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mercoledì 25 marzo 2020

Top manager e politici Usa hanno venduto azioni prima dello scoppio della pandemia

Fonte: W.S.I. 24 Marzo 2020, di Alessandra Caparello
Cosa hanno in comune Jeff Bezos di Amazon, Laurence Fink di BlackRock e il senatore USA Richard Burr? Ebbene, si scopre che, insieme ad altri, prima dello scoppio della pandemia dal nuovo coronavirus che ha mandato in cortocircuito i mercati di mezzo mondo, hanno venduto grosse quantità di azioni evitando così grosse perdite.
Massiccia vendita di azioni a febbraio: da Jeff Bezos e altri top manager…Un’analisi del WSJ, basata su oltre 4.000 registrazioni regolamentari relative alle vendite di azioni tra il 1° febbraio e il 19 marzo da parte di dirigenti di società quotate negli Stati Uniti, ha rivelato come i top manager delle società  hanno venduto un controvalore di circa 9,2 miliardi di dollari in azioni delle proprie società tra l’inizio di febbraio e la fine della scorsa settimana
Qualche nome? Primo fra tutti mister Amazon, Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo che ha ceduto un totale di 3,4 miliardi di dollari in azioni nella prima settimana di febbraio, poco prima che il mercato azionario raggiungesse il picco massimo, evitando così perdite di valore potenziali per circa 317 milioni di dollari.  A seguire Laurence Fink, Ceo di BlackRock Inc., che ha venduto 25 milioni di dollari in azioni della sua società il 14 febbraio, prevenendo perdite potenziali di oltre 9,3 milioni di dollari e Lance Uggla, Ceo di IHS Markit Ltd., che ha venduto 47 milioni di dollari delle sue azioni.
Certo per dover di cronaca c’è da dire che non vi è alcun indizio che i manager abbiano venduto azioni sulla base di informazioni interne ma la quantità di azioni vendute da dirigenti e funzionari di società quotate negli Stati Uniti è aumentata di circa un terzo rispetto ai periodi comparabili dei due anni precedenti, secondo l’analisi delle registrazioni regolamentari e dei dati di S&P Global Market Intelligence.
… ai politici USAMa non solo nei board delle grosse compagnie, anche la politica si è mossa. Mentre a inizio febbraio gli americani erano tutti presi a capire come sarebbe andato a finire l’impeachment del presidente Donald Trump, il senatore Richard M. Burr, repubblicano della Carolina del Nord, nonché presidente del Comitato di intelligence, aveva già messo gli occhi su una nuova inquietante minaccia: il coronavirus.
Così, riporta il NY Times, la mattina del 4 febbraio, Burr ha riunito i membri del comitato a Capitol Hill per ascoltare per la prima volta dai funzionari dei servizi segreti come le potenze straniere stavano rispondendo a ciò che l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva dichiarato giorni prima un’emergenza sanitaria globale.
E mentre la Casa Bianca stava minimizzando le minacce del virus, i funzionari dei servizi segreti hanno dipinto chiaramente un primo quadro delle implicazioni geopolitiche dell’epidemia di coronavirus. Il giorno dopo, il 13 febbraio, Burr ha venduto 33 diverse partecipazioni azionarie, per un valore complessivo fino a 1,7 milioni di dollari, liquidando una grossa quota del suo portafoglio. Insieme a lui anche altri quattro senatori, oltre a circa due dozzine di legislatori della Camera, hanno venduto alcune delle loro partecipazioni finanziarie nello stesso periodo.
Sia Burr che gli altri senatori si sono difesi affermando di  non aver fatto nulla di male e di non aver agito sulla base di informazioni non disponibili al pubblico.
Ma la vendita delle azioni ha innescato una tempesta politica di fuoco sia da destra che da sinistra, e sono fin da subito emerse richieste di dimissioni di Burr, che da un giorno all’altro si è trovato a lottare per evitare di diventare il simbolo di un’élite finanziariamente avvantaggiata. Da qui il senatore ha chiesto alla Commissione etica del Senato di esaminare le sue vendite nel tentativo di riabilitare il suo nome. Gli altri quattro senatori – Dianne Feinstein, Democratico della California, James M. Inhofe, Repubblicano dell’Oklahoma, Kelly Loeffler, Repubblicano della Georgia, e David Perdue, Repubblicano della Georgia – hanno ciascuno respinto qualsiasi suggerimento di aver avuto un ruolo nella vendita delle azioni, dicendo che i loro portafogli sono gestiti da altri e che forse non erano nemmeno a conoscenza della vendita dei titoli.

mercoledì 12 giugno 2019

Enrico Berlinguer, la sconfitta di un uomo perbene

Fonte: Il Fatto Quotidiano Politica | 7 Giugno 2019 

Sassari 25 maggio 1922, Padova 11 giugno 1984: l’arco temporale in cui si è svolta la parabola terrena di Enrico Berlinguer, grande capo dell’Eurocomunismo e icona di una politica a sinistra che ancora non aveva smarrito il proprio alto senso civile. La biografia di un predestinato, come ricordava l’abituale sarcasmo di Giancarlo Pajetta: “giovanissimo si iscrisse al Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano”.
Nel 1972 viene eletto leader nazionale di un partito che, tra i due “pezzi da novanta” di destra e sinistra interne (il liberal-stalinista Giorgio Amendola e il Pietro Ingrao attratto dal movimentismo), opta per una scelta “centrista”; incarnata al meglio da questo 50enne cultore degli aspetti più rassicuranti dell’ortodossia e dal profilo un po’ grigio del perfetto funzionario gradito alle masse dei militanti.
Eppure il prudente neo-segretario imprimerà un’accelerazione alla linea politica del Pci già l’anno seguente la sua nomina, varando la strategia detta del “Compromesso storico”: una grande alleanza tra le masse popolari cattoliche e comuniste per lottare contro i rischi di involuzioni autoritarie e superare la conventio che dal 1948 escludeva il suo partito dalle possibili alleanze di governo (anche se nelle regioni centrali italiane i comunisti erano stabilmente alla guida delle istituzioni, mentre pratiche consociative vigevano nelle commissioni parlamentari già dagli anni 50). Lanciata con una serie di articoli su Rinascita, la nuova linea affermava esplicitamente di rispondere alle evoluzioni del quadro internazionale; dove faceva da battistrada di quello che sarebbe stato l’ordine reazionario in arrivo, incarnato dal duo Ronald Reagan-Margaret Thatcher, il colpo di stato in Cile, avvenuto l’11 settembre 1973: l’assassinio del presidente legittimo Salvator Allende e l’instaurazione della dittatura del generale fellone Augusto Pinochet.
Eppure, anche nel nuovo scenario era possibile individuare il persistente filo di continuità con la tradizione togliattiana, egemone nella cultura comunista italiana: si governa solo in condominio con i cattolici, garanti degli equilibri sanciti nella spartizione delle sfere di influenza mondiali a Jalta; va respinta ogni velleità radicaloide di perseguire alternative democratiche alla Dc. Scelta indubbiamente coerente con narrazioni e lasciti culturali vigenti in via delle Botteghe Oscure e dintorni. Ma priva di quel respiro necessario per un effettivo rinnovamento della politica nazionale, che iniziava a mostrare forme di incanaglimento in un quadro bloccato: quanto veniva descritto da politologi anticonformisti come “bipartitismo imperfetto”. Che l’onesto ma scolastico Berlinguer stentava a scorgere, anche perché influenzato da un entourage in cui prevalevano i cattocomunisti di Franco Rodano e il loro ecumenismo estraneo a un’idea di democrazia come regolazione competitiva della lotta politica; a partire dal suo segretario personale Antonio Tatò.
Resta il fatto – sconfortante per la sinistra laica-azionista – di una strategia difensiva quando il fronte progressista conosceva la propria massima avanzata elettorale. Difatti i marpioni democristiani incassano i dividendi di questa apertura al buio per uscire dall’impasse e poi liquidano lo scomodo partner varando il Caf, acronimo dell’alleanza tra i campioni del cinismo furbesco – Bettino Craxi, Giulio Andreotti e Arnaldo Forlani – nell’ultima stagione spartitoria di Prima Repubblica; il saccheggio del pubblico denaro all’origine di quanto diventerà il deficit strutturale dei conti pubblici.
Messo in un angolo da tali volponi, Berlinguer reagirà lanciando la nuova parola d’ordine della “Questione morale”, invisa a un personale politico in via di farsi casta e ormai dedito spudoratamente al carrierismo. Compresi strati dello stesso Pci.
Il 28 aprile 1981, intervistato da Eugenio Scalfari, denuncia “l’occupazione dello Stato da parte di ladri, corrotti e concussi”. Ma ormai è solo una voce testimoniale, uno sconfitto dalla nuova politica rampante che seduce folle crescenti di accaparratori: la futura Italia berlusconiana. Battaglia solitaria che si conclude tragicamente il 7 giugno 1984: colpito da ictus durante un appassionato comizio elettorale a Padova, muore quattro giorni dopo. Con lui si estingue la stirpe dei politici per bene, i Sandro Pertini, gli Alcide De Gasperi. Poco dopo arriverà Tangentopoli con l’indagine di Mani Pulite.
Politica | 7 Giugno 2019

mercoledì 22 ottobre 2014

Perché gli USA possiedono un brevetto sull’Ebola?

