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domenica 15 ottobre 2017

LE VITTIME DELLA THYSSEN SENZA GIUSTIZIA (PAOLO GRISERI)

IL MINISTRO della Giustizia Andrea Orlando ha sollecitato il governo tedesco ad eseguire la sentenza nei confronti dei vertici Thyssen responsabili del rogo di Torino del 6 dicembre 2007, della morte di sette dipendenti tra atroci sofferenze e della loro agonia durata settimane. Il fatto che anche Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz scontino la pena in carcere, come stanno facendo i loro colleghi italiani condannati in via definitiva diciassette mesi fa, è un principio di civiltà. Un atto di giustizia non solo nei confronti dei familiari delle vittime ma anche, e forse soprattutto, nei riguardi degli italiani e dell’idea stessa che esista un’Europa unica, uniforme nei diritti e nei doveri.

Senza colpevoli di serie A, che rimangono a casa anche dopo una condanna a nove anni di reclusione, come sta accadendo ad Espenhahn, e colpevoli di serie B che dal giorno successivo alla condanna definitiva trascorrono le notti nelle carceri della Penisola.
Per il momento il passo del ministro italiano è una semplice raccomandazione. Non ci sono ragioni, si faceva osservare ieri negli ambienti di via Arenula, per ritenere che il governo di Berlino non intenda eseguire la sentenza nei confronti dei cittadini tedeschi. Ma quello di Andrea Orlando è, al tempo stesso, un avvertimento. L’Italia non può accettare che di fronte a una tragedia dal forte impatto sull’opinione pubblica, come fu il rogo di Torino, possa prevalere e vincere l’ambiguità. Ancora ieri, a dieci anni dal dramma, la madre di una delle vittime, Giuseppe Demasi, quasi implorava che «tutti i condannati paghino per quel che è accaduto. Ce lo chiedono i nostri figli morti, la giustizia è per loro».
Demasi fu l’ultimo ad andarsene. Aveva 26 anni. Furono due mesi di calvario, uno stillicidio di drammi familiari con i funerali che percorrevano le vie del centro cittadino a cadenza settimanale. Chi ha vissuto quei giorni e chi ha partecipato anche da lontano a quel dramma collettivo non può accettare oggi che i principali colpevoli escogitino furbizie levantine, sperino nella lentezza della burocrazia, tentino di farla franca aggrappandosi alle lungaggini di una traduzione dall’italiano al tedesco. Gli stereotipi sono sempre da rifuggire ma è un fatto che nel caso della Thyssen la giustizia di Roma è stata più rapida e inflessibile di quella di Berlino. Per ridare forza all’idea di Europa, oggi non certo in salute, serve che queste ambiguità vengano spazzate via in fretta.
Articolo intero su La Repubblica del 13/10/2017.

sabato 23 settembre 2017

Vaccino esavalente, ecco il documento “riservato” Glaxo che cita l’autismo

Il Tribunale di Milano ha stabilito che il ministero della Salute dovrà versare un assegno a un bimbo di 9 anni affetto dalla malattia dopo che nel 2006 ipotizzando una correlazione con il farmaco Infanrix Hexa Sk. Ilfattoquotidiano.it ha letto il documento della casa produttrice che cita tutte le possibili reazioni avverse
Fa discutere la sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano che afferma l’esistenza di “un nesso causale” tra il vaccino esavalenteInfanrix Hexa Sk (contro difterite, tetano, poliomelite, epatite b, Haemophilus influenzae di tipo B e pertosse) prodotto da GlaxoSmithKline e l’autismo, e condanna il ministero della Salute (che ha “adottato” questo farmaco) a versare per tutta la vita un assegno bimestrale a un bimbo di nove anni affetto dalla patologia, al quale nel 2006 fu iniettato il vaccino. La sentenza cita la perizia del medico legale Alberto Tornatore, nominato dal Tribunale milanese, il quale sottolinea che “è probabile, in misura certamente superiore al contrario, che il disturbo autistico del piccolo sia stato causato, o almeno concausato dal vaccino Infranrix Hexa Sk”, e che questo vaccino “mostra una specifica idoneità lesiva per il disturbo autistico”. La relazione del medico legale fa riferimento a “un poderoso documento riservato della GlaxoSmithKline (GSK)”. Un documento “confidenziale rivolto agli enti regolatori”, di 1271 pagine, quasi interamente tabelle, datato 16 dicembre 2011, cheIlFattoQuotidiano.it ha avuto modo di analizzare (qui è possibile leggere la versione integrale). Le tabelle mostrano i cosiddetti “eventi avversi dell’Infanrix Hexa Sk”, gli effetti collaterali del vaccino esavalente “emersi nel corso della sperimentazione clinica pre-autorizzazione o successivamente, fra l’ottobre 2009 e lo stesso mese del 2011”. Il perito del Tribunale milanese fa in particolare riferimento a “cinque casi di autismo segnalati durante i trial, ma omessi dall’elenco degli effetti avversi sottoposto alle autorità sanitarie per l’autorizzazione al commercio”. Pubblicità Il documento della Glaxo è basato su 1.742 referti medici internazionali, provenienti da 41 Paesi, in prevalenza Italia, Germania e Francia, inviati “spontaneamente” nel corso del biennio 2009-2011. Secondo l’indagine, a partire dal 2000, anno di lancio del vaccino esavalente approvato in 92 Paesi, sono state distribuite complessivamente più di 70 milioni di dosi e sono tra 6 e 24 milioni – un numero variabile in base al dosaggio raccomandato – i bambini vaccinati. Il documento presenta, in forma di tabelle, le “reazioni avverse al vaccino” elencate nelle varie relazioni mediche redatte dopo la vaccinazione: 3825 casi differenti di complicazioni mediche, relative a diversi apparati del corpo, come il sistema cardiovascolare, nervoso, respiratorio, o immunitario. Di questi 559 sono considerati più gravi, ma solo 56 sono elencati nel documento ufficiale. Nelle tabelle si fa riferimento anche all’autismo, inserito tra i cosiddetti “disordini mentali”, e ai cinque casi citati dal perito del Tribunale. Il rapporto si conclude affermando che “il profilo beneficio/rischio dell’Infanrix hexa continua a essere favorevole”. Manca, però, una descrizione dettagliata dei casi e dellacorrelazione con l’autismo, malattia che in Italia colpisce circa 600mila persone. Una correlazione che fa discutere, mai dimostrata scientificamente, tanto da spingere l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ad affermare che “I dati epidemiologici disponibili indicano che non ci sono prove che suggeriscono che qualsiasi vaccino dell’infanzia possa aumentare il rischio di disturbi dello spettro autistico e che, in base a revisioni commissionate dall’Oms, non vi è alcuna associazione tra l’uso di conservanti come il Thimerosal, che contiene etilmercurio nei vaccini e disturbi dello spettro autistico”. Proprio il mercurio è adesso finito sul banco degli imputati nella sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano. In attesa di nuovi progressi della ricerca, soprattutto sulle cause all’origine della malattia, ancora in parte sconosciute, c’è da giurare che le polemiche non si placheranno. Il ministero della Salute, infatti, contrariamente a quanto circolato inizialmente, ha preannunciato di aver presentato ricorso in appello contro la sentenza milanese, affermando in un comunicato che “sono destituite di ogni fondamento le dichiarazioni attribuite dalla stampa al difensore del ricorrente, secondo cui la sentenza sarebbe ormai passata in giudicato”.
Fonti: Il Fatto Quotidiano e Sapere e potere

martedì 14 marzo 2017

QUELLA FIGLIA PERDUTA (Chiara Saraceno)

QUALE è il diritto da privilegiare nel decidere con chi deve stare un bambino, quello alla stabilità affettiva e identitaria di una bambina che non conosce altri genitori se non quelli che la hanno allevata negli ultimi cinque anni o quello dei suoi genitori naturali, cui era stata ingiustamente sottratta da un tribunale quando aveva ancora poche settimane? Quello della filiazione e genitorialità basati sulla cura e assunzione di responsabilità quotidiana o quello dei legami di sangue e della importanza della gestazione?

La Corte d’Appello di Torino ieri ha deciso a favore della stabilità affettiva e della filiazione radicata nella cura quotidiana, in nome dell’interesse della bambina, pur riconoscendo che la decisione presa a suo tempo di sottrarla ai suoi genitori legittimi e dichiararla adottabile era stata sbagliata perché basata su informazioni erronee (un presunto abbandono che non c’era stato) avvallate da pregiudizi nei confronti di genitori “troppo vecchi” e da decisioni troppo affrettate dei servizi sociali. Se i genitori non fossero stati anziani, se non ci fosse stato il sospetto che la madre fosse ricorsa alla riproduzione assistita con donatrice e se si fosse trattato di una coppia di un altro ceto sociale (ad esempio di intellettuali o professionisti), i servizi sociali non li avrebbero messi sotto osservazione quando la donna era ancora all’ospedale, i vicini sarebbero stati meno pronti a rilevarne possibili manchevolezze e i giudici minorili più attenti nel valutare i fatti.
Ma questo errore ha innescato un meccanismo i cui effetti per la bambina non possono essere cancellati: la bambina non ha mai sperimentato chi la ha messa al mondo come genitori effettivi, trovando nella relazione con loro il senso e la radice della propria esistenza, apprendendo nella cura quotidianamente ricevuta il proprio valore, mettendo così le basi dello sviluppo della propria identità. Lo ha fatto e sta facendo con chi la ha adottata. Si diventa figli quando qualcuno si prende cura di noi e ci integra nella propria vita e si è effettivamente genitori quando si prende quotidianamente la responsabilità di far crescere qualcuno. Proprio ciò che è stato impedito ai due anziani genitori piemontesi da un susseguirsi di errori prima dei servizi, poi dei tribunali, errori che è impossibile sanare. È questo che rende il caso piemontese drammatico e tutti i soggetti coinvolti in qualche misura perdenti. I genitori originari perché hanno perso ingiustamente la figlia che pure avevano fortemente voluta. Quest’ultima, perché le è stato impedito di crescere con loro e sarà segnata per sempre dalla esperienza di separazione che la ha trasformata in adottabile e poi in figlia adottiva.
Amartya Sen direbbe che è un caso classico di giustizia comparativa: dove non vi è una netta separazione tra giusto e sbagliato, diritto legittimo e pretesa illegittima, ma i diritti in gioco sono tutti legittimi e fondati. Occorre, perciò valutarli uno rispetto all’altro, consapevoli che le valutazioni possono differire e che ogni decisione “giusta” includerà una ingiustizia nei confronti di qualcuno.
La soluzione, lacerante e dolorosa, del tribunale lascia aperta, inoltre, la questione del diritto della bambina a conoscere le proprie origini e la storia che la ha portata, appunto, ad essere adottata. È un diritto che hanno tutti i figli adottivi, ma che in questo caso andrebbe affrontato con strumenti diversi e non aspettando che l’interessata compia 18 anni. Non solo questa bambina deve sapere che chi l’ha messa al mondo la ha voluta fortemente, tanto quanto i genitori adottivi, e non l’ha abbandonata, anzi ha molto combattuto per riaverla. E proprio perché il suo essere adottata non ha all’origine un abbandono, dovrebbe anche avere la possibilità di sviluppare — con tutto il tempo, la delicatezza, la flessibilità necessarie e da accompagnare — e mantenere un rapporto con i genitori “originari” e questi con lei.
Sarebbe anzi auspicabile che, invece di continuare a dare battaglia in tribunale, prolungando l’incertezza sullo statuto legale di una bambina che diventa sempre più grande, la coppia piemontese chiedesse questa possibilità e che il tribunale e i servizi sociali la sostenessero, appellandosi alla generosità e intelligenza dei genitori adottivi perché aprano i confini della propria famiglia, aiutando la figlia a elaborare in modo positivo la complessità della propria nascita e della propria collocazione nel mondo.
Da La Repubblica del 14/03/2017.

