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mercoledì 1 novembre 2017

Il G7 Salute tra accordi segreti e falsi proclami. Obiettivo: privatizzare tutto

di | 1 novembre 2017  Il Fatto Quotidiano

Il 5 e 6 novembre si riunirà a Milano il G7 sulla salute. I temi all’ordine del giorno, definiti dalla ministra Lorenzin, saranno: le conseguenze sulla salute dei cambiamenti climatici, la salute della donna e degli adolescenti e la resistenza antimicrobica. Da un tale incontro non uscirà assolutamente nulla se non un semaforo verde per trarre ulteriore profitto dalla nostra salute e dalla devastazione del pianeta.
Considerato chi siederà attorno a quei tavoli non è possibile immaginare nulla di diverso. Sono gli stessi governi che in gran segreto dal 2013 stanno trattando l’accordo TiSA (Trade in Services Agreement) sugli scambi dei servizi, tra questi quelli finanziari, ma anche l’istruzione e la sanità.
Nel 2014 WikiLeaks, l’organizzazione di Julian Assage, ha per la prima volta rivelato l’esistenza di tali trattative. Il Tisa sarebbe il più grande accordo commerciale mai discusso: i servizi infatti rappresentano circa il 70% del Pil mondiale, che potrebbe portare, secondo una simulazione realizzata per l’Italian Trade Agency/ICE ad un possibile aumento degli scambi di servizi fra paesi aderenti all’accordo nell’ordine del 20%, quasi 400 miliardi di euro considerando i livelli del 2013.
Il 4 febbraio 2015 l’agenzia AWP Associated Whistleblowing Press (agenzia formata da giornalisti investigativi) ha reso pubblico un documento del Tisa dove si può leggere: “C’è un potenziale enorme ancora non sfruttato per la globalizzazione dei servizi sanitari”. La ragione, come viene spiegato, è che “sino ad ora questo settore di servizi ha giocato solo un ruolo ridotto negli scambi internazionali. Ciò è dovuto al fatto che i sistemi sanitari sono finanziati ed erogati dallo Stato o da enti assistenziali e non sono di nessun interesse da parte degli investitori stranieri a causa dell’assenza di finalità commerciali”. La soluzione è semplice: privatizzare tutto aprendo le porte ai grandi fondi finanziari, alle compagnie internazionali di assicurazioni e contemporaneamente cancellando il ruolo dello Stato come responsabile della salute della propria popolazione.
In Italia questo significa fare carta straccia della nostra Costituzione. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di opinioni  politiche, di condizioni personali e sociali.” Così recita l’art. 3 che prosegue: “ E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”. Questa è senza dubbio la parte più innovativa che testimonia la grandezza della nostra Costituzione e che spiega perché tanti hanno fatto di tutto per modificarla. Infatti  non si limita ad affermare dei principi teorici di uguaglianza ma affida esplicitamente allo Stato il compito di rimuovere tutti quegli ostacoli che non rendono pienamente fruibili i diritti declamati.
Nel caso della salute l’art. 32 recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti…”. Nessuno può quindi essere privato delle terapie necessarie a causa della sua condizione economica.
Ma per i governi l’importanza della nostra salute è pari a 0; un diritto universale è trasformato nel più produttivo business del secolo per gli squali della finanza internazionale e per i loro terminali politici. Se le aziende di Big Pharma non si sono scomposte di fronte alla condanna a 14 miliardi di dollari di multe in cinque anni per corruzione e pubblicità fasulla è perché si paga volentieri quando il reato produce guadagni molte volte maggiori delle sanzioni!
Nel frattempo undici milioni di italiani hanno rinunciato a curare almeno una patologia e negli Usa i più poveri muoiono in media 14 anni prima dei più ricchi; la metà delle persone sieropositive nel mondo non possono accedere alle cure e in quello che era il ricco Occidente oltre un milione di persone non possono assumere le nuove efficaci terapie contro l’epatite C solo per fare degli esempi.
Di fronte alle falsa recita del G7 decine di associazioni hanno costituito il comitato “Salute senza padroni e senza confini” e, insieme al Gue, gruppo parlamentare «Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica» e al gruppo consiliare «Milano in Comune», hanno organizzato a Milano due iniziative.
Sabato 4 novembre un “Forum internazionale per il diritto alla salute e l’accesso alle cure” nel quale si confronteranno ricercatori, scienziati, medici, biologi di altissima professionalità con attivisti di tutto il mondo per individuare obiettivi condivisi. I temi del Forum saranno: la disuguaglianza sociale come determinante di malattie, l’accesso alle cure, la privatizzazione dei servizi sanitari e le conseguenze sulla salute dei cambiamenti climatici.
Domenica 5 novembre si svolgerà un incontro tra i movimenti italiani attivi nella difesa della salute per organizzare insieme delle campagne nazionali.
di | 1 novembre 2017

