L’Onu dà ragione a Julian Assange. Almeno per ora. Il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite incaricato di dare un parere sulla sua condizione, denunciata come “ingiusta detenzione” dalla difesa, ha deciso di riconoscere le ragioni del fondatore di Wikileaks. Lo riferisce la Bbc. Se confermata, questa decisione allontana la prospettiva che Assange lasci l’ambasciata dell’Ecuador a Londra,
dove è rifugiato da 3 anni, e si consegni alla polizia britannica. Era
stato lo stesso Assange ad annunciare di essere pronto a farsi
arrestare laddove il parere Onu gli fosse stato sfavorevole.
Il
fondatore di Wikileaks, l’australiano Julian Assange che si trova
all’ambasciata dell’Ecuador a Londra dal 2012 dopo avere ottenuto
asilo, ha assicurato che se venerdì le Nazioni unite annunceranno che ha
perso il suo caso legale contro il Regno Unito e la Svezia lo stesso giorno abbandonerà la sede diplomatica ed è disposto ad “accettare l’arresto della polizia britannica”. L’annuncio è giunto su Twitter. Se al contrario però dovesse avere la meglio, dice Assange, allora vorrebbe “la restituzione immediata del passaporto e lo stop di ulteriori tentativi di arrestarmi”.
Lo scorso 19 giugno
sono scattati i tre anni da quando Assange si è rifugiato
nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra al termine di un lungo processo
legale nel Regno Unito, che si era concluso a favore della sua consegna
alle autorità della Svezia, dove è indagato per reati sessuali. L’intenzione del giornalista australiano è di evitare l’estradizione in Svezia perché teme che da lì sarebbe poi inviato agli Stati Uniti, dove potrebbe affrontare un processo per i segreti sulla sicurezza statunitense rivelati da Wikileaks.
A Quito, alcune ore prima, il ministro dell’Ecuador per le Relazioni esterne Ricardo Patiño si
era mostrato “preoccupato” per la salute di Assange e aveva affermato
che soffre di problemi di salute per cui deve sottoporsi a controlli
medici fuori dall’ambasciata. Il responsabile della diplomazia
dell’Ecuador ha insistito sul fatto che aspettano “solo che il Regno
Unito possa dare il salvacondotto” affinché Assange possa partire per l’Ecuador.
allora? Questa grottesca vicenda che ormai da anni coinvolge il leader di wikileaks non vi ricorda Kafka?
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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venerdì 5 febbraio 2016
giovedì 18 dicembre 2014
Wikileaks: “Ecco il trattato segreto per la liberalizzazione selvaggia della finanza”
Fonte Il Fatto Quotidiano del 20/6/2014 a firma di Marco Schiaffino
Un accordo segreto a livello internazionale che punta a smantellare il ruolo dei governi nella finanza e aprire la strada a politiche ultra-liberiste. È questo il contenuto delle nuove rivelazioni di Wikileaks, l’organizzazione creata da Julian Assange già responsabile nel 2010 del “leak” riguardante i documenti riservati dell’esercito Usa sulle guerre in Iraq e Afghanistan. Il testo (parziale e provvisorio) dell’accordo è stato pubblicato giovedì sul sito dell’organizzazione di Assange e da alcuni giornali con cui collabora (in Italia l’Espresso). La trattativa per il TISA, sigla che identifica il Trade in Services Agreement (Accordo di Commercio dei Servizi) coinvolgerebbe 50 Paesi: Australia, Canada, Cile, Taiwan, Colombia, Costa Rica, Hong Kong, Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Peru, Sud Korea, Svizzera, Turchia, Stati Uniti e Unione Europea. Tagliati fuori, invece, i cosiddetti BRICS: Brasile, Russia, India e Cina.
Secondo Jane Kelsey, professoressa della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Auckland e autrice di un memorandum che Wikileaks pubblica a corredo della bozza, il TISA sarebbe in grado di determinare le politiche economiche dei maggiori Paesi a capitalismo avanzato evitando qualsiasi discussione in merito nei parlamenti degli Stati interessati. Già, perché le trattative a cui fa riferimento la bozza vengono definite “riservate” e lo stesso trattato è indicato come “classificato”. Di più: secondo quanto riportato in calce al documento, il TISA dovrebbe rimanere segreto per 5 anni anche dopo il raggiungimento dell’accordo tra i Paesi aderenti.
Il trattato ha contenuti simili al GATT (Accordo Generale sulle Tariffe e il Commercio) e al GATS (Accordo Generale sul Commercio dei Servizi), finiti al centro delle proteste a Seattle nel 1999 e al G8 di Genova del 2001. A differenza di questi, però, il TISA non è stato discusso in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), che prevede la pubblicità degli atti e una discussione più “trasparente”. Qualcosa di simile a quello che dovrebbe accadere per il futuro Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP), in agenda di Stati Uniti ed Europa nei prossimi mesi. Rispetto a questo, il TISA si muove su una sorta di “binario parallelo” (e segreto) che ne estende l’applicazione a un maggior numero di Paesi.
