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sabato 23 novembre 2013

Trasporti bloccati, Genova paralizzata. Grillo al corteo: “Sto con i manifestanti”

Niente autobus nonostante la precettazione del prefetto. Il sindaco Doria cerca di riavviare la trattativa: "Nessuno vuole privatizzare". Il leader 5 Stelle: "Battaglia epocale, dev'essere seguita da tutte le città italiane". Anche i tranvieri di Roma all'assemblea dei lavoratori dell'Amt
Come una polveriera Genova è una città pronta ad esplodere. I trasporti pubblici sono paralizzati da quattro giorni, la raccolta rifiuti potrebbe fermarsi dall’ inizio della prossima settimana, la manutenzione degli edifici comunali va a singhiozzo e i portuali sono in agitazione. Con gli studenti sul piede di guerra. E la rabbia di Genova diventa un caso nazionale. E’ la quarta giornata di sciopero dei dipendenti dell’Amt, l’azienda di trasporto pubblico, nonostante la precettazione del prefetto. La protesta va avanti a oltranza, gli autobus restano nelle rimesse e la città è praticamente paralizzata. Ieri si era di nuovo interrotto il tavolo tecnico di trattativa con il Comune per cercare di recuperare una negoziazione e interrompere l’astensione dal lavoro. Ma oggi da una parte il presidente della Regione Claudio Burlando ha ricevuto i sindacati Faisa, Ugl, Cgil, Cisl e Uil e dall’altra il sindaco Marco Doria dice che il Comune è disponibile a trattare sugli 8 milioni di euro che mancano per garantire la salvezza” dell’azienda dei trasporti. “Ma dobbiamo sederci al tavolo e discuterne a 360 gradi – avverte Doria – Nessuno può chiamarsi fuori”. Comunque nessuno, ribadisce, vuole privatizzare l’Amt. Intanto la procura di Genova – dopo aver ricevuto un’informativa della questura – ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando l’interruzione di pubblico di servizio, mentre il Garante per gli scioperi valuterà l’adozione di sanzioni. Tuttavia ai lavoratori dell’Amt non arriva solo la solidarietà: anche i dipendenti dell’Amiu – società partecipata del Comune che si occupa della raccolta dei rifiuti – sono pronti a scioperare. 
Ma il caso diventa nazionale anche perché in corteo con i lavoratori si è unito Beppe Grillo. “Sto con i lavoratori – ha detto il leader del Movimento Cinque Stelle – hanno ragione a protestare. Il welfare deve essere difeso, il trasporto pubblico deve essere finanziato. Bisogna cambiare la mentalità come fa tutto il mondo disincentivando il trasporto privato a favore del pubblico”.  
La giornata: traffico in tilt, lavoratori in assemblea
Anche oggi il traffico è andato in tilt, con rallentamenti da e per il centro città, a causa del corteo partito da Sampierdarena, nel ponente genovese. I lavoratori Amt (oltre 2.000) si sono radunati di buon’ora alla sala chiamata del porto, storico ritrovo dei “camalli”. Tra di loro anche una delegazione di sindacalisti dell’Atac di Roma. “Genova è la scintilla di un incendio che si espanderà in tutta Italia” ha urlato al microfono Andrea Gatto (Faisa/Cisal), leader della protesta. Stesso concetto espresso in serata dall’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani, in città per sostenere Gianni Cuperlo alle primarie. 

