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venerdì 12 luglio 2019

Elezioni Grecia, Tsipras paga il suo ‘obbedisco’ alla Troika. E non solo quello

Fonte: Il Fatto Quotidiano Zonaeuro | 9 Luglio 2019 

Tsipras ha perso il centro e il voto dei cittadini medi, senza un euro in tasca e indignati per il nome concesso alla Macedonia. Il problema della classe dirigente, il ruolo della troika e le speranze di un nuovo ambientalismo
Traditore o salvatore (l’uno)? Raccomandato o speranza (l’altro)? In Grecia, e anche altrove, il dibattito sulle recenti elezioni anticipate che hanno visto il cambio della guardia tra il premier uscente Alexis Tsipras e il liberal-conservatore Kyriakos Mitsotakis si è arenato sulla contrapposizione ideologica tra destra e sinistra, mancando di analizzare invece cause ed effetti politici, contingenze che ancora persistono nel paese, percezioni personali che hanno avuto un preciso peso specifico nelle urne.
Syriza al 31% dimostra che lo zoccolo duro di sinistra e socialista legato al vecchio Pasok che vive nel ricordo di Papandreou è rimasto con il premier. Ma Tsipras ha perso il centro che nel 2014/2015 gli aveva dato fiducia, mentre oggi si è spostato sul versante di Nea Dimokratia, in grado almeno domenica scorsa (oltre che alle Europee e alle amministrative di maggio) di chiudere i fronti interni per offrire l’immagine di una squadra unita e pronta a un compito durissimo.
La principale accusa rivolta a Tsipras è di aver fatto marcia indietro con i creditori internazionali (dopo aver promesso di sconfiggere la troika) coprendosi di cenere e portando a casa un memorandum dalle condizioni peggiori dei precedenti. Il no dei cittadini al referendum del 2015 ma tramutato in un “obbedisco” di Alexis alla troika è stato visto da molti come una pugnalata alle spalle, compresa la rottura personale con l’ex ministro Yanis Varoufakis che, al netto di tesi, controtesi e retroscena, è stato l’unico ad essersi dimesso in questa storia di prestiti infiniti.
Inoltre ha mostrato una classe dirigente spesso modesta che non è stata capace di canalizzare al meglio gli interessi che i player del mondo hanno manifestato in Grecia, come i cinesi di Cosco. Oggi i greci hanno un salario minimo di circa 500 euro ma prezzi “milanesi”, zavorrati dalla super Iva e da tasse davvero insostenibili per un tessuto commerciale all’anno zero come quello ellenico. Di contro il sistema bancario è stato messo in sicurezza, il paese è tornato a finanziarsi sui mercati, la disoccupazione è sempre a livelli record e mostra un trend in calo. Ma la Grecia rimane legata ai suoi creditori fino al 2052.
L’accordo di Prespa sul nome Macedonia concesso a Skopje non è stato secondario nell’economia complessiva del voto, dal momento che mentre Tsipras raggiungeva un punto di contatto con Fyrom e Ue, dall’altro nelle piazze di Atene e Salonicco protestavano in tanti, non solo cattolici ortodossi, nazionalisti o suoi oppositori. Ma anche cittadini di centro o apartitici, indignati per un clamoroso falso storico.
Passaggio che in tempi non sospetti, nel 2008, venne messo nero su bianco da uno dei più prestigiosi archeologi del mondo. Stephen Miller, docente presso l’Università della California, assieme ad altri 200 colleghi scrisse all’allora Presidente americano Barack Obama chiedendo di non avallare il cambio di nome, per ragioni meramente storiche e non ideologiche né di stampo razzista. Osservò che la provincia settentrionale della Grecia è stata chiamata Macedonia per circa 3mila anni; inoltre è noto alla storia che i macedoni erano greci e che, di fatto, Alessandro Magno si considerava un discendente di Achille ed Ercole. E si chiese: “C’è qualche dubbio su questi fatti storici?”.
Il neo premier Kyriakos Mitsotakis, discendente della nota famiglia che ha già dato alla Grecia un premier e un ministro degli Esteri, è accusato di essere il volto vecchio di un paese in ginocchio. Al momento promette in 12 mesi di realizzare il suo programma, fatto di liberalizzazioni e meno tasse puntando in primis a non pagare più le euromulte a Bruxelles per le discariche abusive che proliferano in Grecia. Ai suoi detrattori ricorda che dal 1981 ad oggi per 17 anni ha governato il Pasok e solo per sette Nea Dimokratia. Di fatto oggi oltre al governo ha in mano moltissime amministrazioni locali, tra regioni, prefetture e comuni. Per cui è regista in solitario del proprio destino.
Twitter @FDepalo
Zonaeuro | 9 Luglio 2019

