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mercoledì 1 giugno 2016

Dove vanno le nostre tasse.. 2


fin dal 1978 ossia da quando l'On. Luigi Preti, allora ministro dei trasporti, scrisse una lettera perorando la causa di una linea ad alta velocità, però secondo uno schema ben diverso da quello poi effettivamente attuato (ovverosia una solo asse centrale che seguisse l'orografia del paese con ferrovie di penetrazione dalla costa potenziando la rete di collegamento), venne creato un buco nero per i nostri soldi: da una sola linea affidata a un consorzio si passò a ben 5 consorzi che in giro per il paese si son messi a bucare, fare binari ecc. un affarone per costoro una voragine nei bilanci pubblici visto che si era in project financing ma di un tipo particolare: il privato prendeva soldi in banca ma garantiti dallo Stato sia per quanto riguarda i finanziamenti che i profitti futuri...... ma dato che viene usata, all'oggi, solo dal 16% della popolazione ferroviaria lo Stato fin da ora ci rimette i soldi: si parla di una cifra complessiva di 50 mld di euro!!!! Cosa ci si poteva fare con una mostruosità di denaro pubblico simile?
L'ultima follia e quella di far costruire la linea Torino-Lione (sempre pagandola di tasca nostra) dai francesi, sperando che le proteste si affievoliscano...
Quante scuole, ospedali, case di riposo, ecc.?E quanti magnifici posti si poteva evitare di distruggere evitando di arrecare danni alle popolazioni locali?
Buon 2 giugno

giovedì 7 aprile 2016

Cantone: “Sanità scorribanda delinquenti di ogni risma” (ALBERTO CUSTODERO)

07/04/2016 di triskel182
Corruzione per sei mld l’anno. Sprechi per un mld l’anno. Complessivamente, considerando anche le inefficienze, il danno per il Ssn è di 23,6 mld l’anno. La ministra della Salute, Lorenzin: “Reato di corsia odioso. Ecco il mio piano anticorruzione”.ROMA – “La sanità, per l’enorme giro di affari che ha intorno e per il fatto che anche in tempi di crisi è un settore che non può essere sottovalutato, è ilterreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma”. Lo ha affermato il presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, intervenendo alla presentazione del Rapporto di Transparency Italia, Censis e Ispe-Sanità in occasione della prima giornata nazionale contro la corruzione in sanità. Secondo i dati del governo, sprechi inefficienze e corruzione presenti nella sanità ci costano complessivamente 23,6 miliardi di euro l’anno.  Solo per infezioni e epidemie in corsia, il costo è di due miliardi l’anno.
Lorenzin d’accordo con Cantone. La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, è sulla stessa linea di Cantone. “Concordo pienamente – ha commentato – con il Presidente dell’Anac quando ricorda che la Sanità è un settore ad alto rischio di corruzione, ma ciononostante garantisce standard elevatissimi di qualità delle prestazioni agli assistiti. Trasparenza, legalità, contrasto della corruzione devono costituire obiettivi precisi per tutti gli attori del Ssn. Con l’Anac, con l’ausilio di Agenas, abbiamo recentemente lavorato per varare la nuova ‘sezione del Piano nazionale anticorruzione’ dedicata alla Sanità. Fra qualche giorno io e il Presidente Cantone sottoscriveremo un apposito Protocollo per attuare controlli congiunti per garantire la piena e puntuale attuazione del Piano”.
Snodo corruzione/1: “Liste attesa”. “La corruzione – ha detto Cantone – si è trasformata e la mazzetta tradizionale è rimasta un ricordo. Nel nostro piano anticorruzione abbiamo indicato come una delle maggiori criticità le liste di attesa. Sarebbe bello se potessero essere trasparenti, ma sappiamo che è difficile perchè ci sono in ballo i valori della privacy. Però dobbiamo intervenire,fatti come quello di Salerno mi inquietano“.
LO SCANDALO DELLE LISTE DI ATTESA