Dopo l’assemblea il corteo, sferzato dal vento e dal freddo. Stretti nei giacconi blu e arancioni, i lavoratori si sono incamminati per l’ennesima volta in queste “quattro giornate di Genova” verso le sedi delle istituzioni e una delegazione è stata ricevuta dal presidente della Regione Claudio Burlando.
La vertenza e lo scontro tra sindacati e ComuneLa vertenza tra i dipendenti dell’azienda e il suo azionista, il Comune, era iniziata sulla delibera che dovrebbe indicare le linee strategiche per la gestione delle società partecipate dall’ente che, secondo i suoi contestatori, lasciava le porte aperte a un ingresso di soci privati nella società. Ieri il documento è stato votato dal consiglio comunale, riunito a porte chiuse per evitare interruzioni dei lavori da parte del pubblico, in una versione riveduta per evitare l’ostilità di chi è contrario al coinvolgimento dei privati ma intanto i contrasti si sono spostati sull’aspetto economico. Dopo ore di discussione tra il sindaco Doria e i rappresentanti sindacali, la trattativa si è interrotta ieri sera quando i sindacalisti hanno risposto con un netto rifiuto alle richieste di Doria di sacrifici economici da parte dei lavoratori per fare quadrare i conti del 2014. “Non ci sono state nemmeno le basi per iniziare a ragionare con il sindaco”, commentava un sindacalista all’uscita dell’incontro. Che poi si è tenuto a porte chiuse. In un primo momento era stato deciso di far partecipare 80 cittadini, numero massimo di persone che l’aula può ospitare. Ma a pochi minuti dall’inizio era arrivata la retromarcia.
Doria: “Pronti a trattare sugli 8 milioni che mancano, non vogliamo privatizzare”
Il giorno dopo l’approvazione della delibera sulle prospettive delle partecipate, il sindaco Marco Doria vuole “fare chiarezza” e sembra voler ristabilire un dialogo con i lavoratori. Anche dalle sue occhiaie si capisce che il momento è difficile. “Il Comune di Genova non vuole e non privatizza Amt. E’ falso dire il contrario”, esordisce. Poi precisa: “L’azienda deve avere i conti in equilibrio, non può fallire, abbiamo il dovere di salvarla”. “Il Comune fatica a trovare i 30 milioni necessari – conclude – ma bisogna farlo. Con il contributo nostro e dei lavoratori sono stati salvati dei posti di lavoro nel 2013″. E garantisce la massima disponibilità a trovare un accordo sugli 8 milioni che ancora “ballano” per mettere in sicurezza l’azienda. Dopo ore di schermaglie verbali, nel tardo pomeriggio le parti sono tornate a trattare davanti al prefetto, che ha sollecitato una rapida soluzione della vertenza. “Il Comune – conclude Doria - è disponibile a trattare sugli 8 milioni di euro che mancano per garantire la salvezza di Amt. Ma dobbiamo sederci al tavolo e discuterne a 360 gradi. Nessuno può chiamarsi fuori. Il Comune fatica a trovare i 30 milioni necessari, ma bisogna farlo. Con il contributo nostro e dei lavoratori sono stati salvati dei posti di lavoro nel 2013″. E il problema non è neanche solo ligure: “Nel 2014 il 50% delle aziende di trasporto pubblico locale in Italia chiuderà i bilanci in rosso – spiega l’assessore regionale ai trasporti Enrico Vesco – E’ un dato che crea grande preoccupazione tra regioni e comuni. Il governo ha confermato che per il settore non ci saranno il prossimo anno risorse aggiuntive rispetto ai 4,9 miliardi già destinati”. 

Grillo: “E’ una battaglia epocale, dev’essere seguita da tutte le città italiane”
Secondo Grillo, invece, “questa protesta riguarda i lavoratori di Amt, che si devono unire agli altri, a quelli di Fincantieri, di Iren, in una battaglia comune”. Per Grillo “il piano industriale deve essere deciso insieme con i lavoratori. Serve un azionariato diffuso. I sindacati non hanno più ragione di esistere”. ”Dobbiamo alzare la testa, questa è una battaglia epocale che deve partire da qui e deve essere seguita da tutte le città italiane. Non è un problema di parti politiche, ma di un mondo vecchio fatto da sindacati vecchi. E’ un problema del lavoro che si perde e non torna più. Voglio acqua, scuola e trasporto pubblico” dice. Mentre camminava alcuni manifestanti hanno anche offerto della focaccia al leader del Movimento 5 Stelle. “In Italia abbiamo buttato tante occasioni riguardo al trasporto. Siamo stati i primi a produrre auto elettriche, auto ibride e auto a idrogeno – continua Grillo – Venivano persino dalla California a vedere le auto prodotte da Ansaldo”. Per il leader dei Cinque Stelle “il problema del trasporto locale deve essere affrontato da chi fa industria e conosce i problemi. Questi amministratori non sanno proprio come gestire questi servizi. Bisogna fare delle scelte molto drastiche. Dove il trasporto pubblico funziona hanno penalizzato l’auto privata. L’auto non la puoi escludere ma la puoi mettere in secondo piano. Se compri un’auto a Singapore, ti costa più l’immatricolazione della stessa auto. A Tokio per avere un’auto devi prima avere un posto dove metterla”. “Le scelte drastiche – ha detto ancora Grillo – riguardano anche la bicicletta che con tutto l’indotto, il turismo, il trekking eccetera è già al 12% del Pil e continua a crescere”. Beppe Grillo ha accompagnato per un tratto il corteo dei lavoratori, insieme con i consiglieri comunali di M5S. Ha discusso con loro, ha espresso loro la sua solidarietà, poi se ne è andato “per lasciare la piazza a loro. Non concentratevi si di me ma sulla loro protesta”. ”Si stanno svendendo tutto – ha concluso – Sarà una lotta all’ultimo sangue, ci giochiamo tutto a partire da Genova”.

