Fonte: Punto Informatico venerdì 11 maggio 2018 di la redazione
Come
nelle peggiori fantasie degli anni '80, quando leggende metropolitane
indicavano la presenza di messaggi satanici subliminali in musiche
riprodotte al contrario o tra i frame di film e cartoon per bambini:
cosa succederebbe se un orizzonte simile venisse proiettato sul mondo
degli speaker per la casa e sui sistemi di intelligenza artificiale che controllano?
Oggi,
lontani dal poter definire tutto ciò come una leggenda metropolitana,
alcuni gruppi di ricerca di università americane hanno dimostrato come i peggiori timori possano facilmente diventare realtà semplicemente tramite un lavoro di hacking del suono.
Tale lavori si basa sulla possibilità di cancellare alcune parti di
una traccia audio, togliendo pezzetti sufficienti a modificare la
percezione della traccia stessa da parte dello speaker in ascolto e
trasformando così il significato veicolato dal messaggio. In pratica
mentre l'orecchio umano e lo speaker sentono lo stesso identico suono, la mente umana e l'intelligenza artificiale interpretano in modo differente la medesima traccia elaborando pertanto due messaggi differenti.
L'esito è quello per cui, nascondendo un messaggio all'interno di una traccia audio
che si riesce a portare vicino allo speaker (ad esempio tramite un
video YouTube ascoltato su un telefonino o una traccia musicale
riprodotta in casa) si potrebbe riuscire ad impartire ordini specifici
al sistema in ascolto. Le conseguenze potrebbero essere variegate: dalla
semplice luce che si spegne ad un invio di un messaggio, dalla
disattivazione di un sistema antifurto ad una modifica sul termostato di
casa, fino ad immaginare scenari ancor più complessi e pericolosi.
Quella
che potrebbe sembrare una canzone, o un suono disordinato, o una
semplice voce umana, potrebbe invece nascondere una sorta di attacco
informatico che, sfruttando il mezzo analogico della trasmissione del
suono, è in grado di ingannare un sistema intelligente in ascolto.
Nessuno escluso: da Siri ad Alexa, passando per Google Assistant,
la vulnerabilità è nel sistema stesso di ascolto e interpretazione del
messaggio. L'Università di Berkeley lancia quindi l'allarme: così come
nei laboratori del campus è stato possibile verificare e riprodurre
casi di questo tipo, è possibile che altri abbiano già raggiunto
medesime osservazioni ed abbiano quindi in mano possibili veicoli di
attacco che, una volta nascosti in tracce audio o video, nessun
orecchio umano sarebbe in grado di identificare e distinguere.
Un
potenziale attacco senza alcuna cartina di tornasole in grado di
identificarlo: non basteranno normative contro questo tipo di pratiche
ad evitarne l'adozione e nel frattempo il proliferare dei mezzi di
comunicazione 1-to-1 impedirà anche ogni qualsivoglia forma di
controllo. Da una parte è possibile immaginare nuove forme di filtro
contro la divulgazione di messaggi similari, ma dall'altra è da
ipotizzare un'evoluzione sollecita degli speaker affinché la ricezione
audio e la successiva interpretazione siano in grado di evitare scenari
apocalittici come quello di un attacco globale tramite un file audio
divulgato con chissà quale mezzo. E tutto ciò semplicemente grazie ad
una gestione digitale del file stesso, dialogando con gli speaker
casalinghi attraverso la gestione discreta della campionatura.
Tutta
roba che l'orecchio umano non può avvertire, quindi la mente umana non
può identificare: l'hacking è sulla forma d'onda, aggirando così le
barriere di cui la natura ha dotato l'uomo per difendersi dalle minacce
del mondo esterno: basta questo per dipingere quadri apocalittici che
nessuno vorrebbe doversi trovare di fronte.
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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giovedì 17 maggio 2018
giovedì 26 aprile 2018
Usa: “Intelligenza artificiale porterà a guerra nucleare”
Fonte: W. S. I. 26 aprile 2018, di Alessandra Caparello
NEW YORK (WSI) – L’intelligenza artificiale potrebbe portare ad una guerra nucleare entro il 2040. A lanciare l’allarme non i soliti complottisti ma un gruppo di ricercatori di una think tank statunintense, la Rand Corporation.
L’IA potrebbe anche tentare le nazioni a lanciare un attacco preventivo contro un’altra nazione per ottenere potere contrattuale, hanno detto i ricercatori.
“Alcuni esperti temono che una maggiore dipendenza dall’intelligenza artificiale possa portare a nuovi tipi di errori catastrofici”, così Andrew Lohn, co-autore del documento e ingegnere associato di Rand Corporation.
“Ci può essere pressione per usare l’intelligenza artificiale prima che sia tecnologicamente matura, o può essere suscettibile di sovversione conflittuale. Pertanto, mantenere la stabilità strategica nei prossimi decenni può rivelarsi estremamente difficile e tutte le potenze nucleari devono partecipare a crescere istituzioni che contribuiscano a limitare il rischio nucleare”.
NEW YORK (WSI) – L’intelligenza artificiale potrebbe portare ad una guerra nucleare entro il 2040. A lanciare l’allarme non i soliti complottisti ma un gruppo di ricercatori di una think tank statunintense, la Rand Corporation.
