Visualizzazione post con etichetta Di Pietro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Di Pietro. Mostra tutti i post

venerdì 5 giugno 2009

Chi ha paura di Santoro e di Di Pietro?

La nostra Costituzione è la base della convivienza civile nel nostro paese. Garantisce a tutti una serie di diritti che vanno molto oltre i cosiddetti "diritti naturali" delle società liberali (modello nel quale vviiamo oggi) e pongono dei punti fermi nel rapporto fra cittadini e fra essi e lo Stato. Insomma una Costituzione democratica. Però da noi quella stessa Costituzione è rimasta carta e null'altro: violata e violentata in nome della ragion di stato e dell'interesse delle lobby. Fior di Servitori dello Stato hanno pagato caro la loro determinazione nel "servire" quello Stato che invece li ha lasciati soli. Poi ci sono i singoli, i quali solo perchè fanno il loro dovere, magari per aver visto qualcosa che non dovevano vedere o semplicemente perchè si sono rifiutati di pagare un qualche pizzo, che in poco sono costretti a vivere loro in clandestinità e non chi hanno indicato. E, infine, ci sono le mosche bianche: un nome per tutti Peppino Impastato che ha pagato a caro prezzo il suo impegno contro le mafie. E fin qui è la storia. E' di oggi la notizia, raccapricciante, di due buste (che contengono minacce e proiettili) pervenute a Santoro e Di Pietro: il primo che rappresenta l'ultimo giornalista non allineato al potere e un politico scomodo che, fra mille contraddizioni, risulta essere l'unico che realmente costituisce un pericolo per l'asset di potere PD-PdL-Lega, l'unico. Qualcuno ha ancora dei dubbi sul fatto che l'Italia in pochi anni è diventato il Far West dell'Occidente dove conta solo la legge, se tale si può chiamare, del più forte?

mercoledì 18 febbraio 2009

Addio al PD; avanti il prossimo

E' esploso (e sarebbe il caso di dire finalmente); si chiude un'esperienza amara e deludente che non era "il" partito nuovo e non era nemmeno "un" partito; ma un'aggregazione aritmetica di ex (pci, socialisti vari, dc) che aveva un solo obiettivo: l'autoreferenzialità e l'autoprosecuzione di se stessi (anche per clonazione di modelli altrui). I cittadini veri sono lontani, sono molto oltre costoro e guardano al quotidiano e non si entusiasmano ai vari "we can" ma si entusiasmerebbero molto di più nel vedere il loro punto di riferimento chiedere: misure sociali; lotta agli evasori; legalità, lotta alla corruzione, mantenimento del welfare, tasse ai ricchi (dopo averli stanati dall'evasione) come fece Roosvelt nel 29 che gli sbandierò davanti il pericolo di sommosse e di avanzate "comuniste" alzando le tasse fino al 72% dei partimoni (dato preso da Krugman in la coscienza di un livìberale e premio nobel per l'economia) ecc... lontani anni luce dalla condivisione di un quadro liberista che anche negli USA, faticosamente, stanno abbandonando nel cestino della storia. Qui ci vuole welfare e non mercato; laicità e non calarsi le braghe davanti al Vaticano; battaglie civili e non accordi sottobanco .... e qui pure potrei continuare. Chi avesse letto questo blog nei mesi scorsi ricorderà come in tempi non sospetti il sottoscritto espresse la propria opinione affermando che "questo" PD (che dalla prime mosse si presentava già come il clone dal centro del PdL) non avrebbe avuto avuto vita lunga perchè, a differenza dei suoi elettori, non aveva un'anima nè un'idea ma sembrava (allora si poteva dire oggi se ne ha una conferma) solo una semplice sommatoria di precedenti entità rivestita di bandiera americana e con in mente l'èlitismo liberale a livello politico e il liberismo (per carità in salsa prettamente populista al'italiana) come quadro economico. Grandi pacche sulle spalle dai poteri forti ma girata di spalle da parte degli elettori che non vogliono propri rappresentanti che usano le stesse ricette degli avversari ma gli propinano la vaselina per fargliele ingoiare (dov'è la differenza?) a forza. Il Prof. Pasquino anni fa diceva che ci voleva "socialdemocrazia (europea diceva, nordeuropea affermavo io)" e mai come ora si dimostra che aveva ragione: nel nostro paese ci vuole un'aggregazione che sappia guardare dal punto di vista della socialdemocrazia alle sfide della crisi liberista del sistema occidentale instaurando una linea che faccia convivere mercato e welfare, socialità e diritti individuali, prospettive reali di alternativa e non stessa ricetta con accenti diversi. Il PD non era niente di tutto ciò: era un partito centrista che guardava il proprio ombellico. E' tipico dei partiti italiani il credersi portatori di verità ed era tipico di essi il ritenersi immutabili nei fatti: serviva una cosa differente, che non c'è stata e non ci sarà mai a questo punto. Io gli dico addio ma temo che ce lo ritroveremo sotto altro nome davanti alle europee. Chi ci rimane? Di Pietro? Bè per il momento può essere anche accettabile visto che si presenta come un partito che sa usare la politica e dire le cose che la gente vera vuole sentire e segnala le virgole dietro le quali ci sono veri e propri siluri contro le conquiste sociali e democratiche molti storcono il naso perchè la "cultura" accordaiola della cosiddetta sinistra gli va contro, ma in realtà egli rappresenta un dato che è chiaro come il sole: nella realtà italiana odierna non frega niente a nessuno se questo o quello è il sol dell'avvenire, ossia se nasce ad est e tramonta ad ovest (o viceversa), quello che interessa realmente è "chi" si fa bandiera delle istanze reali di quella gente che nel nostro paese è sempre stata sfondo alla politica (che si è sempre parlata addosso) e non protagonista, con lui almeno l'impressione che si ha è che ascolti e sappia cosa dire e come dire (com'è noto non usa il politichese), perchè non dargli fiducia? Per i cespugli sinistrorsi un solo messaggio: o vi aggregate e cambiate i vostri capi o siete fuori. Per fare un'esempio: per costoro del PD (come per il PdL) lo Stato deve dimagrire a priori; per chi crede nella socialdemocrazia lo Stato deve abbandonare corruzione (politica), malaffare (politico e non), dare sicurezza (e non giustizia privata), commistione fra politica e affari (anzi oggi gli affaristi sono al potere), dare maggiori interventi per i ceti deboli e non abbandonarli al mercato e alle sue virtù salvifiche; per Costituzione la sanità è gratuita o poco più e la salute è un bene garantito dalla stessa e non dev'essere appaltata a privati, o peggio dato spazio ad organizzazioni del welfare, spesso religiose e di parte, che badano al profitto; la stessa sicurezza, oggi se ne straparla e si creano ronde, non dev'essere appaltata ad altri; uno Stato dove le leggi non abbiano almeno due interpretazioni (non si può mai sapere se un giorno il politico o un suo amico o altro ci possa finire sotto) e dove se si sbaglia si paga senza referenze o preconcetti aprioristici e dove i politici, come i criminali, vanno in galera! insomma uno Stato dove il cittadino sia il centro e non la periferia della sua azione.