Snodo corruzione/2: “Ditte farmaceutiche e sale mortuarie”. “La sanità – ha aggiunto Cantone – è ai primi posti per il rischio di corruzione con un trend stabile e abbiamo provato a mettere in campo strumenti nuovi col ministero della Salute, provando a individuare gli snodi problematici e gli strumenti su cui intervenire. Le liste di attesa sono fra questi snodi, anche le imprese farmaceutiche, come la gestione delle sale mortuarie. Proveremo a dare delle indicazioni e stiamo per firmare un nuovo protocollo che consentirà di verificare se le asl stanno facendo davvero quello che è previsto nelle linee guida anticorruzione.
Dobbiamo fare squadra e far capire che queste battaglie non sono nostre ma di tutti, una sanità senza corruzione potrà rendere più sostenibile il Ssn.
La corruzione non si vince solo con gli arresti, ma con una rivoluzione culturale”.
Corruzione per 6 mld l’anno. La corruzione in Sanità sottrae fino a 6 miliardi l’anno all’innovazione e alle cure ai pazienti. E in una azienda sanitaria su tre (37%) si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi 5 anni, “non affrontati in maniera appropriata”. Lo affermano i dirigenti delle 151 strutture sanitarie che hanno partecipato all’indagine sulla percezione della corruzione, realizzata da Transparency International Italia, Censis, Ispe-Sanità e Rissc.
Coinvolta un’azienda sanitaria su 3.  Nel 37% delle aziende sanitarie italiane si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi cinque anni, e in circa un terzo dei casi non sono stati affrontati in maniera appropriata. Ad affermarlo sono gli stessi dirigenti delle 151 strutture sanitarie che hanno partecipato all’indagine sulla percezione della corruzione realizzata nell’ambito del progetto “Curiamo la corruzione” da Transparency International Italia, Censis, Ispe-Sanità e Rissc. Il 77% dei dirigenti sanitari ritiene che ci sia il rischio concreto che all’interno della propria struttura si verifichino fenomeni di corruzione (e questo rischio è giudicato elevato dal 10% di loro).
Sprechi per un mld. Sprechi in calo nella sanità italiana, ma ancora ingenti: un miliardo di euro l’anno. La sanità fa gola per l’ingente valore della spesa pubblica, pari a 110 miliardi di euro l’anno. Dall’analisi dei conti economici di asl e aziende ospedaliere emerge che dal 2009 al 2013 gli sprechi in questi settori sono diminuiti in media del 4,4% l’anno, ma la loro incidenza rispetto alla spesa complessiva non si è ridotta. Tali sprechi nelle spese non direttamente collegate all’efficacia delle cure ammontano a 1 miliardo di euro l’anno: risorse che potrebbero essere altrimenti destinate alla salute dei pazienti.
La ministra: “In corsia reato odioso”. “Il tema della corruzione in Sanità – ha sottolineato la ministra della Salute Beatrice Lorenzin – lo abbiamo aggredito fin dall’inizio del mio mandato, e abbiamo promosso e attuato ogni iniziativa per combattere contro criminali che, come ripeto sempre, quando rubano in sanità commettono un reato ancora più grave perché i loro atti finiscono con l’incidere in modo diretto sulla qualità di assistenza e cura delle persone più fragili. Rubano allo Stato e il loro atto diventa ancora più odioso perché commesso in danno dei malati”.
Lorenzin: “Ecco il mio piano anticorruzione”. “Nessuno – ha detto la ministra – in passato ha prodotto sul terreno della lotta alla corruzione in Sanità quanto ha fatto questo Governo. E su questa strada continueremo ad operare”. Ecco alcuni esempi: “Nella Legge di stabilità 2016 è stato introdotto l’obbligo per tutte le aziende sanitarie di effettuare acquisti in modo accentrato, tramite Consip o tramite le centrali uniche regionali”. “Su mia proposta, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo in materia di conferimento degli incarichi di direttore generale nelle Aziende sanitarie. Nello specifico il decreto istituisce presso il Ministero della salute un elenco nazionale di aspiranti direttori generali, cui si accede tramite selezione sulla base di criteri meritocratici”.
“La circolazione dei dati”. “Sono convinta – ha spiegato Lorenzin – che il grande strumento contro la corruzione sia la circolazione, la condivisione e dunque la trasparenza dei dati. Per
 questo nel Patto per la salute 2014-2016 sono stati previsti non soltanto il rafforzamento dei controlli nelle aziende sanitarie, ma anche un Patto per la sanità digitale e un piano di evoluzione dei flussi informativi del Nuovo sistema informatico sanitario”.
da Repubblica.it


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ho preferito riportare tutto, a scanso di equivoci!!!!