lunedì 6 agosto 2018

Bollette: slitta al 2020 l’addio al mercato a maggior tutela

Fonte: W.S.I. 6 agosto 2018, di Alessandra Caparello

Slitta la liberalizzazione totale del mercato elettrico e del gas. La maggioranza ha votato a favore di un emendamento al decreto Milleproroghe n. 91/2018, approvato in Commissione Affari Istituzionali del Senato, che rinvia al 1° luglio 2020 la fine dei prezzi di maggior tutela per l’energia elettrica e il gas.
Un rinvio di un ano esatto, dal primo luglio 2019 al primo luglio 2020. A far scattare lo slittamenti dei termini il ritardo nel processo di implementazione della riforma e i dubbi politici sulla necessità di chiudere d’ufficio l’era dei prezzi tutelati. Ancora due anni quindi di mercato a maggior tutela dove le tariffe vengono stabilite ogni tre mesi dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico in base alle quotazioni internazionali degli idrocarburi. Poi dal 2020 si passerà definitivamente a quello libero, determinato dalle società elettriche che offrono, in concorrenza tra loro, diverse soluzioni contrattuali ai consumatori.
“Vogliamo utilizzare questo periodo di tempo concesso dal Parlamento per migliorare le condizioni per la realizzazione di un sistema competitivo che sia in grado di coniugare migliori prezzi per il consumatore con sicurezza e tranquillità delle famiglie, con contratti luce e gas chiari, trasparenti e senza condizioni vessatorie nei loro confronti”.
Così afferma in una nota il sottosegretario allo Sviluppo economico con deleghe all’Energia, Davide Crippa, in riferimento all’emendamento approvato in commissione a Palazzo Madama.
“Tale misura si è resa indispensabile considerando che, visto il precedente termine di luglio 2019, non sussistono le necessarie garanzie di informazione per i consumatori, di mercato, di competitività e di trasparenza. Lavoreremo da subito con tutti i soggetti coinvolti come Arera, Agcm, operatori del settore e Consumatori al fine di raggiungere l’obiettivo fondamentale di garantire alla collettività un mercato energetico efficiente, sostenibile e trasparente”.