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insomma un caso unico per una soluzione unica che secondo me viola alcuni principi di libertà personali... ma si sa che questi diritti sono finiti sotto i piedi.

martedì 30 settembre 2014

il costo dell'oblio ai più...

SApete quanto costa l'oblio giudiziario se avete soldi in quantità, nome giusto, ecc.? 1000 euro e un anno, sospeso, di reclusione, se fanno i bravi. E' questo il costo, per chi può permetterselo, che devono pagare per, se il giudice è d'accordo, uscire fuori dalla storiaccia delle minorenni che si prostituivano ai parioli..... sia chiaro: mediatore e quelle madri che spingevano le figlie a prostituirsi si son beccati 5 e 6 anni. Ma i clienti, tutti della high society più o meno, o almeno alcuni e escono poco più che puliti..... pena la prescrizione.
Che paese... non smetterò mai di ripeterlo.
Tutto va a rotoli eppure la cosa che conta è il calcio e l'iphone: e per entrambi si fa a cazzotti...
p.s.
naturalmente i tuttologi tirano fuori tutto: la famiglia in crisi; il mkdello proposto dell'arricchimento facile; ecc. in realtà è un insieme di queste cose e altro ed è quell'altro che ci dovrebbe preoccupare...

martedì 3 giugno 2014

Che ingrata questa Commissione europea.....

Si sono, grazie all'italia e al nostro provincialismo (nonchè alla regalia degli 80 euro che dovremo, credo, presto restituire con tanto di scuse visto che, oltre a non esserci le coperture per il 2015, sono stati per giunta bocciati dalla Commissione con la frase "mancano all'appello 9 mld" da recuperare già quest'anno anche "con imposte sui consumi" ... mi chiedo come avremo crescita senza consumi), appena salvati le chiappe alle europee che già rialzano la testa: sono arrivate le "raccomandazioni" della Commissione uscente; si arrampicano un pò sugli specchi, sono uscenti appunto, nei termini ufficiali ma la sostanza non cambia di una virgola ossia siamo lontani anni luce dagli obiettivi che ci hanno imposto e che abbiamo sottoscritto, detto senza se e senza ma. Anzichè essere grati agli italioti ci sputano addosso: tipico di chi sa solo guardare modelli e conti, entrambi del tutto astratti, e non è capace di superare il proprio naso.
Non ci siamo: anche se ha evitato lo schiaffo, e la scarsa riconoscenza dgli eurocrati, del vedersi scritto nero su bianco che bocciava la richiesta italiana di uno slittamento di un anno – dal 2015 al 2016 – del pareggio strutturale di bilancio. E la cui immediata conseguenza sarebbe stata la necessità di una manovra di rientro.
Tutto quel che rimane, anche al netto della “sbianchettatura” finale, è tutt’altro che una bella pagella. Il giudizio sulle diverse parti del Documento di economia e finanza (Def) inviato alle istituzioni Ue a fine aprile non è per nulla tenero e anche se la parola manovra non c’è, il concetto è piuttosto chiaro: “Servono sforzi aggiuntivi, anche nel 2014, per rispettare i requisiti del Patto di stabilità e crescita”. E la ”deviazione dal percorso di aggiustamento verso l’obiettivo a medio termine”, su cui per ora la Ue ha deciso di chiudere un occhio, “se si ripetesse l’anno successivo potrebbe essere valutata come significativa”. Per di più lo scenario macroeconomico su cui il governo si è basato per disegnare le proprie proiezioni di bilancio è “leggermente ottimistico” e il raggiungimento degli obiettivi “non è totalmente suffragato da misure sufficientemente dettagliate“. Tradotto: sei riuscito a infinocchiare gli italiani alle elezioni con fulminanti promesse e giochini contabili, ora si torna alla realtà e ti rimetti in riga.
il resto lo prendo dall'articolo di | 2 giugno 2014

