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sabato 24 marzo 2018

Fico alla Camera e Casellati al Senato: chi vince, chi perde

Fonte (ne condivido in toto il pensiero): Il Fatto Quotidiano Politica | 24 marzo 2018

Roberto Fico Presidente della Camera e Maria Elisabetta Alberti Casellati Presidente del Senato. Qualche considerazione.
M5S. Ottiene la Presidenza della Camera, e ci mancherebbe altro con quel 32% lì. Il discorso di Fico è stato efficace e passionale: ha detto cose più condivisibili lui in 5 minuti che la Boldrini in 5 anni. Un discorso più da leader di opposizione che da Presidente della Camera, ma non ho dubbi che d’ora in poi saprà essere istituzionale come il ruolo che richiede. Non è portato per la tivù, ma è persona intelligente e preparata. La vera vittoria del Movimento è stata però avere imposto al centrodestra la defenestrazione dell’indigeribile Romani (anche se pure la Casellati non è esattamente Madre Teresa: rileggetevi cosa scrisse Gian Antonio Stella nel 2005 sul Corriere). C’è comunque poco tempo per gioire: il difficile, per Di Maio e per i suoi, arriva adesso.
Lega. Chi pensa che Salvini sia un coglione, non ha capito nulla di Salvini. Il ragazzo è scaltro, vispo, furbino e tutto fuorché scemo. Salvini è un Renzi che ce l’ha fatta. Ha messo – finalmente – le palle sul tavolo per dire a Berlusconi che il leader è lui. La “mossa Bernini”, che sarebbe stata peraltro molto meglio della Casellati al Senato, è servita a questo: “Silvio, vola basso che se alzi troppo la cresta andiamo al voto e a fatica raggiungi il 10”. Il centrodestra sta cambiando e si sta svecchiando. Se poi in meglio non so, ma di fatto chiunque può essere meglio di Berlusconi e Gasparri.
Forza Italia. Ha vinto, ma ha perso. La legislatura è appena cominciata e i forzitalioti sembrano già bolliti. Appartenenti a un’altra era geologica. Ottengono la Casellati e tamponano la falla-divisione nel centrodestra, ma i rapporti interni sono già logori. Quasi tutto, in Forza Italia, ha aria di muffa. E di caricaturale. Pensate a Sgarbi, che è già caricaturale di suo: ieri neanche ha fatto in tempo a (ri)entrare in Aula che si è subito fatto cacciare da Giachetti. Ora: se ti fa il culo Mazinga è un conto, ma se ti fai metter sotto da Giachetti sei davvero l’erede stitico del Poro Schifoso.
Forza Italia Bis. Attenti, però: quando Berlusconi sta per cadere, diventa ancora più cattivo. Farà di tutto per vendicarsi. E spingere Salvini (e Meloni) dall’allievo ripetente Renzi.
Pd. Marginali come José Mari nella storia del Milan. Anzi di più, perché José Mari almeno 5 gol in tre anni li fece.
Renzi. Vederlo al Senato (che diceva di voler cancellare) gonfio come una zampogna e col sorriso tiratissimo di chi ieri si sentiva Giulio Cesare e oggi il Poro Asciugamano, è stato emblematico. E anche – diciamolo – un po’ liberatorio. Speriamo duri (ma non ci giurerei).
E ora? Molti giornaloni, adesso, ripartiranno con la litania dell’ “accordo sicuro” tra M5S e Lega. Secondo quest’ottica, funzionale al Pd perché atta a far credere che Di Maio in realtà sia Goebbels e la Taverna Eva Braun, l’accordo su Camera e Senato sarebbe prodromico a un’alleanza di governo. Credo, al contrario, che non c’entri nulla. Nella storia della Repubblica Italiana le presidenze di Camera e Senato sono sempre andate alla maggioranza, tranne che nel periodo 1979-1994, quando la Dc (dopo la “non sfiducia” del ’76 e la solidarietà nazionale) “concesse” la Camera al Pci. Il quale, da solo, aveva percentuali non distanti da tutto il centrodestra attuale e sideralmente superiori al centrosinistra attuale: non si poteva tener fuori. In più, responsabilizzandolo con incarichi così importanti, la Dc sperava di “istituzionalizzarlo“. Altri tempi e altri contesti: oggi non poteva andare che così. Ma per il governo sarà tutta un’altra storia. E lunedì, sul Fatto, ve lo spiegherò meglio.
Politica | 24 marzo 2018

martedì 13 ottobre 2015

e riforme furono...

