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mercoledì 8 aprile 2015

La Diaz e la tortura: una condanna esemplare

Fonte: Il Fatto Quotidiano a firma di del 8 aprile 2015
Ci sono voluti oltre tredici anni e l’intervento della Corte europea dei diritti umani per stabilire a chiare lettere che l’indegno comportamento tenuto dagli organi di polizia in occasione dell’assalto notturno alla scuola Diaz ha violato ogni più elementare norma giuridica e che ha integrato gli estremi del crimine di tortura come definito dalle convenzioni internazionali ed europee in materia.
Come mi pare di avere già scritto su questo blog, ero presente alla scuola Diaz da poco tempo dopo l’effettuazione dell’assalto. Non dimenticherò mai il giornalista britannico che giaceva in una pozza di sangue, gli occhi vacui dei poliziotti mascherati, i corpi dei feriti che lasciavano l’edificio in barella o trascinandosi, la criminale arroganza dei funzionari che uscivano baldanzosi dopo aver ordinato alle loro truppe il massacro di qualche decina di persone inermi.
Evidentemente sicuri della copertura politica da parte di un governo che all’epoca si chiamava Berlusconi-Fini.
E’ per questo che trovo sorprendenti le dichiarazioni di Fini, il quale afferma oggi che i colpevoli delle violenze vanno puniti e messi in condizione di non nuocere ulteriormente. Lui dov’era in quei giorni? Dov’era Sabella, oggi responsabile della legalità al Comune di Roma e in quei giorni autore di una visita nell’altro luogo di tortura, Bolzaneto (su cui si aspetta una sentenza analoga a quella relativa alla Diaz), da cui non emerse assolutamente nulla per fermare gli abusi e punirne i responsabili?
Scuola Diaz
Quello che è certo è che i responsabili dell’assalto dal punto di vista operativo Canterini, Mortola, Gratteri e Luperi sono stati promossi. Che il capo della polizia dell’epoca, De Gennaro, è stato addirittura messo a capo di Finmeccanica. Che i provvedimenti legislativi richiesti anche dalla Corte, e cioè l’introduzione del reato di tortura nei nostri ordinamenti e quella del numero identificativo degli agenti, continuano a latitare.
La Corte ha quindi ravvisato varie violazioni da parte dell’Italia a partire dall’esame del reclamo di Arnaldo Cestaro, all’epoca dei fatti sessantaduenne, aggredito e massacrato mentre si trova nella scuola al pari di molti altri, riportandone varie fratture e un sentimento di paura ed angoscia permanenti. In primo luogo una violazione diretta dell’art. 3 della Convenzione europea sui diritti umani e le libertà fondamentali, dato che il comportamento degli agenti penetrati nella scuola Diaz ha integrato il reato di tortura, volendo realizzare uno scopo punitivo, di rappresaglia, mirante a provocare l’umiliazione e la sofferenza fisica e morale delle vittime, insomma un comportamento ben qualificabile come tortura ai sensi dell’art. 1 della Convenzione internazionale in materia.
La Corte ha rigettato al riguardo le ridicole giustificazioni addotte dal governo italiano secondo il quale il comportamento degli agenti sarebbe stato dovuto al “clima di tensione” esistente, trattandosi piuttosto di un’operazione ad uso e consumo dei media per la quale sono state adottate modalità operative del tutto incompatibili con l’art. 3 della Convenzione europea e con il diritto internazionale applicabile.
Ma non basta. La Corte ha censurato anche il comportamento del governo italiano volto a ritardare o impedire l’identificazione dei responsabili di tali crimini e la rilevata assenza del crimine di tortura. Tutte circostanze che, impedendo la tempestiva punizione dei responsabili, hanno agevolato la prescrizione dei reati loro ascrivibili. Il quadro per nulla lusinghiero che ne emerge è quello di un Paese votato all’ingiustizia e all’arbitrio. Il Paese in cui purtroppo viviamo.
p.s.
...... la cosa triste è che si giustizia è fatta ma è ..... europea
per non dimenticare la macelleria messicana