Oltre a prescrivere il rafforzamento delle misure di bilancio, il documento invita Palazzo Chigi a muoversi rapidamente sul fronte dell’efficienza della pubblica amministrazione e della buona gestione dei fondi europei, a rafforzare il settore bancario e a usare in modo diverso gli ammortizzatori sociali puntando all’effettivo reinserimento dei lavoratori. Non solo: nel mirino di Bruxelles finiscono anche la qualità del sistema scolastico con le sue ricadute sul capitale umano, la corruzione, la giustizia civile, la ripartizione della spesa sociale, gli ostacoli alla concorrenza che ancora ingessano molti settori e l’efficienza degli appalti pubblici.
PERICOLO SCAMPATO. SOLO FORMALMENTE - “L’esenzione richiesta dall’Italia di deviare dal percorso verso gli obiettivi di medio termine non può essere concessa a causa del rischio di non conformarsi con gli obiettivi di riduzione del debito”. Suonava così, stando a una bozza, la frase incriminata che avrebbe inchiodato il governo agli impegni presi con Bruxelles sul fronte del pareggio strutturale di bilancio. Pareggio che Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan hanno deciso di rinviare al 2016, scrivendo nel Def che si tratta di una “deviazione temporanea” e invocando le “circostanze eccezionali” previste dai regolamenti europei. Quel paragrafo, nel corso della notte tra domenica e lunedì o forse addirittura durante l’ultima riunione di lunedì mattina, è stato espunto dal testo finale. Pericolo scampato. Anche se la realtà dei fatti resta quella: “Le previsioni di primavera 2014 della Commissione”, scrive il Consiglio al punto 9 delle sue considerazioni preliminari, “indicano una non conformità con il parametro di riferimento della riduzione del debito nel 2014 poiché l’aggiustamento strutturale prospettato (soltanto 0,1 punti percentuali del Pil) è inferiore all’aggiustamento strutturale richiesto di 0,7 punti percentuali”. Il quotidiano La Stampa ha fatto i conti stimando in 9 miliardi lo sforzo aggiuntivo che sarebbe stato richiesto per correggere la deviazione dall’obiettivo. Al governo, però, non viene imposto di rientrare subito.
DEBITO SOTTO OSSERVAZIONE - In compenso vanno rispettati – e su questo non ci sarà flessibilità – altri paletti per nulla trascurabili: oltre a provvedere per il 2015, l‘Italia già quest’anno deve adottare provvedimenti per “rafforzare le misure di bilancio alla luce dell’emergere di uno scarto rispetto ai requisiti del patto di stabilità e crescita, in particolare alla regola della riduzione del debito”. Debito che in aprile ha toccato il 135,2% del Pil, già due punti sopra quello che in base al Def dovrebbe essere il livello medio per quest’anno.
SPENDING REVIEW, MA CON CRITERIO - Per Bruxelles, l’Italia nell’immediato dovrà “portare a compimento l’ambizioso piano di privatizzazioni” e “attuare un aggiustamento di bilancio favorevole alla crescita”, cioè basato non su nuove tasse ma sulla riduzione delle uscite grazie a “un miglioramento duraturo dell’efficienza e della qualità della spesa pubblica a tutti i livelli di governo”. Preservando però la spesa “atta a promuovere la crescita”, ossia quella “in ricerca e sviluppo, innovazione, istruzione e progetti di infrastrutture essenziali“. Sempre in vista del rispetto dei parametri di bilancio, vanno garantite “l’indipendenza e la piena operabilità dell’Ufficio parlamentare di bilancio“, l’organismo indipendente incaricato di vigilare sul pareggio di bilancio introdotto in Costituzione che le Camere sono riuscite a eleggere solo a maggio dopo quattro mesi di tira e molla. Adesso basta ritardi, chiede in pratica il Consiglio Ue: l’ufficio deve essere operativo “il prima possibile” e comunque “entro settembre 2014, in tempo per la valutazione del documento programmatico di bilancio 2015″.
TASSARE DI PIU’ I CONSUMI E MENO IL LAVORO - Il giudizio sul bonus fiscale di 80 euro è di parziale sufficienza. Il fatto è che va garantito anche per il 2015 e da comunque da solo non basta: occorre “trasferire ulteriormente il carico fiscale dai fattori produttivi ai consumi, ai beni immobili e all’ambiente, nel rispetto degli obiettivi di bilancio” e “valutare l’efficacia della recente riduzione del cuneo fiscale assicurandone il finanziamento per il 2015″. Seguono altre prescrizioni: la delega fiscale va attuata “entro il marzo 2015″, approvando anche i decreti che riformano il sistema catastale per garantire l’equità e “l’efficacia della riforma sulla tassazione dei beni immobili“, “sviluppare ulteriormente il rispetto degli obblighi tributari, rafforzando la prevedibilità del fisco, semplificando le procedure, migliorando il recupero dei debiti fiscali e modernizzando l’amministrazione fiscale”, “perseverare nella lotta all’evasione fiscale e adottare misure aggiuntive per contrastare l’economia sommersa e il lavoro irregolare”. Più nel dettaglio servono poi misure sulle agevolazioni fiscali dirette (la cui portata deve essere “riesaminata”), sulla base imponibile (che va appunto “allargata”, soprattutto sui consumi) e sulle accise sui carburanti, in particolare l’”adeguamento delle accise sul diesel a quelle sulla benzina” e l’eliminazione delle “sovvenzioni dannose per l’ambiente“.
CORRUZIONE, PRESCRIZIONE E L’EFFICIENZA DELLA GIUSTIZIA CIVILE - La terza raccomandazione riguarda l’efficienza della pubblica amministrazione: al governo viene chiesto innanzitutto di “precisare le competenze a tutti i livelli di governo” e “garantire una migliore gestione dei fondi dell’Ue con un’azione risoluta di miglioramento della capacità di amministrazione, della trasparenza, della valutazione e del controllo di qualità a livello regionale, specialmente nelle regioni del Mezzogiorno”. Ma il prerequisito è ridurre la corruzione che “continua a incidere pesantemente sul sistema produttivo dell’Italia e sulla fiducia nella politica e nelle istituzioni”. Per questo occorre anche “potenziare ulteriormente l’efficacia delle misure anticorruzione, in particolare rivedendo l’istituto della prescrizione entro la fine del 2014 e rafforzando i poteri dell’Autorità nazionale anticorruzione”. Ogni riferimento al caso Expo è puramente casuale e arriva proprio mentre si attende il decreto ad hoc, mirato soprattutto a dare all’authority e al suo presidente Raffaele Cantone pieni poteri per vigilare sugli appalti dell’Esposizione Universale di Milano. Bisogna poi “monitorare tempestivamente gli effetti delle riforme adottate per aumentare l’efficienza della giustizia civile, con l’obiettivo di garantirne l’efficacia, e attuare interventi complementari, ove necessari”.
PIU’ VIGILANZA SU BANCHE POPOLARI E FONDAZIONI - Ce n’è anche per le banche, e in questa fase non poteva essere altrimenti. Sotto osservazione i prestiti dalla riscossione incerta e, più in generale, il governo societario, sia degli istituti sia delle fondazioni che ne detengono quote. Va garantita “la capacità di gestire e liquidare le attività deteriorate per rinvigorire l’erogazione di prestiti all’economia reale“. Ma “gli interventi attuati finora in materia di accesso ai finanziamenti sono stati principalmente imperniati su misure di agevolazione dell’accesso delle imprese al credito”. Mentre ora va promosso anche “l’accesso delle imprese, soprattutto di quelle di piccole e medie dimensioni, ai finanziamenti non bancari“. Poi un nuovo ammonimento sull’attuazione effettiva delle regole: ”Benché siano lodevoli le iniziative relative al settore del governo societario delle banche, tra cui i nuovi principi recentemente stabiliti dalla Banca d’Italia, l’impatto di questi ultimi dipenderà dalle banche che dovranno applicarli correttamente e dal fatto che vengano effettivamente fatti rispettare”. Occorre “continuare a promuovere e monitorare pratiche efficienti di governo societario in tutto il settore bancario, con particolare attenzione alle grandi banche cooperative (banche popolari) e alle fondazioni, al fine di migliorare l’efficacia dell’intermediazione finanziaria”. 
LIMITARE LA CASSA INTEGRAZIONE - Per quanto riguarda il mercato del lavoro, Bruxelles invita il governo a “valutare gli effetti delle riforme” su salari, creazione di posti, procedure di licenziamento e dicotomia tra garantiti e precari. E a considerare, se sarà il caso, l’opportunità di varare “ulteriori interventi”. Gran parte del paragrafo, però, si concentra su chi il lavoro l’ha perso o non lo trova. Sul primo fronte le parole d’ordine sono “piena tutela sociale dei disoccupati”. Per garantirla occorre limitare l’uso della cassa integrazione guadagni “per facilitare la riallocazione della manodopera”, “rafforzare il legame tra le politiche del mercato del lavoro attive e passive, a partire dalla presentazione di una tabella di marcia dettagliata degli interventi entro settembre 2014″ e “potenziare il coordinamento e l’efficienza dei servizi pubblici per l’impiego“.
Quanto a chi sul mercato del lavoro deve entrarci, bisogna “intervenire concretamente per aumentare il tasso di occupazione femminile, adottando entro marzo 2015 misure che riducano i disincentivi fiscali al lavoro delle persone che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare, e fornire adeguati servizi di assistenza e custodia”, “fornire in tutto il Paese servizi idonei ai giovani non iscritti alle liste dei servizi pubblici per l’impiego ed esigere un impegno più forte da parte del settore privato a offrire apprendistati e tirocini di qualità entro la fine del 2014, in conformità agli obiettivi della Garanzia per i giovani”.
TROPPA SPESA SOCIALE PER GLI ANZIANI - Dagli esami della Commissione è emerso che tra pensioni, sanità e assistenza la spesa sociale in Italia è “tuttora destinata in gran parte agli anziani“. E non riesce a “contenere i rischi di esclusione sociale e di povertà”. Per rimediare è necessario estendere gradualmente “il regime pilota di assistenza sociale, assicurando un’assegnazione mirata, una condizionalità rigorosa e un’applicazione uniforme su tutto il territorio”. Oltre a rafforzarne la “correlazione con le misure di attivazione”. Infine vanno migliorate l’efficacia dei regimi di sostegno alla famiglia e la qualità dei servizi per i nuclei familiari a basso reddito con figli.
LA SCUOLA, PIU’ ATTENZIONE AL CAPITALE UMANO - La qualità dell’insegnamento e la dotazione di capitale umano vanno migliorate “a tutti i livelli di istruzione”. Per questo tra le raccomandazioni compare anche la richiesta di ”rendere operativo il sistema nazionale per la valutazione degli istituti scolastici per migliorare i risultati della scuola e, di conseguenza, ridurre i tassi di abbandono scolastico; accrescere l’apprendimento basato sul lavoro negli istituti per l’istruzione e la formazione professionale del ciclo secondario superiore e rafforzare l’orientamento professione nel ciclo terziario”. Dulcis in fundo, e i ricercatori festeggeranno, bisogna “assicurare che i finanziamenti pubblici premino in modo più congruo la qualità dell’istruzione superiore e della ricerca” e assegnare quelli destinati alle università “in funzione dei risultati conseguiti nella ricerca e nell’insegnamento”.
POSTE, ASSICURAZIONI, BENZINAI E SERVIZI PUBBLICI SENZA CONCORRENZA - Occorre poi schiacciare l’acceleratore sulle semplificazioni normative e “colmare le lacune attuative delle leggi in vigore”, promuovere “l’apertura del mercato” e rimuovere “gli ostacoli rimanenti e le restrizioni alla concorrenza nei settori dei servizi professionali e dei servizi pubblici locali, delle assicurazioni, della distribuzione dei carburanti, del commercio al dettaglio e dei servizi postali“. Le prescrizioni sul fronte degli appalti pubblici – tema quanto mai sensibile in tempi di nuove “cupole” e giri di tangenti – si appuntano sull’efficienza da “potenziare” e sulle procedure da “semplificare” sfruttando le procedure informatiche, razionalizzando le centrali d’acquisto e dando “garanzia della corretta applicazione delle regole relative alle fasi precedenti e successive all’aggiudicazione”. In materia di servizi pubblici locali, infine, va “applicata con rigore la normativa che impone di rettificare entro il 31 dicembre 2014 i contratti che non ottemperano alle disposizioni sugli affidamenti in house”. 
BOCCIATE LE INFRASTRUTTURE, LA RETE E IL RUOLO SCOMODO DELLE FERROVIE - Nel capitolo infrastrutture c’è un evidente richiamo al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi: “Garantire la pronta e piena operatività dell’Autorità di regolazione dei trasporti entro settembre 2014″, prescrive il Consiglio. A dire il vero quella Authority, nata sulla carta nel lontano 2011 ma varata di fatto nel luglio 2013 (Lupi era allora ministro del governo Letta), è attiva da gennaio. Ma per ora ha solo lanciato “consultazioni” e avviato un giro di audizioni con aziende e associazioni dei consumatori. Per di più, si legge nel “documento di lavoro” della Commissione, “gran parte dello staff previsto deve ancora essere reclutato”. Da qui l’invito a renderla davvero “operativa”, anche perché “è importante che dia rapidamente la sua opinione sulla separazione tra gestione dell’infrastruttura e operazioni di trasporto nel settore ferroviario (il riferimento è al ruolo di Ferrovie che sono al contempo gestore e fruitore della rete del Paese, ndr) che avrebbe dovuto consegnare già a giugno 2013″. 
Sempre a proposito di treni e ferrovie, all’interno del documento si ricorda che “il settore presenta ancora importanti debolezze. La lunghezza della rete rapportata al numero di abitanti è tra le più basse dell’Unione mentre il tasso di utilizzo è tra i più alti. A dispetto di un tasso di investimento infrastrutturale sopra la media Ue, in alcune regioni – in particolare al Sud – rimangono colli di bottiglia. E la soddisfazione dei consumatori è tra le più basse dell’Unione”. Al punto 16 delle considerazioni preliminari c’è spazio anche per  i porti, che “meritano particolare attenzione e interventi per ovviare alla mancanza di infrastrutture intermodali e alla carenza di sinergie e collegamenti con l’entroterra”. Infine la banda larga: “In termini di copertura in Italia ci sono zone non urbane prive di sufficiente copertura”. Le “strozzature infrastrutturali”, poi, ostacolano anche “il corretto funzionamento del mercato dell’energia“.
La Ue sente infine il bisogno di chiedere a Palazzo Chigi la piena attuazione delle misure adottate: l’Italia è sempre stata lenta e inadempiente non tanto nell’annunciare e magari varare nuove norme, quanto nello scrivere i decreti attuativi necessari per trasformarle in interventi concreti. ”Resta cruciale per l’Italia l’attuazione rapida e completa delle misure adottate, sia al fine di colmare le carenze esistenti che al fine di evitare l’accumulo di ulteriori ritardi”.
p.s.
Bene, cari concittadini.. ve lo siete votato ora godetevelo tutto.
Se a questo ci aggiungiamo l'ennesima bocciatura di S. & P., una delle dirette responsabili dello tsunami finanziario, il quadro del pacco che ci ha rifilato alle elezioni è chiaro come il sole; ben sapendo, perchè lo sappiamo, è grazie a lei e alla sue sorelle immense fortune son passate da mani pubbliche a poche mani private che si sono immensamente arricchite.

mercoledì 27 novembre 2013

Via uno... ora tocca agli altri.

Pensate che sia finita? Macchè, se n'è andato il simbolo ma il sistema di potere rimane tutto lì, ancora...... in Parlamento. Sia nella sua area che nel fino a ieri suo alleato sono ancora lì chi bene o male ne è ancora un emulo: i berlusconiani di destra e di sinistra sono ancora lì sugli scranni; trovo significativo che un onorevole del PD (sempre più MENOELLE) abbia dichiarato che in un paese normale il processo del decaduto sarebbe stato rifatto: a me risulta che in un paese normale ci si dimette per aver solo coipiato una tesi, immaginiamoci poi per una condanna definitiva.
Detto ciò. A bocce ferme stamani scrivevo questo su facebook:
"oggi si vota la decadenza di mr. B, si chiude forse un epoca? No, perchè anche se è vero che il simbolo di questo ventennio, forse (perchè non è ancora certo) ci farà il piacere di andarsene sul "sunset boulevard" della storia, come molti s'illudono che sarà, la questione non è chiusa, perchè? Perchè non abbiamo fatto i conti con il nostro intimo mr. B, quello nascosto nelle nostre coscienze, nelle nostre menti, nei nostri cuori; quello che ci ha resi indifferenti alla sorte altrui, egoisti, individualisti e soprattutto ha messo in luce quelle radici marce su cui si è fondata la nascita, 150 anni fa, della nostra nazione: radici marce che hanno avvelenato la nostra storia e impedito che diventassimo una democrazia matura. Accadde nel 1860; accadde dopo il fascismo; accadrà oggi e accadrà nel nostro immediato futuro..... ci auto-assolveremo in nome del motto "italiani brava gente" e faremo finta di non aver partecipato allata tavola imbandita, ci toccavano le briciole, e faremo finta di non aver evaso le tasse, anche solo per pochi cent, faremo finta di non aver votato per il suo partito e di non aver votato per la versione "di sinistra" del berlusconismo, ossia il pd. Faremo anche finta di non essere entrati in europa non avendone titolo nè diritto e, infine, faremo finta di ..... non essere noi che abbiamo eletto, a tutti i livelli, pesonaggi, di tutti i partiti, che altrove non avrebbero nemmeno messo a vendere noccioline e pop corn negli stadi.... insomma anzichè fare un salto culturale e processarci per gli errori commessi, noi cif aremo da giudice e da prete dandoci una pacca sulla spalla e auto-assolvendoci da tutti i peccati. Quanto può durare un paese con queste premesse? ditemelo voi...." più chiaro di così non servono altri commenti credo.
Ora però vi dovrete sorbire due cosine storiche:



  1. il discorso di Paola Taverna del M5S che fa l'elenco dei tanti "problemi dell'amato capo, eccolo....