giovedì 11 giugno 2015

TISA, le rilevazioni di Wikileaks

visto, tra gli altri, su popoff
[ QUESTO è IL MIO COMMENTO...... già: NON NE PARLA NESSUNO!!!! A partire dai media, anche cosiddetti alternativi, radical-chic; dai vari cespugli della morta sinistra; e nemmeno sui canali web, niente... ma continuo a credere che a "Wikileaks" dovremo, se mai sarà vinta questa guerra (di questo si tratta di una guerra fra una netta minoranza (circa l'1% della popolazione mondiale), e noi la MAGGIORANZA, ERIGERGLI UN MONUMENTO per il grandissimo lavoro d'informazione che sta facendo nonostante tutto: nonostante la censura; nonostante i servizi segreti occidentali sguinzagliati per fermarli .. mica a fermare il terrorismo; nonostante i media tutti che tacciono sapendo di DOVER tacere, ecc.
Sapete cos'è il T.I.S.A.? Finora si parla del TTIP ma questo, se possibile, è anche peggio perchè:
  1. perchè se il TTIP è un accordo "generale" il TISA è l'accordo sulla PRIVATIZZAZIONE di tutti i servizi pubblici, e dico TUTTI;
  2. perchè il TISA, come anche il TTIP E' SEGRETO, chissà perchè......]
bè leggete voi stessi e fate girare.....
Un trattato segreto ancora più antidemocratico del TTIP. È il Trade in Services Agreement, TISA, non riguarda le merci ma la deregolamentazione dei servizi pubblici. Le rivelazioni di Wikileaks
di Marina Zenobio


