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martedì 30 maggio 2017

Risparmio e Pir, l’ultima trovata del Tesoro per rilanciare l’economia a spese delle famiglie

di | 30 maggio 2017  Il Fatto quotidiano

Si chiamano Piani individuali di risparmio (Pir). E sono l’ultima trovata del Tesoro per racimolare denaro fra i risparmiatori nell’intento di finanziare le imprese e sostituire il più possibile il credito bancario. Non è detto però che siano un affare per i piccoli investitori che da un lato non pagheranno tasse sui rendimenti, ma dall’altro non avranno garanzie su guadagni e capitale. Come nel caso dei fondi di investimento, i ritorni dei Pir sono infatti legati a doppio filo con la performance delle aziende su cui il gestore deciderà di puntare investendo in azioni ed obbligazioni.
A differenza degli altri prodotti finanziari in circolazione, i Pir hanno come maggior vantaggio l’esenzione dall’imposta sui redditi da capitale (26% per azioni e bond, 12,5% per i titoli di Stato). A patto di non toccare i soldi per almeno cinque anni. Inoltre promettono rendimenti cospicui, anche se non stellari. I gestori dei Pir proposti dalla società di gestione di risparmio di Banca Intesa, Eurizon, prevedono, ad esempio, un rendimento annuo fra il 3 e il 7 per cento. Si tratta di guadagni consistenti in tempi di tassi bassi. Ma non è tutto oro quel che luccica: questi prodotti che, al momento, sono distribuiti da banche e assicurazioni, ma che ben presto faranno capolino anche allo sportello postale, potrebbero riservare sorprese inattese ad un risparmiatore poco avvezzo al gergo finanziario.
Innanzitutto il rendimento atteso non è una certezza, ma una previsione lorda di redditività. Dall’eventuale guadagno bisognerà poi sottrarre le commissioni bancarie che, a seconda dell’intermediario e del prodotto, variano fra l’1,15 e il 5 per cento. Inoltre, si dovranno anche detrarre le spese di gestione che variano fra l’1 e il 2,5 per cento del capitale investito. Nel caso poi la performance del Pir sia positiva, va anche detratta una commissione di risultato che varia fra il 10 e il 25 per cento. Così alla fine la convenienza rispetto ad un buon conto deposito o ad un altro prodotto finanziario è tutta da verificare.
... Il resto sul Fatto Quotidiano
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in ogni caso, anche senza voler leggere l'intero articolo, a me pare chiaro che stanno per l'ennesima volta truffandoci!!!!

giovedì 2 febbraio 2017

Conti pubblici....

di | 2 febbraio 2017 Il Fatto Quotidiano

davanti al malcontento Ue Padoan tenta la marcia indietro: “Interventi al più tardi entro aprile”

