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lunedì 27 agosto 2018

Questo ciclo economico è alla fine. Un’altra recessione è alle porte

Fonte: Il Fatto Quotidiano Economia & Lobby | 27 agosto 2018 

Quando si parla di borsa e mercati, parlare di “fine di un ciclo” significa innanzitutto dire che una burrasca per i risparmiatori sta arrivando. In questa occasione non si tratterà di una semplice “correzione” (riaggiustamento dei valori, nda) ma sarà certamente una fase recessiva probabilmente lunga e pesante, visto che, oltre ai fenomeni soliti (di seguito descritti), questa avrà caratteristiche globali molto più ampie e contemporanee. Sarà perciò impossibile, nello spazio breve di questo articolo, descrivere compiutamente l’intero intreccio di tutti questi fenomeni, e le responsabilità di chi li governa, ma colgo l’occasione di un chiarissimo articolo pubblicato questo mese dalla popolare rivista americana Fortune, sotto il titolo: “The end is near for the economic boom” (La fine è vicina per il boom economico), per suonare anche qui le sirene, perché quando una crisi arriva negli Usa diventa sempre globale.
Vediamo dunque quali sono questi indicatori economici che fanno scattare l’allarme.
Il primo è il Treasury yield curve (vedi grafico sotto), quello che segna la differenza tra il rendimento delle obbligazioni di medio-lungo periodo da quelle a breve scadenza. E’ un classico: quando questo indicatore arriva all’inversione, cioè quando i bond di breve periodo danno rendimento maggiore di quelli a lunga scadenza, significa che il mercato è arrivato al punto di “correzione” ovvero: l’ottimismo deve essere sostituito dalla prudenza.
il resto dell'articolo qui sul Fatto

martedì 28 giugno 2016

Brexit, populisti o democratici a chi?

di | 27 giugno 2016 dal Fatto Quotidiano
Comunque la si pensi, la Brexit un merito lo ha di sicuro: imporci un cambio di prospettiva, farci vedere le cose da un altro, spiazzante punto di vista.
Populista chi? Ammesso e non concesso che il temine “populismo” – cioè attenzione al popolo e alle sue esigenze, esaltazione dei suoi valori – sia necessariamente negativo, sono più populisti l’Ukip e i conservatori pro Leave, che hanno cavalcato i sentimenti antieuropei e soprattutto anti-immigrazione; oppure Cameron, che ha promosso il referendum sull’uscita dall’Ue nel 2014 (all’indomani del successo di Farage alle Europee), lo ha promesso per vincere le elezioni nel 2015 e poi lo ha realizzato nel 2016, non prima di aver cercato di disinnescarlo, ottenendo da Bruxelles trattamenti speciali su welfare, immigrazione, politica economica e finanziaria? Non è populista un premier che usa un referendum così importante per mero calcolo politico interno (essere rieletto contro gli euroscettici dentro e fuori il suo partito)? Solo che poi il popolo ha scelto altrimenti.
Disastro quale? L’uscita dall’Ue o la permanenza nell’Ue? Non sappiamo ancora quali saranno le conseguenze reali del Leave, che peraltro avverrà non prima di due anni, ma gli economisti – gli stessi che hanno già dato pessima prova di sé, non prevedendo la crisi globale e non formulando ricette efficaci per uscirne – ipotizzano scenari nefasti. In compenso, i cittadini europei conoscono perfettamente i costi del Remain, con tutti i sacrifici insiti nelle politiche di austerity: licenziamenti, tagli delle pensioni, riforme del lavoro con abolizione di diritti, vincoli alle imprese… In Italia la legge Fornero, il bail-in, il Jobs Act, i paletti al Made in Italy agroalimentare. La Grecia, che giusto un anno fa disse no al piano dei creditori internazionali per poi alzare bandiera bianca, continua ad avere il debito pubblico e il tasso di disoccupazione più alti d’Europa (24,2%).
Cattivi chi? L’Ue o i governi nazionali, che vendono alle rispettive opinioni pubbliche decisioni che hanno concorso a prendere? Che tagliano l’art. 18 “perché l’Europa ce lo chiede”, ma non realizzano il reddito di cittadinanza anche se “l’Europa ce lo chiede”? Sono cattivi ed egoisti i cittadini britannici, che scelgono l’exit perché spaventati dall’arrivo dei migranti, o la grande e civile Ue che non riesce a dimostrarsi solidale di fronte a una migrazione – e a una strage in mare – epocale, che non riesce a gestire l’arrivo di 250mila uomini, donne, bambini, mentre paesi ben più piccoli come Giordania e Libano fanno fronte a oltre 1 milione di profughi ciascuno?
Democratici chi? La Brexit è stata illuminante anche per capire la concezione della democrazia di molti nostri rappresentanti istituzionali e commentatori. Se la sono presa con gli elettori, rinnegando nei fatti il metodo democratico, con aberrazioni tipo: “Ho paura che la democrazia si possa perdere se usata male” (Monti), “Elettori disinformati producono disastri epocali. Per votare servirebbe esame di cittadinanza” (Gori), “Brexit. I limiti della democrazia diretta: il popolo è sovrano ma non necessariamente consapevole e sapiente” (Castagnetti), “Certo la democrazia diretta non è infallibile” (Lavia, L’Unità), “Si è creata un’assurda convinzione basata sul fatto che quello che viene deciso a maggioranza sia democrazia” (Zevi, giornalista). Fino alle apoteosi sul presunto voto dei vecchi britannici contro i giovani (in realtà solo 1 giovane su 3, il 36%, ha votato): “Invece di vietare il voto alla gente nei primi 18 anni di vita, perché non negli ultimi 18?” (Dini, Vanity Fair, ritwittato dall’ex Min. Melandri), e il capolavoro del docente di Demografia all’Università Cattolica di Milano Rosina, che ha parlato di “necessità di allentare il vincolo che impone che il voto di un ottantenne valga come quello di un ventenne su temi che condizionano soprattutto il futuro di quest’ultimo. Tanto più in un’Europa che invecchia”. Gli anziani (che per Rosina non hanno né figli né nipoti, dunque sono egoisti, meschini, al loro confronto Ebenezer Scrooge è un chierichetto) dovrebbero votare solo su pensioni, sanità ed eutanasia? Che sinceri democratici a giorni alterni: se il risultato è quello sperato gli elettori sono maturi e consapevoli, diversamente sono un branco di ignoranti; se c’è il referendum sulle trivelle “Astensione”, se c’è quello costituzionale “Al voto!”; se vince il sì “Trionfa la democrazia”, se vince il No “Trionfa il populismo”. ItExit.
di | 27 giugno 2016

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Detto sinceramente, se i toni sono davvero questi denotano due cose:
  1. è il grande disprezzo che questi figuri provano per le istituzioni democratiche e i principi che ne sono alla base, nonostante che quelle stesse istituzioni gli danno da mangiare...
  2. il considerare noi tutti come degli imberbi, incapaci o imbecilli lo trovo offensivo e oltremodo insultante soprattutto perchè i cittadini li votano e credono, o fanno finta di credere per propria opportunità o paura dell'ignoto, in quel che dicono.....
E semmai la Costamagna avesse ragione, e non ho motivo di credere che sia altrimenti, dovremmo ripensare anche ai motivi per cui gli inglesi hanno votato per il Brexit sorprendendo tutti.. piccola nota personale: la sera prima del boom del brexit ossia quando tutti ritenevano che il REMAIN vinceva tutti i cosiddetti commentatori facevano notare, naturalmente cospargendosi ipocritamente il capo di cenere, che il REMAIN era la vottoria dei ricchi e degli abbienti sui poveri.... il giorno a bocce ferme il tono era esattametne l'opposto e son partiti gli attacchi a base di egoismi, guerra generazionale ecc. ecc. come lo definireste tutto ciò? io una risposta ce l'avrei.. ma mi taccio volontariamente!!!
p.s.
faccio le mie scuse..... nel post nel quale riportavo la frase della regina inglese si è rivelata INESATTA SE NON FALSA perchè si c'è stata la cena e si sono state dette delel cose ma erano interrogative e fuori dai denti ma non del tono e dell'argomento di cui si parlava nel post. Infatti nè l'ufficio stampa ha riportato nulla nè i tabloid inglesi ne hanno fatto cenno successivamente: molto probabilmente è una delle tante voci che vengono fatte girare di proposito per 'vedere l'effetto che fa' visto che eravamo alla vigilia delle elezioni. Me ne dispiace...

