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martedì 7 gennaio 2014

liberalizzare si liberalizzare no: il classico falso problema..

Allora che si fa? Non foss'altro perchè la "bestia (o il male)", meglio nota come Stato, ha bisogno di linfa, leggi soldi freschi (visto che si sono dissanguati per salvare banche e far fronte alla speculaizone messa su dalle stesse), non ci sarebbe discussione e invece .... ovunque le droghe leggere vengono in qualche modo legalizzate: non contano vincoli morali nè altro. E' un giro di affari stramiliardario e gli stati vogliono metterci le mani: espertoni che fino a ieri si scorticavano le corde vocali per dirci che è un cancro sociale ed è immorale solo pensare di legalizzarla........ ora invece l'ordine di scuderia è cambiato, servono soldi, e gli stessi, più o meno, dicono l'esatto contrario; anche in italia, nessun dubbio.
Cosa ne penso? E' un argomento scottante e va preso con le molle senza e senza preconcetti; soprattutto va tenuto presente una cosa:
  1. per le mafie sarebbe un colpo durissimo, una perdita economica netta di miliardi di euro che forse potrebbe spingerla ad emergere dalla illegalità perchè perderebbe clienti e i profitti sarebbero ristrettissimi. Uno Stato che avesse il coraggio di legalizzare le droghe leggere e la loro vendita e regimentare dal punto di vista sanitario quelle pesanti toglierebbe molto dell'aurea di trasgressione che tante persone vedono in queste sostanze; come tante altre persone, per reggere i ritmi di questa folle società, ne fanno uso per stare al passo perderebbero la patina di benpensantismo perchè per potersela procurare dovrebebro ... andare all'asl zonale per acquistarla quindi davanti a tutti, con tutto quello che ne consegue.
  2. i soldi: gli stati ne incamererebbero tantissimi, sarebbe lo stesso se fosse legalizzata ufficialmente anche la prostituzione, e rispamierebbero altrettanti soldi in cure e repressione del fenomeno, finora illegale, spostando risorse impiegate in questo campo nella lotta a quel che rimarrebbe del grande traffico della droga e, soprattutto, nella lotta alle nuove droghe... queste si davvero pericolose per i danni che fanno al cervello: pensate c'è una di queste che vi rende zombie.. proprio così.. è talmente potente che finito l'effetto questo siete: ne hanno fatto le spese dei poliziotti della folrida che sono stati morsi, proprio così, da tossicodipendenti di questa singolare droga.
  3. per la società, bè sarebe un sollievo non acquistare la solita sòla dal pusher di turno e si potrebbe anche evitare di incorrere in sanzioni amministrative e penali..
.. un paradiso? No, per nulla.... sarebbe solo prendere atto, cinicamente, che la società ha fallito miseramente nel combattere il fenomeno reprimendolo; è il fallimento è visibile soprattutto in tempi come questi di crisi enon solo economica ma anche morale, etica, ecc. troppo spesso dietro il traffico illegale di droga ci sono interessi non solo mafiosi ma anche "grigi" (un esempio? E' quasi acclarato che in Afghanistan era stato quasi debellata dai talebani la produzione di papavero da oppio.. arrivati i liberatori tutto come prima) e "chiari" laddove troppi personaggi pubblici hanno interesse che ci sia l'economia della paura per spaventare quei polli che li votano.... tutto ciò spiega il boom delle droghe; una volta legalizzate e distribuite tutto ciò finisce? Certamente no, ma un piccolo passo avanti può rappresentarlo..