    nulla da aggiungere, vero?
  2. una parte del comizio dell'amato capo in piazza


    anche qui... bè fate voi.
  3. infine ho trovato questo articoletto sul Fatto Quotidiano del 27/11/2013 che trovo illuminante per chiarezza e anche ..... perchè dice le stesse cose che dico io ma con maggiore autorevolezza..
il Berlusconi che è in noi
di Domenico Valter Rizzo
Berlusconi non è più parlamentare. Tra non molto andrà a scontare la sua pena ai servizi sociali e, verosimilmente, nei prossimi mesi, senza più l’usbergo dell’immunità, dovrà fare i conti con situazioni piuttosto complicate che potrebbero arrivare da più di una Procura.
Il ventennio, nella sua personificazione, finisce dunque qui e finisce in una smobilitazione generale dominata dalla depressione, un cupio dissolvi, nel quale si intrecciano minacce e starlette, signore ingioiellate e pensionati imbolsiti, figuranti e uomini chiamati a far da scorta a personaggi in cerca di autore. Finisce con l’immancabile defezione dei “traditori”, badogliani li chiamerebbe un nostalgico dell’altro ventennio, che abbandonano la nave che affonda prima di bagnarsi i piedi.
Berlusconi finisce nel pieno del suo stile. Vorrebbe essere tragico ma inevitabilmente diventa macchietta. La situazione si prestava ad una prova di forza, quanto meno di forza mediatica. Invece no, è rovinata se non nella farsa, quanto meno nell’operetta. Berlusconi ha fatto un discorso tremolante, patetico, ha sciorinato il solito repertorio di menzogne e battute ad effetto davanti ad una sparuta pattuglia di sostenitori ingigantita dalle riprese in campo stretto delle reti televisive. Se ve ne fosse stato ancora bisogno, ha mostrato ancora una volta la sua pochezza politica ed umana. E viene inevitabile pensare come abbia fatto – se non grazie alla scarsa levatura degli avversari e ad una oggettiva immoralità diffusa – un personaggio di tal fatta a tenere in scacco un Paese per un tempo così lungo.
Ma la sua caduta, perché di caduta si tratta con buona pace dei commentatori che ancora indicano un ruolo per questo personaggio, impone una riflessione sul Paese. Non mi interessa tentare analisi sul futuro. Vivendo vedremo. Mi interessa invece ragionare sulla fine, perché la fine di un personaggio come Berlusconi ci racconta un po’ noi stessi, ci narra la condizione morale di questo Paese.
Ripensiamo ad altre cadute viste nello secolo scorso. Berlusconi non ha la tragicità disperata del Mussolini al teatro Lirico di Milano. Anche quello era un discorso che certificava una sconfitta proprio nel suo ostinarsi pervicacemente nel negarla. Berlusconi fa lo stesso, ma se Mussolini faceva orrore – un orrore tragico che in breve sarebbe ricaduto sullo stesso dittatore a Giulino di Mezzegra – Berlusconi sinceramente desta disinteresse. Annoia.
La sua uscita non ha neppure la tensione, ma voglio anche dire la dignità di Craxi sommerso dalle monete e dagli sputi davanti al Raphael. Craxi si accollerà l’esilio (sarebbe tecnicamente più corretto dire la latitanza a vita), ma pronuncerà un ultimo pesantissimo discorso sfidando un’aula che sembrava la Convenzione della rivoluzione francese. La sua sfida, con argomenti inaccettabili, fu comunque un atto di dignità politica. Di affermazione di una responsabilità.
Questo avveniva non perché un uomo come Craxi fosse un gigante della politica, ma perché il Paese, nei tragici mesi del ’45 e in quelli drammatici di Tangentopoli imponeva una diversa condizione. Eravamo noi ad essere diversi.
Oggi Berlusconi ci propone una sorta di Drive In della politica e tutto finisce in vacca. Lo fa perché il suo modo di fare, la sua uscita, è quello che il pubblico oggi è pronto a vedere. Immaginiamo le frasi, l’atteggiamento assunto da Berlusconi in un tempo diverso. Il Paese non lo avrebbe tollerato. Non avrebbe tollerato nulla di quello che ci ha propinato questo personaggio. Invece l’Italia di oggi si identifica in un personaggio che ne è stato, e in larga misura ne è ancora, specchio e al tempo stesso modello.
Finisce Berlusconi e finisce non in tragedia, ma in pochade. Quello che non finisce è il berlusconismo, inteso come modello, come modo di pensare, come rapporto di sudditanza tra gli italiani e il potere. La fine di ogni forma di partecipazione politica, di ogni dibattito, di ogni forma di democrazia diffusa, oggi non è incarnata da un caudillo morente, ma è incarnata dal modello di politica che si è ormai imposto e del quale Berlusconi è stato al tempo stesso simbolo, artefice e strumento. Una visone distorta della democrazia con caratteristiche plebiscitarie, basata sul cesarismo ha ormai pervaso non solo la destra, ma anche e soprattutto il centro sinistra per non dire del M5S. Ormai non ci si divide su una visone del mondo, su un’idea di Paese, ma sull’identificazione personale con il leader.
Un sistema che rispecchia un profondissimo deficit culturale, una scarsissima disponibilità di idee o progetti da parte di una classe dirigente nel migliore dei casi mediocre ed improvvisata che aspira a nascondere tale mediocrità dietro il carisma di un leader. La gestione concreta delegata a personale tecnico “prestato alla politica” che privo di una visone politica e strategica, ma soprattutto di una scala valoriale, gestisce il Paese in modo meccanico, con una logica da ragioniere, con la politica ridotta solo alla mera gestione del potere personale e di una sempre più larga e diffusa corruzione.
Questa è l’eredità che ci lascia Berlusconi. Non comprendo chi stasera festeggia e inneggia ad una liberazione che sinceramente non riesco a vedere. L’orizzonte è fosco e la caduta di Berlusconi e della sua corte dei miracoli ci lascia infetti e senza difese contro il morbo che ci domina.
Felice serata e, spero, serena notte a tutti

venerdì 15 novembre 2013

Ride bene ... chi ride, per, ultimo...

Sia chiaro che in questo paese si è innocente fino a sentenza definitiva; e fino ad allora si deve sempre dare il beneficio del dubbio.
Sia, anche, chiaro però che esiste un altro livello, quello politico e dell'opportunità, che non investe il penale, che ragiona in maniera diversa e che pone domande cui la propria coscienza e non unn giudice può rispondere
..... chiediamo a gran voce la dimissioni del Ministro Cancellieri. Ma ci si chiede anche se sia opportuno che anche un Governatore e/o un Sindaco si debbano dimettere per pure ragioni di opportunità ed etiche.... e non solo dalla carica istituzionale che ricoprono.
Perchè? Eccolo....

... e qui invece si sa già che "il ministero farà un sopralluogo ma non ci saranno sorprese"

senza A.I.A. salta ... un ministro e si sposta un referendum e due morti di tumore sono mink....

e si finanzia una fondazione.....

.. capito tutto?
Io:
  1. capisco anche che forse non ha riso sui morti ma sulla situazione venutasi a creare fra il dirigente ilva e il giornalista;
  2. dobbiamo anche capire che non ci sono più bandiere nè destra, nè sinistra, nè fiom, nè industriali ma solo un unico sistema di potere integrato in cui in pubblico ognuno ha un suo ruolo distinto ma in privato ..... è ben altra cosa;
  3. dobbiamo, infine, capire che non esiste un confine ben definito come nelle teorie in cui ancora qualcuno crede... la realtà è diversa, molto diversa a volte è perfidamente contorta: amici che non sono tali e nemici che possono essere utili senza per doverseli sposare...
    Cari signori della sinistra a noi cittadini, tarantini e non, ci dovete non "una" spiegazione ma "la" spiegazione che cancelli i tanti dubbi, per usare un eufemismo, che sono sorti quando il coperchio del sistema è saltato grazie all'indagine della magistratura e alla tenacia di qualche dirigente con i gioielli di famiglia quadrati che ha fatto muro.
Questo vale non solo per la questione "pugliese" ma anche per quella campana perchè sì si può anch'essere assolti prescritti ma dal punto di vista etico e morale è tutta un altra storia: perchè se la giustizia degli uomini, basata su leggi che gli uomini fanno e disfanno anche per proprio tornaconto e nei cui dettagli altri uomini si possono infilare trovandon beneficio, se la suindicata giustizia può non trovare colpevoli  ..... persone sono morte o moriranno di malattie, di illegalità e di chissà cos'altro e lo Stato alla fine di tutto si trova a fare un altro passo indietro in regioni che di Stato ne hanno visto ben poco fin dall'unità d'italia dove non c'è stata adesione ma conquista "piemontese" e dove per anni si è stati colonie e non parte integrante del nascituro paese.... il danno, non solo ambientale, è enorme e forse un gesto sia pur simbolico e inutile potrebbe aiutare almeno a iniziare a cicatrizzare le ferite e a placare gli animi ... e non solo dei vivi.
Iimputo a questi che fanno discorsoni a sinistra (ma quale sinistra, me lo chiedo sempre perchè sinistra è una parola importante per poter essere usata a cuor leggero), sull'ecologia, sul diverso paese che vogliono costruire, sui piani industriali della quale ilva è un pezzo importante, non lo disconosco, (ma è anche un perno di quel "sistema" dove lo stato ci mette soldi per spingere un privato a comprare un azienda che forse non vuole dandogli tutto, proprio tutto... anche la salute dei cittadini e non solo degli operai) per una città in crisi di un paese fallito: volete capire che siamo stanchi di bugie, doppiezze, tripli salti mortali carpiati, connivenze ecc.? E siamo anche stanchi di dover scoprire, grazie alla magistratura, che anche voi dietro le quinte non siete per nulla diversi dagli altri, anzi ne siete parte integrante e che l'unica vera vostra preoccupazione non è l'economia, nè la salute, nè il lavoro nè ...... ma solo l'immagine: quel dar la sensazione del "fare" qualcosa che conta più dei fatti veri, delle malattie vere, ecc. perchè se ilva fosse stata risanata non a forza di leggine salvakiappe ma di regole serie e certe oggi non avremmo malattie, tumori, connivenze e tutto il resto che emerge da questi brandelli di conversazioni intercettate che m'impongono di fare flebo di maalox per non farmi salire agli occhi oltreche le nausee ma anche il vomito!!!!
Dimettetevi. Affrontate il vostro giudice naturale e battetevi in aula: se innocenti riavrete la stima degli italiani, e la mia, sarete puliti e candeggiati..ma dimettetevi ora perchè avrete dato un bell'esempio di moralità e rigore morale e politico... una cosa rara, molto rara oggi come ben sapete dato che non siete proprio nuovi alla politica, vero? Se altri al posto vostro non lo farebbero è un problema loro e della loro coscienza ma se siete "altro" allora la strada, a priori, non può che essere una.....
p.s.
non mi pare per nulla propizio ma serve a poco querelare un giornale..... non serve ed è un inutile esercizio di politica giudiziaria.
Come sempre si fa per dire...
Buon week end

martedì 14 maggio 2013

una storia dei nostri tempi... a latere del processo "Ruby"