Il contenuto del testo pubblicato da Wikileaks riporta le proposte dei partecipanti alla trattativa, principalmente USA e UE, su tutti i punti che dovrebbero i temi oggetto del trattato. Nonostante divergano per qualche sfumatura, l’obiettivo dell’accordo è chiaro: eliminare tutte le leggi nazionali che sono considerate come “ostacoli” al commercio dei servizi in ambito finanziario. Un copione che ricalca i trattati approvati nel 2000 e che, secondo molti economisti e governi, hanno rappresentato la causa principale della recente crisi finanziaria globale.
L’analisi di Jane Kelsey mette in luce, in particolare, la volontà dei proponenti di eliminare alcune delle norme che sono state introdotte (o suggerite) in seguito alla crisi del 2008. Per esempio i limiti alle dimensioni degli istituti finanziari, imposti in alcuni Paesi per evitare il ripetersi di operazioni di salvataggio obbligate nei confronti di quei soggetti “troppo grandi per fallire”. Le proposte presentate nella bozza si occupano però anche di altre questioni, come la privatizzazione della previdenza e delle assicurazioni, l’eliminazione degli obblighi di divulgazione delle operazioni offshore nei paradisi fiscali, il divieto di imporre un sistema di autorizzazione per nuovi strumenti finanziari (come i derivati) o di regolamentare l’attività dei consulenti finanziari.
Gli accordi di questo tipo utilizzano un sistema sanzionatorio che segue canali “paralleli” alla giustizia ordinaria. Se un’azienda ritiene che lo Stato estero in cui opera vìola in qualche modo il trattato, può fare ricorso a un tribunale speciale che agisce come organo arbitrale, nel quale non sono previste udienze pubbliche. Lo Stato condannato a questo punto ha due scelte: cancellare la legge in questione o risarcire l’azienda. Un sistema che già in passato ha giocato brutti scherzi alle amministrazioni di diversi Paesi. Nel 2011, per esempio, l’Australia si è vista chiedere un risarcimento miliardario da parte di Philip Morris. Il motivo? Il governo australiano aveva obbligato i produttori di tabacco a vendere le sigarette in pacchetti senza logo per ridurne il consumo.
Ecco il link originale.. in inglese di Wikileaks
p.s.
perchè è segreto? cosa è che non dobbiamo sapere? Aveva ragione J. Rifkin nel saggio "l'era dell'accesso" quando metteva inguardia da questi "accordi" che prevedevano che quello che in europa è ritenuto "normale (istruzione, net neutrality, internet, università, cultura, ecc.)" perchè se dovessero passare noi non saremmo più padroni nemmeno della nostra essenza? E' di oggi, per fare un esempio, la sentenza della Corte europea che riconosce la brevetabilità del embrione umano non fecondato.... già c'er la brevettavibilità di fegato, rene ecc. Non trovate che siano cattivi presagi?
Un accordo segreto a livello internazionale che punta a smantellare il ruolo dei governi nella finanza e aprire la strada a politiche ultra-liberiste. È questo il contenuto delle nuove rivelazioni di Wikileaks, l’organizzazione creata da Julian Assange già responsabile nel 2010 del “leak” riguardante i documenti riservati dell’esercito Usa sulle guerre in Iraq e Afghanistan. Il testo (parziale e provvisorio) dell’accordo è stato pubblicato giovedì sul sito dell’organizzazione di Assange e da alcuni giornali con cui collabora (in Italia l’Espresso). La trattativa per il TISA, sigla che identifica il Trade in Services Agreement (Accordo di Commercio dei Servizi) coinvolgerebbe 50 Paesi: Australia, Canada, Cile, Taiwan, Colombia, Costa Rica, Hong Kong, Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Peru, Sud Korea, Svizzera, Turchia, Stati Uniti e Unione Europea. Tagliati fuori, invece, i cosiddetti BRICS: Brasile, Russia, India e Cina.
Secondo Jane Kelsey, professoressa della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Auckland e autrice di un memorandum che Wikileaks pubblica a corredo della bozza, il TISA sarebbe in grado di determinare le politiche economiche dei maggiori Paesi a capitalismo avanzato evitando qualsiasi discussione in merito nei parlamenti degli Stati interessati. Già, perché le trattative a cui fa riferimento la bozza vengono definite “riservate” e lo stesso trattato è indicato come “classificato”. Di più: secondo quanto riportato in calce al documento, il TISA dovrebbe rimanere segreto per 5 anni anche dopo il raggiungimento dell’accordo tra i Paesi aderenti.