Nemmeno venti ore dopo aver inviato a Bruxelles una lettera di risposta che rinvia la correzione dei conti pubblici e non specifica a quanto ammonterà, il ministro Pier Carlo Padoan ingrana la marcia indietro. E, parlando davanti a un’aula del Senato quasi vuota, spiega che “l’aggiustamento della dinamica del saldo di finanza pubblica è indispensabile” – aggettivo identico a quelle utilizzato poco dopo dal commissario agli affari economici Pierre Moscovici – e assicura che gli interventi verranno adottati “al più tardi entro fine aprile”, ma “è molto probabile che alcune misure saranno prese anche prima della scadenza”.
Il motivo della giravolta è presto detto: fonti della Commissione non hanno nascosto l’insoddisfazione per i contenuti ambigui della missiva ricevuta mercoledì, in cui il governo italiano non spiega se intende ridurre l’indebitamento dei 3,4 miliardi chiesti dalla Ue e anzi anticipa che i nuovi eventi sismici richiederanno un esborso “molto probabilmente superiore a 1 miliardo di euro già nel 2017”. Lasciando intendere che quella cifra andrebbe scorporata dallo sforzo strutturale chiesto alla Penisola. Ora il titolare di via XX Settembre teme che il malcontento per quella risposta – scritta evidentemente tenendo conto dei desiderata dell’ex premier Matteo Renzi – possa sfociare in una procedura di infrazione, anche se Moscovici ha detto che “il suo obiettivo è evitare procedure”, non aprirle.
Se il commissariamento scattasse, il risultato sarebbe catastrofico per l’Italia e Padoan lo sa bene: “Comporterebbe una riduzione di sovranità sulle scelte di politica economica e, soprattutto, comporterebbe costi ben superiori per la finanza pubblica del paese” rispetto ai 3,4 miliardi di correzione richiesta. Di conseguenza ci sarebbe “una sottrazione di risorse per il pubblico, la crescita e l’occupazione, a seguito del probabile aumento dei tassi d’interesse” sul debito. Insomma, “l’ipotesi di una possibile procedura di infrazione è estremamente allarmante“.
Resta il fatto che il governo, per ragioni squisitamente politiche vista l’ipotesi di elezioni anticipate, ha deciso di intervenire non attraverso una manovra estemporanea “ma attraverso misure bilanciate di aggiustamento e sostegno” della crescita. E non subito, ma in primavera. Scelta a cui la Commissione risponderà con una decisione inevitabilmente altrettanto politica, tenendo conto del fatto che se l’Italia andrà alle urne prima della fine della legislatura gli impegni di Gentiloni e Padoan risulteranno di fatto azzerati e il balletto ripartirà con un nuovo esecutivo. In questo quadro, le precisazioni del giorno dopo lasciano il tempo che trovano.
di | 2 febbraio 2017

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E' vero che in base alla Costituzione accettiamo limitazioni di sovranità.. ma quando è troppo è troppo!! La Germania è in surplus economico da alcuni anni ed è ben oltre il limite imposto dai regolamenti UE e la passa liscia e noi no?
E' anche vero che abiamo politici da due soldi.. ma possiamo sempre sopportare questi soprusi?

martedì 4 ottobre 2016

Def, l’Ufficio parlamentare Bilancio boccia i conti del governo: “Su crescita Pil eccesso di ottimismo”