UN PO' DI SANO COMPLOTTISMO, non guasta mai..
Il Centro statunitense per il Controllo delle Malattie (CDC) possiede un brevetto su un particolare ceppo di Ebola conosciuto come “EboBun.” E’ il brevetto numero CA2741523A1
ed è stato pubblicato nel 2010 come potete vedere qui nella sezione brevetti di Google. (1)
Le applicazioni del brevetto sono chiaramente descritte nel brevetto tra cui:
Il governo degli Stati Uniti d’America come rappresentato dal Segretario, dal Dipartimento di Salute e Servizi Umani, dal Centro per il Controllo delle Malattie.
La sintesi del brevetto dice: “L’invenzione fornisce i visus Ebola umano isolati (hEbola) denotati come Bundibugyo (EboBun) depositati presso il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, Atlanta, Georgia, Stati Uniti d’America) il 26 novembre, 2007 e concesso un numero di accesso 200706291. ”
E prosegue affermando: “La presente invenzione si basa sull’isolamento e l’identificazione di una nuova specie di virus Ebola umana, EboBun. EboBun è stato isolato da pazienti affetti da febbre emorragica in una recente epidemia in Uganda.”
Vale la pena notare, tra l’altro, che EboBun non è la stessa variante attualmente creduta essere in circolazione in Africa occidentale. Chiaramente, il CDC ha bisogno di espandere il suo portafoglio di brevetti per includere più ceppi, e che può benissimo essere il motivo per cui le vittime americane di Ebola sono state portati negli Stati Uniti in primo luogo. Puoi saperne di più qui sotto e decidi per te …
Raccolta dell’Ebola dalle vittime per depositare brevetti
Dalla descrizione del brevetto sul virus EboBun, sappiamo che il governo degli Stati Uniti:
1) Estrae i virus Ebola dai pazienti.
2) Sostiene di aver “inventato” quel virus.
3) Deposita il brevetto per proteggere il suo monopolio sul virus.
Per capire perché questo sta accadendo, bisogna prima capire che cosa un brevetto è realmente e perché esiste. Un brevetto è un monopolio imposto dal governo che viene concesso esclusivamente a persone o organizzazioni. Esso consente esclusivamente alla persona o all’organizzazione di trarre profitto dalla “invenzione” e vieta ad altri la possibilità di sfruttare l’invenzione per il proprio profitto.
Questo porta in primo piano la questione ovvia: Perché il governo degli Stati Uniti pretende di aver “inventato” Ebola e poi rivendicare un monopolio esclusivamente sulla sua proprietà?
Nessuna ragione medica per portare Ebola negli Stati Uniti 
Questo brevetto potrebbe aiutare a spiegare perché le vittime di Ebola sono state trasportate negli Stati Uniti e messe sotto l’autorità medica del CDC. Questi pazienti stanno portando beni di proprietà intellettuale di valore sotto forma di varianti Ebola, e il Centers for Disease Control desidera chiaramente espandere il suo portafoglio di brevetti grazie alla raccolta, lo studio e potenzialmente brevettare nuovi ceppi o varianti.
Dr. Bob Arnot, uno specialista in malattie infettive che ha trascorso tempo sul campo nelle nazioni in via di sviluppo per salvare vite umane, ha recentemente detto al giudice Jeanine, “Non c’è alcuna ragione medica per portarli qui, soprattutto quando si vede quanto bene il dottor Bradley era.” (2)
Vi è, tuttavia, un motivo completamente diverso sul portare i pazienti di Ebola in America: esso può essere sfruttato per esperimenti medici, raccolta di armi biologiche e poi rivendicarne la proprietà intellettuale.
Sicuramente, le autorità mediche della Emory University e la CDC stanno lavorando duramente per salvare la vita dei pazienti che sono stati trasportati negli Stati Uniti, ma stanno anche perseguendo qualcos’altro allo stesso tempo: un ordine del giorno di isolare, identificare e brevettare malattie infettive per motivi che possiamo solo immaginare.
Miliardi di dollari
Miliardi di dollari di profitto sono in gioco in tutto questo. Negli ultimi 3 mesi le azioni di Tekmira, la compagnia che sta cercando di sviluppare il vaccino, sono salite oltre il 110%. Altre compagnie farmaceutiche stanno ottenendo enormi profitti partecipando alla creazione del vaccino. (3)
Il Dr. Cyril Broderick accusa pubblicamente gli USA di aver diffuso l’Ebola
Il più importante quotidiano liberiano, il Daily Obserber, ha pubblicato un articolo firmato dal Dr. Cyril Broderick, professore di patologia vegetale molto stimato a Monrovia, che ipotizza, argomentando con cura, che EBOLA e AIDS sarebbero stati CREATI IN LABORATORIO DAGLI USA, precisamente “armi biologiche da testare sugli africani, per ridurre la popolazione”. (4)
Popolazione mondiale sotto i 500 milioni?
Il luogo dove è stato depositato il brevetto, la Georgia (USA), è lo stesso in cui è stato costruito, non si sa con certezza da chi, un completto megalitico, chiamato Georgia Guidestones. Su otto delle superfici maggiori è inciso un messaggio composto da dieci “regole”, o consigli, in otto lingue moderne, una per ogni superficie. Il primo comandamento dice: “Mantieni l’Umanità sotto 500.000.000 in perenne equilibrio con la natura.” La struttura è stata più volte oggetto di polemiche in quanto vi sarebbero iscritti i principi sui quali si fonderebbe il Nuovo ordine mondiale.(5)
Fonti per questo articolo includono:








 http://www.dionidream.com/perche-gli-usa-possiedono-brevetto-sullebola/

martedì 7 gennaio 2014

liberalizzare si liberalizzare no: il classico falso problema..

Allora che si fa? Non foss'altro perchè la "bestia (o il male)", meglio nota come Stato, ha bisogno di linfa, leggi soldi freschi (visto che si sono dissanguati per salvare banche e far fronte alla speculaizone messa su dalle stesse), non ci sarebbe discussione e invece .... ovunque le droghe leggere vengono in qualche modo legalizzate: non contano vincoli morali nè altro. E' un giro di affari stramiliardario e gli stati vogliono metterci le mani: espertoni che fino a ieri si scorticavano le corde vocali per dirci che è un cancro sociale ed è immorale solo pensare di legalizzarla........ ora invece l'ordine di scuderia è cambiato, servono soldi, e gli stessi, più o meno, dicono l'esatto contrario; anche in italia, nessun dubbio.
Cosa ne penso? E' un argomento scottante e va preso con le molle senza e senza preconcetti; soprattutto va tenuto presente una cosa:
  1. per le mafie sarebbe un colpo durissimo, una perdita economica netta di miliardi di euro che forse potrebbe spingerla ad emergere dalla illegalità perchè perderebbe clienti e i profitti sarebbero ristrettissimi. Uno Stato che avesse il coraggio di legalizzare le droghe leggere e la loro vendita e regimentare dal punto di vista sanitario quelle pesanti toglierebbe molto dell'aurea di trasgressione che tante persone vedono in queste sostanze; come tante altre persone, per reggere i ritmi di questa folle società, ne fanno uso per stare al passo perderebbero la patina di benpensantismo perchè per potersela procurare dovrebebro ... andare all'asl zonale per acquistarla quindi davanti a tutti, con tutto quello che ne consegue.
  2. i soldi: gli stati ne incamererebbero tantissimi, sarebbe lo stesso se fosse legalizzata ufficialmente anche la prostituzione, e rispamierebbero altrettanti soldi in cure e repressione del fenomeno, finora illegale, spostando risorse impiegate in questo campo nella lotta a quel che rimarrebbe del grande traffico della droga e, soprattutto, nella lotta alle nuove droghe... queste si davvero pericolose per i danni che fanno al cervello: pensate c'è una di queste che vi rende zombie.. proprio così.. è talmente potente che finito l'effetto questo siete: ne hanno fatto le spese dei poliziotti della folrida che sono stati morsi, proprio così, da tossicodipendenti di questa singolare droga.
  3. per la società, bè sarebe un sollievo non acquistare la solita sòla dal pusher di turno e si potrebbe anche evitare di incorrere in sanzioni amministrative e penali..
.. un paradiso? No, per nulla.... sarebbe solo prendere atto, cinicamente, che la società ha fallito miseramente nel combattere il fenomeno reprimendolo; è il fallimento è visibile soprattutto in tempi come questi di crisi enon solo economica ma anche morale, etica, ecc. troppo spesso dietro il traffico illegale di droga ci sono interessi non solo mafiosi ma anche "grigi" (un esempio? E' quasi acclarato che in Afghanistan era stato quasi debellata dai talebani la produzione di papavero da oppio.. arrivati i liberatori tutto come prima) e "chiari" laddove troppi personaggi pubblici hanno interesse che ci sia l'economia della paura per spaventare quei polli che li votano.... tutto ciò spiega il boom delle droghe; una volta legalizzate e distribuite tutto ciò finisce? Certamente no, ma un piccolo passo avanti può rappresentarlo..

sabato 21 dicembre 2013

Contratto sessuale, la Casta tocca il fondo

di Antonello Caporale | 20 dicembre 2013

Non c’è più incredulità, ed è questo che alla fine fa più paura. La vicenda dell’assessore regionale abruzzese (del Pdl) che impone alla segretaria una prestazione sessuale settimanale come elemento accessorio della retribuzione ci conduce nello sconforto, ma quasi non ci stupisce. Siamo davanti alla disperata certezza di non aver toccato ancora il fondo, che anzi il fondo non esiste e non c’è più un limite al contegno pubblico, una misura massima persino nella depravazione. Siamo in presenza di un vero e proprio codice del crimine (l’assessore è stato arrestato per tangenti) ed esiste purtroppo anche una alterazione psicologica del comportamento pubblico che insieme è scempio dell’etica e testimone della idea anarcoide che si è fatta strada.
Non c’è crisi economica che tenga. O elettore, partito, giudice a cui rendere conto. Ciascuno tira la carretta come può e arraffa come sa. Perché siamo giunti a questo punto? Aver prodotto cinque livelli concorrenti e sovrapposti di governo (Europa, governo centrale, Regioni, Province, Comuni) e una serie interminabile di enti collaterali, ha procurato a migliaia di cialtroni (temiamo siano la maggioranza) l’opportunità di avere accesso – grazie alla politica – a una postazione di comando. E non è certo un caso che l’orrido si annidi dove il bancomat pubblico è più ricco e disponibile.
Le Regioni sono oramai un florilegio di mostri viventi. Qui siamo al livello di devianza compulsiva, quotidiana, di dettaglio. Il presidente del Piemonte Cota acquista le mutande verdi, gli emiliani si dirigono sulla Nutella, i laziali alla Fiorito si abbuffano, tra le altre ruberie, di quintali di fettuccine. E poi, riassunto delle puntate precedenti: il ricevimento per le nozze della figliola, i regalini per mogli e fidanzate, le auto e le case. Tribù da sfamare. Una cloaca. Non è un caso che il debito pubblico sia raddoppiato da quando le Regioni hanno preso vita. Davanti a questa storia oramai distintamente criminale, il Parlamento non ha impegnato una sola giornata del suo tempo a interrogarsi se magari non sia più utile e giusto ripulire questi luoghi della vergogna e dello spreco (ora anche della violenza fisica) e restituire un minimo di onore alla classe dirigente e un po ’ di speranza al Paese.
p.s.
dopo questo nuovo enorme passo sul percorso evolutivo dell'umanità .....
vi AUGURO UN BUON NATALE E BUONE FESTE a tutti questo blog chiude baracca
e burattini fino al 6/1/2014.