come da P(2)rogramma sono arrivate a buon fine. L'ultima speranza sono gli elettori perchè questo Parlamento non legittimato, sentenza Corte Costituzionale, alla fine "LA" riforma che più interessava a chi pensa al, proprio, futuro l'ha fatta: il Senato è solo un parcheggio eletto dalle Regioni; la Camera avrà un incremento di poteri ma con l'italicum sarà appannaggio del Partito della Nazione di prossima costituzione mentre le opposizioni si acconteteranno degli strapuntini e poc'altro: 5 Stelle compresi che, con grande gioia dei media e dei commentatori, avranno un ruolo poco più di testimonianza o poc'altro: ma il capo del governo cosa ci guadagna di suo? Semplice: prima del 2018 non si vota e quindi può continuare a imperversare usando come meglio gli aggrada il giocattolino che gli hanno consegnato senza nemmeno farlo eleggere.... anche questo come da programma.
Sia chiaro il suk che è oggi diventata la politica non mi piace; né mi piace l'arroganza del potere e di come ha corrotto le istituzioni negli ultimi 30 anni; non mi piace l'adesione, senz'alcuna espressione della volontà popolare, a trattati autolesionistici che fanno danni e, soprattutto, non mi piace quello che tutto quanto sopra ha fatto diventare il paese reale: un coacervo di interessi particolari e individuali in perenne conflitto fra loro mentre appena sopra di loro un altra società, parassitaria, ne sfrutta la debolezza per autoperpetuarsi e mettere più distanza possibile fra essa e il mondo reale.... tornare indietro a sto punto si può? Ne dubito: è molto più facile prendere atto del processo completato e cercare di governarlo nel senso democratico perchè l'alternativa è uno Stato simile all'ultima evoluzione di quello nordamericano dove per nominare un capo dello stato bastano appena 50 mln di persone, che peraltro si devono iscrivere per votarlo, su oltre 250.. se questa vi sembra democrazia.
Ora il punto è: questo paese merita o no quest'ulteriore schiaffo alla propria storia? Siamo pronti o meno a diventare quel paese che voleva che diventassimo il potere oscuro di cui la P2 fu solo un emanazione?

lunedì 4 agosto 2014

A tutta ...... retromarcia

Ben sapendo che le elezioni sono alquanto improbabili.... il governo della rinascita, offrendo il petto al nemico e alla malasorte, corre avanti nel processo di riforme e di riforme delle riforme: manca solo la riforma degli 80 che devono essere restituiti e il quadro è perfetto; già non lo ampliano ma tengono a stento per quelli che li hanno avuti.. essendoseli presi con gli interessi attraverso i mille rivoli della tassazione italica.
Ma si diceva: il governo corre...... mica corre per capire dove portare il paese ma corre verso quello che è la creazione surrettizia di una repubblica e di una carta costituzionale che "rispondano alle mutate esigenze dei mercati" e delle oligarchie nazionali ansiose di rendersi immuni: ricordate la fattoria degli animali di G. Orwell? Tutti gli animali sono eguali.....  I maiali sono più uguali degli altri... profetico nel nostro caso. Proprio oggi hanno non solo varato un organo deliberante di secondo livello, il Senato (bastava ripristinare i quattro anni com'era all'origine nella nostra Costituzione), ma anche l'immunità: in poche parole il Senato diventerà il luogo dove saranno parcheggiati tutti coloro che hanno qualche probema? Vista la storia degli ultimi 30 anni, scommetteteci pure.
Perfino la Lega s'è chiamata fuori, non partecipando al voto. M5S ha fatto tutto quello che l'opposizione vera poteva fare.... i vari cespugli della sinistra dov'erano? Si hanno minacciato, stracciatisi le vesti, ecc. ma alla fine? Bè alla fine che fanno? Si spaccano.. se ci poteva mai essere una prova della inutilità di una sinistra che non è tale ma solo espressione di qualcuno che coltiva non solo un proprio orticello ma pure amicizie inopportune (il caso ilva sinegna) ora non può esserci smentita.
Ma come si fa a non capire che in questo paese si sta creando, come prima del fascismo (in frode dello Statuto Albertino), un simulacro di democrazia che non è tle ma solo una parola dove due persone si divideranno il potere? Due... non 630.
Il paese tace...... come allora. Spero solo che non ci voglia una terza guerra mondiale e un repentino cambio di campo da parte italica per ricostruire di nuovo quel paese che fu l'italia, sulla carta.... nemmeno chi di solito monita: ci sarà un motivo?