dal Fatto quotidiano del 22/11/2013
p.s.
ritengo sia un pò tardi, che ora si ribellino. Ci si doveva pensare prima alle conseguenze del processo iniziato nel 1992; come ci si doveva pensare prima a come evitarlo sia non votando per i partiti che lo proponevano e attuavano e poi consentendo che gli stessi, proprio perchè sapevano che servizi e altro sarebbero stati privatizzati, potessero pomparne soldi e prebende per i propri trombati a spese dei contribuenti..... infine penso a tutto quelli che, pur facendo parte come lavoratori di questi servizi, pensavano che forse questo cambiamento poteva essere un bel salto di qualità rispetto a prima e si fidavano dei sindacati che, in cambio dei soliti 30 denari, gli dicevano che infondo poco sarebbe cambiato.
Ora potrebbe essere tardi. Troppo tardi, il processo si può solo fermare ma non invertire ossia si dovrà bere fino in fondo l'amaro calice perchè il "bagno" sacrificale possa avere l'effetto voluto e gli altri, i non coinvolti, possano aprire gli occhi: almeno un paio di generazioni ci vorranno  solo per far capire quanto sia importante che sia lo stato e non un privato a gestire trasporti, acqua, elettricità, gas, scuole, università, cultura, ecc. e almeno altre due perchè si capisca cosa ha significato.. all'incirca, se va bene, 100 anni: un tempo lungo che però ci siamo meritati per la nostra ignavia, il nostro opportunismo, per aver voluto credere e fidarci dei falsi amici e dei sindacati, come dei partiti, che ci dicevano che forse eliminando la politica da essi (un controsenso visto che è la politica a dirlo, vero?) sarebbero stato tutto meglio e avremmo fatto un passo verso il migliore dei mondi possibili..... balle! Ora è tardi, troppo tardi: nonostante il referendum stanno facendo quello che fin dall'inizio avevano messo in cantiere e possiamo stare pur certi che finchè avremo questi politici e questi sindacati solo pensare di poter invertire o fermare il fenomeno è un pio desiderio.
Ecco perchè in 9 mln hanno votato per M5S: gli ha dato la possibilità di sfogarsi e gli ha dato quel che si voleva sentir dire ossia fermare e cambiare strada. Posso capire che ci siano ritrosie e puzzette sotto al naso come posso anche capire che Grillo è contraddittorio e populista e a qualcuno può non piacere ma dietro di lui ci sono milioni di persone direttamente toccate dalla crisi a cui non frega nulla della tav, della UE, degli F35, del default e di tutto il resto ma a cui importa moltissimo cambiare e subito il processo o almeno fermarlo.... anche perchè è possibile farlo, costa ma è possibile.

venerdì 11 dicembre 2009

sciopero statali: toh chi batte un colpo ....... la CGIL

La CGIL si risveglia dal sonno? Dopo aver firmato di tutto e di più e solo perchè ora è sotto attacco continuo del Governo che continua a non convocarla ..... solo per questo batte un colpo! In realtà un colpetto giusto per dire che è ancora viva e vegeta portando in piazza circa 200.000 persone per uno sciopero generale degli statali: un pò poco ma tutto fa...........
e nell'invitarvi a riflettere ...... vi auguro BUONA DOMENICA

domenica 22 novembre 2009

Statali: un esempio per tutti ....

