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giovedì 14 novembre 2019

5G, i rischi per la salute richiedono prevenzione. Ma le parole contano meno dei numeri

Fonte: Il Fatto Quotidiano Patrizia Gentilini Scienza - 14 Novembre 2019

Si è svolto il 5 novembre alla Camera il partecipatissimo convegno “Moratoria nazionale 5G, tra rischi per la salute e principio di precauzione” promosso dall’Alleanza Stop 5G e da parlamentari delle più svariate appartenenze politiche. Presenti relatori di grande spessore scientifico quali Olle Johnsson, Annie J. Sasco, Marc Arazi; in questo contesto prestigioso ho avuto l’onore di aprire i lavori in rappresentanza di Isde, inquadrando il contesto in cui il 5G andrà a operare, indubbiamente contraddittorio e confuso.
A fianco delle relazioni di carattere strettamente scientifico, importanti contributi sono venuti da associazioni di malati, dallo studio legale torinese che ha ottenuto sentenze favorevoli circa i rischi da elettrosmog e da amministratori locali. In particolare Franca Biglio, sindaco di Marsaglia e presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Comuni di Italia (Anpci), guida la rivolta dei primi cittadini contro il 5G e ha denunciato come ancora una volta i piccoli comuni subiscano scelte imposte dall’alto, senza alcuna preventiva informazione. Fortunatamente sono sempre più numerosi i sindaci che, consci del loro ruolo, difendono la salute delle loro comunità dai rischi dell’elettrosmog e seguono l’esempio della Biglio.
Come ha detto con forza Annie Sasco, non si tratta di invocare il principio di precauzione, ma quello di prevenzione, perché una corposa letteratura scientifica attesta che gli effetti biologici dei campi elettromagnetici (Cem) vanno ben oltre la sola azione di riscaldamento acuto, quella su cui si basano i limiti di legge. Le onde del 5G, in particolare, penetrano nella cute fino a 10mm, con effetti sia locali (cellule cutanee, terminazioni nervose, microcircolo) che sistemici per rilascio di mediatori infiammatori.
E’ emersa con chiarezza l’inadeguatezza dei limiti vigenti anche in Italia – che pur vanta una delle legislazioni più cautelative – che ha limiti a 6 V/m, anche se come media su 24 ore e non più “puntuali”, ma se si pensa che fino agli anni 40 il fondo naturale pulsato era pari a 0,0002 V/m ben si capisce l’enorme aumento del groviglio elettromagnetico cui siamo tutti esposti.
Il Comitato europeo per i rischi da radiazioni (Ecrr), tenendo conto degli studi pubblicati nel 2018 dal National Toxicology Program (Ntp) e dall’Istituto Ramazzini, ha recentemente proposto di adottare anche per le radiofrequenze limiti che – come per le radiazioni ionizzanti – tengano conto dell’effetto cumulativo e adottino fattori correttivi legati alla frequenza, all’età e alla tipologia delle persone esposte. A questo proposito esiste una vera “schizofrenia” perché ad esempio da un lato il Consiglio d’Europa raccomanda agli Stati membri di fissare soglie preventive che non superino gli 0,6 V/m e di ridurre questo valore a 0,2; dall’altro la Commissione europea raccomanda la commercializzazione su larga scala del 5G, con cui si prevede un aumento dei limiti fino a 61 V/m.
Se si aggiunge che non esistono attualmente strumentazioni in grado di misurare i campi elettromagnetici generati dal 5G, che le agenzie di protezione ambientale dispongono solo di modelli teorici da validare nella pratica e che la normativa attuale è del tutto inadeguata e impreparata a regolamentare gli scenari generati dal 5G, come si potrà stabilire se i limiti vengono superati, se non c’è neppure la possibilità di eseguire misurazioni?
Rispetto ai rischi sanitari già evidenziati in precedenti post, segnalo il contributo di Olle Johnsson circa l’aumento in batteri esposti al telefono cellulare e Wi-Fi dell’antibiotico-resistenza, problema ubiquitario che sta generando enorme preoccupazione.
Marc Arazi è il medico francese che ha denunciato lo scandalo Phone Gate e portato alla luce l’inganno cui sono stati esposti i consumatori con l’utilizzo di cellulari che 9 volte su 10 superavano i limiti stabiliti.
Di grandissimo rilievo infine l’intervento della prof. Annie J. Sasco, medico epidemiologo che ha lavorato per 22 anni alla Iarc e che ha parlato in particolare dei rischi per i bambini da esposizione a cellulari, problema del tutto trascurato nel 2011 dalla Iarc che classificò le radiofrequenze “2B” (cancerogeni possibili). Da esperta epidemiologa Sasco ha affermato che negli studi epidemiologici non si devono considerare le parole (troppo spesso tranquillizzanti) con cui i risultati degli studi vengono riportati, ma i risultati numerici, affermando ad esempio che se fossero stati disponibili i risultati di Cefalo – studio condotto per valutare il rischio di cancro cerebrale in bambini e adolescenti in relazione al cellulare e giunto a conclusioni rassicuranti – la Iarc avrebbe classificato le radiofrequenze a livello I (cancerogeni) e non 2B. Guardando numeri e tabelle di Cefalo, emergono infatti rischi trascurati dagli autori, ma dimostrati da altri.
Ma un’altra questione particolarmente inquietante è stata sollevata dalla Sasco su Mobi-kids, studio condotto in 14 paesi, compreso l’Italia (Università di Torino) che ha preso in esame i tumori cerebrali nell’età 10-24 anni, in relazione all’uso dei cellulari. Lo studio, finanziato con fondi pubblici europei, ha analizzati 898 casi insorti fra 2010 ed 2015 e 1912 controlli sani. Il 13 gennaio 2017 i dati sono stati inviati alla Commissione Europea, ma a distanza di tre anni non si ha ancora alcuna pubblicazione dei risultati, neppure parziale. Come è possibile? Sono forse emersi risultati “scomodi” che si preferisce non diffondere? Sasco ha ribadito con forza che è necessario avere subito i risultati di Mobi-kids “perché si parla dei nostri bambini e anche dei nostri soldi, perché sono stati utilizzati fondi pubblici”!
Questo silenzio è inaccettabile e ogni paese dovrebbe adoprarsi per conoscere almeno i risultati del proprio paese. Spero che questo appello venga raccolto perché prima di esporre l’infanzia ai rischi ulteriori del 5G, è urgente sapere cosa già succede loro con il sempre più frequente uso che giovani e bambini fanno dei telefoni mobili.

giovedì 18 luglio 2019

5G, i dati parlano chiaro: i timori sono fondati. Siamo sicuri si tratti di progresso?

Fonte: Il Fatto Quotidiano Tecnologia - 18 Luglio 2019 Patrizia Gentilini
Contestualmente al dilagare della tecnologia del 5G – l’“intelligenza delle cose” che ci farà “dialogare” anche con i nostri elettrodomestici e ci permetterà di essere sempre connessi e in modo sempre più veloce – sta dilagando anche la richiesta di informazioni sui potenziali rischi a ciò connessi, specie per quanto riguarda la salute umana. Al tema 5G l’Associazione dei medici per l’ambiente da tempo dedica grande attenzione ed è stata aperta una specifica pagina sul nostro sito per raccogliere le tante iniziative in corso nel paese.
Poter disporre di informazioni adeguate è ovviamente il primo passo per scelte consapevoli, ma purtroppo in questo – come in altri casi – le decisioni sono state già prese e ancora una volta, purtroppo, sulla testa delle comunità e di amministratori spesso non adeguatamente informati, ignorando gli avvertimenti alla prudenza che derivano da scienziati internazionali esperti del settore.
Qualche inversione di tendenza tuttavia si registra e un plauso particolare va ai colleghi della Sardegna che hanno imposto una “frenata” alla sperimentazione nell’isola e hanno dedicato un’intera sessione al tema 5G nel recente convegno di Bosa, in memoria dell’indimenticabile amico e collega Vincenzo Migaleddu.
Questa tecnologia è stata lanciata con una vera e propria “sperimentazione” su larga scala gestita in maniera unica dal Mise, effettuata senza il coinvolgimento degli enti istituzionalmente preposti alla tutela ambientale e sanitaria (ad es. ministeri dell’Ambiente e della Salute, Ispra) e senza alcuna valutazione preventiva sui rischi per la salute umana e gli ecosistemi viventi. Mai come in questo caso appaiono profetiche le parole di Lorenzo Tomatis: “Adottare il principio di precauzione e quello di responsabilità significa anche accettare il dovere di informare, impedire l’occultamento di informazioni su possibili rischi, evitare che si consideri l’intera specie umana come un insieme di cavie sulle quali sperimentare tutto quanto è in grado di inventare il progresso tecnologico”.
Credo che innanzitutto si dovrebbe riflettere se, a fronte degli immani problemi che ci troviamo a fronteggiare – dalle crescenti disparità economiche e sociali all’inquinamento degli ecosistemi, al riscaldamento globale con tutte le sue conseguenze – davvero il 5G è il “progresso” che farà bene alle persone e al pianeta, facendoci uscire dal tunnel.
Abbiamo davvero bisogno di sviluppare l’”intelligenza delle cose” quando l’allarme per la perdita di intelligenza nelle persone e soprattutto nei bambini (aumento di danni cognitivi, perdita di punti di Qi, disturbi del comportamento, ritardi nel linguaggio etc.) non è più appannaggio della sola comunità scientifica, ma è ormai sotto gli occhi di tutti?
Le accuse di essere “contro il progresso”, dispensatori di fake news o di ingiustificati allarmismi non ci toccano: i dati scientifici autorevoli e le informazioni che cerchiamo di rendere accessibili a tutti confermano tutte le nostre preoccupazioni. E in questo i medici non sono soli: timori sono infatti anche stati espressi da esperti in altri settori.
Per i meteorologi, ad esempio, la rete 5G potrebbe compromettere gli attuali sistemi di previsione e per gli esperti di sicurezza nazionale e informatica ci sarebbe, oltre che una forte limitazione della privacy, addirittura una potenziale minaccia alla sicurezza nazionale a causa dei possibili usi fraudolenti di questa nuova e difficilmente controllabile infrastruttura di comunicazioni. Ci sarebbero addirittura timori (si legga questo puntuale e documentato intervento basato su documenti ufficiali del governo inglese) per inadeguati e massivi tagli di alberi che potrebbero ostacolare la propagazione delle onde millimetriche. Ma in questi tempi di cambiamenti climatici, di eventi estremi, di temperature fuori controllo, di città sempre meno vivibili, non sarebbe molto più sensato preservare e piantare nuovi alberi, piuttosto che piantare antenne?