venerdì 18 luglio 2014

Assolto...

Eccole le riforme..... con la legge monti, si proprio lui, essendo dimezzata la prescrizione si viene assolti: accadde per le coop e oggi è accaduto per mr. B.
 
gioiscono i suoi sostenitori; gioisce anche chi ha qualche pendenza in quel della toscana; gioisce il comitato d'affari interpartitico che sovvenziona tav, expò, ecc.; gioiscono tutti.... tranne il paese reale che anzichè vedere i nominati andare a casa e arrivare chi dovrebbe risollevare le sue sorti vede solo la metastasi diffondersi e dalla disperazione passa alla rassegnazione.
Chi dovrebbe monitare perchè tace?
Perchè non si elevano proteste?
Perchè l'unica cosa che si dice sui media è che M5S ha rovesciato il tavolo?
Perchè alla fine le riforme si stanno risolvendo solo nel creare un Senato di delegati, magari anche indagati, nominati dalla regioni e dai prtiti che li governano?
E' solo casuale che alla Procura di Milano ci sia uno scontro senza precedenti che riguarda i Magistrati finora sovraesposti?
Perchè queste "riforme" riguardano solo alcuni e non tutti i cittadini?
Si rendono conto che da oggi chi ha rapporti co una minorenne è legittimato ad averli... o bisogna avere, come dire, il giusto blasone per uscirne impuniti?
E per gli italiani cosa conta di più? Vedere un ritorno e uscire dai problemi nei quali gli stessi che oggi gioiscono c'hanno cacciato?
Brutto giorno per questo paese questo....
 

giovedì 26 giugno 2014

mercoledì 27 novembre 2013

Via uno... ora tocca agli altri.