mercoledì 19 novembre 2008

Ancora dubbi sulla condivisione di fini e vedute fra PD/PdL

Il fattaccio visto qui, in sè non significa nulla ma da cittadini qualche domanda ce la dovremmo porre quando li sentiamo, (nei comizi e nelle trasmissioni) litigare e poi li si vedono aiutarsi l'un l'altro. Il vero problema è che realmentequesti due partiti sono cloni fra loro (l'originale è il PdL ex Casad ella Libertà, mentre il PD ne ha imitato modi, tempi, strutture e ambito ideologico) e non hanno che poco di diverso fra loro: impercettibili quasi non si notano. Dovremmo chiederci: cos'hanno di diverso? Votando per l'uno anzichè per l'altro qual'è la novità e la differenza nella linea di governo? E li abbiamo visti all'opera, infatti: ma mentre il PdL ha una sua linea ben definita all'interno della Neo-Destra che ha come obiettivo primario l'affermazione di una società elitaria e estremamente chiusa in caste e corporazioni cui è difficlissimo accedere, mentre dal punto di vista economico considera i cittadini utenti-consumatori e nulla o poco di più, e dal punto di vista politico persegue il sogno (tipicamente americano) di una regime censitario e permeato di autoritarismo democratico (anch'esso tipicamente americano degli anni reaganiani e bushiani e che dopo la catastrofe finanziaria gli americani hanno appena buttato nel cestino della storia, si spera) e paternalista per nulla deideologizzata e con l'idea di introdurre, meglio di finire di introdurre, il liberismo nel nostro paese. A questa corazzata cos'ha risposto la vecchia, perchè questo è, sinsitra che non vuol morire? Si trasforma in qualcos'altro: anzichè fare la scelta, come sarebbe stato ovvio, socialdemocratica (nella migliore tradizione europea) ne fa un'altra completamente diversa che non può che imitare l'articolazione del PdL diventandone clone e condividendone linee, obiettivi e ambiti politico-economici. Quindi da parte mia nessuna meraviglia di quanto accaduto durante la trasmissione ripreso da striscia la notizia. E allora perchè il PD ha fatto patti con radicali e, soprattutto, IdV? Pensavano di poterli giostrare e così coprire l'area radicale e anti veltrusconiana mantenendo contatti strettissimi contemporaneamente con umanità varia che va dai confindustriali agli integralisti religiosi (rinnegando la radicalità liberal del loro siml partito americano)? Hanno evidentemente fatto male i conti perchè Di Pietro, che sarà tutto quello che si vuole ma non è certo uno sprovveduto, ha capito che finchè resterà attaccato alla mammella del PD riuscirà a sgraffignargli voti, adesioni, spazio ecc. nonostante gli scrolloni che il PD gli ha mollato e potrà giocare al classico elastico quando Veltroni svolta troppo al centro e farsi invisibile quando frena le spinte centriste. Insomma, il PD non è nulla se non un'insieme di personalità (come nei partiti liberali e conservatori dei primi del 1900 e che furono fra i maggiori responsabili, per la loro ignavia, dell'avvento del disgraziatissimo ventennio fascista, e con questo NON voglio sottindere nulla nè fare dei paralleli storici, dato che sappiamo tutti che la storia non si ripete mai almeno nelle stesse forme e modi) in perenne guerra fra loro senza nulla o quasi di differente della controparte della neo-destra. Parlare del PD come di neo-sinistra è azzardato se esso fosse l'evoluzione finale della sinistra ma parlare di questo partito come tomba di quello che fu la sinistra e suo epitaffio allroa si entra nella giusta ottica storica.