mercoledì 29 gennaio 2014

Non sottovalutiamola.... arriva la droga degli zombie

In una società che ha fatto della paura, i certi casi anche della propria ombra, uno dei fari del proprio agire e vivere (termini usati molto eufemisticamente) un annuncio del genere non può far alzare ancora di più le ansie e le frustrazioni delle persone comuni; uno Stato assente che reprime ma non previene non aiuta certo..ecco quindi che i maghi della chimica applicata alle droghe, e con zero scrupoli, possono sbizzarrirsi come vogliono, facendo intravedere altri lautissimi profitti ai loro sponsor (non solo malavita ma pure branche più o meno oscure di alcuni servizi segreti che e fanno un arma di penetrazione), nel creare nuove sostanze potentissime... l'ultima delle quali è la cosiddetta "droga degli zombie": il cui principio attivo, il mefedrone, funziona togliendo le inibizioni ai lobi del cervello che controllano proprio le inibizioni umane proprio come la cocaina...... una sostanza micidiale davvero: può causare dipendenza, abuso e condurre alla morte. Nello scorso anno negli USA l'allarme fu altissimo per le aggressioni, con annessi morsi, avvenute in seguito alla sua assunzione. Ora pare che questa sostanza sia arrivata anche qui e, pare ancora, che ci sia stata anche qualche aggressione... qui i cosiddetti esperti si dividono: "non esiste nessuna sostanza capace di scatenare un comportamento preciso, come divorare i propri simili, appunto, piuttosto che le mele" si sostiene da un lato; dall'altro si dice, però, che è anche vero che "le droghe sintetiche agiscono sul lobo prefrontale del cervello, deputato al controllo volontario dei comportamenti, inibendolo". Uno Stato efficiente interverrebbe subito non solo reprimendo ma anche prevenendo facendo uso di quella che è la migliore arma contro la droga: informare, anche reprimere e duramente (senza guardare in faccia a nessuno), creare alternative a essa (per esempio occasioni dilavoro), dare uno scopo ai giovani (per esempio permettere, eliminando la precarietà) ecc.... invece stiamo ancora a discutere se legalizzare o meno la marijuana e alla fase proibizionista del "tutta un erba (...) un fascio: una scelta di corto raggio, tipicamente ottusa, che sceglie la via più breve e meno costosa al problema che rassicura i benpensanti ma apre spazi alle mafie che non tarderanno a diffonderla se capiranno che c'è mercato: perchè di questo si tratta.. di mercato e di semplici cose come domanda e offerta.
Di cosa stiamo parlando, invece? Non dell'electrolux; non della crisi sociale; non della vita durssima cui ci stanno sottoponendo... e nemmeno delle droghe chimiche pericolosissime.
Come sempre provinciali e arretrati, per non dire feudali...

martedì 7 gennaio 2014

liberalizzare si liberalizzare no: il classico falso problema..

Allora che si fa? Non foss'altro perchè la "bestia (o il male)", meglio nota come Stato, ha bisogno di linfa, leggi soldi freschi (visto che si sono dissanguati per salvare banche e far fronte alla speculaizone messa su dalle stesse), non ci sarebbe discussione e invece .... ovunque le droghe leggere vengono in qualche modo legalizzate: non contano vincoli morali nè altro. E' un giro di affari stramiliardario e gli stati vogliono metterci le mani: espertoni che fino a ieri si scorticavano le corde vocali per dirci che è un cancro sociale ed è immorale solo pensare di legalizzarla........ ora invece l'ordine di scuderia è cambiato, servono soldi, e gli stessi, più o meno, dicono l'esatto contrario; anche in italia, nessun dubbio.
Cosa ne penso? E' un argomento scottante e va preso con le molle senza e senza preconcetti; soprattutto va tenuto presente una cosa:
  1. per le mafie sarebbe un colpo durissimo, una perdita economica netta di miliardi di euro che forse potrebbe spingerla ad emergere dalla illegalità perchè perderebbe clienti e i profitti sarebbero ristrettissimi. Uno Stato che avesse il coraggio di legalizzare le droghe leggere e la loro vendita e regimentare dal punto di vista sanitario quelle pesanti toglierebbe molto dell'aurea di trasgressione che tante persone vedono in queste sostanze; come tante altre persone, per reggere i ritmi di questa folle società, ne fanno uso per stare al passo perderebbero la patina di benpensantismo perchè per potersela procurare dovrebebro ... andare all'asl zonale per acquistarla quindi davanti a tutti, con tutto quello che ne consegue.
  2. i soldi: gli stati ne incamererebbero tantissimi, sarebbe lo stesso se fosse legalizzata ufficialmente anche la prostituzione, e rispamierebbero altrettanti soldi in cure e repressione del fenomeno, finora illegale, spostando risorse impiegate in questo campo nella lotta a quel che rimarrebbe del grande traffico della droga e, soprattutto, nella lotta alle nuove droghe... queste si davvero pericolose per i danni che fanno al cervello: pensate c'è una di queste che vi rende zombie.. proprio così.. è talmente potente che finito l'effetto questo siete: ne hanno fatto le spese dei poliziotti della folrida che sono stati morsi, proprio così, da tossicodipendenti di questa singolare droga.
  3. per la società, bè sarebe un sollievo non acquistare la solita sòla dal pusher di turno e si potrebbe anche evitare di incorrere in sanzioni amministrative e penali..
.. un paradiso? No, per nulla.... sarebbe solo prendere atto, cinicamente, che la società ha fallito miseramente nel combattere il fenomeno reprimendolo; è il fallimento è visibile soprattutto in tempi come questi di crisi enon solo economica ma anche morale, etica, ecc. troppo spesso dietro il traffico illegale di droga ci sono interessi non solo mafiosi ma anche "grigi" (un esempio? E' quasi acclarato che in Afghanistan era stato quasi debellata dai talebani la produzione di papavero da oppio.. arrivati i liberatori tutto come prima) e "chiari" laddove troppi personaggi pubblici hanno interesse che ci sia l'economia della paura per spaventare quei polli che li votano.... tutto ciò spiega il boom delle droghe; una volta legalizzate e distribuite tutto ciò finisce? Certamente no, ma un piccolo passo avanti può rappresentarlo..