Con una decisione senza precedenti, l’organismo guidato da Pisauro dà un “esito non positivo” alla verifica sulla nota di aggiornamento al Documento di programmazione presentato nei giorni scorsi. Punto dolente, lo 0,4% di deficit aggiuntivo legato agli interventi per il terremoto e per i migranti, che secondo l’esecutivo porterà a una crescita equivalente del Pil. I dubbi sul responso di Bruxelles.
Un po’ tutti – Bankitalia, Istat, economisti sparsi, eccetera – pensano che il governo abbia gonfiato le previsioni di crescita per il 2017. Da adesso, però, questa non è più un’opinione scientificamente fondata, ma una dichiarazione ufficiale di un corpo dello Stato chiamato per legge a certificare quei numeri.
L’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) infatti – una sorta di Autorità indipendente sui conti pubblici coordinata con enti simili esistenti in tutta Europa – ha bocciato i numeri scritti dal governo nella“Nota di aggiornamento” al Documento di economia e finanza (Def): l’analisi delle ultime stime del governo, ha detto il presidenteGiuseppe Pisauro, conduce “a un esito non positivo del processo di validazione del quadro programmatico 2017 e, in particolare, delle stime di crescita del Pil per il prossimo anno, sia in termini reali che nominali. Stime, che appaiono contrassegnate da un eccesso di ottimismo”.
In sostanza, i conti messi nero su bianco da Pier Carlo Padoan eMatteo Renzi sono inventati: il Bilancio dello Stato per il 2017 è scritto sulla sabbia. Il movente è semplice: potersi permettere una manovra d’autunno con cui supportare la campagna referendaria. Il bluff, se tutto va bene, verrà scoperto solo dopo il 4 dicembre, l’unico orizzonte conosciuto a Palazzo Chigi. Una bocciatura così netta dell’Upb è peraltro un’assoluta novità dacché esiste l’Ufficio (2012) e Pisauro l’ha appena comunicata al Parlamento nell’audizione sulla Nota di aggiornamento al Def in corso in commissione Bilancio alla Camera. Domenica sera, della scelta dell’Autorità sui conti, erano stati informati preventivamente i presidenti di Camera e Senato e, soprattutto, il capo dello Stato. Le linee telefoniche tra Quirinale e Bruxelles sono infatti caldissime in questi giorni: la Commissione europea non ha preso bene le magie numeriche del governo.
Per capire il livello della contestazione, serve qualche premessa. Funziona così: nel Def c’è uno “scenario tendenziale”, che descrive come andranno le cose per l’economia italiana nel prossimo triennio, e poi ce n’è uno “programmatico”, che modifica le previsioni a seconda delle scelte di politica economica a cui il governo intende dare corso. È questo secondo scenario che l’Upb ha bocciato perché, in sostanza, Padoan e Renzi si sono inventati uno 0,4% di crescita in più per il 2017 senza alcun motivo valido. Lo scenario tendenziale del governo per l’anno prossimo prevede, infatti, il deficit al 2% e la crescita del Pil allo 0,6% (le fantasiose stime precedenti erano: 1,8% e +1,4%). L’Upb lo aveva promosso con qualche perplessità: a Bruxelles, ad esempio, ritengono che quel 2% di disavanzo pubblico già così sia una presa in giro. Solo che poi, al momento della pubblicazione della Nota di aggiornamento, arriva il magico “scenario programmatico”: il governo annuncia di volersi prendere un ulteriore 0,4% di deficit per “eventi eccezionali” (migranti e terremoto) e questo, secondo Padoan e soci, fa salire la crescita di un altro 0,4% portandola all’1% complessivo. Ovviamente più sale il Prodotto interno lordo e più facile è tenere sotto controllo deficit e debito, che vengono misurati proprio in rapporto al Pil. Peggio ancora, peraltro, il governo fa per le stime degli anni 2018 e 2019: “Significativamente fuori linea”, le definisce Pisauro.
