Visualizzazione post con etichetta Marchionne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marchionne. Mostra tutti i post

lunedì 15 maggio 2017

Banca Etruria, lo scontro Boschi-de Bortoli nasconde mica un’operazione Macron?


...............................................................
..............
Da qui la domanda: c’è qualcuno da qualche parte di un qualche Palazzo che sta progettando una sorta di operazione Macron per l’Italia? Indurrebbe tale sospetto il concerto che ha attivato e sostenuto la polemica attorno a una semplice battuta saltata fuori, quasi casualmente, dopo due centinaia di pagine di un libro di memorie. Ne fa fede – ad esempio – il determinato sostegno di una testata già filo-renziana come la Repubblica; a firma della sua penna più appuntita, quale Massimo Giannini.
Ma se dietro a tutto questo c’è un disegno, risulta difficile immaginare chi possa incarnarlo. L’Emmanuel Macron, realizzato in vitro dagli alambicchi della finanza e della massoneria francese, è comunque espressione di un Paese che ancora possiede istituzioni ben più salde e propulsive delle nostre. E il giovanotto comunque ha saputo preservare un’aura di novità. Chi potrebbe rileggere lo spartito d’oltralpe dalle nostre parti non è dato vedere. Il sempre “in riserva della Repubblica” ma carismaticamente debole Enrico Letta? Lo stesso de Bortoli?
di | 14 maggio 2017

lunedì 18 marzo 2013

E la Fornero si da pure il voto.....

Leggevo sul fatto che la fornero si da il voto, 7, per la sua riforma ritenendola... buona e si rammarica di non aver avuto la "paccata" di miliardi (dice 6) per la riduzione del costo del lavoro: la signora rivendica anche che c'erano i motivi di necessità e urgenza e che il Capo dello Stato invitava il governo a fare le "necessarie" riforme con disegno di legge... nega anche che precari e licenziati siano aumentati.
Bene; ricapitoliamo:
  1. la riforma non ha creato né più precari né più licenziati; bugia. La liberalizzazione del mercato del lavoro, dice l'Istat nel rapporto del 2012, ha provocato un aumento delle figure che si possono racchiudere sotto la voce "precariato" perché son fiorite centinaia di forme contrattuali, il solo limite è la fantasia, che non solo hanno parcellizzato il lavoro ma hanno anche ridotto il costo del lavoro e le forme di protezione dei lavoratori... non ultimo il cosiddetto patto leonino ossia le dimissioni in bianco del dipendente, soprattutto se donna e rimane incinta; altra bugia é quella che la modifica dell'art.18 non ha aumentato i licenziamenti.... non li ha fatti aumentare se non ESPONENZIALMENTE dato che le aziende, a fronte del mancato reintegro se si perde la causa, hanno trovato un enorme incentivo proprio al licenziamento e non stanno nemmeno a preoccuparsi, al solo odor di crisi, ma licenziano senza problemi dando un qualche ristoro economico all' ex dipendente, null'altro; carino come lascito vero? In pratica siamo ritornati a prima degli anni '60 e abbiamo anche, con la scusa della flessibilità (un concetto prettamente liberista), dato la stura all'evasione contributiva perché se so che posso mandare a casa qualcuno con qualche elemosina e se so che lo Stato non é in grado di farmi pagare l'evasione dei contributi .. posso sempre o aspettare il rpimo condono o il cosiddetto ravvedimento operoso pagando una iniezia (è state pur certi ceh i contabili aziendali e gli imprenditori senza scrupoli, questi calcoli se li fanno eppure... ecco perché c'era la legislazione di garanzia per i lavoratori ed ecco perché l'art.18 doveva rimanere intonso!).
  2. E' mancata la "paccata" (il termine l'ho aggiunto io ma chi lo usò per prima fu la signora) di miliardi, sei, per ridurre il costo del lavoro. Vero, ma come e da dove sarebbero usciti? Allora... la risposta è ovvia: lo Stato si sarebbe accollato, o attraverso detassazione o con propri soldi (in realtà in entrambi i casi con i nostri soldi dati via tasse...) il pagamento del costo del lavoro ridotto alle aziende, facile facile vero? Peccato che la parte che si accolla lo Stato in realtà altro non é che un giroconto ossia escono dalle nostre tasche e finiscono in quelle delle aziende come sconti o detassazioni... essendo poi in italia non ci sarebbe nessun vincolo per le stesse né di assumere a tempo indeterminato né, tantomeno, di restituirli se ... fanno le furbine. E' solo un finanziamento nascosto alle aziende sulla pelle dei dipendenti... c'è un trmine esatto ma dato che non mi voglio far chiudere il blog immagino che lo pensiate tutti ma non lo diciate, ok?
  3. C'erano i motivi di urgenza e necessità. Vero. Ma l'idea non é quella di dare opportunità di lavoro, anche con soldi pubblici (ne hanno trovati per caccia e sommergibili, vero?), ma di eliminare qualunque vincolo all'investimento privato.. il modello marchionne per intenderci: non é molto carino come modello ideale di riferimento, vero? L'unica crescita che conosceremmo sarebbe quella dei profitti delle aziende e la riduzione del peso degli stipendi che sarebbero al livello del ridicolo per una civiltà che si dice "occidentale" ossia che ha quei valori fondanti di cui si fa vanto e che esporta sulla punta delle baionette.
  4. Il Capo dello Stato invitava il governo a fare le necessarie riforme con disegni di legge. Verissimo, innegabile, direi.... ma forse perché sapeva che le forze politiche avevano in mente la propria autoperpetuazione (nonchè il raggiungimento della fine della legislatura ben sapendo che comunque nulla sarebbe stato come prima... soprattutto con l'arrivo di 5S in Parlamento e con l'addio di tanti mangiafranchi a nostre spese alle stesse camere) e come potevano sopravvivere alla buriana; quindi erano deboli e terrorizzate alla sola idea che tutto il sistema potesse crollare e che la gente vedesse finalmente la realtà, ossia che la costruzione del sistema così com'è ora é frutto della loro incapacità e negligenza per tacere del loro proprio interesse, sia privato che come partito, quindi avrebbero votato tutto e di tutto pur di perpetuare la legislatura...... e quindi l'hanno fatto.
quindi la signora, quasi ex ministro, Fornero fa bene ha darsi un voto..... ma davanti ci dovrebbe mettere un bel meno (-) come hanno fatto quasi un terzo degli ialiani bocciando non solo questo governo ma anche chi l'ha sostenuto...

