martedì 11 gennaio 2011

dalla parte del padrone.....

Ancora sulla Fiat?? Si perché é importante e perché questi contratti faranno da pilota a quelli futuri, pubblici e privati, che verranno e tutti ne pagheremo le conseguenze. Fa specie che sindacati come Uil e Cisl si dichiarino d'accordo con essi: fa specie un pò perché essi esaltano solo, i pochi, aspetti positivi ma nascondono sotto al tappeto quelli, tanti, negativi. In primis la negazione della rappresentanza: il padrone si sceglie con chi contrattare; in secondo luogo: l'impossibilità per i lavoratori di potersi liberamente scegliere i propri rappresentanti attraverso le RSU dovendosi "accontentare" delle RSA dei sindacati; come a dire visto, caro lavoratore, che ci sono i sindacati, scelti da me, non hai bisogno di altro e quindi lavoro e non rompere. Insomma siamo di fronte all'uomo merce cui la legge riconosce alcuni diritti generali anche se con gli stessi diritti viene costruito un muro, forse la parola recinto rende meglio l'idea, intorno a essi che impedisce al mondo civile di entrarvi: un pò come accadeva fra il XIX e il XX secolo dove c'erano i borghesi da un lato e il proletariato dall'altro e fra di loro nemmeno si parlavano, men che meno compredersi. Allora c'erano la dottrina sociale cattolica da un lato e le idee socialiste dall'altro a dare una prospettiva di futura evoluzione sociale e miglioramento dei ceti operai e meno abbienti; per non tacere della Chiesa allora come ora esaltava la funzione di miglioramento e promozione sociale della società industriale. Oggi però queste ideologie son morte; la Chiesa, pur richiamandosi alla dottrina sociale (Giovanni Paolo II° e Benedetto XVI° c'hanno addiritura scritto delle encicliche), ha lo sguardo altrove (.....); L'ideologia socialista é sparita ne abbiamo un pallido ricordo con la socialdemocrazia liberista che é solo poco più di una pallida imitazione di quello che furono i socialisti di allora, più vicina ai liberisti del pdmenoelle che agli antenati cui opportunisticamente si richiamano. Come faranno questi sindacati, in particolare la Cisl che non fa mistero di richiamarsi proprio alla dottrina sociale cattolica, a speigare ai lavoratori che non contano più nulla, o quasi, perché loro stessi si sono arrogati il diritto, insieme al padrone che li riconosce come sindacati "legali", di parlare in loro vece magari senza nemmeno ascoltarli: un tale agire ricorda moto da vicino i sindacati corporativi fascisti che quei sindacati tedeschi che son presenti, attraverso la cogestione, nei consigli di vigilanza della aziende tedesche. Insomma capisco che i lavoratori di Pomigliano, prima e Mirafiori, ora, tentennino e decideranno di approvare il contratto: nessuno si taglia il lavoro coscientemente; questo referendum non si doveva nemmeno fare e soprattutto ci sarebbe voluta una parte pubblica che controbilanciasse lo strapotere del padrone: nulla di così comunista, bastava appunto che ci si rileggesse la dottrina sociale cattolica dove c'é tutto scritto. Se ci fosse un governo liberale, non liberista, questo compito lo si sarebbe potuto assolvere ma con un governo completamente sbilanciato su una delle parti ciò é impossibile; e, soprattutto, anche con questa opposizione dove non c'é una linea unitaria e alternativa a quella governativa anzi vi sono esponenti che, anch'essi, tifano apertamente per il contratto "riformista (in realtà non ha nulla di riformistico se diamo a questo termine il significato del dizionario)" e spingono affinché questa onda reazionaria debordi dall'ambito Fiat a tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato, con la conseguenza prima che assomiglieremmo sempre di più agli operai americani, che di diritti ne hanno pochini pochini, e sempre meno a quella che, ormai, possiamo definire l'aristocrazia operaia tedesca: ecco cosa c'é in gioco.
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