“L’intelligenza artificiale in futuro potrebbe incoraggiare gli attori umani a prendere decisioni catastrofiche, erodendo la stabilità geopolitica e rimuovendo lo status di armi nucleari come mezzo di deterrenza”.Se la pace è stata mantenuta per decenni grazie al deterrente che qualsiasi attacco nucleare potrebbe innescare la distruzione, il potenziale dispiegato che ha in sé l’intelligenza artificiale e l’apprendimento che conquisteranno le macchine per decidere sulle azioni militari potrebbe significare che la garanzia di stabilità si romperà. Per i ricercatori, che hanno basato il loro lavoro su una serie di workshop con esperti, i miglioramenti della tecnologia sensoriale, ad esempio, potrebbero portare alla distruzione di forze di ritorsione come i missili sottomarini e quelli mobili.
L’IA potrebbe anche tentare le nazioni a lanciare un attacco preventivo contro un’altra nazione per ottenere potere contrattuale, hanno detto i ricercatori.
“Alcuni esperti temono che una maggiore dipendenza dall’intelligenza artificiale possa portare a nuovi tipi di errori catastrofici”, così Andrew Lohn, co-autore del documento e ingegnere associato di Rand Corporation.
“Ci può essere pressione per usare l’intelligenza artificiale prima che sia tecnologicamente matura, o può essere suscettibile di sovversione conflittuale. Pertanto, mantenere la stabilità strategica nei prossimi decenni può rivelarsi estremamente difficile e tutte le potenze nucleari devono partecipare a crescere istituzioni che contribuiscano a limitare il rischio nucleare”.
venerdì 13 gennaio 2017
I.A. e amigdala.... due modi di autodistruggersi
l'ho trovato su Facebook ivi pubblicata da un giornalista (Nicola Borzi) de ilsole24ore.
Ve la riposto così com'è....
Il Financial Times sbatte in prima pagina una ricerca dell'Universita' di Yale pubblicata a sua volta dalla rivista scientifica Cell: topi geneticamente modificati con l'optogenetica si trasformano in killer feroci se alcune cellule cerebrali del nucleo centrale dell'amigdala sono attivate da laser, mentre tornano a comportamenti normali quando l'attivazione laser viene spenta. Lo studio ha identificato con precisione due set di neuroni: uno che controlla la caccia e un altro che controlla l'aggressione a morsi. I due set possono essere attivati distintamente.
Ve la riposto così com'è....
Il Financial Times sbatte in prima pagina una ricerca dell'Universita' di Yale pubblicata a sua volta dalla rivista scientifica Cell: topi geneticamente modificati con l'optogenetica si trasformano in killer feroci se alcune cellule cerebrali del nucleo centrale dell'amigdala sono attivate da laser, mentre tornano a comportamenti normali quando l'attivazione laser viene spenta. Lo studio ha identificato con precisione due set di neuroni: uno che controlla la caccia e un altro che controlla l'aggressione a morsi. I due set possono essere attivati distintamente.
A pagina 6 una notizia di spalla racconta che al World Economic Forum
di Davos lo studio sui rischi globali inserisce l'intelligenza
artificiale impiegata nelle armi tra i possibili fattori di fine
dell'umanita', perche' gli algoritmi non vedono differenze tra vittorie
che si possono ottenere con una vittima o con mille.
Direi che siamo davvero a cavallo.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
A prima vista mi è parsa una delle tante bufale che girano in rete; bufale che spesso anche il mainstream ufficiale crea e fa girare... poi ho fatto qualche richiesta e qualche indagine ed ho scoperto che entrambe son vere: pericolosamente vere.
La prima è la più inquietante perchè, anche se l'obiettivo dichiarato era quello di curare l'amnesia retrograda, i risultati ottenuti sono andati ben oltre i risultati sperati: hanno dimostrato che E' POSSIBILE stimolare negli esseri viventi la violenza cieca ed è ALTRETTANTO possibile fermarla con un semplice clic.... o giù di lì.
La seconda è storia nota.. senza esagerare basterebbe guardarsi il primo terminator, un vero cult, per farsene un idea. Non è fantascienza ma realtà ed è meglio farci la bocca.
Direi che siamo davvero a cavallo.
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A prima vista mi è parsa una delle tante bufale che girano in rete; bufale che spesso anche il mainstream ufficiale crea e fa girare... poi ho fatto qualche richiesta e qualche indagine ed ho scoperto che entrambe son vere: pericolosamente vere.
La prima è la più inquietante perchè, anche se l'obiettivo dichiarato era quello di curare l'amnesia retrograda, i risultati ottenuti sono andati ben oltre i risultati sperati: hanno dimostrato che E' POSSIBILE stimolare negli esseri viventi la violenza cieca ed è ALTRETTANTO possibile fermarla con un semplice clic.... o giù di lì.
La seconda è storia nota.. senza esagerare basterebbe guardarsi il primo terminator, un vero cult, per farsene un idea. Non è fantascienza ma realtà ed è meglio farci la bocca.
BUON WEEKEND
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