lunedì 25 novembre 2013

Jp Morgan, onori a Buckingham Palace. Così la finanza dimentica la crisi

di Loretta Napoleoni | 24 novembre 2013
dal Fatto quotidiano
L’ostentazione della ricchezza è lo sport preferito dalla classe dei super-ricchi e privilegiati del villaggio globale, quella piccolissima percentuale della popolazione mondiale che vede la sua posizione di vantaggio rispetto a quella di tutti gli altri legittimata dal vecchio idolo: il denaro.
Giambattista Vico non si meraviglierebbe di questo fenomeno, tutto è già successo nel passato, fa parte della ruota della storia; quello che però Vico non poteva prevedere  è l’acuirsi delle diseguaglianze nelle moderne democrazie a seguito della schizofrenia del sistema politico sociale definito democrazia. Schizofrenia perché la democrazia dovrebbe essere il governo della maggioranza ed invece è degenerata nella gestione della cosa pubblica e della vita delle masse da parte delle élite, ma nessuno si ribella né viene punito per le ingiustizie commesse o perpetuate.
L’ultimo esempio di questo disturbo mentale ci arriva dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti, baluardi del potere del Parlamento, il primo, e della democrazia, il secondo. Il 30 ottobre la JpMorgan, ai tempi ancora sotto inchiesta per aver frodato milioni di onesti risparmiatori americani con i mutui subprime, ha organizzato un evento memorabile a Buckingham Palace, avete letto bene, Buckingham Palace, meglio noto come la residenza della Regina d’Inghilterra.
Alla cena hanno partecipato 100 rappresentanti del mondo degli affari e della politica mondiale. C’era Tony Blair, che presiede il Consiglio dei consulenti della JpMorgan (il cui governo ha fabbricato prove false per giustificare l’invasione dell’Iraq), Ratan Tata, l’industriale indiano che ha acquistato grossi pacchetti immobiliari a Londra e così via. I fortunati invitati si sono goduti uno spettacolo privato organizzato dalla Royal Philarmonica Orchestra e dal Royal Ballet, proprio come ai tempi di Enrico VIII, musica, balletti, cibi prelibati e vini d’annata. La Regina non era presente, ma  a fare gli onori di casa c’era suo figlio Prince Andrew. Nessuno sa quanto ha pagato la JpMorgan, né a chi ha pagato, ma sicuramente non è si è trattato di un evento di beneficenza.
Poche settimane dopo la JpMorgan patteggiava con il governo e le autorità monetarie americane la questione dei mutui subprime ed accettava di pagare subito 4 miliardi di dollari (su un totale di circa 13 miliardi) agli sfortunati mortali rimasti impigliati nel suo grande imbroglio immobiliare.
Dei 4 miliardi di dollari, circa 1,5 andrà a pagare la differenza tra il valore attuale e quello passato delle abitazioni mutuate; 500 milioni andranno a ristrutturare i pagamenti mensili, e cioè li ridurranno. Gli altri 2 miliardi di dollari serviranno a compensare chi vive nelle aree più colpite dalla bolla immobiliare ed a demolire le case abbandonate. I poveretti che le hanno lasciate perché non potevano più pagarle rimarranno a bocca asciutta. Ma lo scopo della ristrutturazione non è aiutare i mutuatati ma le banche che hanno in portafoglio beni tossici. La JpMorgan, infatti, pagherà queste ultime.
La settimana prossima si saprà come verranno allocati i rimanenti 9 miliardi di dollari e per questo gigante della finanza mondiale la tragedia dei mutui spazzatura si chiuderà definitivamente ad un prezzo accettabile. Nessuno finirà in carcere per aver distrutto famiglie intere o per aver causato una crisi epocale di cui ancora oggi ne soffriamo le conseguenze, i signori dell’alta finanza sono come i politici, al disopra della legge, una caratteristica delle oligarchie e dei regimi assolutistici ed oscurantisti di un passato che la democrazia dovrebbe aver definitivamente cancellato. Ma non è così ed il fatto che la JpMorgan sia benvenuta dietro pagamento nelle sale della monarchia britannica ce lo conferma.
La logica è semplice: nel villaggio globale dove si adora l’idolo denaro la democrazia è uno strumento di potere nelle mani di chi lo possiede, con il denaro si compra tutto: dall’ospitalità della monarchia fino al silenzio dei senza tetto.
Come si esce da questo pantano? Certamente non con la guerra tra i poveri, di tutti i tipi, inclusa quella tra economisti veri e falsi, ma con la consapevolezza e l’esempio. Battaglie contro un nemico infinitamente più potente non si vincono con le armi né con le rivoluzioni e tantomeno con i trattati d’economia, ma con la superiorità etica e morale. Gandhi, in fondo, ha preso esempio da San Francesco, oggi il villaggio globale un nuovo Francesco ce l’ha e sembra proprio intenzionato ad emulare le gesta di chi lo ha preceduto nella difesa dei diritti della collettività. Ma come tutti i grandi della storia ha bisogno del nostro aiuto.
p.s.
aggiungo solo che il livello di complessità di un sistema del genere è grande e, come dice nell'articolo, potente davvero: ma è un gigante con i piedi d'argilla, debolissimi che può prosperare solo perchè i "comuni" sono (come sosteneva Lippman, consigliere della moglie di Roosvelt): "passivi", deboli, divisi, impauriti nel perdere quel poco che gli lasciano e, soprattutto, convinti di far bene perchè "quel" potere potente non è facilmente identificabile o meglio è impersonale e lontano...... anche se si sa che politici e sindacalisti sono elettivi chi li regge davvero non sono i cittadini ma una rete interconnessa e fitta che va da chi controlla i media alle istituzioni finanziarie; dai mercati ai grandi interessi delle aziende multinazionali.. un moloch che spinge per le proprie caratteristiche impersonali la gente a sentirsi frustrata da un lato e passiva e impaurita dall'altra persa nel giogo poliotico mediatico che gli promette un improbabile mondo semi perfetto e, nel classico gioco delle tre carte, nello stesso momento gli leva l'orizzonte anzi gli orizzonti...... e nel caso dovessero sbucar fuori movimenti sociali o si fanno assorbire, leggi lega, o s'innesca un gioco al massacro nel quale il primo obiettivo è gettar discredito (in questo aiutati dalle titaniche cazzate, detto da Andrea Scanzi a proposito di alcune uscite del M5S) l'altro e disarcionare le fila di cittadini e iscritti dalle loro certezze mentre nel frattempo la politica tradizionale fa quadrato (mentre continua al proprio interno a farsi le guerricciole per le briciole) e li isola con tanti saluti all'interesse generale e al bene comune
dice nulla quanto sopra? O meglio: ricorda nulla?

venerdì 15 novembre 2013

Ride bene ... chi ride, per, ultimo...

Sia chiaro che in questo paese si è innocente fino a sentenza definitiva; e fino ad allora si deve sempre dare il beneficio del dubbio.
Sia, anche, chiaro però che esiste un altro livello, quello politico e dell'opportunità, che non investe il penale, che ragiona in maniera diversa e che pone domande cui la propria coscienza e non unn giudice può rispondere
..... chiediamo a gran voce la dimissioni del Ministro Cancellieri. Ma ci si chiede anche se sia opportuno che anche un Governatore e/o un Sindaco si debbano dimettere per pure ragioni di opportunità ed etiche.... e non solo dalla carica istituzionale che ricoprono.
Perchè? Eccolo....

... e qui invece si sa già che "il ministero farà un sopralluogo ma non ci saranno sorprese"

senza A.I.A. salta ... un ministro e si sposta un referendum e due morti di tumore sono mink....

e si finanzia una fondazione.....

.. capito tutto?
Io:
  1. capisco anche che forse non ha riso sui morti ma sulla situazione venutasi a creare fra il dirigente ilva e il giornalista;
  2. dobbiamo anche capire che non ci sono più bandiere nè destra, nè sinistra, nè fiom, nè industriali ma solo un unico sistema di potere integrato in cui in pubblico ognuno ha un suo ruolo distinto ma in privato ..... è ben altra cosa;
  3. dobbiamo, infine, capire che non esiste un confine ben definito come nelle teorie in cui ancora qualcuno crede... la realtà è diversa, molto diversa a volte è perfidamente contorta: amici che non sono tali e nemici che possono essere utili senza per doverseli sposare...
    Cari signori della sinistra a noi cittadini, tarantini e non, ci dovete non "una" spiegazione ma "la" spiegazione che cancelli i tanti dubbi, per usare un eufemismo, che sono sorti quando il coperchio del sistema è saltato grazie all'indagine della magistratura e alla tenacia di qualche dirigente con i gioielli di famiglia quadrati che ha fatto muro.
Questo vale non solo per la questione "pugliese" ma anche per quella campana perchè sì si può anch'essere assolti prescritti ma dal punto di vista etico e morale è tutta un altra storia: perchè se la giustizia degli uomini, basata su leggi che gli uomini fanno e disfanno anche per proprio tornaconto e nei cui dettagli altri uomini si possono infilare trovandon beneficio, se la suindicata giustizia può non trovare colpevoli  ..... persone sono morte o moriranno di malattie, di illegalità e di chissà cos'altro e lo Stato alla fine di tutto si trova a fare un altro passo indietro in regioni che di Stato ne hanno visto ben poco fin dall'unità d'italia dove non c'è stata adesione ma conquista "piemontese" e dove per anni si è stati colonie e non parte integrante del nascituro paese.... il danno, non solo ambientale, è enorme e forse un gesto sia pur simbolico e inutile potrebbe aiutare almeno a iniziare a cicatrizzare le ferite e a placare gli animi ... e non solo dei vivi.
Iimputo a questi che fanno discorsoni a sinistra (ma quale sinistra, me lo chiedo sempre perchè sinistra è una parola importante per poter essere usata a cuor leggero), sull'ecologia, sul diverso paese che vogliono costruire, sui piani industriali della quale ilva è un pezzo importante, non lo disconosco, (ma è anche un perno di quel "sistema" dove lo stato ci mette soldi per spingere un privato a comprare un azienda che forse non vuole dandogli tutto, proprio tutto... anche la salute dei cittadini e non solo degli operai) per una città in crisi di un paese fallito: volete capire che siamo stanchi di bugie, doppiezze, tripli salti mortali carpiati, connivenze ecc.? E siamo anche stanchi di dover scoprire, grazie alla magistratura, che anche voi dietro le quinte non siete per nulla diversi dagli altri, anzi ne siete parte integrante e che l'unica vera vostra preoccupazione non è l'economia, nè la salute, nè il lavoro nè ...... ma solo l'immagine: quel dar la sensazione del "fare" qualcosa che conta più dei fatti veri, delle malattie vere, ecc. perchè se ilva fosse stata risanata non a forza di leggine salvakiappe ma di regole serie e certe oggi non avremmo malattie, tumori, connivenze e tutto il resto che emerge da questi brandelli di conversazioni intercettate che m'impongono di fare flebo di maalox per non farmi salire agli occhi oltreche le nausee ma anche il vomito!!!!
Dimettetevi. Affrontate il vostro giudice naturale e battetevi in aula: se innocenti riavrete la stima degli italiani, e la mia, sarete puliti e candeggiati..ma dimettetevi ora perchè avrete dato un bell'esempio di moralità e rigore morale e politico... una cosa rara, molto rara oggi come ben sapete dato che non siete proprio nuovi alla politica, vero? Se altri al posto vostro non lo farebbero è un problema loro e della loro coscienza ma se siete "altro" allora la strada, a priori, non può che essere una.....
p.s.
non mi pare per nulla propizio ma serve a poco querelare un giornale..... non serve ed è un inutile esercizio di politica giudiziaria.
Come sempre si fa per dire...
Buon week end

giovedì 18 luglio 2013

e, a proposito di dignità, una domanda: ma cosa avevano promesso i partiti?

