Visualizzazione post con etichetta autoritarismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta autoritarismo. Mostra tutti i post

lunedì 30 ottobre 2017

Triste epilogo..

E' un triste epilogo quella catalano e del suo governo. In punta di piedi la Spagna si riprende i suoi 'possedimenti' catalani mentre il governo  se ne va in Belgio, in esilio. Poteva finire diversasmente? Forse si se fossero ricorse due condizioni:
  1. A Madrid anzichè esserci un isterico ex banchiere di destra ci fossero stati i socialisti;
  2. Se il governo catalano avesse seguito il percorso segnato da decenni.. ossia strappare a forza di negoziati briciole di autonomia sempre maggiore.
Invece, in mancanza di questi due requisiti, si va all'affermazione di un, finora larvato, statalismo autoritario.
Sapete cosa suona strano, a dir poco? Sta nascendo una Unione di Stati dove, in teoria, ogni singolo Stato rinuncia a sempre maggiori fette di propria sovranità ed autonomia a fronte del Moloch UE e invece.. proprio in senso contrario ogni Stato sembra faer il percorso opposto ossia diviene sempre più geloso dei propri confini, prerogative, ecc. convenite con me che c'è qualcosa che non va?
O alla fine nascono gli USE o la UE si rivela un contenitore vuoto, un simulacro dietro al quale c'è il gioco perverso in essere fra gli Stati e le forti lobby economico-finanziarie che ne hanno preso possesso e che usano i primi come bancomat... in mezzo i cittadini che sono sempre più lontani dalla loro diretta espressione democratica e infinitamente lontani dagli organi europei: che possono fare? Riscoprire le proprie storie e tradizioni, non hanno scelta soprattuto perchè non tutti sono disposti ad accettare quel modello unificato fra le due sponde dell'atlantico!!!! Io leggo così l'autonomismo, catalano e non, e leggo così la reazione dello Stato spagnolo: una reazione autoritaria.
Sono convinto che il seme autonomista ormai è sbocciato e le entità stautali, così come sono suonano assolutamente anti-storici, dovranno farci i conti: non può essere eliminato perchè le sue radici affondano in quel globalismo del mercato anomico dove contano i soldi e non la gente; le banche e non le persone: un sistema che ha davanti a se un solo futuro ossia l'autoritarismo.. e come avversario la rpesa di coscienza delle persone che sono stufe di fare bancomat personale dei detentori del potere.

giovedì 3 settembre 2015

ri-girare la frittata... made in china

ho letto oggi con grande interesse l'articolo di Giulietto Chiesa sul Fatto Quotidiano di  oggi perchè penso, sul serio, che ABBIA ragione... il problema è qui in Occidente non in China ma per placare le ansie dei popoli.. ansie da guerra imminente, per ora economica poi si vedrà (con gli USA armati fino ai denti e gli altri paesi satelliti che si sono nel frattempo riarmati mi pare inevitabile una guerra: da un lato il blocco asiatico China- Russia dall'altro l'Occidente), tutto fa per girare lo sguardo, piegare la realtà e fare dinsinformazione: anche nel tempio del giornalismo americano, The New York Times, non si riesce a resistere alla tentazione e rigira la frittata a sfavore della China anzichè prendere atto del fallimento storico del capitalismo liberista che altro non ha saputo far che creare una superclasse transnazionale di supericchi e privilegiati che parassita intere economie con il favore dei governi e dei ceti abbienti: altro che democrazia e libertà e fine della storia. Sia chiaro che la China non è un paese di vittime e di satarellini ma al contempo qui in occidente abbiamo visto nascere e radicarsi un regime sovranazionale per nulla democratico né tantomeno libero, anzi le continue crisi, e l relative bolle esplose, sono il segnale che gli stati occidentali non sanno più che farsene dei principi liberali e un pò alla volta si stanno spostando in quell'ambito che qualcuno nel oltre duemila anni fa definì "oligarchia", ossia il potere di un gruppo ristretto di persone a scapito della maggioranza. Ben nè ha parlato anche la politologia quando la teorizzava incasellandola come "governabilità": non si spiega altrimenti come mai laddove si vota, ancora, qualunque sia l'esito del voto allafine prevalgono sempre gli interessi oligarchici (Tsipras e il suo governo nè è solo l'ultimo esempio).. tutto ciò ha ben poco a che fare sia con la democrazia che con il liberalismo ma a molto a che fare con con quella che qualcuno definì come autoritarismo democratico ossia un dittatura vellutata dove a fronte del mantenimento puramente formale dei principi liberal-democratici in realtà si è in presenza di un vero e proprio regime autoritario basato sul controllo della masse e sulla loro riduzione a consumatori senz'alcun reale diritto né formale né, tantomeno, sostanziale..... un esempio sono le authority, le agenzie ecc. tutti organi puramente amministrativi gestiti da persone non elettive di nomina governativa che decidono praticamente su tutto senz'alcun controllo democratico.. stesso discorso è il MES di cui non si conoscono i componenti e che godono di immunità extratteritorialità e non perseguibilità da parte degli stati e dei cittadini: decidono della vita di tutto ma non ne rispondono né sono sottoposti a nessun controllo; non molto democratico né tantomeno liberale. E questi sono esempi ma le rete messa su in questi anni è molto più estesa e penetrante nella nostra privacy di quanto si pensi e per giunta gestita non sempre da persone "equidistanti" e competenti.
Ora:
un potere così pervasivo (oltrechè corrotto, decadente e, perchè no, violento) può tollerare un contropotere altrettanto forte e pervasivo?
un blocco economico in crisi può tollerare che il suo alter ego, che finora ha giocato con le stesse regole perchè gli è convenuto, possa cambiarle in corsa per salvarsi dalla crisi che pur la sta attangliando (si parla sempre di un mercato di oltre 1 mld di persone che cresce non più al 8% annuo ma al 7%) interviene direttamente nel gioco e fa una cosiddetta "entrata a piedi uniti" lasciando il cerino acceso nelle mani degli speculatori e svelandone l'ordito e la trama?
la superclasse transnazionale che è il vero "ponte di comando (definizione del giornalista non mia)" può sopportare che i propri soldi svaniscano per i limiti imposti da un governo, quello cinese, mettendone in discussione i profitti sperati?
A voi la risposta... dopo aver letto l'articolo