mercoledì 8 maggio 2019

Toscana, niente multe a chi usa pesticidi vicino all’acqua. Ma la salute va tutelata

Fonte: Il Fatto Quotidiano Ambiente & Veleni | 8 Maggio 2019 

L’esaustivo servizio della giornalista Monica Pelliccia ha riportato l’attenzione sul Piano di utilizzo di fertilizzanti e fitosanitari (Puff) della regione Toscana approvato il 30 luglio scorso e di cui già mi ero occupata. Come appare chiaramente dal video, è fuor di dubbio che il glifosato venga utilizzato anche in prossimità dei punti di captazione di acque destinate al consumo umano, perlomeno all’interno del distretto vivaistico pistoiese; tuttavia, se prima chi lo faceva poteva essere – almeno in teoria – sanzionato con multe da 600 a 6mila euro, ora, “grazie” al Puff, può farlo senza timore di multe. Peccato che glifosato, clorpirifos e gli altri pesticidi autorizzati siano tutti più o meno tossici non solo per l’ambiente, ma anche per la salute umana e una sintesi sui loro effetti è stata pubblicata.
La conoscenza sullo stato delle acque della piana pistoiese non è certo soddisfacente, visto che dai report di Arpat glifosato e Ampa (le sostanze che l’esperienza insegna essere le più frequenti) sono stati ricercati solo in cinque pozzi della Val di Nievole sui 15 complessivamente esaminati, ritrovandoli nel 100% dei casi; purtroppo però l’erbicida o il suo metabolita Ampa non sono stati ricercati in nessuno dei pozzi più direttamente interessati dall’attività vivaistica. Inoltre in uno dei pozzi della Val di Nievole, dove è presente Ampa, è stato trovato anche il clorpirifos, sostanza altamente tossica per il neurosviluppo, con concentrazione analoga a quella di Ampa: vorrei quindi soffermarmi proprio sugli effetti di glifosato e clorpirifos emersi dalla più recente letteratura scientifica.
Ricordo che il ruolo svolto dall’ambiente microbico intestinale (microbiota) nel garantire funzioni essenziali per la salute umana – quali assorbimento di nutrienti, sintesi di vitamine, buon funzionamento del sistema immunitario e nervoso – è sempre più riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale. Purtroppo il microbiota è anche il primo bersaglio dell’inquinamento, specie nelle prime fasi della vita, sia per la cattiva qualità dell’aria che per i residui di pesticidi che attraverso gli alimenti arrivano nell’intestino.
Da uno studio recente condotto su animali da laboratorio è emerso che l’esposizione cronica a clorpirifos altera l’integrità della barriera intestinale, promuovendo la liberazione di lipopolisaccaridi che a loro volta inducono un’infiammazione di basso grado, all’origine di obesità e insulino-resistenza. Da notare che il ruolo del clorpirifos nell’insorgenza di tali patologie si è dimostrato superiore a quello della predisposizione genetica e di una dieta ricca di grassi.
Un altro recentissimo studio condotto su animali da laboratorio mostra che l’esposizione a dosi molto basse di glifosato (metà della dose considerata “sicura” dalla tossicologia ufficiale) in gravidanza, anche per una sola settimana, può causare un incremento di obesità, gravi alterazioni ovariche, testicolari, prostatiche, renali, pubertà precoce, predisposizione a pluripatologia e tumori nelle tre generazioni successive.
Per non parlare di un vastissimo studio caso-controllo condotto non in laboratorio, ma su 2961 soggetti con diagnosi di disturbi dello spettro autistico nati nel periodo 1998-2010 in California – di cui 445 con disabilità intellettiva – confrontati in rapporto 1:10 con soggetti sani, in cui è stata valutata in tutti i soggetti, sani e malati, l’esposizione a pesticidi (espressa come libbre/acro/mese) entro 2 km dalla residenza materna. Rischi statisticamente significativi di autismo sono emersi per esposizione prenatale a glifosato, clorpirifos, diazionon, malathion, avermectin e permetrina variabili dal +10% al +16%. Per il disturbo dello spettro autistico con disabilità intellettiva gli aumenti del rischio sono risultati nettamente più elevati e variabili, dal +27% al +46%.
Credo che soprattutto i genitori che il prossimo 19 maggio parteciperanno in tante parti d’Italia alla marcia per lo stop ai pesticidi siano l’espressione migliore di chi finalmente ha capito che difendere la salute dei propri figli è ormai un irrinunciabile dovere morale.
Ambiente & Veleni | 8 Maggio 2019

mercoledì 1 novembre 2017

Il G7 Salute tra accordi segreti e falsi proclami. Obiettivo: privatizzare tutto

di | 1 novembre 2017  Il Fatto Quotidiano

Il 5 e 6 novembre si riunirà a Milano il G7 sulla salute. I temi all’ordine del giorno, definiti dalla ministra Lorenzin, saranno: le conseguenze sulla salute dei cambiamenti climatici, la salute della donna e degli adolescenti e la resistenza antimicrobica. Da un tale incontro non uscirà assolutamente nulla se non un semaforo verde per trarre ulteriore profitto dalla nostra salute e dalla devastazione del pianeta.
Considerato chi siederà attorno a quei tavoli non è possibile immaginare nulla di diverso. Sono gli stessi governi che in gran segreto dal 2013 stanno trattando l’accordo TiSA (Trade in Services Agreement) sugli scambi dei servizi, tra questi quelli finanziari, ma anche l’istruzione e la sanità.
Nel 2014 WikiLeaks, l’organizzazione di Julian Assage, ha per la prima volta rivelato l’esistenza di tali trattative. Il Tisa sarebbe il più grande accordo commerciale mai discusso: i servizi infatti rappresentano circa il 70% del Pil mondiale, che potrebbe portare, secondo una simulazione realizzata per l’Italian Trade Agency/ICE ad un possibile aumento degli scambi di servizi fra paesi aderenti all’accordo nell’ordine del 20%, quasi 400 miliardi di euro considerando i livelli del 2013.
Il 4 febbraio 2015 l’agenzia AWP Associated Whistleblowing Press (agenzia formata da giornalisti investigativi) ha reso pubblico un documento del Tisa dove si può leggere: “C’è un potenziale enorme ancora non sfruttato per la globalizzazione dei servizi sanitari”. La ragione, come viene spiegato, è che “sino ad ora questo settore di servizi ha giocato solo un ruolo ridotto negli scambi internazionali. Ciò è dovuto al fatto che i sistemi sanitari sono finanziati ed erogati dallo Stato o da enti assistenziali e non sono di nessun interesse da parte degli investitori stranieri a causa dell’assenza di finalità commerciali”. La soluzione è semplice: privatizzare tutto aprendo le porte ai grandi fondi finanziari, alle compagnie internazionali di assicurazioni e contemporaneamente cancellando il ruolo dello Stato come responsabile della salute della propria popolazione.
In Italia questo significa fare carta straccia della nostra Costituzione. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di opinioni  politiche, di condizioni personali e sociali.” Così recita l’art. 3 che prosegue: “ E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”. Questa è senza dubbio la parte più innovativa che testimonia la grandezza della nostra Costituzione e che spiega perché tanti hanno fatto di tutto per modificarla. Infatti  non si limita ad affermare dei principi teorici di uguaglianza ma affida esplicitamente allo Stato il compito di rimuovere tutti quegli ostacoli che non rendono pienamente fruibili i diritti declamati.
Nel caso della salute l’art. 32 recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti…”. Nessuno può quindi essere privato delle terapie necessarie a causa della sua condizione economica.
Ma per i governi l’importanza della nostra salute è pari a 0; un diritto universale è trasformato nel più produttivo business del secolo per gli squali della finanza internazionale e per i loro terminali politici. Se le aziende di Big Pharma non si sono scomposte di fronte alla condanna a 14 miliardi di dollari di multe in cinque anni per corruzione e pubblicità fasulla è perché si paga volentieri quando il reato produce guadagni molte volte maggiori delle sanzioni!
Nel frattempo undici milioni di italiani hanno rinunciato a curare almeno una patologia e negli Usa i più poveri muoiono in media 14 anni prima dei più ricchi; la metà delle persone sieropositive nel mondo non possono accedere alle cure e in quello che era il ricco Occidente oltre un milione di persone non possono assumere le nuove efficaci terapie contro l’epatite C solo per fare degli esempi.
Di fronte alle falsa recita del G7 decine di associazioni hanno costituito il comitato “Salute senza padroni e senza confini” e, insieme al Gue, gruppo parlamentare «Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica» e al gruppo consiliare «Milano in Comune», hanno organizzato a Milano due iniziative.
Sabato 4 novembre un “Forum internazionale per il diritto alla salute e l’accesso alle cure” nel quale si confronteranno ricercatori, scienziati, medici, biologi di altissima professionalità con attivisti di tutto il mondo per individuare obiettivi condivisi. I temi del Forum saranno: la disuguaglianza sociale come determinante di malattie, l’accesso alle cure, la privatizzazione dei servizi sanitari e le conseguenze sulla salute dei cambiamenti climatici.
Domenica 5 novembre si svolgerà un incontro tra i movimenti italiani attivi nella difesa della salute per organizzare insieme delle campagne nazionali.
di | 1 novembre 2017