Pensate che sia finita? Macchè, se n'è andato il simbolo ma il sistema di potere rimane tutto lì, ancora...... in Parlamento. Sia nella sua area che nel fino a ieri suo alleato sono ancora lì chi bene o male ne è ancora un emulo: i berlusconiani di destra e di sinistra sono ancora lì sugli scranni; trovo significativo che un onorevole del PD (sempre più MENOELLE) abbia dichiarato che in un paese normale il processo del decaduto sarebbe stato rifatto: a me risulta che in un paese normale ci si dimette per aver solo coipiato una tesi, immaginiamoci poi per una condanna definitiva.
Detto ciò. A bocce ferme stamani scrivevo questo su facebook:
"oggi si vota la decadenza di mr. B, si chiude forse un epoca? No, perchè anche se è vero che il simbolo di questo ventennio, forse (perchè non è ancora certo) ci farà il piacere di andarsene sul "sunset boulevard" della storia, come molti s'illudono che sarà, la questione non è chiusa, perchè? Perchè non abbiamo fatto i conti con il nostro intimo mr. B, quello nascosto nelle nostre coscienze, nelle nostre menti, nei nostri cuori; quello che ci ha resi indifferenti alla sorte altrui, egoisti, individualisti e soprattutto ha messo in luce quelle radici marce su cui si è fondata la nascita, 150 anni fa, della nostra nazione: radici marce che hanno avvelenato la nostra storia e impedito che diventassimo una democrazia matura. Accadde nel 1860; accadde dopo il fascismo; accadrà oggi e accadrà nel nostro immediato futuro..... ci auto-assolveremo in nome del motto "italiani brava gente" e faremo finta di non aver partecipato allata tavola imbandita, ci toccavano le briciole, e faremo finta di non aver evaso le tasse, anche solo per pochi cent, faremo finta di non aver votato per il suo partito e di non aver votato per la versione "di sinistra" del berlusconismo, ossia il pd. Faremo anche finta di non essere entrati in europa non avendone titolo nè diritto e, infine, faremo finta di ..... non essere noi che abbiamo eletto, a tutti i livelli, pesonaggi, di tutti i partiti, che altrove non avrebbero nemmeno messo a vendere noccioline e pop corn negli stadi.... insomma anzichè fare un salto culturale e processarci per gli errori commessi, noi cif aremo da giudice e da prete dandoci una pacca sulla spalla e auto-assolvendoci da tutti i peccati. Quanto può durare un paese con queste premesse? ditemelo voi...." più chiaro di così non servono altri commenti credo.
Ora però vi dovrete sorbire due cosine storiche:



  1. il discorso di Paola Taverna del M5S che fa l'elenco dei tanti "problemi dell'amato capo, eccolo....