Mentre il Capo dello Stato monita dice che il Governo non può essere ostaggio nè dei problemi (più o meno giudiziari) del "singolo" nè dell'affaire kazako, una vera vergogna per un paese che ad ogni piè sospinto ricorda a tutti di essere democratico e liberale.... a parole, i reggitori dello stesso governo ne approfittano:
  1. con eroico blitz notturno i partiti, SEL compresa, stabiliscono che i sindaci che sono stati eletti (immagino anche quelli che sono nel governo) ... continuano a essere "compatibili"..... ossia nel decreto del "fare (.... cosa e a chi mi chiedo dato che dovrebbe essere un decreto economico che nulla a che fare con i privilegi dei politici, in teoria mentre in pratica, con la giustificazione di contenere la spesa pubblica, consente ai sindaci di restare dove sono in parlamento)" viene inserita da deputati del pd, del pdl e di sel una norma che sostiene: che l’incompatibilità scatterà solo con le prossime elezioni comunali, tutto qui (il resto lo trovate qui nel link).. non male vero?
  2. gli stessi partiti, forse lo ricordate, avevano promesso di tagliare i soldi e tanto altro, ma soprattutto i soldi: volete sapere com'è andata a finire? Se li tengono, punto e basta.... tranne M5S gli altri si tengono tutto, proprio tutto: a partire dalla prima tranche di 95 mln di euro... questo è il link
insomma non hanno nemmeno la faccia di trovare qualche giustificazione: consci come sono che il sistema si regge grazie a loro e che l'europa così com'è stata costruita si regge sul fatto che paesi come l'italia, pur fondamentali, devono restare in secondo piano nel ruolo che gli è stato assegnato di conprimario e terra di conquista, ha bisogno di "questi" partiti, con annessi sindacati e simili, che tengono buoni il popolo bue italiota tenendolo sempre sull'orlo di una crisi, anche di nervi, in conseguenza della quale hanno altro cui pensare..... ecco perchè possono fare anche queste cose: sanno che non hanno alternative e quindi se ne fanno una ragione con la spoliazione delle nostre risorse, naturalmente per il nostro bene....
lo spiega benissimo il Prof Zagrebelsky in questa intervista pubblicata dal Fatto che qui vi riporto come testimonianza... buona lettura

“F35, giustizia e Kazakistan È l’umiliazione dello Stato” (Silvia Truzzi).Il costituzionalista  Gustavo Zagrebelsky.

Siccome i “maltrattamenti” alla Carta continuano, ci tocca disturbare di nuovo – a poche settimane dall’ultima volta – Gustavo Zagrebelsky.

Professore, negli ultimi tempi abbiamo assistito a numerosi episodi di natura politica e costituzionale che hanno suscitato discussioni e polemiche. Lei che ne pensa?

Prima che dagli episodi, iniziamo da un dubbio, da un interrogativo di portata generale, di cui vorremmo non si dovesse parlare. E, invece, dobbiamo.  

Cosa intende?

Una cosa angosciante. Si tratta solo di singoli episodi, oppure di manifestazioni di qualcosa di più profondo, che non riusciamo a vedere e definire con chiarezza, ma avvertiamo come incombente e minaccioso? Qualcosa in cui quelli che altrimenti sarebbero appunto solo episodi isolati, assumono un significato comune. Li dobbiamo trattare isolatamente o come sintomi d’un generale e pericoloso malessere?

Dica lei.

Guardi: può darsi ch’io pecchi in pessimismo. Mi sembra che sulla vita politica, nel nostro Paese, in questo momento, gravi un “non detto” che spiegherebbe molte cose. Si fa finta di vivere nella normalità della vita democratica, ma non è così. È come se una rete invisibile avvolgesse le istituzioni politiche fossilizzandole; imponesse agli attori politici azioni e omissioni altrimenti assurdi e inspiegabili; mirasse a impedire che qualunque cosa nuova avvenga. Questa è stasi, situazione pericolosa. Se qualche episodio, anche grave o gravissimo, sfugge alla rete, l’imperativo è sopire, normalizzare. Ciò che accade sulla scena politica sembra una messinscena. Ci si agita per nulla concludere. Ma la democrazia, così, muore. Lo spettacolo cui assistiamo sembra un gioco delle parti, oltretutto di livello infimo. Il numero degli appassionati sta diminuendo velocemente. L’umore è sempre più cupo. Bastava guardare i volti e udire il tono di alcuni che hanno preso la parola nel dibattito sulla vicenda della “rendition” kazaka. Sembravano tanti “cavalieri dalla trista figura”. Non si respirava il “fresco profumo della libertà”, di cui ha scritto ieri Barbara Spinelli. Né v’era traccia di quella “felicità” che è l’humus della democrazia, di cui abbiamo ragionato Ezio Mauro e io, in contrasto con l’atmosfera stagnante dei regimi del sospetto, dell’intrigo, della libertà negata.

Si riferisce alla maggioranza modello “larghe intese”?

Innanzitutto: è una maggioranza contro natura; contraria alle promesse elettorali e quindi democraticamente illegittima, anche se legale; che pretende di fare cose per le quali non ha ricevuto alcun mandato. Ricorderà che è stata formata pensando a poche e chiare misure da prendere insieme: governo “di scopo” (come se possa esistere un governo senza scopi!), “di servizio” (come se ci possa essere un governo per i fatti suoi!) e, poi, “di necessità”. Ora, sembra un governo marmorizzato il cui scopo necessario sia durare, irretito in un gioco più grande di lui. La riforma elettorale, bando alle ciance, non si fa, perché in fondo, oltre che essere nell’interesse di molti, nel frattempo, con l’attuale, non si può tornare a votare. Perfino l’abnorme procedimento di revisione della Costituzione è stato pensato a questo scopo, come si ammette anche da diversi “saggi” che pur si sono lasciati coinvolgere. E, in attesa che la si cambi, la si viola.

Così arriviamo agli episodi. Il caso F-35?

Incominciamo da qui. Il Parlamento è stato esautorato quando il Consiglio supremo di difesa ha scritto che i “provvedimenti tecnici e le decisioni operative, per loro natura, rientrano tra le responsabilità costituzionali dell’esecutivo”, sottintendendo: “responsabilità esclusive”. Chissà chi sono i consulenti giuridici che hanno avallato queste affermazioni, che svuotano i compiti del Parlamento in materia di sicurezza e politica estera? Un regresso di due secoli, a quando tali questioni erano prerogativa regia. Del resto, lei sa che cosa è questo Consiglio? Qualcuno si è ricordato che la sua natura è stata definita nel 1988 da una relazione della Commissione presieduta da un grande giurista, Livio Paladin, istituita dal presidente Cossiga per fare chiarezza su un organo ambiguo (ministri, generali, presidente della Repubblica)? Fu chiarito allora che si tratta di un organo di consulenza e informazione del presidente, senza poteri di direttiva. D’altra parte, chi stabilisce se certi provvedimenti e certe decisioni sono solo tecniche e operative, e non hanno carattere politico? I sistemi d’arma, l’uso di certi mezzi o di altri non sono questioni politiche? Chi decide? Il Parlamento, in un regime parlamentare. Forse che si sia entrati in un altro regime?

L’affaire kazako è una “brutta figura internazionale” o una violazione dei diritti umani?

Una cosa e l’altra. Ma non solo: è l’umiliazione dello Stato. Ammettiamo che nessun ministro ne sapesse qualcosa. Sarebbe per questo meno grave? Lo sarebbe perfino di più. Vorrebbe dire che le istituzioni non controllano quello che accade nel retrobottega e che il nostro Paese è terreno di scorribande di apparati dello Stato collusi con altri apparati, come già avvenuto nel caso simile di Abu Omar, rapito dai “servizi” americani con la collaborazione di quelli italiani e trasportato in Egitto: un caso in cui s’è fatta valere pesantemente la “ragion di Stato”. Non basta, in questi casi, la responsabilità dei funzionari. L’art. 95 della Carta dice che i ministri, ciascuno personalmente, portano la responsabilità degli atti dei loro dicasteri. Se, sotto di loro, si formano gruppi che agiscono in segreto, per conto loro o in combutta con poteri estranei o stranieri, il ministro non risponderà penalmente di quello che gli passa sotto il naso senza che se ne accorga. Ma politicamente ne è pienamente responsabile. Troppo comodo il “non sapevo”. Chi ci governa, per prima cosa, “deve sapere”. Se no, dove va a finire la nostra sovranità? Chi, dovendola difendere, in questa circostanza, non l’ha difesa?

Che dire del blocco del Parlamento decretato per protesta contro l’Autorità giudiziaria?

Che, anche questa, come la manifestazione di decine di parlamentari scalpitanti dentro e fuori il Tribunale di Milano, è una vicenda inconcepibile. Altrettanto inconcepibile è che l’una e l’altra non siano state oggetto di puntuale e precisa condanna. Anche qui: ammettiamo per carità di Patria che l’una sia stata una normale sospensione tecnica e l’altra una visita guidata a un palazzo pubblico. Non basta, però, averli “derubricati”, per poter dire che non è successo nulla. La questione è che non s’è detto autorevolmente che l’intento e i mezzi immaginati sono, sempre e comunque, inammissibili perché contro lo Stato di diritto.

C’è una logica che spiega i singoli episodi?

Potrei sbagliare, ma a me pare che su tutto domini la difesa dello status quo e del governo che lo garantisce. In stato di necessità, si passa sopra a tutto il resto. L’impressione, poi, è che in quella rete invisibile di connivenze, di cui parlavo all’inizio, si finisca per attribuire a un partito e al suo leader un plusvalore che non corrisponde al loro consenso elettorale e alla rappresentanza in Parlamento. Come se toccarne gli interessi possa determinare una catastrofe generale. Sembra che tutti siano utili, ma qualcuno sia necessario e, per questo, si debbano tollerare da lui cose che, altrimenti, sarebbero intollerabili.

Così si è corrivi nei confronti di una parte politica, anche se c’è di mezzo la Costituzione. A chi spetta difenderla?

In democrazia, a tutti i cittadini, che nella Costituzione si riconoscono. Poi, a chi occupa posti nelle istituzioni, subordinatamente a un giuramento di fedeltà. Infine, salendo più su, a colui che ricopre il ruolo comprensivamente detto di “garante della Costituzione”, il presidente della Repubblica.

Da Il Fatto Quotidiano del 18/07/2013.
p.s.
nulla da aggiungere se non che le parole che usa il il prof. sono rivolte a noi.. quei pavidi e opportunisti che si autodefiniscono "cittadini italiani"...

giovedì 1 settembre 2011

Guardare il mondo da una bottiglia.....