Il trattato ha contenuti simili al GATT (Accordo Generale sulle Tariffe e il Commercio) e al GATS (Accordo Generale sul Commercio dei Servizi), finiti al centro delle proteste a Seattle nel 1999 e al G8 di Genova del 2001. A differenza di questi, però, il TISA non è stato discusso in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), che prevede la pubblicità degli atti e una discussione più “trasparente”. Qualcosa di simile a quello che dovrebbe accadere per il futuro Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP), in agenda di Stati Uniti ed Europa nei prossimi mesi. Rispetto a questo, il TISA si muove su una sorta di “binario parallelo” (e segreto) che ne estende l’applicazione a un maggior numero di Paesi.
Il contenuto del testo pubblicato da Wikileaks riporta le proposte dei partecipanti alla trattativa, principalmente USA e UE, su tutti i punti che dovrebbero i temi oggetto del trattato. Nonostante divergano per qualche sfumatura, l’obiettivo dell’accordo è chiaro: eliminare tutte le leggi nazionali che sono considerate come “ostacoli” al commercio dei servizi in ambito finanziario. Un copione che ricalca i trattati approvati nel 2000 e che, secondo molti economisti e governi, hanno rappresentato la causa principale della recente crisi finanziaria globale.
L’analisi di Jane Kelsey mette in luce, in particolare, la volontà dei proponenti di eliminare alcune delle norme che sono state introdotte (o suggerite) in seguito alla crisi del 2008. Per esempio i limiti alle dimensioni degli istituti finanziari, imposti in alcuni Paesi per evitare il ripetersi di operazioni di salvataggio obbligate nei confronti di quei soggetti “troppo grandi per fallire”. Le proposte presentate nella bozza si occupano però anche di altre questioni, come la privatizzazione della previdenza e delle assicurazioni, l’eliminazione degli obblighi di divulgazione delle operazioni offshore nei paradisi fiscali, il divieto di imporre un sistema di autorizzazione per nuovi strumenti finanziari (come i derivati) o di regolamentare l’attività dei consulenti finanziari.
Gli accordi di questo tipo utilizzano un sistema sanzionatorio che segue canali “paralleli” alla giustizia ordinaria. Se un’azienda ritiene che lo Stato estero in cui opera vìola in qualche modo il trattato, può fare ricorso a un tribunale speciale che agisce come organo arbitrale, nel quale non sono previste udienze pubbliche. Lo Stato condannato a questo punto ha due scelte: cancellare la legge in questione o risarcire l’azienda. Un sistema che già in passato ha giocato brutti scherzi alle amministrazioni di diversi Paesi. Nel 2011, per esempio, l’Australia si è vista chiedere un risarcimento miliardario da parte di Philip Morris. Il motivo? Il governo australiano aveva obbligato i produttori di tabacco a vendere le sigarette in pacchetti senza logo per ridurne il consumo.
Ecco il link originale.. in inglese di Wikileaks
p.s.
perchè è segreto? cosa è che non dobbiamo sapere? Aveva ragione J. Rifkin nel saggio "l'era dell'accesso" quando metteva inguardia da questi "accordi" che prevedevano che quello che in europa è ritenuto "normale (istruzione, net neutrality, internet, università, cultura, ecc.)" perchè se dovessero passare noi non saremmo più padroni nemmeno della nostra essenza? E' di oggi, per fare un esempio, la sentenza della Corte europea che riconosce la brevetabilità del embrione umano non fecondato.... già c'er la brevettavibilità di fegato, rene ecc. Non trovate che siano cattivi presagi?
mercoledì 9 luglio 2014
Wikileaks: “Ecco il trattato segreto per la liberalizzazione selvaggia della finanza”
Stasera amici e colleghi blogger un pò di sano complottismo! Ci
risiamo con i ragazzacci di Wikileaks che fanno saltare i nervi a mezzo
mondo. Hanno già sputtanato i rapporti segreti delle varie intelligence e
dei governi al punto che Assange è tutt'ora ricercato ma ora tirano
fuori, se la news sarà confermata, un altra cosa: L'ACCORDO SEGRETO PER LIBERALIZZARE LA FINANZA A SCAPTO DI REGOLE, CITTADINI, E QUANT'ALTRO".....
in pratica quello che qualcuno chiama Nuovo Ordine mondiale;
qualcun'altro libero mercato.. io la cupola internazionale,
interconnessa con le mafie, che sta letteralmente distruggendo quel che
rimane di costituzioni, libertà, diritti, welfare, ecc. così com'erano
usciti dalla seconda guerra mondiale!