giovedì 1 dicembre 2011

Chi dovrebbe amare l'Italia?

''Sono sicurissimo che gli italiani amano l'Italia e sono certo che pochi la cambierebbero con un'altra patria'': questo lo dice il Capo dello Stato alla Sapienza... e come cittadino di questo paese devo "ottemperare", pur senza dimenticare "come" hanno costruito l'unità... tutti plebisciti, certificati ex post da prefetti, e annessioni (come per il Regno delle Due Sicilie) o conquiste come per il lombardo-veneto (in quest'ultimo caso non mica sicuro che i milanesi erano contenti di assumere la piemontesizzazione come forma unitaria... sono quasi sicuro che un Cattaneo pensasse a uno Stato federale e non certo a una brutta copia della Francia post napoleonica..). Ma comunque questo é il paese che ci troviamo fra le mani e dobbiamo abbozzare, vero? Ora, dicevo, il Capo dello Stato si dice sicuro che gli italiani amano il paese e non dovrei avere motivo di dubitare, però ..... però Presidente Napolitano che mi dice delle ultime dichiarazioni dell'ad della Fiat Marchionne? Anche lui ama l'Italia? Anche lui è disposto a fare sacrifici e tenere aperte in perdita le aziende italiane rinunciando a qualche profitto o stock option) Perché a me quelle dichiarazioni mi sann un tantino di forzatura (per non dire ricatto) della situazione verso il Governo cui si chiede quelle "riforme" che guarda caso sinistroidi, ma liberali per carità, come Ichino sono prontissimi ad elaborare: che prontezza di riflessi, vero Presidente? In particolare la Fiat mi fa venire in mente i miliardi di lire in termini di finanziamenti per costruire fabbriche al Sud o altrettanti miliardi di cassa integrazione o di pensionamenti anticipati per mantenere la pace sociale o, ancora, alla distrazione governativa quando la fiat si comprò praticamente gratis l'alfa romeo...... ricorderete che Marchionne salutò con favore l'avvento di Monti e ora passa all'incasso scaricando sul Governo il peso della sua incapacità di tollerare un sindacato che faccia davvero il suo mestiere, la Fiom, chiedendogli di intervenire pro domo sua dato che ha domato uil e cisl ma quella Fiom.......
Caro Presidente,
amarei questo paese se questo paese, nella sua parte politica e istituzionale, amasse a sua volta gli italiani e non ci fossero evasori, caste, corporazioni, falsi unti e falsissimi untori e amerei anche questo paese se vedessi i confindustriali dire, come fanno negli USA i riccastri veri e non i pezzenti arricchiti, facciamo rientrare i capitali che abbiamo accumulato all'estero, illegalmente o meno non conta, e ci paghiamo le tasse rinunciando volontariamente ad un 30% di profitti con i quali c'investiamo in titoli pubblici; amerei questo paese se vedessi questo paese finalmente libero di andare a votare con una seria riforma elettorale e scegliersi il proprio destino e non la procastinazione delle stesse e la "nomina (....)" di: un ex S&P; di pezzi grossi delal finanza cattolica ecc. ecc. con i quali i giornali si stanno sbizzarrendo a impallinare mettendo alla berlina tutte le marachelle che hanno combinato in argomento di conflitto d'interesse, quando invece non sono indagati........ altrimenti Caro Presidente a me questo paese da un profondo senso di nausea da un lato e di tristezza dall'altro se ripenso ai tanti ITALIANI che hanno lottato, combattuto e sono morti per darci un paese migliore in un mondo migliore e che ora si rigirano nella tomba nel vedere "dove" quel paese l'hanno buttato e in che modo....