martedì 4 giugno 2013

La stangata.....

non è la critica, peraltro superflua, del famoso film ... quindi potete tirare un sospirone di sollievo e andare avanti nel post sempre che lo troviate interessante.
Già postai qualche settimana fa sull'argomento "ospedali" in toscana, ricordate? Bene questa è la seconda puntata, quella definitiva: tutto gira attorno a una schema ormai collaudato dalla tav: per non aggravare il bilancio pubblico i nostri espertissimi politici cosa si sono inventati? Il project financing: in teoria il privato s'accolla le spese per costruire qualcosa e l'appaltante, l'ente pubblico, gli concede la possibilità di "profittare" ..... tutto qui.
Se l'opera è utile davvero e l'economia tira problemi non ce ne sono nè per il pubblico che appalta nè per il privato che s'accolla il rischio d'impresa ma ne ricava molto attraverso la gestione: non in Italia, naturalmente..... dove il privato non vuole rischiare e il pubblico non può spendere ma vuole fare quell'opera che ben sa che non profitterà mai: la tav semmai darà profitti lo farà fra 50 anni almeno (leggetevi i planning pubblicati in rete), tant'è che in Spagna e Portogallo la tav è ormai un sogno così come in Croazia e Slovenia la tav va sul corridoio adriatico e non ci pensano nemmeno a collegarsi al mitico, e del tutto ipotetico, Corridoio 5 che NON ESISTE se non nei giornali italiani e in alcune espressioni europee........
Rapportandolo alla Sanità, costituzionalmente protetta al pari della salute, come fare se ci sono 13 mln di euri (italiani ed europei) da buttare nel cestino senza aumentare il deficit pubblico? Semplice t'inventi un piano sanitario che si basa su ospedali zonali interprovinciali per acuti... mostri di cemento costruiti su sabbia (come a Massa) o su ex pantani (Lucca) ecc. ecc. quei 13 mn avrebbero potuto esere usati per ristrutturare l'esistente e, magari, potenziarlo  ma al politico dava poco lustro e al privato non dava profitti: ecco quindi l'idea del nuovo ospedale; per farlo reinventano  l'intero sistema sanitario chiudendo ospedali piccoli, riducendo i posti letto, tagliando pronto soccorsi, passando a coop alcuni servizi, e quant'altro serve per spingere nella mente delle persone l'utilità della cosa: roba da cavalieri che fecero l'impresa, un altro famoso film.
Potremmo dire: "houston abbiamo un problema" perchè il privato non solo ha speso i 13 mln di euri ma l'ha anche superato giungendo a spendere 50 mln di euri pera rrivare ad una somma, interessi compresi, di ben 250 mln di euro; sempre non suoi ma delle ..... banche e si sa che le banche non sono associazioni filantropiche, vero? Che si fa? Alla Regione tocca fare spazio, c'è il project financing in salsa italiota, e al privato tocca ridare soldi alle banche: et voilà.. il pubblico molla appalti e gestione ospedaliera al privato il quale li subappalta (perfino i parcheggi degli utenti saranno a pagamento) a terzi aumentando il costo per gli utenti: a differenza della tav la sanità è uno di quei servizi di cui non si può fare a meno...... ecco il testo che il comitato Lucca per una società migliore ha emesso a difesa dellas anità pubblica lucchese e non solo:
il comitato “Lucca per una Sanità Migliore” di Raffaello Papeschi e Alessandro Di Vito
Project Financing: un inganno per rendere il cittadino più povero.

