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giovedì 17 maggio 2018

Punto Informatico venerdì 11 maggio 2018 di la redazione

Fonte: Punto Informatico  venerdì 11 maggio 2018 di la redazione

Come nelle peggiori fantasie degli anni '80, quando leggende metropolitane indicavano la presenza di messaggi satanici subliminali in musiche riprodotte al contrario o tra i frame di film e cartoon per bambini: cosa succederebbe se un orizzonte simile venisse proiettato sul mondo degli speaker per la casa e sui sistemi di intelligenza artificiale che controllano?

Oggi, lontani dal poter definire tutto ciò come una leggenda metropolitana, alcuni gruppi di ricerca di università americane hanno dimostrato come i peggiori timori possano facilmente diventare realtà semplicemente tramite un lavoro di hacking del suono. Tale lavori si basa sulla possibilità di cancellare alcune parti di una traccia audio, togliendo pezzetti sufficienti a modificare la percezione della traccia stessa da parte dello speaker in ascolto e trasformando così il significato veicolato dal messaggio. In pratica mentre l'orecchio umano e lo speaker sentono lo stesso identico suono, la mente umana e l'intelligenza artificiale interpretano in modo differente la medesima traccia elaborando pertanto due messaggi differenti.

L'esito è quello per cui, nascondendo un messaggio all'interno di una traccia audio che si riesce a portare vicino allo speaker (ad esempio tramite un video YouTube ascoltato su un telefonino o una traccia musicale riprodotta in casa) si potrebbe riuscire ad impartire ordini specifici al sistema in ascolto. Le conseguenze potrebbero essere variegate: dalla semplice luce che si spegne ad un invio di un messaggio, dalla disattivazione di un sistema antifurto ad una modifica sul termostato di casa, fino ad immaginare scenari ancor più complessi e pericolosi.
Quella che potrebbe sembrare una canzone, o un suono disordinato, o una semplice voce umana, potrebbe invece nascondere una sorta di attacco informatico che, sfruttando il mezzo analogico della trasmissione del suono, è in grado di ingannare un sistema intelligente in ascolto.

Nessuno escluso: da Siri ad Alexa, passando per Google Assistant, la vulnerabilità è nel sistema stesso di ascolto e interpretazione del messaggio. L'Università di Berkeley lancia quindi l'allarme: così come nei laboratori del campus è stato possibile verificare e riprodurre casi di questo tipo, è possibile che altri abbiano già raggiunto medesime osservazioni ed abbiano quindi in mano possibili veicoli di attacco che, una volta nascosti in tracce audio o video, nessun orecchio umano sarebbe in grado di identificare e distinguere.

Un potenziale attacco senza alcuna cartina di tornasole in grado di identificarlo: non basteranno normative contro questo tipo di pratiche ad evitarne l'adozione e nel frattempo il proliferare dei mezzi di comunicazione 1-to-1 impedirà anche ogni qualsivoglia forma di controllo. Da una parte è possibile immaginare nuove forme di filtro contro la divulgazione di messaggi similari, ma dall'altra è da ipotizzare un'evoluzione sollecita degli speaker affinché la ricezione audio e la successiva interpretazione siano in grado di evitare scenari apocalittici come quello di un attacco globale tramite un file audio divulgato con chissà quale mezzo. E tutto ciò semplicemente grazie ad una gestione digitale del file stesso, dialogando con gli speaker casalinghi attraverso la gestione discreta della campionatura.