Torniamo al 2017, l’anno su cui si gioca tutta la partita: “La crescita programmatica è superiore dello 0,3% rispetto alla media delle stime del panel Upb e dello 0,2% rispetto al valore massimo rilevato”. Com’è possibile? Semplice: il governo ritiene che persino tagliare la spesa per 8 miliardi (per rimandare di un anno l’aumento dell’Iva) farà crescere il Pil. Sostiene Pisauro: “Perplessità riguardano in particolare l’effetto marginalmente espansivo (+0,1%) della riduzione del deficit (-0,5%) necessaria per correggere parzialmente il maggior indebitamento derivante dalla disattivazione della clausola di salvaguardia (+0,9)”. In letteratura questo tipo di previsione è famosa come “austerità espansiva”, fattispecie mitologica che in Italia abbiamo imparato a conoscere dai tempi di Monti coi risultati che sappiamo. Problema: il governo, e lo scrive lui stesso, non ha affatto intenzione di fare una manovra espansiva. Il deficit 2016, infatti, dovrebbe chiudersi al 2,5% e l’anno prossimo si promette di scendere al 2,4% (2% programmatico + 0,4% di spese “emergenziali”). Dal punto di vista dei saldi finali, insomma, la manovra d’autunno sarà leggermente recessiva. Tradotto: non ha alcuna speranza di incentivare la crescita, al massimo di non causare una recessione.
Ma le magie di Renzi e Padoan non si fermano al cosiddetto “Pil reale”, quello a prezzi costanti per permettere paragoni pluriennali, ma estendono i loro trucchi anche a quello “nominale” (quello che tiene conto anche della crescita dell’inflazione) e non a caso come vedremo: “Più elevata (0,2% sulla media delle stime del panel) risulta anche la crescita nominale del Pil per il prossimo anno, variabile che ha un ruolo chiave nel determinare i rapporti di finanza pubblica”, dice Pisauro. Perché è così importante per i conti pubblici? Perché è sul Pil nominale che si calcolano il rapporto con deficit e debito.
Infine c’è il tema dell’Unione europea. La Commissione di Bruxelles dovrà decidere se – stabilito che l’Italia ha già esaurito tutta la flessibilità possibile sul deficit nel 2015 e 2016 – può prendersi dei soldi per “eventi eccezionali”, vale a dire migranti e terremoto. Anche qui c’è un giallo. Il governo scrive che farà salire il deficit di 4 decimali di Pil sopra il 2%. In soldi fa sei miliardi e mezzo scarsi, ma nel Def si parla di 7,7 miliardi, che somigliano di più a uno sforamento dello 0,5%. Secondo il presidente dell’Upb, comunque, non è detto che Bruxelles ci dia il via libera: “C’è incertezza sulla possibilità che la richiesta di considerare le spese menzionate quali connesse a eventi inconsueti, nel limite di importo di 4 decimi di Pil, sia accolta in sede europea”. Il ministro Pier Carlo Padoan, atteso domani a mezzogiorno in audizione, avrà parecchie cose da spiegare.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
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il bello è che non solo 'insistono nel programmare il PIL (come avvenivacon l'inflazione programmata)' ma incassano la bocciatura del FMI che, più realisticamente, che lo decurta di un bel pò ma in serata hanno rilanciato: 'Conti pubblici, Padoan: “Confermo stima pil a +1% nonostante bocciatura dell’Upb”' .... sennò come fanno a promettere l'Ape (con annessa quattordicesima), i finanziamenti per la ricostruzione, ecc. ecc.?