giovedì 3 settembre 2015

ri-girare la frittata... made in china

ho letto oggi con grande interesse l'articolo di Giulietto Chiesa sul Fatto Quotidiano di  oggi perchè penso, sul serio, che ABBIA ragione... il problema è qui in Occidente non in China ma per placare le ansie dei popoli.. ansie da guerra imminente, per ora economica poi si vedrà (con gli USA armati fino ai denti e gli altri paesi satelliti che si sono nel frattempo riarmati mi pare inevitabile una guerra: da un lato il blocco asiatico China- Russia dall'altro l'Occidente), tutto fa per girare lo sguardo, piegare la realtà e fare dinsinformazione: anche nel tempio del giornalismo americano, The New York Times, non si riesce a resistere alla tentazione e rigira la frittata a sfavore della China anzichè prendere atto del fallimento storico del capitalismo liberista che altro non ha saputo far che creare una superclasse transnazionale di supericchi e privilegiati che parassita intere economie con il favore dei governi e dei ceti abbienti: altro che democrazia e libertà e fine della storia. Sia chiaro che la China non è un paese di vittime e di satarellini ma al contempo qui in occidente abbiamo visto nascere e radicarsi un regime sovranazionale per nulla democratico né tantomeno libero, anzi le continue crisi, e l relative bolle esplose, sono il segnale che gli stati occidentali non sanno più che farsene dei principi liberali e un pò alla volta si stanno spostando in quell'ambito che qualcuno nel oltre duemila anni fa definì "oligarchia", ossia il potere di un gruppo ristretto di persone a scapito della maggioranza. Ben nè ha parlato anche la politologia quando la teorizzava incasellandola come "governabilità": non si spiega altrimenti come mai laddove si vota, ancora, qualunque sia l'esito del voto allafine prevalgono sempre gli interessi oligarchici (Tsipras e il suo governo nè è solo l'ultimo esempio).. tutto ciò ha ben poco a che fare sia con la democrazia che con il liberalismo ma a molto a che fare con con quella che qualcuno definì come autoritarismo democratico ossia un dittatura vellutata dove a fronte del mantenimento puramente formale dei principi liberal-democratici in realtà si è in presenza di un vero e proprio regime autoritario basato sul controllo della masse e sulla loro riduzione a consumatori senz'alcun reale diritto né formale né, tantomeno, sostanziale..... un esempio sono le authority, le agenzie ecc. tutti organi puramente amministrativi gestiti da persone non elettive di nomina governativa che decidono praticamente su tutto senz'alcun controllo democratico.. stesso discorso è il MES di cui non si conoscono i componenti e che godono di immunità extratteritorialità e non perseguibilità da parte degli stati e dei cittadini: decidono della vita di tutto ma non ne rispondono né sono sottoposti a nessun controllo; non molto democratico né tantomeno liberale. E questi sono esempi ma le rete messa su in questi anni è molto più estesa e penetrante nella nostra privacy di quanto si pensi e per giunta gestita non sempre da persone "equidistanti" e competenti.
Ora:
un potere così pervasivo (oltrechè corrotto, decadente e, perchè no, violento) può tollerare un contropotere altrettanto forte e pervasivo?
un blocco economico in crisi può tollerare che il suo alter ego, che finora ha giocato con le stesse regole perchè gli è convenuto, possa cambiarle in corsa per salvarsi dalla crisi che pur la sta attangliando (si parla sempre di un mercato di oltre 1 mld di persone che cresce non più al 8% annuo ma al 7%) interviene direttamente nel gioco e fa una cosiddetta "entrata a piedi uniti" lasciando il cerino acceso nelle mani degli speculatori e svelandone l'ordito e la trama?
la superclasse transnazionale che è il vero "ponte di comando (definizione del giornalista non mia)" può sopportare che i propri soldi svaniscano per i limiti imposti da un governo, quello cinese, mettendone in discussione i profitti sperati?
A voi la risposta... dopo aver letto l'articolo






martedì 25 agosto 2015

ieri, oggi .... e domani?

da: Teoria e pratica del collettivismooligarchico. di E. Goldstein

Capitolo I: L'ignoranza è forza
In questo primo capitolo, viene dettagliata la continua lotta di classe che ha caratterizzato le società umane; iniziando con l'osservazione storica che le società si sono sempre organizzate in caste gerarchice e classi sociali: gli Alti (coloro che comandano); i Medi (coloro che lavorano per gli Alti e aspirano a prenderne il posto) e i Bassi (quelli che hanno come unico obiettivo la sopravvivenza). L'autore (Goldstein) osserva che ciclicamente i Medi depongono gli Alti, arruolando i Bassi nella loro causa facendo ricorso a temi quali la "giustizia" e la "fratellanza umana", convincendoli che, una volta conquistato il potere, avrebbero avuto condizioni di vita più favorevoli, fatto salvo, riconsegnarli alla loro precedente situazione una volta arrivati al potere.
Nella prima metà del ventesimo secolo, la classe Media cercò di conseguire il potere con una pretesa ricerca di giustizia per tutti: "In tutte le varianti del Socialismo apparse dal 1900 in avanti l'obiettivo di conseguire libertà ed uguaglianza venne sempre più apertamente abbandonato. I nuovi movimenti politici che comparirono alla metà del secolo...hanno avuto lo scopo specifico di perpetuare la non libertà e la disuguaglianza"; perché il vero obiettivo era terminare la Storia, diventando una perpetua classe dominante (gli Alti) - composta non da aristocratici o plutocrati ma da "burocrati, scienziati, tecnici, sindacalisti, pubblicisti, sociologi, insegnanti, giornalisti e politici di professione" originari della "classe media dei salariati e dai livelli più alti della classe lavoratrice".
Inoltre, nella metà del ventesimo secolo, la tecnologia ha reso possibile la fattibilità di una società totalitaria; apparecchiature elettroniche, quali i televisori rice-trasmittenti, rendono possibile lo spionaggio continuo della popolazione da parte del governo: "La possibilità di definire, non solo la completa obbedienza alla volontà dello Stato, ma la completa uniformità di pensiero su tutte le materie, ora esisteva per la prima volta". Dopo le rivoluzioni avvenute tra il 1950 e il 1960, la società si divise negli Alti (il Partito Interno), i Medi (il Partito Esterno) e i Bassi (i Proletari, o Prolet in neolingua); i primi utilizzarono la tecnologia per assicurarsi perpetuamente la posizione dominante. Il Partito Interno è guidato dal Grande Fratello, un leader che viene rappresentato come un semidio (probabilmente una figura fittizia) al quale tutti devono obbedienza e che tutti adorano. Il Partito Esterno ha compiti più amministrativi, e mette in opera le disposizioni del Partito Interno mentre i Prolet eseguono il lavoro di manovalanza.
La massa della popolazione non si ribella al Partito perché la propaganda del Minver nasconde fatti e informazioni che permetterebbero confronti tra gli stati e i sistemi politici e, quindi, scoprire il loro stato di schiavitù. Generalmente i Prolet non sono soggetti alla propaganda: "Gli si può concedere libertà intellettuale perché non hanno intelletto", perciò nessun desiderio di ribellione nasce da questa classe sociale. Invece, tutti i membri del Partito (Interno o Esterno) sono controllati grazie alla tecnologia affinché sviluppino solo pensieri ortodossi senza deviazioni intellettuali quali scetticismo o libero pensiero, perciò un membro del Partito "non deve avere sentimenti personali e niente meno che entusiasmo. Egli vive alla continua ricerca degli odiati nemici stranieri e dei traditori interni, e per servire il potere e la saggezza del Partito".
Al fine di salvaguardare la fondamentale fiducia nell'onniscienza ed infallibilità del Grande Fratello e del Partito, il MinVer pratica una continua falsificazione della storia in modo tale che il passato non abbia oggettiva esistenza, dato che esso risiede nei documenti e nella memoria. I documenti vengono quindi distrutti, falsificati o creati ex novo alla bisogna, e la memoria confusa con la propaganda, il bispensiero o quando necessario, il lavaggio del cervello, affinché la versione corrente della memoria storica collettiva coincida sempre con quella ufficiale del Partito. In sostanza, la storia non esiste più poiché se i fatti storici negano la versione ufficiale pro tempore decisa dal Partito, "si cambiano i fatti".

Al fine di prevenire la non ortodossia, il Partito inculca nei suoi membri l'abitudine di pensiero chiamata Bispensiero, ovvero la capacità di cambiare opinione all'istante, credendo con profonda convinzione nella nuova versione dei fatti anche se questa dovesse essere in palese contraddizione con quanto espresso pochi istanti prima. Una volta applicata, questa tecnica permette di ovviare allo Psicoreato ovvero la deviazione dall'ortodossia di pensiero dettata dal Partito e dal Grande Fratello.
Capitolo III: La Guerra è Pace
Nel capitolo viene illustrato il meccanismo della guerra perpetua, funzionale alla distruzione del surplus di produzione di beni e servizi e al mantenimento di un clima psicologico delle masse di isterismo e odio costante. In questo capitolo si spiega anche il funzionamento della scienza tecnologica coi limiti imposti dall'ideologia, dalla neolingua e dal bispensiero: la scienza in teoria è impegnata nello sviluppo di armi apocalittiche (addirittura i terremoti artificiali), ma in realtà essa resta pressoché bloccata in un eterno presente, data l'assoluta mancanza di necessità di nuove armi e - ovviamente - di ogni progresso che possa migliorare le condizioni di vita umane. In teoria piccoli progressi sono stati compiuti nelle tecnologie belliche (come la sostituzione dei bombardieri con armi teleguidate), ma in generale il livello medio della vita è regredito, tanto che per esempio la meccanizzazione agricola sembra scomparsa e le arature sono tornate alla trazione animale.
Il progresso viene infatti concepito solo per tutto ciò che possa allargare la sfera del potere del Socing e restringere la libertà dei singoli individui. Il capitolo riassume gli obblighi dell'élite del Partito Interno essenzialmente nel non consentire la morte dei propri sudditi in maniera massiccia (tale da costituire una minaccia demografica al proprio potere) e contemporaneamente mantenere il proprio superstato al medesimo livello militare degli altri due. Assolti questi due compiti del tutto funzionali solo ai propri scopi, l'élite può plasmare la realtà a suo capriccio
FONTE: WIKIPEDIA
P.S.
notate, per caso, qualche similarità con ... l'oggi?
.. a proposito .... sono tornato