venerdì 21 gennaio 2011

A macchia d'olio

S'era detto: solo Pomigliano (il si ha vinto con un certo margine); poi c'é stata Mirafiori (con una vittoria risicatissima); e ora? Cassino, naturalmente. Un pò alla volta la Fiat sta diventando americana, e i sindacati? Quelli gialli, che già lo sapevano, nicchiano e, al di là dele solite sparate propagandistiche, sperano in una ulteriore vittoria che gli consenta di affermare che i lavoratori sono d'accordo... la Fiom é sempre più inkazzata perché sente che stanno scavandole il terreno da sotto i piedi e sa che anche dentro la CGIL c'è gente che gli tifa contro e quindi si trova su una brutta china ed é costreta a ribadire colpo su colpo sprecando energie in quantità industriale senza avere il tempo letteralmente per altro. Insomma l'attacco é frontale e senza precedenti. Marchionnemente parlando la solfa sarà la stessa come il ricatto che porrà i lavoratori nella difficile condizione dei loro colleghi lombardi e campani. Come non pensare a questo punto che la Fiat é solo un cavallo di Troia (.....)? Come non pesare a questo punto che in realtà é dimostrare che se si piega la più importante categoria di tute blu, le altre si piegheranno per forza?e poi l'Italia nel suo intero mondo del lavoro? Con l'esito finale di fare quello che negli USA stanno provando a cancelaler qui si fa e riesce completamente..... con l'amorevole aiuto degli ex comunisti che con la testa e il cuore tifano per questo cambiamento mentre a parole dicono il contrario. Dire: aprite gli occhi é retorico; dire però occhio che qui ci svegliamo come l'ennesimo stato della federazione americana, quella da laboratorio, in piena decadenza non lo é, svegliati italia perché qui le ultime libertà ce le stanno cancellando proprio con quegli strumenti che erano stati creati per difenderli!!!

martedì 11 gennaio 2011

dalla parte del padrone.....

Ancora sulla Fiat?? Si perché é importante e perché questi contratti faranno da pilota a quelli futuri, pubblici e privati, che verranno e tutti ne pagheremo le conseguenze. Fa specie che sindacati come Uil e Cisl si dichiarino d'accordo con essi: fa specie un pò perché essi esaltano solo, i pochi, aspetti positivi ma nascondono sotto al tappeto quelli, tanti, negativi. In primis la negazione della rappresentanza: il padrone si sceglie con chi contrattare; in secondo luogo: l'impossibilità per i lavoratori di potersi liberamente scegliere i propri rappresentanti attraverso le RSU dovendosi "accontentare" delle RSA dei sindacati; come a dire visto, caro lavoratore, che ci sono i sindacati, scelti da me, non hai bisogno di altro e quindi lavoro e non rompere. Insomma siamo di fronte all'uomo merce cui la legge riconosce alcuni diritti generali anche se con gli stessi diritti viene costruito un muro, forse la parola recinto rende meglio l'idea, intorno a essi che impedisce al mondo civile di entrarvi: un pò come accadeva fra il XIX e il XX secolo dove c'erano i borghesi da un lato e il proletariato dall'altro e fra di loro nemmeno si parlavano, men che meno compredersi. Allora c'erano la dottrina sociale cattolica da un lato e le idee socialiste dall'altro a dare una prospettiva di futura evoluzione sociale e miglioramento dei ceti operai e meno abbienti; per non tacere della Chiesa allora come ora esaltava la funzione di miglioramento e promozione sociale della società industriale. Oggi però queste ideologie son morte; la Chiesa, pur richiamandosi alla dottrina sociale (Giovanni Paolo II° e Benedetto XVI° c'hanno addiritura scritto delle encicliche), ha lo sguardo altrove (.....); L'ideologia socialista é sparita ne abbiamo un pallido ricordo con la socialdemocrazia liberista che é solo poco più di una pallida imitazione di quello che furono i socialisti di allora, più vicina ai liberisti del pdmenoelle che agli antenati cui opportunisticamente si richiamano. Come faranno questi sindacati, in particolare la Cisl che non fa mistero di richiamarsi proprio alla dottrina sociale cattolica, a speigare ai lavoratori che non contano più nulla, o quasi, perché loro stessi si sono arrogati il diritto, insieme al padrone che li riconosce come sindacati "legali", di parlare in loro vece magari senza nemmeno ascoltarli: un tale agire ricorda moto da vicino i sindacati corporativi fascisti che quei sindacati tedeschi che son presenti, attraverso la cogestione, nei consigli di vigilanza della aziende tedesche. Insomma capisco che i lavoratori di Pomigliano, prima e Mirafiori, ora, tentennino e decideranno di approvare il contratto: nessuno si taglia il lavoro coscientemente; questo referendum non si doveva nemmeno fare e soprattutto ci sarebbe voluta una parte pubblica che controbilanciasse lo strapotere del padrone: nulla di così comunista, bastava appunto che ci si rileggesse la dottrina sociale cattolica dove c'é tutto scritto. Se ci fosse un governo liberale, non liberista, questo compito lo si sarebbe potuto assolvere ma con un governo completamente sbilanciato su una delle parti ciò é impossibile; e, soprattutto, anche con questa opposizione dove non c'é una linea unitaria e alternativa a quella governativa anzi vi sono esponenti che, anch'essi, tifano apertamente per il contratto "riformista (in realtà non ha nulla di riformistico se diamo a questo termine il significato del dizionario)" e spingono affinché questa onda reazionaria debordi dall'ambito Fiat a tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato, con la conseguenza prima che assomiglieremmo sempre di più agli operai americani, che di diritti ne hanno pochini pochini, e sempre meno a quella che, ormai, possiamo definire l'aristocrazia operaia tedesca: ecco cosa c'é in gioco.