Sono, quelli che lavorano naturalmente e non fanno né i politici né i loro lacché, il feticcio contro cui scagliare la pancia della opinione pubblica: qualcosa non va? Statale fannullone; La macchina fiscale non funziona e non si acchiappano gli evasori? Poca efficienza dei dipendenti e NON colpa delle leggi fatte dai dipendenti parlamentari; la scuola? Troppi professori fannulloni e poca efficienza naturalmente .... e si potrebbe continuare. Ora ha anche rimesso in auge il giuramento come se questo servisse e ha anche emesso un codice disciplinare durissimo (non esiste nessun codice disciplinare per i politici naturalmente i quali anzi tendono sempre ad autoassolversi .... ultimi mesi e leggi ad personam docet); insomma non un giro di vite ma un caterpillar addosso ai dipendenti pubblici nascondendo tagli, inefficienze di politici e dirigenti (non si ha notizia di dirigenti licenziati, FS e Alitalia docet), e eliminazione di fondi per far funzionar ela macchina pubblica: insomma usi a tacere gli statali sono quel parafulmine dietro il quale nascondersi. Negli ultimi tempi poi ci si sono messi pure la triplice che si è messa a firmare tutto lo scibile cui politici che si dovessero svegliare la mattina riescano a pensare : negli ultimi tempi la CGIL è un attimino dissociata non per mancanza di convinzione ma semplicemente non c'è il governo "giusto" e quindi storce il naso ma in passato ha firmato tutto e quindi anche quelle leggi che ponevano le basi dell'attuale disastro. Toh, ma cos'accade? UIL e CISL si svegliano e si "accorgono" che qualcosa non va ..... e la prima minaccia scioperi e sfaceli nascondendo dietro queste pensate la propria collateralità alle maggioranze vincenti qualunque esse siano. Cosa c'è dietro? E' semplice il crescere delle proteste fra i dipendenti che dall'anno prossimo in poi, in base alle leggi del Ministro, si vedranno dare la patente di fannullone, semi-fannullone e probo lavoratore a priori; perché la legge proprio questo impone: 1/3 zero euro; 1/3 50%; 1/3 dei dipendenti il 100% in base a statistiche e valutazioni di istituti e authority "indipendenti" che dipendono dallo Stato. Non dico che non sia corretto mettere un meccanismo di competizione non sbagliato ma stabilirlo a priori non mi pare proprio un buon sistema perché, come al solito, l'unico esito che si avrà che chi sarà occupato non a lavorare ma a "lecchinare" i dirigenti (a proposito lo sapevate che per i dirigenti la legge Brunetta in merito al taglio dei primi dieci giorni di malattia non si applica?) si vedrà in paradiso e chi non si metterà prono (...) sarà fregato 2 volte su 3; quindi a che scopo tutto ciò? Farli lavorare? Ho molti dubbi. Farli diventare strumento delle altrui scelte esautorando quei pochi sindacalisti che fanno il loro mestiere? Probabile, anzi molto probabile. Impedirgli di utilizzare il cervello, ossia il mitico "non siete pagati per pensare"? CENTRO!! In dieci anni siamo ritornati al 1957 ed al TU 3/1957 che nascondeva sotto l'ala politica i dipendenti ma li rendeva anche succubi dei politici! Con la differenza che allora erano pochi sporchi e subito con una discreta pensione ora invece pochi (si), sporchi (ci potete scommettere) subito (forse se si continua così non ci saranno nemmeno i soldi per far accendere i riscaldamenti degli uffici figuratevi per pagare gli stipendi) e per quanto riguarda le pensioni ....... bé fate voi io le definisco da fame. Ecco ora la UIL cerca di rifarsi l'immagine sparando ad alzo zero: troppo tardi e troppo frettolosa l'uscita per non sembrare anacronstica non vi pare?

mercoledì 28 ottobre 2009

... e se s'inkazzano pure i poliziotti....

A metterli insieme ci voleva giusto questo governo: tutti, proprio tutti, i sindacati di polizia hanno manifestato contro il Governo, questo Governo, per il quale molti di loro hanno votato perchè quando questi erano all'opposizione avevano manifestato proprio insieme ai poliziotti contro Prodi che tagliava i fondi alla sicurezza. Memoria corta dei politici: infatti oggi che sono annunciati altri tagli (per esempio saranno abolite le pattuglie dei commissariati non con primi dirigenti; o per farne un altro di esempio niente missioni e straordinari ridottissimi) i sindacati di polizia presentano il conto e si accorgono che tutte le promesse fatte erano aria fritta, e non poteva essere altrimenti, vi pare? Scontati i fischi al Ministro Brunetta che definì "panzoni" quelli che lavoravano in ufficio meno scontata la delusione di chi crede ancora che la politica, questa politica (tutti nessuno escluso), sia lì per risolvere problemi e assicurare un futuro migliore a noi cittadini che ogni giorno lavoriamo e paghiamo le tasse; chi ci crede si sbaglia e prima o poi lo scopre sulla propria pelle: ieri i dipendenti pubblici; l'altro ieri soldi dati agli industriali senza chiedere nulla in cambio (nemmeno il mantenimento del lavoro e forse un pò di cassa integrazione); domani? Bè domani se continua l'andazzo di continuare a incentivare l'evasione fiscale non ci saranno nemmeno i soldi per pagare i loro di stipendi; fra poco ci saranno le elezioni e ciò spiega il pressing su Tremonti perché allarghi i cordoni della spesa .... forse un bel fallimento di stile argentino, visto che siamo già un paese sudamericano di qualche decennio fa prima del fallimento liberista, non ci farà troppo male dato che ci aprirà gli occhi!

venerdì 2 ottobre 2009

PER LA LIBERTA'......

dall'articolo 21 della Costituzione Italiana. "Informazione no al guinzaglio, diritto di sapere, dovere di informare"

SCIOPERO

domenica 5 aprile 2009

Dopo Roma, la vera opposizione? ma "naturellment" la CGIL !!

