Fonte: Il Fatto Quotidiano di F. Q. | 8 Novembre 2019
La legge di Bilancio per il 2020 è o non è “la manovra delle tasse“? Da giorni il premier Giuseppe Conte zittisce le polemiche ricordando che eviterà il temuto aumento dell’Iva per 23 miliardi
e va quindi considerata la finanziaria che “ha operato il taglio di
tasse più cospicuo degli ultimi anni”. A ben guardare nuove imposte e
aumenti ci sono: ammonta a circa 5,8 miliardi il gettito aggiuntivo che arriverà nelle casse dell’Erario l’anno prossimo per effetto degli aggravi previsti. Il grosso andrà però a colpire banche, assicurazioni, imprese produttrici di plastica e bevande zuccherate, concessionari autostradali e chi possiede azioni in società non quotate o terreni. C’è poi un aumento dell’accisa su petrolio e gas naturale usati per produrre energia, salgono le royalties versate dai gruppi petroliferi e arriva la web tax sui servizi digitali per le multinazionali di internet.
I balzelli che nel 2020 potrebbero avere un impatto diretto sul bilancio di una famiglia tipo valgono in tutto circa 880 milioni di euro (il 15% degli aggravi totali) di cui 118 dalle accise sui tabacchi e dall’imposta su filtri e cartine e 51 dalla stretta sui buoni pasto cartacei. L’unificazione di Imu e Tasi invece, secondo i tecnici, costerà ai cittadini 14,5 milioni. La voce più pesante è la “tassa sulla fortuna” che riguarda ovviamente solo chi vince al gioco. Questo al netto della stretta sulla flat tax per le partite Iva che comporta 492 milioni di entrate aggiuntive. Dal 2021 inizierà poi a farsi sentire l’effetto della riduzione delle detrazioni fiscali per chi ha redditi alti (si azzereranno oltre i 240mila) e per chi sceglie di pagare in contanti: vale 977 milioni di euro, di cui 110 a carico dei circa 300mila contribuenti che dichiarano più di 120mila euro.
Banche e assicurazioni, plastica e bevande zuccherate, concessionari autostradali – Dagli allegati alla manovra depositati in Parlamento emerge che l’aumento fiscale più corposo è legato allo slittamento della deducibilità di svalutazioni e perdite su crediti
di cui godono “enti creditizi e finanziari” – in sostanza banche e
compagnie assicurative. A seconda della tipologia, saranno deducibili
solo dal 2022, dal 2025 o dal 2028. La stretta vale, nel 2020, 1,6 miliardi. Un intervento simile è previsto anche per i concessionari autostradali: viene limitata all’1% del costo dei beni
la deducibilità dalle tasse delle quote di ammortamento, cioè le “rate”
in cui viene diviso un investimento che dispiega effetti su più anni,
come quelli nelle infrastrutture che gestiscono. Il risultato è un
aumento degli imponibili e un maggior gettito per 340 milioni.
Dalla plastic tax di 1 euro al chilo su imballaggi e prodotti monouso in plastica arriverà poi 1 miliardo.
Che non dovrebbe pesare sul consumatore finale a meno che i produttori
non decidano di aumentare i prezzi: l’impatto, nel caso per esempio
delle bottigliette di acqua minerale, si fermerà comunque a 2-3 centesimi di euro. La sugar tax
invece, stando alla relazione tecnica, è una “tassa sul consumo di
bevande con zuccheri aggiunti” ma colpirà fabbricanti, importatori e
acquirenti di prodotti importati. Il gettito atteso è di 233 milioni.
Difficile stimare l’impatto sulle tasche del cittadino medio, ma il
punto fermo è che l’obiettivo dichiarato del governo è ridurre un
consumo dannoso per la salute.
Imposta su partecipazioni e terreni – Ma, andando in ordine di gettito atteso, al terzo posto – ben prima della sugar tax – c’è la rivalutazione (sulla base di una perizia giurata) del valore delle partecipazioni in società non quotate e dei terreni sia agricoli sia edificabili posseduti da persone fisiche e società semplici. Sul valore rideterminato verrà applicata un’imposta sostitutiva dell’11%. Vale oltre 820 milioni di euro di introiti.
Paletti sulla flat tax e stretta sulle auto aziendali – Subito dopo si piazza la stretta sulla flat tax al 15%
per le partite Iva con ricavi inferiori a 65mila euro. Sommando il
maggior gettito che arriverà da chi esce dal regime agevolato perché ha
percepito redditi da lavoro dipendente superiori a
30mila euro o ha pagato più di 20mila euro a collaboratori o dipendenti e
dalla cancellazione della prevista estensione della tassa piatta a chi
fattura tra 65mila e 100mila euro, lo Stato ci guadagna 492 milioni. Segue, con 330 milioni di euro di gettito previsto, il discusso balzello sulle auto aziendali mirato a rendere meno inquinante la flotta: sale dal 30 al 60% la quota di percorrenza per uso privato tassabile, con l’eccezione delle macchine ibride ed elettriche.