mercoledì 23 dicembre 2015

Salute, la verità sui tagli

dal Fatto Quotidiano del 23 dicembre 2015 a firma del  Vicedirettore de Il Fatto Quotidiano

“Non ci sono tagli alla sanità”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi lo ha ripetuto così tante volte che viene la tentazione di crederci. Invece nella legge di Stabilità i tagli ci sono eccome e si sommano a quelli delle manovre precedenti. L’analisi pubblicata ieri dall’Ufficio parlamentare di bilancio, l’autorità indipendente che vigila sui conti pubblici, è la smentita definitiva al premier e dovrebbe aprire un certo dibattito. Perché a chi contesta i tagli c’è sempre chi risponde che in sanità l’offerta genera la domanda, quindi è chiaro che più si spende più i cittadini chiederanno di spendere, in un aumento senza fine. Ma in Italia la spesa sanitaria è più bassa che nella media dei Paesi ricchi dell’Ocse: 6,5 per cento del Pil contro il 6,8 medio. Quindi non spendiamo troppo, ma un po’ meno degli altri.
Meglio quindi spostare la discussione su quanto si sta tagliando, con quali criteri e con quali conseguenze. La legge di Stabilità porta il finanziamento del Servizio sanitario nazionale nel 2016 dai 113,1 miliardi previsti a 111. Che sono più dei 109,7 del 2015 ma meno di quelli sulla base dei quali tutta la sanità pubblica aveva impostato i propri bilanci per l’anno prossimo. A questi si aggiungono i tagli alle Regioni che possono ricadere sulla sanità: il governo toglie 4 miliardi nel 2017 e 5,5 nel 2018 e nel 2019. Soldi che andranno trovati negoziando tra Palazzo Chigi e governatori.
Se non si arriva a un accordo, ci pensa l’esecutivo a tagliare la spesa “tra i settori di spesa regionale, compresa dichiaratamente la sanità”, come scrive l’Upb. A tutto questo si sommano gli effetti dell’austerità degli anni scorsi: la legge di Stabilità 2015 combinata con il decreto enti locali ha reso permanente un taglio da 2 miliardi che potrebbe aumentare se gli altri settori non faranno i loro risparmi (per ora non indicati).
L’Upb dice che sembra “inevitabile” che la legge di Stabilità appena approvata dalla Camera colpisca ulteriormente la Salute. Il governo però ha scritto nel testo che viene garantito il “rispetto dei livelli essenziali di assistenza” (Lea). Come? Non si sa. “Rimane da dimostrare la concreta compatibilità tra la riduzione del finanziamento programmata e la sostenibilità del servizio sanitario nazionale”, scrive l’Upb. Se il conto non torna, ci sono solo due esiti: o si sforano i tetti di spesa, o peggiorano i servizi.
Anche perché la spending review che dovrebbe assicurare di concentrare i tagli sui famosi sprechi non esiste. Come denuncia l’Upb, le azioni che dovrebbero migliorare il rapporto tra costi per lo Stato ed efficacia della spesa “non sono specificate, se non in piccola parte”. È tutto delegato a Regioni e direttori generali. Provvedimenti come il contestato “decreto appropriatezza”, quello che stabiliva criteri più stringenti per gli esami rimborsabili, fanno risparmiare (106 milioni). Ma devono essere concepiti per fare ordine ed evitare degenerazioni perché – nota l’Upb – producono consistenti risparmi solo se intaccano anche le “prestazioni efficaci”.
Queste riduzioni lineari di spesa fatte con l’accetta si intersecano con una ristrutturazione profonda del Servizio sanitario nazionale che riduce la costosa assistenza ospedaliera (i posti letto sono passati da 4 per mille abitanti nel 2005 a 3,4 nel 2012, la media Ue è 5,3) e rafforza i servizi sul territorio. Almeno nelle regioni in grado di gestirli: curare un paziente a casa costa meno e garantisce un servizio migliore, ma richiede un coordinamento tra amministrazioni efficienti e organizzate. Purtroppo il grosso delle risorse continua a essere assorbito dalle regioni peggiori, mentre quelle virtuose devono impazzire per trovare nuovi risparmi e sopperire alla inefficienza di quelle che sprecano.
Le conseguenze colpiscono, come spesso succede, soprattutto i più deboli: dai numeri di Eurostat si scopre che c’è un 6 per cento di italiani che ha rinunciato alle visite mediche perché troppo costose. Ma la percentuale sale al 13,1 tra il 20 per cento più povero. Gli scoraggiati da prezzi, liste d’attesa o distanza dal medico sono il 7,1 nella popolazione generale ma il 14,6 tra i più poveri. Il dato è chiaro: se salgono i costi o si riduce l’offerta, i più abbienti quasi non se ne accorgono perché migrano verso il privato. Chi non ha possibilità di scelta subisce un disagio doppio rispetto alla media. L’Ufficio parlamentare di bilancio nota che le “tensioni” che stanno emergendo nell’organizzazione dei servizi potrebbero “rivelarsi insostenibili se prolungate nel tempo”.
Negare i tagli nella speranza che nessuno se ne accorga o che almeno non ne attribuisca la paternità al governo, come prova a fare Renzi, è pericoloso.
Da Il Fatto Quotidiano del 22/12/2015
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Se cambiamo l'argomento, che so la mitica Variante di Valico oggi inaugurata ma piena di crepe e di frane e con oltre 12 km di coda solo oggi, vediamo subito come l'essenza non cambia: non conta l'argomento, il tema, ma conta la infiorettatura dell'argomento: "lavorare la notizia" così si chiama nel gergo dei media.. praticamente vendere fumo. Non ci sono tagli; non è vero ci sono ma sono, come dire, mascherati e cumulativi con gli anni precedenti: tanto chi si ricorda cosa hanno legiferato lo scorso anno e chi se lo ricorderà l'anno prossimo?

martedì 28 aprile 2015

Unipol Banca, “piano sanitario gratis con conto online”. Ma attenzione alle clausole