Tutta roba che l'orecchio umano non può avvertire, quindi la mente umana non può identificare: l'hacking è sulla forma d'onda, aggirando così le barriere di cui la natura ha dotato l'uomo per difendersi dalle minacce del mondo esterno: basta questo per dipingere quadri apocalittici che nessuno vorrebbe doversi trovare di fronte.

giovedì 26 aprile 2018

Usa: “Intelligenza artificiale porterà a guerra nucleare”

Fonte: W. S. I. 26 aprile 2018, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – L’intelligenza artificiale potrebbe portare ad una guerra nucleare entro il 2040. A lanciare l’allarme non i soliti complottisti ma un gruppo di ricercatori di una think tank statunintense, la Rand Corporation.
“L’intelligenza artificiale in futuro potrebbe incoraggiare gli attori umani a prendere decisioni catastrofiche, erodendo la stabilità geopolitica e rimuovendo lo status di armi nucleari come mezzo di deterrenza”.
Se la pace è stata mantenuta per decenni grazie al deterrente che qualsiasi attacco nucleare potrebbe innescare la distruzione, il potenziale dispiegato che ha in sé l’intelligenza artificiale e l’apprendimento che conquisteranno le macchine per decidere sulle azioni militari potrebbe significare che la garanzia di stabilità si romperà.  Per i ricercatori, che hanno basato il loro lavoro su una serie di workshop con esperti, i miglioramenti della tecnologia sensoriale, ad esempio, potrebbero portare alla distruzione di forze di ritorsione come i missili sottomarini e quelli mobili.
L’IA potrebbe anche tentare le nazioni a lanciare un attacco preventivo contro un’altra nazione per ottenere potere contrattuale, hanno detto i ricercatori.
“Alcuni esperti temono che una maggiore dipendenza dall’intelligenza artificiale possa portare a nuovi tipi di errori catastrofici”,  così  Andrew Lohn, co-autore del documento  e ingegnere associato di Rand Corporation.
“Ci può essere pressione per usare l’intelligenza artificiale prima che sia tecnologicamente matura, o può essere suscettibile di sovversione conflittuale. Pertanto, mantenere la stabilità strategica nei prossimi decenni può rivelarsi estremamente difficile e tutte le potenze nucleari devono partecipare a crescere  istituzioni che contribuiscano a limitare il rischio nucleare”.

venerdì 13 gennaio 2017

I.A. e amigdala.... due modi di autodistruggersi

l'ho trovato su Facebook ivi  pubblicata da un giornalista (Nicola Borzi)  de ilsole24ore.
Ve la riposto così com'è....
Il Financial Times sbatte in prima pagina una ricerca dell'Universita' di Yale pubblicata a sua volta dalla rivista scientifica Cell: topi geneticamente modificati con l'optogenetica si trasformano in killer feroci se alcune cellule cerebrali del nucleo centrale dell'amigdala sono attivate da laser, mentre tornano a comportamenti normali quando l'attivazione laser viene spenta. Lo studio ha identificato con precisione due set di neuroni: uno che controlla la caccia e un altro che controlla l'aggressione a morsi. I due set possono essere attivati distintamente.
A pagina 6 una notizia di spalla racconta che al World Economic Forum di Davos lo studio sui rischi globali inserisce l'intelligenza artificiale impiegata nelle armi tra i possibili fattori di fine dell'umanita', perche' gli algoritmi non vedono differenze tra vittorie che si possono ottenere con una vittima o con mille.
Direi che siamo davvero a cavallo.
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A prima vista mi è parsa una delle tante bufale che girano in rete; bufale che spesso anche il mainstream ufficiale crea e fa girare... poi ho fatto qualche richiesta e qualche indagine ed ho scoperto che entrambe son vere: pericolosamente vere.
La prima è la più inquietante perchè, anche se l'obiettivo dichiarato era quello di curare l'amnesia retrograda, i risultati ottenuti sono andati ben oltre i risultati sperati: hanno dimostrato che E' POSSIBILE stimolare negli esseri viventi la violenza cieca ed è ALTRETTANTO possibile fermarla con un semplice clic.... o giù di lì.
La seconda è storia nota.. senza esagerare basterebbe guardarsi il primo terminator, un vero cult, per farsene un idea. Non è fantascienza ma realtà ed è meglio farci la bocca.
BUON WEEKEND

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