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martedì 29 marzo 2016

Fracking incluso nelle nuove mappe del rischio sismico

fonte: rinnovabili.it
Rinnovabili.it) – I terremoti causati dal fracking sono aumentati al punto da convincere gli esperti a inserirli per la prima volta nelle mappe del rischio sismico negli Stati Uniti. Lo ha affermato la US Geological Survey, a seguito di un boom delle scosse registrate in Oklahoma nel 2015 e generate dallo smaltimento sotterraneo delle acque di produzione utilizzate dall’industria del gas.
Le mappe di rischio sismico sono utilizzate dai funzionari che si occupano della gestione delle emergenze, nonché dalle principali associazioni di ingegneria e progettazione del Paese per guidare come forte per costruire edifici.
«Includendo gli eventi indotti dall’uomo, la nostra valutazione dei rischi è cresciuta significativamente in alcune parti degli Stati Uniti» ha detto Mark Petersen, capo del Progetto di mapping dell’USGS.
Secondo i geologi USA, circa 7 milioni di persone nella zona centrale e orientale degli USA vivono o lavorano nelle zone minacciate dalla sismicità indotta. In alcune parti di queste regioni, i danni causati dai terremoti potrebbero essere pari a quelli osservati nelle regioni ad alto rischio della California.
Gli Stati in cui il rischio sismico è maggiore sono, nell’ordine, Oklahoma, Kansas, Texas, Colorado, New Mexico e Arkansas. In particolare, lo scorso anno l’Oklahoma è stato scosso da 907 terremoti di magnitudo 3.0 o superiore. Nel 2008 erano 2 soltanto. A febbraio 2016 un sisma di magnitudo 5.1, il terzo più intenso mai registrato nello Stato, ha scosso la zona intorno a Fairview.
A provocare gli eventi tellurici è la reiniezione, nelle profondità della terra, dei liquidi precedentemente sparati ad altissima pressione nei pozzi con l’intento di spaccare gli scisti bituminosi, rocce impermeabili che contengono il gas. Questi fluidi, composti da acqua, sabbia e sostanze chimiche – molte delle quali tossiche – vengono parzialmente risucchiati insieme al gas. Una volta recuperati gli idrocarburi, i liquidi vengono definitivamente smaltiti in formazioni rocciose profonde.
Il governo dell’Oklahoma, meno di un anno fa, ha dovuto riconoscere il collegamento tra fracking e terremoti. L’Ufficio Energia e Ambiente dello Stato ha creato un sito web che pubblica le prove a supporto di questa tesi. Esso include una mappa interattiva che segnala non solo i luoghi colpiti dai sismi, ma anche i siti di oltre 3.000 pozzi attivi di smaltimento delle acque reflue.
Rinnovabili.it
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ecco, in inglese, c'è il rapporto dell'USGS: se volete dilettarvi a leggere ... USGS fracking
quella che vedete qui sopra è la mappa con cui l'USGS ha inchiodato i frackers alle loro responsabilità.. quelle zone negli USA centrali sono, anzi erano, tettonicamente stabili finché la tecnica del fracking non è stato introdotto stabilmente. Traetene le vostre conclusioni: se in una zona tettonicamente stabile accade questo in un paese come il nostro tettonicamente, e vulcanicamente, instabile cosa accade? Bé ce l'avet sotto gli occhi: un esempio sono i terremoti dell'appennino tosco-emiliano, ricordate? Eppure.. eppure si continua; magari ci si sposta di qualche chilometro o si va in mezzo al mare ma alla fine i buchi si fanno comunque!!!!
al momento la situazione, in italia, è questa
e questa

tutto chiaro?
RICORDATE IL REFERENDUM!!!!

domenica 7 giugno 2015

Fracking: lo stato dell'arte..