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 28/4/2015
UnipolSai, seconda in Italia dopo le assicurazioni Generali per ricavi ottenuti dalle polizze malattia, ora fa scendere in campo anche la banca del gruppo per allargare la platea dei clienti. Unipol Banca, che stando all’ultimo bilancio nel 2014 ha visto ridursi fortemente l’ammontare dei depositi, ha infatti comunicato che da ora in poi offrirà a chi apre un conto corrente on line “un piano sanitario gratuito e dedicato”. A garantire le prestazioni sarà ovviamente Unisalute, la compagnia del gruppo delle coop specializzata nel settore e in prima linea nel promuovere i fondi integrativi gestiti con la partecipazione degli enti locali.
Ma attenzione: leggendo bene le clausole si scopre che per avere diritto al pacchetto completo, comprensivo della possibilità di ottenere “il rimborso dei ticket per le prestazioni di alta specializzazione“, “usufruire di tariffe agevolate per risparmiare sul costo delle prestazioni” e accedere a “servizi di prevenzione, assistenza e consulenza medica”, non basta attivare il conto MyUnipol. Bisogna anche rispettare alcuni “requisiti“. Cioè farsi versare su quel conto lo stipendio o la pensione, aprire un deposito titoli con saldo attivo oppure aprire un conto deposito con versamento mensile minimo di 20 euro.
Importante anche notare che MyUnipol Salute non sono coperte cure e protesi dentarie. Il pagamento dei ticket è invece garantito per angiografie, artrografie, broncografie, cistografie, cistouretrografie, clismi opachi, colangiografie, colecistografie, fluorangiografie, mielografie, retinografie, ex esofago, stomaco e intestino, urografie, videoangiografie. Tra gli accertamenti coperti ci sono poi l’ecocardiografia, l’elettroencefalogramma, l’elettromiografia, la mammografia, la pet, la risonanza magnetica, la scintigrafia e la tac. Sono rimborsate anche chemioterapia, cobaltoterapia, dialisi, laserterapia a scopo fisioterapico e radioterapia. Il tutto fino a un massimale annuo di 5mila euro a persona. Le prestazioni a tariffe agevolate sono erogate nelle cliniche convenzionate con Unisalute.
Il piano prevede poi un programma per la prevenzione della sindrome metabolica, una condizione clinica associata a peso eccessivo, vita sedentaria e colesterolo alto, che può portare all’insorgenza di patologie cardiovascolari. Se l’assicurato, in base agli accertamenti fatti priva dell’attivazione del piano sanitario, non risulterà avere una sindrome metabolica conclamata, avrà diritto a tariffe agevolate per esami del sangue semestrali per il controllo di colesterolo, glicemia e trigliceridi.
A dire il vero, poi, l’offerta del piano sanitario abbinato al c/c non è nuovissima: era prevista anche per un gruppo di “vecchi” correntisti della banca, quelli che hanno attivato i costosi conti Valore Plus o Valore Extra. Per i quali però si pagano rispettivamente 5 e 10 euro al mese. Più, nel caso di Valore Plus, le spese per i prelievi bancomat oltre il tetto di 36 all’anno.
p.s.
dai dai e dai alla fine ci asiamo arrivati: il piano sanitario "assicurativo" privato! Dopo anni e anni di depredazione di quella pubblica e di suo svilimento, quando c'è di mezzo la politica (con la "p" minuscola sia chiaro) va sempre così, a semplice parcheggio di politucoli, primari del "partito" e amministratori delegati rigorosamente divisi per aree, correnti ecc. alla fine l'edificio crollato non lascia spazio ad altro che all'entrata alla grande della assicurazione privata sanitaria: e da quello che si legge possiamo dire che è come negli usa; anzi è peggio...... perchè qui sono banche assicurative che ve lo proprongono con le clausole in "pccolo" naturalmente. A prima vista sembra tutto bene (PER CHI PUO' PERMETTERSELO, naturalmente) ma in realtà: se apri conti deposito o simili allora l'hai gratuita altrimenti .. la paghi! Questi contratti qui presuppongono un legame stretto fra la parte finanziaria, i conti da aprire, e quella assicurativa sanitaria; sono "scommesse" ossia l'assicuratore scommette su due cose: la prima è quella che tu gli molli i tuoi soldi, e tutti; la seconda è che te non tiammali o se lo fai non lo fai negli anni di ammortamento della polizza e che, in ogni, caso NE USUFRUISCI per cose minime e di breve durata...... se invece ciò non dovesse accadere allora sta tranquillo che, finito l'ammortamento, o ti aumentano il premio o ti arriva la letterina che ti dice "ci dispiace ma siamo costretti a rescinderla.." questa è una polizza di prima generazione: serve per attirare clienti e far fare bella figura al loro Ministro referente (ben sappiamo chiè, no?); vedrete che quando sarà aperto il "mercato (brutta parola ma è così che loro lo considerano)" allora arriveranno quelle vere: come negli usa saranno assicurati SOLO per certe cose e non per altre e anche quando si rimane all'interno della polizza la prima cosa sarà sempre quella che "loro" devono risparmiare costi quel che costi perchè la parola d'ordine è " evitare l'anti-economicità" del costo.. come per le auto e forse anche peggio. Micheal Moore (per parlare di un personaggio, noto ai più, che da anni denuncia i guasti della società americana e che con Sich'O mise alla berlina la sanità americana)  l'aveva prospettato come chi o perde il lavoro o non se la può proprio permettere perde il diritto all'assicurazione sanitaria e si dovrà rivolgere a quella pubblica che è letteralmente fatiscente.... come oggi quella italiana: un incubo vero e proprio. Anche questo lo sapevamo già: con l'entrata in vigore del WTO c'era scritto chiaro: sanità, istruzione, cultura ... o, facciamo meglio a dire quelle che rimangono pubbliche, tranne INTERNI, GIUSTIZIA E DIFESA tutto il restodev'essere MESSO SUL MERCATO con pochissimi presidi pubblici per chi proprio non ce la fa. Sapete qual'è la vera ironia? E' che a farlo è una ..... coop rossa (rossa si fa per dire)!!
Grazie miei cari compatrioti
grazie per aver votato per quelli che ci hanno portato a questo!

mercoledì 24 settembre 2014

Salute: ecco i 10 cibi più contaminati

dal sito pandorando a firma di Free Opinionist.
Nel dossier “La crisi nel piatto degli italiani nel 2014”, presentato al Teatro Palapartenope di Napoli, Coldiretti ha stilato un’interessante classifica dei cibi con più residui di sostanze chimiche elaborando i dati del Rapporto 2014 sui residui dei fitosanitari in Europa realizzato dall’Efsa, Agenzia europea per la sicurezza alimentare.
Con il 61,5 per cento dei campioni risultati irregolari, il primato di alimento meno sicuro in vendita in Italia se l’è aggiudicato il peperoncino che arriva dal Vietnam: nel 2013 ne abbiamo importati 273.800 chili per preparare sughi piccanti, insaporire l’olio o condire piatti, senza alcuna informazione per i consumatori. Nel peperoncino esaminato è stata rilevata la presenza in eccesso di difenoconazolo, ma anche di hexaconazolo e carbendazim che in Italia, sul prodotto, sono vietati.
“Un pericolo legato al fatto che, sotto la pressione della crisi, aumenta il commercio di surrogati, sottoprodotti e aromi artificiali oltre che di alimenti a basso costo ma a rischio elevato, come dimostra il fatto che le importazioni agroalimentari in Italia hanno raggiunto la cifra record di 39 miliardi di euro nel 2013 con un aumento del 20 per cento rispetto all’inizio della crisi nel 2007”, ha spiegato Coldiretti.
“A preoccupare”, continua Coldiretti, “è anche l’arrivo sul territorio nazionale nel 2013 di 1,6 milioni di chili di lenticchie dalla Turchia che, secondo l’Efsa, sono irregolari in un caso su quattro (24,3 per cento) per residui chimici in eccesso e delle arance dall’Uruguay che presentano il 19 per cento dei campioni al di sopra dei limiti di legge per la presenza di pesticidi come imazalil ma anche di fenthion, e ortofenilfenolo vietati in Italia”.
Il resto della classifica comprende le melagrane dalla Turchia (40,5 per cento di irregolarità), i frutti della passione dalla Colombia (25 per cento), l’ananas del Ghana (15,6 per cento), le foglie di tè dalla Cina (15,1 per cento), il riso indiano (12,9 per cento) che con un quantitativo record 38,5 milioni di chili nel 2013 è il prodotto a rischio più importato in Italia, i fagioli dal Kenya (10,8) e, all’ultimo posto, i cachi da Israele (10,7 per cento).
L’Italia, che secondo l’Efsa vanta livelli di sicurezza unici in Europa, con una quantità di prodotti agroalimentari con residui chimici sopra i limiti pari allo 0,2 per cento (nove volte meno della media europea e 32 volte meno i livelli medi extracomunitari), si trova a dover fare i conti con un pericolo che riguarda soprattutto i consumatori più colpiti dalla crisi, costretti a rivolgersi ad alimenti a basso costo, ricchi di ingredienti di scarsa qualità e facilmente contaminati.
“In questo contesto è importante la decisione annunciata dal Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin, di accogliere la nostra richiesta di togliere il segreto e di rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri per poi magari parlare di Made in Italy nelle pubblicità”, ha sottolineato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.da stasera spero di dare al blog un respiro molto più ampio e parlare, finalmente, anche di quella parte dell'informazione messa in secondo piano dal mainstream... arrivo buon ultimo naturalmente.

venerdì 30 maggio 2014

The China study, seconda parte..

E' la parte che parla di noi, delle nostre malattie e dei problemi ad essi connessi.