Wikileaks ha fatto filtrare il contenuto di negoziati clandestini tra cinquanta governi per un accordo segreto sul commercio internazionale dei servizi, nell’acronimo inglese TISA (Trade in Services Agreement). Se possibile, il TISA sarà ancora più antidemocratico e neoliberista del poco più noto TTIP. Il suo obiettivo è la deregolamentazione dei servizi pubblici (sanità e istruzione per citare i più importanti), di Internet, delle telecomunicazioni, dei trasporti, dei servizi finanziari e assicurativi, delle norme sociali e ambientali. Un accordo commerciale mondiale che sarà al di sopra di tutti i regolamenti e le normative statali e governative, a beneficio delle imprese.
Sempre secondo l’organizzazione di Julian Assange, il livello di riservatezza sugli articoli e gli allegati che conformano il TISA è superiore anche al TPPA (Trans-Pacific Partnership Agreement) tra Washington e i suoi alleati asiatici, accordo che prevede persino un periodo di quattro anni di vigenza in clandestinità.
Capifila Usa e Ue
Capifila del TISA sono i governi degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, gli stessi che imposero quel fallito modello finanziario (s)regolato dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Lo stesso modello che ha provocato la crisi finanziaria globale del 2007-2008 (il crash delle borse simboleggiato dal collasso di Lehman Brothers). La stessa crisi finanziaria che ha fatto tabula rasa delle economie occidentali e per la quale, dopo quasi un decennio, la gente comune sta ancora pagando il conto fatto di austerità, tagli sociali e “salvataggi” delle istituzioni bancarie.
Ciò che esattamente cerca di imporre questo nuovo patto neoliberista mondiale non è altro che la continuità e l’intensificazione di quello stesso sistema, a beneficio senza limiti delle grandi transazionali. Un fine che ovviamente potranno raggiungere solo legando le mani dei governi e delle istituzioni pubbliche.
Violazione della Convenzione di Vienna sul Diritto dei Trattati
Gli obiettivi nefasti del TISA, secondo Wikileaks, si evincono dalle intenzioni di mantenere il trattato segreto e in sfacciata violazione della Convenzione di Vienna sul Diritto dei Trattati secondo cui qualsiasi trattato necessita di lavori preparatori e dibattiti preliminari tra esperti e accademici, organismi non governativi, partiti politici e altri attori della società. Qualcosa di impossibile quando l’elaborazione di un accordo avviene in segreto e nascosto all’opinione pubblica.
I testi dei negoziati segreti del TISA svelati da Wikileaks, mostrano che il fine principe è di eliminare qualsiasi controllo e ostacolo alla liberalizzazione globale dei servizi finanziari, rimuovendo ogni limite alle loro istituzioni e ogni restrizione ai loro prodotti innovativi, nonostante che siano state proprio delle invenzioni finanziarie come i derivati o i CDS (Credit Default Swap), autentiche scommesse su possibili fallimenti, a generare generarono la bolla del mercato azionario globale e il crollo del 2007-2008.
Già un anno fa Wikileaks era riuscita a mettere le mani su una piccolissima parte del negoziato del TISA, l’allegato sui Servizi Finanziari datato 19 giugno 2014. Oggi invece siamo in grado di saperne di più su Finanze (concordato datato 23 febbraio 2015), Telecomunicazioni, Commercio elettronico, Trasporto aereo e marittimo, Distribuzione e Spedizioni, Servizi professionali, Regolamenti nazionali interni, Servizi postali globali.
Gli interessi in gioco sono enormi: il settore servizi è il più grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70 per cento del prodotto interno lordo globale. Solo negli Stati Uniti rappresenta il 75 per cento dell’economia e genera l’80 per cento dei posti di lavoro del settore privato. L’ultimo trattato analogo è stato il Gats del 1995.
Le nazioni che si stanno accordando
