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mercoledì 25 gennaio 2012

sotto choc.....

A una domanda di una giornalista sulla inedita alleanza politica venutasi a creare in Parlamento (in realtà fratelli coltelli perché vi sono costretti se non vogliono dover ammettere di essere incapaci di metter su una, che sia una, politica economica e non) Monti si è detto sotto choc.. ce lo vedete? Personalmente mi son sentito preso un pò in giro da tale affermazione perché ironicamente Monti ha messo, non so se volontariamente o meno, il dito sulla piaga perché mentre:
mezz'italia è ferma per le proteste dei tir;
i forconi siciliani non accennano a tornare nelle aie;
proprio sotto il Parlamento i pescatori animatamente protestano perché sentono i colpi delle manovre di questo e dei governi precedenti (tutti fallimentari);
i posti di lavoro continuano a perdersi come una emorragia inarrestabile;
le riforme disegnate all'esordio vengono fatte e mezzo rimangiate confermando l'idea della gracilità del Governo di fronte ai poteri forti;
in parlamento si discute dello svuotacarceri senza pensare a una seria politica carceraria e tantomeno di riforma della giustizia tant'è che il PD-L ingoia tutti i diktat del suo clone pdl... ivi compresi gli odg;
i sindacati fanno finta di non vedere che nella discussione con la Fornero quello che é uscito dalla porta é rientrato surrettiziamente dalla finestra con l'adozione del ciclo di vita lavorativo ossia all'entrata nel mondo del lavoro le cosiddette "garanzie" sono attenuate, poi diventano piene quando si è nel pieno della vita del lavorativo e ritornano attenuate verso la fine comportando un taglio netto dello stipendio e soprattutto della, ormai di là da venire, pensione che essendo contributiva cala in linea di principio ma cala anche di più se, a fronte di surrettizzi tagli di stipendio a fine ciclo lavorativo, il lavoratore viene spostato verso funzioni meno remunerative........ ma ci sono le elezioni per le RSU e i sindacati, tutti, prima di calarsi le braghe tirano in lungo sul punto e se ne riparla dopo..... in modo che i lavoratori possono illudersi di vitare per i loro rappresentanti!!!
non si sente tantomeno parlare di abolizione delle dimissioni in bianco né della reintroduzione del reato di falso in bilancio;
non si vede nemmeno all'orizzonte la separazione fra rete e gestore di servizi (telecom ad esempio continua a detenere la rete; le ferrovie idem, ecc. ecc.).
e lui si dice "choccato" dalla alleanza inedita in Parlamento? Diceva Antonio de Curtiis in arte Totò "ma mi faccia il piacere......"

sabato 15 dicembre 2007

Per i Tir un natale da 30 mln di euro

La fine della serrata dei Tir ha significato misure di "sostegno e aiuto" pari a 30 mln di euri messi già in finanziaria e approvati a tambur battente: a scapito di università, ricerca, e fondi al sud. Insomma con il classico giroconto contabile a pagare sono già chi si trova messo male e non chi riceve onori e prebende (per esempio si sarebbe potuto tagliare i finanziamenti a enti di ricerca privati o i finanziamenti alle imprese che tanto non reinvestono e pensano solo al loro profitto) senza dar nulla in cambio. Particolarmente amara è la sforbiciata a ricerca e università, già tanto deperite, quasi asfittiche, dagli anni precedenti che si troveranno sempre più in difficoltà nelle formazione delle future generazioni sia nel finanziare ricerca pura. Ancora una volta si è dato per scontato il certo (ossia la pace sociale di un piccola, superata dallo sviluppo, corporazione) del breve termine al meno certo della formazione delle future generazioni e della ricerca: tanto sono "solo" i figli nostri (mica loro) a pagarne le conseguenze dirette e indirette di una minore capacità competitiva con i coetanei degli altri paesi. Si potrebbe quasi dire nulla di nuovo sotto il sole ma non è così: in realtà quello cui stiamo rinunciando è molto importante dato che investe il futuro non della elitè ma dela società nel suo complesso e che ha molto a che fare con la democrazia e la cultura base di essa cui i nostri esponenti politici stanno volutamente dando delle picconate in nome di un elitismo che potrebbe portare un giorno al ricrearsi di una netta divisione sociale (peraltro preconizzata da studiosi come Rifkin) fra chi può comprarsi cultura, democrazia ecc e chi invece ne è fuori che rimane formalmente libero ma nei fatti è poco più che uno schiavo: c'è solo da sperare che la "storia delle brioches" si ripeta e il ciclo riparta per una nuova stagione di libertà!