Forse i lucchesi non si sono ancora resi conto dell’inganno in cui sono caduti con il “regalo” che la Regione ci ha fatto con la costruzione del nuovo ospedale. Oltre ad esse inutile (perché Campo di Marte era più che sufficiente), dannoso (perché riduce la capacità di accoglienza sanitaria ed è collocato in zona inidonea), porterà anche un notevole danno economico alla città di Lucca.
Oltre i 13 milioni di € destinati alla ristrutturazione del vecchio ospedale che la Regione ha invece distratto ad altro scopo, i lucchesi si trovano ora nella condizione di dover restituire la cifra di circa 50 milioni di €. che il costruttore Astaldi ha anticipato sotto la forma di Project Financing. La restituzione avviene tramite la concessione della gestione di tutti i servizi ospedalieri per un periodo previsto di 19 anni, rinnovabili.
Ma la furbizia sta nel fatto che Astaldi non ha messo fuori di tasca sua questi 50 milioni, ma li ha presi in prestito da un consorzio di banche, e ora, oltre agli interessi che intende ricavare legittimamente come “rischio impresa”, ci addebiterà anche gli interessi che deve pagare alle banche per aver anticipato la somma. Facendo un rapido calcolo approssimativo per 50 milioni ne renderemo qualcosa come 250. Insomma, io ti presto soldi che non ho, e ti faccio pagare anche gli interessi che devo pagare per averli presi a prestito. Ganzo, neh..?
Domanda al Governatore della Toscana Enrico Rossi (allora assessore alla sanità e artefice per progetto di costruire i 4 nuovi ospedali) e al Direttore Generale della ASL 2, Antonio D’Urso: non conveniva che Regione e ASL prendessero loro direttamente i 50 milioni in prestito, o dalla Cassa Depositi e Prestiti dello Stato, o dallo stesso consorzio di banche private? Trattandosi di opera di supposta utilità (!!) pubblica, forse li avrebbero ottenuti a tasso agevolato. In ogni caso la ASL avrebbe mantenuto in proprio la gestione dei servizi, e se questi sono ciò su cui Astaldi conta per recuperare il prestito significa che la gestione rende. Perché regalare ad altri quello che può essere utile a noi? Astaldi ha già preannunciato che ci farà pagare anche il parcheggio per andare in ospedale, e certamente subappalterà la gestione dei servizi a ditte locali, le quali saranno costrette ad aumentare i costi di gestione.
Facciamo inoltre notare che l’autorità italiana Antitrust, in data 3 ottobre 2012, ha formulato la raccomandazione che "Laddove i servizi vengano svolti in concessione, la durata delle concessioni stesse va ridotta, commisurandola ai tempi di rientro dell'investimento (omissis) L'Autorità intende infine dare nuovo impulso al programma di clemenza per combattere i cartelli segreti tra imprese e chiede correttivi normativi per incentivare i soggetti a denunciarli.” Pare proprio che Astaldi non dovrebbe richiedere nulla di più della cifra di 50 milioni che ci ha scontato e non abbia il diritto di caricare sui cittadini lucchesi le sue spericolate operazioni finanziarie.
Insomma, i cittadini lucchesi sono proprio dei grassi polli da spennare, e la Regione non si è lasciata sfuggire l’occasione
.
E' chiaro che la denuncia è forte; ma importante è anche la materia, sanità, di cui si parla; tacere significa rinunciarvi passivamente.... a Lucca lo fanno e ... altrove?
p.s.
siamo il paese più americano d'europa..... ma il processo non è irreversibile: ma se si continua a votare per i soliti noti, non abbiamo scampo....