  1. Ruby, il Csm sanziona la pm dei minori Fiorillo: “Violazione del riserbo”
Il magistrato rilasciò alcune dichiarazioni alla stampa dopo l'informativa del ministro dell'Interno Maroni al Senato: "Parlai perché io non ho mai autorizzato l'affidamento della giovane marocchina a Nicole Minetti". Lunedì la requisitoria del processo a Berlusconidi redazione del fatto quotidiano del 10/5/2013
Condannata per la violazione del riserbo. Per questo è stata sanzionata dal Csm con la censura Anna Maria Fiorillo, il pm della Procura dei minori di Milano che era di turno la notte in cui Ruby venne portata in questura e poi affidata a Nicole Minetti, episodio che ha dato poi il via al processo a carico di Silvio Berlusconi. La censura è la meno dura delle “pene” previste di fronte al Consiglio superiore della magistratura. L’accusa riguardava alcune dichiarazioni del magistrato alla stampa, con le quali Fiorillo rettificò quando detto dall’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni al Senato, spiegando di non aver mai autorizzato l’affidamento della giovane marocchina alla Minetti. “L’avevo messo in conto, ma lo rifarei” ha commentato la Fiorillo, che ha aggiunto che presenterà ricorso contro questa decisione.
Lunedì è in programma la ripresa del processo a Berlusconi per questa vicenda. A meno di “colpi di scena”, il procuratore aggiunto Ilda Boccassini dovrebbe concludere la requisitoria con la richiesta di condanna nel processo Ruby, che vede l’ex presidente del Consiglio imputato per concussione e prostituzione minorile per i presunti festini a luci rosse ad Arcore e per la telefonata a funzionari della Questura per chiedere, secondo l’accusa, il rilascio della giovane marocchina nel maggio 2010. Dopo la requisitoria, i giudici dovranno fissare un’altra udienza per dare la parola agli avvocati Ghedini e Longo e poi un’altra ancora per repliche e camera di consiglio. Un’altra sentenza per Berlusconi potrebbe dunque arrivare entro la fine di maggio.
Il magistrato si è difesa davanti al Csm spiegando che sull’affidamento di Ruby dette “indicazioni assolutamente difformi” da quelle riferite dall’allora ministro dell’Interno Maroni. “Se fossi stata zitta – ha aggiunto – avrei prestato acquiescenza a quella ricostruzione”. Un intervento che peraltro avvenne – ha fatto notare – dopo che “per dieci giorni sono stata bombardata: nelle trasmissioni televisive e sui giornali si metteva in discussione il mio operato”. La Fiorillo si è detta ”orgogliosa di essere un magistrato”, fino a commuoversi ricordando suo padre, magistrato come lei.
2. e questo, sempre in argomento, è un commento di un ex magistrato Bruno Tinti:Caso Ruby, il Csm censura l’unica persona che fa il suo dovere
Personaggi. Annamaria Fiorillo: sostituto procuratore presso la Procura dei minori di Milano. Ingiunge a Giorgia Iafrate di affidare a una comunità la minorenne marocchina Ruby. Giorgia Iafrate: commissario presso la Questura di Milano. Viola le direttive ricevute e affida Ruby alla igienista dentale di B., Nicole Minetti. Pietro Ostuni: capo di gabinetto. “Consiglia” a Giorgia Iafrate di ignorare le direttive di Annamaria Fiorillo. Silvio Berlusconi detto B.: presidente del Consiglio. “Consiglia” a Pietro Ostuni di ingiungere a Giorgia Iafrate di ignorare le direttive di Annamaria Fiorillo. Roberto Maroni: ministro dell’Interno. Afferma pubblicamente che la Polizia aveva affidato Ruby alla Minetti obbedendo alle direttive impartite da Annamaria Fiorillo. Edmondo Bruti Liberati: procuratore della Repubblica di Milano. Emana un comunicato stampa in cui afferma che l’affidamento di Ruby si è “svolto correttamente”. Monica Frediani: procuratore della Repubblica per i minori di Milano. Vieta ad Annamaria Fiorillo di parlare con i giornalisti per smentire le affermazioni false di Maroni e Bruti Liberati. Consiglio Superiore della Magistratura, detto Csm, composto da membri togati (magistrati nominati dalle correnti) e da membri laici (persone nominate dai partiti). Rifiuta di aprire una pratica a tutela richiesta da Annamaria Fiorillo al fine di smentire le menzogne di Maroni e Bruti Liberati; poi condanna disciplinarmente la stessa per aver spiegato ai giornalisti che Maroni e Bruti Liberati avevano mentito.
Trama della tragicommedia (farsa/tragedia?). La minorenne Ruby è accusata di furto, fermata durante la notte. Si accerta che è senza fissa dimora. Il Pm minorile Fiorillo ordina alla polizia di affidarla a una comunità (così prescrive la legge). Il potente B., probabilmente amante di Ruby, teme che costei lo “sputtani” e “ordina” di consegnarla alla sua fida “igienista dentale”. Ostuni e Iafrate, lieti di compiacere il potente ovvero spaventati da lui, obbediscono. Molti cantastorie raccontano il trionfo del vizio; forte è l’indignazione dei benpensanti. Maroni, compagno di governo di B., spontaneamente o sollecitato, li rassicura con una menzogna: la Polizia ha fatto il suo dovere, obbedendo agli ordini del pm. Bruti Liberati gli fa eco, non si sa se con consapevole menzogna o superficiale accertamento: la Polizia ha agito “correttamente”.
Fiorillo si incazza: mi fanno passare per ignorante o, peggio, serva di B.; chiede al Csm di valutare i fatti e intervenire a sua tutela perché sia chiaro che ella ha fatto il suo dovere, applicando la legge. Il Csm (che di pratiche a tutela ne ha fatte qualche migliaio) si dichiara non competente. Bruti Liberati si guarda bene dal correggere il suo falso comunicato. Fiorillo, abbandonata da tutti e additata come incompetente professionista al pubblico disprezzo, racconta a giornalisti cartacei e televisivi come sono andate le cose.
Bugiardi colposi e dolosi si arrabbiano e il Csm condanna Fiorillo per aver trasgredito all’ordine esplicito del suo capo Frediani. Per scaricarsi la coscienza, il Csm affetta virtuosa integrità: condanno perché la legge è legge; ma sento il bisogno di affermare che la vicenda si è svolta così come ha dichiarato Fiorillo. Qualche anno dopo, uno scriba ignoto, indignato per lo strazio arrecato alla virtù e per l’omaggio offerto al vizio, riprende la storia e ne immagina un confortante sviluppo. Annamaria Fiorillo si ricorda della favola del panettiere, del Re di Prussia Federico II e del giudice di Berlino; e presenta un ricorso alla Corte di Cassazione. Racconta che il sostituto procuratore generale che chiese la sua condanna al Csm era Elisabetta Cesqui, personaggio di spicco di Magistratura democratica, di cui Bruti Liberati è stato a lungo presidente ed è vera e propria icona. Sommessamente lamenta che ragioni di opportunità (anche i pm debbono essere e apparire imparziali) avrebbero consigliato di affidare l’accusa a persona meno legata al procuratore di Milano, il cui comunicato stampa sarebbe stato platealmente smentito dalla sua assoluzione.
Invita la Corte a valutare l’incoerenza del Csm che sollecitamente incolpa lei per aver disatteso l’ordine del procuratore dei Minori Frediani; e che però non assume alcuna iniziativa nei confronti del procuratore di Milano Bruti Liberati. Eppure costui non solo ha emesso un comunicato obiettivamente falso (questo sì indice di scarsa professionalità e colpevole ingenuità) ma ha omesso, una volta noti i fatti, di emetterne altro, a correzione del primo, a tutela dell’immagine pubblica e professionale di lei stessa Fiorillo e della Procura dei minori. Ricorda infine che lo stesso Csm (Sezione Disciplinare del Csm n. 52/99) aveva ritenuto “giustificate le dichiarazioni alla stampa, fatte per rispondere ad accuse già pubblicate su una certa testata giornalistica, e che esigevano il diritto di ripristinare la rappresentazione reale del proprio operato, contro rovesciamenti di prospettiva distorti e/o offensivi per sé e/o per l’ufficio giudiziario di appartenenza”. La Corte di Cassazione si rende conto dell’oltraggio patito da Fiorillo e applica l’esimente della legittima difesa: in linguaggio paragiuridico (per l’occasione preso in prestito da Marco Travaglio) scrive in sentenza che mandare impuniti funzionari pavidi o compiacenti e magistrati disattenti ed eccessivamente prudenti, “censurando” l’unica persona che ha fatto il proprio dovere, è un vero schifo.
di Bruno Tinti sul fatto quotidiano del 14/5/2013
ora che dire?
  1. Fai il tuo dovere e ti puniscono perchè l'hai fatto, censurandoti duramente;
  2. non lo fai e ti danno addosso perchè sei inefficiente, inutile, mangiapane a tradimento ecc.
tutti a dire che la giustizia non funziona, che i magistrati fanno inchieste a orologeria, che vogliono eliminare il politico perchè inviso a una parte ecc. ecc.; un altra parte, per un puro calcolo di potere fa finta di nulla quando il politico non solo fa invadere un Tribunale ma chiama la gente in piazza, e per fortuna che erano pochi, per una prova di forza preludio alla successiva sentenza che se sfavorevole richiamerà in piazza altra gente: in un continuum senza fine finchè.... finchè gli altri mollano sulle, vere, cose che gli interessano o finchè non gli danno un qualcosa che lo mette al riparo ben sapendo che senza il suo perno l'intero sistema messo su in 20 anni e rotti crolla; ma sapete qual'è il vero problema? Che un terzo del paese .... ci crede (foss'anche per opportunismo italico, o creduloneria pura e semplice) eccome ci crede.
Che paese siamo, vero? Pronti a proclamarci in difesa della giustizia ma altrettanto pronti a scordarcene quando ci sbattiamo il muso... intanto il paese reale continua nella sua agonia: oggi un anziano s'è dato fuoco; un altro ha preso un manico di piccone e ha fatto una strage; una donna è stata colpita con l'acido; e qualcuno si meravigliava che un altro folle in peina piazza montecitorio con una pistola ha quasi ucciso un carabiniere.. non sono casi isolati, anzi aumenteranno nei prossimi mesi in quantità e qualità della follia violenta .. e non ci possiamo fare nulla almeno finchè saremo così passivi da assistere imbelli al farsi i fatti propri della casta: qui non si tratta dif are rivoluzioni, siamo italiani e di conseguenza non siamo un popolo "rivoluzionario" ma di cambiare mentalità, prospettive, idee...... prima e poi di votare non secondo la parte ma, proprio, secondo la tasca propria: e pensare che mentre chiedono l'abrogazione dell'imu i sindaci degli stessi partiti l'alzano a livelli intollerabili, proprio sulla prima casa e NON sulla seconda, strano vero?

martedì 5 luglio 2011

750 milioni di buone ragioni.....