Ad oggi, le nazioni implicate nel negoziato segreto del TISA sono: Australia, Canada, Cile, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Stati Uniti, Hong Kong, Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Perù, Svizzera, Taiwan, Turchia e la Commissione Europea in rappresentanza dei 28 paesi membri dell’Unione, nonostante quest’ultima sia un organismo non eletto a suffragio universale.
La lista delle nazioni latinoamericane che partecipano al TISA è significativa: sono tutte fedeli alleate degli Stati Uniti, come Colombia, Messico e Panama (paradiso fiscale molto attivo nel negoziato). Mancano invece i cosiddetti paesi dell’area bolivariana, come il Venezuela, il Brasile ed altre paesi della regione di cui Washington non si fida. In realtà tutte le potenze emergenti del cosiddetto BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) si sono tenute a margine del trattato segreto, perché sanno che avrebbero molto da perdere nell’applicazione delle condizioni pattuite.
La segretezza è il modus operandi imposto anche ai governi
La parte sarcastica del trattato venuta alla luce dalle rivelazioni dell’organizzazione di Assange è “l’esigenza di trasparenza totale nei confronti delle autorità nazionali”, le uniche che dovranno annunciare e aprire la discussione preliminare su tutte le regole e normative che conformano il trattato. Ma non c’è certo buona fede in quanto è ritenuta una misura che assicurerà alle grandi corporazioni e alle lobby commerciali internazionali il tempo e le risorse per contrarrestare, modificare e persino impedire scelte sovrane in favore dei propri interessi.
Una imposizione agli enti pubblici che sono vincolati al patto di segretezza tipico del modus operandi con cui si sta portando avanti il trattato, negando così alle organizzazioni sociali la conoscenza delle regole che i governi andranno ad applicare in ogni nazione rispetto alle proprie relazioni internazionali.
Le corporazioni partoriranno un mostro
E ancora, il TISA prenderà in considerazione tutte e ognuna delle richieste dell’industria finanziaria, da Wall Street alla City londinese, così come gli interessi delle grandi corporazioni multinazionali per le quali, il trattato, non è affatto segreto anzi, è il mostro che esse stesse stanno partorendo.
Cosa preveda il TISA nei dettagli non sarà possibile, almeno fino a quando l’intera bozza non sarà disponibile, ma il documento preliminare sui servizi finanziari reso noto da Wikileaks rivela una chiarissima tendenza. Per fare un esempio, tra le lobby finanziarie più aggressive, protagoniste del TISA, c’è l’americana Coalition of Services Industries, che sta portando un’agenda di privatizzazione dei servizi dove Stati e governi sono visti esclusivamente come un intralcio al business. Scrive la Coalition of Services Industries nei suoi raramente disponibili comunicati a favore del TISA: “Dobbiamo supportare la capacità delle aziende di competere in modo giusto e secondo fattori basati sul mercato, non sui governi”.
Dall’altra parte però, Jane Kelsey, docente di diritto presso l’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, qualche giorno fa ha messo in guardia: “Il maggior pericolo del TISA sta nel fatto che impedirà ai governi di rafforzare le regole dei propri settori finanziari”.
Progettato in stretta collaborazione con il settore finanziario globale, il TISA obbligherà i governi firmatari a rafforzare e ampliare la deregolamentazione e la liberalizzazione del mercato, perderanno il diritto di mantenere e controllare i dati finanziari dei propri paesi, saranno costretti ad accettare derivati creditizi tossici e sarà impedito loro di adottare misure per impedire o rispondere ad una nuova recessione indotta dal neoliberismo selvaggio.
Se i movimenti, le realtà sociali e popolari non daranno battaglia contro questo colpo di stato economico globale, le cui armi si chiamano TISA, TTIP, CETA, TTPA (per citare i trattati economico-commerciali principali), sarà sempre più difficile immaginare un altro mondo possibile.