Un complotto? può darsi non lo so ma una cosa è certas: i media tacciono e i politici si sono messi in moto ovunque per attuarlo: da noi sono in piena azione: pensatela come vi pare ma poi non si venga a dire che "non lo sapevo".
dal Fatto Quotidiano di Marco Schiaffino | 20 giugno 2014

Un accordo segreto a livello internazionale che punta a smantellare il ruolo dei governi nella finanza e aprire la strada a politiche ultra-liberiste. È questo il contenuto delle nuove rivelazioni di Wikileaks, l’organizzazione creata da Julian Assange già responsabile nel 2010 del “leak” riguardante i documenti riservati dell’esercito Usa sulle guerre in Iraq e Afghanistan. Il testo (parziale e provvisorio) dell’accordo è stato pubblicato giovedì sul sito dell’organizzazione di Assange e da alcuni giornali con cui collabora (in Italia l’Espresso). La trattativa per il TISA, sigla che identifica il Trade in Services Agreement (Accordo di Commercio dei Servizi) coinvolgerebbe 50 Paesi: Australia, Canada, Cile, Taiwan, Colombia, Costa Rica, Hong Kong, Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Peru, Sud Korea, Svizzera, Turchia, Stati Uniti e Unione Europea. Tagliati fuori, invece, i cosiddetti BRICS: Brasile, Russia, India e Cina.
Secondo Jane Kelsey, professoressa della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Auckland e autrice di un memorandum che Wikileaks pubblica a corredo della bozza, il TISA sarebbe in grado di determinare le politiche economiche dei maggiori Paesi a capitalismo avanzato evitando qualsiasi discussione in merito nei parlamenti degli Stati interessati. Già, perché le trattative a cui fa riferimento la bozza vengono definite “riservate” e lo stesso trattato è indicato come “classificato”. Di più: secondo quanto riportato in calce al documento, il TISA dovrebbe rimanere segreto per 5 anni anche dopo il raggiungimento dell’accordo tra i Paesi aderenti.
Il trattato ha contenuti simili al GATT (Accordo Generale sulle Tariffe e il Commercio) e al GATS (Accordo Generale sul Commercio dei Servizi), finiti al centro delle proteste a Seattle nel 1999 e al G8 di Genova del 2001. A differenza di questi, però, il TISA non è stato discusso in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), che prevede la pubblicità degli atti e una discussione più “trasparente”. Qualcosa di simile a quello che dovrebbe accadere per il futuro Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP), in agenda di Stati Uniti ed Europa nei prossimi mesi. Rispetto a questo, il TISA si muove su una sorta di “binario parallelo” (e segreto) che ne estende l’applicazione a un maggior numero di Paesi.
Il contenuto del testo pubblicato da Wikileaks riporta le proposte dei partecipanti alla trattativa, principalmente USA e UE, su tutti i punti che dovrebbero i temi oggetto del trattato. Nonostante divergano per qualche sfumatura, l’obiettivo dell’accordo è chiaro: eliminare tutte le leggi nazionali che sono considerate come “ostacoli” al commercio dei servizi in ambito finanziario. Un copione che ricalca i trattati approvati nel 2000 e che, secondo molti economisti e governi, hanno rappresentato la causa principale della recente crisi finanziaria globale.
L’analisi di Jane Kelsey mette in luce, in particolare, la volontà dei proponenti di eliminare alcune delle norme che sono state introdotte (o suggerite) in seguito alla crisi del 2008. Per esempio i limiti alle dimensioni degli istituti finanziari, imposti in alcuni Paesi per evitare il ripetersi di operazioni di salvataggio obbligate nei confronti di quei soggetti “troppo grandi per fallire”. Le proposte presentate nella bozza si occupano però anche di altre questioni, come la privatizzazione della previdenza e delle assicurazioni, l’eliminazione degli obblighi di divulgazione delle operazioni offshore nei paradisi fiscali, il divieto di imporre un sistema di autorizzazione per nuovi strumenti finanziari (come i derivati) o di regolamentare l’attività dei consulenti finanziari.
Gli accordi di questo tipo utilizzano un sistema sanzionatorio che segue canali “paralleli” alla giustizia ordinaria. Se un’azienda ritiene che lo Stato estero in cui opera vìola in qualche modo il trattato, può fare ricorso a un tribunale speciale che agisce come organo arbitrale, nel quale non sono previste udienze pubbliche. Lo Stato condannato a questo punto ha due scelte: cancellare la legge in questione o risarcire l’azienda. Un sistema che già in passato ha giocato brutti scherzi alle amministrazioni di diversi Paesi. Nel 2011, per esempio, l’Australia si è vista chiedere un risarcimento miliardario da parte di Philip Morris. Il motivo? Il governo australiano aveva obbligato i produttori di tabacco a vendere le sigarette in pacchetti senza logo per ridurne il consumo.
