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lunedì 29 marzo 2021

Perché si parla poco del costante calo del quoziente intellettivo della popolazione

 

Fonte: Il Fatto Quotidiano Paolo Ercolani Società - 28 Marzo 2021

 

Uno degli esempi più lampanti di quanto poco la nostra epoca si preoccupi dell’intelligenza è dato dall’hashish. Legalizzarlo sì, legalizzarlo no, un favore alla malavita, però lenisce le sofferenze dei malati terminali (vero), placa l’ansia (vero solo in alcuni casi). Nessuno, però, che si concentri sull’unico effetto accertato: i danni provocati al cervello, in particolare la riduzione del volume della materia grigia orbito-frontale, in molti casi con un riscontrato calo del quoziente intellettivo.

Già, il quoziente intellettivo. Al netto di tutte le critiche legittime sui criteri, e sulla pretesa di misurare un fenomeno così complesso come l’intelligenza, se ci atteniamo ai dati degli ultimi cento anni facciamo una scoperta interessante. Per larga parte del XX secolo e fino al 2009 il livello medio di intelligenza della popolazione è aumentato (fenomeno noto come “effetto Flynn”). Ciò è dovuto a vari fattori, tra cui un ambiente sociale e intellettuale più stimolante, il protrarsi e l’intensificarsi degli studi scolastici, le sfide intellettuali lanciate quotidianamente dalla società (attraverso libri, giornali, inchieste eccetera), i progressi della Scienza dell’educazione e, infine, la maggiore attenzione dei genitori nel curare il livello e la qualità dell’apprendimento dei loro figli.

Insomma, la società lavorava per l’intelligenza della popolazione. Fino alla notizia shock del 2016, a cui stranamente si dette scarsa risonanza. Un nuovo studio condotto da Richard Flynn e da un suo collega mostrò che tra il 1990 e il 2009 il Q.i. aveva cominciato lentamente ma inesorabilmente a calare. Un calo costante che, oggi, è diventato vero e proprio tracollo, se pensiamo alla percentuale di persone afflitte dal cosiddetto analfabetismo funzionale (sanno leggere, ma non capiscono il senso né sono in grado di rielaborarlo e spiegarlo). Le cause di questo tracollo sono molteplici, come sempre, ma una emerge su tutte le altre: la comparsa di nuove tecnologie digitali che, specialmente nel caso dei più giovani, rappresentano un potentissimo e pervasivo elemento di degradazione delle facoltà cognitive, emotive e relazionali.

E dire che l’uomo, fra le creature più deboli fisicamente e povere di istinti di tutto il pianeta, ha un bisogno fondamentale della propria intelligenza, perché è con essa che riesce a sopperire ai limiti di cui sopra e adattarsi alle insidie del mondo esterno. Il processo che consiste nell’immagazzinare dati, creando così la memoria, per poi elaborarli creando un ordine di senso con cui “afferrare” le cose del mondo, si chiama apprendimento. Il fatto che ogni individuo impari il processo di cui sopra in maniera funzionale e singolare, rende possibile la formazione di un pensiero “autonomo e critico”, che significa non meccanicamente generato da dogmi superiori né passivamente omologato alle “leggi” imposte da un regime.

Il guaio è che oggigiorno è l’Intelligenza Artificiale a occuparsi del processo di immagazzinamento, memoria ed elaborazione dei dati, con l’intelligenza umana ridotta a svolgere un ruolo ausiliario e sempre più ininfluente. Ecco cosa scrive a tal proposito il neurobiologo Laurent Alexandre, a pagina 73 del suo La guerra delle intelligenze. Intelligenza artificiale contro intelligenza umana, EDT, Torino 2017: “Laddove il libro favoriva una concentrazione duratura e creativa, Internet incoraggia la rapidità, il campionamento distratto di piccoli frammenti d’informazioni provenienti da fonti diverse. Un’evoluzione che ci rende più che mai dipendenti dalle macchine, assuefatti alla connessione, incapaci di procurarci un’informazione senza l’aiuto di un motore di ricerca, dotati di una memoria difettosa e alla fine più vulnerabili a manipolazioni di ogni sorta”.

Spogliati da ogni pregiudizio o istinto reazionario, bisognerebbe riflettere su tutto questo prima di aderire acriticamente alle politiche di diffusione entusiasta delle nuove tecnologie presso i ragazzi. Penso, solo a titolo di esempio, alla recente campagna “Digitali e uguali”, promossa dal gruppo editoriale Gedi, guarda caso in collaborazione con una nota impresa che vende prodotti rigorosamente online. L’iniziativa è eticamente ineccepibile (dotare di un computer ogni ragazzo nell’epoca della Didattica a distanza), ma condotta con finalità economiche più che pedagogiche. Non contesto le ragioni economiche, perché sebbene il comparto delle imprese online sia l’unico che sta facendo riscontrare profitti enormi in questa epoca di lockdown, la cosa è perfettamente legittima.

Quanto piuttosto dovrebbe allarmare l’entusiasmo acritico con cui la nostra società, con tanto di testimonial illustri (le luci della ribalta hanno un prezzo), non si preoccupi per nulla dei danni irreparabili che l’abuso di queste nuove tecnologie provoca sui giovani. Mi può stare anche bene l’idea di un computer a “testa”, ma vorrei che si spendessero energie (e finanze) anche per occuparsi della qualità di quelle “teste”, quando in realtà si spendono cifre astronomiche per potenziare l’Intelligenza Artificiale e quasi più nulla per quella umana. A farlo dovrebbe essere un mondo politico e sociale seriamente interessato alla formazione cognitiva dei propri cittadini, e non appiattita sulla logica finanziaria di chi, per tante ragioni, sembra interessato soltanto a crescere quelli che Charles Wright Mills chiamava i “docili robot”...

giovedì 14 novembre 2019

5G, i rischi per la salute richiedono prevenzione. Ma le parole contano meno dei numeri