Ad essere colpiti sarebbero 1,5 milioni di veicoli, dalle city car e
utilitarie che sono il 40% del mercato alle berline che valgono poco più
del 20%. La tassa però è nel mirino di Italia viva e potrebbe essere rimodulata durante il passaggio parlamentare per ridurne l’impatto.
Aumenta la tassa sulla fortuna, arriva la web tax – Un’altra voce pesante è la “tassa sulla fortuna” che peserà su chi vince al gioco e si aggiunge agli aumenti del prelievo sui concessionari previsti dal decreto fiscale: sale dal 12 al 15% l’imposta unica sulle vincite superiori a 500 euro sia alla lotteria sia ai “giochi numerici a totalizzatore” che vanno da Superenalotto a Win for life.
I ricavi dalle concessioni che saranno messe a gara l’anno prossimo si
materializzeranno invece solo nel 2021 e ammonteranno stando alla
relazione tecnica a 909 milioni l’anno. Rimanendo in tema di imposte sui
big, dall’1 gennaio 2020 si applicherà un’imposta sui servizi digitali
del 3% sui ricavi realizzati dai gruppi del web con fatturato globale
superiore a 750 milioni di cui almeno 5,5 milioni in Italia. La tassa,
che non colpirà i consumatori, vale per il primo anno 108 milioni di
euro.
I microbalzelli, dai certificati penali ai diritti consolari – Gli altri microbalzelli previsti dalla legge di Bilancio hanno un impatto minimo: ci sono per esempio l’imposta di bollo di 2,4 euro a foglio per il rilascio di certificati penali, l’incremento dei diritti consolari per i visti per soggiorni di lunga durata (da 116 a 130 euro) e per la domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana di persona maggiorenne (da 300 a 600 euro) e l’imposta sulla plusvalenza ottenuta da chi rivende casa entro 5 anni
dall’acquisto che passa dal 20% al 26%. Valgono rispettivamente 25, 23 e
19 euro di gettito. Spiccioli nel bilancio dello Stato.
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
Visualizzazione post con etichetta Accise. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Accise. Mostra tutti i post
venerdì 8 novembre 2019
martedì 13 marzo 2018
Emergenza conti, senza nuovo governo stangata consumi
Fonte: WSI 13 marzo 2018, di Mariangela Tessa
Mentre
tra Quirinale e segreterie dei partiti, l’Italia cerca affannosamente
l’architettura del prossimo governo, il nuovo esecutivo sarà sarà
subito chiamato a trovare oltre 30 miliardi di euro per neutralizzare le scadenze fissate dai governi precedenti, ovvero l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti (12,47 miliardi per il 2019 e 19,16 miliardi nel 2020 per un totale di 31,6 miliardi nel biennio 2019/2020).
Nella legge Finanziaria del 2018 andranno dunque trovate le coperture necessarie, altrimenti – a partire dal 1 gennaio 2019 – l’aliquota intermedia dell’Iva salirà dal 10 al 12% mentre quella ordinaria passerà dal 22 al 24,2%. Nuova raffica di aumenti ad inizio 2020 con l’aliquota intermedia al 13% e quella ordinaria al 24,9%. A cui si aggiungerà l’ennesimo rincaro delle accise sui carburanti. Una vera e propria stangata sui consumi degli italiani che potrebbe mandare ko la fragile ripresa economica in corso.
Ieri a questo proposito l’associazioni dei commercianti, dei produttori e dei consumatori hanno lanciato l’allarme aumenti. Confesercenti ha condotto una simulazione dalla quale emerge che lo scatto dell’imposta farà perdere 23 miliardi di euro in tre anni, circa 885 euro a famiglia. Il Codacons calcola fino a mille euro all’anno per ogni nucleo famigliare.
Coldiretti sottolinea come gli aumenti colpirebbero i generi alimentari, come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero “con effetti drammatici sui redditi delle famiglie più bisognose”.
Nella legge Finanziaria del 2018 andranno dunque trovate le coperture necessarie, altrimenti – a partire dal 1 gennaio 2019 – l’aliquota intermedia dell’Iva salirà dal 10 al 12% mentre quella ordinaria passerà dal 22 al 24,2%. Nuova raffica di aumenti ad inizio 2020 con l’aliquota intermedia al 13% e quella ordinaria al 24,9%. A cui si aggiungerà l’ennesimo rincaro delle accise sui carburanti. Una vera e propria stangata sui consumi degli italiani che potrebbe mandare ko la fragile ripresa economica in corso.
Ieri a questo proposito l’associazioni dei commercianti, dei produttori e dei consumatori hanno lanciato l’allarme aumenti. Confesercenti ha condotto una simulazione dalla quale emerge che lo scatto dell’imposta farà perdere 23 miliardi di euro in tre anni, circa 885 euro a famiglia. Il Codacons calcola fino a mille euro all’anno per ogni nucleo famigliare.