mercoledì 17 giugno 2015

Vietato parlare di.. capitalismo

Sono lontani i tempi di Woitila; sono lontani anche i tempi delle "ingerenze umanitarie" avallate dal Vaticano... questo, e lo dico da NON credente, Papa è diverso: è un gesuita che ha scelto come nome quello del "povero", di Francesco: un pessimo segnale per i signori d'oltreoceano, leggi gli americani (e le potenti lobby che hanno ivi conquistato il potere.. in primis i petrolieri) che pensano che qui sono tutti fessi e appiattiti sulle loro posizioni; non questo Papa è diverso: viene da quella parte del mondo che troppo spesso ha provato sulla propria pelle la "democrazia" alla Kissinger: colpi di stato; eccidi di massa; personaggi tragici alla Pinochet ecc. ossia quindi l'olocausto scientificamente messo in atto di, almeno, un intera generazione che credeva non nella costruzione del migliore dei mondi possibili.. ma in un mondo diverso, libero e dove ognuno aveva il diritto di viverla senza vincoli. Ma la dottrina Monroe, e la tracotanza del potere del norte, è uno dei perni della nuova roma (...) e non poteva accettare punti deboli: il prezzo era troppo alto e non era l'affermarsi del "comunismo" in america latina (Che guevara, per fare un esempio, era innanzitutto un bolivariano ossia voleva un unico stato a sud degli usa che facesse da contraltare agli usa... e fu solo la miopia americana a spingerlo su posizioni marxiste cui probabilmente non credeva fino in fondo, almeno nei diari risulta così) ma l'affrancamento di quei paesi dal calcagno, in senso orwelliano, americano: gli era sfuggita Cuba e non potevano certo permettere che altri ne seguissero il cammino (non notate un parallelo con la situazione attuale della Grecia? E se anche Spagna, Portogallo, ecc. scegliessero la stessa strada la futura guerra fra usa e russia chi la combatte? Gli americani comuni non vogliono che i loro figli muoiano per un.. ucraina quindi servono utili idioti) soprattutto se quei paesi erano ricchissimi di risorse da depredare a basso costo...  ma torniamo al punto. Cosa scrive l'enciclica bergogliana? E' davvero così "ambientalista"? E come mai la, non insolita, levata di scudi è stata così immediata? Ha toccato un nervo troppo scoperto? O, forse, il vero problema è che Bergoglio si sta tenendo "equidistante" fra Russia e America e questo non piace a qualcuno? La diplomazia vaticana è antichissima ed ha lunga memoria e spesso è molto bizantina ma ha sempre avuto una sua linearità e coerenza: in primis veniva il raggiungimento dei propri obiettivi e non ci si faceva scrupolo di allearsi anche con il "male" per distruggere il nemico...... crociate docet. Perchè, quindi, Bergoglio assume queste posizioni così, per la Chiesa naturalmente, così estreme? Forse è un modo per far uscire le volpi, sempre vaticane, dalle loro tane o c'è anche altro ossia la comprensione che solo una chiesa un pò più giansenista potrebbe riassumere quel ruolo che le assegnavano i protocristiani? Qualche risultato lo ottiene: Jeb Bush, rampollo della famiglia texana per eccellenza i Bush (prescott Bush era noto per due cose: simpatie naziste e ... la sua opposizione preconcetta al New Deal), l'ha detto chiaro "il Papa non deve parlare di clima"... una cosa in italia, causa nostra sudditanza provinciale, impensabile (come minimo sarebbe denunciato per vilipendio) ma che lì al centro del mondo fa un altro effetto. Perchè parole così dure? Che sia una sottotraccia della teologia della liberazione, uno dei vari spauracchi degli americani e dei loro alleati, che risbuca fuori ora? Forse che Boff c'abbia messo lo zampino o è la esplicazione del marxismo redivivo in vaticano (come sostengono alcuni anche lì)? Se seguiamo il filo principale, quello dei soldi, allora la cosa è chiara: non sono ammesse deviazioni dal tema.... finchè c'è petrolio c'è profitto per alcuni e di conseguenza c'è potere e sfruttamento dei pochi a danno dei molti e questo Bergoglio lo sa benissimo. E Putin? Temo che il discorso sia lo stesso: Bergoglio non è nè comunista, nè marxista nè altro: è un prete, un gesuita e un fine politico e sa che "LAmerica" è lontana, oltreoceano.... e se la guerra dovesse scoppiare non è lì che divamperebbe ma qui: l'europa sarebbe il terreno di scontro militare, con la connivenza delle "istituzoni europee", si rischia di rivivere le tragedie del secolo scorso e tutto perchè non si ammette che altri possano altro.. soprattutto quando, ormai, c'è poca differenza fra la violentissima e molto poco democratica "democrazia americana" e l'autoritarismo senza veli dei russi che con Putin hanno riscoperto l'orgoglio nazionale dopo l'ubriacone, e i suoi sodali predatori, che l'aveva preceduto....... tutto questo revanscismo della demagogia della guerra fredda non può che preoccupare il Vaticano, almeno quella parte di esso non legato agli interessi "occidentali" e che cerca di riscoprire non tanto i valori, del tutto inventati, giudaico-cristiani quanto la vera mission della ecclesia e del suo pontifex maximo: la riconquista del valore della semplicità e della, diciamolo pure, povertà "francescana"; tutto ciò non può che preoccupare quelle persone che invece cercano sempre di venderci l'equazione "mercato=libertà e democrazia" che in realtà ne nasconde un altra molto più realistica: "mercato=oligarchia di stampo liberale puro (vista come un esorcista vede il diavolo da grandi pensatori liberali come Isaiah Berlin che avvertiva come il solo liberalismo era un danno più che una conquista per le società moderne) e società viscosa verso l'alto con un accesso ristretto per chi può permetterselo (.....) ivi compresi i diritti, anche quelli basilari: una cosa molto lontana dalla predicazione di 2 mila anni fa di Yehoshua Ben josef.

lunedì 4 agosto 2014

A tutta ...... retromarcia

Ben sapendo che le elezioni sono alquanto improbabili.... il governo della rinascita, offrendo il petto al nemico e alla malasorte, corre avanti nel processo di riforme e di riforme delle riforme: manca solo la riforma degli 80 che devono essere restituiti e il quadro è perfetto; già non lo ampliano ma tengono a stento per quelli che li hanno avuti.. essendoseli presi con gli interessi attraverso i mille rivoli della tassazione italica.
Ma si diceva: il governo corre...... mica corre per capire dove portare il paese ma corre verso quello che è la creazione surrettizia di una repubblica e di una carta costituzionale che "rispondano alle mutate esigenze dei mercati" e delle oligarchie nazionali ansiose di rendersi immuni: ricordate la fattoria degli animali di G. Orwell? Tutti gli animali sono eguali.....  I maiali sono più uguali degli altri... profetico nel nostro caso. Proprio oggi hanno non solo varato un organo deliberante di secondo livello, il Senato (bastava ripristinare i quattro anni com'era all'origine nella nostra Costituzione), ma anche l'immunità: in poche parole il Senato diventerà il luogo dove saranno parcheggiati tutti coloro che hanno qualche probema? Vista la storia degli ultimi 30 anni, scommetteteci pure.
Perfino la Lega s'è chiamata fuori, non partecipando al voto. M5S ha fatto tutto quello che l'opposizione vera poteva fare.... i vari cespugli della sinistra dov'erano? Si hanno minacciato, stracciatisi le vesti, ecc. ma alla fine? Bè alla fine che fanno? Si spaccano.. se ci poteva mai essere una prova della inutilità di una sinistra che non è tale ma solo espressione di qualcuno che coltiva non solo un proprio orticello ma pure amicizie inopportune (il caso ilva sinegna) ora non può esserci smentita.
Ma come si fa a non capire che in questo paese si sta creando, come prima del fascismo (in frode dello Statuto Albertino), un simulacro di democrazia che non è tle ma solo una parola dove due persone si divideranno il potere? Due... non 630.
Il paese tace...... come allora. Spero solo che non ci voglia una terza guerra mondiale e un repentino cambio di campo da parte italica per ricostruire di nuovo quel paese che fu l'italia, sulla carta.... nemmeno chi di solito monita: ci sarà un motivo?

lunedì 24 marzo 2014

un uomo un voto? no, un euro un voto....

Ricorderete, forse, il saggio di Barber "Consumati, da cittadini a consumatori"; trattava di come il fenomeno consumistico ci abbia mutati in consumatori ossia in "utilizzatori finali" di prodotti di cui non è necessario sapere come e di cosa son fatti nè se si possono, in caso di problemi, riparare..... ora dal punto di vista politico-economico possiamo parlare di passaggio da motto "un uomo un voto (il principio base della democrazia)" a un euro un voto, ossia un diverso peso del voto come espressione prima e di base della società democratica?
Perchè questo è oggi il problema: la sfiducia verso i sistemi democratici dove a votare son quelli che ci stanno bene mentre se ne astengono coloro che non ci si sentono a proprio agio....... i secondi son quelli che, pur astenendosi dal partecipare al voto, sono i primi a pagarne lo scotto. Il nodo della crisi di rappresentatività nelle società occidentali è esattamente questo: i ceti che hanno da perdere lottano per lo status quo, anzi si organizzano in gruppi di pressione per fare lobbying (insieme a banche, sindacati, liberi professionisti, ecc.) ma numericamente sono numericamente ininfluenti (rappresentando quello che gli statistici definiscono l'elettore mediano quel, al massimo, milione di voti fondamentali, spesso, per far vincere le elezioni ad un partito o ad una coalizione... essendo mediani hanno molto da pretendere e poco da dare come peso sociale in quanto la loro ricchezza è spesso dovuta o ad ereditarietà o alla ricerca di rendita - la nuova frontiera del XXI secolo - per la rendita senza dare alcun profitto sociale anzi al contrario riceve molto a scapito degli altri ceti..... il famoso 1% della popolazione media di un paese occidentale peraltro diviso al suo interno in veri segmenti in competizione fra loro) che però hanno un peso specifico tale da rendere sensibile la politica ad essi ... fino al punto che la stessa politica spesso trae il proprio ceto dirigente proprio da essi. Nonostante quanto sostenga sia la destra populista (da NCD a FI) che quella economica (leggi pd nelle sue varie espressioni Renzi è solo l'ultima, fintamente buonista, epsressione) sono i ceti affluenti i veri protagonisti di un sistema di tal genere; gli altri o si astengono (almeno un terzo) o vi si accodano o perchè pensano di poter ricavarne qualcosa, molto poco, o per principio di emulazione con il nemmeno recondito pensiero di beneficiare in qualche modo dell'ascensore sociale.
Questo regime che sta avanzando, prima negli usa e ora anche nel vecchio mondo, è solo esteriormente democratico; in realtà è un regime liberale che ha adottato un suffragio universale ma che in realtà è censuario nel elettorato attivo, vista la alta astenzione, e oligarchico nell'elettorato passivo: in pratica son sempre gli stessi. Un altro pilastro di un regime del genere, ora messo in crisi proprio dai ceti che maggiormente lo sostengono, è la sua, presunta, ineluttabilità: non ci sono alternative. Non ci potrebbe essere balla maggiore: Giovanni Falcone, a ragione, sosteneva che tutti i fatti umani, lui parlava di mafia ma il concetto direi è universale, hanno una vita ossia nascono, crescono, maturano e muoiono o finiscono e come sta morendo la democrazia muore anche la sua degenerazione.... l'oligarchia che l'ha sostituita. E' questione di tempo o di .... voti. Un esempio l'abbiamo avuto in Islanda; un altro proprio qui in Italia con M5S un anno fa... ora Marine Lepen in Francia. E' una bufera che si sta alzando..... una vera tempesta che rischia non solo di travolgere quel che resta del sistema ma pure tutto il resto o meglio quel poco di buono che quel regime aveva per l'intera società.
I pensatori liberali, non quelli marxisti, più attenti (da Keynes a Polanyi passando per Isaiah Berlin) hanno più volte richiamato l'attenzione dei politici sul debito di democrazia che rischiava di distruggere l'intero sistema....... il liberalismo non è un sistema per tutti ma per pochi, molto pochi. E il resto? Ecco il punto: il resto: si ribella e si aggrappa a quello che trova perchè nessuno, non è nella natura umana, accetta di rimanere nel suo angolo predestinato perchè ognuno pensa, a volte giustamente, di poter aspirare a qualcosa di diverso...... eppure il sistema fa d tutto per scoraggiarli: taglia la scuola e l'università pubblica; taglia la sanità, taglia le pensioni ecc..... tutto per inculcare l'idea che non c'è tempo e possibilità di aspirare ad elevarsi quando... devi mettere insieme il pranzo con la cena o centellinare il cent per arrivare a fine mese. Se la pancia è vuota il cervello soffre e le energie sono tutte occupate per sbarcare il lunario e non certo per sentire quel tal poltiico che ti promette il migliore dei mondi possibili: una balla che un popolo ben nutrito, acculturato, sano ecc. spernacchierebbe e lo manderebbe in pochi secondi a zappare la terra..... questa ineluttabilità, complici i media, è un totem (o un drappo rosso) che funziona sempre, ma non per sempre: prima o poi il velo nel tempio si squarcia.... e si vede quelo che nasconde; il problema è il "chi e il quando" e personalmente prioma si fa meglio sarà per tutti....