venerdì 24 ottobre 2014

Legge di Stabilità, dal bonus bebè al Tfr e le nuove tasse, l’Abc della manovra

Sul Fatto Quotidiano del 24/10 troverete le singole misure..  io invece voglio dire alcune cose:
  1. questa legge di stabilità in realtà le tasse le aumenta non le diminuisce perchè se è vero che, ad esempio, l'irap vien ridotta; in realtà essa prima della riduzione impone un aumento retroattivo alle aziende sul costo del lavoro: in pratica dovranno retroattivamente pagare di più per vedersi ridurra la prte addebitata per il lavoro dei dipendenti.. nemmeno un Andreotti avrebeb avuto tanta fantasia.
  2. il bonus bebè è .... dimezzato; dov'è l'incentivo per le famiglie, tanto strombazzato, se poi gliene dai la metà e pure facendo lo schizzinoso?
  3. apre lo scontro con gli statali in generale e con le forze dell'ordine in particolare perchè fra bocchi dei contratti, tagli ai finanziamenti, blocco della vancanza contrattuale, ecc. tutto rimane così com'è quindi.... si riduce.
  4. 80 euri, l'elemosina che si son ripresi già mille volte, rimane ma ..... cambia qualcosina per esempio l'isee assume nuovi parametri quindi si restringe la cerchia degli isee bassi; il tfr può esser messo in busta ma con aliquota ordinaria cioè non si sale di scaglione ma .... perde, fino al 2018 non può cambiare idea, gli interessi nel frattempo maturati sul capitale del tfr; un salasso vero e proprio per non dire un altro termine che spero abbiate intuito!
  5. niente sgravi per rilanciare il settore auto, ma... ecobonus e ristrutturazioni sono invariati ma... per un anno ossia dopo si torna ai vecchi santi!
  6. IVA e relative partite, i falsi lavoratori autonomi per intendersi, l'aliquota minima sale dal 5% che era al, udite udite, 15%!!! Non si dovranno superare i 40 mila euri naturalmente altrimenti sono altri problemi cui non si accenna minimamente e che favorirà l'abbandono del lavoro legale per un ampissima fasica di presunti autonomi....
  7. ammortizzatori che salgono a 2 mld ma con questi chiari di luna, o di sole fate voi, è già certo che NON basteranno.... anzi ce ne vorranno altrettanto se mai l'art.18 venisse completamente cancellato e quindi anche nel pubblico impiego passeranno forme di lcenziamento sia collettivo che individuale.. magari via twitter o facebook.
  8. anzichè sciogliere quel pozzo senza fondo di soldi nostri che sono le aziende locali la legge di stabilità si limita a rimandare allo Sblocca Italia e quindi... zero anzi meno di zero perchè senza incentivi i futuri Ato nasceranno già indebitati quanto lo sono quelli attuali; sapete chi ci guadagna davvero? CdP ossia il braccio armato del governo, la nuova iri per intenderi, che potrà acquisire a man bassa senza pagare dazio o quasi con acquisizioni che non ridurranno certo i problemi delle aziende locali ma le allontaneranno ancora di più nella loro azione dai cittadini.
  9. per quanto riguarda le entrate...... bè vi tralascio lo sproloquio della lotta all'evasione (senza il falso in bilancio in penale non serve a nulla), e le dismissioni di qualche azienducola e delle caserme che servono alla pubblicità progresso... il grosso arriva (oltre che con l'irap di cui sopra e i tagli agli statali, forze dell'ordine comprese) con l'attivazione dei fondi UE non utilizzati (in realtà son prestiti con lo stesso regime bancario quindi soldi dfati con gli interessi da pagare), ma soprattutto con i 6,5 mld (che arriveranno a 20 l'anno prossimo) di tagli a regioni, province (ma non erano abolite?) comuni e al loro corollario di aziende, servizi, ecc. (un bel ceffone alla sanità e al sociale); poi ci sono altri tagli AL CSM, alla Corte dei Conti, all'ista, alla Consob, all'Anticorruzione, alla Rai, all'Agenzia per l'Italia digitale, all'Inea, al Cra, alle Poste italiane che vedranno ridursi un bel pò i fondi per il servizio universale postale e già vantavano crediti per vari mld di euro e già si annunciano circa 20 mila esuberi; e tagli alle fondazioni (un vero scrigno lo sono quelle bancarie ma non mi pare che ci sia la volontà di toccarle davvero queste ultime) un altro assalto alle pensioni integrative, già strassate, e alle casse pensioni che stanno alzando gli scudi in europa ma, ce la faranno? Una cosa un pò odiosa di questi tempi sono: niente soldi veri per Genova e le altre criticità e agli organismi internazionali....... e in tempi di alluvioni e di ebola se la potevano anche evitare se è vero che le spese della Presidenza del Consiglio sono state segretate.. perchè?

giovedì 1 maggio 2014

Italia, lo Stato dell’odio di Antonio Padellaro dal fatto quotidiano del 1 maggio 2014