e "qui" c'è l'originale del documento, naturalmente in inglese
Un complotto? può darsi non lo so ma una cosa è certas: i media tacciono e i politici si sono messi in moto ovunque per attuarlo: da noi sono in piena azione: pensatela come vi pare ma poi non si venga a dire che "non lo sapevo".
dal Fatto Quotidiano di Marco Schiaffino | 20 giugno 2014

Un accordo segreto a livello internazionale che punta a smantellare il ruolo dei governi nella finanza e aprire la strada a politiche ultra-liberiste. È questo il contenuto delle nuove rivelazioni di Wikileaks, l’organizzazione creata da Julian Assange già responsabile nel 2010 del “leak” riguardante i documenti riservati dell’esercito Usa sulle guerre in Iraq e Afghanistan. Il testo (parziale e provvisorio) dell’accordo è stato pubblicato giovedì sul sito dell’organizzazione di Assange e da alcuni giornali con cui collabora (in Italia l’Espresso). La trattativa per il TISA, sigla che identifica il Trade in Services Agreement (Accordo di Commercio dei Servizi) coinvolgerebbe 50 Paesi: Australia, Canada, Cile, Taiwan, Colombia, Costa Rica, Hong Kong, Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Peru, Sud Korea, Svizzera, Turchia, Stati Uniti e Unione Europea. Tagliati fuori, invece, i cosiddetti BRICS: Brasile, Russia, India e Cina.
Secondo Jane Kelsey, professoressa della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Auckland e autrice di un memorandum che Wikileaks pubblica a corredo della bozza, il TISA sarebbe in grado di determinare le politiche economiche dei maggiori Paesi a capitalismo avanzato evitando qualsiasi discussione in merito nei parlamenti degli Stati interessati. Già, perché le trattative a cui fa riferimento la bozza vengono definite “riservate” e lo stesso trattato è indicato come “classificato”. Di più: secondo quanto riportato in calce al documento, il TISA dovrebbe rimanere segreto per 5 anni anche dopo il raggiungimento dell’accordo tra i Paesi aderenti.
Il trattato ha contenuti simili al GATT (Accordo Generale sulle Tariffe e il Commercio) e al GATS (Accordo Generale sul Commercio dei Servizi), finiti al centro delle proteste a Seattle nel 1999 e al G8 di Genova del 2001. A differenza di questi, però, il TISA non è stato discusso in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), che prevede la pubblicità degli atti e una discussione più “trasparente”. Qualcosa di simile a quello che dovrebbe accadere per il futuro Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP), in agenda di Stati Uniti ed Europa nei prossimi mesi. Rispetto a questo, il TISA si muove su una sorta di “binario parallelo” (e segreto) che ne estende l’applicazione a un maggior numero di Paesi.
Il contenuto del testo pubblicato da Wikileaks riporta le proposte dei partecipanti alla trattativa, principalmente USA e UE, su tutti i punti che dovrebbero i temi oggetto del trattato. Nonostante divergano per qualche sfumatura, l’obiettivo dell’accordo è chiaro: eliminare tutte le leggi nazionali che sono considerate come “ostacoli” al commercio dei servizi in ambito finanziario. Un copione che ricalca i trattati approvati nel 2000 e che, secondo molti economisti e governi, hanno rappresentato la causa principale della recente crisi finanziaria globale.
L’analisi di Jane Kelsey mette in luce, in particolare, la volontà dei proponenti di eliminare alcune delle norme che sono state introdotte (o suggerite) in seguito alla crisi del 2008. Per esempio i limiti alle dimensioni degli istituti finanziari, imposti in alcuni Paesi per evitare il ripetersi di operazioni di salvataggio obbligate nei confronti di quei soggetti “troppo grandi per fallire”. Le proposte presentate nella bozza si occupano però anche di altre questioni, come la privatizzazione della previdenza e delle assicurazioni, l’eliminazione degli obblighi di divulgazione delle operazioni offshore nei paradisi fiscali, il divieto di imporre un sistema di autorizzazione per nuovi strumenti finanziari (come i derivati) o di regolamentare l’attività dei consulenti finanziari.
Gli accordi di questo tipo utilizzano un sistema sanzionatorio che segue canali “paralleli” alla giustizia ordinaria. Se un’azienda ritiene che lo Stato estero in cui opera vìola in qualche modo il trattato, può fare ricorso a un tribunale speciale che agisce come organo arbitrale, nel quale non sono previste udienze pubbliche. Lo Stato condannato a questo punto ha due scelte: cancellare la legge in questione o risarcire l’azienda. Un sistema che già in passato ha giocato brutti scherzi alle amministrazioni di diversi Paesi. Nel 2011, per esempio, l’Australia si è vista chiedere un risarcimento miliardario da parte di Philip Morris. Il motivo? Il governo australiano aveva obbligato i produttori di tabacco a vendere le sigarette in pacchetti senza logo per ridurne il consumo.
e "qui" c'è l'originale del documento, naturalmente in inglese
giovedì 22 agosto 2013
Cambiare, ma cosa e, soprattutto, come?