lunedì 10 febbraio 2014

Il punto della situazione.....

Bè da dove si comincia? Qui non sai da dove alzare lo sguardo per cercare riparo dal torbido inganno nel quale ci siamo ficcati a forza di credere alle balle che ci dicono..... Partiamo dalle buone notizie, da stasera è ufficiale che:
  1. lo spread non c'azzecca con l'economia, è un altra cosa; lo spread ha a che fare con la speculazione finanziaria che scommette sul fallimento di una società, paese, ecc.;
  2. ricordate no? Siamo fuori dalla crisi..... balle in realtà ci stiamo entrando ora: la produzione va giù che più giù non si può.... raccogliendo un bel -3%; i giovani (lo sostiene uno che ha uno stipendiuccio da 200 mila euri all'anno) rimangono sempre di più a casa e il lavoro nemmeno lo cercano più precario immaginarsi definitivo o almeno semi-definitivo.
  3. Sapete come governo e banche intendono risolvere le "sofferenze" bancarie? Con la creazione di una bad bank nella quale farle confluire in un colpo solo........ con la Cassa Depositi e Prestiti che fa da garante, che significa? Che tutti i contribuenti, e i correntisti e i depositanti postali in particolare, pagheranno di tasca loro questo giochino finanziaro; che regalino? Grazie di cuore.. si sa che siamo nati in una valle di lacrime e che siamo destinati a soffrire ma perchè sbattercelo così in faccia?
  4. l'Autorità che controlla l'acqua ecc. ha dato mandato alla GdF di controllare se le società hanno restituito il maltolto agli utenti... ossia che abbiamo restituito i mitici "rimborsi oneri finanziari".. se ne accorge ora? Quelli che l'hanno avuto lo hanno girato agli avvocati, cifre irrisorie, Il vero maltolto è una bolletta che contiene un consumo che spesso non oltre i 50 euro ma il totale supera abbondantemente i cento euro.... stessa cosa per gas ed enel: consumi bassi ma bollette alle stelle (anche quando il petrolio va giù o il consumo s'abbassa), come mai? Forse se ne dovrebbe occupare voyager o mistero perchè proprio non si riesce a capire come mai.. per tacere di via su iva su iva....... un fenomeno che nemmeno la fisica quantistica pare sia in grado di spiegarla.
  5. Uno studio commissionato dagli euroscettici olandesi ci dice che un paese all'oggi sta meglio furi che dentro la Ue e quindi l'euro... per esmpio l'olanda con alcune misure vedrebbe schizzare al 13% il pil... in due anni, e noi? Stiamo ancora ad aspettare la manna dal cielo degli alti colli che hanno da perdere da una eventuale uscita ma che come noi sta già peggio poco cambierebbe...
  6. Siamo a 6: sei premi nobel raccomandano ... di abbandonare l'euro: il vero killer dell'economia, del lavoro, del futuro ecc...... chi lo spiega a Renzi? Io no di certo, si facci (si proprio facci) avanti un volontario!!!!!
....e queste erano le buone notizie; veniamo alle cattive?
  1. Il 40% degli italiani non ha problemi nell'abbordare una/un minore ...... significativo dei tempi del bunga bunga.
  2. La Svizzera ha votato, pur andando contro i tanti trattati (da Schengen a venire in giù) firmati, contro l'immigrazione tout court...... ne risentiranno i frontalieri italiani, tedeschi, belgi, tedeschi... e i leghisti, si proprio loro: i difensori della purezza padana  contro el terun barbun  che li invade (per tacere degli islamici, ecc.), che ora son fregati dal partito fratello (quando si dice parenti serpenti) del Canton Ticino che esulta per il risultato: chissà cosa ne penseranno i nostri di frontalieri della cosa....
  3. Friedman, ma chi sa leggere le cose qualcosa aveva intuito, rivela che le manovre per mandare a casa mr.B risalgono a giugno 2011... bè forse fu cosa buona giusta se non fosse arrivato un capo del governo non solo non eletto ma addirittura che ha saputo far peggio del suo predessore (Renzi lo ha resuscitato come padre fondatore per le riforme).. per tacere di letta che pure lui non ha mandato degli elettori ma è subentrato a Bersani!!!! Non è certo un colpo di Stato.. ma un botticino, si?
  4. La Cassazione, si proprio la massima espressione del giudizio, ha negato a un funzionario dello SCO i servizi sociali..... con la motivazione che le forze di sicurezza del G8 furono da paese antidemocratico.... chi aveva dubbi (e ce ne sono come ci furono.. io ricordo anche alcuni commenti qui sul mio blog, ci sono ancora...) ora li vedrà frugati, spero....
  5. jacopo fo, non certo un tenerone con i grillini, denuncia sul fatto la disinformazione al lavoro contro i grillini... e per dirlo lui.
  6. Il governo dice no ad aiuti di Stato ma promette soldi all'azienda se fa la brava.. ossia se ne va in punta di piedi senza che nessuno se ne accorga, e se i lavoratori mantengono alta la guardia qualche manganello e il disinteresse dei media farà il resto......
infine la foibe: bè mai chiarezza fu fatta... c'erano moltissimi comunisti tridentini fra i morti ma nessuno ne parla, come mai?
Vi basta o devo continuare?

giovedì 23 gennaio 2014

85 superricchi vs 3,5 mld di persone....

Qualche decennio fa in un film un personaggio chiedeva ad un altro: ma quanti sono i veri VIP da salvare in caso di catastrofe? Allora si diede un numero ma la verità è un altra: quel numero risale a 85 (leggasi ottantacinque) su oltre 6 mld di persone che esistono su questo pianeta..... una superclasse; una cosa che se il pianeta andasse sul serio in rovina sarebebro capaci di costruirsi una propria arca per salvarsi tanti sono i soldi che hanno. Tra essi ci sono ben tre italiani (sull'huffington post fanno i nomi) e non è un caso che siamo così ben rappresentati..... si pensi a cosa fanno, se leggete i nomi capirete, per il nostro paese e chi appoggiano.. una cosa che fa pensare perchè il partito che attualmente dicesi di sinistra in qualche modo ne è espressione e mi fermo qui perchè basta andare in una qualunque delle collaterali fondazioni di questo partito per vedere le sponsorizzazioni, ed è tutto detto..... quello su cui voglio che riflettiate non è tanto il fatto che ci siano questi qui ma che la cosiddetta sinistra liberal non trova nulla di male che laddove governa non imponga super tasse a questi personaggi perchè lo trova poco carino e perchè porta come giustificazione l'idea forza " ..... che aumentando la ricchezza contemporaneamente diminuisce la ricchezza....." una cosa obbriobriosa e falsa dato che:
  1. una tale proposizione presuppone che la parte non utilizzata per proprio profitto dalla super classe possa essere messa a disposizione della massa morta di fame.... con il lavoro e con il famoso ascensore sociale che, guarda caso, non funziona nella realtà correttamente in quanto "porta passeggeri solo quando scende e MAI quando risale;
  2. l'idea alla base del tutto o meglio l'ideologia alla bvase presuppone che questi son qui perchè "hanno lavorato e apportato ricchezza"... non è vero: questi son lì perchè sono stati favoriti non solo dall'assenza di un meccanismo riequilibratore ma soiprattutto perchè la politica li ha favoriti con tassazione di favore, sconti fiscali, e tutto quello che poteva mettere in campo per mantenere lo status quo senza impedire il crescente arricchimento anzi favorendo anche la delocalizzazione delle loro aziende, se imprenditori, o studi, se altro, altrove ossia dove c'erano altri poltiici conniventi che si accontentavano delle briciole o laddove c'erano paesi totalitari che non riconoscevano alcun diritto ai cittadini; in occidente invece lo spostamento delle sedi legali dava il là agli stessi politici per farei conti con i diritti dei cittadini, dei lavoratori, dei giovani in pratica eliminado il welfare in toto convinti come sono che solo il mercato può riequilibrare quello che loro avevano sbilanciato.. in realtà le cose vanno diversamente perchè i mercati non sono "democratici" e la parte debole degli stessi, noi, non siamo in grado di porre condizioni e pesare realmente perchè anche quando lo siamo..... arriva subito lo Stato, o chi lo gestisce, che ti dice "non tirare troppo la corda perchè la domanda di lavoro si può spostare altrove ossia dove trova una minore pressione sugli stipendi", chiaro?
  3. Essendo passato il disegno di ridurre un intero sistema socio-politico in un modello economico (peraltro fallimentare e, la cosa è ampiamente dimostrata, eugeneticamente razzista tanto da far dire ai più avveduti che siamo di fronte a una vera lotta di classe dei super ricchi contro i poveri) dove terra, lavoro, ecc. tutto è ridotto a merce di scambio anzi nell'ultima evoluzione (quella finanziarizzata) il denaro stesso è merce e va dove costa meno e profitta di più.... questo modelo economico è oggi vincente solo perchè è riuscito ad impossessarsi del potere, a infiltrarlo e a renderlo a sua immagine e somiglianza abbarbicandosi a esso e facendo in modo che chiunque lo detenesse temesse il ricambio e a sua volta impedendo la nascita di nuovi soggetti sociali e politici che pur ci sono un pò ovunque...
.. insomma suona una presa in giro il prossimo incontro dei, cosiddetti, potenti a DAVOS dove ci saranno grandi proclami contro la lotta alla fame e alla povertà..... molto più pregnante mi pare invece il tema proposto da oxfam "lavorare per pochi": almeno fotografa la realtà delle cose e la loro, per ora si spera, ineluttabilità...... perchè c'è poco da fare: questi controllano praticamente tutto con i loro soldi e trovano validi alleati non solo nei politici nazionali ma sopratuttto nei ceti poveri spaventati più dal perdere quei pochi cent che gli vengono concessi che di fare di tutto affinchè i primi paghino veramente il credito che devono alle nazioni che gli hanno permesso di diventare la classe degli ..... 85

martedì 4 settembre 2012

il silenzio degli eretici...