lunedì 30 settembre 2013

Saldi, saldi... all'italiana

Con la possibile crisi di governo.. partono i saldi: veri e propri saldi. Si svende di tutto dai saltafossi ai beni di famiglia; dai gioielli di famiglia all'intera ricchezza del paese, tutto a prezzi modici di fallimento....... ma c'è un piccolo problema... abbiamo già venduto tutto.
So che non si dovrebbe citare altri: può essere un segno di mancanza di idee; in realtà è il suo esatto contrario, ossia che l'articolo che presento lo condivido in pieno, anzi lo faccio mio perchè avrei voluto scriverlo io!!!!
E chi lo dice? Il blogger qui presente? No, naturalmente o almeno non solo il sottoscritto; c'è qualcuno che la cassetta degli atrezzi del ramo.. dal Fatto Quotidiano del 29/9/2013
Loretta Napoleoni
"Saldi all'italiana"
Saccomanni è un uomo ottimista, meno male perché c’è ben poco da stare allegri. Secondo il Fondo Monetario lo stato della nostra economia è preoccupante. Quest’anno il Pil dovrebbe diminuire dell’1,7 per cento, a detta del Tesoro, ma il Fmi non esclude una contrazione del 2 per cento. Siamo al quarto anno di recessione dal 2008, con alle spalle un calo del 2,4 per cento nel 2012. I conti pubblici, poi, non sono affatto a posto. Il deficit tendenziale per il 2013 è del 3,1 per cento, ragione per cui serviranno 1,5-2 miliardi per non sforare il limite massimo consentito dall’Europa pari al 3 per cento. Il problema è dove li troviamo tutti questi soldi?
C’è chi sostiene che si potrebbero vendere i beni pubblici ancora in nostro possesso: se escludiamo beni come l’acqua che un referendum ha sancito di propietà esclusivamente pubblica, ci sono rimasti solo caserme e monumenti. Quasi tutti i gioielli di famiglia industriali se ne sono andati nel 1992, per far fronte alla crisi della lira. Naturalmente quella svendita, gestita dall’allora direttore generale del Tesoro, Mario Draghi,  non portò, come era stato promesso, al miglioramento dei conti pubblici. Nel 1994 il debito pubblico ammontava a 1.771.108 miliardi di lire, il gettito generato dalle privatizzazioni per il triennio 1993-1995 fu di appena 27.000 miliardi, meno dell’1,5 per cento.
Piuttosto i saldi all’italiana produssero lo smembramento dell’industria pubblica a vantaggio di élite straniere ed italiane, oggi finalmente abbiamo capito che ha contribuito al processo di deindustrializzazione del paese che tanto preoccupala Commissione Europea. Ed è bene rinfrescarci la memoria su come furono gestiti quei saldi per evitare di doverne pagare il conto ancora una volta noi.
Dal 1992 al 2002 il Tesoro gestì direttamente operazioni di privatizzazione per un controvalore di circa 66,6 miliardi di euro. A questa cifra vanno però aggiunte le privatizzazioni gestite dall’Iri (sempre sotto il coordinamento del Tesoro), per un controvalore di circa 56,4 miliardi di euro, le dismissioni realizzate dall’Eni (5,4 miliardi di euro) e la liquidazione dell’Efim (440 milioni di euro). Si tratta di cifre molto consistenti, da cui è facile intuire il valore e l’importanza dei beni venduti, o per meglio dire “svenduti”.
Per capire quanto valgono questi stessi beni che non ci appartengono più possiamo comparare gli incassi delle privatizzazioni con i valori delle rivendite degli stessi da parte dei privati o i valori attuali.
Il gruppo Benetton si aggiudicava per 470 miliardi GS Autogrill che poi ha rivenduto ai francesi di Carrefour GS per 10 volte tanto.
Nel 1992 la cessione del 58 per cento del Credito italiano produsse ricavi lordi per 930 milioni di euro, nel 2002 Unicredito italiano capitalizzava 26.593 milioni di euro.
Tra il 1994 e il 1996 la cessione del 36,5 per cento dell’Imi rese 1.125 milioni di euro, le successive 3 tranche, pari al 19 e al 6,9 per cento, rispettivamente 619 e 258 milioni di euro, nel 2002 Imi-Sanpaolo capitalizzava 16.941 milioni di euro.
Un caso a parte è poi rappresentato dal Banco di Napoli: quel 60 per cento che lo Stato ha venduto alla BNL per 32 milioni di euro (una volta ripulito delle perdite e dei crediti inesigibili con 6.200 milioni di euro di denaro pubblico), viene rivenduto dalla BNL, a distanza di pochi anni, per 1.000 milioni di euro. È anche vero chela BNL lo ha risanato completamente, ma la differenza tra i due valori è enorme. In ogni caso perché questo risanamento non poteva avvenire per mano dello Stato? Perché è gestito da incompetenti e da pirati.