    nulla da aggiungere, vero?
  2. una parte del comizio dell'amato capo in piazza


    anche qui... bè fate voi.
  3. infine ho trovato questo articoletto sul Fatto Quotidiano del 27/11/2013 che trovo illuminante per chiarezza e anche ..... perchè dice le stesse cose che dico io ma con maggiore autorevolezza..
il Berlusconi che è in noi
di Domenico Valter Rizzo
Berlusconi non è più parlamentare. Tra non molto andrà a scontare la sua pena ai servizi sociali e, verosimilmente, nei prossimi mesi, senza più l’usbergo dell’immunità, dovrà fare i conti con situazioni piuttosto complicate che potrebbero arrivare da più di una Procura.
Il ventennio, nella sua personificazione, finisce dunque qui e finisce in una smobilitazione generale dominata dalla depressione, un cupio dissolvi, nel quale si intrecciano minacce e starlette, signore ingioiellate e pensionati imbolsiti, figuranti e uomini chiamati a far da scorta a personaggi in cerca di autore. Finisce con l’immancabile defezione dei “traditori”, badogliani li chiamerebbe un nostalgico dell’altro ventennio, che abbandonano la nave che affonda prima di bagnarsi i piedi.
Berlusconi finisce nel pieno del suo stile. Vorrebbe essere tragico ma inevitabilmente diventa macchietta. La situazione si prestava ad una prova di forza, quanto meno di forza mediatica. Invece no, è rovinata se non nella farsa, quanto meno nell’operetta. Berlusconi ha fatto un discorso tremolante, patetico, ha sciorinato il solito repertorio di menzogne e battute ad effetto davanti ad una sparuta pattuglia di sostenitori ingigantita dalle riprese in campo stretto delle reti televisive. Se ve ne fosse stato ancora bisogno, ha mostrato ancora una volta la sua pochezza politica ed umana. E viene inevitabile pensare come abbia fatto – se non grazie alla scarsa levatura degli avversari e ad una oggettiva immoralità diffusa – un personaggio di tal fatta a tenere in scacco un Paese per un tempo così lungo.
Ma la sua caduta, perché di caduta si tratta con buona pace dei commentatori che ancora indicano un ruolo per questo personaggio, impone una riflessione sul Paese. Non mi interessa tentare analisi sul futuro. Vivendo vedremo. Mi interessa invece ragionare sulla fine, perché la fine di un personaggio come Berlusconi ci racconta un po’ noi stessi, ci narra la condizione morale di questo Paese.
Ripensiamo ad altre cadute viste nello secolo scorso. Berlusconi non ha la tragicità disperata del Mussolini al teatro Lirico di Milano. Anche quello era un discorso che certificava una sconfitta proprio nel suo ostinarsi pervicacemente nel negarla. Berlusconi fa lo stesso, ma se Mussolini faceva orrore – un orrore tragico che in breve sarebbe ricaduto sullo stesso dittatore a Giulino di Mezzegra – Berlusconi sinceramente desta disinteresse. Annoia.
La sua uscita non ha neppure la tensione, ma voglio anche dire la dignità di Craxi sommerso dalle monete e dagli sputi davanti al Raphael. Craxi si accollerà l’esilio (sarebbe tecnicamente più corretto dire la latitanza a vita), ma pronuncerà un ultimo pesantissimo discorso sfidando un’aula che sembrava la Convenzione della rivoluzione francese. La sua sfida, con argomenti inaccettabili, fu comunque un atto di dignità politica. Di affermazione di una responsabilità.
Questo avveniva non perché un uomo come Craxi fosse un gigante della politica, ma perché il Paese, nei tragici mesi del ’45 e in quelli drammatici di Tangentopoli imponeva una diversa condizione. Eravamo noi ad essere diversi.
Oggi Berlusconi ci propone una sorta di Drive In della politica e tutto finisce in vacca. Lo fa perché il suo modo di fare, la sua uscita, è quello che il pubblico oggi è pronto a vedere. Immaginiamo le frasi, l’atteggiamento assunto da Berlusconi in un tempo diverso. Il Paese non lo avrebbe tollerato. Non avrebbe tollerato nulla di quello che ci ha propinato questo personaggio. Invece l’Italia di oggi si identifica in un personaggio che ne è stato, e in larga misura ne è ancora, specchio e al tempo stesso modello.
Finisce Berlusconi e finisce non in tragedia, ma in pochade. Quello che non finisce è il berlusconismo, inteso come modello, come modo di pensare, come rapporto di sudditanza tra gli italiani e il potere. La fine di ogni forma di partecipazione politica, di ogni dibattito, di ogni forma di democrazia diffusa, oggi non è incarnata da un caudillo morente, ma è incarnata dal modello di politica che si è ormai imposto e del quale Berlusconi è stato al tempo stesso simbolo, artefice e strumento. Una visone distorta della democrazia con caratteristiche plebiscitarie, basata sul cesarismo ha ormai pervaso non solo la destra, ma anche e soprattutto il centro sinistra per non dire del M5S. Ormai non ci si divide su una visone del mondo, su un’idea di Paese, ma sull’identificazione personale con il leader.
Un sistema che rispecchia un profondissimo deficit culturale, una scarsissima disponibilità di idee o progetti da parte di una classe dirigente nel migliore dei casi mediocre ed improvvisata che aspira a nascondere tale mediocrità dietro il carisma di un leader. La gestione concreta delegata a personale tecnico “prestato alla politica” che privo di una visone politica e strategica, ma soprattutto di una scala valoriale, gestisce il Paese in modo meccanico, con una logica da ragioniere, con la politica ridotta solo alla mera gestione del potere personale e di una sempre più larga e diffusa corruzione.
Questa è l’eredità che ci lascia Berlusconi. Non comprendo chi stasera festeggia e inneggia ad una liberazione che sinceramente non riesco a vedere. L’orizzonte è fosco e la caduta di Berlusconi e della sua corte dei miracoli ci lascia infetti e senza difese contro il morbo che ci domina.
Felice serata e, spero, serena notte a tutti

sabato 16 marzo 2013

li habemus anche noi

ne habemus due, ne mancano altri due ma ci si sta lavorando...