Fonte: Il Fatto Quotidiano Patrizia Gentilini Scienza - 14 Novembre 2019

Si è svolto il 5 novembre alla Camera il partecipatissimo convegno “Moratoria nazionale 5G, tra rischi per la salute e principio di precauzione” promosso dall’Alleanza Stop 5G e da parlamentari delle più svariate appartenenze politiche. Presenti relatori di grande spessore scientifico quali Olle Johnsson, Annie J. Sasco, Marc Arazi; in questo contesto prestigioso ho avuto l’onore di aprire i lavori in rappresentanza di Isde, inquadrando il contesto in cui il 5G andrà a operare, indubbiamente contraddittorio e confuso.
A fianco delle relazioni di carattere strettamente scientifico, importanti contributi sono venuti da associazioni di malati, dallo studio legale torinese che ha ottenuto sentenze favorevoli circa i rischi da elettrosmog e da amministratori locali. In particolare Franca Biglio, sindaco di Marsaglia e presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Comuni di Italia (Anpci), guida la rivolta dei primi cittadini contro il 5G e ha denunciato come ancora una volta i piccoli comuni subiscano scelte imposte dall’alto, senza alcuna preventiva informazione. Fortunatamente sono sempre più numerosi i sindaci che, consci del loro ruolo, difendono la salute delle loro comunità dai rischi dell’elettrosmog e seguono l’esempio della Biglio.
Come ha detto con forza Annie Sasco, non si tratta di invocare il principio di precauzione, ma quello di prevenzione, perché una corposa letteratura scientifica attesta che gli effetti biologici dei campi elettromagnetici (Cem) vanno ben oltre la sola azione di riscaldamento acuto, quella su cui si basano i limiti di legge. Le onde del 5G, in particolare, penetrano nella cute fino a 10mm, con effetti sia locali (cellule cutanee, terminazioni nervose, microcircolo) che sistemici per rilascio di mediatori infiammatori.
E’ emersa con chiarezza l’inadeguatezza dei limiti vigenti anche in Italia – che pur vanta una delle legislazioni più cautelative – che ha limiti a 6 V/m, anche se come media su 24 ore e non più “puntuali”, ma se si pensa che fino agli anni 40 il fondo naturale pulsato era pari a 0,0002 V/m ben si capisce l’enorme aumento del groviglio elettromagnetico cui siamo tutti esposti.
Il Comitato europeo per i rischi da radiazioni (Ecrr), tenendo conto degli studi pubblicati nel 2018 dal National Toxicology Program (Ntp) e dall’Istituto Ramazzini, ha recentemente proposto di adottare anche per le radiofrequenze limiti che – come per le radiazioni ionizzanti – tengano conto dell’effetto cumulativo e adottino fattori correttivi legati alla frequenza, all’età e alla tipologia delle persone esposte. A questo proposito esiste una vera “schizofrenia” perché ad esempio da un lato il Consiglio d’Europa raccomanda agli Stati membri di fissare soglie preventive che non superino gli 0,6 V/m e di ridurre questo valore a 0,2; dall’altro la Commissione europea raccomanda la commercializzazione su larga scala del 5G, con cui si prevede un aumento dei limiti fino a 61 V/m.
Se si aggiunge che non esistono attualmente strumentazioni in grado di misurare i campi elettromagnetici generati dal 5G, che le agenzie di protezione ambientale dispongono solo di modelli teorici da validare nella pratica e che la normativa attuale è del tutto inadeguata e impreparata a regolamentare gli scenari generati dal 5G, come si potrà stabilire se i limiti vengono superati, se non c’è neppure la possibilità di eseguire misurazioni?
Rispetto ai rischi sanitari già evidenziati in precedenti post, segnalo il contributo di Olle Johnsson circa l’aumento in batteri esposti al telefono cellulare e Wi-Fi dell’antibiotico-resistenza, problema ubiquitario che sta generando enorme preoccupazione.
Marc Arazi è il medico francese che ha denunciato lo scandalo Phone Gate e portato alla luce l’inganno cui sono stati esposti i consumatori con l’utilizzo di cellulari che 9 volte su 10 superavano i limiti stabiliti.
Di grandissimo rilievo infine l’intervento della prof. Annie J. Sasco, medico epidemiologo che ha lavorato per 22 anni alla Iarc e che ha parlato in particolare dei rischi per i bambini da esposizione a cellulari, problema del tutto trascurato nel 2011 dalla Iarc che classificò le radiofrequenze “2B” (cancerogeni possibili). Da esperta epidemiologa Sasco ha affermato che negli studi epidemiologici non si devono considerare le parole (troppo spesso tranquillizzanti) con cui i risultati degli studi vengono riportati, ma i risultati numerici, affermando ad esempio che se fossero stati disponibili i risultati di Cefalo – studio condotto per valutare il rischio di cancro cerebrale in bambini e adolescenti in relazione al cellulare e giunto a conclusioni rassicuranti – la Iarc avrebbe classificato le radiofrequenze a livello I (cancerogeni) e non 2B. Guardando numeri e tabelle di Cefalo, emergono infatti rischi trascurati dagli autori, ma dimostrati da altri.
Ma un’altra questione particolarmente inquietante è stata sollevata dalla Sasco su Mobi-kids, studio condotto in 14 paesi, compreso l’Italia (Università di Torino) che ha preso in esame i tumori cerebrali nell’età 10-24 anni, in relazione all’uso dei cellulari. Lo studio, finanziato con fondi pubblici europei, ha analizzati 898 casi insorti fra 2010 ed 2015 e 1912 controlli sani. Il 13 gennaio 2017 i dati sono stati inviati alla Commissione Europea, ma a distanza di tre anni non si ha ancora alcuna pubblicazione dei risultati, neppure parziale. Come è possibile? Sono forse emersi risultati “scomodi” che si preferisce non diffondere? Sasco ha ribadito con forza che è necessario avere subito i risultati di Mobi-kids “perché si parla dei nostri bambini e anche dei nostri soldi, perché sono stati utilizzati fondi pubblici”!
Questo silenzio è inaccettabile e ogni paese dovrebbe adoprarsi per conoscere almeno i risultati del proprio paese. Spero che questo appello venga raccolto perché prima di esporre l’infanzia ai rischi ulteriori del 5G, è urgente sapere cosa già succede loro con il sempre più frequente uso che giovani e bambini fanno dei telefoni mobili.

sabato 27 aprile 2019

Terrapiattisti, perché c’è chi si ostina a credere che la terra sia piatta. Nonostante l’evidenza

Fonte: Il Fatto Quotidiano Scienza | 26 Aprile 2019 

Già in troppi ne hanno parlato, dando loro una visibilità che non meritano. Se volete andarci, fate pure. Viviamo in un Paese libero. Se volete saperne di più, andate in rete e troverete gli articoli che ne parlano. A me della conferenza Terra piatta: tutta la verità che si terrà a Palermo il prossimo mese di maggio, non interessano i folkloristici relatori e relativi temi, ma il perché.
Il perché va ricercato nella nostra caratteristica, unica fra le specie di questo pianeta, di raccontare storie. Non possiamo vivere le nostre vite senza costruire narrazioni. Quando raccontiamo il nostro percorso professionale, la nostra narrazione è lineare, razionale, logica. Peccato che non sia una storia avvenuta, ma quella che raccontiamo dopo avere cercato e trovato logica a decisioni irrazionali, relazioni di causa-effetto a eventi casuali, strategia e pianificazione quando siamo stati i primi a essere sorpresi dal corso degli eventi. Provate a dire una coppia di parole come gabbia-uccello, tastiera-mano o fiume-ponte. Chi vi ascolta, sempre e comunque, ci costruisce sopra una storia o un’immagine. Anche quando leggiamo coppie di parole apparentemente non correlate come pensionato-guardaroba, il nostro cervello fa di tutto per combinarle insieme (lo state facendo proprio ora).
Creiamo storie per due motivi:
1. Il primo è creare un senso causale del mondo che ci circonda, fornire potere esplicativo per aiutarci a navigare nei mari delle nostre vite.
2. La seconda ragione è darci significato e scopo.
Le storie, complesse e sfaccettate, non sempre del tutto coerenti, non importa se religiose, culturali o scientifiche, ci fanno comprendere il nostro mondo, il nostro posto in esso. Per quello che riguarda la filosofia della natura, la scienza, seduti sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto (non quelli di Tartaria…), basandoci sul loro lavoro, raccontiamo storie che si sviluppano nel tempo. Sempre per comprendere. La narrativa dell’evoluzione, per esempio, fornisce un potere esplicativo mozzafiato. Senza di esso, il mondo è semplicemente un caleidoscopio di forme e colori. Con esso ogni organismo ha funzione e scopo. Allo stesso modo, la storia della formazione del nostro sistema solare è ricca, avvincente e include la spiegazione del motivo per cui la Terra è, in realtà, più o meno sferica ed è così semplice dimostrarlo che ci riuscì Eratostene nel 240 a.C., per giunta misurandola con un errore di circa 1,2% (40mila 500 chilometri contro 40mila 009).
Però c’è chi rifiuta queste evidenze. Perché?
Accettare le principali scoperte scientifiche, il loro racconto, richiede il rifiuto di una narrativa esistente. Questo è il caso dell’evoluzione nel contesto delle interpretazioni fondamentaliste della Bibbia. Per chi crede “alla lettera” al racconto della Genesi, accettare l’evoluzione richiede il rigetto della visione del mondo dettata dalla Bibbia. Essenziale è mantenere la coerenza e l’integrità della narrativa “ortodossa” in uno sforzo di purificazione ideologica. Non importa quanto siano schiaccianti le evidenze scientifiche. Inutile spiegare a Daniele che il leone lo sbrana. Dio è con lui. Fede contro prove sperimentali. Teologia contro Scienza. Teologia e Fede vincono sempre.
Altro motivo per rifiutare le narrative scientifiche è il non ritenere, come individui, che abbiano significato al loro interno, alcun ruolo perché non apparteniamo alla comunità che le ha originate. Nel mondo di oggi c’è così tanta conoscenza e ne deteniamo singolarmente così poca da non considerarci significativi, con una sensazione di mancanza di controllo della nostra vita che alimenta la credenza in teorie cospirative.
La scienza, infine, non sempre è intuitiva, è difficile, richiede studio, allenamento, fatica, tempo. Non sorprende allora che si cerchino scorciatoie, modi di pensare che non chiedano di fare i conti con la scienza e che allo stesso tempo offrano una posizione sociale privilegiata e confortevole. La scienza viene rifiutata. Si accetta l’alternativa di una Terra piatta, pretendendo, appellandosi al senso comune individuale, di essere razionali (negando al contempo la razionalità collettiva della comunità scientifica). Si alimenta così un sentimento di indipendenza e controllo, spostando l’individuo dall’umile periferia della conoscenza e della comprensione a una posizione centrale, privilegiata, fra coloro che conoscono e condividono la stessa “verità“.
In sintesi: se riusciamo a superare la corrente del pensiero dominante trovando un luogo da cui possiamo avere una visione unica e controversa, possiamo sperare di essere più significativi e trovare uno scopo a cui dedicare i nostri talenti.
Ma perché preoccuparsi? Perché volere fare cambiare idea a qualcuno con credenze che spesso sono solo scemenze? Perché non lasciare predicatori, profeti, fanta-, para- e pseudo- scienziati negare? Alla fine dei conti sono solo una minoranza, ogni tanto anche divertente, ai margini del mondo razionale. Perché possono fare grossi, enormi danni. Vedi vaccinazioni e cambiamento climatico. Perché occorre difendere e valorizzare la conoscenza duramente conquistata attraverso l’impegno di vite individuali e gli sforzi collettivi di generazioni dedicate alla sua ricerca. Perché se tutte le narrazioni vengono considerate uguali, qualunque storia non ha valore e questo è una catastrofe di cui saremo tutti responsabili, qualcosa che nessuno di noi dovrebbe accettare. Mai.
Scienza | 26 Aprile 2019

venerdì 13 gennaio 2017

I.A. e amigdala.... due modi di autodistruggersi

l'ho trovato su Facebook ivi  pubblicata da un giornalista (Nicola Borzi)  de ilsole24ore.
Ve la riposto così com'è....
Il Financial Times sbatte in prima pagina una ricerca dell'Universita' di Yale pubblicata a sua volta dalla rivista scientifica Cell: topi geneticamente modificati con l'optogenetica si trasformano in killer feroci se alcune cellule cerebrali del nucleo centrale dell'amigdala sono attivate da laser, mentre tornano a comportamenti normali quando l'attivazione laser viene spenta. Lo studio ha identificato con precisione due set di neuroni: uno che controlla la caccia e un altro che controlla l'aggressione a morsi. I due set possono essere attivati distintamente.
A pagina 6 una notizia di spalla racconta che al World Economic Forum di Davos lo studio sui rischi globali inserisce l'intelligenza artificiale impiegata nelle armi tra i possibili fattori di fine dell'umanita', perche' gli algoritmi non vedono differenze tra vittorie che si possono ottenere con una vittima o con mille.
Direi che siamo davvero a cavallo.
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A prima vista mi è parsa una delle tante bufale che girano in rete; bufale che spesso anche il mainstream ufficiale crea e fa girare... poi ho fatto qualche richiesta e qualche indagine ed ho scoperto che entrambe son vere: pericolosamente vere.
La prima è la più inquietante perchè, anche se l'obiettivo dichiarato era quello di curare l'amnesia retrograda, i risultati ottenuti sono andati ben oltre i risultati sperati: hanno dimostrato che E' POSSIBILE stimolare negli esseri viventi la violenza cieca ed è ALTRETTANTO possibile fermarla con un semplice clic.... o giù di lì.
La seconda è storia nota.. senza esagerare basterebbe guardarsi il primo terminator, un vero cult, per farsene un idea. Non è fantascienza ma realtà ed è meglio farci la bocca.
BUON WEEKEND

giovedì 28 maggio 2015

geoingegneria e clima

Bè magari son tutte balle coe ci dicono in televisione ma ho trovato due cosine su riviste specializzate che qualche neurone dovrebbero smuoverlo anche in coloro completamente addormentati....... ma andiamo con ordine:
  1.  sul sito greenbiz ( leggetelo) ho trovato questa succulenta, quanto passata inosservata nei media maggiori, sulla barriera corallina: tutti sappiamo che la barriera corallina, si sta "sbiancando") è in grande sofferenza con il riscaldamento climatico e del mare, giusto? Bene è sbucata fuori una "ricerca" della Carnegie Institution, dell'univeristà di exeter, del met office hadely centre e l'università del queensland hanno suggerito che per "ovviare" al problema serve la geoingegneria o meglio la tecnica geoingegneristica chiamata Solar Radiation Management (SRM) ossia "spruzzando particelle microspscopiche nell'atmosfera" per ridurre l'irraggiamento solare e la conseguente acidificazione dei mari... facile facile e abbiamo aggirato il problema della riduzione della CO2 possiamo continuare a inquinare. Per correttezza si deve dire che la National Accademy of Science ha dimostrato che quanto sopra (sia la geoingegneria che la SRM) sia da considerarsi PERICOLOSA!!!
  2. sul sito "Le Scienze"  ( leggete anche questo) ho trovato un altra notizia, sempre sul SRM e sulla geoingegneria, che cita  un articolo pubblicato su "Nature " a firma di vari studiosi dove si sostiene "la gestione della radiazione solare che può difenderci dall'impatto di un rapido e drammatico cambiamento climatico. I rischi di non condurre ricerche in proposito superao i rischi del condurle", detto meglio: visto al punto in cui siamo meglio sperimentare anche questo che rischiare di non fare nulla....
ora detto quanto sopra; le domande sorgono spontanee:
  1. le scie chimiche non erano una bufala dei soliti "complottisti"?
  2. la geoingegneria non era una fumosa e fuorviante invenzione di chi vuol vedere a tutti i costi l'ombra dove non c'è?
  3. la SRM è o non è dannosa e serve davvero ma, soprattutto, se quanto segnalato ai punti sub 1 e 2, è una realtà o un altra invenzione?
  4. e cosa ci dice che quelle che a tutt'oggi vediamo essere spruzzate in cielo persistendovi anche per delle ore cosa sono? E' possibile che "clandestinamente" qualcuno (....) lo stia già facendo perseguendo quale scopo?
parafrasando un noto conduttore: datevi le risposte che io vi ho fatto le domande

mercoledì 17 dicembre 2014

Le Piramidi di Teotihuacán, Giza e Xianyang. Incredibili coincidenze !!!

Fonte: terra real time
Con i dati oggi in nostro possesso, è facile constatare ed è già stato dimostrato da diversi studiosi1 che quanto abilmente riportato in queste immagini, corrisponde a realtà (vedi Immagine 1)
Immagine 1 elaborata e resa disponibile da Luca Bernasconi.
Ingrandendo i punti di interesse, ci troviamo di fronte ad una situazione ancora più particolare, di cui la seguente immagine ne è una rappresentazione significativa (vedi Immagine 2).

Sulla immagine 1 non ci sono dubbi e l’allineamento è facilmente constatabile da chiunque abbia accesso ad internet ed utilizzi un programma come Google Earth.
Sulla immagine 2, vi è maggiore difficoltà di riscontro senza mezzi informatici più specifici, ma per la seguente analisi statistica, basterà fare riferimento all’immagine 1.

Ciò premesso, riporto 2 osservazioni lampanti e scientificamente valide per i tre complessi piramidali più importanti di Messico, Egitto e Cina, rispettivamente collocati nelle regioni note come Teotihuacán, Giza e Xianyang:

1) sono allineati lungo un’unica linea planetaria;

2) la loro disposizione sul piano è molto simile;

Essendo le suddette 2 osservazioni state già oggetto di studi approfonditi da parte di studiosi1 molto più esperti di me, evito di entrare nel merito dei valori e delle dimostrazioni, lasciando al lettore l’onere ed il piacere di approfondire gli argomenti.

Il mio obiettivo è invece quello di trattare statisticamente i dati a disposizione.
Partiamo dall’osservazione n°1: qual è la probabilità che 3 popoli diversi in 3 epoche diverse in 3 continenti diversi, costruiscano per pura coincidenza, 3 complessi piramidali allineandoli lungo una linea planetaria?
Per comodità dei lettori, riporto alcune semplici definizioni:
a) Probabilità (classica) di un evento: il rapporto fra il numero dei casi favorevoli ed il numero dei casi possibili supposti tutti ugualmente possibili
b) Coincidenza (Garzanti): concomitanza spesso casuale di più circostanze
Per l’analisi statistica, dobbiamo definire l’estensione di un territorio (spazio campionario) come “insieme” delle probabilità dei luoghi di costruzione e dobbiamo individuare l’estensione spaziale del complesso piramidale.
Quest’ultimo dato possiamo stabilirlo come il rettangolo che contiene le 3 piramidi principali di ogni sito (per brevità lo chiameremo “rettangolo contenente”).
Ciò premesso, analizziamo i dati.
L’estensione del territorio dominato dai costruttori, è noto solo per Giza, purtroppo.
Anche in questo caso però, non possiamo ritenere idoneo alla costruzione del complesso piramidale il 100% del territorio dell’impero dell’Antico Regno (essendo presenti il Nilo, i rilievi, il deserto, etc.).
Per semplificare la trattazione, assumiamo cautelativamente che solo il 10% del territorio presentasse caratteristiche idonee alla costruzione: pianeggiante e con sufficiente capacità di sopportare il carico delle piramidi.
Per quanto riguarda Giza, abbiamo i seguenti dati:
1) Estensione rettangolo contenente: circa 0,7 kmq (dato reale)
2) Estensione impero costruttori: circa 300.000 kmq (dato reale)
3) Estensione territorio idoneo: circa 30.000 kmq (ipotesi cautelativa)
Pertanto la probabilità che i costruttori scegliessero casualmente proprio quel kmq di territorio per costruire il complesso piramidale è pari a:

Per Teotihuacan, l’archeologia ufficiale attribuiva la costruzione delle piramidi al popolo dei Toltechi, ma successivamente ha abbandonato questa ipotesi per abbracciarne altre non meglio definite.
Quindi, data l’incertezza sulla data di costruzione e sul popolo che l’ha costruita, possiamo ipotizzare che i costruttori avessero a disposizione un territorio vasto almeno 100.000 volte l’estensione del complesso piramidale. È un’ipotesi molto conservativa, considerando la complessità, la maestosità e lo splendore di Teotihuacan, sarebbe infatti lecito pensare che i costruttori dominassero su un impero ben più vasto (come termine di confronto basti pensare all’estensione dell’impero Egizio al tempo della costruzione delle piramidi della piana di Giza, che è più del doppio).
Semplificando i calcoli, abbiamo:
1) Estensione rettangolo contenente: circa 1,15 kmq (dato reale)
2) Estensione impero costruttori: 115.000 kmq (ipotesi cautelativa)
3) Estensione territorio idoneo: 11.500 kmq (ipotesi cautelativa)
Pertanto la probabilità che i costruttori scegliessero casualmente proprio quel punto del territorio per costruire il complesso piramidale è pari a:
Per il complesso di Xianyang, i dati attualmente in nostro possesso sono veramente scarsi (per cause legate a divieti militari del governo cinese), quindi per non interrompere lo studio, prendiamo come riferimento il rettangolo contenente ed i dati ipotizzati per Teotihuacan (nell’attesa di poter definire almeno il rettangolo contenente con più precisione e magari anche l’estensione dell’impero dei costruttori):
1) Estensione rettangolo contenente: circa 1,15 kmq (dato scelto per analogia con Teotihuacán)
2) Estensione impero costruttori: 115.000 kmq (ipotesi cautelativa)
3) Estensione territorio idoneo: 11.500 kmq (ipotesi cautelativa)
Pertanto la probabilità della coincidenza è:Ovvero, la probabilità che Egizi, Precolombiani e Cinesi in 3 epoche diverse, in 3 continenti diversi, abbiano costruito per pura coincidenza, i 3 complessi piramidali di Teotihuacán, Giza e Xianyang allineandoli lungo quella particolare linea planetaria, è pari a circa 2 su 100.000.000.000 (leggasi “due su cento miliardi”).
C’è da fare un considerazione (Osservazione 1 bis) a commento di questo risultato: due siti generici sul pianeta Terra saranno sempre allineati su una linea planetaria. Quindi la vera coincidenza è data dal terzo sito che viene costruito sulla linea planetaria definita dagli altri due siti.
Il calcolo quindi andrebbe fatto per il sito meno antico, ma siccome l’incertezza sulla datazione di Xian è troppo elevata, possiamo effettuare il calcolo per l’unico dei 3 siti per il quale abbiamo più dati a disposizione, ovvero Giza.
Ciò premesso, la probabilità che gli Egizi scegliessero di costruire il complesso piramidale d Giza proprio in quel punto, allineandolo per pura coincidenza gli altri due siti piramidali di Teotihuacán, Giza e Xianyang vale:
Ovvero circa 2 probabilità su 100.000.
Analizziamo ora l’osservazione n°2: partendo dalla probabilità di coincidenza sopradescritta, qual è la probabilità che i 3 popoli suddetti, in 3 epoche diverse in 3 continenti diversi, dopo aver allineato per pura coincidenza lungo linee planetarie parallele i 3 complessi piramidali, abbiano disposto le piramidi secondo una geometria simile?
Per non entrare nel merito della trattazione, rimando agli studi di cui alla nota 1 e mi limito ad inserire le seguenti immagini per sostenere l’ipotesi della disposizione “molto simile”:
Dal sito http://www.earthquest.co.uk/articales/theory2.html
Le immagini parlano da sole, non ci sarebbe nemmeno bisogno di commentarle, ma basta osservare che per i 3 siti piramidali vi è l’allineamento delle 2 piramidi maggiori ed il disallineamento della terza piramide, la più piccola.L’angolo di disallineamento tra la piramide più piccola e l’asse di allineamento delle altre due è lo stesso (precisione del decimo di grado) per i 3 siti piramidali.
Nelle immagini compare la costellazione di Orione, ma non verrà considerata nello studio delle probabilità di coincidenza.
Anche in questo caso, dobbiamo stabilire un criterio per determinare uno spazio campionario.
Un criterio possibile è quello di suddividere il rettangolo contenente in una maglia quadrata con estensione di un ettometro quadrato (valore plausibile in considerazione delle dimensioni di base delle piramidi).
Pertanto per Giza abbiamo 70 quadrati contenenti all’interno dei quali i costruttori avrebbero potuto collocare le proprie piramidi (per definizione un quadrato contiene la piramide quando il vertice della piramide coincide con il baricentro del quadrato).
La prima piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:La seconda piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:La terza piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a: Pertanto la probabilità totale di disporre per pura coincidenza le Piramidi proprio secondo lo schema attuale è di:   Ovvero ci sono 3 probabilità su un milione.
Ripetendo i calcoli anche per Teotihuacán e Xianyang , otteniamo: La probabilità parziale per l’osservazione 2 vale: 0,00000000000000014%
(Leggasi circa 1 probabilità su mille milioni di miliardi) La probabilità totale che si verifichi contemporaneamente l’osservazione 2 e l’osservazione 1 è la seguente:
(Leggasi circa 3 probabilità su cento miliardi di miliardi di miliardi)
Per comprendere questo numero, facciamo un esempio più pratico:
- la probabilità di lanciare un dado a 6 facce ed ottenere il numero 6 è pari ad 1/6 ovvero il 16,66%;
- per analogia, la P totale di cui sopra è la seguente: tirare 36 volte di seguito il dado ed ottenere sempre 6!
Mentre la probabilità totale che si verifichi contemporaneamente l’osservazione 2 e l’osservazione 1 bis è la seguente:
(Leggasi circa 3 probabilità su mille di miliardi di miliardi)
Anche in questo caso, riportando l’esempio del dado a 6 facce, dovremmo lanciarlo per 29 volte di seguito ed ottenere sempre 6! La P Giza Bis equivale a lanciare il dado 6 volte di seguito ed ottenere sempre 6.
Su questo dato, suggerisco esperimenti personali ai professori di egittologia che parlano di coincidenze: comprate un dado a 6 facce e lanciatelo su un tavolo piano facendolo rotolare.
Non appena avrete raggiunto l’obiettivo di ottenere 6 volte di seguito un 6, avrete capito che la teoria classica è valida. In caso contrario, fatevi qualche domanda.
È doveroso evidenziare il fatto che non ho preso in considerazione l’immagine 2: infatti se avessi dovuto analizzare anche la probabilità che le singole piramidi di un sito sono allineate con le corrispettive degli altri 2 siti, allora credo che avrei avuto difficoltà anche solo a pronunciare il numero che rappresenta la probabilità di coincidenza totale.
A questo punto, il lettore esperto di statistica, o il lettore esperto di archeologia, potranno sollevare numerose obiezioni sulle ipotesi cautelative che ho dovuto fare per ottenere un valore di probabilità della coincidenza.
Come per i miei precedenti 2 studi, sottolineo che il mio obiettivo è dare un ordine di grandezza al problema e non una soluzione precisa.
Pertanto, variando i dati in ingresso e variando le ipotesi cautelative, si otterranno sempre e comunque dei valori di probabilità di coincidenza così piccoli da indurre a pensare che la teoria archeologica ufficiale è da rivedere.
Oggi è insostenibile affermare con leggerezza che quanto sopra esposto sia solo una pura coincidenza: sono i numeri che mettono in forma matematica ciò che la logica e l’intuito suggeriscono da anni; vi è stata una scelta precisa e non casuale da parte dei costruttori a Teotihuacán, Giza e Xianyang di allineare i 3 siti piramidali lungo linee planetarie e di disporre le piramidi secondo geometrie simili.
Negare questa verità oggi significa sostenere che la Terra è ancora al centro dell’Universo ed il Sole e le Stelle immutabili le girano intorno.
Ma se si accetta questa verità, il passo successivo è scoprire chi e quando (e magari anche perché e come) ha scelto di costruire i 3 complessi piramidali in 3 continenti diversi in quel modo così particolare.
Una sfida enorme, la cui complessità richiede lo sforzo di ricerca di tutti gli studiosi ufficiali e di tutti gli appassionati del settore. Collaborare per capire e scoprire, senza aggrapparsi ai “dogmi archeologici” che stanno oscurando una delle pagine più belle e più antiche della storia umana.
Nota 1: cito tra tutti, il libro di Fabio Garuti “L’ombra di Orione”
di Simone Scotto di Carlo
p.s. mio
insomma è (davvero) un caso che tutte le civiltà che conosciamo abbiano costruito opere monumentali a quelle coordinate? E: come mai? Perchè? Hanno ragione i sostenitori di questa idea o gli scettici? Ha ragione Sitchin o ...... la accademia, o forse sarebbe meglio chiamarla "chiesa", ufficiale?

domenica 14 dicembre 2014

Rosetta ridisegna origine della Terra: “Acqua oceani non proviene da comete”

... allora finora c'hanno detto fino alla noia che le comete hanno dato un enorme contributo alla formazione dell'acqua, e quindi a creare le condizioni della nascita della vita, della Terra; ora vien fuori che la composizione chimica del ghiaccio, e quindi dell'acqua, delle comete è diversa e quindi è arrivata da... sopra o sotto?Per meglio spiegarsi: l'apporto delle comete viene ridimensionato quindi rimangono come candidati, ancora, validi le condriti e il vulcanismo.
La discussione è aperta
p.s.
intanto mi sorge una domanda: se si son sbagliati su questo, non potrebbero essersi sbagliati anche su altro o dobbiamo aspettare la prossima scoperta che riporta indietro l'orologio della storia umana, per esempio, di qualche decina di migliaia di anni? Già 'eva mitocondriaca era stata "scoperta" e datata a 75 mila anni fa; poi si è arrivati a 100 mila.... Sitchin starà sorridendo dovunque sia ora!
Fonte: Il Fatto Quotidiano a firma di Davide Patitucci
Se l’acqua che copre la gran parte della superficie terrestre è davvero piovuta dallo spazio, come ipotizzano le teorie più accreditate sull’origine del Sistema solare, probabilmente il merito non è delle comete. È la prima, sorprendente scoperta fatta dalla missione Rosetta, che un mese fa per la prima volta nella storia dell’esplorazione spaziale ha permesso a una piccola sonda, Philae, di sbarcare sulla superficie di una cometa, 67/P Churyumov-Gerasimenko.
In base alle prime analisi effettuate sui vapori della cometa dalla sonda madre – che da quest’estate vi orbita intorno – l’acqua di questo fossile cosmico dalla bizzarra forma a scamorza sembra avere una composizione chimica diversa da quella della Terra. Le firme delle due molecole non corrispondono. “L’acqua della cometa ha circa tre volte più deuterio (una variante dell’idrogeno, ndr) rispetto a quella della Terra”, sottolinea Kathrin Altwegg dell’Università di Berna, tra gli autori dello studio. “Sapevamo che le analisi di Rosetta avrebbero portato grandi sorprese sulla comprensione del nostro sistema planetario – aggiunge Matt Taylor, responsabile scientifico della missione -. Queste nuove osservazioni gettano, infatti, benzina sul fuoco nel dibattito sull’origine dell’acqua della Terra”.
La questione della provenienza dell’acqua degli oceani è ancora molto dibattuta tra astronomi e planetologi. Già nel 1986 le analisi effettuate dalla sonda Giotto, dell’Agenzia spaziale europea (Esa), sulla celebre cometa di Halley avevano mostrato risultati simili a quelli odierni, ma senza consentire di scartare del tutto l’ipotesi. Adesso i dati di Rosetta, pubblicati su Science e ottenuti grazie a uno degli strumenti di bordo, “Rosina” (Rosetta orbiter spectrometer for ion and neutral analysis), che ha annusato i vapori emessi dalla cometa, sembrano rivoluzionare le attuali teorie sull’origine cometaria degli oceani, costringendo gli studiosi a puntare il dito su un altro indiziato. Ad aver inseminato la Terra con la preziosa molecola alla base della vita sarebbe stata una pioggia di meteoriti, molto intensa agli albori del Sistema solare, circa quattro miliardi e mezzo di anni fa. “Le nuove misurazioni – scrivono gli autori su Science – avvalorano il modello che non invoca un’origine cometaria dell’acqua degli oceani, e per estensione di quella dell’atmosfera terrestre, ma da asteroidi simili alle cosiddette condriti carbonacee”.
L’abstract dello studio su Science

mercoledì 3 dicembre 2014

Universi paralleli, “ecco la prova della loro esistenza e interazione”

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 3/12/2014 articolo a firma di Davide Patitucci
Secondo lo strano mondo della meccanica quantistica, abitato da atomi e particelle, esiste un universo in cui questo articolo non è mai stato scritto. E, a un tempo, un altro mondo in cui è possibile leggerlo e commentarlo. Bizzarrie della realtà a livello dei suoi costituenti più intimi, governata da fenomeni che spesso fanno a pugni con il senso comune. E che hanno fatto storcere il naso persino ad Albert Einstein. Come la teoria del multiverso, in base alla quale esisterebbe una pluralità di universi paralleli, al punto che ogni decisione che ciascuno di noi prende in questo mondo ne creerebbe di nuovi. Secondo questa interpretazione, ci sarebbe, ad esempio, un mondo in cui il Terzo Reich è uscito vincitore dalla II guerra mondiale, e un altro in cui Hitler è uno sconosciuto pittore.
Può sembrare la sceneggiatura di un film, eppure i fisici teorici studiano questi scenari da almeno 50 anni, ed esistono complicati ed eleganti calcoli matematici in grado di descriverli. Secondo l’ultima formulazione, appena pubblicata su “Physical Review X” da un team dell’University of California a Davis, e della Griffith University australiana, non solo gli universi paralleli esisterebbero davvero, ma potrebbero persino interagire.
Quando fu introdotta per la prima volta negli Anni ’50 dal geniale matematico americano Hugh Everett III, all’epoca in forze alla Princeton University, la teoria dei molti mondi venne derisa. Everett riuscì a fatica a pubblicarla, e alla fine abbandonò disgustato la carriera accademica. Negli anni, però, le sue raffinate spiegazioni di alcuni strani fenomeni del mondo subatomico, come la capacità delle particelle di coesistere in luoghi diversi – stranezze che spingevano il premio Nobel Richard Feynman ad affermare che “chiunque crede di aver capito la meccanica quantistica, non l’ha compresa abbastanza” – hanno fatto sempre più breccia tra i fisici.
“Secondo la teoria di Everett – spiega Howard Wiseman, a capo del team australiano – ogni universo si divide in una serie di nuovi universi, quando viene effettuata una misurazione quantistica. Partendo dalle sue intuizioni, abbiamo dimostrato che è proprio dall’interazione tra questi mondi, soprattutto repulsiva, che nascerebbero i fenomeni quantistici”. “Nel multiverso – aggiunge su New Scientist David Deutsch, fisico della Oxford University – ogni volta che facciamo una scelta si realizzano anche le altre, perché i nostri doppi negli universi paralleli le compiono tutte”. Un’idea sfuggente, difficile da accettare ma, a pensarci bene, non del tutto negativa. Il pensiero che, di fronte alle scelte più difficili di tutti i giorni, ogni possibile alternativa abbia l’opportunità di realizzarsi potrebbe essere in fondo rassicurante.
“Il multiverso mi ha reso una persona più felice – commenta sempre su New Scientist Max Tegmark, fisico del Mit -. Mi ha dato, infatti, il coraggio di correre più rischi”. Ma come provare queste teorie e legarle a fenomeni fisici osservabili? Secondo Lisa Randall, prima donna a ottenere la cattedra di Fisica teorica alla Harvard University, una possibile strada è il legame con le ricerche sulla natura della forza di gravità. In base ai suoi studi, tra i più citati degli ultimi anni, gli altri universi, vicinissimi al nostro anche se invisibili, sarebbero immersi in uno spazio a più dimensioni, come un arcipelago di isole sparse nell’oceano. Su uno di questi isolotti sarebbero concentrate le particelle che trasportano, come fanno i fotoni con la luce, la forza di gravità. Si chiamano gravitoni e sarebbero gli unici in grado di saltare da un universo all’altro. Ma solo alcuni riuscirebbero a “visitare” il nostro universo. Ecco perché la forza di gravità ci appare così debole, poiché diluita su più universi, che la assorbono come una spugna. “Uno degli scopi dei miei studi è spiegare perché la forza di gravità è così debole in confronto alle altre forze fondamentali della natura – spiega la studiosa nel suo libro “Passaggi curvi” -. Un piccolo magnete, infatti, può attirare una graffetta, nonostante la Terra nella sua interezza eserciti su di essa la propria attrazione gravitazionale”.
Il battesimo sperimentale a queste ricerche teoriche potrebbe arrivare a partire dal prossimo anno, al Cern di Ginevra, con la riaccensione alla sua massima energia di Lhc, l’acceleratore di particelle più potente del mondo. Questa macchina, una pista magnetica di 27 chilometri capace di sondare la struttura più intima della materia, potrebbe essere in grado di vedere i gravitoni, fino ad ora mai osservati direttamente. “Con Lhc potremmo trovare particelle che non esistono più dai tempi del Big Bang, circa 14 miliardi di anni fa – sottolinea Randall -. Tra loro potrebbero essercene alcune che vivono solo su altre dimensioni, o persino su altri universi. La loro osservazione, quindi, sarebbe una prova importante dell’esistenza di altri mondi”. Queste particelle, infatti, lascerebbero una sorta d’impronta gravitazionale sul nostro universo. Come un’ombra che si allunga su un muro in un giorno assolato.
Come spesso accade nella scienza, gli studiosi vivono e si muovono ai bordi della conoscenza. “Non sappiamo come questi studi cambieranno la nostra percezione del mondo – afferma Randall -. Lo stesso Einstein non poteva prevedere che la sua teoria della Relatività avrebbe un giorno trovato applicazioni nel Gps. Esistono nell’universo molte regioni ancora inesplorate – aggiunge la studiosa -. Sapere cosa cercare è spesso difficile, ma questo non deve scoraggiare. Ciò che ancora non si conosce deve servire da stimolo per porsi nuovi interrogativi. È questo – conclude la scienziata di Harvard – che rende la scienza accattivante”.
Lo studio su Physical Review X
p.s.
giusto per capirsi.....

lunedì 17 novembre 2014

Marte, “fotografato un femore animale”. La Nasa tace, ma probabilmente è un sasso


(foto presa dal Fatto quotidiano del 22 8 2014)
la notizia è vecchiotta ma, che mi risulti, tutto ancora tace al di là delle solite cose che vengono dette... e non è nemmeno la prima volta che ci sono foto, almeno, controverse: (teschi o ... presunti tali; strane peitre .... che sembrano costruzioni; strane conformazioni viste dall'alto ... che sembrano tanto le fondamenta di piramidi; ecc. ecc.) questa volta quello nel cerchietto cosa è? Mica un.... femore di un qualche essere (animali o simil umano)? O la "solita" roccia? Non è la prima volta che non si fa luc ee si mantiene un atteggiamento ambiguo favorendo i "complottisti", perchè? C'è qualcosa che non può, ancora, essere detto e perchè?

giovedì 28 marzo 2013

Brevettare l'essere umano....

Sembra un estratto di un pessimo romanzo complottista di fantascienza ma é realtà: l'essere umano o meglio il dna umano è brevettato: ne esistono 40 mila e altri, quelli riguardanti i filamenti lunghi o definiti tali, sono in procinto di diventarlo... deve deciderlo la Corte USA in questi giorni.
E' una questione spinosissima perché da un lato ci sono gli enormi investimenti delle aziende in ricerca e sviluppo in materia che hanno portato ad indubbi progressi nella individuazione delle cause scatenanti moltissime malattie e tumori (ad esempio è di oggi la notizia della scoperta di almeno 40 varianti che possono provocare tumori) che affliggono gli umani; dall'altra c'è il diritto a disporre del proprio corpo e di cosa lo compone, dna compreso. Facendo qualche ricerca ho scoperto che uno dei primi brevetti in materia lo fece pasteur  nel 1873  presso l'Us Patent Office per un ceppo di lievito utile nella fermentazione della birra, in pratica niente a che fare con la medicina ma rende bene l'idea di quale sia la considerazione rispetto alla possibilità di fare affari anche con la natura in generale e l'essere umano in particolare.
Ma al momento la situazione qual'é? In europa, ad esempio, la raccomandazione della commissione è di evitare un tal tipo di brevetti (in questione era l'embrione umano che era previsto nella richiesta del brevetto Ep 1257168) perchè rappresenta una violazione della direttiva in quanto brevetta cellule germinali umane (che sono parte del corpo umano e certamente non sono inventate).
Negli usa invece, prendo a memoria dal saggio di rifkin "l'era dell'accesso" i brevetti su "materiale" umano hanno sempre scatenato grandi dibattiti ma sentenza dopo sentenza è passata l'idea che potevano essercene ..... famosa rimane una sentenza, sempre citata dal saggio di cui sopra, in cui una persona aveva fatto causa ad un azienda che aveva brevettato un enzima estratto dal suo fegato che lo rendeva immune ad alcune malattie, ma il suo ricorso fu respinto in nome della ricerca scientifica e .... del fatto che un enzima poteva anche essere sintetizzato.
ora il punto è: la ricerca ormai è quasi tutta privata ed è chiaro che dal circo messo su gli interessi sono enormi e poco contano gli interessi dei singoli e i loro diritti. Mi chiedo come mai gli stati, o le organizzazioni sovranazionali, non abbiano deciso di legiferare in materia in maniera chiara e nemmeno hanno disposto dei programmi di ricerca, magari misti, pubblico/privato per salvare capra (la necessità di fare ricerca) e cavoli (diritti umani e salvaguardare l'interesse generale alla pubblicità della ricerca per consentire a tutti di potervi accedere e, magari, curarsi...): questa tematica mi ricorda una altra tematica ossia quella degli ogm dove a fronte di un interesse delle aziende a fare profitti brevettando degli organismi collide con, ad esempio, l'interesse degli agricoltori indiani che non potevano più piantare l'alimento, il riso pundi, che oltre a sfamarli gli permetteva di poter vivere vendendolo oltre che coltivarlo: fu una lunghissima battaglia il cui esito ancora oggi è incerto anche se gli agricoltori hanno avuto la concessione di poterli piantare. Altra storia avviene negli usa: lì gli agricoltori sono ostaggio delle aziende che gli riforniscono di semi con geni terminator ossia si piantano ma germogliano solo una volta, poi se li devono ricomprare... e se c'è una contaminazione con germogli normali i contadini sottostanno alla legge che li costringe a rifornire dalle succitate.
E' questo il futuro destino dell'umanità? Fare da cavie, anche inconsapevoli, agli interessi di big pharma e non poter più disporre del proprio corpo oppure si cambierà strada e gli stati si ravvederanno e garantiranno i diritti umani?
Il problema non é da poco credo: qui il problema non è il singolo gene o il singolo filamento di dna ma l'idea stessa che è alla base della ricerca: serve per fare profitti o per salvare vite? E, per dirla meglio, noi esseri umani abbiamo o no l'accesso al nostro corpo ... o no?

sabato 26 maggio 2012

guerre climatiche: realtà o fantasia? Giudicate voi

.... uno degli aspetti più inflazionati dei tempi viviamo sono le guerre con armi "esotiche": sul sito del congresso americano per qualche ora uscì un report di una commissione del congresso che doveva decidere se finanziare, o meno, alcuni progetti e citava proprio le armi "esotiche".. fu sollevato un vespaio e le polemiche esplosero subito al punto che canali come discovery e History channel indagarono sull'argomento intervistando esperti pro e contro questa idea; Sloterdijk in "terrore nell'aria" indagò l'argomento; in rete si sono scatenati. Come sempre in questi casi informazione e disinformazione si sono bilanciate e alla fine tutto é rimasto nel vago. Vero? Non vero? Personalmente dalla mie ricerche fatte in merito dei punti interrogativi ci sono eccome visto che alcune applicazioni delle onde ELF si basano su presupposti acclarati e SCIENTIFICAMENTE PROVATI: come sempre in questi casi c'è un uso "scientifico" e un altro "militare".... giudicate voi




questo é un documentario di History Channel sull'argomento



vorrei attrarre la vostra attenzione sull parte del documentario sui minuti che vanno dal minuto 23 al 30° in particolare dove l'esperto fa un esperimento in laboratorio con le onde ELF dimostrando che .... é POSSIBILE provocare un terremoto fra 4 e 4.5 della scala Richter ... e se é possibile farlo in laboratorio in scala ridotta.... il resto della frase la lascio a voi





visto? bene, traetene le vostre conclusioni. Ci sarà anche molto complottismo, ma il fondo di verità é innegabile: e pensare che tutto nasce da Tesla, un vero genio!!!! Lui voleva cercare un modo di produrre energia per tutti, altri ne hanno segretato i risultati e oggi ci ritroviamo con questi problemi!



come sempre



buona domenica e ... okkio al clima



sabato 24 settembre 2011

La sai l'ultima? ...non ci posso credere....

Tutto il web piegato in due ...... non a causa della prossima legge bavaglio ma, non ci si crede, dalla gaffe della Ministra Gelmini ..... che si é congratulata con gli scienziati che hanno svolto l'esperimento fra CERN e Gran Sasso di trasmissione di neutrini con il quale hanno dimostrato che i neutrini possono viaggiare oltre la velocità della luce (in pratica, e se ho capito bene, superando questa velocità é come se i neutrini fossero contemporaneamente nel punto di partenza e di arrivo) mettendo, come minimo, in crisi la teoria di Einstein che affermava che questo limite era insuperabile ... ma insomma che ha combinato la Ministra? Ecco il comunicato integrale:

Ufficio Stampa

Roma, 23 settembre 2011

Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini
"La scoperta del Cern di Ginevra e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza."

Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.
Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento, l'Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

Inoltre, oggi l'Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l'anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante".

Se leggete il grassetto attentamente cosa notate? 45 milioni di euro per costruire un tunnel fra il Cern e il laboratorio del Gran Sasso? Mi si sta dicendo che, caso unico nel nostro paese di costo ridotto di una grande opera, bastano 45 milioni di euro (solo) per costruire un tunnel di circa 750 km? Ma sa dov'é il Cern? E il Gran Sasso? Per caso una cartina geografica p un viaggetto su google maps l'hanno mai fatto? Ci pensate? soto le nostre felici kiappe costruivano un tunnel e noi on lo sapevamo..... e attraverso esso hanno "sparato" neutrini ....... voglio credere che chi ha stilato il comunicato non sia qualcuno dello staff, pagato dalle nostre tasse, ma un bontempone in vena di scherzi o il "solito" hacker comunista che crea confisione nelle fila dei detentori della fiamma della libertà perché se non fosse così (e non sono le prime gaffe), essendo le lacrime prosciugate, ci sarebbe da farsi venire un versamento di bile per lo spreco di soldi pubblici, l'ennesimo.

Dicevamo della rete, é letteralmente scatenata: facebook, twitter, forum, chat, blog, community, sms, cellulari, iphone, ipad ..... grida da un balcone all'altro (internet prossima ventura) e segnali di fumo non fanno altro che rilanciare il comunicato ministresco con annessi commenti ferocemente ironici da parte di tutto il web, ne volete qualche assaggio?

  1. Il vero scoop non è il tunnel della gelmini ma i lavori d'ampliamento previsti fra il Gran Sasso e il Ponte di Messina;
  2. l'ingresso del tunnel é la botola di Lost;
  3. Se il tunnel non esiste ma per cosa abbiamo speso 45 mln di euro?
  4. Il Capo dello Stato in visita chiede ai neutrini di abbassare i toni;
  5. Il ministero delle infrastrutture ha reso noto che istituirà l'energia a punti per "limitare" la velocità dei neutrini.... cribbio;
  6. Arrestato neutrino impazzito cui è stato dato il foglio di via;
  7. Code di neutrini in ingresso al Gran Sasso, si consigliano percorsi alternativi;
  8. i neutrini hanno fatto la tav a nostra insaputa;
  9. il tunnel fa parte di una rete capillare per collegare le varie residenze dell'amato capo;
  10. per portarci fuori dalla crisi .. perché non si privatizza il tunnel dei neutrini?
ecc. ecc. ok é chiaro che c'è stato un malinteso fraintendimento (l'ennesimo pare) ma almeno però informatevi prima perché, anche se controllate i media, la rete (che é per sua natura incontrollabile) non perdona ..... mai.

martedì 2 marzo 2010

Via libera dalla UE per gli ogm

E' ufficiale: la UE apre la porta agli ogm (patate mentre la soia è già ogm). Alla fine la lobby tecnocratica della genetica industriale ce l'ha fatta, ora non è impossibile che ci possa arrivare sulla tavola, e senza informarci (tanto chi controlla in un paese come il nostro), e diventare parte del nosrto menù. Per puro spirito di appartenenza il Ministro Zaia afferma che si opporrà ma si sa quanto contiamo all'estero e quindi potee scommetterci che anche da noi i pasdaran dell'ogm la spunteranno con tutti i danni che ci potranno arrecare. Non siamo un isola felice, non lo siamo mai stati ma ora realmente rischiamo di dire addio alla nostra bio diversità e a tutto il resto: solo fra qualche decennio ce ne accorgeremo dei danni e ci saranno aspersione di ceneri e scusa ma sarà troppo tardi. Epperò, in fatto di ogm, non ci possiamo lamentare perchè siamo dei precursori in questo campo: noi gli ogm li avevamo già fra noi..... i politici.

martedì 15 gennaio 2008

Il Papa all'Università? dov'è il problema?

Rovente la polemica è scoppiata alla notizia dell'invito del Rettore dell'Università romana rivolto a Papa Ratzinger a presenziare e tenere una prolusione per l'inaugurazione dell'Anno Accademico. Un'appello è stato rivolto affinchè si valutasse l'opportunità che venisse ritirato perchè, in seguito alle posizioni assunte di recente dalla Chiesa (che fra l'altro non ha mai riconosciuto gli errori su Galileo e Giordano Bruno) andavano in contrasto con la laicità dell'Ateneo. L'appello rivolto fa presente questo ma dice anche altro, molto altro, a proposito della intransigenza delle posizioni ecclesiali in materia di scienza e creazionismo nonché di preminenza della religione sulla stessa scienza ecc. Personalmente ritengo sia evidente la necessità di, invece di dare il fianco alle critiche degli integralisti donandogli l'occasione d'oro e la possibilità di farli parlare di fanatismo e intolleranza, di assumere un'atteggiamento aperto e tollerante dimostrando come la cultura italiana è capace di confrontarsi con l'intransigenza e la chiususra, anzi potrebbe essere stato un'occasione, persa con l'appello firmato dai 67 professori, di confronto dimostrando che non sono i laici ad essere intolleranti ma loro, nulla vieta infatti che dopo la prolusione uno si alzi e critichi con i fatti della storia, della scienza e della ragione l'anocronismo delle atuali posizioni preconciliari e si sarebbe avuta l'occasione di mettere a nudo chi, nascondendosi dietro parole come tolleranza e democrazia, nasconde mire egemonche sulla società italiana (sapientemente coadiuvato anche da laici che hanno bisogno di "chiese" per sentirsi parte di qualcosa), mire che un pò alla volta stanno scoprendosi come estremamente pericolose per la democrazia (quel poco che ne rimane dopo la cura liberista e il controllo della politica da parte dei poteri forti sempre più pressante e soffocante, ma soprattutto con una politica tutta ripiegata su stessa più protesa ad autoreferenziarsi che a soddisfare le esigenze dei cittadini, un'esempio gli aumenti dei senatori di 200 € al mese a fronte di un costo delal vita che per le persone comuni è soffocante) e il futuro laico del paese. A mio parere, ripeto, il Papa deve andare e parlare, ci mancherebbe altro, e dire la sua ma è anche giusto che poi lo si critichi per le posizioni assunte e le cose dette: a quel punto le critiche devono essere reciproche senza assunti di infallibilità e superiorità passate, presenti e future. Dogmi questi ultimi che la Chiesa ha asssunto come propri ma che hanno portato dolori, torture, roghi e quant'altro come appunto la vita di Giornao Bruno, Galileo e tanti altri sconosciuti hanno patito solo paerchè assumevano posizioni "eretiche" rispetto alla linea ufficiale.

lunedì 15 ottobre 2007

Ambiente: uscita la pagella ambiente 2007

in argomento del Blog Action Day di quest'anno.................E' uscita la pagella ambiente stilata ogni anno da lega Ambiente (in collaborazione con il Sole24Ore) che da i voti ai 103 comuni capoluogo italiani in tema di Ambiente usando come parametri mobilità, aria, gestione rifiuti ecc. Scorrendo la situazione che ne emerge si evince subito di primo acchitto che il nostro paese non è in buona salute in tema di politiche ambientali e che gli italiani non hanno tutto questo interesse per la materia finchè non gli si mette il sale sulla coda (vedi costruzioni di impianti di smaltimento rifiuti ecc.): particolare intressante è che le città medio piccole hanno un migliore punteggio rispetto a quelle medio-grandi e le cosiddette metropoli; infatti al primo posto c'è Belluno (verde, mobilità, ecc.) mentre le metropoli si piazzano nella seconda metà della classifica e verso il basso per giunta. Ma c'è anche una divisione Nord/Sud: e si evidenzia il divide fra le due Italie dato che le città del Sud si pongono in buona parte nelle posizioni mediane (salvo qualche felice eccezione) se non decisamente in basso come Ragusa che è ultima in graduatoria e altre città non stanno certo meglio. Insomma siamo lontani dalla situazione olandese o tedesca e per cercare più vicino a noi siamo lontani anni luce già dalla Spagna. Ma con la classe dirigente che ci ritroviamo tutta affari e strategie per restare dov'è; e noi cittadini che invece di pensare a come miglirare la qualità della nostra vita e renderla più consona e equilibrata con la natura pensiamo al picculo particulare: penso ad esempio a quando si decide di fare un qualche intervento nel quale al prima risposta è sempre NO, poi si discute. Questo non è ambientalismo ma egoismo mascherato e non testimonia bene di noi

venerdì 12 ottobre 2007

L'ennesimo Nobel perso dall'Italia.....

E' stato premiato per le «scoperte pionieristiche sul sistema embrionale delle cellule staminali e la ricombinazione del Dna nei mammiferi» dall'Accademia svedese. Una cosa da mille ed una notte in un paese come il nostro dove nè privati nè Stato (che tanto si sciacquano la bocca sulla necessità d'investire in ricerca e sviluppo e poi fanno esattamente il contrario) favoriscono e invogliano i giovani a dedicarsi alla ricerca (anzi abbiamo approvato delle leggi che vietano la ricerca sulle staminali. legge 40 voluta dalla Chiesa, e dove i tagli dei ragionieri che ad ogni cambio di Governo gestiscono le nostre finanze) e quelli che lo fanno o si accontentano di quattro euro o se ne vanno all'estero portando lustro al paese che li ospita e monnezza al nostro. Capecchi se fosse rimasto qui non avrebbe raggiunto le "vette" che ha raggiunto negli USA; nè lo possiamo considerare italiano dato che se ne è andato in seguito alle persecuzioni razziali dei nazifascisti negli USA e dov'è cresciuto all'obra dei grandi ricercatori americani. Che paese siamo vero? O distruggiamo chi eccelle o lo costringiamo ad emigrare: tutto in nome della mediocrità sia insita in npoi che nei nostri elementi "migliori" che ci governano che non sono nemmeno capaci di comprendere l'ingengo di cui in passato siamo stati capaci con i grandi: immagino che Leonardo se fosse vissuto oggi sarebbe potuto essere al massimo un commesso in qualche ministero se non fosse emigrato. Vergogna!!

domenica 23 settembre 2007

Giornata mondiale di lotta all'HIV

Oggi è la Giornata mondiale della lotta all'AIDS. Nell'attesa di un vaccino la malattia nei paesi occidentali rimane sotto una costante sorveglianza (il che non significa che è debellata, ma semplicemente, passando lo Stato le cure la vita si è allungata) nei paesi ex socialisti, in Cina, nel terzo e quarto mondo continua a colpire in maniera indiscrminata falcidiando intere generazioni. Causa di ciò da un lato è la povertà delle popolazioni, la mancanza di assistenza pubblica, la pessima informazione (se addirittura la Chiesa da sempre contraria all'uso del preservativo sta cominciando a riflettere su esso significa che il problema rischia di diventare incontrollato) la mancanza di cure, dall'altro i singoli stati indebitati con il mondo tagliano spese sanitarie, non danno farmaci gratuiti, contano solo sull'apporto del volontariato internazionale e sulle opere di assistenza e beneficenza internazionali private: poco troppo poco. Se pensiamo, infine, che in base agli accordi internazionali si devono pagare i brevetti per "l'opera intellettuale" alla base della ricerca (e sono soldi) sull'HIV impedendo la nascita sia dei cosiddetti generici e di farmaci basati sullo stesso principio attivo ma di costo minore (o prodotti in paesi come l'India o non sottoposti a brevetti) di fatto condannano le popolazioni a morte sicura ed in breve tempo. E ritorniamo al punto di partenza del blog (il motivo del suo essere) se nel sistema economico attualmente egemone "tutto è merce" e di conseguenza tutto dev'avere un valore economico e chi inventa a diritto al brevetto senza eccezioni (nemmeno in casi in cui il minimo senso dell'umanità lo dovrebbe consentire in quanto a rischio è la vita umana, di nostri simili), e poi ne fai un uso anche di pressione economico-politico allora le alternative sono pari a zero; se le istituzioni economiche internazionali come prima cosa ai paesi "in difficoltà" raccomandano la privatizzazione dei servizi dell'istruzione e della sanità allora è lampante che chi ne paga le conseguenze sono i poveri e gli impoveriti (e non solo nel secondo, terzo e quarto mondo ma anche qui da noi dove la forbice si sta allargando a dismisura e le conseguenze, se solo si vuole stare ad occhi aperti e non credere alle fesserie che ci raccontano sul mercato e sulla sua bontà d'animo) a pagarne le conseguenze dirette. Sarò il solito pessimista ma se qui non si da una bella sterzata al sistema economico mondiale in senso solidaristico le rivolte, i cambi di governo ecc. diventeranno la norma e non più l'eccezione

domenica 16 settembre 2007

Nuovi virus okkio

è divertente leggerlo ma temo lo sarà meno se ci capita vi lascio il link, leggeteloe traetene le vs conclusioni
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=5098

Fra quanti anni ci ritroveremo sotto al ghiaccio?

"Secondo i dati inviati dal satellite GRACE, Gravity Recovery and Climate Experiment, i ghiacci della Groenlandia si starebbero sciogliendo sempre più velocemente. Lo riferiscono Isabella Velicogna e John Wahar, Jet Propulsion Laboratory, California, Insitute Technology Pasadena, in una comunicazione su Nature di domani . Secondo i ricercatori il tasso di perdita di ghiaccio sarebbe aumentato del 250%, tra il maggio del 2004 e l'aprile 2006, rispetto a quello registrato nel periodo aprile 2002 - aprile 2004.L'attuale perdita di ghiaccio sarebbe pari a circa 248 chilometri cubici l'anno, una quantità enorme, equivalente ad un aumento del livello del mare di 0.5 millimetri l'anno. Questi risultati sono simili a quelli ottenuti, il 10 agosto 2006, da Jinanli Chen e colleghi, pubblicati su Science. Tutte e due le ricerche hanno usato i dati inviati dallo stesso satellite GRACE, lanciato dalla NASA nel 2002 per misurare mensilmente le variazioni del campo gravitazionale terrestre. I risultati dei due studi concordano sull'aumento del tasso di scioglimento dei ghiacci. Ma l'attuale ricerca si differenzia dai risultati precedenti in due punti: primo, estende l'analisi fino al novembre 2006; secondo, precisa che è nella Groenlandia del sud che si sta verificando sempre più velocemente la perdita di ghiaccio della calotta. dalla APCOM ( citato da http://www.giornaletecnologico.it/news/200609/26/45128b8f06139/index.html "Ho ripreso questa notizia perchè mi sembrava la classica ciliegina sulla torta per dare un quadro d'insieme di cosa ci troviamo oltre ai tanti problemi che sono esposti nel blog c'è anche quello climatico

Eutanasia

Come volevasi dimostrare le reazioni dei politici sono state quelle che si potevano aspettare: i cattolici hanno detto no (destra e cattolici dell'unione) i laici hanno assunto posizioni c.d. moderate del genere una discussione è necessaria, ecc.E' mai possibile che non ho la libertà, siamo o non siamo una società liberale, occidentale e tutto l'ambaradan appresso, di decidere se voglio o meno una morte dignitosa? Credo di non essere (e vivere) un cittadino dello Stato della città del Vaticano ma in Italia e se sono giunto ad un punto che ho deciso la cosiddetta dolce morte (e se ne ricorrano le condizioni, è chiaro) qualcun'altro si arroga il diritto di sindacare quanto da me deciso solo perchè in questo stivale (geografico) abbiamo i preti e i loro rappresentanti in parlamento che la pensano diversamente: altro che mondo islamico qui in certe cose siamo anche più indietro.Per quanto riguarda il testamento biologico, secondo costoro, se ne può discutere ma mi chiedo se nel mio testamento biologico non voglio l'accanimento terapeutico e i medici non mi curano e io muoio non è la stessa cosa? o è proprio la parola eutanasia che è tabù? a quando, mi chiedo, l'abolizione del divorzio?

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