Alle cifre di vendita da parte del tesoro vanno aggiunte le commissioni per i collocatori di borsa, banche che compongono il sindacato di collocamento e altri consulenti, così come le spese di registrazione e listing sui mercati azionari, spese per adempimenti CONSOB, SEC eccetera. Questi costi nel corso degli anni sono diminuiti, ma si aggirano comunque tra il 2 e il 3 per cento dell’ammontare totale del ricavato. Una fetta consistente di questo denaro, circa l’1 per cento, l’hanno poi incassata le maggiori investment banks anglosassoni, come J.P. Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Credit Suisse, First Boston, Merrill Lynch e così via, per la loro attività di consulenza. Il tutto senza ovviamente rischiare in proprio neanche un dollaro, e senza dover neppure sostenere una gara pubblica per l’affidamento dell’incarico.
La seconda fase del processo di privatizzazione riguarda invece le banche di diritto pubblico, e include la privatizzazione de facto della Banca d’Italia i cui azionisti fino ad allora erano banche italiane di diritto pubblico. Dal 1992 la proprietà passa nelle mani di privati spesso addirittura esteri, che hanno rilevato quote sostanziose delle banche italiane come BNP Paribas, Crédit agricole, Banco Bilbao, Allianz eccetera, il tutto in palese violazione dell’articolo 3 del vecchio statuto, sostituito soltanto nel 2006. Le conseguenze più importanti di questa decisione riguardano la creazione di moneta, che dalle mani dello Stato – cioè noi cittadini – passa a quelle di soggetti esteri, a questi ultimi viene virtualmente ceduta una fetta della nostra sovranità nazionale.
Completate le privatizzazioni comincia il gioco delle sedie: alcuni personaggi chiave lasciano il settore pubblico e vanno a lavorare per le grandi banche straniere che hanno guidato la vendita del patrimonio nazionale sul mercato: Mario Draghi diventa vicepresidente della Goldman Sachs e Vittorio Grilli, ai tempi vicedirettore generale del Tesoro con delega alle privatizzazioni, viene assunto al Credit Suisse.
Qualcuno ha scritto che ciò che è successo in Italia assomiglia allo smembramento delle aziende di stato della vecchia Unione Sovietica, ed in parte il parallelo è giusto. Ma gli oligarchi russi se ne impossessarono, i manager ed i politici italiani le hanno smembrate per regalarle ai loro amici stranieri in cambio di posti di lavoro all’estero.
p.s.
Dal mio orizzonte l'analisi corrisponde, anzi io ci sarei andato giù più duro, ma sono io..
vi lascio questo post e una citazione da "Freedom and its betrayal" di Isaiah Berlin; non un comunista.....
"l'essenza della libertà è sempre consistita nella capacità di scegliere come si vuole scegliere e perchè così si vuole, senza costrizioni e intimidazioni, senza che un sistema immenso ci inghiotta; e nel diritto di resistere, di essere impopolare, di schierarti per le tue convinzioni per il solo fatto che sono tue. La vera libertà è questa, e senza di essa non c'è mai libertà, di nessun genere, e nemmeno l'illusione di averla.
Prendete questa citazione e rapportatela alla situazione fattuale che abbiamo tutti davanti... non viene nulla in mente?

giovedì 21 febbraio 2013

l'ultimo regalo della seconda repubblica: il two pack

una polpetta avvelenata é in arrivo per il prossimo vincitore delle nostre elezioni: il two pack, ossia la delega alla UE dell'intera politica economica dei paesi aderenti; una ulteriore limitazione alla sovranità e alla democrazia di un paese: in patica prima di fare qualunque manovra economica si deve chiedere il permesso alla UE e ai suoi consulenti esterni (..) che giudicano cosa si possa approvare e cosa no, a priori delle decisioni dei parlamenti nazionali. Quindi il prossimo governo o rompe gli indugi e si mette a fare politica in proprio rompendo il fronte liberista o ..... si allinea e diventa il notaio della UE registrando semplicemente i diktat e facendoli approvare al parlamento nazionale: a quel punto a cosa serve un parlamento nazionale? A niente é la risposta logica, soldi spesi male per mantenere parassiti e null'altro.
Una cosa buona l'ha però: ciò impedisce gli assalti alla diligenza delle lobby e dei clientes locali; per il resto non ho trovato nulla che possa togliermi da dosso l'impressione che tutte queste misure e trattati rendano inutile la democrazia e consegnino i paesi a una burocrazia non elettiva e senza alcun controllo democratico..... e come la chiamiamo una cosa del genere? Dittatura o "democrazia autoritaria"? Fate voi.. per me il significato non cambia....
p.s.
naturalmente, non è nemmeno il caso di sottolinearlo, tutte le decisioni prese a lvello centrale sono obbligatorie per le singole nazioni: che significa? S'importano e basta senza alcuna discussione...  e di ciò in queste elezioni non se ne parla, c'avete fatto caso?