laura boldrini
non devo certo presentarla io; la terza donna che, in tutta la storia repubblicana, presiederà la terza carica dello Stato e con pieno merito: é una degna persona per una tal carica e una donna che é sempre stata in prima linea nella quotidiana guerra per aiutare i rifugiati. Una scelta migliore non poteva esser fatta a mio parere, nulla da dire e stavolta secondo me, anche se non ce n'era bisogno perché il il pd non ne aveva bisogno, M5S poteva comunque dare un segnale senza per questo contaminarsi con la partitocrazia...

diverso discorso va fatto per quanto riguarda Pietro Grasso. Qui l'esito era incerto, e il personaggio, anche se importante figura della lotta istituzionale alle mafie, da adito a critiche,  di cui, una, fortissima é quella del fratello di Borsellino che gliene ha dette di tutti i colori.... (tipo quella che il governo della destra populista aveva dato un grosso contributo alla succitata lotta), dicevo qui il personaggio é più controverso e non é un caso che M5S ha faticato e si é trovato nelle peste: alla fine libertà di coscienza, tutto pur di non far votare l'altro molto meno presentabile, ma molto meno... qui siamo al male minore, ma tutto fa...

Che dire.
Per "la" Presidente nessun dubbio, andava votata; mi piace la sua storia, mi é piaciuto il suo discorso e mi son piaciuti i suoi riferimenti agli argomenti che gli stavano a cuore come stanno a cuore a me e spero a molti: donne, rifugiati, esodati ecc. nulla da dire ha le idee chiare e se ce ne sarà il tempo credo che il sarà un Presidente che lascerà la sua impronta ne ha le qualità e le capacità di esser pari alle due donne che l'hanno preceduta......
Per l'altro Presidente, seconda carica dello Stato, personalmente non avrei mollato: avrei tenuto duro e stretto i denti, anche a costo di far eleggere altri perché é si uomo delle istituzioni ed é anche meno coinvolto di altri nella partitocrazia ma alcune sue dichiarazioni del passato, di cui ne cito più su una a titolo di esempio, hanno lasciato il segno: devo dire che nel suo di discorso ha detto cose interessanti e fatto riferimenti importanti (teresa Mattei in primis.. chi é? leggete su wikipedia; la moglie dell'agente della scorta, ne ho un ricordo straziante, che in quella chiesa disse cose pesantissime non solo ai mafiosi, e ci andò leggera ... io avrei detto altro, ma anche sullo Stato, ricordate? "lo Stato ..... lo stato e un sospiro" disse tutto.. giudizio, condanna senz'appello nulla da aggiungere; soprattutto perché é venuto fuori che ci fu una trattativa fra Stato e mafia e che le opposizioni sapevano e non la denunciarono come avrebebro dovuto per salvare qualche dc compromesso il cui prezzo fu la morte prima di Falcone e poi, l'agnello sacrificale, Borsellino) nonché fortemente vive nella memoria della gente.. di quella gente che non ha memoria, però... la linea Bersani ha vinto: se non si sta attenti qui si ricrea lo stesso schema del primo decennio del 2000 ossia il pd al centro, allora si chiamava ulivo, e (in nome di una malintesa ragion di stato, la sinistra costeta a difendere il governo ulivista e a ingoiare riforme come quella Treu contaminandosi con un virus che porterà alla sua sparizione, ricordate? Spero che M5S non cada in questa trappola, anzi spero vivamente che se ne tenga ben lontano dal pantano nel quale rischia di ritrovarsi se ogni volta dovrà soccorrere il governino bersaniano.... staremo a vedere. Di sicuro stasera qualche decine di migliaia di voti li ha persi con il sostegno a Grasso, speriamo che non diventino una emorragia..
il pd vuole fare un Governo, in modo che possano dire "abbiamo un governo"? Lo faccia e presenti un programma credibile per i cittadini, poi si vedrà: come in sicilia con crocetta passo dopo passo, proposta dopo proposta, giorno dopo giorno si vedrà ma non deve esserci commistione perché qui non si tratta di decidere se dare dei soldi o meno agli studiosi di storia delle cipolle ma di decidere se fare di questo paese un paese normale e a sovranità piena o una semplice colonia del nord europa ricco con dei governatori che si limitano solo a registrare e ad applicare le direttive "superiori" che arrivano man mano.
I punti il pd li conosce:
  1. legge anticorruzione;
  2. eliminazione del finanziamento pubblico dei partiti.... e all'editoria;
  3. cancellazione della Gasparri;
  4. ineleggibilità dei concessionari....;
  5. reintroduzione del falso in biancio;
  6. taglio a tav, f35, sommergibili, a scuole private e sanità privata e dirottamento delle risorse risparmiate sul pubblico;
  7. acqua pubblica e wifi gratis... ecc. ecc.
si presenti con quacosa che va in questa direzione e se ne discuterà, sennò meglio votare a luglio e mandarvi davvero tutti a casa...