E' una citazione quella del titolo del post non é mia, non sono così intelligente da inventare citazioni, l'ho tratta dalla raccolta di saggi di P. K. Dick (un vero genio che sapeva guardare molto oltre il proprio tempo il trend evolutivo della società), pag 30, intitolato "Se vi pare che questo mondo sia brutto" Universale Economica Feltrinelli, ad hoc e non ho ghost writer che mi correggono gli scritti e mi dicano anche cosa pensare....... Ma perché questa criptica citazione? A che pro fare sfoggio di cultura in un momento che proprio la cultura vale pochissimo, anzi con essa non si mangia? Perché riflettevo sul fatto che mi sono dimenticato di parlare di cloni: di cloni politici in particolare. Ho dedicato troppo spazio al nulla rappresentato dal pdl e ho tralasciato l'altro nulla suo pari: il pdmenoelle. L'unico partito nella storia italiana che non facendo assolutamente nulla rischia di vincere le prossime elezioni, e anche bene se il sondaggio di Piepoli fatto per "affari italiani" è veritiero; rischia di vincere anche bene con oltre il 5% di distacco dal suo originale che oggi è maggioranza. E' un vero miracolo: sono bloccati; fermi; non riescono nemmeno a decidere se mangiare tutti insieme o ognuno per conto suo o a coppie ma per singola inerzia propria e incapacità avversaria rischiano di vincere a mani basse. Come mai? Son bravi loro? Hanno un progetto alternativo affascinante a tal punto da potersi permettere di aspettare che le masse vadano a loro? Sono diversi in qualche modo dagli altri? Macché anzi sono cloni; non sanno nemmeno avere una linea unica e ognuno va per conto suo: quello che li salva è che son troppo grossi per sparire e troppo disuguali per appiattirsi semplicemente agli altri. E se dovesse andar male alle elezioni? Nessun problema: essendo il più grosso partito, si fa per dire, dell'opposizione hanno una rendita di posizione che, finché son votati, condiziona sia le scelte dei loro alleati sia la società civile sottostante nonostante il non trascurabile particolare che da chi sa tenere gli occhi aperti davvero son più visti come "condivisori" dello stesso quadro sociale e politico, di stampo liberista, del pdl che come "socialdemocratici" di stampo europeo al punto da farli definire "berlusconiani di sinistra"?....... da gente acquistereste un auto usata? Io no.... Nel loro programma c'era:

  1. l'abolizione delle Province e quando l'IdV ha presentato alla votazione, finalmente, proprio questo ..... si sono astenuti;
  2. Il testamento biologico, e gli argomenti connessi, ha visto il pdmenoelle "passivo" dato che molti suoi parlamentari votare a favore;
  3. i referendum? prima li hanno ignorati, poi li hanno quasi ostacolati e infine appoggiati quando era chiaro che avrebbero vinto a man bassa rubando opportunisticamente la scena a chi quella vittoria se l'era guadagnata con il sudore della propria fronte nel più capillare lavoro della storia repubblicana ... la rete e la società civile (senza nascondere il fatto che a proposito dell'acqua pubblica NULLA E' CAMBIATO!!!) ..... ricordate la frase "negli ultimi anni il quorum non è mai scattato"? Secondo voi chi l'ha detta?
  4. In questo, come in altri blog, c'è la locandina per il referendum per l'abrogazione della porcata.... c'avete fatto caso? Sapete chi ha detto la frase "il Pd(menoelle) le leggi le cambia in Parlamento"? Siamo alle solite il pdmenoelle il vizietto oligarchico non se lo toglie ancora ....... ;
  5. Nella questione Fiat secondo voi che fa il pdmenoelle? Appoggia marchionnemente Marchionne.... abbandonando gli operai (antico serbatoio di voti) per abbracciare la voce del padrone ...... salvo tacere quando il bluff marchionniano si scopre perché in realtà la fiat in mano non ha nulla e tira solo a campare nell'attesa che altri gli facciano il favore di fare un passo falso salvandogli la faccia........ la Fiom aveva ragione nel dirlo e Cisl, Uil, Confindustria, pdmenoelle NO;
  6. questione morale .......... basta leggere in rete e i giornali e ci arrivate da soli;
  7. i nuovi "emergenti (De Magistris, Zedda, Pisapia, ecc.) osteggiati fortemente mentre vincono a man bassa? Come mai preferiscono perdere anziché aprire le porte alle nuove leve che crescono dalle spinte sociali? E come mai osteggiano le primarie (nonostante siano previste dal loro Statuto)?
  8. E come mai osteggiano i Vendola (per fare un nome nemmeno nuovo) e cercano sempre o il governissimo con chi ci sta o il centro del terzo polo?

Questi sono solo alcuni delle migliaia di motivi per non votarli; eppure i sondaggi dicono il contrario.... io una idea me la son fatta: guardiamo il mondo da una bottiglia (ecco il motivo della immodesta citazione) .... e il tappo per impedirci di uscire ce l'hanno messo loro, la casta ... sia che si chiami pdmenoelle, pdl, terzo polo o simile. Non è necessario avere un Q.I. superiore a 80 per capire quale visione distorta si ha nel guardare il mondo che ci circonda da una bottiglia nella quale siamo rinchiusi, vero? Cosa aspettiamo a farlo saltare quel tappo? Chi ce lo impedisce? Qui dentro l'aria é sempre più irrespirabile, siamo in tanti qui dentro, e se perfino l'amato capo dice "presto se ne andrà da questo paese di merda (parole sue) ......" un motivo ci sarà, o no? E' chiaro che se dovesse accadere non credo che mi dispiaccia per nulla: se poi si portasse con sé altri "amiconi" suoi, anche di quelli che chiama lui stesso "sinistra" sarebbe meglio, no? Da fargli ponti d'oro!!!!!

mercoledì 27 aprile 2011

... e intanto il biotestamento .....

...... mentre ammette candidamente di aver preso in giro il diritto di esprimere il popolo impedendogli, per ora poi si vedrà con Cassazione e Corte Costituzionale, di esprimersi, essendo bambini immaturi e quindi emozionalmente instabili e non volendo ammettere che dietro l'insistenza sull'evitare i referendum sull'acqua, sul nucleare ci sono nell'ordine contratti da onorare, impegni presi con squaloni nostrani e timori che passi l'altro sul legittimo impedimento ecc., in Parlamento si lavora alacremente sul ..... non sulla crisi economica; non sulla necessità di creare occasioni di lavoro come dovrebbe fare uno Stato che ha da affrontare la disoccupazione e nemmeno agire sul fronte estero dove la perdita di credibilità continua: niente di tutto questo. In Parlamento si discute, complici UdC e catto(comunisti) democratici, del biotestamento: in sordina però sennò la gente se ne accorge. Come accadrà? L'UdC chiederà l'inversione dell'ordine del giorno e il biotestamento passerà esattamente come l'hanno pensato oltretevere: tutti contenti tranne chi si trova nelle condizioni di essere oggetto dello scontro ossia i malati terminali e i loro parenti i quali se vogliono seguire la strada ipocrita fatta da molti potranno sempre trovare il "modo" di far trapassare il terminale in altro modo o altrove; quindi, dopo il turismo neonatale ci sarà quello del terminale che non ne può più di vivere una vita fatta di sofferenza e lento declino tenuti in vita a tutti i costi da macchinari che gli danno una vita che tale non è perché non più libera né, a volte, cosciente ..... le elezioni sono prossime quindi questo segnale al mondo cattolico integralista andava dato nel momento giusto. Dopo i compravenduti che vedranno pagata la cambiale ora tocca a questo settore sociale, in una sequenza che tiene il conto dei voti potenziali da raccattare ma non dell'interesse dei cittadini che come sempre accade nel nostro paese troveranno il modo di arrabattarsi a modo proprio: d'altronde l'arte di arrangiarsi l'abbiamo inventata noi, perché se dovessimo aspettare lo Stato........

mercoledì 6 aprile 2011

ma non era infernet?

