o strumentalizzarle, ben venga. Ciò che conta è la proposta, non chi la fa.   Lei ha incontrato Beppe Grillo: qual è il suo   giudizio e cosa pensa che si possa fare con il M5S?   Come detto, i 5Stelle sono stati i primi a farsi vivi e ci è parso giusto e rispettoso accogliere il loro invito a incontrarci. L’obiettivo è promuovere, ciascuno nel proprio ruolo e coi propri mezzi – e possibilmente con altre realtà   – una misura necessaria a ridurre il peso insostenibile della crisi e ridare alla politica il senso di servizio al bene comune.   Con quali obiettivi Libera vuole costruire una   Coalizione sociale con soggetti come la Fiom o Emergency?   Libera non può aderire alla coalizione essendo un coordinamento di associazioni, oggi più di 1600, ciascuna autonoma nel costruire i suoi percorsi e nello scegliere i suoi riferimenti. Detto questo, ben venga questo collaborare insieme per rappresentare con maggior forza la richiesta di dignità, di lavoro, di giustizia sociale. Il nostro Paese – Libera lo ripete da vent’anni – ha bisogno di una robusta iniezione di “noi”, cioè di condivisione e corresponsabilità. E io sono molto contento di trovarmi in sintonia su questo con Gino Strada e Maurizio Landini, persone di grande spessore umano per le quali nutro stima e amicizia.   È fiducioso sul futuro dell’Italia?   Sono preoccupato. Ma ci risolleveremo imparando a essere più solidali e soprattutto più responsabili.
Da Il Fatto Quotidiano del 14/03/2015.
p.s.
temo farà la fine di tutti gli esperimenti precedenti.. un ballon d'essais e tanti che si son illusi che lo saranno una volta di più. Non tanto perchè le persone che ci stanno lavorando non siano degne di nota, anzi lo sono e lo provano le loro vite ma perchè tutte giocano nello stesso schema che ci ha ridotti così: mentre è invece fondamentale romperlo; creare una "frattura socio-politica" che porti fuori la società e le istituzioni dal ruolo predefinito che hanno ora nel grande gioco della redistribuzione della ricchezza che si chiama UE, ora, e TTIP poi....... questo sistema è basato su teorie del 1700!!!! nel frattempo son avvenute moltissime cose di cui però ci siam dimenticati: è da questo che si dovrebbe ricominciare e non riporoporre la stessa minestra stantia di oltre 200 anni. Ecco perchè fallirà o se va bene si ritroverà un proprio orticello con cui negoziare. L'Italia non è pronta per una cosa del genere, tutto qui. Stiamo vivendo la stessa situazione che si avverò 150 anni fa quando il paese fu unificato sotto i piemontesi: serviva una colonia da usare come puro mercato di braccia e di consumo di prodotti, quindi:
  1. via l'economia locale basata sul commercio e su una prima nascita di industrie ivi localizzate;
  2. introduzione delle tasse piemontesi di un 15% almeno più alte di quelle locali;
  3. ridimensionamento delle potenzialità dei porti di Napoli e Palermo;
  4. patto con i poteri locali, che furono corrotti in base ad un accordo che prevedeva che nulla della precedente situaiozne di privilegio sarebeb stata toccata.. il gattopardo;
lo sapevate che ancora nel 1914 i buoni del tesoro del regno delle due sicilie valevano molto di più di quelle del neonato regno d'italia?
Quello che avvenne allora ora sta avvenendo a livello di intere nazioni: il sud dell'europa; la storia non si può ripetere è vero ma se blocchi un sistema allora le possibilità si restringono alla sua ripropoisizione perenne....
Fonte: l'economia italiana dal 1861 al 1894 di luzzatto edizioni einaudi.

lunedì 20 ottobre 2014

la openess society..... una società feroce

E' così che la definita Landini, segretario della Fiom, in una intervista al Fatto Quotidiano... ed ha anche ragione, ma...
dov'era? Quando:
  1. la CGIL accettava i principi del libero mercato nel '92 eliminando le garanzie sociali affidandosi, stessa scelta fatta dalle "consorelle" americani?
  2. quando, dopo un referendum disastroso sabotato anche dai suoi dirigenti, veniva eliminata la scala mobile?
  3. venivano firmati licenziamenti e pre-pensionamenti mascherati da casse integrazioni pluriennali per non esaltare lo scontro sociale?
  4. quando la FLM, organizzazione unitaria dei metalmeccanici, decise di abbandonare la visione operaista, si fa per dire, per assumerne un terziaria..... senza salvaguardare peraltro i lavoratori del settore?
  5. si firmavano accordi per fregare il sidacalismo indipendente di sinistra, e non solo, dando in cambio aperture sui diritti e abbracciando l'affaire CAAAF che tanti soldi pubblici porta nelle loro tasche?
  6. mentre da un lato si portava la fiat in tribunale si firmavano accordi con altre aziende che... introducevano proprio il sistema Marchionne?
  7. nasce A.L.B.A., o come si chiama ora, cui il sottoscritto partecipò all'atto fondativo, c'erano anche Landini e Airaudo, ma subito si caratterizza per una visione satellite del PD e di SEL quindi un grillismo di maniera ma di stampo rosso.. un pò come è oggi tsipras?
  8. si approvò la legge treu e, come si suol dire, le successive riforme e controriforme (oggi non si nascondono nemmeno più; leggi cos'ha dichiarato Pietro Ichino citato in un post su facebook di Massimo Rocca in proposito)?
già dov'era? A giocare a boccette? E' facile dire: è una società feroce quella che Renzi ci vende..... ma niente nasce dal niente e chi s'illude di poter riformare la riforma in senso liberista ha sempre perso, sempre..

mercoledì 8 ottobre 2014

l'orgia del potere....