giovedì 19 settembre 2013

un diritto ancora negato.... una società arretrata


.... neppure stavolta ci siamo: una legge contro l'omofobia proprio non la si riesce a far passare in questo provinciale, bigotto e perbenista paese (un ottima cronaca la trovate sul "fatto quotidiano").... c'è un ok, con il pdmenoelle che vota contro le "larghe intese", ma il vero riconoscimento manca ancora.
Inoltre nella società la situazione non è che sia migliore, anzi.... ne ho avuto una prova oggi  sull'onda di una news data da radio capital sulla circolare del comune di bologna che chiedeva ai nidi e agli asili di non indicare le denominazioni "classiche" (padre, madre, ecc.) in favore di termini quali "genitore 1, genitore 2, altro genitore"..... si può discutere sulla numerazione, certo, perchè troppo burocratica; ma sulla qualifica di genitore non credo. Il punto é il concetto stesso di famiglia: oggi la famiglia tradizionale e NETTA minoranza e spesso esplode mentre nuove figure di famiglia stanno emergendo: che so convivenze, coppie aperte, coppie dello stesso genere, coppie composte da persone di diversa religione, di ex divorziati ed ex separati, ecc. ma sto scantonando... qui il problema non è nè la "famiglia" nè la legge ma è un problema cultrurale: e si sa che noi, in argomento cultura, scarseggiamo... e molto.
Su facebook si è discusso molto sull'argomento: e devo dire che ne sono rimasto deluso dato che il campionario variava da "sono MAMMA" o "sono PAPA'" come valore frazionario a "gay = pedofili a priori" con in mezzo una montagna di varia espressione di umanità che mi hanno sinceramente sconcertato: oddio, non vivo sullaluna e so benissimo che siam messi maluccio in quanto a provincialismo perbenista e bigotto ma vedermelo spiattellato davanti fa un altro effetto, un brutto effetto per giunta....e la cosa che mi ha colpito è che spesso chi si pronunciava come "defensor of faith" in termini di famiglia sosteneva tesi che nemmeno mio padre, meridionale e nato nel 1914, aveva il coraggio di affermare apertamente, magari lo pensava ma a dirlo ce en correva: aveva tanti limiti ma a questo ci arrivava!!!!!!
c'è ancora tantissima strada da fare sulla strada della civiltà, purtroppo....

venerdì 20 novembre 2009

Vivere e morire a Roma .. per cosa?

Uno scandalo che coinvolge un politico (non m'interessa chi). Un pusher morto. E stamane un trans .... morto, o meglio carbonizzato. Tutti sappiamo di cosa parlo. Cosa nascondeva il pc buttato nell'acqua? E come mai non era protetto visto che era uno dei testimoni chiave della indagine? Troppe coincidenze non significano nulla ma, come diceva un politico della I° Repubblica, a pensar male non ci si sbaglia mai. Chi l'ha uccisa non voleva che venisse fuori qualcosa di inconfessabile o voleva eliminare una testimone e continuare in un potenziale ricatto con il quale, magari, determinare equilibri politici diversi? Una cosa è certa che questa trans si è trovata acadere in un meccanismo più grande di lei che l'ha stritolata in nome di interessi enormi che vanno molto al di là di quello che lei poteva anche solo lontanamente immaginare quando dal Brasile era venuta in Italia per fare soldi sfruttando la morbosità e le devianze provinciali di cui siamo affetti, e non da ora, da bravi bigotti e perbenisti e nemmeno poteva immaginare che la pruderie nostrana alla fine la poteva uccidere perché non emergesse quella che poteva dire o aver scritto sul suo pc: tutto deve restare segreto perché, quando e se sarà necessario, il segreto si può trasmutare in ricatti e dossier che escono, magari su qualche giornale o al contrario non doveva risapersi che ci fosse qualcuno d'importante che veniva alla luce (il "kiappe" d'oro magari?) e ciò non doveva assolutamente succedere. Chi magari è capace di fare stragi è anche capace di fare un'odioso omicidio come questo e magari anche altro di ancora peggio. Ma tutto questo, sinceramente parlando, non me ne potrebbe fregar di meno se non ci fosse il piccolo particolare che un'essere umano, Brenda, è morto bruciato ed è questo l'aspetto che in una società civile che si rispetti conta; anzi in una società civile Brenda forse non dovrebbe fare la vita e nemmeno essere una clandestina e, forse, vivere una vita felice con il suo uomo nel nostro paese per sua scelta e non per necessità. Ciao Brenda.

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