mercoledì 8 maggio 2013

quando il fatturato conta più della salute.....

Ieri, senza che vi siano state grandi proteste, ho acceso la luce sulla sanità toscana, la regione nella quale vivo (tralascio quella della mia origine, la campania, perchè ... è meglio quella di un qualunque paese del V° mondo), portandola come esempio di un teorema: come si fa a distruggere un modello per farne affermare un altro e guadagnarci sopra per se e per i propri "amici"? Ammetto che l'argomento non ha appassiona, i commenti son stati pochi, però è uno di quelli che dovrebbe provocare riflessioni e proteste e voti per quelli che vogliono invece mantenere il pubblico... idee non mancano, Gino Strada le ha:
“La sanità italiana era una delle migliori del mondo fino ad un paio di decenni fa. Anche fino a dieci anni fa continuava a reggere. Però era già in calo e alla fine è stato un calo progressivo. Oggi la sanità italiana è in crisi profonda.
Perché? Perché si è cominciato a trasformare gli ospedali, che devono essere luoghi ospitali, in aziende. Perché l’interesse non è più la salute della persona o la salute  della collettività, ma il fatturato.
Si è cominciato ad introdurre il rimborso a prestazione. Per chiunque lo faccia, che sia un ospedale così detto pubblico. Perché non esistono più. Perché gli ospedali pubblici oggi funzionano esattamente come gli ospedali privati convenzionati. Cioè rimborso a prestazione. Tot prestazioni fai, tot ti rimborso. Questo è socialmente pazzesco. Perché vuol dire incitare i medici alla delinquenza. Perché allora l’interesse del medico o della struttura non diventa la salute della persona, ma diventa quante prestazioni fai. Allora l’interesse è che la gente stia male. Così si possono fare più prestazioni. Anziché che la gente stia bene.
L’ideale per un pompiere è di non far niente tutto il giorno, perchè così vuol dire che non ci sono stati incendi.
Hanno introdotto i rimborsi a prestazione. Hanno introdotto i ticket. Hanno anche lì cancellato la costituzione.
I soldi? Molto semplice. Lo spiego subito. La sanità italiana costa 115 miliardi di euro l’anno. 30 miliardi, di questi 115, vanno in profitto. Cioè nelle tasche di investitori privati o in sprechi, maneggi e ruberie delle strutture così dette pubbliche. 30 miliardi all’anno è una manovra finanziaria. Con 30 miliardi all’anno si potrebbe investire in ricerca, strutture, in stipendi per i nostri infermieri, per esempio, che lavorano con grande passione e nella maggior parte dei casi guadagnano stipendi da fame. Si potrebbero investire. I soldi sono lì. Basta non rubarli. Basta non prenderli.
La sanità che ha dentro il profitto è una cosa che ci danneggia tutti. Perché prima o poi tutti quanti avremmo bisogni di cure mediche.
Io non farei nessuna nuova convenzione tra pubblico privato. E a scadenza non rinnoverei nessuna delle convenzioni esistenti. Il privato vuole fare il privato. Lo faccia. Ma con i soldi suoi. Perché il privato deve fare il privato con i soldi del pubblico”. (dal blog di antonio lomastro)