Nel saggio questa è la parte seconda... di questa parte mi ha colpito il punto decisivo: la mancanza, secondo l'Autore, di una visione d'insieme del problema: fa capire che un pò per la necessità di creare profitto, e di crearsi clienti, un pò perchè finanziando ricerche su "singoli aspetti" può permettersi di far perdere d'occhio le tante magagne che ci sono sotto il tipo di alimentazione che qui in occidente si segue. Non quella tradizionale fatta con metodi naturali ma l'alimentazione industriale.. a maggior ragione OGM (questo l'aggiungo io come logica conseguenza del suo discorso.....). Quell'alimentazione che porta l'autore a considerare il rapporto stretto, la chiama correlazione, fra cina urbanizzata e quella rurale: nella prima l'indidenza delle malattie del benessere è pari a quella occidentale, nelle seconde sono quasi assenti; come sono quasi assenti altri problemi che c'investono qui come le coonseguenze genetiche: l'ultima frontiera è che se un gene si attiva siamo esposti alla malattia .. come una lampadina che si accende; l'autore non è convinto nè di questa predestinazione nè tantomeno che sia inevitabile (qui leggendo questa parte la mia mente non è potuta non andare a un gran film quasi misconosciuto dal titolo GATTACA che disegnava una società dove solo se si avevano alcune caratteristiche - prescelte prima della nascita dai genitori - si poteva accedere ai ranchi alti della società..... il film dimostra il contrario ma l'idea rimane). Egli sostiene che il vero problema è il come vien costruito il cibo e come mai le lobby, sia alimentari che big pharma, premono tanto affinchè non si punti al nocciolo della questione, i danni delle proteine combinate con altri enzimi più o meno  naturali, ma ai suoi aspetti superficiali come ad esempio la lotta all'obesità o al diabete , ormai presenti anche in giovane età: se ne parla ma poi nelle scuole si continuano a ingerire merendine, hamburger ecc....e la lotta contro essi con diete che alla fine contengono le stesse proteine e grassi che fanno danni al fisico nell'immediato e nel futuro.
Il resto lo troverete nel saggio che, auspico, leggiate...

venerdì 15 novembre 2013

Ride bene ... chi ride, per, ultimo...

Sia chiaro che in questo paese si è innocente fino a sentenza definitiva; e fino ad allora si deve sempre dare il beneficio del dubbio.
Sia, anche, chiaro però che esiste un altro livello, quello politico e dell'opportunità, che non investe il penale, che ragiona in maniera diversa e che pone domande cui la propria coscienza e non unn giudice può rispondere
..... chiediamo a gran voce la dimissioni del Ministro Cancellieri. Ma ci si chiede anche se sia opportuno che anche un Governatore e/o un Sindaco si debbano dimettere per pure ragioni di opportunità ed etiche.... e non solo dalla carica istituzionale che ricoprono.
Perchè? Eccolo....

... e qui invece si sa già che "il ministero farà un sopralluogo ma non ci saranno sorprese"

senza A.I.A. salta ... un ministro e si sposta un referendum e due morti di tumore sono mink....

e si finanzia una fondazione.....

.. capito tutto?
Io:
  1. capisco anche che forse non ha riso sui morti ma sulla situazione venutasi a creare fra il dirigente ilva e il giornalista;
  2. dobbiamo anche capire che non ci sono più bandiere nè destra, nè sinistra, nè fiom, nè industriali ma solo un unico sistema di potere integrato in cui in pubblico ognuno ha un suo ruolo distinto ma in privato ..... è ben altra cosa;
  3. dobbiamo, infine, capire che non esiste un confine ben definito come nelle teorie in cui ancora qualcuno crede... la realtà è diversa, molto diversa a volte è perfidamente contorta: amici che non sono tali e nemici che possono essere utili senza per doverseli sposare...
    Cari signori della sinistra a noi cittadini, tarantini e non, ci dovete non "una" spiegazione ma "la" spiegazione che cancelli i tanti dubbi, per usare un eufemismo, che sono sorti quando il coperchio del sistema è saltato grazie all'indagine della magistratura e alla tenacia di qualche dirigente con i gioielli di famiglia quadrati che ha fatto muro.
Questo vale non solo per la questione "pugliese" ma anche per quella campana perchè sì si può anch'essere assolti prescritti ma dal punto di vista etico e morale è tutta un altra storia: perchè se la giustizia degli uomini, basata su leggi che gli uomini fanno e disfanno anche per proprio tornaconto e nei cui dettagli altri uomini si possono infilare trovandon beneficio, se la suindicata giustizia può non trovare colpevoli  ..... persone sono morte o moriranno di malattie, di illegalità e di chissà cos'altro e lo Stato alla fine di tutto si trova a fare un altro passo indietro in regioni che di Stato ne hanno visto ben poco fin dall'unità d'italia dove non c'è stata adesione ma conquista "piemontese" e dove per anni si è stati colonie e non parte integrante del nascituro paese.... il danno, non solo ambientale, è enorme e forse un gesto sia pur simbolico e inutile potrebbe aiutare almeno a iniziare a cicatrizzare le ferite e a placare gli animi ... e non solo dei vivi.
Iimputo a questi che fanno discorsoni a sinistra (ma quale sinistra, me lo chiedo sempre perchè sinistra è una parola importante per poter essere usata a cuor leggero), sull'ecologia, sul diverso paese che vogliono costruire, sui piani industriali della quale ilva è un pezzo importante, non lo disconosco, (ma è anche un perno di quel "sistema" dove lo stato ci mette soldi per spingere un privato a comprare un azienda che forse non vuole dandogli tutto, proprio tutto... anche la salute dei cittadini e non solo degli operai) per una città in crisi di un paese fallito: volete capire che siamo stanchi di bugie, doppiezze, tripli salti mortali carpiati, connivenze ecc.? E siamo anche stanchi di dover scoprire, grazie alla magistratura, che anche voi dietro le quinte non siete per nulla diversi dagli altri, anzi ne siete parte integrante e che l'unica vera vostra preoccupazione non è l'economia, nè la salute, nè il lavoro nè ...... ma solo l'immagine: quel dar la sensazione del "fare" qualcosa che conta più dei fatti veri, delle malattie vere, ecc. perchè se ilva fosse stata risanata non a forza di leggine salvakiappe ma di regole serie e certe oggi non avremmo malattie, tumori, connivenze e tutto il resto che emerge da questi brandelli di conversazioni intercettate che m'impongono di fare flebo di maalox per non farmi salire agli occhi oltreche le nausee ma anche il vomito!!!!
Dimettetevi. Affrontate il vostro giudice naturale e battetevi in aula: se innocenti riavrete la stima degli italiani, e la mia, sarete puliti e candeggiati..ma dimettetevi ora perchè avrete dato un bell'esempio di moralità e rigore morale e politico... una cosa rara, molto rara oggi come ben sapete dato che non siete proprio nuovi alla politica, vero? Se altri al posto vostro non lo farebbero è un problema loro e della loro coscienza ma se siete "altro" allora la strada, a priori, non può che essere una.....
p.s.
non mi pare per nulla propizio ma serve a poco querelare un giornale..... non serve ed è un inutile esercizio di politica giudiziaria.
Come sempre si fa per dire...
Buon week end

lunedì 4 novembre 2013

la terra dei fuochi è solo una parte del problema..