giovedì 8 novembre 2012

Ecco la Costituzione materiale vigente oggi in occidente

Pensavate che la Costituzione cui vi richiamate fosse quella del 1948? E, allargando il discorso all'intero occidente, pensavate che negli altri paesi vigano realmente le norme che i popoli si son approvati?
Vi sbagliavate.
La vera Costituzione é quella che vi spiegano in maniera efficace in questo video, sotto forma di regole "per il controllo sociale" che però se estese oltre il semplice dettato e antropomorfizzate secondo quello che comunemente si definisce società, otteniamo l'attuale situazione dove:
  1. élite composte, numericamente parlando, da poche persone decidono per tutti;
  2. corporation e lobby riescano a entrare in quello che noi crediamo essere il "tempio della democrazia" e creare le condizioni affinché siano esse stesse beneficiarie dei provvedimenti legislativi;
  3. il sistema economico imperante é costruito, o sembra esserlo, per fare in modo che i tanti operino affinché i pochi possano autoperpetuarsi e rimanere esattamente come e dove sono;
  4. che gli Stati ormai sono in mano alle élite suindicate che riescono ottenere voti e potere attraverso il rito, svuotato di significato, del voto "popolare";
  5. infine quando nella perenne lotta fra élite e nelle stesse élite ci sono danni e costi a pagare non sarà mai il perdente ma sempre e comunque i cittadini (non é un caso, per esempio, che il debito pubblico greco si per oltre il 70% in mano alle banche degli altri paesi "fratelli" nella UE e che il Governo anziché pensare ad aiutare chi ne paga le conseguenze dei propri sbagli... li affama con manovre spenceriane...
  6. Vi sarete accorti che gli stati si stanno riarmando e non solo per, la probabile, guerra ... ma soprattutto per .. fermare le proteste dei cittadini?
Buona visione


e non perdetevi Servizio pubblico...

domenica 16 settembre 2012

Un sospiro di sollievo per la rete.....

La Cassazione é stata chiara: per blog e news in rete non c'é obbligo di registrazione e si possono intendere parificate alla "testate giornalistiche"  solo se intendono chiedere finanziamenti pubblici. Insomma i blog restano esattamente quello che erano: espressione dei cittadini che, in vario modo e ambito, dicono la propria, nulla di più. Questa sentenza riguarda un caso particolare: il blog di Carlo Ruta, ma la valenza é generale e non se ne potrà non tenere conto perché semplicemente, facendo precedente, nemmeno una legge potrà cambiarne indirizzo senza un orientamento del genere; la Cassazione potrà cambiare idea ma dovrà sempre mantenere un ordinamento univoco e così il legislatore: non ci sono vie di mezzo, la rete andrà avanti così com'é e per chi ogni tanto prova a mettere un qualunque bavaglio arriva uno stop non definitivo ma, si presuppone, importante perché il criterio dettato dalla Suprema Corte é stringente e coerentemente unilaterale. Possiamo dormire il sonno dei giusti? Per ora sì.... poi si vedrà perché con il trend che si sta affermando dove sono le democrazia a spostarsi nell'area "autoritaria (e non i paesi autoritari nel senso inverso)" tutto può essere ma finché ci saranno le garanzie come l'art.21 della Costituzione non credo che ci sarà molto spazio.

domenica 11 luglio 2010

diritti assoluti o relativi sempre diritti sono...