Parlerò di un argomento interessante dal punto di vista intellettuale ma con poco ascolto in un paese come il nostro dove l'ignoranza e la interessata bonomia dilaga a vista d'occhio; una volta tanto parliamo di rete e di comunicazione; anzi ne parlo e tralascio il solito post su berlusca o sul circo politico attuale e passato: visto che stanno pensando al bavaglio per la rete e visto che la rete l'amato capo la vede come nemica e solo come mezzo ulteriore da aggiungere al proprio mazzo di mezzi di comunicazione credo che ogni tanto parlarne non faccia male: é chiaro che si deve evitare di stare a guardarsi l'ombellico ma ignorare il pericolo e nascondere la grande potenzialità che la rete offre, finché é libera, dandolo per sempre scontato, quindi eterno, che rimarrà sempre così com'é, é il modo migliore per farla naufragare, soprattutto in un paese a democrazia dalle gambe malferme e dalla libertà limitata quale siamo diventati; soprattutto quando a metteer gli occhi sulla rete non é il potere politico ma un altro potere che ha memoria millenaria e forza economica e politica, ma pure di suggestione, enormi. Quindi cari colleghi e amici la scelta é fra: se non vi interessa passare, guardare, pensare che sia solo un brutto sogno (che maroni, com'é lungo, noioso ecc.) contare fino a tre e allontanarsi da questo, malefico, blog per risvegliarsi nel proprio felice mondo ...... quindi iniziate a contare 3 ..... 2 ..... 1 ..... ciaooooo oppure, se interessati, fermarvi e sorbirvi il post e, magari, commentarlo una volta svegliati dal torpore perché non sarò né breve né "facile" da leggere.... ho pur preso una laurea in scienze politiche con una tesi su "internet e poltica" e ora la metto a frutto, per una volta almeno voglio parlare tecnico e dotto; l'argomento mi alletta!!!! Inoltre dovrebbe allettare anche voi perché in rete sta sbarcando una forza millenaria e potente e una sfida, democratica, ci si pone davanti.. ecco il mio punto di vista. AUGURI CHI SI FERMA E BUON SONNO PER CHI VA OLTRE!!!!!! Come sappiamo ogni novità la Chiesa non la vede di buon occhio; la Rete (d'altronde non era la sola, la politica fa orgogliosamente il paio ancora oggi... particolarmente in italia anche perché più della metà dei politici nostrani guarda il pc solo per cercare .... lasciamo stare) non fa eccezione: tant'é che la definizione "infernet" non é nuova e la coniò proprio un prete. Ma, anche perché le vocazioni sono in crollo totale, da qualche tempo hanno compreso che dev'essere la montagna a muoversi e non aspettare che "i bambini vengano a me" perché rischiano di restare in pochi, pochissimi senza ricambio. Ecco dunque che, già a partire dal precedente pontenfice, stanno cercando di penetrare nel mondo giovanile, come? Discoteche, punti di ritrovo, e ....... la rete e/o internet. Sfruttando proprio quei mezzi di socializzazione che gli sono propri: forum, social network, blog, community, tutto fa brodo e tutto serve alla "causa". Ultimo di una lunga serie é l'articolo (leggetelo prima di leggere questo post, così siete freschi e ancora riposati) uscito su "La civiltà cattolica", settimanale dei gesuiti (gente in gamba i gesuiti ne ho conosciuti un paio e mi hanno ... dire sorpreso é dir poco), nel quaderno 3858 del 19 marzo 2011 (pagg 536 - 549), hanno pubblicato un articolo a firma di Antonio Spadaro dal titolo " etica hacker e visione cristiana". Quando mi é capitato sotto mano ho fatto un salto dalla sedia: mi son detto che avevo le traveggola, ma come gli hacker sono i cattivi per eccellenza, gli anarchici, i violentatori del copyright, ecc. ecc. insomma il peggio del peggio e la Gerarchia d'Oltretevere li beatifica? Avendo ben presente che nulla é scritto su questa rivista se non approvato dalla segreteria vaticana, cosa c'é sotto? Direbbe Di Pietro: che c'azzecca la visione cristiana con l'etica hacker (diavolo e acqua santa notoriamente non vanno d'accordo)? C'azzecca eccome, almeno nel nuovo corso delle gerarchie, c'azzecca eccome dato che in primis rendono omaggio agli hacker dandone una definizione corretta e distinguendoli dai cracker (distinzione reale ma poco nota) che sono i veri cattivacci della rete. Poi passa ad esaminare quelli che sono i "comandamenti" hacker per eccellenza (l'articolo li prende da un saggio di Stephen Levy, ma si possono tranquillamente trovare in rete magari con altra dicitura anche se il significato intrinseco non cambia): l'accesso ai computer dev'essere illimitato e totale e, aggiungo io, libero; dare sempre la priorità al handson (verificare di persona la fonte o la news o se il tal dato é reale e non una bufala); tette le informazioni devono essere libere; sfiduciare l'autorità: promuovere il decentramento; gli hacker devono essere giudicati dal loro hacking; é possibile creare arte e bellezza su un pc; i computer possono, non devono né lo fanno da soli, cambiare la tua vita in meglio. Passa poi a esaminare la caratteristica principale dell'hacker: il gioco e il divertimento come mezzo attraverso cui conosce ed esplora gli anfratti; il vero hacker però non fa danni ma lascia tracce di sé e rende pubblici i risultati (e spesso i governi s'inkazzano, wikileaks docet): l'obiettivo però non é la violazione ma la conoscenza, la sfida intellettuale e la voglia di trasparenza che, soprattutto negli stati democratici, dovrebbe essere il faro dell'autorità cui i cittadini guardano con fiducia: se ci sono segreti qualcosa non va (wikileaks....). Alla fine di un dotto excursus storico-politico-sociale nel quale si cercano le similitudini fra etica cristiana e etica hacker (un percorso affascinante che vi consiglio di seguire se vi capita sotto mano l'articolo, perché ce ne sono, eccome se ce ne sono ma naturalmente non dovrebbe meravigliare se, dal punto di vista teorico, ogni etica ha dei principi comuni e di base che sono universali e acclarati e non valgono solo nel raffronto fra etica cristiana e quella hacker ma valgono per qualunque aspetto dell'etica in generale, cosa questa che oggi in italia é molto, ma molto, passata in terzo piano nemmeno in secondo...) arriva al punto: ok, cari hacker, vi abbiamo sdoganato; abbiamo detto che avete dei sani principi e dei sani valori (alcuni hacker, storici e non, sono credenti ferventi); abbiamo riconosciuto i limiti della nostra precedente speculazione dando a Cesare quello che é di Cesare; abbiamo anche capito che i vostri "passaggi" sono frutto di una ricerca speculativa, spesso personale, mirante a portare la luce laddove qualcuno vuole tenere tutto al buio e per farlo voi correte dei rischi disvelando misteri celati (spesso maldestramente) e abbiamo anche capito che lo fate perché lo ritenete un gioco e una sfida ma il movente é sempre la conoscenza nella condivisione fra individui visti orizzontalmente e non gerarchicamente preordinati. Abbiamo capito il messaggio però ci sono delle cose che vanno stabilite: anche se la visione democratica orizzontale non é una cattiva idea c'é un limite, ossia che dovete riconoscere che non si può disconoscere "l'insegnamento del padre verso il figlio" nel senso cristiano del termine (e già qui qualcuno può cominciare a storcere il naso perché se é vero che un padre dev'essere modello per il figlio e indacargli "una" via ciò non significa che il padre sia infallibile e quello che dice sia oro colato, un dubbio ci dev'essere e se uno é hacker la domanda gli sorgerebbe spontanea sapendo benissimo che la risposta é quantomeno problematica se non impossibile da dare se non si accettano i dogmi base che sono proprio quelli della infallibilità e della verità rivelata e assoluta); non si può nemmeno disconoscere il "dono", in quanto esseri umani, che hanno ricevuto e di cui non possono disporre perché é si un dono ma di quelli che non si possono rifiutare e quindi, a di là dei vari modelli proposti, ci si deve fare i conti quando sarà il momento perché non é tutto riducibile solo a connessioni, mediazioni incarnate, collaborazioni orizzontali, condivisioni, in una parola a una logica che può essere anche anonima, su base individuale e impersonale, perché il "dono" di cui sopra non é gratuito ma frutto di amore, sofferenza, peccato originale ecc. ecc.: "l'ordine di conoscenza della Rivelazione é peculiare: ad esso l'uomo non può affatto arrivare con le proprie forze. E' invece per una decisione del tutto libera che Dio si rivela e si dona all'uomo svelando il suo mistero (pag. 545 articolo succitato). Questo a proposito di etica hacker comporterebbe un dover assoggettarsi ad un etica "superiore" inconoscibile e inarrivabile: un vero hacker non accetterebbe e da bravo cercatore della conoscenza e della trasparenza comincerebbe ad arrovellarsi sul come e il perché di tutto ciò e cercherebbe di capire in cosa consista questa "superior" etica che gli sta di fronte; fosse un maniframe cercherebbe di entrarvi, ma essendo immateriale evidentemente la strada da intraprendere é un altra anche se son sicuro che l'intento sarebbe lo stesso: capire cosa ci sia dentro e, soprattutto, "chi"; per svelare l'insvelabile e far trasparire quello che trasparente non é. E' ora che si capisca che hacker non é il cupo e notturno animale chiuso nella sua stanza prono sulla tastiera del suo pc a violare chissà cosa: questa é mitologia per gli hacker mentre é relativamente reale per i cracker (i cattivi); ma l'hacker vero (soprattutto le ultime generazioni) una persona che vive immerso in community, reali e virtuali, che ha fatto della conoscenza, gnoseologicamente definita, uno stile di vita dove "l'open" è la regola e non l'eccezione dove la "source (la fonte)" é nota, condivisa, mutevole (laddove dovesse evidenziare dei difetti si periterebbe di correggerla dando notizia laddove possibile all'interessato), ma soprattutto paritaria: non eguale, sarebbe impossibile, ma paritaria. Stessa cosa per l'hacking che, quindi, non é solo un frutto di un singolo individuo ma la collaborazione di tantissime persone (spesso sparse per il pianeta e che nemmeno si conoscono) che ci mettono del proprio affinché il risultato, mai definitivo, possa dare i frutti sperati: un esempio é il vincitore del premio Humanitarian of the year creato dalla rivista Technological review del MIT per porre alla pubblica attenzione quei giovani informatici che stanno cambiando, o contribuendo a cambiare, il mondo delle tecnologie; nel 2010 l'ha vinto David Kobia un espatriato dal Kenya che ha creato il software, open source, "Ushaidi (in Swahili significa testimone)" che raccoglie (e valuta con vari criteri prima di porlo all'attenzione degli altri) segnalazioni, testimonianze, diari, report e quant'altro inviato dai cittadini rappresentandoli su una mappa interattiva affinché brogli elettorali, violenze, disastri, incendi ecc. possano essere più facilmente denunciati o posti all'attenzione di tutti, essendo evidenziati anche visivamente su essa; in tal modo i soggetti che per primi intevengono sui luoghi indicati dalla mappa sanno esattamente cosa sta accadendo e dove e possono agire per il meglio: un software geniale ma semplicissimo che si adatta sia ai paesi ad alta tecnologia sia a quelli che ne sono sprovvisti o quasi per evitare che ci siano zone "buie", adattandosi a qualunque mezzo tecnologico il soggetto abbia a disposizione (ho citato a memoria dal libro di Giovanni Ziccardi "HACKER" ed. marsilio da pag. 16 in poi). Un gioco sembra, vero? Ma un gioco che alla fine, con il contributo di tutti, da la possibilità di alleviare le pene di chi vive condizioni di disagio anche gravi: anche questa é etica hacker e hacking per attuarla. Ci sono dei punti di contatto fra le due visioni (hacker e cristiana ma anche, evidentemente, islamica, buddista, ecc. non potrebbe essere altrimenti visti i principi di base) ed é innegabile che moltissimi aspetti sono condivisibili fra le stesse, perché il riconoscimento di un ruolo al singolo come individuo e come parte di una community é già un ottimo punto di partenza per intraprendere percorsi paralleli e/o coincidenti; ma però se dialogo e condivisione dev'essere non può partire dal presupposto che siamo simili come visione ma io sono meglio perché ho la Rivelazione dalla mia e quindi sono superiore: é un errore a mio parere dato che ognuno di noi, quando crea qualcosa nel suo pc, é "creatore"; ognuno di noi ogni volta che agisce o scrive é mito e realtà insieme perché quel singolo momento, anche ripetuto migliaia di volte, rimane singolo e peculiare quindi irripetibile e nessuno si sognerebbe di mettersi a "giocare il cielo a dadi" perché sa benissimo che la terra o meglio la città terrena e non quella celeste, di là da venire ancora per i credenti, quella nella quale s'interagisce per migliorarla sapendo di non poterla mai cambiare in via definitiva perché, come qualunque software "open source", é sempre in divenire di secondo in secondo e nulla ne potrà fermare l'evoluzione sia in positivo che in negativo. Si vuole dialogare con la Rete? Ben venga. Si vogliono trovare, e ci sono, punti di contatto e di riconoscimento reciproco? Meglio ancora, salvo però che non si cerchi di colonizzare per trasformare in animali da recinto quelli che sono nati liberi e "open" e tali vogliono restare. Si vuole entrare in Rete smettendola di definirla "infernet" e smettendo di chiamare criminali gli hacker veri (che sono persone che sono sì "ribelli" per definizione - spesso sbagliando perché giustificano in nome di ideali superiori anche le peggiori nefandezze - ma non pretendono di avere una verità rivelata da propagare ma solo una realtà circostante da scoprire che, spero ne converrete, é ben altra cosa)? Bene, era ora che ci fosse un cambio di linea in una delle gambe del potere: ma che non si faccia l'errore di "pensare" la rete in termini bidimensionali e gerarchizzati perché in rete non ci sono capi né capi amati, né guru, né capicorrente, né altro; ci sono nick e persone dietro quei nick che hanno sensibilità diverse; preparazioni differenziate dalla loro storia; idee politiche ancora più diverse; visioni etiche opposte o coincidenti che tali vogliono restare ma che sono aperte al dialogo, ecc. ecc. insomma c'é libertà (vera, o meglio nel suo significato vero non svuotato e reso contenitore vuoto in cui metteri esattamente il suo opposto), democrazia (digitale e orizzontale soprattutto), spazio per tutti e quindi non ci si sta l'uno sull'altro. Nessuno si sogna di predominare nel virtuale perché il predominio é sintomo di autoritarismo e in internet sono allergici alle "missioni" e ai "missionari": la storia insegna che dietro ai missionari ci sono sempre stati i conquistadores che hanno fatto altrettanti danni con le popolazioni con le quali hanno interagito sterminandole o riducendole sull'orlo dell'estinzione (quando non riuscivano a chiuderle in un recinto riducendoli al rango di animali da cortile) in un olocausto di secoli che fa impallidire anche quello più recente di cui abbiamo ancora memoria: se ci sono questi retropensieri, no grazie. Venite pure, sarete accolti perché l'isola nella rete si perde se non ha collegamenti con la terraferma e non si ha la bussola per arrivarvi e lo skipper per portarvici.

sabato 2 aprile 2011

Barbari e non solo: cosa é meglio?