mercoledì 12 dicembre 2007

Trattativa saltata sciopero ad oltranza: la precettazione? non serve....

Continua ad oltranza lo sciopero dei TIR, nonostante le precettazioni, bloccando tutte le attività del paese: dai rifornimenti per l'alimentare alla benzina. Si parla di sciopero corporativo e selvaggio ma in realtà si stanno scontando gli errori cinquantennali della politica la quale anzichè spingere per una sana alternativa fra trasporto su rotaia e su gomma, depresse la prima e spinse la seconda per una questione di pura e semplice opportunità politica. E' vero che si stavano costruendo quelle che allora sembravano grandi arterie di comunicazione ma nessuno si fece sfiorare dall'idea che in questo modo si sarebbero create delle nicchie di potere corporativo di cui oggi vediamo le conseguenze. Infatti come NON mi sento di condannare lo sciopero di questa categoria così comprendo quella dei lavoratori dipendenti che, in maniera diversa, spingono per aumenti visto che non ce la fanno ad arrivare a fine mese: meno comprendo quella dei tasisti che per anni sono stati poco meno che una categoria protetta. E' un lavoro duro quello del camionista soprattutto se si è sotto padroncino (perchè questo sciopero non è tanto dei dipendenti quanto di chi li gestisce che spera in questo modo di avere benefici dal Governo e difficilmente darà parte dei stessi benefici ai suoi dipendenti) perchè non ci sono orari né leggi che tengano: avanti e indietro per il continente è l'unica regola. Non mi meraviglierei se terminata "questa" protesta dei padroncini (che spesso stanno a casa e fanno scioperare i dipendenti) scoppiasse quella dei veri lavoratori del trasporto e lì non ci sono mezzi che tengano visto che sono loro a rischiare maggiormente sulle strade e a vedere minori benefici che i vari accordi stipulati danno a chi li governa, e sono loro ad avere sulle spalle l'economia del paese ma sono anche l'anello debole della filiera del trasporto sulla quale pesano i costi maggiori sia dello sciopero che della deplorazione della pubblica opinione. Qui la classe politica dovrebbe interrogarsi su come è costruito questo mondo e su quali prospettive di aprono per l'economia nazionale se una singola categoria riesce a bloccare una intera nazione e soprattutto quello che maggiormente serve è una politica dei trasporti che pur valorizando questa nicchia ne metta in risalto le potenzialità ma anche ne definisca maggiormente gli ambiti di lavoro e limiti lo strapotere di chi ha in mano le chiavi, realmente, dei TIR. Un'ultima cosa: tipicamente tutta italiana. La politica italiana, pavida con i forti, che fa? A destra si appoggia la cosiddetta lotta e la si sostiene, forti del fatto che esponenti della categoria, sono stati esponenti anche autorevoli dei precedenti governi, quello che manca è una netta presa di posizione dall'altra parte dove si tentenna fra un moderato fastidio e un silenzio politico assordante fatto solo di repse di posizione di facciata. Stona il Governo che pur condannando lo sciopero nelle sue forme non riesce a trovare l'accordo: ma questo governo nel suo programma per la ricerca della felicità non aveva come cardine base la concertazione? O vale solo per i dipendenti?

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