Sarà la mia formazione o sarà quel che sarà ma, e so di sconvolgere qualcuno, non mi meraviglio che in questi anni si alzi qualcuno e dica che il diritto di stampa non è un diritto assoluto: volutamente brutalizzo sia chiaro perchè il discorso ai suoi agitprop è un pò più complesso e vagamente allusorio ad altro. Se si va sui siti di questo coacervo si parla di rivoluzione "liberale": ha ragione dato che nel liberalismo i diritti sociali e politici sono relativi (un vero governo liberale di fronte ad una dittatura si preoccupa di più di far rispettare i diritti base che quelli sociali e politici dei cittadini, oecunia non olet si può dire) perchè quelli che contano sono i tre diritti "definiti" naturali (ci sarebbe da disquisire per secoli se realmente sono naturali questi diritti o se, invece, sono costruzioni più o meno filosofiche per giustificare l'ascesa di una classe di borghesi): proprietà, libertà, uguaglianza, vita. Invece in una democrazia i principi sono diversi e presuppongono una società fondamentalmente egualitaria non solo ai blocchi di partenza (liberalismo) ma anche durante la "competizione (liberismo)" fra individui; i suoi principi base sono: il suffragio universale, laicità, uguaglianza, la separazione dei poteri (...), libertà. Ecco appunto la libertà (oggi parola vuota che ha perso il significato originario, non per niente il liberalismo non ha MAI ATTECCHITO NEI CUORI DEI COMUNI MORTALI CHE INVECE SPESSISSIMO NELLA STORIA OCCIDENTALE L'HANNO INGOIATO A FORZA, PROPRIO COME OGGI IN ITALIA): dentro questo concetto si trova la libera espressione del pensiero e quella di stampa; quindi ricapitolando: la democrazia, oltre ai diritti cosiddetti naturali, ha altri diritti ossia quelli sociali e politici che sono pari agli altri ed è questa la grande differenza fra i due regimi: uno crea una élite l'altro crea un'agorà di persone pari fra loro. Nonostante i molti tentativi, falliti, di creare una commistione fra i due nella realtà delle cose siamo passati dall'uno all'altro a seconda della convenienza del momento delle lobby, i partiti, e delle loro interazioni e oggi infatti siamo bellamente passati al liberal/liberismo senza nemmeno accorgercene (con la cosiddetta sinistra che se ne fece promotrice un pò ovunque quando il mondo diviso in blocchi finì) e senza nemmeno chiedere un parere ai veri totolari, ossia i cittadini. Detto ciò dovrebbe essere chiaro perchè l'amato capo, nella più pura tradizione liberale (ricordate che ci possono essere stati liberali non democratici anzi nettamente autoritari come le monarchie, oops, del tardo ottocento) non considera i diritti sociali e politici come primari rispetto a quelli "naturali" e quindi comprimibili a suo paicimento: e con la batteria, mediatica e politica, a sua disposizione c'é da scommettere che ci riesca anche a comprimerli. Quello che mi meraviglia sono gli altri, cittadini compresi, che passivamente accettano, da anni, uno qualunque che queste sparate le tollera e le accetta. E' questa la malattia della democrazia: la passività e l'accettazione del disegno liberale non temperata dai risvolti democratici; in una parla cara società civile dove sei? Ecco, se leggete gli ultimi tre post in successione, quello che volevo dire: ci sta bene una situazione del genere perché stimola la pigrizia insita nei cittadini ai quali conviene che altri pensino e si accollino i loro problemi anziché affrontarli e perché in questo modo diamo il via a processi che non possono non portare ad autoritarismi non solo di facciata: e queste nelle democrazie giovani, viziate fin dalla nascita da poteri forti e occulti, come la nostra non può che portare l'intera struttura sociale e politica su un binario morto che non ucciderà solo la democrazia ma anche la speranza di una vita serena e tranquilla cui tutti, dicono, aspirano....

sabato 10 luglio 2010

uccellacci, uccellini... e uccellati

la querelle, non de brest perchè almeno lì erano chiare le parti mentre invece qui "il de brest" siamo noi tutti che lo si prende "intercooler", continua con nuove puntate: chi diceche ci sono modifiche e chi invece restituiamo le deleghe, attenzione lo dice ma lo farà? Lo scontro fra regioni e governo va avanti e vede i partecipanti schierati e impegnati su fronti opposti:...... mentre tutto va a rotoli e i veri detentori del potere fanno i propri commodi tranquillamente e, ormai, alla luce del sole. Ma è vero scontro? Ci sarebbe da chiederselo dato che il nodo non sta negli utenti, ex cittadini di questo paese, ma nei soldi. Da un lato il governo dice che non mette le mani nelle tasche degli utenti (ma costringe altri a farlo pena il dover tagliare servizi) e dall'altra che si vede messo in mezzo e chiamato in "corresponsabilità" senza potersi nascondere più dietro paraventi di comodo. Noi, quelli che (pochi in realtà) pagano tutto e comunque, restiamo sullo sfondo e (che ci piaccia o meno) saremo i veri destinatari dei tagli, non abbiamo voce in capitolo, dobbiamo solo pagare (obbedir) tacendo. Ecco il senso del post precedente (non mi aspettavo avesse gran successo perchè complesso e fa riflettere ma fa caldo e quindi ....) sull'autorità che ci pervade e c'imbonisce (quando non ci maganella): o meglio il potere ci pervade e ci intima di stare in disparte perchè non è nostra materia perchè il mondo va così e ci sarà sempre uno che comanda e uno che obbedisce, paga e china la testa: sta bene chi si nasconde, moralmente parlando, dietro le magagne altrui e approfitta della situazione esimendosi dagli obblighi sociali: ecco perchè ha ragione chi dice che agli evasori bisognerebbe togliere il voto perchè la loro non è ribellione ma solo opportunismo di chi per la posizione e la professione che fa approfitta delle incongruenze pubbliche e dei vizi privati di chi è al potere; sta bene chi, leggi fiat, invade il campo altrui e si sostituisce alla politica, che ormai è vuoto pneumatico, mettendosi a pontificare e a intimidire delegati e sindacalisti non allineati brandendo la clava del ricatto economico e del piatto che gli verrà tolto se non "obbedisce" e si pone domande scomode che nessun'altro dice per pura pavidità. Che paese siamo diventati: un paese che fa la gioia dei sostenitori del modello cinese da importare ovunque.... non è questo il paese che i partigiani volevano costruire e non è il paese che dovremmo far ereditare ai nostri posteri. Altro che P2: qui siamo oltre anche quel club di "gentiluomini"!!

lunedì 21 dicembre 2009

Fermare "dalemoni"......