Oggi, per i governi, è "il" problema perchè solo se si hanno le idee
chiare si può fare; naturalmente la condizione "sine qua non" dei
governi non risponde esattamente all'interesse generale quanto piuttosto
agli interessi dei vari gruppi di potre di cui sempre più spesso sono
espressione: qui sorge il problema. Se l'interesse dei pochi è in
contrasto con quello generale come fare per far prevalere il primo
anzichè il secondo? I media, non sempre bastano; i politici men che
meno. Sempre più spesso nascono e crescono i gruppi di pressione sociali
che spingono altrove la strada e sempre più spesso la risposta dei
governi è duplice: da un lato "ascoltano (e depotenziano)" dall'altro
reprimono: alcuni esempi? Il referendum sull'acqua bene comune: hanno
ottemperato ad esso.... aggirandolo per giungere dove volevano
esattamente giungere, alla sua privatizzazione pura e semplice e, in
ciò, le regioni "rosse" si sono contraddistinte per celerità e
perseveranza nel farlo. Altro esempio, stavolta politico? 5Stelle:
cresciuto prepotentemente, s'è sgonfiato; un pò per colpa del suo guru, e
degli adepti, ma molto per ....... conformismo: non puoi chiamare la
massa a roma il giorno della nascita dell'inciucio per poi.... lasciarla
a se stessa in seguito ad alcune telefonate intercorse, la gente si
sfava e non ti segue più: così ai suoi occhi perdi la forza innovativa e
alla lunga va via; puntualmente accaduto: sarà dura che alle prossime,
eventuali, elezioni questo movimento supererà la metà dei voti
precedentemente avuti... il tutto a distanza di pochi mesi.
Un altro aspetto è quello repressivo: dai notav ai nomuos sempre più spesso si assiste alla fase repressiva. Ma c'è anche un altra repressione: quella preventiva è questo l'aspetto maggiormente pericoloso perchè... non ce ne accorgiamo se non quando bussano alla porta alle 6 del mattino. Anche qui alcuni esempi: Assange, Snowden, anonymous, ecc. esistono perchè i gruppi di potere e i governi nascondono sia le loro intenzioni che le loro azioni e, non fidandosi dei propri cittadini, cercano di nascondere i primi e impedire che arrivino a conoscenza dei secondi.... quindi l'hackeraggio politico è figlio, non degenerazione, proprio di questa schizofrenia dei sistemi "democratici" che si dicono tali ma in realtà son altro: accolite di servi e potenti stretti in una abbraccio mortale proprio per le democrazie....
Ma allora un giovane precario, per giunta futuro sottoproletario, che deve fare? A quale santo votarsi quando vede che tutte le strade son bloccate? La protesta sempre più spesso è fine a se stessa, quindi? Ecco il punto: sta emergendo una tendenza pericolosa per il sistema ossia sempre più giovani scelgono non la sola protesta di cui sopra ma quella estrema stile notav o ... religiosa; già religiosa: aumentano le conversioni all'islam dei giovani occidentali (italiani, inglesi, francesi, americani, ecc.) vanno oltre le normali forme e numeri: l'unico che previde una tal evoluzione fu un eretico, uno storico eretico misconosciuto dalla storiografia ufficiale... tale Toynbee che seppe vedere oltre l'abbuffata liberista e lanciare, inascoltato, l'allarme ai suoi coetanei; cito: "la lotta per l'esistenza pura e semplice e la lotta per un particolare tipo di esistenza" non sono equivalenti. Fin dall'inizio della Storia, ritiene, tutta la civilizzazione umana è costruita essenzialmente per "interferire con questa lotta brutale. Vogliamo modificare la violenza della lotta, e impedire che il debole venga calpestato". Anche se la concorrenza economica ha i suoi vantaggi, dato che è la forza che promuove il progresso tecnico, questi sono ottenuti a spese di un enorme dispendio di vita e lavoro umano, che potrebbe essere evitato attraverso la regolamentazione" (a proposito NON era comunista ma liberale): houston abbiamo un problema: nel '29 la paura del comunismo spinse governi e potenti ad attuare le politiche di stampo keynesiano che ci hanno donato, insieme alla guerra, 70 anni di apparente prosperità... e oggi la paura della crescita islamica, e anarchizzante alla anonymous, spingerà a cambiare strada oppure vedremo e, per ora sembra questa la tendenza dominante, una accentuazione dell'aspetto repressivo con annessa riforma in senso liberista anche delle costituzioni che giustifichi l'arrocco del sistema con il plauso dei benpensanti, dei buonisti e di chi da questo sistema non si aspetta solo di guadagnarci ma pure di avanzare socialmente (per tacere di quei tanti allocchi che si bevono il buonismo sparso a piene mani dai lacchè mediatici)? Non è un caso che gli Assange e gi Snowden abbiano fatto quel che hanno fatto denunciando e nemmeno è un caso che rendano pubbliche le malefatte del potere: è di questi giorni la news, girata in rete ma non sui media ufficiali, dell'irruzione dei servizi segreti inglesi nella redazione del guardian con annessa, inutile per giunta, distruzione degli hard disk che contenevano le denunce di Snowden al grido "la festa è finita".. e nemmeno sembra essere una novità la denuncia contro il titolare del sito di posta "Lavabit" che si è rifiutato di "collaborare" in segreto (come fanno altri come google, microsoft, ecc. non solo negli usa ma anche in cina) con le "autorità"....... rischia di essere denunciato, arrestato e processato per "antipatriottismo": se non fosse vero sembrerebbe una barzelletta, vero? Peggio è andata ai programmatori di Tor che hanno visto i propri server anonimi violati....... da entità non meglio identificate: si parla del FBI o della NSA americane.. tanto per non far nomi.