Sia chiaro che non si deve generalizzare, sono il primo a dirlo.. ma la news, l'intervista a carmine schiavone, che ha diffuso, voglio sperare non ad arte dato che è subito sbucata fuori una ditta che ha messo avanti il problema dei prodotti non inquinati perchè.. "padana", il panico a proposito dell'avvelenamento del suolo in campania non è una cosa nuova e non è solo un problema "campano", quindi: attenzione alta; nessuna criminalizzazione; niente speculazioni; sperare che i controlli funzionino e che le istituzioni non siano nè corrotte nè compiacenti.... pia speranza lo so.
C'è da aggiungere che anche se pentito, quindi si presuppone che abbia cambiato campo, non so di nessuno di questi che abbia detto tutto e subito, anzi spesso dicono pillole di verità in un mare di balle per mandare i messaggi giusti alle persone giuste affinchè capiscano il "problema" da affrontare.... quindi vanno prese con le molle.
La cosa che sconcerta è la secretazione dei verbali: sapevano? Si la politica sapeva e non da ora ma taceva, per i più vari motivi dei quali nessuno ha a che fare con la salute dei cittadini e molto invece ha a che fare con questioni di soldi e opportunità (compresi processi a poltiici e loro sodali dai quali i primi sono quasi sempre salvati): è questo il vero scandalo della storia che oggi è esplosa.......
Voglio rilevare alcuni aspetti però che ritengo importanti:
  1. non è da ora che se ne parla (anzi ero ancora a Napoli quando s'incominciò a vociferare di cibi inquinati.. allora si puntò l'attenzione sulla piana del sarno e del Sele.. dove c'era la produzione maggiore di legumi ecc. che puntualmente finivano sui piatti di tutta italia);
  2. ogni tanto vien furi questa storia ma altrove non stanno meglio .... anche in padania: chi ricorda che, alcuni anni dopo la diossina di seveso, il ministro della "salute (...)" di allora risolce il problema.. aumentando il livello legale della diossina presente nell'acqua (e quindi negli alimenti) vanificando gli sforzi delle popolazioni locali nel chiedere non solo maggiore attenzione delle istituzioni preposte ma anche maggiori controlli e, quindi, chi doveva pagare .. pagasse, cosa che NON avvenne;
  3. la politica, l'ho già detto, sapeva eppure non ha fatto nulla: forse perchè la ingolosiva più la forza dei voti che il malaffare era capace di mobilitare che la salute dei cittadini...... per tacere degli appalti per la cosiddetta "bonifica" e il giro dei soldi per la gestione dei rifiuti.. nonostante le proteste siano esplose nel corso degli anni;
  4. e che dire dei rifiuti, il vero petrolio, che le mafie hanno gestito cinicamente offrendo il servizio a costi stracciati da un lato mentre li sversava, e la politica girava gli occhi da un altra parte, nelle regioni del sud;
  5. e la gestione dei rifiuti nucleari? dove son finiti? Il pentito lancia alcuni riferimenti che fanno accapponare la pelle.... ma nulla è accaduto, perché?
  6. e i rifiuti industriali? Facciamo qualche esempio: Marghera, Ilva, Cantieri navali, fabbriche chimiche, ecc. sono inquinanti, ma dove sversano? E come mai lo Stato cede sempre al ricatto occupazionale senza far rispettare le regole che pur ci sono?
  7. E' mai stato fatto un serio studio epidemiologico sulle malattie, disfunzioni genetiche, qualità della vita ecc. che sono causate da queste tragedie? E qualcuno mai pagherà per tutto ciò? Non parlo certo dal punto di vista penale, o almeno non solo, ma proprio politico e sociale.....
.. e questi sono solo alcuni problemi che si dovrebbero affrontare e subito e invece nulla; come sempre il vero problema non sono i mali in se ma la totale inadeguatezza, a essere buoni, del ceto dirigente che troppo spesso ha seguiti le sirene dei soldi e della convenienza elettoral-affaristica che l'interesse comune, per tacere dell'ormai bene comune........ l'eredità che ci sta lasciando questo ceto dirigente è enorme e ci vorranno secoli per azzerare tutto e ricominciare non a vivere serenamente l'esistenza ma, almeno, ad evitare di sopravvivere a se stessi e ai propri mali.
p.s.
ovviamente ho tralasciato, scegliendodi rimanere sul fatto singolo, di citare l'inquinamento acustico, elettrico, ambientale, umano che interessa l'intero pianeta cui contribuiamo ampiamente, grazie anche alla europa che s'è rimangiata l'anima ambientalista di tante direttive, ma di cui siamo solo un aspetto e nemmeno quello peggiore.......

martedì 4 giugno 2013

La stangata.....

non è la critica, peraltro superflua, del famoso film ... quindi potete tirare un sospirone di sollievo e andare avanti nel post sempre che lo troviate interessante.
Già postai qualche settimana fa sull'argomento "ospedali" in toscana, ricordate? Bene questa è la seconda puntata, quella definitiva: tutto gira attorno a una schema ormai collaudato dalla tav: per non aggravare il bilancio pubblico i nostri espertissimi politici cosa si sono inventati? Il project financing: in teoria il privato s'accolla le spese per costruire qualcosa e l'appaltante, l'ente pubblico, gli concede la possibilità di "profittare" ..... tutto qui.
Se l'opera è utile davvero e l'economia tira problemi non ce ne sono nè per il pubblico che appalta nè per il privato che s'accolla il rischio d'impresa ma ne ricava molto attraverso la gestione: non in Italia, naturalmente..... dove il privato non vuole rischiare e il pubblico non può spendere ma vuole fare quell'opera che ben sa che non profitterà mai: la tav semmai darà profitti lo farà fra 50 anni almeno (leggetevi i planning pubblicati in rete), tant'è che in Spagna e Portogallo la tav è ormai un sogno così come in Croazia e Slovenia la tav va sul corridoio adriatico e non ci pensano nemmeno a collegarsi al mitico, e del tutto ipotetico, Corridoio 5 che NON ESISTE se non nei giornali italiani e in alcune espressioni europee........
Rapportandolo alla Sanità, costituzionalmente protetta al pari della salute, come fare se ci sono 13 mln di euri (italiani ed europei) da buttare nel cestino senza aumentare il deficit pubblico? Semplice t'inventi un piano sanitario che si basa su ospedali zonali interprovinciali per acuti... mostri di cemento costruiti su sabbia (come a Massa) o su ex pantani (Lucca) ecc. ecc. quei 13 mn avrebbero potuto esere usati per ristrutturare l'esistente e, magari, potenziarlo  ma al politico dava poco lustro e al privato non dava profitti: ecco quindi l'idea del nuovo ospedale; per farlo reinventano  l'intero sistema sanitario chiudendo ospedali piccoli, riducendo i posti letto, tagliando pronto soccorsi, passando a coop alcuni servizi, e quant'altro serve per spingere nella mente delle persone l'utilità della cosa: roba da cavalieri che fecero l'impresa, un altro famoso film.
Potremmo dire: "houston abbiamo un problema" perchè il privato non solo ha speso i 13 mln di euri ma l'ha anche superato giungendo a spendere 50 mln di euri pera rrivare ad una somma, interessi compresi, di ben 250 mln di euro; sempre non suoi ma delle ..... banche e si sa che le banche non sono associazioni filantropiche, vero? Che si fa? Alla Regione tocca fare spazio, c'è il project financing in salsa italiota, e al privato tocca ridare soldi alle banche: et voilà.. il pubblico molla appalti e gestione ospedaliera al privato il quale li subappalta (perfino i parcheggi degli utenti saranno a pagamento) a terzi aumentando il costo per gli utenti: a differenza della tav la sanità è uno di quei servizi di cui non si può fare a meno...... ecco il testo che il comitato Lucca per una società migliore ha emesso a difesa dellas anità pubblica lucchese e non solo:
il comitato “Lucca per una Sanità Migliore” di Raffaello Papeschi e Alessandro Di Vito
Project Financing: un inganno per rendere il cittadino più povero.

Forse i lucchesi non si sono ancora resi conto dell’inganno in cui sono caduti con il “regalo” che la Regione ci ha fatto con la costruzione del nuovo ospedale. Oltre ad esse inutile (perché Campo di Marte era più che sufficiente), dannoso (perché riduce la capacità di accoglienza sanitaria ed è collocato in zona inidonea), porterà anche un notevole danno economico alla città di Lucca.
Oltre i 13 milioni di € destinati alla ristrutturazione del vecchio ospedale che la Regione ha invece distratto ad altro scopo, i lucchesi si trovano ora nella condizione di dover restituire la cifra di circa 50 milioni di €. che il costruttore Astaldi ha anticipato sotto la forma di Project Financing. La restituzione avviene tramite la concessione della gestione di tutti i servizi ospedalieri per un periodo previsto di 19 anni, rinnovabili.
Ma la furbizia sta nel fatto che Astaldi non ha messo fuori di tasca sua questi 50 milioni, ma li ha presi in prestito da un consorzio di banche, e ora, oltre agli interessi che intende ricavare legittimamente come “rischio impresa”, ci addebiterà anche gli interessi che deve pagare alle banche per aver anticipato la somma. Facendo un rapido calcolo approssimativo per 50 milioni ne renderemo qualcosa come 250. Insomma, io ti presto soldi che non ho, e ti faccio pagare anche gli interessi che devo pagare per averli presi a prestito. Ganzo, neh..?
Domanda al Governatore della Toscana Enrico Rossi (allora assessore alla sanità e artefice per progetto di costruire i 4 nuovi ospedali) e al Direttore Generale della ASL 2, Antonio D’Urso: non conveniva che Regione e ASL prendessero loro direttamente i 50 milioni in prestito, o dalla Cassa Depositi e Prestiti dello Stato, o dallo stesso consorzio di banche private? Trattandosi di opera di supposta utilità (!!) pubblica, forse li avrebbero ottenuti a tasso agevolato. In ogni caso la ASL avrebbe mantenuto in proprio la gestione dei servizi, e se questi sono ciò su cui Astaldi conta per recuperare il prestito significa che la gestione rende. Perché regalare ad altri quello che può essere utile a noi? Astaldi ha già preannunciato che ci farà pagare anche il parcheggio per andare in ospedale, e certamente subappalterà la gestione dei servizi a ditte locali, le quali saranno costrette ad aumentare i costi di gestione.
Facciamo inoltre notare che l’autorità italiana Antitrust, in data 3 ottobre 2012, ha formulato la raccomandazione che "Laddove i servizi vengano svolti in concessione, la durata delle concessioni stesse va ridotta, commisurandola ai tempi di rientro dell'investimento (omissis) L'Autorità intende infine dare nuovo impulso al programma di clemenza per combattere i cartelli segreti tra imprese e chiede correttivi normativi per incentivare i soggetti a denunciarli.” Pare proprio che Astaldi non dovrebbe richiedere nulla di più della cifra di 50 milioni che ci ha scontato e non abbia il diritto di caricare sui cittadini lucchesi le sue spericolate operazioni finanziarie.
Insomma, i cittadini lucchesi sono proprio dei grassi polli da spennare, e la Regione non si è lasciata sfuggire l’occasione
.
E' chiaro che la denuncia è forte; ma importante è anche la materia, sanità, di cui si parla; tacere significa rinunciarvi passivamente.... a Lucca lo fanno e ... altrove?
p.s.
siamo il paese più americano d'europa..... ma il processo non è irreversibile: ma se si continua a votare per i soliti noti, non abbiamo scampo....

mercoledì 8 maggio 2013

quando il fatturato conta più della salute.....

