mercoledì 12 novembre 2008

ritorna la legge ammazza blog

Già nella passata legislatura ci avevano provato con la legge Levi-Prodi che mirava a far iscrivere al registro del R.O.C. (registro operatori della comunicazione) i blogger in modo da farli ricadere sotto le leggi che riguardano la stampa, soprattutto quelle penali, convertendo i blog (di qualunque tipo) a organi di informazione e negandogli il carattere dell'espressione personale e democratica dei cittadini che dicono la propria e soprattutto negando l'esistenza di un maggior grado di libertà rispetto al mainstream dell'informazione che da semrpe, per motivi economici e di opportunità, è collaterale al sistema di potere politico-informativo che è dominato da pochissimi tycoon che pervadono l'intero mondo dei media che o si assogetta o è ai margini e muore per eutanasia indotta (un'esmpio per tutti Il giornale di montanelli passato ad altri escludendone la più famosa penna del giornalismo italiano): ora più che mai che i contributi vengono dati per concessione governativa regolamentare che per disposizione di legge paritaria com'era fino a poco tempo fa. Un primo allarme venne lanciato da Valentino Spataro e da punto informatico, almeno a quanto risulta al sottoscritto, e dal blog di Beppe Grillo fu lanciato un'articolo di fuoco che questo blog, e da altri come ad esempio la rivista pcworld che lancia la notizia ha rilanciato all'interno della blogosfera di libero tornando il giorno successivo a parlarne a proposito della classifica del freedom watch che ci poneva al 35° posto fra i paesi che godevano della libertà nella zona della classifica dei "paesi parzialmente liberi". Il governo dopo qualche giorno arenò, anche se l'allarme rimase alto nella blogosfera, il disegno di legge facendo parzialmente marcia indietro a causa della forte pressione che venne dal mondo blogger e da quella parte della politica sensibile alle istanze democratiche e alle libertà di espressione della società al di fuori e al di là del mainstream ufficiale: e questo blog registrò questa parziale marcia indietro con un certo grado di soddisfazione ritenendo che quella fetta di libertà di espressione del pensiero del cittadino che rappresentano i blog nel loro complesso fosse salvaguardato dall'attacco concentrico della varie caste (politici, giornalisti, ecc.) corporative presenti in Italia. Invece, come direbbe Totò, "tomi tomi e quatti quatti" ci riprovano ora con un disegno di legge alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati (DdL C. 1269) di cui si trovano notizie sia su punto informatico che su pcworld. Entrambi che ne fanno una breve analisi e il disegno di legge non ne esce molto bene perchè nei fatti si tenta di riproporre quanto previsto nel precedente disegno di legge Levi- Prodi annacquando solo un pò le definizioni per identificare, e distinguere, gli operatori della comunicazione dai comuni blogger (categoria alla quale appartiene il sottoscritto): annacquamento fin troppo vago che lacia le mani libere a questo come a governi futuri per stringere un pò alla volta il cappio intorno al collo della blogosfera fino a far rimanere solo blog "ufficiali allineati e coperti (di politici, di quelli inglobati nelle varie testate dei giornali ecc.)" e una piccola parte (circa il 3% dell'attuale blogosfera) che salva la faccia a tutti e che consente di dire che le libertà individuali di espressione sono salvaguardate e si sono solo potati i rami estremi (di commento alla informazione). Altri blogger se ne sono accorti di questo nuovo tentativo di metterci la museruola e stanno lanciando un'allarme all'interno della blogosfera: io ne cito uno Luca Spinelli che nei suoi siti ne parla approfonditamente e punta il dito sul punto che potrebbe fare da leva per eliminarci definitivamente (anche se il sottoscritto non ha banner pubblicitari nè altro che potrebbe farlo ricadere sotto la mannaia mentre altri anche qui su libero invece NO) dalla rete. Insomma il livello di attenzione si dev'alzare se non si vuole perire e un'alrto pezzo di libertà in questo paese, che solo formalmente è libero (o meglio è libero di rovinarsi con le proprie mani ed è libero di essere meno istruito qualitativamente rispetto alle precedenti generazioni, e soprattutto è libero di fare e attuare tutte quelle libertà che non fanno male al potere e alle varie caste che lo governano) mentre nei fatti è strettamente controllato e inquadrato e sempre meno sono garantite quelle libertà (art. 21 e seguenti della Costituzione che sempre di più sono solo parole sulla carta e basta) individuali di cui tutti parlano ma egualmente tutti ne hanno paura perchè il giorno in cui gli italiani dovessero risvegliarsi dal sonno dopato nel quale da circa 20 anni son tenuti artificialmente per le varie caste potrebbero essere dolori seri: pensate a quelle centinaia di migliaia di lavoratori che da qui al 2011 perderanno il lavoro (senza che il sindacato faccia una piega se non assicurargli una vita pochissimo libera e ancora meno dignitosa con i vari rimediucci genere mobilità lunga e simili; pensate ad una rete completamente pervasa dell'ideologia consumistica che non ammette "perdite di tempo" da parte di persone che riflettono e usano ancora quel poco di cervello che hanno non dopato; pensate alla frustrazione sempre più repressa della parte povera della popolazione la quale, in quanto fuori dal giro del consumo fine a se stesso, si troverebbe esclusa anche dalla rete senza nemmeno più la possibilità di dire la propria attraverso essa; pensate, infine, a voi stessi che avete un blog (non necessariamente politico che sono l'obiettivo principale ma non unico) di "fatti vostri" e avete fatto la fesseria di mettere un piccolo banner commerciale o simile e siete costretti a sottostare alla burocratica iscrizione al ROC (con non solo i costi monetari e di tasse ma anche di controllo diretto su quanto dite e scrivete) con tutto quello che ne consegue. Non c'è singolo partito presente ora in Parlamento che veda di buon occhio (tranne alcune parole di circostanza o difese d'ufficio per puri motivi opportunistici) la blogosfera dove è solo uno di tanti e non emerge per grazia ricevute o per privilegio di casta ma è uno come tanti ed emerge solo per le proprie qualità e non per altro. E' vero che la blogsfera una regolata se la deve dare ma non certo da chi non altro interesse che quello di controllare, dirigere, dividere a seconda delle appartenenze politiche, giornalistiche, ecc.: se si afferma ai quattro venti che la libertà dev'essere la prima cosa, come mai si stanno invadendo tutti gli spazi ancora non direttamente controllati dal potere? Immaginate tutto ciò e ogni volta che sentite un politico o un giornalista o simile che parla pensate che questi non vi possono vedere perchè ognuno di loro in qualche modo vi teme e vi vuole mettere il bavaglio: e una volta che lo pensate provate a immaginare cosa voterete alle prossime elezioni?
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