domenica 21 dicembre 2014

I mercati contro la democrazia, inutili anche le elezioni

Fonte: libreidee
Il sistema capitalistico ha sempre usato la democrazia come strumento di manipolazione di massa. Ma di quale democrazia sto parlando? Di quella che abbiamo avuto fino a ieri molto simile alla Caverna di Platone, dove gli uomini nel buio della non-conoscenza e non-consapevolezza si agitano per ottenere una libertà fittizia (lo schiavo che lotta per una catena più lunga). La vera democrazia, infatti, metterebbe in pericolo il capitalismo e i suoi interessi; non potrebbe conciliarsi, per esempio, con l’accumulo della ricchezza come base di funzionamento della società, perché la democrazia tende a raggiungere uno stato di uguaglianza sociale. La democrazia falsa, fino ad oggi, ha portato la gente a credere che partecipare alla vita democratica consista nel delegare ogni volta il potere con le elezioni, quando una vera democrazia necessita di revisione continua e di partecipazione assidua per vigilare il corretto funzionamento delle istituzioni. Con la perdita della sovranità abbiamo assistito a un veloce decadimento anche di quest’ultimo barlume di democrazia strumentale.
Il potere si è spostato di baricentro, si è accentrato fuori dai confini dello Stato sociale e esistendo lontano anche dal punto di vista logistico, si assicura un aurea di intoccabilità e indecifrabilità. La vecchia “democrazia senza popolo” (come l’ha definita Rodotà) ha lasciato il posto alla dittatura europea finanziaria e mentre con la “vecchia” dopo le elezioni si chiedeva al popolo di rimanere in silenzio per attuare le manovre, con la nuova dittatura non sono più necessarie nemmeno le elezioni, perché obsolete (Monti, Letta, Renzi insegnano). Il popolo è chiamato a sopportare, in silenzio possibilmente, ogni umiliazione imposta come unico e giustificato sacrificio al bene finanziario ed economico. E’ un errore, dunque, pensare di arrivare a una crisi assoluta della società prima di proporre un nuovo modello? La risposta è sì! È un errore perché si perderebbe molto, troppo lungo il cammino verso il tracollo e tanti, troppi, perirebbero sacrificati ingiustamente.
Per questo motivo oggi è necessario agire, e subito, per riconquistare gli strumenti che ci permettono di ristrutturare la vita sociale in ogni suo aspetto e l’economia del paese su nuovi paradigmi culturali. La sovranità è uno di questi strumenti indispensabili perché restituisce al paese il controllo del destino del suo popolo. Senza sovranità è inutile pensare di far politica con progetti di lungo periodo, perché il futuro appartiene ai mercati, è fuori dalla gestione dello Stato e quindi indecifrabile. Senza sovranità non è pensabile proporre sistemi economici alternativi e soluzioni per il rilancio del paese. Le forme di sovranità esistono perché esiste il popolo, è funzionale ad esso e al popolo deve tornare, attraverso le istituzioni funzionali al benessere sociale. Sovranità significa anche ricostituire uno Stato di diritto, dove l’uomo è al centro come soggetto e beneficiario del diritto stesso, per la sua felicità e benessere.
(Ivana Viazzi, “Democrazia platonica”, da “Appello al popolo” del 15 novembre 2014).
p.s.
.... e con questo il blog va in pausa per le feste.
per chi crede
BUON NATALE