... "La frenesia di arricchire a qualunque costo, la passione degli affari e del lucro, la ricerca del benessere e dei godimenti materiali sono le passioni più comunemente diffuse. Esse dilagano facilmente in tutte le classi, prendono piede anche in quelle che prima ne erano apparse più immuni e perverrebbero in breve tempo a snervare e a degradare l'intera nazione, se nulla intervenisse per raffrenarle. Orbene, é appunto nella peculiare essenza del dispotismo il favorirle e l'estenderle. Quelle passioni debilitanti gli giovano: esse sviano la mente degli uomini dagli affari pubblici e la tengono altrove occupata, cosicché essi tremano al solo pensiero di rivoluzioni. Il solo dispostismo può propiziare per essi quel segreto e quell'ombra che mettono a loro agio le cupidigie, e consentono di conseguire illeciti lucri senza timore di disonorarsi. Senz'esso, siffatte passioni sarebbero forti; con esso, trionfano."
... e ancora
"La libertà, sola, per contro, può efficamente combattere in simili società i vizi che sono ad esse connaturali, e frenarle sulla china dove tendono a scivolare. Essa soltanto, invero, può sottrarre i cittadini all'isolamento dovuto alle loro stesse condizioni di vita, per costringerli a riaccostarsi l'uno all'altro; essa sola li anima, li mette diuturnamente in contatto con la necessità di concertarsi, di persuadersi, di reciprocamente giovarsi nella pratica dei comuni affari. Essa soltanto é in grado di strapparli al culto dell'oro e alle meschine faccende giornaliere dei loro affari privati, per far loro sentire e vedere, in ogni momento, la circostante e sovrastante presenza della patria; essa soltanto può sostituire di tempo in tempo all'amore del benessere passioni più energiche ed alte, offire all'ambizione scopi maggiori che non quello di far quattrini, creare la luce che permette di scorgere e giudicare i vizi e le virtù degli uomini."
ora: chi ha scritto questi due passi, peraltro attualissimi, e, soprattutto, quando sono stati scritti?
 La domanda ha un senso perché proprio per come si é radicato nel profondo degli uomini occidentali l'ideologia del pensiero unico liberista nella società, così come disegnata dal filosofo e sociologo polacco Bauman, liquida dove la postmodernità si é sostituita alla modenità e dove ai cittadini, e produttori in particolare, si sono sostituiti i consumatori: lega concetti come il consumismo (e la creazione di rifiuti umani), la globalizzazione (e l'industria della paura), lo smantellamento delle sicurezze (in cui sono cresciuti i padri) per arrivare a una società "liquida" sempre più frenetica e costretta ad adeguarsi alle attitudini del gruppo per non sentirsi esclusi. "L'esclusione sociale elaborata da Bauman non si basa più sull'estraneità al sistema produttivo o sul non poter comprare l'essenziale, ma sul non poter comprare per sentirsi parte della modernità. Secondo Bauman il povero, nella vita liquida, cerca di standardizzarsi agli schemi comuni, ma si sente frustrato se non riesce a sentirsi come gli altri, cioè non sentirsi accettato nel ruolo di consumatore. La critica alla mercificazione delle esistenze e all'omologazione planetaria si fa spietata soprattutto in Vite di scarto, Dentro la globalizzazione e Homo consumens ( l'ultimo passo e preso dalla biografia del filosofo su Wikipedia)".
Ecco il cancro che ci sta distruggendo: la cura c'é, mancano i medici e gli infermieri. Ci sono volontari?
Non é solo un problema di volere o di potere, ma soprattutto di sopravvivenza per tutti coloro che di questa società sono stufi di assumere quel ruolo di rifiuti umani per loro disegnato, e in certi casi predefinito, da chi ha tutto l'interesse a che le cose rimangano esattamente come sono perché se "libertà" é la loro parola principe in realtà essi la temono come il davolo teme l'acqua santa perché il girono in cui i suindicati candidati a diventar rifiuti dovessero accorgersi che ne sono i primi depositari verrebbe scoperto il giochino messo su da 30 anni a questa parte da chi il potere l'ha nelle proprie mani e non ha nessuna intenzione di dividerlo (tantomeno condividerlo) con gli altri..... ora il punto é: se la loro libertà può essere acquistata a suon di quattrini e di privilegi, l'altra libertà, quella vera, come la si potrà conquistare? A voi le risposte.... perché io, come eretico di questa società, so che di talentuose anime belle pronte a saltare sul carro, uno qualunque, del prossimo vincitore, pur sapendo che il loro é solo opportunismo conformista, ce ne sono a iosa ... moltissimi meno sono quelli disposti a segargli le ruote!!!!

domenica 30 ottobre 2011

non è mai troppo tardi ...



... esprime al meglio il comune sentire di almeno metà del paese..... non si può aggiungere altro perché é inutile tranne che prima perndiamo atto che la democrazia è diventata un oligarchia prima ce ne liberiamo e facciamo diventare questo un paese moderno e democratico......

venerdì 10 dicembre 2010

oligarchia, meritocrazia, gerontocrazia: ecco la "nuova" Italia

Ieri, 9/12/2010, sul fatto quotidiano c'era un bel contributo del Prof. Alberto Burgio dal titolo " La meritocrazia secondo Galli della Loggia" (pagina 22), nel quale il Prof. rispondeva a un articolo del noto opinionista del Corriere della Sera; da questo intervento ho tratto spunto per questo post per dire la mia sugli argomenti proposti, nel mio piccolo naturalmente non potendo, né volendo, competere e pesare, o pensare di pesare, nel dibattito: ma, appunto, dire la mia prendendone spunto. Hanno voglia ad affannarsi i "riformatori": si diceva una volta che la verità é rivoluzionaria. Ma cosa produrranno le riforme? Esattamente quello che c'é nel titolo del post: i tre veri pilastri della nuova Italia nell'era post caduta di Berlino; s'intende per "tal era" il periodo durante il quale l'amato Capo, attuale, risulta essere solo l'atto finale di un processo che ha visto la "ristrutturazione/riconversione" dei partiti tradizionali, crollati sotto i colpi della Magistratura e dell'indignazione popolare (in parte guidata) che si sono riposizionati sulla base della trasformazione sociale che avveniva nell'intero Occidente in seguito all'ondata liberista promossa dai vincitori della guerra fredda: gli USA reaganiani. Il processo prevedeva, nei vari paesi ove arrivava l'ondata, uno shock socio-economico e l'appiattimento dei partiti, tutti, sul pensiero unico dominante (il liberismo e l'assioma mercato=democrazia; falso come lo sono oggi le mille lire). Da noi non si sfuggì all'ondata; nel nostro paese c'era un terreno favorevole particolarmente ricettivo grazie ad alcuni fattori: la malavita italiana che vedeva di buon occhio l'assenza, o la cancellazione, delle regole (malavita sempre presente nelle zone grige della storia italiana con la quale tanta parte della casta politica di allora cercava di convivere da un lato e di trattarci mediazioni che favorisse entrambe le parti); gli spiriti animali, che negli italiani si evidenziano subito nel rifiuto di pagare le tasse, da parte di alcuni ceti sempre riconosciutisi nel centro del potere politico, e nel rifiutare qualunque tipo di regola che impedisce l'esplicarsi della libertà di fare quello che si vuole (esattamente il contrario di cosa relamente significhi il concetto di libertà); le corporazioni (politiche, economiche, finanziarie per limitarsi alle più grandi che prima dipendevano proprio dai partiti e che ora li dominano) che vedevano la possibilità di governare, per interposta persona, un intero paese senza risponderne direttamente attraverso il controllo pubblico. In un tal quadro "l'Avvento" dell'amato Capo era solo la naturale conseguenza, o lo sbocco finale, del processo: per dirla meglio se abbiamo Lui al vertice é perché ne hanno creato, volontariamente o meno é un altra storia, le condizioni sia sociali che politiche: era pronta la cornice, mancava il quadro e il soggeto principale di esso. Ora detto ciò veniamo al punto: come siamo ridotti così? Come mai quando devono "riformare" tirano fuori dall'armadio parole anacronistiche e svuotate del loro reale significato quali, ad esempo, la meritocrazia? Queste riforme siamo proprio sicuri che non siano meritocratiche? Lo sono eccome, almeno io ritengo che lo siano. Ma lo sono su un punto particolare: sono meritocratiche su chi é già predestinato ad assumere incarichi; predestinato per provenienza "familistica" o politica: lo dice il Prof. Burgia e io sono d'accordo. Il "predestinato", il prescelto, anche se avesse un Q.I. pari a 10, comunque arriva ai vertici: costui vede il "merito"premiato da quando studia a quando lavorerà in "fabbrichetta" a quando, e se, entrarà in politica perché in realtà non incontrerà "concorrenza" con chi, magari, ne ha davvero le qualità e il talento e che non avendo fondi o sponsor non farà mai carriere né vedrà realizzate le proprie aspirazioni e si dovrà rassegnare a una vita precaria e da precari. Ma anche se é proprio un incapace, e nonstante i soldi e gli sponsor, non ce la fa ..... c'é sempre un esamino facile che lo "aiuta" ad affermarsi nel campo che ha prescelto o a raggiungere la meta prefissata e a cui era predestinato. Il ceto che si é venuto così a creare, un ceto assistito e chiuso, in una siffatta situazione é un ceto che non ci sta a mettersi da parte: ma davvero secondo voi queste riforme servono a premiare il merito? Realmente una società meritocratica lascerebbe dove si sono messi oggi (poltica, industrie, ecc.) tanti inetti? Ci sarebbe un rivolgimento tale che verrebbero sconvolti tutti gli equilibri di potere attualmente costituiti e porrebbe nei problemi tutti quelli che hanno da piazzare nei posti clientelari amici e amici degli amici. Cari ragazzi che lottate per veder riconosciuto il VOSTRO futuro e il vostro merito non credete alle sirene che vi provocano (provocazioni verbali e non solo) né a quelle che vi dicono che queste riforme sono a vostro favore: non é vero perché queste riforme servono a solo a fare in modo che i loro "pargoli (diretti e "adottati" politicamente parlando) non abbiano concorrenti che li mettano in cattiva luce perché spesso incapaci e che davvero meriterebbero di andare a zappare o a raccogliere pomodori al posto dei tanti extracomunitari perché altro non saprebbero fare ........ una vera società meritocratica livellerebbe le classi verso l'alto eliminando in un colpo solo la generazione assistita che é nata e cresciuta, e si é arricchita, dopo la caduta del muro e sulla scommessa liberista ha scommesso il proprio futuro: volete davvero che questi qua debbano conoscere l'onta della disoccupazione e della cassa integrazione per politici e assimilati? Volete davvero che questi "poveracci" che prima del '92 avevano le pezze al sedere e ora viaggiano in ferrari ritorni al punto di partenza? Siiiiiiiiiii? ma siete proprio dei comunisti.... Realmente pensate che vivete in società democratiche? Realmente credete che Assange sia un bieco stupratore? Realmente credete che chi lo ha denunciato sia una "povera" ragazza che "non ha fatto di tutto per entrare nelle grazie, e poi nel lettone (non di Putin), del curatore di Wikileaks? La realtà, come sempre é ben diversa: c'é da crederci solo che, non trovando altro, i paesi democratici, o cosiddetti tali, si siano aggrappati a una fondamentalista cristiana che creasse le condizioni per poter cercare di fermare uno dei siti, e il suo curatore, che andavano a spulciare la polvere delle cosiddette democrazie occidentali mettendone in luce le contraddizioni e le ipocrisie profonde con le quali mentono ai propri cittadini; così come mentre da noi a ogni pié sospinto ci si scaglia contro "i comunisti" all'estero le stesse persone intrattengono relazioni "amichevoli" con i peggiori dittatori, spesso ex-comunisti, del pianeta queste persone cercano di venderci per "riforme" il peggior bidone della, breve e travagliata a dir poco, storia di questo sfigato e credulone paese?