Non gli bastava farsi massacrare... (l'unico che ha battuto con il voto Berlusconi è stato l'odiato Prodi, e per ben due volte) i veri leader del PD quando il capo del partito avversario è in difficoltà o strepita per un suo problema, cosa fanno? Corrono subito in aiuto (nonostante poi vengano presi a cenciate se osano aprir bocca e discutere gli ordini del capo) per aiutarli. La storia pregressa evidentemente non conta dato che quando suona la campana tutti tornano all'ovile. E' tempo che si parla di un asse fra l'ex comunista (strano si torna sempre sul punto del comunismo, vero?) e il Capo del Governo ed è atrettanto tempo che ci si sbellica per smentire... In realtà l'asse a mio parere ma non è un'alleanza e solo comunanza di interessi che per ora sono convergenti: ma convergenti verso cosa? Una riscrittura completa dell'asse costituzionale e istituzionale della società, semplice come bere un bicchier d'acqua. L'intento è quello di mettere in pratica un vecchio sogno della destra: la società senza rete. Una società di ordini e corporazioni dove una ristrettissima élite (quelli che i liberali definivano "i migliori" e mi chiedo chi stabilisca che è migliore e chi è peggiore) governa tutto con una parvenza di democrazia (solte cose non vi preoccupate, ossia voto, parlamento, ecc..) e molto di autoritarismo proprietario: per farlo ha, il capo, bisogno di un'opposizione ammaestrata e praticamente ininfluente che "collabora" e tiene fermi chi l'opposizione la vorrebbe fare davvero ma non ha spazio: se dal voto ci dovessero essere sorprese essendo carta nota, la presunta opposizione "istituzionale", non ci sarebbero sorprese e tutto andrebbe nel modo repvisto e già scritto. Infatti le cosiddette riforme che tanto si sbandiera che cosa riformanno? Non certo la parte prima (sarebbe troppo e la gente non capirebbe) ma tutto il resto: organi costituzionali (assoggettati al volere degli dei), principi base democratici (un quisquilia come la libertà di stampa ad esempio....), organizzazione dello Stato (per accontentare la Lega, non si sa mai....) e dulcis in fundo l'introduzione del plebiscitarismo (sono eletto dal popolo e quindi non riconosco autorità superiore ad esso il che significa, in pratica, che si governa in nome di un'orizzonte indistinto che è il popolo e sappiamo benissimo se questa entità non può essere controllata ..... Duce versione 1.0 insegna!!). Cosa comporterà tutto ciò? La fine dello Stato così com'é uscito dalla costituente del 1948, una bazzeccola; con la sua cancellazione finirebbe qualunque possibilità di ricambio e tutti saremmo costretti o ad "amare" la classe privilegiata" che si è autonominata tale o ci si attacca al tram del dimenticatoio della storia con la sola speranza che il disastro, come accadde per il nazifascismo e il comunismo (non é un caso che i nostri diarchi siano o ex comunisti o assoldati per riconvertirsi da comunisti in adoratori del dio pagano), quando verrà non provocherà troppi disastri come durante il fascismo (siamo bravi a infilarci dietro l'uomo forte e altrettanto bravi a rinnegarlo quando cade in disgrazia) tutto ciò naturalmente quando chi ha problemi con la giustizia li vedrà risolti via legge (o contra legem a seconda del punto di vista) e si sarà assicurata l'immunità totale e assoluta per se e per i suoi 8naturalmente qualcosa sarà lasciato ai cosiddetti oppositori)...... Balle? Spero di sì, ma non sono pochi gli osservatori e i giornalisti liberi che da un pò di tempo denunciano questo disegno élitario cui una buona parte della società allegramente sta andando incontro: peraltro inascoltati. Ora cosa possiamo fare noi comuni mortali? L'unica cosa che in una democrazia, nella quale crediamo, un popolo può fare: non votare per costoro.