Allora, spero, tutti sappiamo che ormai il fracking lo stanno applicando in larga scala un pò ovunque (e laddove non ci riescono usano "SRM/GRM" ossia le onde sismiche per verificare la presenza di bituminosi o piccoli giacimenti); vero?
Penso che sappiate anche come funziona: in un buco si pompa ad altissima pressione acqua che frantuma le rocce per poi estrarre .. petrolio; sappiamo anche che questo tipo di estrazione provoca enormi danni ambientali per il riciclo dei rifiuti prodotti: l'acqua che risale ha rocce frantumate bituminose ma ha anche altro: e quest'altro pone enormi problemi di inquinamento e i cowboy del fracking hanno trovato un modo efficace per mantenere bassi costi, ossia...... la ripompano in profondità. Ma, da bravi avventurieri quali sono, non hanno tenuto conto di un piccolo particolare: l'aumento esponenziale della sismicità locale. Per esempio gli Stati centrali americani sono geologicamente stabili (faglie antiche e meno antiche ferme) e non hanno esperienza di terremoti (infatti non esiste nella maggior aprte di essi una legislazione a difesa da eventi sismici): molto probabilmente lo potrebebro essere ancora se proprio in quelle zone non si fosse fatto "fracking" a gò gò.... e la risposta della natura non è mancata: un aumento esponenziale della sismicità con scosse fino al 7° della scala Richter (in oklahoma, per esempio) e mediamente del V°; non male per una zona completamente ferma dal punto di vista sismico anche se martellata dagli uragani perchè corrisponde più o meno al cosiddetto "corridoio degli uragani" con tutto quello che per le popolazioni locali può significare. Grandi discussioni; grandi studi ma alla fine la conclusione è arrivata: il fracking provoca terremoti e le aziende o i privati che vi si cimentano devono assumersi l'onere "sociale" dei danni.. vedremo.
Pochi sanno che per poter essere "economico" il prezzo del petriolio non scendere sotto i 70$ perchè a quel punto non conviene bucare la crosta terrestre... da qui la guerra economica fra USA e opec: gli usa, e i loro sodali, mirano alla "autonomia" energetica con questa, e altre, tecnica d'estrazione: non è un caso che sia fondi "adveture" che serissime società finanziarie finanziano quasi a fondo perduto le società di fracking; ma non è nemmeno un caso che l'opec non sta certo a guardare: infatti hanno LETTERALMENTE inondato il mercato di petrolio abbassandone il prezzo sotto il livello di "convenienza" estrattiva.... una guerra insomma non fatta con soldati ma fatta a colpi di bolle e controbolle senza esclusione di colpi. Qualche complottista, ma siamo ai "se" ed ai "ma", sostiene che tutto il macello scoppiato dal 2001 in poi sia proprio la necessità per gli speculatori di wall street di rientrare dai soldi investiti a spese elle comunità: speculano, investono, rientrano e i cocci sono degli altri.. tranne che per il fracking dove, anche su "suggerimento" del governo usa, invece le perdite si accumulano di anno in anno e qualcuno DEVE pagare il conto: allora si crea una bolla, si sposta qualche montagna di azioni da un punto all'altro; si acquistano titolo pubblici a rischio... tanto poi il conto lo pagano i comuni mortali: tutto per mantenere questa industria, il fracking, borderline.... sarà vero? Se si guardano gli eventi e la loro successione un sospetto sorge ma le prove bè: si dovrebbe poter accedere agli archivi privati delle società private e a quelli pubblici, e la vedo dura.... nè siamo wikileaks.
Ora, nessuno è così ingenuo nel credere all'anima ambientalista di Obama e dei suoi colleghi euro-americani, vero? Perchè mai si dovrebbe investire in ambiente, clima, ecc. quando ci sono, ancora, a disposizione mld e mld di barili di petrolio proprio sotto i propri piedi.. son lì perchè non estrarli e far finta di nulla per idanni arrecati a clima ambiente e .. ai propri cittadini?

martedì 26 maggio 2015

Tallboy; la nuova frontiera del fracking

Sapete cosa è una 'tallboy'? Ve lo dico io; fonte Wikipedia:
La Tallboy era una bomba a caduta libera di costruzione britannica usata dalla Royal Air Force durante la seconda guerra mondiale. Il suo peso di 12 000 lb (5 443 kg) ne fa una delle più pesanti bombe mai costruite. Essendo sprovvista di sistemi di guida o di freno aerodinamico, arrivava sul bersaglio "in caduta libera".
Poteva essere trasportata sull'obiettivo dai bombardieri strategici Avro Lancaster opportunamente modificati, agganciando l'ordigno esternamente sotto la fusoliera, come per la Grand Slam di maggiori dimensioni.
Oltre alla potenza distruttiva la sua onda d'urto veniva impiegata per generare un'onda sismica che faceva collassare le strutture, riuscendo a distruggere anche bunker profondamente interrati e fortificazioni invulnerabili alle bombe di dimensioni minori, come i rifugi degli U-Boot tedeschi sulla costa atlantica. Fine citazione.
Tutto chiaro? Bene, ora leggete questo: visto su Terra 2000
“Via libera del parlamento alle bombe sismiche in mare alla ricerca di petrolio. Con un blitz a scrutinio segreto di maggioranza e opposizione il governo Renzi ha cancellato il reato penale"