giovedì 13 novembre 2008

ammazza blog: il punto della situazione.

Nonostante le tante perplessità espresse dai miei amici e colleghi blogger (qui su libero ma anche fuori da questa piattaforma) - che ringrazierò vivamente alla fine di questo post - per la pazienza dimostrata nei miei confronti quando ho scritto il post sull'ammazzablog e per aver sopportato "l'angheria" (qualcuno in privato così si è espresso nei miei confronti intimandomi di non rompere più i co****** per cose di così poco conto) di ricevere un messaggio che li informava del "colpo" che si sta tentando in Parlamento VI comunico che stasera anche Beppe Grillo (non che sia un messia, no non cado in questa trappola....) con un post ha preso posizione confermando di fatto la news che girava ieri (11/11/2008) in rete e che qui ho pedestremente riportato con tanto di link vari con il mio commento. Quindi la notizia è CONFERMATA!! Stanno "regolamentando" la comunicazione digitale, e lo stanno facendo nella migliore maniera (per loro): soft, con definizioni vaghe in modo da lasciarsi, per se, le mani libere per il futuro e liberi, come sono, di ampliare e/o restringere il campo d'azione della legge in fieri a seconda della, credo, docilità dello stesso mondo digitale al volere dei poteri forti: meglio (sennò a qualcuno non è chiaro) se facciamo i bravi ci lasciano in pace sennò ti arriva la letterina a casa che ti dice che devi iscriverti al R.O.C., e pagare un tot, e magari anche una lettera allegata dell'agenzia fiscale, se hai dei banner ritenuti commerciali, che ti chiede se quegli introiti li hai dichiarati nelel tue tasse e sappiamo tutti che casino diventa, ok? Sono, essendo gli italiani dei veri maestri nel dire (non dicendo apertamente) una cosa volendo intedere esattamente il suo opposto, come già detto prima definizioni (troppo) vaghe (nella I° Repubblca si chiamava "bizantinismo"): un'esempio è la definizione di "attività imprenditoriale" che è vaga, e sottilmente bifronte (leggete qui il disegno di legge, c'era già ieri ma è sempre bene rinfrescarsi la memoria non credete?) in modo da lasciare interdetto, almeno un pò, chi non mastica tutti i giorni il "politichese" (infatti il sottoscritto dopo averla letta è rimasto un bel pò interdetto, prima di fare il post, ma poi ha fatto un pò di ricerchine e ha trovato altri, fra blogger più famosi del sottoscritto e riviste del settore informatico, che confermavano la cosa), scoprendo che la cosa era vera e reale e che molto probabilmente se letta sotto l'ottica giusta, e applicata allo stesso modo, poteva essere il R.I.P. per la blogosfera nel suo insieme. Per i molti che mi hanno espresso le loro perplessità dico solo di andare ai link e leggere i vari post, e articoli, e valutare "AUTONOMAMENTE" le possibili conseguenze di questa, futura per ora, legge: io le conclusioni che ho tratte le ho postate, con una certa dose di coraggio, e lottando contro il solito individualismo di cui tutti oggi in occidente siamo pervasi: del genere 'finchè la casa non mi crolla addosso non mi preoccupa, certo mi dispiace per il vicino la cui la casa sta "realmente" crollandogli addosso, ma che ci posso fare e più che esprimergli solidarietà, una pacca sulla spalla, e dirgli "mi dispiace (ed anche la coscienza è a posto per non parlare dell'anima, se c'è, che si tranquillizza)" non si fa, e amen (con la riserva mentale del meno male che non è successo a me sennò come facevo?)'. Ora non so, al momento, se il disegno di legge passerà e in che misura e come; nemmeno so se lo stesso sarà più preciso o manterrà la sua vaghezza però una cosa so e la dico qui pubblicamente: non era mia intenzione lanciare un'allarme generale di all'erta "UNO" (non è nel mio stile) ma solo far risvegliare dal torpore i blogger che troppo spesso stanno rinchiusi nel loro "giardino" (me compreso, anzi per primo mi ci metto) e se lo coltivano gelosamente guardando (non tutti per carità) in cagnesco (o gattesco dipende dai gusti) l'altro. Signori, Signore, colleghi/e e amici/he blogger in questi anni (dal 1990 in poi in Occidente, ma in Italia da molto prima) parole come libertà, democrazia, uguaglianza, diritti e doveri, oneri e facoltà, il voto e le sue espressioni in Parlamento, compartecipazione alla vita pubblica, ecc. sono diventate parole sempre più vuote e senza il significato originario che gli diedero i Padri della Costituzione (che fra parentesi già allora era considerata da alcuni "provvisoria") e troppo velocemente si è passati da Governo del popolo (nella sua massima espressione di corpo elettorale) a "Governo approvato dal popolo" con tutto quello che ne consegue: non è un male assoluto ma non siamo ancora così maturi, come popolo e come nazione nel suo complesso, da capire fino in fondo il reale significato di un tale, ed epocale, passaggio ed infatti siamo ridotti come siamo: isole nell'oceano di una società che corre follemente verso la propria disintegrazione. Ecco perchè la rete, con tutto quello che rappresenta (in termini di blog, networking, socialnetworking, forum, chat, ecc.), ritengo sia ancora "quell'ultimo lembo di carta (igienica)" su cui scrivere (anche qui ricito il film V per Vendetta) se stessi e quello che si pensa: quell'ultimo lembo di libertà dove, come dice nel film, si può scrivere che "anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò ecc. io ti amo". E' chiaro come il sole che ci sono tantissime zone d'ombra e di crimine che vanno spazzate via senza se e senza ma (recente fu la scoperta di un blog con foto "strane" proprio qui su libero) come è anche chiaro che la blogosfera si deve regolare e darsi un codice di autoregolamentazione e di comportamento chiaro, condiviso, univoco che eviti a terzi (potere da un lato e criminalità dall'altro) di metterci il naso per propri fini dichiarandone la fine: siamo un'avanguardia e forse per questo hanno paura, ma le avanguardie spesso si credono infallibili e scadono nell'auto compiacimento e se non vogliamo fare la fine delle altre precedenti avanguardie dobbiamo crescere e maturare in fretta perchè al minimo spiraglio ci eliminano senza scrupoli e pietà facendoci anche pagare lo scotto di passare per chissà chi e cosa. La rete non è il toccasana di tutti i mali (il digital divide è solo una chimera per far spendere alla gente più soldi; per esempio negli USA il numero di persone che vi accedono si è ridotto drasticamente e li crediamo all'avanguardia.... Rifkin nel saggio l'era dell'accesso s'è dimostrato profeta!) ma rappresenta oggi quella che una volta era il villagio e la sua osteria, o piazza principale, dove la gente la sera s'incontrava e parlava (litigava, si menava, discuteva ecc. cose umane insomma), provate ad immaginare se in "quella" piazza arriva qualcuno e comincia a dire: te no non puoi dire così perchè dicendolo sei un giornalista; oppure quella maglietta con quel marchio non la puoi portare perchè devi pagare i diritti della tal (o talaltra) associazione o azienda, che mondo è questo? Un mondo formalmente libero ma effettivamente represso nelle sue istanze più concrete, istanze che sono proprie dell'essere umano quando nasce (si chiamano diritti fondamentali questi) e se li porta con se lo voglia o no. Ecco cosa è, o meglio, o dovrebbe essere la rete in generale e la blogosfera in particolare. QUINDI RINGRAZIO COLORO CHE HANNO ADERITO E HANNO POSTATO (E SONO TANTISSIMI, GRAZIE AL CIELO) SUI LORO BLOG SIA IL MIO DI POST (COPIANDOLO E INKOLLANDO), CHE LE LORO CONSIDERAZIONI CON UN LORO POST MOSTRANDO UN LIVELLO DI PARTECIPAZIONE CHE NON MI ASPETTAVO (E NEMMENO MI ASPETTAVO DI ESSERE CONSIDERATO COSI' "ATTENDIBILE" DA FARLO); RINGRAZIO COLORO CHE SI SONO ATTIVATI CREANDO UNA VERA E PROPRIA CATENA DI NICK PER FAR GIRARE ALMENO IL MESSAGGIO DEL POST STESSO; RINGRAZIO COLORO (SOPRATTUTTO PROFILI) CHE HANNO MESSO LINK PARTECIPANDO ANCH'ESSI; RINGRAZIO CHI MI HA ESPOSTO LE PROPRIE PERPLESSITA' PERCHE' LA NOTIZIA ERA TROPPO "FRESCA" E NON NE SAPEVANO NULLA E, QUINDI, GIUSTAMENTE ERANO DUBBIOSI; E RINGRAZIO ANCHE CHI MI HA IGNORATO PERCHE' E' LORO DIRITTO FARLO E PERCHE' FORSE SI RITENGONO FUORI DAL PROBLEMA, E FORSE HANNO RAGIONE LORO, O SEMPLICEMENTE NON GLI INTERESSA. IL PROBLEMA RIMANE E LO DOBBIAMO AFFRONTARE PERO'. Come? ci sono più vie: fare petizioni; mandare mail ai parlamentari della Commissione Cultura; mandare mail a politici da sempre dimostratisi sensibili ai problemi della rete; dare una smossa ai blogger "famosi" affinchè si muovano o smuovere il mainstream (difficile perchè non ci vedono di buon occhio se è vero che ci ritengono poco più che "persone che si guardano solo il proprio ombellico") e che vogliono usurpare il "loro" mestiere: nulla in contrario, però lo facessero il loro mestiere senza condizionamenti di sorta (esterni o interni che siano soprattutto interni perchè ci sono alcuni che sono più realisti del re) e si ricordino che la libertà di stampa è uno dei perni della democrazia (quella democrazia che sbandieriamo contro il cattivo di turno, magari nostro ex alleato ora divenuto scomodo) e che il nostro paese è nell'area dei paesi "parzialmente liberi": e non credo sia un bene per noi, no? Rimango in attesa di suggerimenti e proposte che si valuteranno qui pubblicamente sul blog o sui blog dei nick se lo vorranno: io non ho problemi.