Ha ragione chi dice che la CGIL ha vinto la sfida lanciatagli dal Governo; è, finalmente, uscita dall'angolo in cui lo stesso e i suoi sodali sindacali l'avevano relagata (premetto che NON sono iscritto alla CGIL e nè ne condivido obiettivi, fini e, anzi, ritengo questo Sindacato CORRESPONSABILE della situazione nella quale versano la spina dorsale del paese, ossia i lavoratori) e nella quale speravano di tenerla in caldo ad arrostire fino ad eutanasia compiuta: l'idea, condivisa dal PD veltroniano e ora da una sua corrente, era quella di ridurne il "peso" politico di condizionamento (non si può mai dire, dovesse tornare il PD al potere come si poteva mettere in atto il programma liberista con un vicino così ostico?) e condizionarla, addomesticandola, riducendola a semplice sindacato di testimonianza e nulla più. Ci hanno provato con: statali, sciopero, contratti, relazioni sindacali, ecc. e pur se hanno approvato e siglato accordi poc meno che discutibili (che ledono il diritto di manifestare e difendere la causa per cui si lotta) ma questo Sindacato ha saputo uscirne con poche ossa rotte (la base premeva fortemente e ad un qualunque sindacato levagli gli iscritti.....) ma con una forza politica "intatta" con la quale gli altri dovranno ora fare i conti; sissignori ora si dovranno fare i conti e credo che saranno salati per tutti, perchè ha dimostrato di esserci e di contare ma soprattutto di avere ancora un'enorme seguito fra le persone, non solo fra i lavoratori, peso che ha oscurato completamente il PD: se oggi la CGIL si trasformasse in partito, per ipotesi, questo partito annienterebbe completamente non la sinistra cespugliosa e litigiosa ma annichilirebbe il clone del PdL, completamente. Detto ciò non si può non sottacere, giusto per ricordare a chi è facile a dimenticare, le enormi responsabilità che la CGIL ha avuto in passato nel sostenere la linea "riformista" (con tale termine non ci si riferisce a riforme sociali ma a quelle liberiste che si pongono esattamente all'opposto di esse e le annientano): a partire dalle pensioni, di cui nessuno parla (nemmeno i sindacati, chissà ... forse perchè anche loro ci inzuppano il biscottino e dietro di loro banche e assicurazioni?) ma i cui effetti già si vedono se è vero che oggi le rate delle pensioni sono basse scandalosamente; e che dire o meglio cosa rispondere a chi si è fidato delle "raccomandazioni", sia del governo che dei sindacati, a sottoscrivere il cosiddetto "secondo piedistalo della previdenza" oggi si ritrova con un pugno di mosche in mano se ha scelto di "donare" il TFR fuori dall'azienda (o fuori dall'ufficio) ritrovandosi con un pugno di mosche dato che tutti i fondi VANNO MALE!! E la scala mobile? E il fiscal drag? E la legge sui precari (da Treu a Biagi)? E il passaggio dalla contrattazione alla concertazione? E, per il pubblico impiego, la privatizzazione (che stesso i "padri" hanno dichiarato fallita) del rapporto di lavoro? Quante cose neh? E tutte sul groppone non solo delle forze politiche di sinistra (?) ma che dei sindacati, in particolare della CGIL: mentre chi ha pagato caro e amaro queste scelte sono la spina dorsale del paese, i lavoratori che oltre a becchi ora son'anche bastonati visto che sono venuti alla luce i dati sulla produttività del 2006 e 2007 e, oops, cosa sbuca fuori? che si è prodotto moltissimo e i soldi sono arrivati a fiumi ma che i lavoratori non ne hanno visto beneficiato mentre i profitti se li sono messi in tasca i ceti padronali, in tasca: quegli stessi ceti che ora fanno lacrime di coccodrillo (o di squalo, fate voi) e battono cassa al Governo per ottenere soldi che non meritano nè hanno guadagnato realmente; in questi casi si dice che oltre al danno c'è stata anche la beffa!! In ogni caso si deve dare atto che questo sindacato, a differenza degli altri, ha dimostrato che consoce benissimo i meccanismi sociali e che ci sono ancora milioni di persone che continuano a fidarsi: è chiaro che non siamo ai 3 milioni e oltre di Cofferati e che questo è l'ultimo treno per la CGIL; o lo prende o è finito e destinato ad un lungo e doloroso, per i lavoratori naturlamente, declino di cui i segni già si vedono ma che non è ancora irreversibile.

venerdì 13 febbraio 2009

CGIL: quando la battaglia è di retroguardia.