Quando un regime crollava i barbari ne approfittavano per invaderlo stanziarvisi e usurparne le riocchezze, é accaduto durante il crollo dell'impero di roma e in ogni situazione dove uno Stato crolla e non c'é una valida alternativa già pronta. Di solito il crollo non è immediato ma frutto di un lento processo, che a volte dura secoli e a volte solo anni, durante il quale un altra catetgoria di barbari ne accentua la crisi: i parassiti. Sono una genia che in tempi normali vivono nel sottobosco sociale e politico accontentandosi delle briciole ma che in tempi di crisi riescono a conquistare il post al sole e possono proliferare liberamente. E' quello che sta accadendo in questi anni nel nostro paese: ce ne sono tutti i sintomi, basta osservare senza pregiudizi. Come cittadini di una società democratica a doverci preoccupare davvero non dovrebbero essere i "barbari" che arrivano attraversando le nostre frontiere perché, da l punto di vista storico, i flussi migratori ci sono sempre stati e sempre ci saranno e fanno meno male di quanto si pensi: proprio la storia dovrebbe insegnarci che i "barbari" che premevano alle frontiere dell'impero romano (finché l'entità "impero" rimase in piedi) ne divennero i più fedeli guardiani. No quello che ci dovrebbe davvero preoccupare sono i barbari "interni": quelli che nei momenti di crisi finali si fanno avanti per spartirsi le spoglie del regime. Sono queste figuri che dobbiamo temere perché sono pericolosissimi dato che sanno benissimo che il loro destino é segnato e breve ma é nel loro interesse far durare il più al lungo possibile il declino in maniera tale da avere la possibilità di spolpare l'osso fino in fondo e, magari, paparsi anche l'osso se possibile. Il vero pericolo é proprio questo: che dopo non rimanga più nulla su cui ricostruire, nemmeno i soldi. Accadde dopo la caduta dell'impero di roma, accad oggi. E' chiaro che la storia non si ripete mai esattamente nello stesso modo; ed é altrettanto chiaro che non é affatto detto che i crollo possa essere traumatico come l'illustre precedente. Ma la sintomatologia é pericolosamente simile: parassiti al lavoro; valori etici spariti; mancanza di alernative valide che possano permettere un atterraggio morbido. Una svolta,a differenza di allora, potrebbe risiedere proprio nella massa: nessuno, nemmeno i sostenitori del regime, é così autolesionista da rovinare se stesso in nome dell'appartenenza alla squadra o al fronte politico (FLI é solo un segnale di questo cedimento) e sono convinto che i movimenti nel retropalco (Montezemolo sempre più agitato e fremente per scendere in campo) diventeranno sempre più forti perché la cosiddetta "maggioranza silenziosa (il blocco sociale che sosteneva il pentapartito e ora la destra populista)" comincia a comprendere che ora come ora non si va da nessuna parte e che l'unico obiettivo del "delegato" al governo é il salvarsi e non il garantire lo status quo e di conseguenza comincia ad erodersi anche la propria posizione economica, sociale e politica: ergo bisogna fare qualcosa e trovare un altro "delegato (Fini ha fallito, ora toccherà proprio a Montenzemolo?)" che continui a fare gli interessi di questa zona grigia della nostra società o al massimo "riformando" il meno possibile e, soprattutto, toccare il meno possibile gli interessi precostituiti. Insomma serve un altro utile servo che cambi tutto affinché non cambi nulla, assolutamente nulla. A differenza di allora, però, c'é una variante: i cittadini che di quella cosidetta maggioranza non fanno parte. Sono costoro che potrebbero creare quella frattura sociale perché ci possa essere la svolta in senso alternativo: se riescono a non farsi attirare dalle sirene dello sfascio (il tanto peggio tanto meglio, che di per sé in questa stagnazione non sarebbe un male se avesse uno sbocco positivo) possono essere determinanti nel creare le condizioni non solo per un passaggio pressoché indolore ad un altro regime ma anche fermare e far indietreggiare la crisi eliminando la parte incancrenita delimitandone l'infezione, ma esaltando quelle porzioni di tessuto istituzionale e sociale ancora sano e su esso ricostruire un diverso assetto in senso democratico. La cosa importante però é un altra (e ne parlavo più su nel post): eliminare i parassiti. Salvare il salvabile é possbile solo eliminandoli. Quindi: ben vengano le elezioni; ma occhi aperti perché una delle caratteristiche della parassitosi é che si cura solo usando "farmaci" idonei perché in caso contrario il problema é solo rimandato e non si elimina il bubbone purulento che continuerà a crescere e a fare danni. Ben vengano nuovi soggetti politici che diano alternative, ma attenzione ai falsi profeti. Ben vengano nuove regole, ma attenzione massima alla demagogia e alla retorica, sennò siamo punto e a capo. Ben vengano nuove classi dirigenti, ma attenzione alla macchina del riciclaggio perché sennò rischiamo di ritrovarci non con una nuova macchina ma solo con una pessima macchina usata che cercano di venderci per nuova. Ben venga anche la diversificazione politica, ma attenzione a chi si propone perché rischiamo di ritrovarci con cloni che sono l'una l'immagine dell'altra che per si sostengono a vicenda per non perdere i privilegi acquisiti e che, almeno in origine, servivano a farli decidere in autonomia e non a farli diventare dei parvenu alla ricerca di un approdo sicuro nel porto del primo satrapo che riescano a trovare. Ecco dunque, a mio parere, i mille rischi che corriamo nel "cambiare" l'attuale regime che da 18 anni sta distruggendo il paese; ma sono rischi che dobbiamo essere disposti a correre perché ormai le alternative non sono fra lo status quo e un cambiamento rivoluzionario ma fra la dissoluzione del paese perdendo anche quel poco di buono che ancora c'é e una ricostruzione, ancora possibile, su basi solide salvando la parte sana ancora intonsa della società (al di là di ideologie e schieramenti): il percorso ce l'abbiamo ancora, ossia quanto scrito nella Costituzione ch guardsa caso vogliono "riformare"; salvandola ci salviamo. Distruggendola non avremo scampo, quindi non avremo futuro, pensateci....... Ho scritto questo post sull'onda di quanto sta accadendo in queste settimane non solo in Parlamento ma alle nostre frontiere ed essendo scritto di getto potrà essere scollegato e non "mordente" come al solito: io sono un bloggero e non un politico, non é mio compito infiammare i cuori ma tenere desto il cervello per evitare le fregature e scegliere con freddezza chi eleggere e cosa salvare..... il resto sono altri a doverlo fare; non é mio compito né lo sarà in futuro: ci sono giovani, precari e non, che sono preaparatissimi ed é giusto che possano avere la possibilità di provarci: perché impedirglielo? Ci sono persone che hanno idee, non necessariamente nuove, che possono cambiare i termini dell'equazione senza cambiamenti estremi: perché impedirglielo? Credo che ormai siamo al punto che o diamo fiducia alle nuove leve o siamo sull'orlo di essere buttati nel cestino della storia; sta a noi scegliere!!!

giovedì 31 marzo 2011

La schivata...

Era un film bellissimo. Ma in Italia é diventata realtà: ogni volta che c'é un problema ci si la riforma, epocale, e si elimina alla fonte il problema. E' dal '94 che va avanti così: fra leggi, riforme, controriforme, ecc. nel nostro paese la "schivata" é diventata la norma principe che equivale al "tana! liberi tutti" e avanti il prossimo .... processo. Bisogna riconoscere, però, che ogni volta (a fissità del risultato finale ossia la salvezza) il copione cambia: una volta é il condono; un altra é la riforma; un alta ancora é la controriforma, ma il risultato non cambia ossia chi é sotto indagine riesce a sfangarla (e insieme al nostro tantissimi altri che vi si accodano). Naturalmente se non avesse i mezzi (economici soprattutto) e gli uomini (legioni di avvocati, politici compravenduti, personale del precedente pentapartito che non vuole andare in pensione, media - propri o controllati da terzi non conta - ecc.) il problema nnon sarebbe nemmeno sorto: é già capitato ad altri (l'imprenditore beccato con due prostitute minorenni di cui una si é anch'essa finta di essere la nipote di qualcuno o lo spacciatore che si "spacciava" anch'esso per parente di......) ma andata male, evidentemente. Per poter raggiungere un tal risultato é anche necessario crearsi uno zoccolo sociale: in un paese come il nostro é un problema? No; ci sono legioni di casalinghe (disperate o meno non é un mio problema), di evasori, di pensionati, di giovani arrivisti (...), e tant'altro che altro non chiedono se non di credere qualunque cosa gli vien detto dalla tv (é questo il medium) purché possano continuare a illudersi che sono al sicuro da tutto e tutti e possano continuare a fare il proprio comodo: la parola magica é "libertà", ma non il concetto comunemente inteso dai politologi e dai filosofi piuttosto la perversione di questa parola: se posso faccio tutto quello che mi pare; se lo fa lui/loro perché non lo posso fare anch'io e farlo come mi pare e quando mi pare? E a corroborare tal situazione ci sono anche tantissimi sacerdoti dei media che si sono fatti "parte" di questo progetto: fanno parte della squadra e sono disponibili a sostenere, magari credendoci loro stessi a forza di ripeterlo, qualunque cosa gli imbeccano e torna utile al sovrano. Te cittadino non hai scampo: o bevi o protesti ma in ogni caso fai parte del sistema perché in ogni caso sei necessario affinché chi ci guadagna sopra possa continuare a farlo impunemente. Certo il diavolo è nei dettagli: spesso pezzi dello zoccolo di sostegno si sveglia e si accorge che c'è puzza di bruciato e si allontana nell'astensione (sondaggi odierni docet, ecco perché non si va alle elezioni): é già successo e continuerà a succedere, ma il risultato non cambia né tantomeno cambia il sistema che volutamente confonde popolo con pecore e elettori con sovrano impotente e frustrato. Specchio di questa situazione: Lampedusa e la Magistratura. Lampedusa perché si é evidenziata la pochezza del ceto dirigente che per veti e ricatti ha lasciato incancrenire una situazione che in qualunque paese civile sarebbe un onta da lavare e di cui vergognarsi: e invece anzi, dopo tutto quello che é accaduto, mi pare ci sia stata il danno oltre la beffa visto che vi é stata fatta una comparsata, nemmeno delle migliori, dove é stato detto.... nulla assolutamente nulla tranne forse che proprio perché l'amato capo vi comiziava hanno pensato bene di sbolognare qualche migliaio di clandestini altrove (con annesse dimissioni di un sottosegretario e di un sindaco.... poca cosa evidentemente... come diceva qualcuno il potere val bene una messa .....) dimostrando quanto fosse strumentale la detenzione di migliaia di persone su un isola lotano da tutto e tutti. L'altro aspetto, la Magistratura, anch'esso é emblematico: da eroi a fonte di tutti i mali. Tutte le maggioranze dal '94 in poi c'ha messo del proprio: condoni, miniriforme, maxiriforme, riformulazioni di intere parti dei quattro cidici (come i vangli si mira a farne una versione addomesticata lontana da quelli originali), leggi a personam, controriforme ma anche (...) tagli orizzontali, verticali, trasversali, diagonali, tratteggiati, ecc. ecc. tutto in funzione di ridurre l'Amministrazione della Giustizia una macchina ferma in panne senza possibilità di alcuna riparazione né ora né mai da un lato e fare dei Magistrati i nuovi untori dall'altro; untori, nuovi sovversivi che osano alzare il codice e farlo rispettare a chiunque, come da Costituzione (anch'essa in via di riforma che la svuoterà delle principali garanzie che oggi prevede) democratica del 1948. Per farlo non ci sono remore né freni che tengano, tutto fa brodo: dalle campagne stampa alle dichiarazioni; dai calzini turchesi ai dossier a carico di essi.. e si potrebbe continuare all'infinito tale é l'attacco e la sua violenza inusitata contro uno dei baluardi costituzionali. Due aspetti significativi ce sono lo specchio del paese: ma che dico, paese? Esiste un paese? No forse sarebbe meglio la corporazione italia di cui siamo, in un modo o nell'altro, tutti prigionieri.... altro che Nobel per la pace qui ci vuole un premio tuto da inventare per darlo a tutti noi (dai lampedusani ai Magistrati passando per noi tutti cittadini che ancora crediamo di vivere in maniera civile) che ogni giorno ne sopportiamo il peso e l'onere, senz'averne onore.

martedì 29 marzo 2011

test d'integrità.....