per chi non crede BUONE FESTE

rilassatevi che nel 2015 ce ne saranno delle belle da vedere....

sabato 20 dicembre 2014

Sanità, il combinato disposto che rischia di far saltare il sistema

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 19/12/2014 a firma di Ivan Cavicchi
Tutti conoscono il significato dell’espressione “combinato disposto”. In termini semplici e pratici in sanità vuol dire che se mettiamo insieme i tagli ai fabbisogni finanziari + blocchi al lavoro + malgoverno della sanità + regioni incapaci + privatizzazione + legge di stabilità + job acts … = controriforma. Il combinato disposto è un garbuglio eterogeneo di cose dentro un contesto che funziona come se le coordinasse casualmente senza un fine esplicito. Il contesto (milieu) in questo caso non si limita a mettere insieme delle cose ma le combina quindi le sintetizza quasi funzionasse come un reattore esattamente come gli elementi che compongono la nitroglicerina.
In sanità il combinato disposto vede accostati sempre più in modo pericoloso parecchi elementi tecnici politici istituzionali morali ma i più importanti secondo me sono due :
  • l’attacco esplicito ai diritti delle persone giustificati dall’insufficienza dei finanziamenti attraverso diversi stratagemmi di esclusione dei malati dai servizi pubblici adottati soprattutto dalle regioni e dalle aziende sanitarie che ormai selezionano il bisogno di cura e di assistenza
  • l’attacco insistente al lavoro professionale di cura e di assistenza quale unica garanzia sostanziale per garantire i servizi per i cittadini reiterato soprattutto con sistematiche riduzioni di personale.
Secondo me il combinato disposto di questi due soli elementi è sufficiente una volta a regime nelle giuste dosi, a far saltare il sistema pubblico. Le Regioni continuano a chiedere al governo un taglio delle tutele pubbliche per stare nei conti e il governo, che con la legge di stabilità ha programmato per la sanità fino al 2020 una crescente riduzione di personale. Proprio perché convinto della pericolosità di questo “combinato disposto” ho avanzato due proposte:
  • ai fini di salvaguardare i diritti delle persone correggere l’art 32 della costituzione cioè cambiare la frase “la Repubblica…garantisce cure gratuite agli indigenti” con la frase “la Repubblica…garantisce cure gratuite a tutti” e stoppare tutti i tentativi sommersi di controriforma che sono in corso.
  • ai fini di garantire il personale nei servizi ma soprattutto al fine di salvaguardare il lavoro nella sua integrità etica e scientifica, sfidare il governo con una proposta di riforma del lavoro cioè un’idea di lavoro quale depuratore che elimini o riduca sprechi, diseconomie. ruberie, quindi che abbia un plusvalore tanto etico che finanziario.
Non entro nei dettagli tecnici di queste proposte Ma qualcosa va detto.L’articolo 32 della Costituzione recita che le cure gratuite vanno garantite ai soli indigenti, ma nella prassi legislativa di questi ultimi 40 anni esso è stato interpretato di fatto in senso estensivo, cioè in senso universalistico per garantire le cure a tutti. La riforma sanitaria del ’78 di fatto è una riscrizione dell’art 32.
Oggi a me pare che chi governa la sanità, voglia annullare questa riscrizione contro riformando 40 anni di prassi universalistica per tornare all’art 32 del 1948 cioè pre riforma sanitaria e ridimensionare il sistema pubblico. Penso che la riscrittura dell’art. 32 abbia un forte significato simbolico, possa funzionare da bandiera sotto la quale riunire tutti gli universalisti sinceri e coloro che credono nei diritti che a mio parere non sono pochi, anzi sono la maggioranza e soprattutto potremmo smascherare i finti universalisti, che soprattutto da sinistra in questi anni di politiche economicistiche ai diritti hanno anteposto i limiti economici puntando decisamente a privatizzare il sistema pubblico.
Per quanto riguarda il lavoro professionale esso come un architrave ha retto sino ad ora, concretamente e non a parole, il sistema dei diritti nel suo complesso, nonostante tutto. A sue spese ha compensato come ha potuto e non senza danni collaterali, tutti i tipi di limitazioni ai quali sono stati sino ad ora sottoposti i servizi e quindi i cittadini: limitazioni agli organici, alla sua autonomia, ai suoi valori retributivi, ai suoi valori deontologici, demansionamenti, burocratizzazioni, precarizzazione, disoccupazione, scambi di competenze ecc. Per evitare che l’architrave ceda, a mio parere il lavoro deve accettare di confrontarsi con i problemi della spesa: cioè non può limitarsi a rivendicare come pure è giusto il rinnovo dei contratti, perché in sanità almeno un quarto della spesa totale a carico dello Stato è depurabile da sprechi, abusi, speculazioni, diseconomie.
Cioè per fare in modo che il lavoro non sia limitato nelle sue prassi, le sue prassi devono liberare risorse laddove esse sono liberabili. A questa condizione oggi il lavoro può legittimamente pretendere che il plusvalore prodotto sia retribuito come si deve.
Il vero guaio di queste proposte non è il loro grado di fattibilità e di plausibilità, vi assicuro che sono del tutto fattibili, ma è la mancanza di un riformatore in grado di recepirle. La mancanza di un pensiero riformatore è quindi il terzo ingrediente senza il quale il combinato disposto di cui abbiamo parlato prima non potrebbe esplodere.
La formula del garbuglio va quindi aggiornata: attacco ai diritti + spoliazione del lavoro dai suoi valori + rassegnazione + mancanza di una mobilitazione sociale+ sindacati fuori gioco + assenza di una contro prospettiva +mancanza di una proposta di cambiamento . Les jeux sont faits.
p.s.
come faccio a far passare nell'immaginario collettivo la riforma auspicata, per non dire imposta, che privatizza del tutto la sanità?
 