venerdì 24 ottobre 2014

Legge di Stabilità, dal bonus bebè al Tfr e le nuove tasse, l’Abc della manovra

Sul Fatto Quotidiano del 24/10 troverete le singole misure..  io invece voglio dire alcune cose:
  1. questa legge di stabilità in realtà le tasse le aumenta non le diminuisce perchè se è vero che, ad esempio, l'irap vien ridotta; in realtà essa prima della riduzione impone un aumento retroattivo alle aziende sul costo del lavoro: in pratica dovranno retroattivamente pagare di più per vedersi ridurra la prte addebitata per il lavoro dei dipendenti.. nemmeno un Andreotti avrebeb avuto tanta fantasia.
  2. il bonus bebè è .... dimezzato; dov'è l'incentivo per le famiglie, tanto strombazzato, se poi gliene dai la metà e pure facendo lo schizzinoso?
  3. apre lo scontro con gli statali in generale e con le forze dell'ordine in particolare perchè fra bocchi dei contratti, tagli ai finanziamenti, blocco della vancanza contrattuale, ecc. tutto rimane così com'è quindi.... si riduce.
  4. 80 euri, l'elemosina che si son ripresi già mille volte, rimane ma ..... cambia qualcosina per esempio l'isee assume nuovi parametri quindi si restringe la cerchia degli isee bassi; il tfr può esser messo in busta ma con aliquota ordinaria cioè non si sale di scaglione ma .... perde, fino al 2018 non può cambiare idea, gli interessi nel frattempo maturati sul capitale del tfr; un salasso vero e proprio per non dire un altro termine che spero abbiate intuito!
  5. niente sgravi per rilanciare il settore auto, ma... ecobonus e ristrutturazioni sono invariati ma... per un anno ossia dopo si torna ai vecchi santi!
  6. IVA e relative partite, i falsi lavoratori autonomi per intendersi, l'aliquota minima sale dal 5% che era al, udite udite, 15%!!! Non si dovranno superare i 40 mila euri naturalmente altrimenti sono altri problemi cui non si accenna minimamente e che favorirà l'abbandono del lavoro legale per un ampissima fasica di presunti autonomi....
  7. ammortizzatori che salgono a 2 mld ma con questi chiari di luna, o di sole fate voi, è già certo che NON basteranno.... anzi ce ne vorranno altrettanto se mai l'art.18 venisse completamente cancellato e quindi anche nel pubblico impiego passeranno forme di lcenziamento sia collettivo che individuale.. magari via twitter o facebook.
  8. anzichè sciogliere quel pozzo senza fondo di soldi nostri che sono le aziende locali la legge di stabilità si limita a rimandare allo Sblocca Italia e quindi... zero anzi meno di zero perchè senza incentivi i futuri Ato nasceranno già indebitati quanto lo sono quelli attuali; sapete chi ci guadagna davvero? CdP ossia il braccio armato del governo, la nuova iri per intenderi, che potrà acquisire a man bassa senza pagare dazio o quasi con acquisizioni che non ridurranno certo i problemi delle aziende locali ma le allontaneranno ancora di più nella loro azione dai cittadini.
  9. per quanto riguarda le entrate...... bè vi tralascio lo sproloquio della lotta all'evasione (senza il falso in bilancio in penale non serve a nulla), e le dismissioni di qualche azienducola e delle caserme che servono alla pubblicità progresso... il grosso arriva (oltre che con l'irap di cui sopra e i tagli agli statali, forze dell'ordine comprese) con l'attivazione dei fondi UE non utilizzati (in realtà son prestiti con lo stesso regime bancario quindi soldi dfati con gli interessi da pagare), ma soprattutto con i 6,5 mld (che arriveranno a 20 l'anno prossimo) di tagli a regioni, province (ma non erano abolite?) comuni e al loro corollario di aziende, servizi, ecc. (un bel ceffone alla sanità e al sociale); poi ci sono altri tagli AL CSM, alla Corte dei Conti, all'ista, alla Consob, all'Anticorruzione, alla Rai, all'Agenzia per l'Italia digitale, all'Inea, al Cra, alle Poste italiane che vedranno ridursi un bel pò i fondi per il servizio universale postale e già vantavano crediti per vari mld di euro e già si annunciano circa 20 mila esuberi; e tagli alle fondazioni (un vero scrigno lo sono quelle bancarie ma non mi pare che ci sia la volontà di toccarle davvero queste ultime) un altro assalto alle pensioni integrative, già strassate, e alle casse pensioni che stanno alzando gli scudi in europa ma, ce la faranno? Una cosa un pò odiosa di questi tempi sono: niente soldi veri per Genova e le altre criticità e agli organismi internazionali....... e in tempi di alluvioni e di ebola se la potevano anche evitare se è vero che le spese della Presidenza del Consiglio sono state segretate.. perchè?