C'è un codicillo nella cosiddetta finanziaria dei tagli: è vleno puro dato che prevede il ventesimo provvedimento salva qualcosa dell'amato capo. Prevede che anche in appello la sentenza deve, non può, prevedere il rinvio del pagamento se maggiore ad una certa cifra. In un paese normale alla seconda già andavano tutti a casa: qui siamo arrivati al ventesimo provvedimento e sono sempre lì. Nella mentalità padronale egoistica che si è impadronita del paese è una cosa inconcepibile che si debba pagare perché un giudice disponga una cosa del genere e se a ciò vi aggiungiamo anche quanto emerge dai giornali che hanno pubblicato le intercettazioni l'immagine del belpaese sparisce in una cloaca il cui odore va oltre gli ambiti originari e pervade ormai tutto. E' come una catena di S. Antonio: cerchi qualcosa esce tutto e tutti ne vengono sporcati, anche quelli che a questi li votano. Quanto resisterà la parte sana del paese prima di voltargli le spalle per pensare a ricostruirne ad altro? E la non-opposizione stavolta che farà? Saprà sganciarsi e fare il suo dovere e mestiere o ci sarà ancora una volta l'ennesima anima bella che correrà in soccorso, come già accaduto in passato più e più volte, del padrone per fargli da sponda (forse con il timore che vengano fuori le proprie di magagne?) e aiutarlo nella fatica di sisifo di trasformare il paese a propria immagine e somiglianza...... pensate alla faccia tosta che ahnno questi: chiedono a noi i sacrifici mentre tutelano gli evasori/elusori e combinano i provvedimenti in modo che la piramide sociale venga rovesciata a favore del proprio zoccolo duro: il prossimo governo avrà il suo bel da fare per far passare quei provvedimenti che questo non ha adottato e la protesta sociale che ne conseguirà: mi chiedo con quale autorevolezza possano fare una cosa del genere visto che le mani nella marmellata ce l'hanno messa anche loro? Ingoia amaro Italia: quando si predica bene .......

sabato 25 giugno 2011

.... a proposito di intercettazioni.

Come mai il pdmenoelle e il pdl vanno a braccetto sul ddl sulle intercettazioni? Cosa c'è davvero dietro? E come mai l'opposizione non approfitta delle evidenti schizofrenie della maggioranza (pubblicamente dice delle cose in pvt altre e anche pesanti sia fra loro che riguardo all'amato capo)? Sarà che temono quanto potrebbe venire alla luce: ossia che se cade un perno del sistema nato nel '92 cadono anche tutti gli altri e quindi hanno l'interesse proprio a che il sistema non cambi in direzioni pericolose ... per loro, mica per noi. Si può capire che personaggi comuni debbano essere tutelati dalle invadenze di un grande fratello giudiziario, peraltro a mio parere inesistente, e che quindi c'è la necessità di una legge; ma per personaggi pubblici, inclusi i politici, che hanno fatto dell'immagine un punto di forza perché il privato è politico e quindi fa voti e simpatia la privacy non esiste: soprattutto quando a venir fuori non sono solo aspetti positivi ma anche negativi. Non ci si può lamentare se dossier, campagne giornalistiche ecc. vengano usate contro i nemici da intimidire e distruggere, possano essere armi usate contro di loro: parlando terra terra vale il chi la fa l'aspetti. Vivamo in uan società mediatizzata? Bene ci sono i pro e i contro: per tutti. Invece, pare, che quanto stia emergendo di marcio in questo paese dia noia a qualcuno e terrorizzi altri: quindi via al bavaglio con il placet della non-opposizione. Mi rivolgo agli elettori del pdmenoelle: attenti a dare credito a questi notabili perché vi trovereste nella spiacevole condizione di avallare cose e misteri, per giustificarli, che hanno fatto si che questo paese sia quel pantano nel quaale oggi ci ritroviamo tutti e non è giusto per quella parte, sprezzantemente definita peggiore, che oggi lotta per non affogarvi, La società è stufa e manda segnali: li vogliamo accogliere o no? Abbiamo sempre imitato gli americani nelle cose pegggiori, perchè non imitarli anche in quelle migliori, segnatamente in quelle cose che fanno sì che da un capo di stato fino al politucolo esibizionista debbano dimettersi o dare spiegazioni se mentono o se sono colti in atteggiamenti non consoni con il ruolo che ricoprono!!!

venerdì 13 maggio 2011

dagli applausi alla ritorsione?

E' sicuramente stato un gravissimo errore l'applauso dei confindustriali al rappresentante della Thyssen (e gli altri condannati mi chiedo non avevano diritto alla solidarietà?) ed è stata giusta l'indignazione... ma quest'annuncio della thyssen di voler "ristrutturare" guarda caso proprio la fabbrica italiana mettendola in vendita mi suona di ritorsione bella e buona perché costringerà gli operai, benché forse nessuno lo dirò aprtamente, a "benedire" la sentenza che ha giustamente colpito l'amministrazione tedesca per la morte degli oeprai, innescando una guerra fra poveri che, se questo sospetto fosse confermato, spingerà altre realtà a non cercare giustizia e nemmeno il riconoscimento dei diritti. Passata la buriana potete scommettere che qualche persona perbene (....) dirà proprio questo: visto? Li hanno condannati e loro se ne vanno... quindi, continuerà il nostro, pensateci la prossima volta un pò prima di fare passi che potrebbero portare gli investitori fuori dal paese facendovi perdere il lavoro. Tutto ciò si chiama: ritorsione. Se avessimo orgoglio nazionale, siamo nel 150° ricordatelo, tutti, a partire dal Governo, dovrebbero risvegliare le coscienze e alzarsi come un sol uomo e fare pressione sulla società tedesca, ricordiamolo riconosciuta in primo grado colpevole di omicidio colposo per gli oeprai morti, afffinché riconosca innanzitutto la propria responsabilità (se vogliono il liberismo devono anche accettarne la responsabilità completa e totale delle proprie azioni) poi ritorni sulle proprie decisioni e infine, se non fosse possibile, si preoccupi della sorte degli oeprai che non possono finire in mezzo a una strada. Ma non siamo di questa speme in questo paese: anzi li applaudiamo e anche chi dovrebbe criticarli in passato si è fatto promotore di "liberare" il mercato dal lavoro da "lacci e lacciuoli" posti dalla nostra legislazione, parlo del pdmenoelle se non si fosse capito. Messi così non possiamo certo sperare che governo e partitocrazia si muovano; e nemmeno possiamo sperare che le altre realtà in crisi e le centinaia di migliaia di lavoratori che stanno perdendo il lavoro, o sono in cassa integrazione, rivedano la luce dopo il tunnel della crisi nella quale siamo immersi da almeno tre anni; e mentre il resto del vecchio, è proprio il caso di dirlo, mondo ricomincia a camminare (a spese di grecia, irlanda, portogallo, spagna e forse noi) qui pensiamo solo ad applaudire il "martire" di turno dei magistrati ........ anziché indignarsi per quella che sembra una ritorsione contro il paese che ha osato condannarli!!!!!

venerdì 15 aprile 2011

16 anni e mezzo...

Una svolta epocale, questo aggettivo mi pare quanto mai consono stavolta (e non altre volte che é stato usato pro domo propria da chi annuncia mari e monti per poi partorire solo.... la solita solfa, in quel di Torino. Processo davanti la Corte d'Assise, P.M. il Dr. Guariniello, per la Thyssen: da un minimo di 10 anni a un massimo di 16 e mezzo. Condannati. Si potrebbe dire che giustizia é fatta e i responsabili pagheranno per le loro mancanze e omissioni. I familiari hanno potuto toccare con mano quanto nel nostro paese, quando c'é una sentenza esemplare, i Magistrati, se li lasciano lavorare non si tirano indietro e fanno fino in fondo il loro dovere applicando la legge. Ma i lavoratori da oggi saranno maggiormente garantiti? Il quesito non é secondario perché da quando é entrata in vigore la 626 il potere politico, di qualunque colore politico, si é da subito peritato di svuotarne i contenuti un pezzo alla volta fino a lasciare intonse solo, e non é poco, le responsabilità dei lavoratori ma non quelle degli imprenditori i quali soggiacciono a pene amministrative o talmente lievi che é ridicolo mantenerle nell'ordinamento giuridico. Confesso che mi ha sorpreso la durezza della sentenza in un paese ufficiale che si autoassolve da qualunque misfatto commesso e che commette una delle corporazioni che lo sponsorizza: ecco mi sono stupito della sentenza ed ecco perché mai come ora, proprio sull'onda della schiena dritta che hanno dimostrato questi Magistrati, Costituzione e indipendenza di questo Ordine vanno difese duramente contro qualunque riforma di qualche cosiddetta "lucida" mente possa inventarsi. In questo paese dove l'illegalità e il senso d'impunità sono più diffuse delle auto in circolazione una Magistratura indipendente é una garanzia per tutti, ivi compresi chi si fa fautore della furbizia italica!!!

mercoledì 13 aprile 2011

E' fatta: siamo un paese a giustizia europea.......

C'era un film che mi risale alla mente a vedere cosa hanno approvato in Parlamento: ormai é fatta. Il processo breve, anzi brevissimo (europeo dice l'amato capo), ha fatto il passo che tanto agognava passando lo scoglio della Camera dei Deputati. Quali conseguenze ci saranno? Si stima che migliaia di processi, oltre quelli che interessano al Nostro (e per cui da 17 anni a questa parte si approvano leggi a tambur battente, mentre per tutte le altre cose si aspettano mesi se non anni...... in fondo cosa importa dato che siamo in uno stato corporativo dove chi può si fa spazio e difende i propri interessi e chi non può ha due alternative o si adegua o si rassegna a mettere mano alle tasche anche per l'aria), saranno praticamente morti: per fare solo due esempi uno é quello dei morti del terremoto dell'Aquila e un altro é la strage di Viareggio che rischiano di non partire nemmeno, con gioia degli imputati e disperazione delle vittime che oltre al danno dell'aver perso amici e familiari ricevono anche la beffa della chiusura dei processi senza l'accertamento della verità e senza l'individuazione dei colpevoli!!! La giustizia italiana più che assomigliare a quella europea mi ricorda sempre di più quella degli stati banana dei bei tempi che furono.. e l'ultima normazione approvata non fa che rafforzarmi nella convinzione al punto che non posso non dar ragione al Dr. Caselli che faceva il conto dei livelli di giudizio (Corte d'appello, gup, gip, tribunale della libertà ecc.) e proponeva alcune riforme a costo zero che davvero potevano risolvere la lentezza giudiziaria, senza alcuna compressione dei diritti indivduali, italiana eliminandone qualcuno e ridisegnando la geografia giudiziaria nostrana: in pratica "giocava" sul campo dell'amato capo quando propose l'epocale riforma ben sapendo che era tutto in funzione terza, il salvataggio dello stesso, e non li sfiorava nemmeno l'idea di fare il resto, almeno per ora. E' chiaro che, anche se l'amato capo dovesse trovarsi un buen ritiro e allontanarsi dalla politica, nei progetti del gruppo di potere che ne ha in mano le leve ha la necessità di controllare tutte le istituzioni se vuole perpetuarsi: é impensabile che ci possano essere "poteri indipendenti" che li contrastino quindi che fare? Prima l'impunità sempre e comunque, poi l'assoggettamento e infine il depotenziamento per evitare che in futuro possano sciogliersi dalle catene; e, fra parentesi, non possiamo nemmeno sperare nell'altra sponda: molte delle leggi di cui si sta ora approfittando le hanno fatte proprio loro..... per i comuni mortali cosa rimane? solo la speranza di non aver mai bisogno di dovervi ricorrere perché l'esito é sempre più scontato......

mercoledì 16 marzo 2011

150 anni e li dimostra....