giovedì 18 dicembre 2014

Wikileaks: “Ecco il trattato segreto per la liberalizzazione selvaggia della finanza”

Fonte Il Fatto Quotidiano del 20/6/2014 a firma di Marco Schiaffino
Un accordo segreto a livello internazionale che punta a smantellare il ruolo dei governi nella finanza e aprire la strada a politiche ultra-liberiste. È questo il contenuto delle nuove rivelazioni di Wikileaks, l’organizzazione creata da Julian Assange già responsabile nel 2010 del “leak” riguardante i documenti riservati dell’esercito Usa sulle guerre in Iraq e Afghanistan. Il testo (parziale e provvisorio) dell’accordo è stato pubblicato giovedì sul sito dell’organizzazione di Assange e da alcuni giornali con cui collabora (in Italia l’Espresso). La trattativa per il TISA, sigla che identifica il Trade in Services Agreement (Accordo di Commercio dei Servizi) coinvolgerebbe 50 Paesi: Australia, Canada, Cile, Taiwan, Colombia, Costa Rica, Hong Kong, Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Peru, Sud Korea, Svizzera, Turchia, Stati Uniti e Unione Europea. Tagliati fuori, invece, i cosiddetti BRICS: Brasile, Russia, India e Cina.
Secondo Jane Kelsey, professoressa della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Auckland e autrice di un memorandum che Wikileaks pubblica a corredo della bozza, il TISA sarebbe in grado di determinare le politiche economiche dei maggiori Paesi a capitalismo avanzato evitando qualsiasi discussione in merito nei parlamenti degli Stati interessati. Già, perché le trattative a cui fa riferimento la bozza vengono definite “riservate” e lo stesso trattato è indicato come “classificato”. Di più: secondo quanto riportato in calce al documento, il TISA dovrebbe rimanere segreto per 5 anni anche dopo il raggiungimento dell’accordo tra i Paesi aderenti.
Il trattato ha contenuti simili al GATT (Accordo Generale sulle Tariffe e il Commercio) e al GATS (Accordo Generale sul Commercio dei Servizi), finiti al centro delle proteste a Seattle nel 1999 e al G8 di Genova del 2001. A differenza di questi, però, il TISA non è stato discusso in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), che prevede la pubblicità degli atti e una discussione più “trasparente”. Qualcosa di simile a quello che dovrebbe accadere per il futuro Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP), in agenda di Stati Uniti ed Europa nei prossimi mesi. Rispetto a questo, il TISA si muove su una sorta di “binario parallelo” (e segreto) che ne estende l’applicazione a un maggior numero di Paesi.
Il contenuto del testo pubblicato da Wikileaks riporta le proposte dei partecipanti alla trattativa, principalmente USA e UE, su tutti i punti che dovrebbero i temi oggetto del trattato. Nonostante divergano per qualche sfumatura, l’obiettivo dell’accordo è chiaro: eliminare tutte le leggi nazionali che sono considerate come “ostacoli” al commercio dei servizi in ambito finanziario. Un copione che ricalca i trattati approvati nel 2000 e che, secondo molti economisti e governi, hanno rappresentato la causa principale della recente crisi finanziaria globale.
L’analisi di Jane Kelsey mette in luce, in particolare, la volontà dei proponenti di eliminare alcune delle norme che sono state introdotte (o suggerite) in seguito alla crisi del 2008. Per esempio i limiti alle dimensioni degli istituti finanziari, imposti in alcuni Paesi per evitare il ripetersi di operazioni di salvataggio obbligate nei confronti di quei soggetti “troppo grandi per fallire”. Le proposte presentate nella bozza si occupano però anche di altre questioni, come la privatizzazione della previdenza e delle assicurazioni, l’eliminazione degli obblighi di divulgazione delle operazioni offshore nei paradisi fiscali, il divieto di imporre un sistema di autorizzazione per nuovi strumenti finanziari (come i derivati) o di regolamentare l’attività dei consulenti finanziari.
Gli accordi di questo tipo utilizzano un sistema sanzionatorio che segue canali “paralleli” alla giustizia ordinaria. Se un’azienda ritiene che lo Stato estero in cui opera vìola in qualche modo il trattato, può fare ricorso a un tribunale speciale che agisce come organo arbitrale, nel quale non sono previste udienze pubbliche. Lo Stato condannato a questo punto ha due scelte: cancellare la legge in questione o risarcire l’azienda. Un sistema che già in passato ha giocato brutti scherzi alle amministrazioni di diversi Paesi. Nel 2011, per esempio, l’Australia si è vista chiedere un risarcimento miliardario da parte di Philip Morris. Il motivo? Il governo australiano aveva obbligato i produttori di tabacco a vendere le sigarette in pacchetti senza logo per ridurne il consumo.
Ecco il link originale.. in inglese di  Wikileaks
p.s.
perchè è segreto? cosa è che non dobbiamo sapere? Aveva ragione J. Rifkin nel saggio "l'era dell'accesso" quando metteva inguardia da questi "accordi" che prevedevano che quello che in europa è ritenuto "normale (istruzione, net neutrality, internet, università, cultura, ecc.)" perchè se dovessero passare noi non saremmo più padroni nemmeno della nostra essenza? E' di oggi, per fare un esempio, la sentenza della Corte europea che riconosce la brevetabilità del embrione umano non fecondato.... già c'er la brevettavibilità di fegato, rene ecc. Non trovate che siano cattivi presagi?

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