mercoledì 12 novembre 2008

ritorna la legge ammazza blog

Già nella passata legislatura ci avevano provato con la legge Levi-Prodi che mirava a far iscrivere al registro del R.O.C. (registro operatori della comunicazione) i blogger in modo da farli ricadere sotto le leggi che riguardano la stampa, soprattutto quelle penali, convertendo i blog (di qualunque tipo) a organi di informazione e negandogli il carattere dell'espressione personale e democratica dei cittadini che dicono la propria e soprattutto negando l'esistenza di un maggior grado di libertà rispetto al mainstream dell'informazione che da semrpe, per motivi economici e di opportunità, è collaterale al sistema di potere politico-informativo che è dominato da pochissimi tycoon che pervadono l'intero mondo dei media che o si assogetta o è ai margini e muore per eutanasia indotta (un'esmpio per tutti Il giornale di montanelli passato ad altri escludendone la più famosa penna del giornalismo italiano): ora più che mai che i contributi vengono dati per concessione governativa regolamentare che per disposizione di legge paritaria com'era fino a poco tempo fa. Un primo allarme venne lanciato da Valentino Spataro e da punto informatico, almeno a quanto risulta al sottoscritto, e dal blog di Beppe Grillo fu lanciato un'articolo di fuoco che questo blog, e da altri come ad esempio la rivista pcworld che lancia la notizia ha rilanciato all'interno della blogosfera di libero tornando il giorno successivo a parlarne a proposito della classifica del freedom watch che ci poneva al 35° posto fra i paesi che godevano della libertà nella zona della classifica dei "paesi parzialmente liberi". Il governo dopo qualche giorno arenò, anche se l'allarme rimase alto nella blogosfera, il disegno di legge facendo parzialmente marcia indietro a causa della forte pressione che venne dal mondo blogger e da quella parte della politica sensibile alle istanze democratiche e alle libertà di espressione della società al di fuori e al di là del mainstream ufficiale: e questo blog registrò questa parziale marcia indietro con un certo grado di soddisfazione ritenendo che quella fetta di libertà di espressione del pensiero del cittadino che rappresentano i blog nel loro complesso fosse salvaguardato dall'attacco concentrico della varie caste (politici, giornalisti, ecc.) corporative presenti in Italia. Invece, come direbbe Totò, "tomi tomi e quatti quatti" ci riprovano ora con un disegno di legge alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati (DdL C. 1269) di cui si trovano notizie sia su punto informatico che su pcworld. Entrambi che ne fanno una breve analisi e il disegno di legge non ne esce molto bene perchè nei fatti si tenta di riproporre quanto previsto nel precedente disegno di legge Levi- Prodi annacquando solo un pò le definizioni per identificare, e distinguere, gli operatori della comunicazione dai comuni blogger (categoria alla quale appartiene il sottoscritto): annacquamento fin troppo vago che lacia le mani libere a questo come a governi futuri per stringere un pò alla volta il cappio intorno al collo della blogosfera fino a far rimanere solo blog "ufficiali allineati e coperti (di politici, di quelli inglobati nelle varie testate dei giornali ecc.)" e una piccola parte (circa il 3% dell'attuale blogosfera) che salva la faccia a tutti e che consente di dire che le libertà individuali di espressione sono salvaguardate e si sono solo potati i rami estremi (di commento alla informazione). Altri blogger se ne sono accorti di questo nuovo tentativo di metterci la museruola e stanno lanciando un'allarme all'interno della blogosfera: io ne cito uno Luca Spinelli che nei suoi siti ne parla approfonditamente e punta il dito sul punto che potrebbe fare da leva per eliminarci definitivamente (anche se il sottoscritto non ha banner pubblicitari nè altro che potrebbe farlo ricadere sotto la mannaia mentre altri anche qui su libero invece NO) dalla rete. Insomma il livello di attenzione si dev'alzare se non si vuole perire e un'alrto pezzo di libertà in questo paese, che solo formalmente è libero (o meglio è libero di rovinarsi con le proprie mani ed è libero di essere meno istruito qualitativamente rispetto alle precedenti generazioni, e soprattutto è libero di fare e attuare tutte quelle libertà che non fanno male al potere e alle varie caste che lo governano) mentre nei fatti è strettamente controllato e inquadrato e sempre meno sono garantite quelle libertà (art. 21 e seguenti della Costituzione che sempre di più sono solo parole sulla carta e basta) individuali di cui tutti parlano ma egualmente tutti ne hanno paura perchè il giorno in cui gli italiani dovessero risvegliarsi dal sonno dopato nel quale da circa 20 anni son tenuti artificialmente per le varie caste potrebbero essere dolori seri: pensate a quelle centinaia di migliaia di lavoratori che da qui al 2011 perderanno il lavoro (senza che il sindacato faccia una piega se non assicurargli una vita pochissimo libera e ancora meno dignitosa con i vari rimediucci genere mobilità lunga e simili; pensate ad una rete completamente pervasa dell'ideologia consumistica che non ammette "perdite di tempo" da parte di persone che riflettono e usano ancora quel poco di cervello che hanno non dopato; pensate alla frustrazione sempre più repressa della parte povera della popolazione la quale, in quanto fuori dal giro del consumo fine a se stesso, si troverebbe esclusa anche dalla rete senza nemmeno più la possibilità di dire la propria attraverso essa; pensate, infine, a voi stessi che avete un blog (non necessariamente politico che sono l'obiettivo principale ma non unico) di "fatti vostri" e avete fatto la fesseria di mettere un piccolo banner commerciale o simile e siete costretti a sottostare alla burocratica iscrizione al ROC (con non solo i costi monetari e di tasse ma anche di controllo diretto su quanto dite e scrivete) con tutto quello che ne consegue. Non c'è singolo partito presente ora in Parlamento che veda di buon occhio (tranne alcune parole di circostanza o difese d'ufficio per puri motivi opportunistici) la blogosfera dove è solo uno di tanti e non emerge per grazia ricevute o per privilegio di casta ma è uno come tanti ed emerge solo per le proprie qualità e non per altro. E' vero che la blogsfera una regolata se la deve dare ma non certo da chi non altro interesse che quello di controllare, dirigere, dividere a seconda delle appartenenze politiche, giornalistiche, ecc.: se si afferma ai quattro venti che la libertà dev'essere la prima cosa, come mai si stanno invadendo tutti gli spazi ancora non direttamente controllati dal potere? Immaginate tutto ciò e ogni volta che sentite un politico o un giornalista o simile che parla pensate che questi non vi possono vedere perchè ognuno di loro in qualche modo vi teme e vi vuole mettere il bavaglio: e una volta che lo pensate provate a immaginare cosa voterete alle prossime elezioni?

domenica 26 ottobre 2008

Io (non) c'ero...........