giovedì 11 giugno 2009

un Grillo in Parlamento......

Mai come ora ho apprezzato Grillo. Non tanto perchè ha rivolto insulti e contumelie ma perchè ha messo il dito sulla piaga dell'anomalia dell'anomalia italiana: un Parlamento ostaggio delle vicende dei singoli da un lato mentre dall'altro sono stati "nominati" da una ristretta cerchia di persone all'interno dei vari partiti. Mentre tutti predicano, e impongono, la meritocrazia come faro sociale (in realtà meritocrazia è un falso termine perchè qualcuno mi deve ancora spiegare come si fa a stabilire che uomini possano dichiarare "meritevoli" altri se spesso per prima loro non vi sono passati e sono lì per "altri" meriti non tutti "meritevoli") per loro ciò non esiste: sono al di sopra. In cima poi c'è il campione di tutti che ora pontifica, e fa pontificare, parlando e straparlando su tutto e tutti mentre contemporaneamente fa levare gli sgravi fiscali ai cittadini abruzzesi non appartenenti ai comuni del cratere del terremoto; oppure quando, in nome della libertà e della privacy, costringe il Parlamento ad approvare il ddl sulle intercettazioni (le mafie ringrazieranno sicuramente e non solo quelle criminali ma soprattutto quelel economico/finanziarie per non dire nulla di quelle politiche basate sui sistemi clientelari) finendo per consegnarsi, e consegnare l'intero paese, ad un partito regionale che ha appena il 10% dei voti: la Lega che ringrazia e incassa il federalismo fiscale che ci costerà molto di più di quanto costi lo Stato ora; oppure, infine, quando, a fronte di cose personali (per molto meno si è dimesso lo Speaker dei Comuni inglese) ne fa un momento politico nel classico gioco del vittimismo nel quale è maestro. Ecco l'Italia contro cui Grillo si scaglia. Come dargli torto?

venerdì 25 luglio 2008

Sacrifici? Non per la classe politica ...

Mentre ci stanno tirando il collo, come negli allevamenti in batteria dei polli, spremendoci fuori anche quello che non credevamo di avere le cicale della casta hanno pensato bene di sentirsi (e lo sono grazie a noi che non vigiliamo) al di sopra di tutto: anche della crisi che attanaglia il paese. Non solo si fanno le leggi su misura e a propria protezione (...), ma si deliberano "aumenti" che il comune mortale si sogna ma che deve pagare senza obiezioni. La casta nemmeno ha il rigore morale di sentirsi investita di una qualche missione assicurando maggiore presenza e efficienza in Parlamento, dove i tassi di assenteismo sono altissimi e suonano strane le iniziative di Brunetta che "militarizzano" i pubblici dipendenti mentre invece i parlamentari non ne vengono nemmeno sfiorati, anzi hanno appena deliberato aumenti che vanno da 13, circa, mln di euro (Senato) a 26 mln (Camera): questa si chiama strafottenza rispetto alla maggioranza del paese che non ce la fa ad arrivare alla terza settimana con poco meno di 1300 euro al mese. Suona qualunquista dire: questi stanno cavando sangue dalle rape!!

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