Cos’è oggi lo Stato? Uomini in divisa che ammazzano di botte (letteralmente) cittadini in difficoltà che allo Stato si erano affidati.
Dov’è oggi lo Stato? Nella sala affollata di un sindacato della Polizia di Stato, che inneggia agli agenti condannati dai giudici dello Stato per aver massacrato il ragazzo Federico Aldrovandi. Solidarietà che un giorno potrebbe essere estesa ai loro colleghi nelle cui mani sono morti, tra urla disperate e nel silenzio, Giuseppe Uva, Stefano Cucchi, Michele Ferrulli, Riccardo Magherini.
Dove non è oggi lo Stato? Accanto all’ispettore della Polizia di Stato, Roberto Mancini, che per primo indagò sui veleni della Terra dei Fuochi e che nelle centinaia di siti tossici esplorati contrasse quel tumore del sangue che lo ha ucciso e per il quale il ministero degli Interni, organo del governo dello Stato, gli riconobbe un risarcimento di 5 mila (cinquemila) euro. Sui testi di diritto viene definito Stato l’organizzazione sovrana di un popolo su un territorio. Di questo Stato conosciamo l’organizzazione, i falansteri nei quali si addensano agglomerati inestricabili di funzioni e mansioni e quasi mai fattezze umane. Anche la sovranità ci è nota, quella che i dignitari esercitano sui sudditi, a loro discrezione e se capita agli amici il favore, a tutti gli altri l’arbitrio.
Ma il popolo, dov’è il popolo? Se ne parla diffusamente nella Costituzione, ma nella realtà non conta niente e subisce tutto. Tartassato dallo Stato esattore, vessato dallo Stato riscossore è soprattutto un popolo disoccupato che il Primo maggio festeggia il non lavoro, rintronato dalle promesse dei politici che dello Stato sono l’espressione più perniciosa, l’avanspettacolo che intrattiene mentre ti frugano nelle tasche. Che fa oggi lo Stato? Si fa odiare perché se provi a protestare e non stai attento finisci soffocato nel tuo stesso sangue a opera di quegli uomini dello Stato che difendono appassionatamente i colleghi assassini. Il loro applauso ci dice: noi siamo lo Stato e voi non siete nulla.
p.s.
Lo dice nell'articolo lo ridico qui: lo Stato siamo noi che sun territorio ci diamo un ordinamento giuridico... possibilmente democratico. Negli ultimi anni è stato un crescendo e man mano questo Stato è passato da democratico ad autoritario ma di un autoritarismo larvato, sottotono all'inizio; ora invece non si nascondono nemmeno più: fanno quel che vogliono e aizzano i mastini della guerra per alzare il livello di scontro: dovrebbero essere i governi, ricordatevelo sempre, a dover temere i cittadini non VICEVERSA.....

mercoledì 28 ottobre 2009

... e se s'inkazzano pure i poliziotti....

A metterli insieme ci voleva giusto questo governo: tutti, proprio tutti, i sindacati di polizia hanno manifestato contro il Governo, questo Governo, per il quale molti di loro hanno votato perchè quando questi erano all'opposizione avevano manifestato proprio insieme ai poliziotti contro Prodi che tagliava i fondi alla sicurezza. Memoria corta dei politici: infatti oggi che sono annunciati altri tagli (per esempio saranno abolite le pattuglie dei commissariati non con primi dirigenti; o per farne un altro di esempio niente missioni e straordinari ridottissimi) i sindacati di polizia presentano il conto e si accorgono che tutte le promesse fatte erano aria fritta, e non poteva essere altrimenti, vi pare? Scontati i fischi al Ministro Brunetta che definì "panzoni" quelli che lavoravano in ufficio meno scontata la delusione di chi crede ancora che la politica, questa politica (tutti nessuno escluso), sia lì per risolvere problemi e assicurare un futuro migliore a noi cittadini che ogni giorno lavoriamo e paghiamo le tasse; chi ci crede si sbaglia e prima o poi lo scopre sulla propria pelle: ieri i dipendenti pubblici; l'altro ieri soldi dati agli industriali senza chiedere nulla in cambio (nemmeno il mantenimento del lavoro e forse un pò di cassa integrazione); domani? Bè domani se continua l'andazzo di continuare a incentivare l'evasione fiscale non ci saranno nemmeno i soldi per pagare i loro di stipendi; fra poco ci saranno le elezioni e ciò spiega il pressing su Tremonti perché allarghi i cordoni della spesa .... forse un bel fallimento di stile argentino, visto che siamo già un paese sudamericano di qualche decennio fa prima del fallimento liberista, non ci farà troppo male dato che ci aprirà gli occhi!

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