visto, tra gli altri, su
popoff
[ QUESTO è IL MIO COMMENTO......
già:
NON NE PARLA NESSUNO!!!! A partire dai media, anche cosiddetti
alternativi, radical-chic; dai vari cespugli della morta sinistra; e
nemmeno sui canali web, niente... ma continuo a credere che a
"Wikileaks" dovremo, se mai sarà vinta questa guerra (di questo si
tratta di una guerra fra una netta minoranza (circa l'1% della
popolazione mondiale), e noi la MAGGIORANZA, ERIGERGLI UN MONUMENTO per
il grandissimo lavoro d'informazione che sta facendo nonostante tutto:
nonostante la censura; nonostante i servizi segreti occidentali
sguinzagliati per fermarli .. mica a fermare il terrorismo; nonostante i
media tutti che tacciono sapendo di DOVER tacere, ecc.
Sapete cos'è il T.I.S.A.? Finora si parla del TTIP ma questo, se possibile, è anche peggio perchè:
- perchè se il TTIP è un accordo "generale" il TISA è l'accordo sulla PRIVATIZZAZIONE di tutti i servizi pubblici, e dico TUTTI;
- perchè il TISA, come anche il TTIP E' SEGRETO, chissà perchè......]
bè leggete voi stessi e fate girare.....
Un
trattato segreto ancora più antidemocratico del TTIP. È il Trade in
Services Agreement, TISA, non riguarda le merci ma la
deregolamentazione dei servizi pubblici. Le rivelazioni di Wikileaks
di Marina Zenobio
Wikileaks
ha fatto filtrare il contenuto di negoziati clandestini tra cinquanta
governi per un accordo segreto sul commercio internazionale dei
servizi, nell’acronimo inglese TISA (Trade in Services Agreement). Se
possibile, il TISA sarà ancora più antidemocratico e neoliberista del
poco più noto TTIP. Il suo obiettivo è la deregolamentazione dei
servizi pubblici (sanità e istruzione per citare i più importanti), di
Internet, delle telecomunicazioni, dei trasporti, dei servizi finanziari
e assicurativi, delle norme sociali e ambientali. Un accordo
commerciale mondiale che sarà al di sopra di tutti i regolamenti e le
normative statali e governative, a beneficio delle imprese.
Sempre
secondo l’organizzazione di Julian Assange, il livello di riservatezza
sugli articoli e gli allegati che conformano il TISA è superiore anche
al TPPA (Trans-Pacific Partnership Agreement) tra Washington e i suoi
alleati asiatici, accordo che prevede persino un periodo di quattro
anni di vigenza in clandestinità.
Capifila Usa e Ue
Capifila
del TISA sono i governi degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, gli
stessi che imposero quel fallito modello finanziario (s)regolato
dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Lo stesso modello che
ha provocato la crisi finanziaria globale del 2007-2008 (il crash
delle borse simboleggiato dal collasso di
Lehman Brothers).
La stessa crisi finanziaria che ha fatto tabula rasa delle economie
occidentali e per la quale, dopo quasi un decennio, la gente comune sta
ancora pagando il conto fatto di austerità, tagli sociali e
“salvataggi” delle istituzioni bancarie.
Ciò che esattamente cerca
di imporre questo nuovo patto neoliberista mondiale non è altro che la
continuità e l’intensificazione di quello stesso sistema, a beneficio
senza limiti delle grandi transazionali. Un fine che ovviamente
potranno raggiungere solo legando le mani dei governi e delle
istituzioni pubbliche.
Violazione della Convenzione di Vienna sul Diritto dei Trattati
Gli
obiettivi nefasti del TISA, secondo Wikileaks, si evincono dalle
intenzioni di mantenere il trattato segreto e in sfacciata violazione
della Convenzione di Vienna sul Diritto dei Trattati secondo cui
qualsiasi trattato necessita di lavori preparatori e dibattiti
preliminari tra esperti e accademici, organismi non governativi, partiti
politici e altri attori della società. Qualcosa di impossibile quando
l’elaborazione di un accordo avviene in segreto e nascosto all’opinione
pubblica.
I testi dei negoziati segreti del TISA svelati da
Wikileaks, mostrano che il fine principe è di eliminare qualsiasi
controllo e ostacolo alla liberalizzazione globale dei servizi
finanziari, rimuovendo ogni limite alle loro istituzioni e ogni
restrizione ai loro prodotti innovativi, nonostante che siano state
proprio delle invenzioni finanziarie come i derivati o i CDS (Credit
Default Swap), autentiche scommesse su possibili fallimenti, a generare
generarono la bolla del mercato azionario globale e il crollo del
2007-2008.
