giovedì 1 dicembre 2011

Chi dovrebbe amare l'Italia?

''Sono sicurissimo che gli italiani amano l'Italia e sono certo che pochi la cambierebbero con un'altra patria'': questo lo dice il Capo dello Stato alla Sapienza... e come cittadino di questo paese devo "ottemperare", pur senza dimenticare "come" hanno costruito l'unità... tutti plebisciti, certificati ex post da prefetti, e annessioni (come per il Regno delle Due Sicilie) o conquiste come per il lombardo-veneto (in quest'ultimo caso non mica sicuro che i milanesi erano contenti di assumere la piemontesizzazione come forma unitaria... sono quasi sicuro che un Cattaneo pensasse a uno Stato federale e non certo a una brutta copia della Francia post napoleonica..). Ma comunque questo é il paese che ci troviamo fra le mani e dobbiamo abbozzare, vero? Ora, dicevo, il Capo dello Stato si dice sicuro che gli italiani amano il paese e non dovrei avere motivo di dubitare, però ..... però Presidente Napolitano che mi dice delle ultime dichiarazioni dell'ad della Fiat Marchionne? Anche lui ama l'Italia? Anche lui è disposto a fare sacrifici e tenere aperte in perdita le aziende italiane rinunciando a qualche profitto o stock option) Perché a me quelle dichiarazioni mi sann un tantino di forzatura (per non dire ricatto) della situazione verso il Governo cui si chiede quelle "riforme" che guarda caso sinistroidi, ma liberali per carità, come Ichino sono prontissimi ad elaborare: che prontezza di riflessi, vero Presidente? In particolare la Fiat mi fa venire in mente i miliardi di lire in termini di finanziamenti per costruire fabbriche al Sud o altrettanti miliardi di cassa integrazione o di pensionamenti anticipati per mantenere la pace sociale o, ancora, alla distrazione governativa quando la fiat si comprò praticamente gratis l'alfa romeo...... ricorderete che Marchionne salutò con favore l'avvento di Monti e ora passa all'incasso scaricando sul Governo il peso della sua incapacità di tollerare un sindacato che faccia davvero il suo mestiere, la Fiom, chiedendogli di intervenire pro domo sua dato che ha domato uil e cisl ma quella Fiom.......
Caro Presidente,
amarei questo paese se questo paese, nella sua parte politica e istituzionale, amasse a sua volta gli italiani e non ci fossero evasori, caste, corporazioni, falsi unti e falsissimi untori e amerei anche questo paese se vedessi i confindustriali dire, come fanno negli USA i riccastri veri e non i pezzenti arricchiti, facciamo rientrare i capitali che abbiamo accumulato all'estero, illegalmente o meno non conta, e ci paghiamo le tasse rinunciando volontariamente ad un 30% di profitti con i quali c'investiamo in titoli pubblici; amerei questo paese se vedessi questo paese finalmente libero di andare a votare con una seria riforma elettorale e scegliersi il proprio destino e non la procastinazione delle stesse e la "nomina (....)" di: un ex S&P; di pezzi grossi delal finanza cattolica ecc. ecc. con i quali i giornali si stanno sbizzarrendo a impallinare mettendo alla berlina tutte le marachelle che hanno combinato in argomento di conflitto d'interesse, quando invece non sono indagati........ altrimenti Caro Presidente a me questo paese da un profondo senso di nausea da un lato e di tristezza dall'altro se ripenso ai tanti ITALIANI che hanno lottato, combattuto e sono morti per darci un paese migliore in un mondo migliore e che ora si rigirano nella tomba nel vedere "dove" quel paese l'hanno buttato e in che modo....
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