mercoledì 3 dicembre 2008

Indovinate un pò? la rete per il Capo va regolamentata.......... dal G8

Non contano gli enormi problemi che abbiamo in Occidente: miseria crescente, crisi indotta, salari giù e gente che si arricchisce, stati incapaci di aiutare i propri cittadini, ecc. Quello che conta è "REGOLAMENTARE INTERNET": una pietra tombale. E nemmeno dall'ONU ritenuta dal Capo del Governo obsoleta (lo sa che Bush se ne va?), sostituita dal G8 che contiene i migliori del pianeta evidentemente ai suoi occhi. I media (qui si riportano Unità, La Stampa, Repubblica) ne parlano chi asciuttamente chi dando notizia anche del fermento che in rete c'è in seguito a queste dichiarazioni che arrivano dopo la presentazione del DDL ammazzablog che anche su questo blog è stato presentato (e questo blog sta facendo la sua parte) e discusso. Non scenderò in particolari perchè credo che il risalto dei media sia tale che è un sovrappiù parlare in sè della notizia. Preferisco invece ricordare l'opera di disinformazione, anche di alcuni blogger di questa piattaforma (forse schierati acriticamente dalla parte di chi ha in mente di reprimere la blogosfera, e forse invece collaterali ideologicamente alla maggioranza ma con il recondito intento di eliminare blog "impegnati" come "Karamazov" e aver mano libera con i "sentimenti" e amenità simili nel pieno solco del disimpegno e del fun & light - leggasi pensiero debole e flottante - che fanno gioco oggettivo a chi ha interesse a dopare anche la blogosfera dopo aver rimbambito una bella fetta di italiani con la tv), strisciante e minimizzante che nel segno dell'understatement e del si colpisce i blog "professionali" sposta l'attenzione su essi nascondendo (riuscendovi se si vanno a leggere i vari commenti sui vari blog che ne parlavano) il reale intento che si vuole perseguire: mentre ci si dichiara liberali a parole nella realtà mal si sopporta la critica e le voci fuori dal coro non dico di opposizione ma almeno libere. Ecco il punto: l'art.21 della Costituzione. Prima ci si dichiara "troppo vecchi per internet" (per non allamare nessuno sui propri intenti), poi si da il via ad un DDL "pilota" che attiri l'attenzione per capire e vedere l'effetto che fa sia sull'oggetto delle "attenzioni" che nella società in generale, infine la dichiarazione che fa deflagrare il tutto e poi....... un bel decreto legge che regola e chiude la partita (magari per evitare pedofilia, terrorismo, e quant'altro) anche con l'ultimo lembo di libertà che è la rete: sempre più profetico si rivela chi ha lanciato il sasso dell'allarme e sempre più preciso si rivelano anche opere come V per Vendetta, per fare un'esempio, che disegnano regimi "liberali", e liberalmente eletti, che si rivelano autoritari. Indovinate un pò quali stati sul pianeta hanno introdotto "filtri" e quant'altro? Cina, Iran, Cuba, Arabia Saudita (i casi più eclatanti) e ora noi ci accodiamo. Non è un caso che L'Eurostat da il nostro paese "indietreggiante" (d'altronde arretriamo su tutto perchè non anche nella rete?) in Europa nel campo digitale e quindi sempre più con connotati "latinoamericani" degli anni bui che da paese occidentale avanzato.
SCOMMETTO CHE QUESTO POST NON AVRA' MOLTI COMMENTI..............

mercoledì 5 novembre 2008

ricorda ricorda il 5 novembre ....

Obama ha vinto: amen, cambierà qualcosa o la sarà la solita minestra in salsa diversa? Penso d sì se è vero che la grande finanza l'ha appoggiato anche sapendo di dover pagare pegno per gli investimenti, promessi, nel sociale e per la classe media. Cambierà la percezione americana nel mondo: è vero. E' anche vero che la crisi USA è anche una crisi del simbolo del cowboy che spara; dei buoni contro i cattivi e altre amenità del genere; si spera che si faccia luce sulle ombre dell'11/9. L'unica cosa certa è una: ADDIO Mr BUSH la storia (se fosse obiettiva) dovrebbe giudicarti per quello che lei ha fatto, no meglio, COMMESSO e per le soffeernze che ha inflitto al suo popolo di cui è un semplice amministratore e ad altri popoli danneggiando l'immagine del suo paese sull'intero pianeta, creando quel mostro che è il terrorismo islamico: anzi l'ha quasi sfidato a uscire dall'oscuro meandro e venir fuori allo scoperto. Sappiamo benissimo che la società americana, e quella italiana sua emula, ha sempre bisogno del nemico per autolegittimarsi (e questo è un segno di ignoranza ed immaturità) ma si spera che con l'oligarca Obama, il radical chic, qualcosa cambi sennò è ancora lunga la nottata da passare.................