per chi ricerca petrolio in mare con le bombe sismiche. PD, Centro democratico, Nuovo centro destra, Udc, Scelta Civica e Forza Italia hanno cancellato a scrutinio segreto il reato penale relativo all’utilizzo delle bombe sismiche per cercare petrolio nei mari, a partire da quello sardo. Si è consumato un blitz in piena regola ordinato da Renzi che ha imposto al parlamento di proteggere le lobby dei petrolieri a scapito di ambiente e natura. Un accanimento verso la Sardegna visto che il governo ha espresso parere contrario anche all’ordine del giorno che ho presentato per revocare il permesso di ricerca nell’area del nord ovest sardo a diretto contatto con il santuario dei cetacei. Un ordine del giorno che mirava a cancellare l’area sulla quale si stanno concentrando texani e norvegesi per le introspezioni petrolifere a colpi di bombe sismiche. Un’area che ha già visto il pronunciamento contrario della commissione di valutazione di impatto ambientale. Esclusi alcuni parlamentari sardi di maggioranza che hanno votato a favore dell’ordine del giorno, i partiti di maggioranza lo hanno bocciato su indicazione del governo.
Il provvedimento è l’ennesimo regalo bipartisan ai petrolieri che vogliono proseguire impuniti a devastare i mari senza colpo ferire. Tutto questo con il silenzio più totale della Regione che continua a dormire per non disturbare il manovratore romano. Con questo voto del parlamento si da di fatto il via libera ad un progetto di ricerca petrolifera che rischia di distruggere il tratto di mare tra San Vero Milis ad Alghero – Porto Torres. Gli interessi in gioco sono elevatissimi e il rischio che corre la Sardegna è senza precedenti. Dopo la colonizzazione della terra ferma ora, infatti, Renzi vuole tentare sino in fondo quella dei mari. Ora serve una reazione forte per proteggere la Sardegna, non solo perché vanno rispettate le peculiarità statutarie della Regione ma perché si incide direttamente sull’ambiente e sul sistema naturale dell’isola. Serve una mobilitazione straordinaria per bloccare questo ennesimo blitz del governo Renzi che devasta i nostri mari, ma che è soprattutto al progetto di colonizzazione di gruppi stranieri e non solo che pensano di utilizzare la Sardegna per i loro affari”.
Lo ha detto il deputato sardo di Unidos Mauro Pili subito dopo il voto/blitz a favore dei progetti di ricerca petrolifera a colpi di bombe sismiche nei mari sardi.
“Da oggi – ha detto Pili – rilanciamo la mobilitazione dura su questa partita e siamo pronti ad azioni eclatanti se non saranno bloccati tutti i progetti che riguardano i mari sardi oggetto di questi tentativi maldestri di liberalizzare la tecnica delle bombe sismiche. Si tratta di una mobilitazione obbligatoria – conclude Pili – che abbiamo il compito di intraprendere per non lasciare la Sardegna al dominio totale di gruppi di potere e dello stesso Stato che ormai da tempo considerano la Sardegna una vera e propria pattumiera dove scaricare tutti i progetti più nefasti e invasivi dalle basi militari alle aree chimiche, per finire con le ricerche petrolifere a suon di bombe sismiche”
p.s.
sia chiaro che quella presentata da wikipedia è un arma della seconda guerra mondiale ed era primitiva.... le sue applicazioni civili invece sono molto diverse e vanno sotto il nome di "airgun": per dirla meglio è cambiato il modello ma il principio è lo stesso; il danno, inquesto sismico, è sempre dei cittadini... in questo caso è del popolo sardo!