Ieri, senza che vi siano state grandi proteste, ho acceso la luce sulla sanità toscana, la regione nella quale vivo (tralascio quella della mia origine, la campania, perchè ... è meglio quella di un qualunque paese del V° mondo), portandola come esempio di un teorema: come si fa a distruggere un modello per farne affermare un altro e guadagnarci sopra per se e per i propri "amici"? Ammetto che l'argomento non ha appassiona, i commenti son stati pochi, però è uno di quelli che dovrebbe provocare riflessioni e proteste e voti per quelli che vogliono invece mantenere il pubblico... idee non mancano, Gino Strada le ha:
“La sanità italiana era una delle migliori del mondo fino ad un paio di decenni fa. Anche fino a dieci anni fa continuava a reggere. Però era già in calo e alla fine è stato un calo progressivo. Oggi la sanità italiana è in crisi profonda.
Perché? Perché si è cominciato a trasformare gli ospedali, che devono essere luoghi ospitali, in aziende. Perché l’interesse non è più la salute della persona o la salute  della collettività, ma il fatturato.
Si è cominciato ad introdurre il rimborso a prestazione. Per chiunque lo faccia, che sia un ospedale così detto pubblico. Perché non esistono più. Perché gli ospedali pubblici oggi funzionano esattamente come gli ospedali privati convenzionati. Cioè rimborso a prestazione. Tot prestazioni fai, tot ti rimborso. Questo è socialmente pazzesco. Perché vuol dire incitare i medici alla delinquenza. Perché allora l’interesse del medico o della struttura non diventa la salute della persona, ma diventa quante prestazioni fai. Allora l’interesse è che la gente stia male. Così si possono fare più prestazioni. Anziché che la gente stia bene.
L’ideale per un pompiere è di non far niente tutto il giorno, perchè così vuol dire che non ci sono stati incendi.
Hanno introdotto i rimborsi a prestazione. Hanno introdotto i ticket. Hanno anche lì cancellato la costituzione.
I soldi? Molto semplice. Lo spiego subito. La sanità italiana costa 115 miliardi di euro l’anno. 30 miliardi, di questi 115, vanno in profitto. Cioè nelle tasche di investitori privati o in sprechi, maneggi e ruberie delle strutture così dette pubbliche. 30 miliardi all’anno è una manovra finanziaria. Con 30 miliardi all’anno si potrebbe investire in ricerca, strutture, in stipendi per i nostri infermieri, per esempio, che lavorano con grande passione e nella maggior parte dei casi guadagnano stipendi da fame. Si potrebbero investire. I soldi sono lì. Basta non rubarli. Basta non prenderli.
La sanità che ha dentro il profitto è una cosa che ci danneggia tutti. Perché prima o poi tutti quanti avremmo bisogni di cure mediche.
Io non farei nessuna nuova convenzione tra pubblico privato. E a scadenza non rinnoverei nessuna delle convenzioni esistenti. Il privato vuole fare il privato. Lo faccia. Ma con i soldi suoi. Perché il privato deve fare il privato con i soldi del pubblico”. (dal blog di antonio lomastro)
Come le ha, le idee chiare, il dr. Valerio Gennaro, il quale sul blog di Beppe Grillo ha fatto un post che definire interessante e preoccupante è dire semplicemente un eufemismo..... leggetelo anzi leggeteli perchè lo stesso medico mette un link nel post richiamando un altro suo post sul blog sugli anziani; è interessante il suo punto di vista: mentre la vita si allunga si è drasticamente ridotto il periodo di vita sano della popolazione, in particolare quella femminile...... di ben 9 anni da 71 a 62. Cosa significa? che il periodo della malattia e della disabilità nel nostro paese si è anticipato e ciò comporterà un aumento dei costi sociali e sanitari in un paese che invece sta facendo il percorso opposto: privatizzazione del sistema sanitario e distruzione di quello pubblico.
Siamo il paese che:
  1. manda la gente più tardi di tutti in pensione e con un assegno medio più basso;
  2. che ha perseguito scientemente una politica di denatalità spinta, riducendo anche le tutele della matermità e impedendo con una legislazione suicida che le giovani coppie abbiano le risorse economiche per fare programmi per il futuro, ivi compresi fare i figli;
  3. che ha messo su tipologie del lavoro che penalizzano le nuove generazioni rendendole povere per poterle meglio sfruttare in nome della competitività dell'economie e del costo del lavoro troppo alto;
  4. che ha, complici i sindacati e i partiti della pseudo-sinistra, praticamente azzerato la materia del lavoro in nome dell'attirare capitali esteri (cosa non vera perchè il vero problema è rappresentato dalle mafie e dalla mancanza di una politica industriale), per tacere della sicurezza;
  5. che ha privatizzato, giustamente, le compagnie telefoniche .. ed anche la rete che ora rischia di finire in mani cinesi; in questo modo, come aveva profetizzato Rifkin (che non ha mai fatto il profeta di professione ma l'economista e l'analista di trend), una buona metà della popolazione non sarebbe mai potuta entrare nello stato digitalizzato nè accedere a tutti i servizi che essa offre con un danno economico enorme per l'economia stessa.
  6. che ha privatizzato, previa trasformazione in macchina nella quale mettere i propri trombati e riciclati (con buonapace dei dipendenti), i servizi pubblici, tranne l'acqua ... per ora, per fare spazio al "privato" che è efficiente con i soldi pubblici naturalmente...
  7. ha distrutto una sanità che era fra le migliori del mondo occidentale e che lasciata in mano ai politici, e ai loro sodali i burocrati, è prima diventata fra le peggiori e ora è.. sparita per fare spazio alle case della Salute e al privato convenzionato, sempre con i soldi pubblici.........
.... vogliamo lasciargli fare il resto del lavoro, quel poco che rimane da fare, oppure cominicamo ad organizzarci per difendere questo e ricostruire il paese, magari mettendo in Parlamento dei boy scout e non i professionisti che finora ci hanno ridotto così?
La cosa che mi stupisce è che ci siano ancora dei bischeri che si affannano a difendere il loro partito d'appartenenza in nome di non si sa quale ideologia o sindrome di abbandono o chissà quale altra malattia infantile di cui spesso soffrono gli italioti..... dalla caduta dell'impero romano in poi.

martedì 7 maggio 2013

Sanità e Salute: la Toscana fa da battistrada?