Già un anno fa Wikileaks era riuscita a mettere le mani
su una piccolissima parte del negoziato del TISA, l’allegato sui
Servizi Finanziari datato 19 giugno 2014. Oggi invece siamo in grado di
saperne di più su Finanze (concordato datato 23 febbraio 2015),
Telecomunicazioni, Commercio elettronico, Trasporto aereo e marittimo,
Distribuzione e Spedizioni, Servizi professionali, Regolamenti nazionali
interni, Servizi postali globali.
Gli interessi in gioco sono
enormi: il settore servizi è il più grande per posti di lavoro nel
mondo e produce il 70 per cento del prodotto interno lordo globale.
Solo negli Stati Uniti rappresenta il 75 per cento dell’economia e
genera l’80 per cento dei posti di lavoro del settore privato. L’ultimo
trattato analogo è stato il Gats del 1995.
Le nazioni che si stanno accordando
Ad
oggi, le nazioni implicate nel negoziato segreto del TISA sono:
Australia, Canada, Cile, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Stati
Uniti, Hong Kong, Islanda, Israele, Giappone, Liechtenstein, Messico,
Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Paraguay, Perù, Svizzera,
Taiwan, Turchia e la Commissione Europea in rappresentanza dei 28 paesi
membri dell’Unione, nonostante quest’ultima sia un organismo non eletto
a suffragio universale.
La lista delle nazioni latinoamericane
che partecipano al TISA è significativa: sono tutte fedeli alleate
degli Stati Uniti, come Colombia, Messico e Panama (paradiso fiscale
molto attivo nel negoziato). Mancano invece i cosiddetti paesi
dell’area bolivariana, come il Venezuela, il Brasile ed altre paesi
della regione di cui Washington non si fida. In realtà tutte le potenze
emergenti del cosiddetto BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e
Sudafrica) si sono tenute a margine del trattato segreto, perché sanno
che avrebbero molto da perdere nell’applicazione delle condizioni
pattuite.
La segretezza è il modus operandi imposto anche ai governi
La
parte sarcastica del trattato venuta alla luce dalle rivelazioni
dell’organizzazione di Assange è “l’esigenza di trasparenza totale nei
confronti delle autorità nazionali”, le uniche che dovranno annunciare e
aprire la discussione preliminare su tutte le regole e normative che
conformano il trattato. Ma non c’è certo buona fede in quanto è ritenuta
una misura che assicurerà alle grandi corporazioni e alle lobby
commerciali internazionali il tempo e le risorse per contrarrestare,
modificare e persino impedire scelte sovrane in favore dei propri
interessi.
Una imposizione agli enti pubblici che sono vincolati al
patto di segretezza tipico del modus operandi con cui si sta portando
avanti il trattato, negando così alle organizzazioni sociali la
conoscenza delle regole che i governi andranno ad applicare in ogni
nazione rispetto alle proprie relazioni internazionali.
Le corporazioni partoriranno un mostro
E
ancora, il TISA prenderà in considerazione tutte e ognuna delle
richieste dell’industria finanziaria, da Wall Street alla City
londinese, così come gli interessi delle grandi corporazioni
multinazionali per le quali, il trattato, non è affatto segreto anzi, è
il mostro che esse stesse stanno partorendo.
Cosa preveda il TISA
nei dettagli non sarà possibile, almeno fino a quando l’intera bozza
non sarà disponibile, ma il documento preliminare sui servizi
finanziari reso noto da Wikileaks rivela una chiarissima tendenza. Per
fare un esempio, tra le lobby finanziarie più aggressive, protagoniste
del TISA, c’è l’americana
Coalition of Services Industries,
che sta portando un’agenda di privatizzazione dei servizi dove Stati e
governi sono visti esclusivamente come un intralcio al business.
Scrive la
Coalition of Services Industries nei suoi raramente
disponibili comunicati a favore del TISA: “Dobbiamo supportare la
capacità delle aziende di competere in modo giusto e secondo fattori
basati sul mercato, non sui governi”.
Dall’altra parte però, Jane
Kelsey, docente di diritto presso l’Università di Auckland, in Nuova
Zelanda, qualche giorno fa ha messo in guardia: “Il maggior pericolo
del TISA sta nel fatto che impedirà ai governi di rafforzare le regole
dei propri settori finanziari”.
Progettato in stretta
collaborazione con il settore finanziario globale, il TISA obbligherà i
governi firmatari a rafforzare e ampliare la deregolamentazione e la
liberalizzazione del mercato, perderanno il diritto di mantenere e
controllare i dati finanziari dei propri paesi, saranno costretti ad
accettare derivati creditizi tossici e sarà impedito loro di adottare
misure per impedire o rispondere ad una nuova recessione indotta dal
neoliberismo selvaggio.
Se i movimenti, le realtà sociali e
popolari non daranno battaglia contro questo colpo di stato economico
globale, le cui armi si chiamano TISA, TTIP, CETA, TTPA (per citare i
trattati economico-commerciali principali), sarà sempre più difficile
immaginare un altro mondo possibile.