domenica 26 ottobre 2008

Io (non) c'ero...........

Finalmente, a differenza di quanto affermasse Crozza, l'ha fatta la manifestazione! Al circo massimo Veltroni ha dato la sveglia ai suoi facendoli sentire "parte" di un qualcosa (non si sa ancora cosa ma ci sta lavorando) e a dimostrato agli altri oligarchi che, per ora, è lui il "cesare augusto" di quella amalgama chiamata PD. Un partito senz'anima propria che vive di luce riflessa del suo modello originario dall'altra parte dello specchio: il PdL. Sono due gambe dello stesso corpo, quel corpo che è lo stesso dalla caduta del muro di Berlino e che ha li ha prodotti come subspecie esistenziale della società liberista che vedeva, allora, ampie praterie da arare in nome della fine della storia. Ma, come abbiamo visto, la storia non è finita e i teorici di quell'idea hanno fatto repentinamente marcia indietro di fronte alle storture prodotte quando si è passato dalla teoria ai fatti: mercato senza regole; esportazione del modello sulla punta delle baionette; costruzione di un'occidente non basato sul consenso ma sulla paura del diverso; democrazia svuotata dei suoi contenuti originari e riempita di autoritarismo e elitismo non di maniera, l'ideologia mercatara usata come giustificazione per qualunque crimine possibile da commettere con l'unico scopo di appropriarsi dei soldi del cosiddetto parco buoi e per l'arricchimento personale al di là di qualunque etica e morale (pur teorizzata dal padre di questo sistema che è vecchissima .... più vecchia di marx e del marxismo ..... un certo Adam Smith che si parlava di liassez faire, laissez passaire ma poche righe più sotto ne denunciava le storture se non ci fossero state conteporaneamente presenti etica e regole) e con la compiacenza dei governi e delle èlite dominanti. Ieri cosa abbiamo visto? Il popolo delle primarie? Quello dell'ulivo? Si e no: si è visto soprattutto la vocazione a perdere di questo partito che fa attestato di testimonianza contro il governo ma è pur sempre prigioniero della rete berlusconiana avendone accettato regole (ammesso che da quella aprte ci siano regole e non diktat), modelli e referenti economici. Troppo simile all'altro fratello maggiore per uscire dal recinto e troppo personalistico per sfondare il muro della indifferenza che gli italiani si sono creati intorno per evitare di confondersi più di quanto lo siano già. Veltroni non è altro che la risposta liberista alla destra populista: e gli altri oligarchi non da eno visto che ognuno è frutto di un passato che è lontano anni luce dalle correnti storiche tradizionali. E' dovrebbe anche ringraziare il suo alter ego per il "favore" di un paio di sparate fatte e che hano ricompattato un pò di gente per far aumentare di partecipazione la manifestazione di ieri (che al di là dei numeri è indubbiamente riuscita) che però rischia di essere un fuoco di paglia se non concretizzerà uno straccio di idea alternativa rispetto al governo attuale. Appuntamenti importanti lo aspettano: le elezioni in Umbria (dove rischia, causa malgoverno, di uscirne distrutto) e le europee. In entrambi i casi la cosa più probabile è la sconfitta e un'ulteriore allontanamento della creazione di una alternativa valida a ciò che abbiamo ora. In mancanza di un ricambio generazionale questa poltiica frena il paese e le nuove istanze che cresono nel paese: è vecchia ed è vecchio il modo di farla. Hanno ragione i ragazzi del movimento quando dicono "sono vecchi" e "noi non vogliamo pagare"; hanno ragione da vendere ma se non saranno capaci di superare il movimentismo saranno l'ulteriore bolla scoppaita di questo sistema con in più uno strascico di feriti e incidenti che non farà altro che provocare una ulteriore rafforzamento dell'attuale quadro politico: e aspettare un'altra generazione questo paese non se lo può permettere! Un'altro aspetto alcuni osservatori hanno messo in rilievo: l'assoluta capacità di attrazione della IdV rispetto all'elettorato tradizionale del PD. Si ed è vero che l'IdV rischia di diventare l'unica valida alternativa all'attuale maggioranza: solo così si spiega la campagna di demonizzazione lanciata con questo partito sia dalla maggioranza che dal PD stesso visto che, grazie, ad una scaltra linea politica Di ietro e co. riescono laddove gli altri falliscono miseramente: una liena alternativa chiara e semplice che penetra fra i cittadini come un coltello nel burro e ciò non va bene per chi ha fatto della spartizione del potere a due un puntello della propria linea politica: Veltrusconi.