Come le ha, le idee chiare, il dr. Valerio Gennaro, il quale sul blog di Beppe Grillo ha fatto un post che definire interessante e preoccupante è dire semplicemente un eufemismo..... leggetelo anzi leggeteli perchè lo stesso medico mette un link nel post richiamando un altro suo post sul blog sugli anziani; è interessante il suo punto di vista: mentre la vita si allunga si è drasticamente ridotto il periodo di vita sano della popolazione, in particolare quella femminile...... di ben 9 anni da 71 a 62. Cosa significa? che il periodo della malattia e della disabilità nel nostro paese si è anticipato e ciò comporterà un aumento dei costi sociali e sanitari in un paese che invece sta facendo il percorso opposto: privatizzazione del sistema sanitario e distruzione di quello pubblico.
Siamo il paese che:
  1. manda la gente più tardi di tutti in pensione e con un assegno medio più basso;
  2. che ha perseguito scientemente una politica di denatalità spinta, riducendo anche le tutele della matermità e impedendo con una legislazione suicida che le giovani coppie abbiano le risorse economiche per fare programmi per il futuro, ivi compresi fare i figli;
  3. che ha messo su tipologie del lavoro che penalizzano le nuove generazioni rendendole povere per poterle meglio sfruttare in nome della competitività dell'economie e del costo del lavoro troppo alto;
  4. che ha, complici i sindacati e i partiti della pseudo-sinistra, praticamente azzerato la materia del lavoro in nome dell'attirare capitali esteri (cosa non vera perchè il vero problema è rappresentato dalle mafie e dalla mancanza di una politica industriale), per tacere della sicurezza;
  5. che ha privatizzato, giustamente, le compagnie telefoniche .. ed anche la rete che ora rischia di finire in mani cinesi; in questo modo, come aveva profetizzato Rifkin (che non ha mai fatto il profeta di professione ma l'economista e l'analista di trend), una buona metà della popolazione non sarebbe mai potuta entrare nello stato digitalizzato nè accedere a tutti i servizi che essa offre con un danno economico enorme per l'economia stessa.
  6. che ha privatizzato, previa trasformazione in macchina nella quale mettere i propri trombati e riciclati (con buonapace dei dipendenti), i servizi pubblici, tranne l'acqua ... per ora, per fare spazio al "privato" che è efficiente con i soldi pubblici naturalmente...
  7. ha distrutto una sanità che era fra le migliori del mondo occidentale e che lasciata in mano ai politici, e ai loro sodali i burocrati, è prima diventata fra le peggiori e ora è.. sparita per fare spazio alle case della Salute e al privato convenzionato, sempre con i soldi pubblici.........
.... vogliamo lasciargli fare il resto del lavoro, quel poco che rimane da fare, oppure cominicamo ad organizzarci per difendere questo e ricostruire il paese, magari mettendo in Parlamento dei boy scout e non i professionisti che finora ci hanno ridotto così?
La cosa che mi stupisce è che ci siano ancora dei bischeri che si affannano a difendere il loro partito d'appartenenza in nome di non si sa quale ideologia o sindrome di abbandono o chissà quale altra malattia infantile di cui spesso soffrono gli italioti..... dalla caduta dell'impero romano in poi.

giovedì 15 settembre 2011

Il lupo perde il pelo...