Insomma come al solito il potere è fiducioso e i popoli sopportano, ma segnali ci sono: bisognerà vedere se questi segnali diventano altro o cosa.. perchè mi sa che stavolta non ci sarà una seconda scelta..
Un altro aspetto è quello repressivo: dai notav ai nomuos sempre più spesso si assiste alla fase repressiva. Ma c'è anche un altra repressione: quella preventiva è questo l'aspetto maggiormente pericoloso perchè... non ce ne accorgiamo se non quando bussano alla porta alle 6 del mattino. Anche qui alcuni esempi: Assange, Snowden, anonymous, ecc. esistono perchè i gruppi di potere e i governi nascondono sia le loro intenzioni che le loro azioni e, non fidandosi dei propri cittadini, cercano di nascondere i primi e impedire che arrivino a conoscenza dei secondi.... quindi l'hackeraggio politico è figlio, non degenerazione, proprio di questa schizofrenia dei sistemi "democratici" che si dicono tali ma in realtà son altro: accolite di servi e potenti stretti in una abbraccio mortale proprio per le democrazie....
Ma allora un giovane precario, per giunta futuro sottoproletario, che deve fare? A quale santo votarsi quando vede che tutte le strade son bloccate? La protesta sempre più spesso è fine a se stessa, quindi? Ecco il punto: sta emergendo una tendenza pericolosa per il sistema ossia sempre più giovani scelgono non la sola protesta di cui sopra ma quella estrema stile notav o ... religiosa; già religiosa: aumentano le conversioni all'islam dei giovani occidentali (italiani, inglesi, francesi, americani, ecc.) vanno oltre le normali forme e numeri: l'unico che previde una tal evoluzione fu un eretico, uno storico eretico misconosciuto dalla storiografia ufficiale... tale Toynbee che seppe vedere oltre l'abbuffata liberista e lanciare, inascoltato, l'allarme ai suoi coetanei; cito: "la lotta per l'esistenza pura e semplice e la lotta per un particolare tipo di esistenza" non sono equivalenti. Fin dall'inizio della Storia, ritiene, tutta la civilizzazione umana è costruita essenzialmente per "interferire con questa lotta brutale. Vogliamo modificare la violenza della lotta, e impedire che il debole venga calpestato". Anche se la concorrenza economica ha i suoi vantaggi, dato che è la forza che promuove il progresso tecnico, questi sono ottenuti a spese di un enorme dispendio di vita e lavoro umano, che potrebbe essere evitato attraverso la regolamentazione" (a proposito NON era comunista ma liberale): houston abbiamo un problema: nel '29 la paura del comunismo spinse governi e potenti ad attuare le politiche di stampo keynesiano che ci hanno donato, insieme alla guerra, 70 anni di apparente prosperità... e oggi la paura della crescita islamica, e anarchizzante alla anonymous, spingerà a cambiare strada oppure vedremo e, per ora sembra questa la tendenza dominante, una accentuazione dell'aspetto repressivo con annessa riforma in senso liberista anche delle costituzioni che giustifichi l'arrocco del sistema con il plauso dei benpensanti, dei buonisti e di chi da questo sistema non si aspetta solo di guadagnarci ma pure di avanzare socialmente (per tacere di quei tanti allocchi che si bevono il buonismo sparso a piene mani dai lacchè mediatici)? Non è un caso che gli Assange e gi Snowden abbiano fatto quel che hanno fatto denunciando e nemmeno è un caso che rendano pubbliche le malefatte del potere: è di questi giorni la news, girata in rete ma non sui media ufficiali, dell'irruzione dei servizi segreti inglesi nella redazione del guardian con annessa, inutile per giunta, distruzione degli hard disk che contenevano le denunce di Snowden al grido "la festa è finita".. e nemmeno sembra essere una novità la denuncia contro il titolare del sito di posta "Lavabit" che si è rifiutato di "collaborare" in segreto (come fanno altri come google, microsoft, ecc. non solo negli usa ma anche in cina) con le "autorità"....... rischia di essere denunciato, arrestato e processato per "antipatriottismo": se non fosse vero sembrerebbe una barzelletta, vero? Peggio è andata ai programmatori di Tor che hanno visto i propri server anonimi violati....... da entità non meglio identificate: si parla del FBI o della NSA americane.. tanto per non far nomi.