sabato 20 dicembre 2014

Sanità, il combinato disposto che rischia di far saltare il sistema

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 19/12/2014 a firma di Ivan Cavicchi
Tutti conoscono il significato dell’espressione “combinato disposto”. In termini semplici e pratici in sanità vuol dire che se mettiamo insieme i tagli ai fabbisogni finanziari + blocchi al lavoro + malgoverno della sanità + regioni incapaci + privatizzazione + legge di stabilità + job acts … = controriforma. Il combinato disposto è un garbuglio eterogeneo di cose dentro un contesto che funziona come se le coordinasse casualmente senza un fine esplicito. Il contesto (milieu) in questo caso non si limita a mettere insieme delle cose ma le combina quindi le sintetizza quasi funzionasse come un reattore esattamente come gli elementi che compongono la nitroglicerina.
In sanità il combinato disposto vede accostati sempre più in modo pericoloso parecchi elementi tecnici politici istituzionali morali ma i più importanti secondo me sono due :
  • l’attacco esplicito ai diritti delle persone giustificati dall’insufficienza dei finanziamenti attraverso diversi stratagemmi di esclusione dei malati dai servizi pubblici adottati soprattutto dalle regioni e dalle aziende sanitarie che ormai selezionano il bisogno di cura e di assistenza
  • l’attacco insistente al lavoro professionale di cura e di assistenza quale unica garanzia sostanziale per garantire i servizi per i cittadini reiterato soprattutto con sistematiche riduzioni di personale.
Secondo me il combinato disposto di questi due soli elementi è sufficiente una volta a regime nelle giuste dosi, a far saltare il sistema pubblico. Le Regioni continuano a chiedere al governo un taglio delle tutele pubbliche per stare nei conti e il governo, che con la legge di stabilità ha programmato per la sanità fino al 2020 una crescente riduzione di personale. Proprio perché convinto della pericolosità di questo “combinato disposto” ho avanzato due proposte:
  • ai fini di salvaguardare i diritti delle persone correggere l’art 32 della costituzione cioè cambiare la frase “la Repubblica…garantisce cure gratuite agli indigenti” con la frase “la Repubblica…garantisce cure gratuite a tutti” e stoppare tutti i tentativi sommersi di controriforma che sono in corso.
  • ai fini di garantire il personale nei servizi ma soprattutto al fine di salvaguardare il lavoro nella sua integrità etica e scientifica, sfidare il governo con una proposta di riforma del lavoro cioè un’idea di lavoro quale depuratore che elimini o riduca sprechi, diseconomie. ruberie, quindi che abbia un plusvalore tanto etico che finanziario.
Non entro nei dettagli tecnici di queste proposte Ma qualcosa va detto.L’articolo 32 della Costituzione recita che le cure gratuite vanno garantite ai soli indigenti, ma nella prassi legislativa di questi ultimi 40 anni esso è stato interpretato di fatto in senso estensivo, cioè in senso universalistico per garantire le cure a tutti. La riforma sanitaria del ’78 di fatto è una riscrizione dell’art 32.
Oggi a me pare che chi governa la sanità, voglia annullare questa riscrizione contro riformando 40 anni di prassi universalistica per tornare all’art 32 del 1948 cioè pre riforma sanitaria e ridimensionare il sistema pubblico. Penso che la riscrittura dell’art. 32 abbia un forte significato simbolico, possa funzionare da bandiera sotto la quale riunire tutti gli universalisti sinceri e coloro che credono nei diritti che a mio parere non sono pochi, anzi sono la maggioranza e soprattutto potremmo smascherare i finti universalisti, che soprattutto da sinistra in questi anni di politiche economicistiche ai diritti hanno anteposto i limiti economici puntando decisamente a privatizzare il sistema pubblico.
Per quanto riguarda il lavoro professionale esso come un architrave ha retto sino ad ora, concretamente e non a parole, il sistema dei diritti nel suo complesso, nonostante tutto. A sue spese ha compensato come ha potuto e non senza danni collaterali, tutti i tipi di limitazioni ai quali sono stati sino ad ora sottoposti i servizi e quindi i cittadini: limitazioni agli organici, alla sua autonomia, ai suoi valori retributivi, ai suoi valori deontologici, demansionamenti, burocratizzazioni, precarizzazione, disoccupazione, scambi di competenze ecc. Per evitare che l’architrave ceda, a mio parere il lavoro deve accettare di confrontarsi con i problemi della spesa: cioè non può limitarsi a rivendicare come pure è giusto il rinnovo dei contratti, perché in sanità almeno un quarto della spesa totale a carico dello Stato è depurabile da sprechi, abusi, speculazioni, diseconomie.
Cioè per fare in modo che il lavoro non sia limitato nelle sue prassi, le sue prassi devono liberare risorse laddove esse sono liberabili. A questa condizione oggi il lavoro può legittimamente pretendere che il plusvalore prodotto sia retribuito come si deve.
Il vero guaio di queste proposte non è il loro grado di fattibilità e di plausibilità, vi assicuro che sono del tutto fattibili, ma è la mancanza di un riformatore in grado di recepirle. La mancanza di un pensiero riformatore è quindi il terzo ingrediente senza il quale il combinato disposto di cui abbiamo parlato prima non potrebbe esplodere.
La formula del garbuglio va quindi aggiornata: attacco ai diritti + spoliazione del lavoro dai suoi valori + rassegnazione + mancanza di una mobilitazione sociale+ sindacati fuori gioco + assenza di una contro prospettiva +mancanza di una proposta di cambiamento . Les jeux sont faits.
p.s.
come faccio a far passare nell'immaginario collettivo la riforma auspicata, per non dire imposta, che privatizza del tutto la sanità?
 