FESTEGGIAMO PURE, MA PERCHE' SIA VERA FESTA INVITO TUTTI A RIFLETTERE SUL MALGOVERNO, LA MALAPOLITICA, LE CRICCHE, LE CASTE, I NOMINATI, I RESPONSABILI, I BUNGA BUNGA, SU COME SI E' GESTITO IL DOPO TERREMOTO IN ABRUZZO, SUGLI SCANDALI, SULLA MALAVITA, SULLE RIFORME SCRITTE DALLA COSIDDETTA SINISTRA NEGLI ANNI RUGGENTI E APPLICATE ALLA LETTERA DALLA DESTRA, SULLO STATO DELL'UNITA' DEL PAESE, SUI PRECARI, SUI CONTRATTI CAPESTRO PROPOSTI DALLA FIAT AI LAVORATORI, SUL LAVORO CHE NON C'E' PIU', SUI GIOVANI SENZA FUTURO, SUI BARONI CHE SONO RIMASTI DOVE SONO, SULLO SVUOTAMENTO DELL STATO PER FAVORIRE GLI AFFARI, SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE CHE LA POLITICA VUOLE PER INGABBIARE LA MAGISTRATURA, E SI POTREBBE CONTINUARE..........



FESTEGGIAMO?



A DOMANI PER IL POST ....... PER STASERA MI FERMO QUI ...... SONO TROPPO INKAZZATO PERCHE' QUELLA CHE DOVREBBE ESSERE UNA FESTA E' DIVENTATA UNO SPOTTONE E BASTA MENTRE NESSUNO RIFLETTE SUI TANTI ANGOLI ANGOLI BUI DELLA NOSTRA STORIA
QUI L'APPELLO DELLA SORELLA DI HAMER, UCCISO DAL SAVOIA, AL PRESIDENTE NAPOLITANO E QUI IL VIDEO.....
BUONA FESTA DELL'UNITA' NAZIONALE

venerdì 11 marzo 2011

Epocale?

Di solito quando si crede che si sta scrivendo la storia tremano i polsi, o si é emozionati o, sapendo di fare la storia, ci si chiede se é davvero questo che serve o non si doveva cambiare qualcosa. Ieri a guardare la conferenza stampa
con la quale si presentava la riforma, definità epocale, costituzionale della Magistratura la sensazione non era nessuna di quelle che ho precedentemente detto ma un altra, per dire un esempio, ossia a me in mente veniva l'immagine del gatto beccato con il sorcio in bocca che sornione si avvia al suo cantuccio per sgranocchiarlo; si proprio questo. Da quanto si dice nella conferenza stampa non ci sono:
maggior finanziamenti per la Giustizia;
non ci sono forniture finalmente bastanti per le Cancellerie;
non ci sono processi di mobilità né concorsi, né altro per far riempire le piante asfittiche dell'organico amministrativo e tecnico;
non si eliminano tutti i burocratismi, leggi garantismi di maniera o di comodo (dato che il vero garantismo é un altro), né si elidono i formalismi;
niente di tutto questo. La riforma si preoccupa di:
dividere, non le funzioni, le carriere;
azione penale non più obbligatoria ma basata su quanto stabilito dalla legge; e dato che le leggi le fanno i politici.......;
si sancisce la responsabilità dei Giudici (già c'era);
si crea il secondo CSM per i PM presieduto dal Capo dello Stato. Tutti e due saranno composti per metà da laici e per metà da togati. Del Csm dei giudici farà parte di diritto il primo presidente della Cassazione, mentre gli altri componenti saranno per metà giudici votati sulla base del sorteggio degli eleggibili (con l'intenzione di frenare il correntismo della magistratura associata) e per metà 'laici' eletti da Parlamento. Nel Csm dei Pm siederà il Pg della Cassazione. E il vicepresidente sarà eletto tra i laici. I componenti elettivi di entrambi i Csm dureranno in carica 4 anni e non saranno più rieleggibili (altro che impedire che i Magistrati facciano politica, qui la politica entra a piedi uniti nella Magistratura con tutti i problemi del caso che si possono creare quando un potere dello Stato ne invade un altro, e mi fermo qui..); naturalmente le attuali prerogative, come i così chiamati "atti di indirizzo politico", vengono proibite e i due CSM saranno solo organi amministrativi o poco più.
Si crea l'Alta Corte di disciplina che sarà divisa in due sezioni: una per i giudici e una per i Pm. I componenti di ogni sezione saranno nominati per metà dal Parlamento in seduta comune e per metà da tutti i giudici e Pm. Il presidente sarà eletto tra i laici così come i vicepresidenti di entrambe le sezioni. Anche nei procedimenti disciplinari sarà assicurato il principio del 'giusto processo'. Contro i provvedimenti della Corte è ammesso ricorso per Cassazione per motivi di legittimità (più o meno quello che faceva la Commissione disciplinare dell'attuale CSM, ora però questa funzione viene staccata e si crea un altro organo ex novo per fare tutto ciò: e i soldi da dove si prendono? Se ci sono tagli orizzontali gli stipendi di quest'organo e il personale dello stesso da dove arriveranno?
La polizia giudiziaria non sarà più a disposizione del Magistrato ma sarà disonibile solo secondo disposizioni di legge; ma scusate finora com'era? La Costituzione attuale cosa sosteneva? Mah .....
I Magistrati onorari potranno fare anche i PM. L'art. 106 sarà cambiato in tal senso per permettere al vero Partito guida del governo, la Lega, di poter dire che arrivano i magistrati eletti dal popolo (no comment);
non si potranno appellare le sentenze di assoluzione. Questo é il vero gioiello dato che qualche anno fa la Corte Costituzinale aveva sonoramente bocciato questo orpello giuridico e ora viene incastonato dentro la "nuova" Costituzione. Ci voleva? Si se hai uno stuolo di avvocati e soldi per pagarli; no se sei un morto di fame. Due giustizie e due piani differenti fra loro e ne vedremo presto le conseguenze quando e se passerà questo "riforma".
il Ministro della Giustizia (...) vedrà aumentati i propri poteri, e anche qui mi fermo perché é evidente la disparità e la mancanza di validi contrappesi di garanzia a fronte di un ceto politico invasivo come un cancro.
oops questa riforma non si applica ai processi in corso: vorrei vedere altrimenti dato che con l'attuale legislazione (processo breve, prescrizione breve, formalismi giudiziari, ecc. ecc.) la quasi certa impunità é assicurata é chiaro che non può valere, forse per chi sostituirà l'attuale, vecchio, ceto dirigente si son volute creare le premesse di future impunità? Potete scommetterci.....
Nello scorrere le priorità che i cittadini danno alle "riforme" da fare la Giustizia era la penultima; altro si chiedeva alla politica e altre dovevano essere le risposte: ma si sa che la magnifica ossessione giudiziaria era prioritaria per l'amato capo e quindi cari cittadini non dobbiamo che sperare nel referendum eventuale nel corso della revisione costituzionale e null'altro per poter mandare un segnale ai sordi politici: soprattutto se pensiamo che questa procedura molto probabilmente non si concluderà prima della fine della legislatura ancora una volta la domanda del "qui prodest" arriva.... ma allora perché? E' così sicuro di vincere le prossime elezioni? Oppure, causa mercato della politica, raggiungerà una maggioranza tale da fare senza il referendum? Oppure cosa ancora? Qui si aprirebbero scenari bui e puramente ipotetici che non voglio nemmeno ipotizzare...... Assume un colore e un sapore diverso la iniziativa del 12 marzo a difesa della Scuola e della Costituzione alla luce di questa "riforma", vero?
qui ripropongo lo spot con il quale questa iniziativa viene promossa in rete e incrociamo le dita che le piazze siano realmente piene, perché altrimenti......................

domenica 6 marzo 2011

Difendiamo la Costituzione? O no...

Ha ragione De Siervo della Corte Costituzionale: la Costituzione non si difende da sola, sono i cittadini a doverla difendere. E' la carta fondamentale nella quale tutti condividono alcuni valori base e vi si riconoscono e se c'é qualcuno che vuole riformarla altro non c'é che seguire le forme previste da essa. Quando non é così, e quando é per qualcun un ostacolo, allora si hanno le cosiddette rotture costituzionali: e noi con la nostra abbiamo addirittura creato una particolare forma di carta, quella materiale ossia la parte che, per prassi consolidata o per uso comune, si fa funzionare reinterpretandola se non aggiungendovi o togliendovi articoli e commi. In questo paese fin dalla sua nascita nel 1860, allora c'era lo Statuto, si é fatto un uso della Carta fondamentale pro domo propria a seconda di chi ci fosse al potere e di come riusciva a farsi seguire dai cittadini: il fascismo ad esempio non abrogò mai lo Statuto ma ne interpretò alcune norme per disapplicarla completamente attuando una rottura costituzionale in frode di essa. Anche nel secondo dopoguerra, con la Costituzione democratica, é avvenuto lo stesso processo: dopo la sua approvazione si ruppe il fronte antifascista, e per avere i fondi americani (in base anche agli accordi di Yalta che prevedevano che il nostro paese fosse nella sfera d'influenza americana) del piano marshall, e la DC ascese al potere creando quel sistema di potere che é durato fino al '92 (sotto varie forme e con varie formule politiche); dopo la caduta del Muro di Berlino é vero che tutto é cambiato: la sinistra si é innamorata del liberismo; la destra fascista é praticamente sparita; il populismo é rinato sotto forma del partito di plastica del one man party (one man che ha mille magagne da risolvere per se stessoe non ha tempo per pensare anoi comuni mortali), abbiamo al governo un partito potenzialmente secessionista e con tendenze razziste, vi basta? Proprio per i problemi che ha il vertice politico che oggi governa s'impone da parte di esso: non solo la sottomissione della Magistratura ai voleri della maggioranza; non solo l'eliminazione di qualunque vincolo di solidarietà sociale e politico; non solo il superamento del regionalismo solidale; non solo la legge uguale per tutti, mai stata; non solo l'eliminazione di qualunque strumento d'indagine "invasivo" per trovare le prove; non l'assoggettamento della polizia giudiziaria e del pm al potere politico; ma anche la modifica in profondità della Costituzione stessa, fin dai suoi principi base; sennò é la fine ... per lui soprattutto e per tutto il sistema da lui creato e che grazie a lui continua a parassitare il paese, sopravvivendo a se stesso. CSM; Corte Costituzionale, manifestazione del pensiero, libertà di stampa, separazione dei poteri, Riforma penale, proprietà privata e iniziativa economica, Scuola pubblica per tutti e privata senza oneri per lo Stato; Sanità gratuita, o quasi, uguale per tutti; progressività nella tassazione e base imponibile allargata; ecc. sono tutti principi cardini di civiltà della Costituzione italiana e senza di essi questo paese scivolerà verso un peronismo di ritorno sempre più becero e populista che non potrà che aggravare la già esistente crisi sociale e politica che abbiamo sotto gli occhi. Non vale, a mio parere, l'obiezione che essa é "vecchia" perché ce ne sono di alcune che sono ultracentenarie e sono tuttora in salute; non vale nemmeno il retropensiero che essa avrebeb elementi non democratici: essa fu il frutto dell'incontro di ben tre culture politiche e giuridiche e proprio quest'incontro esaltò le garanzie che essa poneva non solo ai cittadini ma pure ai politici proprio. Tutto ciò non può esser ritenuto obsoleto: un sistema sociale e politico non può non avere pesi e contrappesi: senza non saremmo in un paese democratico ma in un far west dove solo il più forte sopravvive e ciò é lontano anni luce dalla costruzione dei padri costituenti. Ecco perché questa Carta dev'essere difesa dagli attacchi perché essa rappresenta, ormai, quel piccolo pezzetto di libertà che ci é rimasto senza il quale vivere democraticamente in una società é solo un ricordo, un bel ricordo.... svegliatevi perché siamo proprio a quel piccolo pezzetto.....

sabato 5 marzo 2011

L'incubo....