Ora vanno in piazza; ora che non hanno nemmeno più un'appoggio parlamentare di un partito; ora che, in conseguenza del processo liberista che dal sindacato è stato non solo condiviso ma in certi casi invocato in nome della negoziazione prima e della concertazione poi non comprendendo appieno il significato di quanto andavano firmando nè sapendo comprendere i processi storici che pari pari sono avvenuti negli USA (paese a cui puntualmente ci riferiamo e copiamo) circa 20 e passa anni fa dove le, allora, potenti organizzazioni sindacali si trovarono di fronte alla scelta se accettare il fatto compiuto del liberismo o rassegnarsi a pura testimonianza: come comprenderete la scelta è stata facilissima. Da noi c'era invece la possibilità di fare altro e meglio vista la legislazione sociale favorevole e vista la forza del sindacato; invece si è scelto il riformismo e si è rimasti fregati perchè non solo la parte che ancora funzionava del welfare è stata prima picconata e poi distrutta ma sisono ristretti anche gli spazi di manovra visti che ci si è legati al carro finanziario (fondi pensione, caaf, ecc.) oggi i sindacati sono non solo organizzazioni di parte ma anche finanziarie con interessi da difendere anche in questo campo: quindi facilmente nasce lo scambio di potere a scapito del ruolo principale come è ben chiaro a chiunque entri in contatto con una delle organizzazioni collaterali di queste entità. Tutto ciò ha comportato delle scelte: la prima fu quella della difesa del cosiddetto zoccolo duro degli operai ma non si tenne conto delle ristrutturazioni; ci si infognò in accordi cappio (quello di S. Valentino per esempio con l'orrore del concetto di inflazione programmata allora per essere ora sostituita da qualcos'altro che abbasserà ancora di più il potere di acquisto dei lavoratori, tutti i lavoaratori privati e pubblici) che prima si sono dimostrati controproducenti e ora sono stati profondamente mutati se non stravolti; che non siano nememn più in grado di fare la cosiddetta "testimonianza" visto che la parte politica è sparita e il governo ha spaccato il fronte sindacale e costretto in un'angolo la parte più grossa dello stesso costringendolo ad una pura battaglia di sopravvivenza e non di difesa di quel poco che rimane (prima di tutto il CCNL). Ora, come la sinistra, vediamo solo il "fantasma del natale passato" che si trascina dietro persone sempre meno convinte delle scelte fatte. Questo sindacato ha mancato tutti gli obiettivi della sua mission ma ad una cosa non ha rinunciato: il conflitto sociale visto che ovunque i lavoratori protestino finisce spesso a manganellate e al di là di qualche protesta non fa molto di più e perchè dovrebbe mi chiedo? Significherebbe dover, innanzitutto, ammettere tutti gli errori fatti in passato ma soprattutto ricostruire quel tessuto andato perso partendo dal concetto di "invisibili" e arrivando al concetto di sicurezza del lavoro, finendo a quel piccolo segnale di rinnovo della classe dirigente sindacale con facce nuove visto che quelle che ci sono ora sono inadeguate al sfide: in primis il "mitico (perchè ha fallito divunque sia stato siglato)" concetto di "patto fra produttori" che sa tanto di corporativismo. Ma mi rendo di parlare al vento.

giovedì 29 gennaio 2009

siamo un paradiso......... per le lobby

Mentre negli altri paesi (Francia, Germania, ecc.) i sindacati e le forze di opposizione fanno il loro lavoro (oggi circa, dati della polizia, 1 milione di persone hanno partecipato ad uno sciopero generale dei lavoratori contro la crisi e contro la ricetta Sarkozy), da noi no, come mai? Il PD gioca alle elezioni regionali e fa accordi per tagliare le gambe ai partiti minori (nel terrore che possano portargli via voti visto che, come tutti sanno, ha qualche milione di voti in uscita veso Di Pietro) e dà una bella coltellata alle spalle a Epifani e alla CGIL per quanto riguarda il cosiddetto "nuovo modello contrattuale" (il sindacato chiede a gran voce il referendum ma è una voce nel deserto dei ......... tartari); lo stesso sindacato è diviso: alcuni vanno con i nuovi della razza padrona e quello di sinistra (?) riformista è isolato come non mai e annaspa in "mezzo al guado" fra accettazione dello status quo e ritorno sui propri passi sconfessando tutti gli accordi dal 1993 in poi. Ma le piazze? Morte!! Siamo gli unici nel mondo civile ad avere un tale addomesticamento; ladomanda è: di cosa si ha paura? Del malessere sociale che potrebbe esplodere? Della protesta sociale? Della nascita di un nuovo, e vero, movimento di cittadini che potrebbe travolgere la lobby di potere che va dal PD al PdL (passando per gerarchia ecclesiastica, Confindustria, sindacato nel suo complesso, ecc.) che ha modificato il nostro paese da democratico (solo sulla carta ma meglio di niente) a liberale puro dove i cittadini sono sulla sfondo e sono coinvolti "solo" (si fa per dire) quando ci sono elezioni di qualunque tipo. Cosa aspettano i miei concittadini? Che qualcuno si faccia cavaliere bianco e si "sacrifichi per la patria"? O un nuovo messia? O cosa? Aspettiamo, forse, che la monnezza ci arrivi agli occhi e ci sommerga per ricordarci a che punto siamo? Vogliamo capire che ormai nessuno farà nulla per aiutare chi non ce la fa (si c'è la social card ma si è rivelata per qullo che è, una trovata pubblicitaria)?