giovedì 17 aprile 2014

sgravi e tagli; trivella trivella... arriva il sisma in emilia

Faccio una premessa necessaria ma la riassumo in due punti:
  1. i mitici 80 euri (in realtà 70 e non a tutti come promesso ma a scaglioni e con recupero degli stessi tramite bollette, tasi e altri aumenti) comporteranno: tagli per 2,5 mld nella sanità; l'annullamento dell'esenzione imu per i fabbricati rurali ad uso rurale (non quellli della chies, sempre intoccabili naturalmente); la rispolveratura dell'operazione "cieli blu" che dovrebbe comportare un risparmio di 100 mln di euri per i comuni.... era un idea di Bondi; un taglio del 30% dell'affitto di auto blu (cosa buona e giusta ... se vera); addio al PRA (- 60 mln); taglio di 167 mln (67 quest'anno e 100 il prossimo) ai CAAAF; acrobazie con la rpesunta lotta all'evasione fiscale... qui mi taccio perchè una risata li seppellirebbe.. p.s. non danno soldi in più ma sgravi in base alla fascia di reddito: non illudetevi niente soldi i più ma maggiori detrazioni salvo quelle appena cancellate come quella della moglie a carico.
  2. al DEF è stata allegata, su richiesta dell'On Brunetta (si proprio lui), una lettera di Padoan alla Commissione (che gli ha risposto con un laconico quanto burocratico "valuteremo") che "comunica (in realtà chiede il permesso)" lo spostamento del rientro del debito al 2016" perchè "la ripresa è fragile"......
post, parte seconda.
Direte: che c'azzecca la trivellazione e il sisma verificatosi in emilia-romagna? C'azzecca eccome...... è appena stato descretato il rapporto Ichese  (Commissione tecnico-scientifica per la valutazione delle possibili relazioni tra attività di esplorazione per gli idrocarburi e aumento di attività sismica nel territorio della regione Emilia Romagna colpita dal sisma del mese di maggio 2012) sul fracking dove si afferma che: "non si può escludere" che le attività estrattive effettuate nel giacimento in località Cavone di Mirandola (Mo) possano avere innescato il sisma del 20 Maggio, il cui epicentro si trova a 20 km di distanza anche in relazione all'incremento delle attività estrattive nel pozzo a partire dall'aprile 2011.
In poche parole: il fracking ha innescato il sisma.....
Perchè se ne viene solo ora a conoscenza?
Perchè si è taciuto pur sapendo che, dalle anticipazioni, il verdetto era negativo?
Perchè si fermano solo "le nuove trivellazioni" e non tutte?
Perchè il report è venuto alla luce SOLO dopo che media e giornali ne hanno parlato?
In un paese normale politici, dirigenti, ecc. si dovrebbero dimettere dopo aver risposto alla cittadinanza delle proprie azioni, soprattutto in negativo, pagandone le conseguenze non solo in termini politici ma anche penali, civili e in materia di risarcimento danni... che come ben sappiamo sono ancora tutti lì.
p.s.
sono anni che pochi blog e qualche media "complottista" ed esperti come maria rita d'orsogna ne denunciano il pericolo; ma venivano derisi ed emarginati: come sempre accade in questi casi invece avevano ragione da vendere nel fare le denunce pubbliche perchè come ben si è saputo, solo ora, di ragione ne avevano da vendere: am si sa che gli italioti prima ci devono sbattere il muso e solo dopo capiscono che l'hanno sbattuto e su cosa........

giovedì 3 aprile 2014

Shale gas, due studi: “Con il fracking al massimo due anni di abbondanza”