Finalmente, a differenza di quanto affermasse Crozza, l'ha fatta la manifestazione! Al circo massimo Veltroni ha dato la sveglia ai suoi facendoli sentire "parte" di un qualcosa (non si sa ancora cosa ma ci sta lavorando) e a dimostrato agli altri oligarchi che, per ora, è lui il "cesare augusto" di quella amalgama chiamata PD. Un partito senz'anima propria che vive di luce riflessa del suo modello originario dall'altra parte dello specchio: il PdL. Sono due gambe dello stesso corpo, quel corpo che è lo stesso dalla caduta del muro di Berlino e che ha li ha prodotti come subspecie esistenziale della società liberista che vedeva, allora, ampie praterie da arare in nome della fine della storia. Ma, come abbiamo visto, la storia non è finita e i teorici di quell'idea hanno fatto repentinamente marcia indietro di fronte alle storture prodotte quando si è passato dalla teoria ai fatti: mercato senza regole; esportazione del modello sulla punta delle baionette; costruzione di un'occidente non basato sul consenso ma sulla paura del diverso; democrazia svuotata dei suoi contenuti originari e riempita di autoritarismo e elitismo non di maniera, l'ideologia mercatara usata come giustificazione per qualunque crimine possibile da commettere con l'unico scopo di appropriarsi dei soldi del cosiddetto parco buoi e per l'arricchimento personale al di là di qualunque etica e morale (pur teorizzata dal padre di questo sistema che è vecchissima .... più vecchia di marx e del marxismo ..... un certo Adam Smith che si parlava di liassez faire, laissez passaire ma poche righe più sotto ne denunciava le storture se non ci fossero state conteporaneamente presenti etica e regole) e con la compiacenza dei governi e delle èlite dominanti. Ieri cosa abbiamo visto? Il popolo delle primarie? Quello dell'ulivo? Si e no: si è visto soprattutto la vocazione a perdere di questo partito che fa attestato di testimonianza contro il governo ma è pur sempre prigioniero della rete berlusconiana avendone accettato regole (ammesso che da quella aprte ci siano regole e non diktat), modelli e referenti economici. Troppo simile all'altro fratello maggiore per uscire dal recinto e troppo personalistico per sfondare il muro della indifferenza che gli italiani si sono creati intorno per evitare di confondersi più di quanto lo siano già. Veltroni non è altro che la risposta liberista alla destra populista: e gli altri oligarchi non da eno visto che ognuno è frutto di un passato che è lontano anni luce dalle correnti storiche tradizionali. E' dovrebbe anche ringraziare il suo alter ego per il "favore" di un paio di sparate fatte e che hano ricompattato un pò di gente per far aumentare di partecipazione la manifestazione di ieri (che al di là dei numeri è indubbiamente riuscita) che però rischia di essere un fuoco di paglia se non concretizzerà uno straccio di idea alternativa rispetto al governo attuale. Appuntamenti importanti lo aspettano: le elezioni in Umbria (dove rischia, causa malgoverno, di uscirne distrutto) e le europee. In entrambi i casi la cosa più probabile è la sconfitta e un'ulteriore allontanamento della creazione di una alternativa valida a ciò che abbiamo ora. In mancanza di un ricambio generazionale questa poltiica frena il paese e le nuove istanze che cresono nel paese: è vecchia ed è vecchio il modo di farla. Hanno ragione i ragazzi del movimento quando dicono "sono vecchi" e "noi non vogliamo pagare"; hanno ragione da vendere ma se non saranno capaci di superare il movimentismo saranno l'ulteriore bolla scoppaita di questo sistema con in più uno strascico di feriti e incidenti che non farà altro che provocare una ulteriore rafforzamento dell'attuale quadro politico: e aspettare un'altra generazione questo paese non se lo può permettere! Un'altro aspetto alcuni osservatori hanno messo in rilievo: l'assoluta capacità di attrazione della IdV rispetto all'elettorato tradizionale del PD. Si ed è vero che l'IdV rischia di diventare l'unica valida alternativa all'attuale maggioranza: solo così si spiega la campagna di demonizzazione lanciata con questo partito sia dalla maggioranza che dal PD stesso visto che, grazie, ad una scaltra linea politica Di ietro e co. riescono laddove gli altri falliscono miseramente: una liena alternativa chiara e semplice che penetra fra i cittadini come un coltello nel burro e ciò non va bene per chi ha fatto della spartizione del potere a due un puntello della propria linea politica: Veltrusconi.

giovedì 26 giugno 2008

Elezioni americane, Obama vs Mccain: decade l'impero si lotta per dividersi le spoglie?


E' frenetica l'attività dei due candidati alla presidenza alla Casa Bianca americana. Mccain e Obama stanno già dandosele di santa ragione ognuno cercando di mettere i bastoni fra le ruote dell'altro, coinvolgendo mogli e amiche delle amiche ecc, e al contempo cercando di pescare sia gli indecisi (la stragrande maggioranza dei cittadini americani, ricordo che lì il voto non è obbligatorio come da noi ma ci si iscrive pagando una tassa e l'iscrizione può essere contestata se non ricorrono tutti i requisiti richiesti tipico delle società liberali ma non democratiche dove si chiede che tutti partecipino alle decisioni) che nel campo avverso. E' una campagna senza esclusioni di colpi, bassi e non, per distinguersi l'un dall'altro dato che i programmi e le affermazioni della linea sono praticamente simili: un'oligarchia contro l'altra armata, ecco lì elezioni, e soprattutto ecco il nostro futuro, con la gente reale sullo sfondo a cercare di capirci qualcosa ma soprattutto presa dal dovere quotidiano di sopravvivere alla sventura di nascervi. Nonostante la novità della possibilità del primo afroamericano eletto a Presidente degli Stati Uniti (ennesima versione del sogno kennediano con cui si spera di far abboccare i giovani e parte della società interna ma soprattutto cui si aggrappano i tanti fonzies in giro per il mondo per darsi coraggio ed emularne slogan e idee) che sembra una novità, ma non lo è, la vera cosa è la mobilitazione di molti cittadini di quel paese disperati e all'ultima spiaggia prima della fame cronica e della povertà che si darebbero in pasto al primo tritacarne che passa pur di mandare a casa chi li ha definitivamente distrutti: l'attuale dirigenza affaristica che si è amantata di religiosità ma che non si è fatta scrupolo di chiudere entrambi gli occhi sugli sfaceli commessi impunemente dalle banche e dalle industrie, petrolifere in particolare, che hanno affossato ulteriori grosse fette di ceti medi di quel paese. Obama sembra proprio l'ancora di salvezza a cui aggrpparsi nella tempesta illudendosi che nel mettersi sugli attenti ed eseguire gli ordini dell'oligarchia che lo ha spinto alla massima carica dello Stato americano lasci qualche briciola a coloro che ogni giorno lo mantengono in peidi con il loro lavoro e il loro sudore per pochi dollari, ma soprattutto che si ricordi appartenere ad una parte della popolazione da sempre emarginata dal potere e poverissima e che agisca di conseguenza ricordando che quel paese è il proprio il frutto del mix di tante minoranze sia etniche che sociali sulle quali con il passare dei decenni è scesa la cappa pesante del controllo economico, in stile liberista, della politica che non ammette mezze misure: o diventi squalo o sei preda e perisci. Sono in molti a intuire che l'economia del dollaro "petrolifero" è agli sgoccioli ormai da anni ed è solo grazie ai paesi amici (o meglio alle oigarchie che li reggono terrorizzate dalla propsettiva di perdere il cotnatto con essa e di conseguenza affrontare un cambio radicale di sistema che potrebbe portarle nella cestino della spazzatura della storia) che ancora si regge quella americana perchè sfoga, esportandola, in essi la propria crisi e, di conseguenza, la propria finanza allegra: un'esempio è la crisi dei suprime che stiamo pagando noi ma che è nata lì. Dubbi che entrambi i candidati non cambino rotta non ce ne sono, piuttosto è la valutazione dei danni accettabili e degli eventuali effetti collaterali che li fa differire fra loro: nulla che riguardi noi naturalmente, solo questioni interne al centro dell'impero. Insomma anche se i fondatori della nazione americana si crucciavano di assomigliare all'antica Roma l'impressione che si ha dall'esterno e che invece si tratti solo di un'eufemismo per nascondere che non a quella Roma cui vorrebbero assomigliare ma piuttosto alla Roma decaduta e in mano alle varie invasioni barbariche che portarono al periodo buio dove dopo la caduta rimaneva solo il potere religioso che di volta in volta si alleava con il potente di turno che decideva di razziare la capitale dell'antico impero di cui era ormai solo il fantasma.

mercoledì 7 maggio 2008

Nuovo Governo o continuazione del precedente?

L'annuncio e poi il giuramento e poi anche questo Governo entrerà in funzione e sarà l'ennesimo nato sui litigi interni alla maggioranza c'è, è vero, un piccolo particolare che di solito i Governi del Capo filano perchè è grande la voglia di restare allapice e perchè da Capo azienda non ammette discussioni ma un paese come il nostro (anarchico, individualista, egoista, e quant'altro) dove ognuno fa quello che vuole (naturalmente in maniera proporzionale ai soldi che ha, come nel miglior stile liberale del XX secolo) è difficilissimo che non ci siano litigi e gelosie come anche ricatti e amenità varie. Ma la nostra vera anima non è occidentale ma bizantina e quindi almeno io non mi meraviglio, e come sempre aspetto questo Governo come i precedenti sul "fare" anche se mi pare non potrà che cosntinuare nella scelta liberista e classista come i precedenti. Infatti è di dominio pubblico che, proprio grazie alla pubblicazione degli elenchi dei contribuenti, il nostro paese è uno di quelli dove la disparità è legge, ossia si è allargata moltissimo la forbice sociale e voglio proprio vedere come farà "questo" Governo a negare aumenti decenti ai lavoratori quando ci sono arricchiti di tutto rispetto che continuano a vedere accrescere la propria ricchezza. E mentre il tanto vituperato precedente Governo Prodi a fatto levare dalla UE la procedura di infrazione per deficit eccessivo per la politica seguita in SOLI DUE ANNI (a ascapito dei lavoratori e delle necessarie riforme sociali), questo perseguirà lo stesso obiettivo o continerà nella finanza creativa e nei condoni? Saranno i soliti a pagarne il prezzo o vedremo qualche "riccastro" piangere per aver pagato almeno quell'1% in più di tasse? E per quanto riguarda la riforma TV cosa farà? Dalle aziende di famiglia il "sospiro di sollievo" per la anticipata "dipartita" del Governo Prodi sarà accompagnato da un urrah per non aver tocato nulla facendo pagare a noi le multe per le irregolarità del nostro sistema di TLC o il nostro di tascua sua caccerà gli euro necessari a pagare le multe giornaliere che la UE ci infliggerà per non aver ottemperato ed esserci adeguati alla normativa operativa nei paesi civili? Sono tanti gli interrogativi e tante le apprensioni: soprattutto di quei tanti che si "sono turati il naso" votandoli ma che non erano di quella parrocchia e lo hanno fatto solo perchè in giro non c'era nulla di diverso e migliore?

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