giovedì 30 ottobre 2008

Ecco la risposta da dare a fascisti e a chi li manda........

800.000 a Roma e migliaia in ogni singola città d'Italia. Ecco il numero magico dell'Italia che non accetta il decisionismo distruttivo della maggioranza e la sue riforme che tali non sono, perchè la Gelmini non è una legge di riforma ma solo l'abbellimento in salsa "bei tempi che furono" della vera riforma fatta: quella di Tremonti e di Brunetta che hanno fatto i tagli reali dal 2009 in poi infatti il taglio è mortale fino al 2012. Mentre negli altri paesi civili si investe, nonostante la crisi, proprio nella formazione e nella scuola da noi no visto che abbiamo, e non da ora, adottato il modello anglo/americano anche in questo campo (per sanità, pensioni, lavoro, modello politico e sociale, restringimento delle conquiste sociali, lavoro pubblico, ci ha già pensato il centro-sinistra[?] negli anni 90) che comporterà l'abbandono della scolarizzaione di massa e dell'istruzione garantita per tutti (in contrasto con la Costituzione che proprio questo prevede). REFERENDUM? E a che prò? a cosa serve se cancella solo il feticcio "Gelmini" e non quella vera (Tremonti/Brunetta) che c'è dietro: il referendu dovrebbe esserci per quelle e non per queste ma essendo leggi che afferiscono al "dinero" nessuno si azzarda ad attaccarle (capitasse di dover governare come si fa?) e allora via con le proposte demagogiche!! Per questo movimento il requiem l'hanno già cantato e oggi se non si indirizzerà verso forme permanenti di lotta, non violenta mi raccomando, collegandosi ad associazioni e gruppi di pressione sociale e politici (non partitici) è realmente destinato o a finire per eutanasia o a essere relegato nelle pagine nelle pagine della cronaca dei giornali. E' ora di crescere ragazzi e capire che la società democratica mette a disposizione molti strumenti di lotta che possono essere usati per mettere i bastoni fra le ruote a chi rema contro; ma soprattutto quello che conta davevro è la voglia di voler lottare davvero per il proprio futuro pretendendo che i professori facciano il proprio lavoro e che la scuola dia quello che spetta ai suoi utenti senza se e senza ma.