mercoledì 14 maggio 2008

Prove tecniche di cosa? questo sarà il nostro futuro?

Ha provocato rumore il battibecco fra il Presidente della Camera e l'On. Di Pietro quando durante il suo intervento quest'ultimo ha chiesto al primo se poteva parlare e perchè non intervenisse per assicurarglielo. Dalla risposta del primo si è arguito che se si dicono cose che danno fastidio al manovratore allora ci possono essere contestazioni: sembrava quasi di sentire nel 1917 qualcuno annunciare che la "guardia era stanca". E' questo che piace ai cloni del PdL, ossia al PD? Si accontentano di incensare il Capo con la speranza di condizionare colui che della tattica della volpe ne ha fatto un'arte? Non meraviglia che l'unica voce a difesa di Di Pietro non si sia levata dal PD ma da Casini che pur non dichiarandosi per nulla d'accordo con quello che diceva Di Pietro ne affermava il diritto a dirlo: forse perchè gli ricordava qualcos'altro.... di qualche decennio fa, forse? Oggi a quanto pare l'unica vera opposizione è proprio quella della IdV, altro non c'è. BRUTTI TEMPI. LA NOTTE DELLA DEMOCRAZIA E' INCOMINCIATA.

mercoledì 23 aprile 2008

Unità fra PD e IdV? Di Pietro NON LO FARE!!

Si parla di creare un'unico gruppo parlamentare e, in prospettiva, di far confluire il movimento nel PD: sono progetti, idee ma le trattative sono in corso. Se posso dire la mia: NON LO FATE! L'IdV ha ottenuto un bel successo elettorale ergendosi a rappresentante di una parte degli elettori che non si riconoscono nel PD o ne sono scontenti: e Di Pietro che fa? Si fa diluire nel PD? Ci sono state, è vero, proteste per la mancate creazione di un'unico gruppo parlamentare ma da qui a fondersi ce ne corre e ritengo sarebbe un grave errore: sparirebbe un'importante dissenziente dal panorama politico italiano e la si darebbe vinta a chi pensa di fare inciuci con il PdL mettendo la mordacchia a chi si fa portavoce della richiesta di legalità (e tutti sappiamo se non c'è bisogno di legalità e normalità in questo paese) che viene dai cittadini; inoltre. Ora i tempi della politica sono quelli che sono e un qualunque scossone fa saltare piani e idee: ma, mi chiedo, se il PD tratta con Casini e si avvia verso il centro perchè fa l'occhiolino a IdV, forse perchè unendosi ad esso sparisce l'ultima parvenza di opposizione dal paese ufficiale? Non mi pare che la Lega sia sfiorata dall'idea di fondersi con il PdL anzi in alcune zone del paese è avanti al partito berslusconiano e a volte c'è il rischio perchè la gente non lo capirebbe. Quindi, Di Pietro un consiglio da un perfetto "nessuno": LASCIA STARE!! NON SEGUIRE LE SIRENE VELTRONIANE! TAPPATI LE ORECCHIE COME ULISSE E GUARDA ALLA SOCIETA', NON CHIUDERTI NEL PALAZZO.

test velocità

Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL

Il Bloggatore