lunedì 25 ottobre 2010

Cosa pretendiamo mai?

Marchionne ieri in fondo che ha detto? Che la Fiat non guadagna un euro dalla "consociata" italiana? Che in Polonia gudagna bei profitti? E perché mai dovremmo scandalizzarci? La Fiat non é più quella di Agnelli: é cambiata, é altro; é una società governata da persone che appartengono a quel ceto sovranazionale (sia di ispirazione progressista che conservatrice) che non ha davvero una patria ma solo un autoriconoscimento del proprio, presunto, ruolo. Cosa volete che sappia di quanto guagana un operaio polacco (circa 800 euro al mese con straordinari, doppi turni, e tutto quello che la fantasia dello spremi l'uomo fino all'osso, e poi con l'osso ci fai il brodo con il quale sostentarne altri, in una catena infinita che in Italia ancora non gli é permesso ..... e dico ancora perché grazie ai sindacati "riformisti" ben prsto anche da noi ci saranno quelle condizioni e non quelle che ci sono ora)? Anche per Chrysler il ragionamento non cambia: é decotta e rimane aperta solo, e dico solo, perché lo Stato ha finanziato il suo salvataggio previo accordo per "l'integrazione" fra Fiat e la fabbrica americana; attenzione però le macchinine Fiat non le faranno gli operai americani, pagati circa 27 euro l'ora, ma gli operai messicani pagati 7 (dicesi SETTE) euro l'ora: ampio spazio per i profitti aziendali e quasi zero problemi di natura, come dire, sindacali e dato che il messico fa parte del NAFTA e ha le free zone (dove anche i pochi diritti riconosciuti non esistono) c'é da scommetterci che le auto nostrane siano "importate" e non costruite negli USA. In un quadro del genere cosa credete che interessi a manager che ragiona in termini sovranazionali se la nostra produttività non é a livelli messicani o cinesi a parità di stipendi? Da anni i critici lanciano allarmi sulla crescita di questa superclasse composta da manager, finanzieri, ecc. che hanno perso il contatto con la realtà delle singole nazioni e dei loro interessi. Noi con le nostre speranze di vita, il futuro non siamo nemmeno all'orizzonte di uno che ragiona così: la sua é una visione "laterale" che non ha al centro l'accrescimento e il miglioramento delle condizioni di vita attraverso una vita di lavoro duro ma solo un conto economico che presenti un valore positivo: e qui conterebbe moltissimo il sindacato unito che faccia muro contro gli estremismi di questi supermanager e non il mercanteggiare la propria visibilità sulla pelle di chi quelle scelte le subisce: davvero questi ultimi credono che avendo firmato accordi in deroga contro sempre più improbabili investimenti (é chiaro come il sole che Marchionne se ne vuole andare, non ci guadagna) le fabbriche non chiudono?

test velocità

Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL

Il Bloggatore