giovedì 17 aprile 2014

sgravi e tagli; trivella trivella... arriva il sisma in emilia

Faccio una premessa necessaria ma la riassumo in due punti:
  1. i mitici 80 euri (in realtà 70 e non a tutti come promesso ma a scaglioni e con recupero degli stessi tramite bollette, tasi e altri aumenti) comporteranno: tagli per 2,5 mld nella sanità; l'annullamento dell'esenzione imu per i fabbricati rurali ad uso rurale (non quellli della chies, sempre intoccabili naturalmente); la rispolveratura dell'operazione "cieli blu" che dovrebbe comportare un risparmio di 100 mln di euri per i comuni.... era un idea di Bondi; un taglio del 30% dell'affitto di auto blu (cosa buona e giusta ... se vera); addio al PRA (- 60 mln); taglio di 167 mln (67 quest'anno e 100 il prossimo) ai CAAAF; acrobazie con la rpesunta lotta all'evasione fiscale... qui mi taccio perchè una risata li seppellirebbe.. p.s. non danno soldi in più ma sgravi in base alla fascia di reddito: non illudetevi niente soldi i più ma maggiori detrazioni salvo quelle appena cancellate come quella della moglie a carico.
  2. al DEF è stata allegata, su richiesta dell'On Brunetta (si proprio lui), una lettera di Padoan alla Commissione (che gli ha risposto con un laconico quanto burocratico "valuteremo") che "comunica (in realtà chiede il permesso)" lo spostamento del rientro del debito al 2016" perchè "la ripresa è fragile"......
post, parte seconda.
Direte: che c'azzecca la trivellazione e il sisma verificatosi in emilia-romagna? C'azzecca eccome...... è appena stato descretato il rapporto Ichese  (Commissione tecnico-scientifica per la valutazione delle possibili relazioni tra attività di esplorazione per gli idrocarburi e aumento di attività sismica nel territorio della regione Emilia Romagna colpita dal sisma del mese di maggio 2012) sul fracking dove si afferma che: "non si può escludere" che le attività estrattive effettuate nel giacimento in località Cavone di Mirandola (Mo) possano avere innescato il sisma del 20 Maggio, il cui epicentro si trova a 20 km di distanza anche in relazione all'incremento delle attività estrattive nel pozzo a partire dall'aprile 2011.
In poche parole: il fracking ha innescato il sisma.....
Perchè se ne viene solo ora a conoscenza?
Perchè si è taciuto pur sapendo che, dalle anticipazioni, il verdetto era negativo?
Perchè si fermano solo "le nuove trivellazioni" e non tutte?
Perchè il report è venuto alla luce SOLO dopo che media e giornali ne hanno parlato?
In un paese normale politici, dirigenti, ecc. si dovrebbero dimettere dopo aver risposto alla cittadinanza delle proprie azioni, soprattutto in negativo, pagandone le conseguenze non solo in termini politici ma anche penali, civili e in materia di risarcimento danni... che come ben sappiamo sono ancora tutti lì.
p.s.
sono anni che pochi blog e qualche media "complottista" ed esperti come maria rita d'orsogna ne denunciano il pericolo; ma venivano derisi ed emarginati: come sempre accade in questi casi invece avevano ragione da vendere nel fare le denunce pubbliche perchè come ben si è saputo, solo ora, di ragione ne avevano da vendere: am si sa che gli italioti prima ci devono sbattere il muso e solo dopo capiscono che l'hanno sbattuto e su cosa........