1 aprile 2014 da Il Fatto Quotidiano

Nonostante tutta la propaganda di petrolieri, investitori, banche e politici lo shale gas non sarà la soluzione di nessuno dei nostri problemi energetici o occupazionali.
E questo non lo dice l’ultimo arrivato, ma due studi eseguiti dal Post Carbon Institute e dall’ Energy Policy Forum in cui si analizzano circa 65 mila pozzi da fracking e il ruolo delle speculazioni di Wall Street nel promuovere lo shale gas. Questi studi colpiscono a picconate il mito secondo il quale gli Usa diventeranno “energeticamente indipendenti” grazie allo shale gas. Gli autori dei report sono J. David Hughes, geologo, che per ben 32 anni ha lavorato per l’industria del petrolio e del gas (e quindi sa quel di cui parla) e che adesso è il presidente della Global Sustainability Research.  Assieme a lui, Deborah Rogers, analista finanziaria di Wall Street.
Dai due, due parole soltanto: bolla energetica. Ma prima un passo indietro.
In questi anni si è sentito da tutte le parti che gli Usa hanno questa abbondanza di shale gas, che finalmente si svezzeranno dal Medio Oriente, che è una questione di sicurezza nazionale fare fracking. In tutto questo, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha dato una grossa mano. Ad esempio, nell’edizione 2013 del suo World Energy Outlook, spara con ottimismo che le risorse di “petrolio recuperabili” continuano a crescere di pari passo con i progressi tecnologici, appunto fracking e trivellazione di pozzi orizzontali.
Obama stesso, nel discorso alla nazione dopo l’inaugrazione del 2012 annunciò trionfante che il fracking avrebbe portato a circa 600 mila posti di lavoro e che “abbiamo riserve di gas che dureranno per 100 anni e la mia amministrazione farà di tutto per sviluppare questa fonte energetica in modo sicuro“.
L’Iea prevede che nel 2035 si useranno circa 100 milioni di barili di petrolio e gas al giorno.  Oggi ne usiamo 85. Ma niente paura: abbiamo 2670 miliardi di barili di petrolio convenzionale e gas naturale, 345 miliardi di barili di tight oil leggero, 1880 miliardi di barili di bitume e petrolio extra-pesante e 1070 miliardi di barili di kerogen oil. Un sacco di numeri e il paradiso petrolifero per tutti!
Ora tutte queste cose di cui si parla sono per la maggior parte idrocarburi non convenzionali, e cioè idrocarburi difficili da tirare fuori, più inquinanti di quelli convenzionali – bitume, petrolio da spremere dalle rocce, terreno da fratturare, alte temperature e solventi per separare il petrolio dal resto.
E’ pura distruzione.
Ma grazie alla creatività e alla tecnologia Usa – un paese che risolve ogni problema – non ci saranno problemi: diventeranno il maggior produttore mondiale, saranno addirittura esportatori di gas e di petrolio e in qualche modo  il tutto sarà fatto in “sicurezza”! Un paradiso ancora più paradiso di prima.
Entrata in scena di Hughes e Rogers.
I due analizzano scientificamente e con dettaglio circa 65 mila pozzi di fracking da gas e da petrolio situati in 31 giacimenti e concludono che invece di un secolo di energia a basso costo e prosperità economica, il fracking darà… al massimo dieci anni di abbondanza! Dicono:
1. Il boom del tight oil e shale gas è stato ampiamente sovrastimato dagli operatori e dagli speculatori.  Le riserve di shale gas sono state sovrastimate dai vari operatori da un minimo del 100 per cento fino al 400-500 per cento. Cioè hanno sparato numeri a casaccio.
2. Wall Street ha giocato un ruolo chiave dietro le quinte nella promozione del boom del fracking attraverso fusioni e acquisizioni societarie, replicando un modello simile a quello già visto con il boom immobiliare e che ha portato alla crisi finanziaria recente.
3. Giacimenti da sfruttare con il fracking e che sono altamente produttivi sono quasi un miraggio.  Basta pensare che l’80 per cento di tutta la produzione di queste fonti non convenzionali viene solo da cinque giacimenti di gas e due di petrolio. Addirittura le aree più produttive sono delle piccole macchie all’interno di questi giacimenti. I due principali giacimenti di shale oil negli Usa sono il Bakken Shale fra North Dakota e Montana e l’Eagle Ford in Texas, dove ci sono riserve per circa 5 miliardi di barili – 10 mesi di fabbisogno nazionale USA.
4. I pozzi di tight sono in declino e sono poco efficenti, proprio come i pozzi di estrazione di shale gas. Il declino medio per pozzo va dal 77 all’89 per cento nel corso dei primi tre anni dalla trivellazione. Cioè se prima tiri fuori 100, dopo tre anni tiri fuori 25 se è troppo. Se si guarda ai giacimenti interi, dove il numero di pozzi può aumentare nel tempo, il declino è compreso tra il 28 ed il 47 per cento all’anno.
5. Visto che ciò che si estrae da ciascun pozzo diminuisce rapidamente, tutto quello che si può fare è di aumentare spasmodicamente il tasso di trivellazione. Ogni anno vengono trivellati circa 7 mila nuovi pozzi di shale gas a un costo di 42 miliardi di dollari semplicemente per cercare di mantenere una produzione costante. Spesso sono pozzi secondari, più difficili da trivellare o da cui estrarre idrocarburi, per cui si stima che con il passare del tempo ne verranno costruiti sempre di più, sempre meno redditizi, e con costi saranno sempre più alti.
E come risponde Wall Street a tutto questo?
Con poca voglia di promuovere ulteriori investimenti, progetti di oleodotti e di gasdotti abbandonati. La panacea pare essere l’esportazione. E infatti il prezzo del gas negli Usa è molto minore che negli altri paesi e si pensa che esportando il gas ci saranno maggiori introiti.
Deborah Rogers continua cosi: “Il dibattito sul fracking in Usa è sempre stato costantemente incentrato sulla capacità di creare nuovi posti di lavoro e benefici economici, con rischi molto limitati sui possibili impatti sull’ambiente e sulla salute pubblica. Ma i dati non mentono: in tutte le regioni in cui c’è stato lo sfruttamento dei giacimenti di shale gas l’equilibrio economico è dimostrato essere stato molto elusivo, mentre il degrado ambientale ed i costi secondari indotti sono stati reali”.
Cioè progresso duraturo niente, devastazione ambientale vera.
p.s.
ricordate il post di ieri, vero (in questo blog c'è sempre una ragione per le cose, a prima vista, astruse scritte)? Bene se leggete questo articolo della D'Orsogna nella prospettiva proposta ieri..... emerge una verità realmente problematica che dovrebbe far porre domande ai cittadini del pianeta a qualunque latitudine perchè non è possibile che ogni volta venditore, peraltro ricchissimi, di puro fumo.. diventino credibili