Ricorre oggi l'anniversario di Guy Fawkes (a detta degli anarchici inglesi "l'unica persona ad essere mai entrata in Parlamento con oneste intenzioni") il simbolo della cosiddetta Congiura delle polveri avvenuta nel 1605 ad opera di 5 cospiratori cattolici per compiere quella che ritenevano necessaria: l'eliminazione del Re inglese. Essa avvenne il 5 novembre e ottenne esattamente l'effetto opposto a quello voluto: la repressione contro i cattolici si accentuò notevolmente e si fece feroce. Fawkes e gli altri furono processati e "impiccati, decapitati e squartati" (non ci andavano leggeri allora vero? Nemmeno nella più antica società costituzionale del pianeta). Da allora nei paesi anglosassoni si festeggia la notte della congiura delle polveri accendendo dei fuochi e i bambini cantano un ritornello che recita così:« Ricorda per sempre il cinque novembre e la congiura contro lo stato. Ricorda e stà attento che quel tradimentomai e poi mai sia dimenticato. »Questa tradizione è stata richiamata nel film cult degli ultimi anni V per Vendetta
dove in una Inghilterra del futuro (.....) dominata da una oligarchia che tiranneggia i suoi cittadini V si erge a vendicatore di quanto accadutogli: del mostro che è diventato, creato da altri mostri, questi sì tali; e si ispira proprio a Guy Fawkes quando alla fine del film fa saltare il Parlamento perchè esso è un simbolo e, se si hanno alle spalle un pò di persone, i simboli assumono forza. Questa è una parte della storia perchè lo studioso W. Tarpley nel libro "la fabbrica del terrore" fra le altre cose fa un'excursus storico e parla proprio di Fawkes e co. definendoli "zimbelli" nelle mani dei servizi inglesi di allora che li usarono proprio per i fini contro i quali essi credevano di lottare: triste destino. Al di là della verità storica (che è sempre parziale ed è sempre scritta dai vincitori, ricordatelo) la forza del simbolismo della congiura di Fawkes e co. è fortissima ed ha sempre acceso una luce nelle mente delle persone che hanno a cuore il proprio ed altrui futuro portandoli a compiere atti al di fuori del comune sentire e della legalità degli stessi. Ora, al di là di facili demagogie, non viviamo sotto un regime nè sotto una dittatura: al contrario abbiamo l'impressione di essere talmente liberi di poter fare tutto .... o quasi. E' quel quasi che preoccupa molti dato che in realtà siamo passati, nell'intero occidente, da una società democratica ad una post democratica dove l'involucro delle parole è rimasto uguale ma il contenuto delle stesse è profondamente cambiato fino a perdere realmente il significato originario che avevano. Alcuni parlano di "autoritarismo democratico", altri di dittatura strisciante o dolce che dir si voglia: ma sono tutte false analisi. In realtà è il mondo ad essere cambiato perchè dal 1991, crollo dell'URSS, è uscito (al contrario di quanto speravano le persone comuni, no è errato; al contrario di quanto ci hanno fatto credere) un mondo diverso dove c'era un sistema trionfante ed uno sconfitto; dove quello sconfitto ha trascinato con sè le varie sinistre del pianeta e dove quello trionfante ha tradito le aspettative evolvendosi da capitalismo dal volto umano (o presunto tale perchè doveva rendersi attraente per i propri cittadini a dispetto del suo nemico giurato, il sovietismo) a capitalismo finanziario (in stile Francia governata da Filippo d'Orleans) che è assolutamente insensibile ai destini dei cittadini intesi nel loro complesso ma solo a quelli che sono utenti consumatori e che quindi sono utili "idioti" spinti a consumare e a partecipare alla società "affluente" e imbandita di tante prelibatezze a portata di mano ...... a portata ma non facili da prendersi a meno di non utilizzare gli strumenti messi a disposizione: ammazzarsi di lavoro, indebitarsi fino al collo, essere indifferenti con chi non ce la fa, ecc. Raffaele Simone nel saggio "il mostro mite" ci racconta un'aspetto della realtà che è estremamente attinente alla società nella quale viviamo. Parla di neo sinistra e neo destra: la prima alla ricerca della valle, ideologica, perduta () snaturata dei propri contenuti, centrata su cinquantenni imbelli e che hanno snaturato le proprie origini, che sono oggettivamente obsoleti rispetto alla situazione contingente nella quale agisce e incapace di elaborare strategie di contrasto ma solo di imitare e farsi a immagine e somiglianza dell'avversario (in Italia si parlava di berlusconizzazione della sinistra italiana) confessionalizzandosi per pavidità di fronte allo strapotere ecclesiale e delle sette religiose e poco di più. E la sola cosa, anzichè creare alternative, che sa fare è quella di scolorirsi e riciclarsi in un neocentrismo di maniera che si riduce a testimonianza pura e semplice dello strapotere dell'avversario liberista e autarchico (perchè il liberismo in salsa friedman non tollera nè opinioni contrarie nè la democrazia se non quella addomesticata dai precetti dei chicago boys); la seconda, composta (e spesso guidata) da ultrasessantenni che si presentano come giovanilisti ma che non lo sono (e non solo per una questione di età) e che pragmaticamente se ne frega delel idelogie, si fa beffe della cultura, ha il mito del mercato (non del mercato in senso smithiano ma un'altro mercato quello che domina i destini individuali al di sopra e al di là delle loro aspettative), rivolge contro il popolo (che è diventato il nuovo totem feticistico, ne senso marxiano del termine per intendersi, da sventolare di fronte a coloro che osano mettere in dubbio la bontà della propria linea di condotta) le sue paure e le sue aspirazioni ma contemporaneamente ne fa un'uso demagogico richiamandosi ad esso quando la propria linea di condotta confligge con le leggi e la Costituzione del paese: "ci ha eletti il popolo!"; oppure "il popolo è quello cui dobbiamo rispondere" e altre amenità del genere. Ma soprattutto mira a consolidare il proprio potere al di là e al di sopra della legge e lo fa con parole d'ordine di facile comprensione e con la complicità/servilismo dei media del mainstream, fa un'uso spregiudicato dei valori tradizionali, che tali non sono, perchè rimane nel vago e si nasconde anch'essa deitro una religiosità di facciata e di propaganda mentre il suo unico e reale obiettivo è fare profitto e salvare i propri referenti economici e sociali. Insomma siam messi male e lo siamo per molti decenni dei prossimi anni e ricordare "un" 5/11 di qualche secolo fa può aiutare a capire com'è facile, anche non volendolo, farsi "zimbelli" e utili idioti di chi si vuole combattere e/o avversare. In ogni caso quel 5/11 da una lezione e una sola: che il simbolo è una forza per chi crede e un pericolo per chi ha paura di chi crede perchè chi crede ha una qualche certezza mentre chi lo avversa pensa, spesso, solo al proprio profitto e ha bisogno di un parco buoi e non certo di pensatori e creatori di miti e simboli "pericolosi"!!

test velocità

Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL

Il Bloggatore