venerdì 21 febbraio 2014

Letta versione 2.0

Una volta tanto do ragione al Direttore di Libero: nasce il Letta-bis..... io però, se posso dire la mia, ne proporrei una versione un attimo differente ossia il "Letta versione 2.0". Perchè il cambio? Perchè ma come ora avremo un governo che da un lato avrà un appoggio mediatico senza precedenti nella storia di questo paese (vista la collusione fra media, potere politico e finanziario lo schieramento è impressionate davvero alle spalle del nuovo Presidente del consiglio), dall'altro perchè sono figli del tweet... passeranno molto tempo a twittare a essere visibili a fare immagine.
Chi farà il lavoro vero sarà il vero deux ex machina il Ministro dell'Economia Padoan: lui dovrà, e avrà tutto il potere per farlo, fare avviare la macchina delle "riforme nella continuità del rigorismo e dell'austerità" ... come da programma della Troika che, arrivato lui, definitivamente ci commissaria; stiamo pur certi che le nostre finanziarie saranno scritte, se va bene, a Bruxelles e, se va male, a Washington o ad Aspen: non più a Roma. Lui è la figura chiave per capire dove andremo a parare nei prossimi tempi in questo paese.
Illuminante è la sua bibliografia: Proposte per l’economia italiana (Laterza, 1998), Euro-American Trade and Financial Alliances, The Structural Foundations of International Finance, A Transatlantic Perspective on the Euro, L'Economia Europea, Dal mercato interno alla crisi dello SME; fra l'altro è un fiero sostenitore della tassazione come arma di distruzione di massa nell'economia a favore dell'idea del ripagare il, loro, debito; un esponente, insomma del PENSIERO UNICO secondo cui tutto dovrà avvenire nell'orizzonte che dalle sue opere si evince con estrema chiarezza: l'euro-atlantismo, tutto dire o, per essere più chiari, la integrazione completa fra le due sponde dell'oceano dal punto di vista dei mercati e, come conseguenza, delle regole stabilite o, per dirla meglio, DELLE NON REGOLE che devono vigere fra esse che NON possono essere discondanti altrimenti il disegno va a farsi benedire.... essendo un liberista non vede di buon occhio Stati entranti nell'economia; nè diritti troppo forti a difesa del sociale e del lavoro: tutto dev'essere sul mercato e tutto dev'essere regolato dalla mano invisibile che troverà da sola l'equilibrio fra offerta e domanda, facile così, vero? Nella realtà il più forte, com'è sempre accaduto nella storia, mangerà il più debole chi ha più numeri li farà valere e tanti saluti al riequilibrio fra chi ha poco e si (s)vende e chi ha in mano tutti gli assi e compra a mani basse potendo contare sulla debolezza della controparte e sulla divisione della stessa... in eterna competizione al ribasso per ottenere uno straccio offerto compassionevolmente. Naturalmente la strada non è in discesa, anzi: abbiamo la Fiom, abbiamo i tanti comitati, abbiamo m5s, abbiamo infine le famiglie che proteggono, come meglio possono, il futuro dei propri figli.. oltre che, ed è la cosa più importante a mio parere, possiamo contare sulla loro, dei fautori veri delle "riforme", AVIDITA', si proprio questa: dei politici (nel PD la fronda comincia a far stormir le foglie) che s'illudono ancora di potersi spartire le spoglie della defunta democrazia e si fanno la guerra fra loro; l'avidità dei poteri economici e finanziari che già calcolano sia d'introiatare le vendite dei, rimanenti, beni pubblici, le privatizzazioni, le speculazioni che si potranno fare sugli ondeggiamenti "governativi (e ci saranno statene certi)", le liberalizzazioni insistenti su quanto rimane della mano pubblica, ecc.; dei ceti che finora si sono arricchiti sulle spalle, evadendo/eludendo tutto il possibile, degli altri; le lobby, di cui presto questo governo sarà preda, che vedono aprirsi altre praterie da cavalcare lancia in resta... e si potrebbe continuare per un bel pò. Sapete qual'è stata la frase chiave? Questa: "continuare con il lavoro lasciato a metà o alla fine finora"..... più chiaro di così, mi pare il Presidente non poteva essere, no? Il "lavoro" iniziato in sordina nel 1994 a oggi (passando per Prodi, D'Alema, Amato, Berlusconi, Monti, Letta ... dimentico qualcuno? Non lo so..) può, finalmente, trovare la sua conclusione più piena proprio perchè questo Governo, in particolare, non ha storia: è figlio del post caduta del Muro di Berlino e non ha memoria del mondo precedente... nè ha memoria di ricette alternative di cui ha conoscenza solo sui libri ma non certo per esperienza diretta.
Voglio pensarla come il Direttore di Libero: nasce sotto una cattiva stella, questo governo. Lo spero proprio perchè se dovesse durare più di tre mesi il disastro che, affermano, voler scongiurare lo subiremo sul serio. E' facile reperire in rete il lavoro pregresso di Bondi, primo commissario per la spending review, e di Cottarelli (FMI), secondo commissario, e se vi piace andare al di là dei numeri la cosa che risalta davvero è questa: lo stato ridotto all'osso, ma proprio l'osso...... il resto, come sosteneva in tempi non sospetti J. Rifkin nell'era dell'accesso, se ve lo potete permettere vi arrivate, altrimenti........ v'arrangiate.
p.s.
il governo precedente sta pensando di incentivare le assicurazone e gli automobilisti a mettere la scatola nera sulle auto..... in Grecia il governo sta per stabilire che le scatole nere messe sulle auto dei greci possono servire a stabilire quanti km son fatti all'anno per calcolare il quantum di una tassa da imporre a ... km; tanto per gadire!
p.s. 2
in grecia stanno chiudendo gli ambulatori pubblici e migliaia di medici, che nel frattempo le hanno occupate per protesta, sono spinti o ad accettare la "riforma" o a dimettersi volontariamente, anche questo per gradire....
li, come qui, ci sono nel governo formale molti esponenti del mondo della finanza, oltre che il governo ombra, la troika che gestiscono la cosa pubblica e tutti mirano al mercato euro-atlantico e, come ben sapete, a differenza nostra i greci stanno duramente pagando la lotta, anche per le strade, contro la distruzione del loro paese... qui le pecore si illudono, e basta.
 

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