Ormai è chiaro: la sanità pubblica la stanno smantellando, pezzo per pezzo (come hanno fatto per le pensioni, il sociale in senso stretto, l'assistenza ecc.) e ce la fanno sotto gli occhi per giunta; se a ciò aggiungiamo il buco nero degli sprechi, degli stipendi d'oro degli amministratori e, simili, delle ASL, delle consulenze, delle clientele delle "spericolate" assunzioni fatte con concorsi fasulli (all'ASL massese hanno assunto amministrativi a iosa - e nemmeno sanno dove sono ma chi sono si ... visto che giornali, sindacati e anche i magistrati, contabili e non, stanno indagando; in realtà servivano al solito infermieri e medici - e, con la scusa del buco fatto - buco che ha avuto rilevanza nazionale ma che in realtà ce l'hanno tutte le ASL toscane, ma Massa serviva come laboratorio dove introdurre, in base al principio della shock economy ossia fail colpo poi vedi l'effetto che fa e poi imponi quello che vuoi fare se la gente, in generale e non, non reagisce ... cosa che accade puntualmente in questo paese - dalla precedente gestione, su cui s'indaga ma s'indaga pure sulla mancata vigilanza della Regione, ora stanno facendo un altro passo in avanti... è questo l'argomento del post), dell'acquisto di medicianli e attrezzature non sempre utili, oppure ancora l'uso di cooperative per i pronto soccorso e simili o dottorini a contratto di primo pelo che non hanno esperienza di prima urgenza ..... e si potrebbe continuare per anni con le inefficienze della sanità; ma il punto vero è che: sapendo che un sistema siffatto non può reggere il peso del sistema messo dalla politica corrotta e visto anche i tagli dei governi succedutisi in questi decenni cos'altro potevano fare per evitare che la gente, quel corpo sociale passivo che sopporta tutto, prenda i forconi?
Semplice: in soccorso arriva, come sempre, il modello inglese adottato già nel nostro paese per il sistema ASL...... ma prima mettono al sicuro i propri "manager": ecco partire il solito giro di nomine, sempre gli stessi delle solite persone che vanno da "A" a "B" e da "B" a "C" e chi era in "C" torna in "A" e così via.. solo dopo fatto ciò si può far cominciare la vera baraonda.
Ebbene:
  1. Prima crei le Estav e le Sestav.... società che gestiscono la "salute" toscana e poi accentri le "farmacie ospedaliere" in due tre città e altro ancora sempre all'impronta del risparmio naturalmente.......
  2. c'erano soldi, europei e non, da impiegare e i nostri amministratori anziché risanare e migliorare, che fanno? Costruiscono nuovi monstre grigi, sembrano cimiteri tanto son brutti, onnicomprensivi delle specializzazioni per "gli acuti", uno per ogni zona (lasciamo stare "come e dove" li hanno costruiti - un piccolo esempio è quello che uno di essi quando piove si allaga negli scantinati e un altro appena finito è stato costruito ... sulla sabbia - ma almeno servono?), con un proprio A.D. che lo gestisce anche dando in affitto a privati zone..infatti sembrano hall degli aereoporti e non luoghi di cura.
  3. Fatti questi, nonostante le giuste proteste di varie associazioni, si è proceduto a chiudere quelli vecchi .. a Massa, se lo volevano chiudere, come mai lo hanno completamente ristrutturato spostandovi specializzazioni dalla città gemella di Carrara, il cui ospedale non chiuderà? Non si sa se mai ci sarà una risposta..... ma c'è un piccolo, si fa per dire, problema.... la Toscana ha zone e borghi montani in province enormi e se uno si sente male, che so un infarto, e un elicotero è impegnato altrove, o è inverno, come fa ad arrivare in tempo al più vicino ospedale epr gli acuti? Mah....
  4. Visto che il 118 costa... lo accorpano; su dieci province ne fanno tre.. ora immaginate un call center che risponde da, che so, Pisa come fa a inviare una autoambulanza per le emergenze ad Aulla in una certa via che ha lo stesso nome di un altra via in un altra frazione o città della zona? Anche qui, Mah...
  5. infine arriviamo alla chicca salva sanità e l'esempio lo prendono sempre dalla sanità inglese (che è una delle peggiori d'europa se non si hanno soldi) ... innanzitutto creeranno ambulatori gestiti dai medici di famiglia con un coordinatore, messo lì più per risparmiare all'osso che per evitare doppioni, che dovrebbero "alleviare" il lavoro del pronto soccorso senza soldini in più naturalmente..... e, come se non bastasse, le "CASE DELLA SALUTE"...
  6. arriviamo proprio a queste "CASE" con un costo di 8 mln di euro e rotti con medici, infermiere, pediatri, strumenti diagnostici; aperte 7 giorni su 7 per almeno 12 ore e alcune 16 ore....  dopo ti attachi con il 118 e i pronto soccorsi provinciali (attenzione la province le stanno accorpando quindi.....); saranno 54 di cui 9 saranno ospedalini riconvertiti .. un contentino per le popolazioni locali.
ma qual'è l'aspetto "politico"? Le opposizioni insorgono naturalmente, fanno il loro mestire, e mettono in luce le negatività.. una per tutte quei soldi potevano essere usati meglio migliorando l'esistente ad esempio; ma c'è anche un altro aspetto, non poco importante: tutta la politica piddina si è schierata a difesa dei propri feudi e in secondo le proprie appartenenze non solo "geografiche" ma anche di corrente.. quindi la lucchesia è difesa dal tal deputato e il fiorentino dal talatro poltiicastro regionale.. ma anche: renziani contro bersaniani; ex-ds contro ex-margherita, ecc. insomma una faida che, però, non è una cosa "loro" ma riguarda un bene tutelato costituzionalmente.. la salute nostra.
Ora, mi direte, che gli frega? Son talmente sicuri di vincere qui in questa (ex)Regione rossa che non temono rivali, ed è vero... ma è anche vero che in realtà qui l'opposizione sociale sta crescendo ma è ancora disorganizzata mentre è organizzatissima la macchina di potere, e di interessi politici e non, che sta distruggendo la sanità toscana, insieme a quella emiliana, che una volta era un modello copiato una volta..... almeno quando saremo nonni potremo dire: c'era una volta la sanità toscana e avremo qualcosa da raccontare ai nostri nipotini, mentre stiamo controllando l'assicurazione sanitaria se ci copre il tal malanno e quanto ci costa andare da un privato (oggi hanno fatto in modo di far pagare ticket che costano talmente tanto che in molti vanno dai ... privati) con i nostri soldi... esagero? Non credo.... perchè nonostante le tante rassicurazioni questi "professionisti" della politica non hanno capito che la gente è relamente stufa ma lassù in regione, come a roma, non ne hanno sentore: se solo i grillini fossero un tantino più, come dire, cattivelli qui farebbero il pieno ma ... come sempre alcuni sono neofiti e altri ne sanno abbastanza ma non sempre basta, purtroppo...
Cosa manca affinchè possano fare il passo finale? Non sarà mica un default pilotato (come hanno fatto A massa con il famoso buco il quale non sembra aver fermato, come dicevo, nè assunzioni nè sprechi, della sanità toscana, vero?
p.s.
la news l'ho presa da la nazione del 7 maggio 2013 pagina 21 .. per la precisione come diceva l'illustre Catalano...... (..)

lunedì 1 dicembre 2008

Giornata mondiale lotta all'aids: nessuno qui ne parla?


Ho ricevuto tanti alarm su migliaia di cose: dalla cagnetta che abbisognava di una casa alla lotta alla violenza sulle donne (peraltro giusta); dal blogger zittito alla poesia, al free tibet e chi più ne ha più ne metta! NESSUNO dico NESSUNO ha detto in questi giorni: "NINO LUNEDI' E' LA GIORNATA MONDIALE DELLA LOTTA ALL'AIDS", VERGOGNA per noi blogger che ci facciamo portatori di grida manzoniane a volte inutili e a volte utili, a volte che sono vere e proprie battaglie perse altre che rendono attraente discutere del sesso degli angeli; ma nessuno che ha detto in questi giorni: guarda che 9 persone su 10 su questo sfigatissimo pianeta non hanno accesso alle cure necessarie per curarsi dall'AIDS e dalle malattie opportunistiche che gli sono correlate. E che dire di quelle anime belle che si commuovono per lo starnuto fatto da una starlette di un qualunque reality o che fa un blog intero per parlare al proprio ombellico, MA NESSUNO CHE PARLA DEI DUE (2) MILIONI DI BAMBINI NEL MONDO COLPITI DA QUESTA MALATTIA: perchè di malattia si parla non di castigo nè di altro; è una maledetta malattia che uccide ma sulla quale la Big Pharma mondiale tiene più ad evitare che qualcuno produca medicinali coperti da brevetto o meno che a concedere a prezzo "politico" le stesse medicine a quei paesi che non hanno soldi nè sanità adeguate. Questa malattia può essere fermata se ci si impegna a fare prevenzione e ad insegnare ad usare il profilattico: basta poco un profilattico. E per allungare la vita del paziente bastano i medicinali. Anche da noi l'AIDS avanza eccome: 10 anni fa (secondo la SWG) un'italiano su 4 ne aveva paura e prendeva precauzioni oggi SOLO il 4.8% la ritiene pericolosa: un'involuzione pericolosa che si aggiunge alle altre involuzioni che sta vivendo al nostra provinciale società, solo che in questo caso cari signori e signore, si MUORE se non ci si cura ed ironia della sorte non si contrae nemmeno se si usa il profilattico, ammesso che si sappia che va usato e correttamente per giunta. Come mai nelle scuole se ne parla poco o punto? Come mai i giovani ne sanno così poco di educazione sessuale e di prevenzione? Basta la castità per combatterlo? E poi chi la predica si rende conto che così facendo va contro la realtà? Ci si può immaginare che ancora una volta è "colpa delel famiglie"? Sveglia!! Questo è un mondo pericoloso per molti aspetti: ma almeno in certti casi molto si potrebbe fare con molto poco: basterebbe la semplice volontà politica e molti problemi sarebbero superabili, basterebbe un'incisiva campagna mediale e informativa per ridurre le probabilità di contagio senza reprimere il normale sviluppo dei ragazzi...... se solo lo si volesse, naturalmente. Invece ci si basa sull'ignoranza diffusa e sulla paura, come sempre da qualche anno a questa parte, per far passare un messaggio pericoloso e oltremodo oscurantista basato sulla proibizione e sull'accettazione passiva del fato e sull'ignorare volutamente l'aids (lasciando ad altri e a privati il monopolio dell'intervento) che mette l'individuo di fronte all'errore: quello stesso individuo che, se ben informato, non avrebbe comportamenti a rischio e non si fa portatore, spessissimo involontario, della stessa malattia presso la propria famiglia. BASTA POCO E BASTA VOLERLO.

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