B. ha un incubo ricorrente: andare sotto processo e contemporaneamente perdere le elezioni proprio quando era ad un passo dal salvarsi definitivamente. Che l'aria stesse cambiando lo si può percepire da molte cose, ma la cosa che fa scattare campanelli d'allarme per Lui sono i sondaggi: l'ultimo (....), poi, è da urlo perché da il pdmenoelle e alleati di una spanna più in alto con l'odiato/temuto Terzo Polo che fa da ago della bilancia .... immagino il colpo che dev'essergli venuto perché come sempre accade i soldi non fanno tutto e non ci si può comprare sempre tutto e tutti. Il vero punto interrogativo saranno gli indecisi che navigano al 42% e saranno loro che decideranno le sorti delle elezioni. Ecco spiegata quindi la necessità per B. di dover continuare imperterrito la legislatura almeno finché non saranno decise le sorti dei processi e delle "riforme" che si é proposto di fare, ivi compresa quella costituzionale, sulla Giustizia. Ora il punto non é tanto che B. faccia il suo percorso ma quanto le cosiddette opposizioni facciano per andarci prima possibile: poco o nulla perché al loro interno troppe sono le differenziazioni al suo interno, troppi gli interessi percostituiti, troppe le gelosie, e soprattutto troppo il terrore che la parte sinistra possa sopraffare il pdmenoelle e farla da padrone con i propri candidati e leader; ciò fa paura ai vari notabili e ha già scatenato una guerra intestina senza esclusione di colpi e di sproloqui che mirano a spiazzare la cosiddetta alleanza anti B. favorendo proprio la controparte: come leggere le varie interviste fatte negli ultimi tempi da personaggi di questa parrocchia che oggettivamente facevano il gioco dell'avversario se non come un tentare di sparigliare le carte nella propria parte politica? Insomma quello che noi cittadini che di questo regime non ne possiamo più mai come ora dovremo stare attenti nel "donare", in eventuali prossime elezioni, il nostro voto perché mai come ora esso sarà determinante per il futuro: se non capiamo che il pdmenoelle come coacervo e utile controparte del pdl dev'essere ridotto, come forza elettorale, il più possibile rischiamo di ritrovarci in un enorme problema perché daremmo la stura alla stessa situazione che vivemmo con il Prodi bis che dopo appena due anni ci rimise le penne ...... o si cambia davvero oppure é meglio andare realmente tutti a casa a fare altro perché sarebbe il segnale che siamo incapaci realmente di essere un popolo maturo e occidentale e ci meritiamo tutto quello che poi accadrà!!

mercoledì 16 febbraio 2011

(Lui) non è preoccupato.....

L'ha detto oggi in una conferenza stampa a 24 ore dalla decisione del GIP milanese (immagino nel frattempo le sfuriate e le riunioni fiume con la corte); e ha fatto di tutto per dimostrarlo: sereno, sorridente, battutista senza naturalmente perdere di vista il "programma", l'ennesimo, lanciato per rilanciare il paese a ritmi "cinesi"... come non si é ancora capito e i provvedimenti approvati finora non lo fanno capire, milleproproghe compreso, perché di tutte le misure prese quali daranno l'impulso al paese non ci si arriva a vederle (forse qualche mago ci potrebbe illuminare?). In tutti i paesi i leader si ostinano a darsi da fare per trovare un bandolo della matassa che sia il giusto mezzo per sollevare l'economia; in tutti i paesi tranne il nostro dove invece pare che addirittura la matassa non esista nemmeno: poi se se la sono venduta, regalata, occultata o chissà cosa lo capiremo in seguito .... quando sarà troppo tardi, per noi soprattutto (Giolitti impallidisce al riguardo). Naturalmente fra le riforme "da scossa" c'é sempre la Giustizia in primis: che c'azzecchi con la ripresa non si riesce a capire con tutta la buona volontà ma il nostro Q.I. si sa é basso e non siamo nemmeno pagati per pensare mentre loro, e lui, si.. quindi ci adeguiamo pur senza non capirci nulla: potremmo dire nulla di nuovo sotto al sole ma se non fosse che sempre maggiori parti di nostri concittadini si stanno sempre di più impoverendo (avete fatto caso a quanti pensionati, operai, dipendenti, disoccupati ecc. la mattina fuori dai mercati rovistano fra gli scarti o si affacciano alle Charitas per mangiare o ricevere un qualche aiuto? Si? No?) vorremmo quasi credergli per l'ottimismo che si sforza di mostrare..... o aveva ragione Draghi a dire che basterebbe far pagare il 50% delle tasse evase per trovarci nelle condizioni della Germania? Nel dubbio rassegnamoci ad assistere all'ennesima tragicommedia che vede l'amato Capo al centro di una guerra fra chi vuole, o meglio vorrebbe, applicare la legge (uguale ancora per tutti?) e chi invece ha scommesso su di Lui per fare i propri interessi e salvaguardarsi il proprio scranno (anche in questo non vedo grandi lontananze fra pdl e pdmenoelle nonostante i proclami di secondi) ricevuto per nomina (meritata per cosa ancora non é completamente chiaro) e non per scelta dei cittadini..... personalmente non mi meraviglia nemmeno la Lega che sempre di più si lascia avviluppare dalla ragnatela pidiellina mentre gli sventolano davanti la carota federalista (loro obiettivo finale sempre più irrangiungibile, anzi a questo punto comincio a credere che nemmeno realmente lo vogliano..) promessa che ora passerà in secondo piano rispetto ai problemi del Capo (vera emergenza nazionale ... per Lui): la base leghista che ne pensa? E' ancora disposta a turarsi il naso? Quanto gli costerà in termini elettorali quest'abbraccio? E' vero che hanno delle opposizioni pressoché incapaci ma la gente, cui era stato promesso ben altro, quanto pensano ancora che si bevano tutto il calice che hanno davanti? Si rendono conto che la corda che hanno contribuito, per proprio calcolo politico, a tendere si sta spezzando e il colpo rischia di travolgere proprio coloro che l'hanno spezzata o aiutato a farlo? Parafrasando una celebre frase di tempi rivoluzionari: attenzione che la guardia si sta stancando......
..... E ORA SCUSATE, SE NON PASSO PER I BLOG VOSTRI, MA VADO CON L'ALLEGRA FAMIGLIOLA A GODERMI LA PERFORMANCE DI MARCO PAOLINI, A CARRARA, "IT IS GALILEO"!!!!!!!

lunedì 8 novembre 2010

Preparate il salvagente...

Tutti abbiamo sentito Fini: ha dato un (pen)ultimatum al Capo: ora deve darvi seguito e ritirare la delegazione dal Governo. I tatticismi con il partito dell'amore non servono anzi ne fanno il gioco e fanno "sospettare" (giustamente) ai cittadini che non si miri ad altro che a prenderne la poltrona (magari dandogli il contentino del "salvavita" o la Presidenza della Repubblica, e quindi il senatorato a vita, dove fa meno danni) scaldandola per il vero futuro Capo .... Montezemolo? Intanto perché il paese é fermo e si vede (quindi urgono interventi urgenti), ma soprattutto perché il vizio di cercare consensi questa maggioranza, compresi i finiani, ce l'hanno ancora: oggi ad esempio al forum delle famiglie (che secondo i giornali di "famiglia" non contava nulla) molti esponenti vi hanno presenziato e sostenuto che i soldi vanno dati solo alle famiglie "ufficiali" e non alle altre (le gerarchie ecclesiastiche gongoleranno) e quasi metà del paese (ivi compresi i tanti separati opportunisti che ne parlano) ne resta fuori: famiglie di fatto, omosessuali, ecc.... E' solo una mossa per rinsaldare le truppe in vista del voto, sia chiaro, e null'altro e sono stati costretti anche a "precisare" perché buona parte del loro stesso elettorato non sarebbe stato d'accordo ma intanto il sasso é stato gettato, l'attenzione dal Capo (che non ci é andato per ovvi motivi), e dai suoi "casini", é stata sviata e la gente (si spera di no ma sicuramente é così) pensa già ad altro ossia a quelle piccole cose reali (da cui i politici tutti sono lontani anni luce) che si chiamano: campare, pagare bollette, ecc. perché, vedete, se anche liberaldemocratici , leggasi liberisti e non "comunisti" come qualcuno vorrebbe far credere, come Bill Emmott, ex direttore dell'Economist, nel suo libro "Forza, Italia" trae le somme della sua analisi (che condivido anche se non ne condivido la prognosi) indicando quali sono i veri problemi che stanno affogando il paese (innanzitutto questa maggioranza e la classe dirigente falsamente riformatrice sia del pd che del pdl) Lavoro ossia Legge Elettorale, Giustizia, Concorrenza, Conoscenza mette il dito nella piaga di quanto siamo noi stessi la causa del male che ci attanaglia: preferiamo vivacchiare anziché navigare diventando preda di coloro che da quasi 15 anni ci stanno levando anche l'aria.

domenica 23 maggio 2010

e se lo dicono anche gli americani...

E' diventato un "caso" internazionale il ddl sulle intercettazioni: gli americani stessi, noti comunisti, dicono e non a mezza voce che le intercettazioni sono fondamentali nelle indagini. Naturalmente qui si sono affannati a dire che si sbagliano che tutto quello che non si vuole è lo stato di polizia (perchè cosa stanno gestendo ora, una cooperativa?) e che si vuole "solo" salvaguardare la privacy dei cittadini: vi rendete conto che si nascondono dietro parole vuote? Noi saremmo vessati? Chi non ha nulla da nascondere non ha nemmeno timore che possa essere intercettato chi si allora ha più che da temere: infatti stanno cambiando la legge. Dopo tutte le altre ora manca anche sto tassello e il quadro è quasi completo (manca l'immunità assoluta e poi siamo a posto, ma ci stanno lavorando) menrte la cornice può aspettare ancora un pò infatti la Costituzione devono cambiarla ma devono avere il consenso del fantasma del natale passato, ossia l'opposizione, che dia l'assenso ... forse al prossimo segretario del PD o chissà al prossimo scandalo locale: non mancheranno occasioni. Il tutto mentre il paese è sotto controllo della UE e mentre la crisi continua a mordere il lavoro e i diritti e mentre l'evasione continua a crescere e mentre c'è chi da noi da noi si sta arricchendo oscenamente: basta guardare i listini di borsa e l'andamento mercataro per capire di chi si parla e basta capire che a loro (parlo delle varie corporazioni e caste che sono nate e cresciute nel nostro paese) non importa realmente nulla se non per le cose essenziali: tanto basta dichiarare che non metteranno le mani nelle nostre tasche ed è vero ma è anche vero che faranno in modo che saranno altri a farlo perchè costretti.

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