Abbiamo un governo del fare, vero? Abbiamo tutti grandi amici degli USA in questa maggioranza, e in gran parte dell'opposizione, vero? Amiamo la libertà, vero? Benissimo, perché allora non adottiamo il loro test d'integrità? Ne ho sentito stasera parlare in una intevista del Dr. Davigo che rainews24 ha riproposto. Sapete cos'é? Anziché stare a indagare poi sulla corruttibilità dei funzionari pubblici, e per estensione anche dei politici che li nominano (a tutti i livelli dai consigli di quartiere fino al Parlamento), gli americani, gente pratica, hanno messo su quello che loro chiamano proprio "test d'integrità": cos'é? Mandano un poliziotto sotto copertura dal funzionario, o dico io anche da un politico, e lo aggancia offrendogli dei soldi: se accetta viene arrestato in caso contrario la sua carriera é finita. Nessuno spreco di soldi in intercettazioni, indagini, avvocati, magistrati di primo livello ecc., tutto pulito come un panno bianco appena uscito dalla lavatrice. Che ve ne pare? A me pare ideale e in piena linea con l'americanismo di cui siamo pervasi: non prendiamo solo le cose peggiori ma anche quel, poco, di buono che possono, ancora, offrire.

martedì 22 marzo 2011

Valori.....

Mi ricordo. Mi ricordo quando, in piena tangentopoli, la gente manifestava la propria solidarietà ai Magistrati contro la corruzione in molti modi: con catene umane attorno ai palazzi di giustizia; con i fax; con le monetine lanciate al ladro di turno.... e in molti altri modi. Il potere, il mostro proteiforme che da 50 anni gestiva il nostro paese, aveva ricevuto un colpo durissimo ma non definitivo: se ci fossero stati cittadini maturi non avrebbero lasciato che l'idra dalle molte teste potesse rinascere e avrebbero vigilato: e invece no perché passato il momento "caldo" ognuno, ritenuto di aver fatto il suo dovere, se n'é tornato a casa propria riprendendo il proprio tran tran sicuro che la buriana corrotta fosse passata (tanto si poteva sempre riprendere a fare casino). Non era così: partiti non toccati duramente dalle indagini, ma pur coinvolti, cavalcavano l'onda protestataria (ricordate l'esposizione del cappio in Parlamento?); altri si preparavano a "scendere" in campo per riprendere le file del discorso interrotto dalle indagini (per farlo però prima si doveva mimetizzare, però) e il suo elettorato che ora era disperso: e c'è perfettamente riuscito. Altri s'illudevano che bastava cambiare nome per cambiare il mondo: e qui parlo del pci che prima diventà pds, poi ds, poi pd, ora pdmenoelle; una pia illusione dato che fu fatto un errore madornale: il personale politico di questo partito era lo stesso di prima che si stava riciclando in altro e, andando alla ricerca di una idea con il quale prenderci in giro, adottando in toto l'ideologia (questo é) liberista: parole come riforme vennero usate per rompere lo schema sociale, per fare un esempio. Tutti si cambiavano d'abito: nessuno aveva realmente in testa gli esiti e le conseguenze che queste scelte avrebbero avuto nel paese e a nessuno importava. Quello che contava davvero era il crearsi il proprio ambito sociale e farlo possibilmente a scapito di altri: per poterlo fare era necessario dividersi la società e infatti da allora la nostra società diventà estremamente vischiosa in orizzontale e in verticale e chi rimaneva indietro non aveva prospettive sia orizzontalmente che verticalmente; ai giovani si diceva, da sinistra, che se erano senza lavoro e senza futuro era colpa dei loro padri che erano egoisti (lo dicono ancora ma sotto altre parole); agli operai che erano mammut e che dovevano accettare il diktat del dio mercato (feticcio usato per nascondere la mancanza di una politica industriale moderna cui era connessa ricerca e sviluppo del mondo univeristario e post universitario); agli emarginati veniva data, a caro prezzo, assistenza; agli evasori i condoni e così via... in una tale situazione tutti sapevano che si sarebeb innescato un processo che non poteva non avere il suo apice nell'attuale berlusconismo: fase acuta di quel processo ed esito finale, si spera, di un processo che ha fatto del nostro paese da un lato la barzelletta del pianeta (e a noi non importa) dall'altro il bengodi dei furbi, degli arrampicatori, delle donnine che si fanno mantenere da un vecchio ricco (oggi sono uscite alcune foto delle feste dignitose e discrete che venivano fatte .....), che per non farsi sputtanare le pagava in vario modo e sotto varie forme, degli evasori, dei reati finanziari che venivano, dalla sinistra anche, depenalizzati ecc. ecc; di chi si fa fare, proprio oggi ne hanno approvata un altra, le leggi su misura per salvarsi dai processi partendo dal presupposto che essendo eletto dal popolo può fare quello che gli pare..... che, nonostante il Giappone, da noi il nucleare si farà, magari sottobanco ma si farà perché i contratti, con le lobby nucleari vanno rispettati e i soldi vanno fatti. Si riparla, a proposito di guerra guerreggiata ma non troppo all'italiana e di politica interna, di valori: ma quali sono questi valori? Non l'etica, ma il suo contrario; non la moralità pubblica e privata del politico ma la sfacciataggine di raccontare balle dicendo la verità; il dire sempre le stesse cose fino a crederci per primi spacciandola per verità; l'amoralità al posto della morale; l'annuncio al posto del programma politico; il tacciare di essere invidiosi il vlersi elevare al di sopra della propria condizione, l'attaccare, gli ormai pochi, poteri dello Stato veramente autonomi dipingendoli come covi e nidi di chissà quale complotto demopluto ecc. ecc. ecc. così messi quale futuro abbiamo? Nessuno: l'unica speranza é che arrivi al potere un ceto pieno di satirici e guitti, almeno ci faranno ridere, al posto di cinici satiri che ci stanno piangere lacrime amare di rabbia e rimpiangere i bei tempi che furono della balena bianca e della chiesa rossa............

martedì 1 marzo 2011

Italia ridens.....

.. già, l'ottimismo é l'unica cosa che sale nel nostro paese visto che gli indicatori parlano una lingua diversa: l'inflazione vola alto (+2,4%); il debito pubblico (119% due punti appena oltre il punto limite dal quale non si torna a meno di non distruggere lo Stato); la disoccupazione giovanile al 29% (1 su 4 e al sud vola addirittura più in alto). Una situazione da far tremare i polsi a qualunque politico si voglia cimentare con la gestione della cosa pubblica italiana; a qualunque politico tranne che a quelli che pervicamente si stringono intorno all'amato Capo: per questi va tutto secondo i piani (quali siano questi piani non si sa a meno di non definire tali l'ideologismo di base che lo Stato "é" il problema e va quindi ridotto al minimo essenziale dei requisiti richiesti come ordine pubblico, difesa, giustizia, economia) e bisogna stringere i denti facendo sacrifici, loro? No (da poco si sono aumentati di ben 1300 euro lo stipendio, non bastano i compravenduti a suon di soldi né le tante mazzette che ancora volano), nostri; o meglio di chi le tasse le paga e sente sulle proprie spalle il peso non solo della crisi ma dell'evasione altrui e della possibilità di avere il baratro prossimo venturo della perdita del lavoro: sono, anzi siamo, questi che sentono addosso il peso della crisi, quella vera. Quali sono invece i punti all'odg del Governo? DDL antintercettazioni; processo brevissimo retroattivo; prescrizione superbreve; immunità parlamentare reintrodotta; riforme costituzionali pro domo sua e altro materiale minore fra cui l'ennesima legge bavaglio sull'informazione (ivi compresa una bella stretta sulla rete) e il silenziamento delle voci scomode (Travaglio, Santoro, ecc.) nei media pubblici o l'affiancamento con personalità loro "alternative (con zero ascolti e pochissima pubblicità)". Un vero campionario da film dell'orrore che non sembra mai finire: come i satrapi mediorientali (con cui ha in comune molti tratti personalistici nella gestione della propria immagine ma non si può non dire che non abbia vinto senza elezioni, anzi le ha stravinte!!!!!) si é rinchiuso nel bunker politico e resiste (non potrebbe essere altrimenti perché appena molla il "perseguitato" si ritroverebbe sommerso da processi e sentenze che lo metterebbero in ginocchio e per uno che ha una concezione padronale dello Stato tutto ciò é inammissibile), con la speranza che s'invertano motu proprio sia le avversità del paese (la crisi vera) sia il crollo nei sondaggi una volta positivi e ora in caduta libera: chiedendosi come mai la gente, che lui ha reso felice (in vario modo) non sia riconoscente. Dall'altra "parte" non va meglio (per la serie due facce della stessa medaglia, e di cui ricordiamo "l'abbiamo un banca", o i salamelecchi verso la razza "padrona" veneta ai tempi di telecom o le prime leccate a Gheddafi oppure ancora l'ospitalità generosissima di Ben Alì a un corrotto condannato in patria o, in ultimo, i soccorsi fatti all'amato Capo quando ciò serviva per eliminare avversari interni o mettere in imbarazzo i dirigenti del pdmenoelle nei confronti degli altri partiti della casta): in Toscana si riparla di cambiare il porcellum (a proposito la porcata vera l'hanno inventata proprio in questa regione) e, dopo lo scandalo del "buco" della usl della mia città, di tagli al personale (come se fosse colpa loro e non di chi li dirigeva e dei vari assessori e sindaci che non vigilavano), di tagli ai farmaci prescritti (qui abbiamo un alta percentuale di anziani con i quali mi chiedo come faranno?), e tagli ai posti letto (troppi ricoveri dice).... meno si parla delle assunzioni facili di figli di politici, sindacalisti, e altro materiale umano del genere: roba che fa impallidire anche il Lazio, e Roma, ma se ne parla poco, chissà perché......... trovo sempre più giustificato chi affermava che fra destra e sinistra l'unica differenza che c'era era quella fra l'acqua e l'acqua gassata; intanto la Lega va avanti: mentre da un lato impone il proprio federalismo, a colpi di fiducia (non si sa mai), da un vero e proprio assalto alle banche con i propri uomini e si dimostra molto, ma molto, romana in questo: ha capito che lì c'é il vero potere e quindi si da da fare in merito; intanto in Germania un Ministro si é dimesso per, udite udite, "aver copiato la tesi di laurea"....... mica per il bunga bunga, meno ma molto molto meno.......

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