Insomma come al solito il potere è fiducioso e i popoli sopportano, ma segnali ci sono: bisognerà vedere se questi segnali diventano altro o cosa.. perchè mi sa che stavolta non ci sarà una seconda scelta..
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mercoledì 22 agosto 2012
Pinochet, no... Assange si
Piaccia o meno Assange c'é riuscito: il caso Assange ormai é una realtà e mette a nudo il problema della società occidentale del XXI secolo ossia gli stessi principi che vengono sbandierati in faccia a cinesi, iraniani, ecc. in casa propria ...... non valgono o non hano peso specifico perché basta che un ficcanaso rovisti dove gli Stati non vogliono e subito parte una campagna prima di delegittimazione, cui partecipano anche i media, e poi vengono i processi e le persecuzioni con accuse che, al di là della notizia di reato, alla base hanno il fastidio verso la libertà d'informazione e il suo contraltare ossia il diritto di sapere da parte dei cittadini in generale cosa combinno quei furbetti dei propri rappresentanti istituzionali o meno che siano quando sono nelle stanze sorde e grige del potere. Vale per Assange, e quindi per la sua creatura "Wikileaks", e vale per le intercettazioni depositate alla procura di palermo (assolutamente ininfluenti ai fini delle indagini e quindi inutilizzate e che a rigor di legge dovranno essere distrutte se gip e le parti in causa riterranno sia così e non perché qualche guru dell'utim'ora lo intima, anche contra legem, sol perché in quelle intercettazioni c'è la voce del Capo dello Stato): il problema é se il diritto a informare e a sapere valga solo nei recinti preconfezionati o sia totale .... come dovrebbe essere; é inutile aprire la bocca dando fiato a paroloni con cui colpire l'immaginario collettivo per far vedere quanto si é democratici e liberali quando la cosa riguarda gli "altri (iran, cina, ecc.) per poi negare il suindicato diritto quando i panni sporchi sono in casa propria.
Come mai Pinochet per l'Inghilterra non era estradabile .... e Assange, si?
Come mai gli stati occidentali alzano alti lai quando si tratta di farsi portatori dei diritti universali in casa altrui mentre in casa propria vi derogano tranquillamente gli stessi diritti dovrebbero essere applicati .... in casa propria?
Come mai dobbiamo indignarci quando incarceranbo qualche dissidente in cina e non dobbiamo farlo quando accade in casa nostra solo perché Assange, o qualcun'altro é uguale, mette in pubblico i panni sporchi (di cosa è meglio non dirlo)?
E, infine, perché nel nostro paese non si devono sapere i retroscena delle stragi che hanno costellato la nostra storia negli ultimi 50 anni sol perché emergono connivenze, collusioni e ...... accordi fra potere e zona grigia e fra entrambe e le mafie?
E, soprattutto, perché i comuni mortali .... non lo devono sapere?
Come mai Pinochet per l'Inghilterra non era estradabile .... e Assange, si?
Come mai gli stati occidentali alzano alti lai quando si tratta di farsi portatori dei diritti universali in casa altrui mentre in casa propria vi derogano tranquillamente gli stessi diritti dovrebbero essere applicati .... in casa propria?
Come mai dobbiamo indignarci quando incarceranbo qualche dissidente in cina e non dobbiamo farlo quando accade in casa nostra solo perché Assange, o qualcun'altro é uguale, mette in pubblico i panni sporchi (di cosa è meglio non dirlo)?
E, infine, perché nel nostro paese non si devono sapere i retroscena delle stragi che hanno costellato la nostra storia negli ultimi 50 anni sol perché emergono connivenze, collusioni e ...... accordi fra potere e zona grigia e fra entrambe e le mafie?
E, soprattutto, perché i comuni mortali .... non lo devono sapere?
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