mercoledì 19 novembre 2014

Terzo Valico: meglio argini e ospedali oppure le grandi opere?

Fonte: il fatto quotidiano del del 19/11/2014 a firma di Domenico Finiguerra
Nelle montagne dell’Appennino ligure sotto le quali dovrebbe passare il tratto finale della linea ferroviaria ad alta velocità del “luminoso” corridoio Genova-Rotterdam, il cosiddetto Terzo Valico, c’è un’elevata probabilità che scavando si trovi parecchio amianto. Ma questo è solo uno dei dettagli che resta ignorato dal dibattito politico italiano.
Il Terzo Valico è un progetto lungo 53 km, di cui 39 in galleria, che accorcerà se va bene di una mezz’oretta il tempo di percorrenza dei treni dal porto di Genova a Tortona-Novi Ligure. Ma anche questo è un dettaglio che non annunciano al Tg delle otto.
In compenso ci vengono quotidianamente elencate le bordate che arrivano per demolire lo stato sociale e il sistema pensionistico, le sforbiciate al trasporto pubblico locale, le carenze di posti negli asili nido, le chiusure di ospedali e di reparti di pronto soccorso.
Il tutto è motivato dalla mancanza di risorse, ovviamente. E’ colpa delle politiche di austerity, dei diktat della Troika, del patto di stabilità che il nostro tweetpremier Renzi pensa di poter abbattere a colpi di hashtag (se cominciasse a chiedere le dimissioni di Junker, visto che lui lo ha votato, non sarebbe male).

Insomma, non ci sono i soldi! Ce lo ripetono in tutte le salse. Abbiamo raschiato il fondo del barile. Però, per realizzare i 53 km di Terzo Valico, i 6,2 miliardi di euro si sono trovati. Eccome. Così, per chiarire un po’ meglio le cose agli italiani distratti ed ammaliati dalla retorica delle grandi opere, facciamo un piccolo esercizio matematico e compiliamo un breve elenco di cose utili che ci tolgono o ci mancano perché la priorità sono appunto le grandi opere come il Terzo Valico:
6 centimetri di Terzo Valico = 1 anno di pensione
100 metri di Terzo Valico = 1 anno di libri di testo per 40 mila studenti delle scuole superiori
500 metri di Terzo Valico = 7 treni pendolari completi
1 km di Terzo Valico = 116 asili nido per un totale di 8.700 bambini
2,5 km di Terzo Valico = 1 ospedale da 600 posti letto, 18 sale operatorie e 150 ambulatori.
Tutto il Terzo Valico = 350 treni pendolari, 10 ospedali da 600 posti letto, 180 sale operatorie, 1500 ambulatori medici e 250 asili nido.
Solo con questo, l’Italia sarebbe un altro paese!
E l’elenco potrebbe essere ancora più lungo se considerassimo tutte le grandi opere e i grandi eventi inutili e dannosi per il territorio.
Una stima dell’Unione delle Province ha calcolato in 5 miliardi la somma necessaria per mettere in sicurezza tutte le scuole d’Italia. Uno studio del 2012 del Ministero dell’Ambiente ha calcolato in 41 miliardi la cifra per prevenire il dissesto idrogeologico. Sarebbero queste le priorità, i capitoli con i maggiori stanziamenti.
E invece, l’altro giorno, in parlamento, il ministro Lupi ha dichiarato che se fosse per lui si farebbe partire subito anche il Ponte sullo Stretto di Messina. Per ora si accontenta del Terzo Valico. E di molto altro.
Tanto se gli ospedali chiudono, se dai tetti delle scuole piove e se non si realizzano argini la colpa è della Trojka e del patto di stabilità e crescita.
il Fatto Quotidiano, 17 novembre 2014
p.s.
questo post lo dedico ai tanti, e a tutti i costi, entusiasti della tav..... anche se i loro ultras politici se ne stanno allontanando avendo capito che tira brutta aria e che la gente, quella vera, comincia a non tollerare più avventure a spese delle proprie tasche!

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