venerdì 17 ottobre 2008

un pò di opposizione ... finalmente

Dopo la batosta elettorale e solo perchè c'è una crisi tremenda, che rischia di sfociare in un nuovo nagno di soldi per chi c'è l'ha già (banche in testa, ma la lista è lunga), i cespuglietti della sinistra divisa aritmeticamente in tante frazioni ha battuto un colpo, ci sarebbbe da dire: URRAHHHHHH!!!!! ma c'è poco da gioire dato che anch'essa come gli altri partiti ha la sua bella parte di responsabilità nell'averci portato ad essa. Chi ricorda i provvidimenti approvati nei vari governi dal 1990 ad oggi che essa ha sottoscritto: proprio la cosiddetta sinistra abbracciò il liberismo in primis come il modello che avrebbe liberato il paese da lacci e lacciuoli; lacci e lacciuoli che hanno strangolato non solo il paese, portandolo sull'orlo argentino, ma essa stessa ossia cosiddetta sinistra!! Ora che al potere non ci sono più, e quindi non si possono "assumere" responsabilità danno il classico colpo sull'onda del malcontento facendo di fatto proprio il gioco di chi ci ha portato a questo punto: fa comodo al sistema (PD/PdL) che ci sia qualcuno che protesta e faccia da valvola di sfogo alla giusta rabbia popolare, ma in realtà è oggettivamente connivente perchè i veri calibri da 90 di questa parte politica (CGIL in testa) sono già pronti a calarsi le braghe (CISL e UIL l'hanno già fatto intendere chiaramente) in nome della responsabilità e del "salviamo il paese" (gli "abbiamo già dato" di D'Antoni e Co. negli anni '90 IO li ricordo ancora mentre firmava accordi su accordi che smantellavano le conquiste sociali e politiche degli anni precedenti, precarizzava il lavoro dei giovani e rendeva ancora più miserabile la vita di chi già lavorava consentendo l'impennata dei profitti e lo schiacciamento dei redditi nonchè l'esplosione della evasione/elusione) cercando contemporaneamente di salvare la faccia e i soldi accumulati. Va bene manifestare; va qanche bene che lo faccia quella che era la sinistra; ma dobbiamo proprio arrivare al tracollo per vedere qualcuno che una mattina si sveglia e, senza che nessuno lo mobiliti, si mette a camminare per le città del paese con una pentola in mano? Sarebbe questa la rotella vera impazzita che fa crollare la oligarchia che si appropriata indebitamente dello Stato non le manifestazioni pre-organizzate e pre-ordinate e oggettivamente comode alla oligarchia. E' venuto il momento che i cittadini si riapproprino del loro diritto alla partecipazione alla vita democratica (non liberale che piace tanto ai nostri politici) del paese: e forse riusciamo a salvare qualcosa dell'edificio che crolla e non solo raccogliere le macerie mentre chi ha voluto questo disastro se la ride contando i soldi fatti sulla pelle altrui in qualche paradiso fiscale....

mercoledì 12 dicembre 2007

Trattativa saltata sciopero ad oltranza: la precettazione? non serve....

Continua ad oltranza lo sciopero dei TIR, nonostante le precettazioni, bloccando tutte le attività del paese: dai rifornimenti per l'alimentare alla benzina. Si parla di sciopero corporativo e selvaggio ma in realtà si stanno scontando gli errori cinquantennali della politica la quale anzichè spingere per una sana alternativa fra trasporto su rotaia e su gomma, depresse la prima e spinse la seconda per una questione di pura e semplice opportunità politica. E' vero che si stavano costruendo quelle che allora sembravano grandi arterie di comunicazione ma nessuno si fece sfiorare dall'idea che in questo modo si sarebbero create delle nicchie di potere corporativo di cui oggi vediamo le conseguenze. Infatti come NON mi sento di condannare lo sciopero di questa categoria così comprendo quella dei lavoratori dipendenti che, in maniera diversa, spingono per aumenti visto che non ce la fanno ad arrivare a fine mese: meno comprendo quella dei tasisti che per anni sono stati poco meno che una categoria protetta. E' un lavoro duro quello del camionista soprattutto se si è sotto padroncino (perchè questo sciopero non è tanto dei dipendenti quanto di chi li gestisce che spera in questo modo di avere benefici dal Governo e difficilmente darà parte dei stessi benefici ai suoi dipendenti) perchè non ci sono orari né leggi che tengano: avanti e indietro per il continente è l'unica regola. Non mi meraviglierei se terminata "questa" protesta dei padroncini (che spesso stanno a casa e fanno scioperare i dipendenti) scoppiasse quella dei veri lavoratori del trasporto e lì non ci sono mezzi che tengano visto che sono loro a rischiare maggiormente sulle strade e a vedere minori benefici che i vari accordi stipulati danno a chi li governa, e sono loro ad avere sulle spalle l'economia del paese ma sono anche l'anello debole della filiera del trasporto sulla quale pesano i costi maggiori sia dello sciopero che della deplorazione della pubblica opinione. Qui la classe politica dovrebbe interrogarsi su come è costruito questo mondo e su quali prospettive di aprono per l'economia nazionale se una singola categoria riesce a bloccare una intera nazione e soprattutto quello che maggiormente serve è una politica dei trasporti che pur valorizando questa nicchia ne metta in risalto le potenzialità ma anche ne definisca maggiormente gli ambiti di lavoro e limiti lo strapotere di chi ha in mano le chiavi, realmente, dei TIR. Un'ultima cosa: tipicamente tutta italiana. La politica italiana, pavida con i forti, che fa? A destra si appoggia la cosiddetta lotta e la si sostiene, forti del fatto che esponenti della categoria, sono stati esponenti anche autorevoli dei precedenti governi, quello che manca è una netta presa di posizione dall'altra parte dove si tentenna fra un moderato fastidio e un silenzio politico assordante fatto solo di repse di posizione di facciata. Stona il Governo che pur condannando lo sciopero nelle sue forme non riesce a trovare l'accordo: ma questo governo nel suo programma per la ricerca della felicità non aveva come cardine base la concertazione? O vale solo per i dipendenti?

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