mercoledì 20 marzo 2013

ma di cosa fracking stiamo parlando?

Cos'è il fracking? Da wikipedia (a proposito se non volete far chiudere l'unica, e ultima, enciclopedia del sapere open source e free donate, donate, donate): "è lo sfruttamento della pressione di un fluido, in genere acqua, per creare e poi propagare una frattura in uno strato roccioso ...... fratturazione, detta in inglese frack job (o frac job), viene eseguita dopo una trivellazione entro una formazione di roccia contenente idrocarburi, per aumentarne la permeabilità al fine di migliorare la produzione del petrolio o dello shale gas contenuti nel giacimento e incrementarne il tasso di recupero" insomma é l'ultima frontiera nell'estrazione del petrolio: sappiamo che le riserve stanno finendo e stanno cercando modi di estrarlo anche da dove fino a pochi decenni fa era antieconomico farlo (non solo ma stanno studiando anche il modo per estrarlo dal bitume dei pozzi considerati esauriti), illudendosi di raggiungere da un lato una sorta di autonomia energetica (liberandosi dalla dipendenza dagli arabi e si vede da come obama presta attenzione nella sua visita in israele al problema dei problemi ossia uno stato palestinese.... attenzione che é pari a zero) dall'altro allontanare il momento dello shock che vedrà tutti noi aprire gli occhi perché ci ritroveremo ad andare a .. cavallo o a piedi se non si riesce a sfruttare le energie alternative o, come sosteneva Rifkin, l'idrogeno (quest'ultimo ancora "antieconomico"). Il problema é che usando questa tecnica di ricerca, scavo ed estrazione se fatti su zone potenzialmente sismche... possono creare problemi: ad esempio in questo blog ----> (no all'italia petrolizzata) <------- ad="" atirare="" attenzione="" attivit="" blog="" cerca="" che="" ci="" da="" dal="" di="" dove="" esempio="" in="" l="" mappa="" p="" pare="" perch="" pericolosit="" questa="" qui="" sempre="" si="" sia="" siano="" stata="" stati="" suindicato="" sulla="" tale="" tempo="" terremoti.....="" una="">
c'è una mappa delle scosse sismiche avvenute nei luoghi dove si è usata la tecnica del fracking (prego notare la la vicinanaza fra le scosse e le attività estrattive) siano aumentati i terremoti. E lo stesso, lo trovate sempre sul blog suindicato, sta avvendo in olanda e, si dice, in italia..... dove le recenti scosse in emilia si pensa siano dovute ad attività di fracking che pare abbia risvegliato una sistema di faglie finora rimaste relativamente ferme: insomma se fossero vere queste connessioni la responsabilità sarebbe di questa ecnica estrattiva troppo invasiva fatte per giunta in zone sismiche.. e l'italia è tutta sismica.
Come al solito siamo sulla frontiera fra l'accertato (quanto afferma il blog che é tenuto da persone che sono del ramo) e l'inesplicabile (le affannose spiegazioni della compagnie petrolifere ... ricordate che ad esempio per anni ci hanno detto che le microonde dei cellulari non facevano male, mentre invece é esattamente vero il contrario).
Non siamo al complotto demopluto .... ma siamo al solito discorso degli affari e dei profitti da fare a spese delle popolazioni per dare alle stesse la possibilità di tirare avanti guidando le auto a combustibili fossili.
Personalmente credo che ancora non sia stato affrontato a livello scientifico un tal problema e quindi ci sono ottime possibilità che sia vera la perplessità dei blogger a proposito di questa, dice, innovativa tecnica... noi però abbiamo scarsissima coscienza ambientale e quindi chi pensa di fare profitto anche a nostro scapito diciamo che ... ci sfugge: tranne poi accertare che, guarda caso, dove ci son state attività estrattive con questa tecnica ci sono anche state scosse telluriche..... che coincidenza, vero?

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