Non venitemi a dire che uil e cisl siano sindacati e che la cgil è un sindacato di opposizione... perchè non è così. La Camusso ha necessità di bloccare la deriva operaista della fiom e quindi è costretta a rincorrerlo: è questo l'unico motivo che ha spinto il suo sindacato a dire o al diktat renziano. Ma questa è la fine del post.... l'inizio è semplice: la convocazione lampo del governo ai sindacati a cosa serviva? Si sapeva che non c'era dialogo e nemmeno ci poteva essere per un semplice motivo: renzi si doveva presentare al cospetto della merkel con qualcosa in mano.. sennò per lui arrivava lo stop! Solo questo è l'obiettivo ossia fermare la germania dandogli in pasto i diritti sociali per averne una maggiore flessibilità sul certo sforamento del rapporto deficit/pil e l'aumento ormai incontrollato del debito pubblico.
Ma l'arma "fine di mondo" che è stata usata dal governo qual'era? I soldi: lo Stato finanzia i patronati, quindi una riduzione del latte della mucca pubblica (leggi i soldi che lo stato da ai sindacati per finanziare i patronati) avrebbe creato un buco nei bilanci economici dei sindacati e la successiva conflittualità dei "dipendenti" (peraltro precari) che si vedono licenziare in tronco .... non è certo una bella pubblicità per un sindacato: soprattutto Cisl e Uil, in crisi di iscritti, son con il laccio al collo e, come sempre, mollano e "negoziano".. la resa. Per la Cgil... bè avete letto l'inizio del post.. no?
In ogni caso ormai il totem è stato abbattuto e l'ultima difesa è caduta: cosa ci distingue dagli usa  e dal suo selvaggio mercato? Nulla o quasi... siamo sempre stati americanizzati anzi i più americani d'europa.. una volta lo eravamo a parole oggi possiamo dire che lo siamo nei fatti e ancora una volta questo paese ha fatto da laboratorio: l'esperimento sociale iniziato 20 anni fa è giunto al termine... una vera e propria mutazione genetica indotta di un intera società senza che la stessa lo sapesse, se non nelle sue parti che contano, o che lo volesse approvare: un esempio vero di quello che è per questi qua la democrazia del XXI secolo...

giovedì 6 febbraio 2014

Landini che aspetti a rompere gli indugi?

Partiamo dal "fatto":
"Il compito di un segretario generale è quello di far applicare i principi dello statuto. In più di cento anni di vita, nella Cgil hanno sempre vissuto in maniera dialettica posizioni diverse. Il dissenso non si è mai risolto a colpi di ricorsi. Questa, invece, è una grave regressione democratica.

Del resto, io nella riunione del Direttivo della Cgil l’avevo detto: l’accordo sulla rappresentanza deve essere sottoposto al voto dei lavoratori. E visto che Cisl e Uil non erano disponibili alla consultazione, ho chiesto di far votare gli iscritti alla Cgil, come stabilisce lo statuto della Cgil. Senza questo voto — l’ho detto e lo ripeto — non mi sento vincolato a rispettare quell’accordo.

(intervista di Maurizio su "la Repubblica")
"

Che nel monolite cgiellino, come nel PD, qualcosa si sia incrinato? Il tema è quello solito: mentre la segreteria vola a braccia aperte e sorriso sulle labbra verso il porto sicuro dell'unità, tutta da dimostrare, sindacale con gli alti auspici del partito di riferimento l'anima sindacale batte un colpo: motivo del contendere l'accordo sulla rappresentanza sindacale. Se fosse già stato operativo nella questione FIAT la fiom si sarebbe trovata nelle peste perchè:
  1. non poteva promuovere nessuna azione legale;+
  2. doveva passare per le forche caudine delle decisioni della triplice;
  3. non poteva chiedere ai lavoratori cosa ne pensavano;
  4. doveva rispettare gli accordi presi a maggioranza (bastavano un paio di sindacati giallo canarino e le altre tre O.S. per raggiungere il 50% +1 per raggiungere la, presunta, maggioranza);
  5. non poteva fare altro che ratificare senza alzare il dito pe fare domande scomode....
... con tanti saluti a tutto quello che è venuto alla luce durante quella vertenza dove la fiom può a ben dire di aver messo in evidenza non tanto le "contraddizioni" dell'azienda ma soprattutto il ricatto nei confronti dei lavoratori e l'inganno verso i cittadini, in questo confortata dai media e dai politici (chiamparino e renzi in testa)....
ora la questione è: la Fiom scinde o no la CGIL? La mia speranza è che lo faccia perchè così rivedremo un sindacato di sinistra vero in questo paese che potrebbe fare il paio con la vera opposizione presente in parlamento... M5S: non a caso stasera Marco Travaglio a servizio pubblico ha dichiarato: "L'idea che l'opposizione si opponga ha suscitato sconcerto negli altri partiti, non sono abituati." Chiaro?
Forza Landini rompa gli indugi... mettiamoci alle spalle questi burocrati e mandiamo a casa questo socialistume residuo presente anche nel sindacato.

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