giovedì 13 gennaio 2011

Facciamo il punto.....

Legittimo impedimento: reinterpretato e in parte bocciato; verrà valutato dal giudice se ricorre la norma se sia o meno giustificata l'assenza e bocciata l'attestazione semestrale: però si consolano prendendo atto che la Corte ha fatto da "arbitro" nei rapporti fra Giudici e Capo. Personalmente trovo che la sentenza della Corte abbia stabilito un altra cosa: che nel nostro paese, e spero ancora per molto, la legge continua a essere uguale per tutti e questo é già un successo in un paese come questo. Quanti sanno che il legittimo impedimento lo vogliono rendere costituzionale? Quale sarà il baratto per farlo diventare tale? Com'é finita? La Corte salva la faccia (ed é già una sconfitta per la legalità); le specificazioni rimangono e la chirurgia estetica costituzionale ripristina in parte la precedente situazione. L'amato Capo é quasi sicuro di mandare in perscrizione i processi e di giocarsi tutto con le elezioni evitando i referendum, diciamo un pari e patta e tutti son felici? No perché l'incrinatura costituzionale rimane e la porta é aperta per il lodo costituzionale.
Referendum: 4 su 5 ammessi: fra i quali anche quello abrogativo del legittimo impedimento in toto dato che la stessa Corte, non avendolo dichiarato totalmente incostituzionale, ha lasciato aperta la porta comunque all'aggiramento delle convocazioni ben sapendo, l'amato Capo, che comunque andranno in prescrizione i processi; si dovrebbe votarli fra marzo e giugno, elezioni anticipate permettendo.
Il pdmenoelle, si spacca (poi é rientrata almeno nella facciata). Sul referendum pro-contratto capestro accettato dai "gialli" e combattuto dalla Fiom finalmente escono allo scoperto i neo-marchionniani (le file degli adulatori si sta ingrossando; mi aspetto che prima o poi lo vogliono, magari insieme al cavallo di razza per ora nascosto in una Fondazione, a Capo del Governo ...... ahinoi) del partito: i veltroniani volevano un appoggio aperto e non hanno votato il documento della Direzione; la porta é aperta alla fuoriuscita dei cosiddetti modem. Chi rimane? Quelli del "ni". Insomma il giochetto ambiguo da oggi non é più possibile: il pdmenoelle non E' un partito di sinistra: ma é destra economica liberista ammantata di un labour all'inglese (che é quello, poi, che ha creato le condizioni in Inghilterra dell'attuale disastro) che tanto piace alla destra populista perché lo vede più congeniale alla propria idea di società. Maggiormente pericoloso per queste destre sarebbe un programma socialdemocratico, con il malcontento diffuso che c'é oggi, alternativo che togliesse il velo di ipocrisia al liberismo imperante che tante devastazioni sta facendo nella già nostra disastrata società: sapremo per chi non votare ora che sono usciti allo scoperto i fantasmi di questo partito? Ricordate che esponenti di questo partito hanno rifiutato di ricevere a Torino le tute blu, così come altri esponenti si sono dichiarati favorevoli all'accordo: niente male per i nipoti del PCI, vero?
Referendum Fiat: da stasera si vota. Non é in discussione la vittoria ma la misura della sconfitta come a Pomigliano. Da essa dipenderà il futuro del sindacato libero e contrattuale non solo nelle fabbriche ma nell'intero mondo del lavoro. Nessun s'illuda che un singolo referendum possa invertire il trend proibizionista: l'amaro calice andrà bevuto fino in fondo e solo allora si potrà ricostruire una parvenza di democrazia del, e nel, lavoro. Una speranza solo però che potrebbe diventare realtà ora che le ultime ipocrisie (sindacali, della sinistra liberista, e della lega) son cadute forse gli operai ricominceranno a guardare alle novità che stanno emergendo in questi mesi nella società.
"Qualcuno" festeggerà per i tanti veli che si sono squarciati in sole 24 ore;"qualcuno" festeggerà per lo scampato pericolo; "qualcun'altro" sarà contento perché la gente ha cominciato a discutere di queste cose e si fa un idea, leggendolo come un "enorme" successo dato che da anni ci troviamo con la calma piatta mentale e non volutamente indotta, di cosa accadrà senza guardarsi l'ombellico ma confrontandosi con il vicino: li aspetto, questi qui, alle prossimissime elezioni.
A me, però, rimane sempre quel retrogusto amaro per il tempo perso, circa 20 anni, durante il quale il paese é diventato quello che é oggi: 20 anni durante i quali potevamo essere altro e non lo siamo:l'unica cosa che mi viene in mente in questo momento é Cetto Laqualunque e il suo motto elettorale (cchiù pilu per tutti) che é l'unica vera novità di questi anni. Quel retrogusto amaro non va via...........
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