Con tutto il bailamme che la crisi sta creando i menagramo non mancano mai... proprio ieri in questo blog ho cercato di dire la mia proprio sulle sue cause e sulle motivazioni ideologiche e, soprattutto, economiche che hanno spinto una cricca di affaristi a mandare in malora un intero sistema economico che nei precedenti 40 anni aveva dato stabilità e benessere .... eppure quando hanno la possibilità di dire la propria i sostenitori del liberismo e della deregulation selvaggia non perdono mai l'occasione per tacere, mai. Ho avuto modo di leggere un articolo di un settimanale dove il solito "tecnico" nell'analizzare la situazione economica non sapeva far altro che proporre ..... indovinate un pò: liberalizzare; privatizzare; ridurre il debito pubblico con le vendite del patrimonio pubblico (che è quello che ci garantisce nel richiedere prestiti sul mercato dal fallimento); ecc. ecc. insomma non contenti di aver, dal punto di vista ideologico, giustificato i guasti che sono sotto gli occhi di tutti, e non solo in Italia, passata la paura tornano al solito mantra: ossia la stessa ricetta che ha portato l'occidente sulla china della decadenza e del fallimento di massa (con la conseguente creazione di milioni di dispoccupati e di altrettanti milioni di poveri e nuovi poveri). Mi chiedo: ma cos'hanno le bistecche fiorentine sugli occhi? Non sanno guardare oltre l'angolo della strada? Doversi incensare il capo di cenere, quando scoppia il casino, per poi tornare al punto di partenza e ripartire con le stesse parole d'ordine a me, persona normale, darebbe la nausea ... eppure altri, che forse vi hanno investito carriere ecc., non riescono proprio a capire che proprio questo pensiero unico è quello che ci ha rovinato: perché sono liberisti con i soldi di tutti ma appena tocchi gli interessi propri o dei padroni del vapore...... le ural si sentono fino su Plutone. Nelle università cosa insegnano? Hanno l'nestà intellettuale di dire che quella che (ci) propinano é solo "una" delle ricette a disposzione? E perché non prendono in considerazione anche le altre? Eppure laddove si è cambiato strada i paesi devastati dai fallimenti si sono ricostruiti e oggi cominciano davvero a vedere l'uscita dal tunnel; loro no imperterriti vanno per la loro strada: mi ricordano quei missionari che a tutti costi "dovevano" evangelizzare gli amerindi, a tutti i costi. E sappiamo bene com'é finita la storia vero? Vogliamo lasciargli campo ancora libero per finire "il lavoro"? Oppure ci decidiamo a dargli il benservito, insieme ai politici loro sodali, e a far emergere chi la pensa diversamente? Si dirà: eppure oggi che le banche centrali le borse son volate ed è vero ma, anche alla luce di quanto da me esposto ieri, a nessuno di noi viene in mente che era esattamente quello che voleva la cricca finanziaria? E secondo voi chi pagherà questi inteventi sui mercati? I politici? I banchieri? Noi naturalmente............ e anche salato per i prossimi anni.

mercoledì 25 novembre 2009

Protezione civile italiana ..... spa, azz che riforma

Protezione civile italiana: una delle poche cose che, a forza di disastri ed emergenze, sembra funzionare bene nonostante il succedersi dei Governi. Ora arriva la sua riforma e diventerà (se le notizie sono vere, io ho letto la news sul fatto quotidiano) una sorta di SpA alle dipendenze della Presidenza del Consiglio: si proprio una SpA. Insomma, nonostante sia al 100% pubblica, sarà ed agirà come una società privata eliminando in un colpo solo i controlli, i pochi rimasti, pubblici e quindi diventerà un buco nero attraverso il quale saranno ingoiati miliardi di euro, nostri (ossia di quei pochi fessi che ancora le pagano le tasse), e che verranno impiegati secondo alcune "discrezionalità" stabilite dal livello politico che in questo caso è proprio la Presidenza del Consiglio. Ora, naturalmente, un dubbio che non sia così lo si può avere perché non voglio essere "disfattista" però visti i precedenti....... So benissimo che sarà venduta come liberalizzazione e privatizzazione e so anche bene che il liberismo propugna che, esclusa difesa - sicurezza - giustizia, lo Stato debba essere evanescente e tutto quello che può essere messa a disposizione dei privati va fatto: ma qui non siamo negli USA degli anni di Bush ma nell'Italia del duopolio politico PD/PdL dove nulla si deve muovere se non c'è la convenienza reciproca .... anche sulla sofferenza.

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