Coldiretti sottolinea come gli aumenti colpirebbero i generi alimentari, come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero “con effetti drammatici sui redditi delle famiglie più bisognose”.
venerdì 24 ottobre 2014
Legge di Stabilità, dal bonus bebè al Tfr e le nuove tasse, l’Abc della manovra
Sul Fatto Quotidiano del 24/10 troverete le singole misure.. io invece voglio dire alcune cose:
- questa legge di stabilità in realtà le tasse le aumenta non le diminuisce perchè se è vero che, ad esempio, l'irap vien ridotta; in realtà essa prima della riduzione impone un aumento retroattivo alle aziende sul costo del lavoro: in pratica dovranno retroattivamente pagare di più per vedersi ridurra la prte addebitata per il lavoro dei dipendenti.. nemmeno un Andreotti avrebeb avuto tanta fantasia.
- il bonus bebè è .... dimezzato; dov'è l'incentivo per le famiglie, tanto strombazzato, se poi gliene dai la metà e pure facendo lo schizzinoso?
- apre lo scontro con gli statali in generale e con le forze dell'ordine in particolare perchè fra bocchi dei contratti, tagli ai finanziamenti, blocco della vancanza contrattuale, ecc. tutto rimane così com'è quindi.... si riduce.
- 80 euri, l'elemosina che si son ripresi già mille volte, rimane ma ..... cambia qualcosina per esempio l'isee assume nuovi parametri quindi si restringe la cerchia degli isee bassi; il tfr può esser messo in busta ma con aliquota ordinaria cioè non si sale di scaglione ma .... perde, fino al 2018 non può cambiare idea, gli interessi nel frattempo maturati sul capitale del tfr; un salasso vero e proprio per non dire un altro termine che spero abbiate intuito!
- niente sgravi per rilanciare il settore auto, ma... ecobonus e ristrutturazioni sono invariati ma... per un anno ossia dopo si torna ai vecchi santi!
- IVA e relative partite, i falsi lavoratori autonomi per intendersi, l'aliquota minima sale dal 5% che era al, udite udite, 15%!!! Non si dovranno superare i 40 mila euri naturalmente altrimenti sono altri problemi cui non si accenna minimamente e che favorirà l'abbandono del lavoro legale per un ampissima fasica di presunti autonomi....
- ammortizzatori che salgono a 2 mld ma con questi chiari di luna, o di sole fate voi, è già certo che NON basteranno.... anzi ce ne vorranno altrettanto se mai l'art.18 venisse completamente cancellato e quindi anche nel pubblico impiego passeranno forme di lcenziamento sia collettivo che individuale.. magari via twitter o facebook.
- anzichè sciogliere quel pozzo senza fondo di soldi nostri che sono le aziende locali la legge di stabilità si limita a rimandare allo Sblocca Italia e quindi... zero anzi meno di zero perchè senza incentivi i futuri Ato nasceranno già indebitati quanto lo sono quelli attuali; sapete chi ci guadagna davvero? CdP ossia il braccio armato del governo, la nuova iri per intenderi, che potrà acquisire a man bassa senza pagare dazio o quasi con acquisizioni che non ridurranno certo i problemi delle aziende locali ma le allontaneranno ancora di più nella loro azione dai cittadini.
- per quanto riguarda le entrate...... bè vi tralascio lo sproloquio della lotta all'evasione (senza il falso in bilancio in penale non serve a nulla), e le dismissioni di qualche azienducola e delle caserme che servono alla pubblicità progresso... il grosso arriva (oltre che con l'irap di cui sopra e i tagli agli statali, forze dell'ordine comprese) con l'attivazione dei fondi UE non utilizzati (in realtà son prestiti con lo stesso regime bancario quindi soldi dfati con gli interessi da pagare), ma soprattutto con i 6,5 mld (che arriveranno a 20 l'anno prossimo) di tagli a regioni, province (ma non erano abolite?) comuni e al loro corollario di aziende, servizi, ecc. (un bel ceffone alla sanità e al sociale); poi ci sono altri tagli AL CSM, alla Corte dei Conti, all'ista, alla Consob, all'Anticorruzione, alla Rai, all'Agenzia per l'Italia digitale, all'Inea, al Cra, alle Poste italiane che vedranno ridursi un bel pò i fondi per il servizio universale postale e già vantavano crediti per vari mld di euro e già si annunciano circa 20 mila esuberi; e tagli alle fondazioni (un vero scrigno lo sono quelle bancarie ma non mi pare che ci sia la volontà di toccarle davvero queste ultime) un altro assalto alle pensioni integrative, già strassate, e alle casse pensioni che stanno alzando gli scudi in europa ma, ce la faranno? Una cosa un pò odiosa di questi tempi sono: niente soldi veri per Genova e le altre criticità e agli organismi internazionali....... e in tempi di alluvioni e di ebola se la potevano anche evitare se è vero che le spese della Presidenza del Consiglio sono state segretate.. perchè?
Etichette:
Accise,
blog,
Bonus 80 euro,
Bonus Bebè,
evasione fiscale,
Fondi Pensione,
Giochi,
inps,
interni,
irap,
irpef,
IVA,
legge di stabilità,
Padoan,
polizia,
pubblico impiego,
regioni,
Renzi,
spending review,
TFR
Iscriviti a:
Post (Atom)
test velocità
Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL |