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mercoledì 17 dicembre 2014

Le Piramidi di Teotihuacán, Giza e Xianyang. Incredibili coincidenze !!!

Fonte: terra real time
Con i dati oggi in nostro possesso, è facile constatare ed è già stato dimostrato da diversi studiosi1 che quanto abilmente riportato in queste immagini, corrisponde a realtà (vedi Immagine 1)
Immagine 1 elaborata e resa disponibile da Luca Bernasconi.
Ingrandendo i punti di interesse, ci troviamo di fronte ad una situazione ancora più particolare, di cui la seguente immagine ne è una rappresentazione significativa (vedi Immagine 2).

Sulla immagine 1 non ci sono dubbi e l’allineamento è facilmente constatabile da chiunque abbia accesso ad internet ed utilizzi un programma come Google Earth.
Sulla immagine 2, vi è maggiore difficoltà di riscontro senza mezzi informatici più specifici, ma per la seguente analisi statistica, basterà fare riferimento all’immagine 1.

Ciò premesso, riporto 2 osservazioni lampanti e scientificamente valide per i tre complessi piramidali più importanti di Messico, Egitto e Cina, rispettivamente collocati nelle regioni note come Teotihuacán, Giza e Xianyang:

1) sono allineati lungo un’unica linea planetaria;

2) la loro disposizione sul piano è molto simile;

Essendo le suddette 2 osservazioni state già oggetto di studi approfonditi da parte di studiosi1 molto più esperti di me, evito di entrare nel merito dei valori e delle dimostrazioni, lasciando al lettore l’onere ed il piacere di approfondire gli argomenti.

Il mio obiettivo è invece quello di trattare statisticamente i dati a disposizione.
Partiamo dall’osservazione n°1: qual è la probabilità che 3 popoli diversi in 3 epoche diverse in 3 continenti diversi, costruiscano per pura coincidenza, 3 complessi piramidali allineandoli lungo una linea planetaria?
Per comodità dei lettori, riporto alcune semplici definizioni:
a) Probabilità (classica) di un evento: il rapporto fra il numero dei casi favorevoli ed il numero dei casi possibili supposti tutti ugualmente possibili
b) Coincidenza (Garzanti): concomitanza spesso casuale di più circostanze
Per l’analisi statistica, dobbiamo definire l’estensione di un territorio (spazio campionario) come “insieme” delle probabilità dei luoghi di costruzione e dobbiamo individuare l’estensione spaziale del complesso piramidale.
Quest’ultimo dato possiamo stabilirlo come il rettangolo che contiene le 3 piramidi principali di ogni sito (per brevità lo chiameremo “rettangolo contenente”).
Ciò premesso, analizziamo i dati.
L’estensione del territorio dominato dai costruttori, è noto solo per Giza, purtroppo.
Anche in questo caso però, non possiamo ritenere idoneo alla costruzione del complesso piramidale il 100% del territorio dell’impero dell’Antico Regno (essendo presenti il Nilo, i rilievi, il deserto, etc.).
Per semplificare la trattazione, assumiamo cautelativamente che solo il 10% del territorio presentasse caratteristiche idonee alla costruzione: pianeggiante e con sufficiente capacità di sopportare il carico delle piramidi.
Per quanto riguarda Giza, abbiamo i seguenti dati:
1) Estensione rettangolo contenente: circa 0,7 kmq (dato reale)
2) Estensione impero costruttori: circa 300.000 kmq (dato reale)
3) Estensione territorio idoneo: circa 30.000 kmq (ipotesi cautelativa)
Pertanto la probabilità che i costruttori scegliessero casualmente proprio quel kmq di territorio per costruire il complesso piramidale è pari a:

Per Teotihuacan, l’archeologia ufficiale attribuiva la costruzione delle piramidi al popolo dei Toltechi, ma successivamente ha abbandonato questa ipotesi per abbracciarne altre non meglio definite.
Quindi, data l’incertezza sulla data di costruzione e sul popolo che l’ha costruita, possiamo ipotizzare che i costruttori avessero a disposizione un territorio vasto almeno 100.000 volte l’estensione del complesso piramidale. È un’ipotesi molto conservativa, considerando la complessità, la maestosità e lo splendore di Teotihuacan, sarebbe infatti lecito pensare che i costruttori dominassero su un impero ben più vasto (come termine di confronto basti pensare all’estensione dell’impero Egizio al tempo della costruzione delle piramidi della piana di Giza, che è più del doppio).
Semplificando i calcoli, abbiamo:
1) Estensione rettangolo contenente: circa 1,15 kmq (dato reale)
2) Estensione impero costruttori: 115.000 kmq (ipotesi cautelativa)
3) Estensione territorio idoneo: 11.500 kmq (ipotesi cautelativa)
Pertanto la probabilità che i costruttori scegliessero casualmente proprio quel punto del territorio per costruire il complesso piramidale è pari a:
Per il complesso di Xianyang, i dati attualmente in nostro possesso sono veramente scarsi (per cause legate a divieti militari del governo cinese), quindi per non interrompere lo studio, prendiamo come riferimento il rettangolo contenente ed i dati ipotizzati per Teotihuacan (nell’attesa di poter definire almeno il rettangolo contenente con più precisione e magari anche l’estensione dell’impero dei costruttori):
1) Estensione rettangolo contenente: circa 1,15 kmq (dato scelto per analogia con Teotihuacán)
2) Estensione impero costruttori: 115.000 kmq (ipotesi cautelativa)
3) Estensione territorio idoneo: 11.500 kmq (ipotesi cautelativa)
Pertanto la probabilità della coincidenza è:Ovvero, la probabilità che Egizi, Precolombiani e Cinesi in 3 epoche diverse, in 3 continenti diversi, abbiano costruito per pura coincidenza, i 3 complessi piramidali di Teotihuacán, Giza e Xianyang allineandoli lungo quella particolare linea planetaria, è pari a circa 2 su 100.000.000.000 (leggasi “due su cento miliardi”).
C’è da fare un considerazione (Osservazione 1 bis) a commento di questo risultato: due siti generici sul pianeta Terra saranno sempre allineati su una linea planetaria. Quindi la vera coincidenza è data dal terzo sito che viene costruito sulla linea planetaria definita dagli altri due siti.
Il calcolo quindi andrebbe fatto per il sito meno antico, ma siccome l’incertezza sulla datazione di Xian è troppo elevata, possiamo effettuare il calcolo per l’unico dei 3 siti per il quale abbiamo più dati a disposizione, ovvero Giza.
Ciò premesso, la probabilità che gli Egizi scegliessero di costruire il complesso piramidale d Giza proprio in quel punto, allineandolo per pura coincidenza gli altri due siti piramidali di Teotihuacán, Giza e Xianyang vale:
Ovvero circa 2 probabilità su 100.000.
Analizziamo ora l’osservazione n°2: partendo dalla probabilità di coincidenza sopradescritta, qual è la probabilità che i 3 popoli suddetti, in 3 epoche diverse in 3 continenti diversi, dopo aver allineato per pura coincidenza lungo linee planetarie parallele i 3 complessi piramidali, abbiano disposto le piramidi secondo una geometria simile?
Per non entrare nel merito della trattazione, rimando agli studi di cui alla nota 1 e mi limito ad inserire le seguenti immagini per sostenere l’ipotesi della disposizione “molto simile”:
Dal sito http://www.earthquest.co.uk/articales/theory2.html
Le immagini parlano da sole, non ci sarebbe nemmeno bisogno di commentarle, ma basta osservare che per i 3 siti piramidali vi è l’allineamento delle 2 piramidi maggiori ed il disallineamento della terza piramide, la più piccola.L’angolo di disallineamento tra la piramide più piccola e l’asse di allineamento delle altre due è lo stesso (precisione del decimo di grado) per i 3 siti piramidali.
Nelle immagini compare la costellazione di Orione, ma non verrà considerata nello studio delle probabilità di coincidenza.
Anche in questo caso, dobbiamo stabilire un criterio per determinare uno spazio campionario.
Un criterio possibile è quello di suddividere il rettangolo contenente in una maglia quadrata con estensione di un ettometro quadrato (valore plausibile in considerazione delle dimensioni di base delle piramidi).
Pertanto per Giza abbiamo 70 quadrati contenenti all’interno dei quali i costruttori avrebbero potuto collocare le proprie piramidi (per definizione un quadrato contiene la piramide quando il vertice della piramide coincide con il baricentro del quadrato).
La prima piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:La seconda piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a:La terza piramide ha una probabilità di capitare proprio nel punto giusto della maglia, pari a: Pertanto la probabilità totale di disporre per pura coincidenza le Piramidi proprio secondo lo schema attuale è di:   Ovvero ci sono 3 probabilità su un milione.
Ripetendo i calcoli anche per Teotihuacán e Xianyang , otteniamo: La probabilità parziale per l’osservazione 2 vale: 0,00000000000000014%
(Leggasi circa 1 probabilità su mille milioni di miliardi) La probabilità totale che si verifichi contemporaneamente l’osservazione 2 e l’osservazione 1 è la seguente:
(Leggasi circa 3 probabilità su cento miliardi di miliardi di miliardi)
Per comprendere questo numero, facciamo un esempio più pratico:
- la probabilità di lanciare un dado a 6 facce ed ottenere il numero 6 è pari ad 1/6 ovvero il 16,66%;
- per analogia, la P totale di cui sopra è la seguente: tirare 36 volte di seguito il dado ed ottenere sempre 6!
Mentre la probabilità totale che si verifichi contemporaneamente l’osservazione 2 e l’osservazione 1 bis è la seguente:
(Leggasi circa 3 probabilità su mille di miliardi di miliardi)
Anche in questo caso, riportando l’esempio del dado a 6 facce, dovremmo lanciarlo per 29 volte di seguito ed ottenere sempre 6! La P Giza Bis equivale a lanciare il dado 6 volte di seguito ed ottenere sempre 6.
Su questo dato, suggerisco esperimenti personali ai professori di egittologia che parlano di coincidenze: comprate un dado a 6 facce e lanciatelo su un tavolo piano facendolo rotolare.
Non appena avrete raggiunto l’obiettivo di ottenere 6 volte di seguito un 6, avrete capito che la teoria classica è valida. In caso contrario, fatevi qualche domanda.
È doveroso evidenziare il fatto che non ho preso in considerazione l’immagine 2: infatti se avessi dovuto analizzare anche la probabilità che le singole piramidi di un sito sono allineate con le corrispettive degli altri 2 siti, allora credo che avrei avuto difficoltà anche solo a pronunciare il numero che rappresenta la probabilità di coincidenza totale.
A questo punto, il lettore esperto di statistica, o il lettore esperto di archeologia, potranno sollevare numerose obiezioni sulle ipotesi cautelative che ho dovuto fare per ottenere un valore di probabilità della coincidenza.
Come per i miei precedenti 2 studi, sottolineo che il mio obiettivo è dare un ordine di grandezza al problema e non una soluzione precisa.
Pertanto, variando i dati in ingresso e variando le ipotesi cautelative, si otterranno sempre e comunque dei valori di probabilità di coincidenza così piccoli da indurre a pensare che la teoria archeologica ufficiale è da rivedere.
Oggi è insostenibile affermare con leggerezza che quanto sopra esposto sia solo una pura coincidenza: sono i numeri che mettono in forma matematica ciò che la logica e l’intuito suggeriscono da anni; vi è stata una scelta precisa e non casuale da parte dei costruttori a Teotihuacán, Giza e Xianyang di allineare i 3 siti piramidali lungo linee planetarie e di disporre le piramidi secondo geometrie simili.
Negare questa verità oggi significa sostenere che la Terra è ancora al centro dell’Universo ed il Sole e le Stelle immutabili le girano intorno.
Ma se si accetta questa verità, il passo successivo è scoprire chi e quando (e magari anche perché e come) ha scelto di costruire i 3 complessi piramidali in 3 continenti diversi in quel modo così particolare.
Una sfida enorme, la cui complessità richiede lo sforzo di ricerca di tutti gli studiosi ufficiali e di tutti gli appassionati del settore. Collaborare per capire e scoprire, senza aggrapparsi ai “dogmi archeologici” che stanno oscurando una delle pagine più belle e più antiche della storia umana.
Nota 1: cito tra tutti, il libro di Fabio Garuti “L’ombra di Orione”
di Simone Scotto di Carlo
p.s. mio
insomma è (davvero) un caso che tutte le civiltà che conosciamo abbiano costruito opere monumentali a quelle coordinate? E: come mai? Perchè? Hanno ragione i sostenitori di questa idea o gli scettici? Ha ragione Sitchin o ...... la accademia, o forse sarebbe meglio chiamarla "chiesa", ufficiale?

domenica 14 dicembre 2014

Rosetta ridisegna origine della Terra: “Acqua oceani non proviene da comete”

... allora finora c'hanno detto fino alla noia che le comete hanno dato un enorme contributo alla formazione dell'acqua, e quindi a creare le condizioni della nascita della vita, della Terra; ora vien fuori che la composizione chimica del ghiaccio, e quindi dell'acqua, delle comete è diversa e quindi è arrivata da... sopra o sotto?Per meglio spiegarsi: l'apporto delle comete viene ridimensionato quindi rimangono come candidati, ancora, validi le condriti e il vulcanismo.
La discussione è aperta
p.s.
intanto mi sorge una domanda: se si son sbagliati su questo, non potrebbero essersi sbagliati anche su altro o dobbiamo aspettare la prossima scoperta che riporta indietro l'orologio della storia umana, per esempio, di qualche decina di migliaia di anni? Già 'eva mitocondriaca era stata "scoperta" e datata a 75 mila anni fa; poi si è arrivati a 100 mila.... Sitchin starà sorridendo dovunque sia ora!
Fonte: Il Fatto Quotidiano a firma di Davide Patitucci
Se l’acqua che copre la gran parte della superficie terrestre è davvero piovuta dallo spazio, come ipotizzano le teorie più accreditate sull’origine del Sistema solare, probabilmente il merito non è delle comete. È la prima, sorprendente scoperta fatta dalla missione Rosetta, che un mese fa per la prima volta nella storia dell’esplorazione spaziale ha permesso a una piccola sonda, Philae, di sbarcare sulla superficie di una cometa, 67/P Churyumov-Gerasimenko.
In base alle prime analisi effettuate sui vapori della cometa dalla sonda madre – che da quest’estate vi orbita intorno – l’acqua di questo fossile cosmico dalla bizzarra forma a scamorza sembra avere una composizione chimica diversa da quella della Terra. Le firme delle due molecole non corrispondono. “L’acqua della cometa ha circa tre volte più deuterio (una variante dell’idrogeno, ndr) rispetto a quella della Terra”, sottolinea Kathrin Altwegg dell’Università di Berna, tra gli autori dello studio. “Sapevamo che le analisi di Rosetta avrebbero portato grandi sorprese sulla comprensione del nostro sistema planetario – aggiunge Matt Taylor, responsabile scientifico della missione -. Queste nuove osservazioni gettano, infatti, benzina sul fuoco nel dibattito sull’origine dell’acqua della Terra”.
La questione della provenienza dell’acqua degli oceani è ancora molto dibattuta tra astronomi e planetologi. Già nel 1986 le analisi effettuate dalla sonda Giotto, dell’Agenzia spaziale europea (Esa), sulla celebre cometa di Halley avevano mostrato risultati simili a quelli odierni, ma senza consentire di scartare del tutto l’ipotesi. Adesso i dati di Rosetta, pubblicati su Science e ottenuti grazie a uno degli strumenti di bordo, “Rosina” (Rosetta orbiter spectrometer for ion and neutral analysis), che ha annusato i vapori emessi dalla cometa, sembrano rivoluzionare le attuali teorie sull’origine cometaria degli oceani, costringendo gli studiosi a puntare il dito su un altro indiziato. Ad aver inseminato la Terra con la preziosa molecola alla base della vita sarebbe stata una pioggia di meteoriti, molto intensa agli albori del Sistema solare, circa quattro miliardi e mezzo di anni fa. “Le nuove misurazioni – scrivono gli autori su Science – avvalorano il modello che non invoca un’origine cometaria dell’acqua degli oceani, e per estensione di quella dell’atmosfera terrestre, ma da asteroidi simili alle cosiddette condriti carbonacee”.
L’abstract dello studio su Science

sabato 28 marzo 2009

L'ora della terra: stasera spegniamo le città!!

So che in momenti di crisi come questi a qualcuno può sembrare inopportuno parlare di clima e cambiamenti climatici così come può sembrare inopportuno parlare di oscuramento globale o peggio di surriscaldamento del pianeta (ma il bello dei blog è proprio questo!! io parlo di quello che sento come un problema e nessuno è tenuto nè a leggere nè a commentare nè tantomeno a soffermarcisi) : qualcuno dirà che non il caso e che bisogna investire per risollevarci e che in fondo nulla è provato; qualcun'altro ha addirittura provato a fare i conti dei costi economici dei fenomeni climatici e dei benefici che le popolazioni diseredate del terzo e quarto mondo portebbero avere da un surriscaldmento (con un senso del cinismo quanto mai inopportuno). Addirittura da noi ci stanno spacciando per ecologico il ritorno al nucleare. In realtà la vera scelta da fare da anni è stata indicata (ed in certi casi praticata): rifondare l'economia su basi sostenibili, come afferma Obama (ma arriva solo buon ultimo), cominciando a porre le basi dell'economia sostenibile magari sull'idrogeno (di cui Rifkin ne ha parlato in un saggio che ha fatto epoca quando uscì e fu letto dai petrolieri ma non dalle persone normali, purtroppo) che è a buon mercato e disponibile già ora. Stasera dalle 20.30 alle 21.30 spegniamo le città per un'ora e dimostriamo che davvero siamo affezionati a questo pianeta talmente sfigato che ha la sfortuna di ospitarci. Aderiamo alla Ora della Terra!!

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