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mercoledì 21 giugno 2017

Terremoto le promesse mancate (GIULIANO FOSCHINI E FABIO TONACCI)



In strada il 92% delle macerie e poche casette consegnate La ricostruzione nel caos.
ASASHA avevano detto che entro sette mesi avrebbe avuto una casetta di legno. Proprio lì a Visso, il suo paese distrutto. Era novembre. Sasha, oggi, vive ancora in una roulotte. A Marco, 11 anni, avevano detto che la sua classe sarebbe rimasta unita, che non avrebbe perso i compagni di scuola: a settembre, per il secondo anno di fila, ne conoscerà di nuovi sulla costa adriatica. A Enzo, allevatore di Castelsantangelo sul Nera, avevano detto che gli avrebbero portato una nuova stalla. Sta per iniziare la prima estate del dopo terremoto, e le sue bestie dormono in quel che rimane della vecchia.

Avevano promesso. Le istituzioni avevano promesso. Il governo Renzi prima, il governo Gentiloni poi, i governatori regionali. Tutti. Hanno fatto credere agli abitanti del cratere più vasto della storia del nostro Paese – 131 comuni in quattro Regioni – che “presto” sarebbero tornati a una vita, tutto sommato, accettabile. Che “presto” sarebbe finita. Dieci mesi dopo, invece, non è nemmeno cominciata: le macerie sono a terra, di casette ne sono arrivate pochissime, la ricostruzione è un miraggio.
Una volta c’era “il modello Bertolaso” che, in nome della rapidità, calpestava regole e aggirava i controlli: la somma urgenza invocata per qualsiasi cosa, i Grandi Eventi, le deroghe, le ordinanze di Protezione civile firmate direttamente dal Presidente del consiglio. E abbiamo visto con quale facilità si sono inseriti speculatori e corruttori all’Aquila, al G8 della Maddalena, ai mondiali di nuoto del 2009. Ora, in una sorta di contrappasso, siamo precipitati nel “modello Burocrazia”: il cavillo, la carta bollata, l’indecisione spaventata di chi negli enti pubblici pretende dieci autorizzazioni anche solo per puntellare un muro. «Non si può fare più in fretta», vanno dicendo a Roma i tecnici della Struttura di Missione della Presidenza del consiglio. «Le normative sono quello che sono e il cratere è troppo grande». Sventolano mappe, leggi, ordinanze. Fanno confronti. «Ci sono 208.000 abitazioni da verificare e non abbiamo ancora finito: dopo il terremoto dell’Aquila ne avevamo 75.000, in Emilia 42.000. Vi rendete conto?»
UNDICI PASSAGGI PER UN PREFABBRICATO
«Vi rendete conto?», si chiede il sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini. Per accedere alla zona rossa del suo paese deve attraversare una capanna accanto alla pasticceria vissana. «In sette mesi dovevano arrivare le casette di legno », mormora. «Mica me lo sto inventando, c’è scritto sul sito della Protezione Civile. Sapete quante ne abbiamo viste a Visso? Zero».
Sulle casette antisismiche le promesse si sono frantumate, fin da subito. «Entro Natale daremo le prime venti ad Amatrice», dichiarò il 23 settembre l’allora premier Renzi. Le famiglie amatriciane le hanno avute a marzo. Finora ne sono state ordinate 3.620 in 51 comuni del cratere. Consegnate? Appena l’8 per cento: 296 in tutto, e quelle effettivamente abitate (188) sono soltanto in due comuni, Amatrice e Norcia. Il “modello Burocrazia”.
Come un rosario, Pazzaglini sgrana la farraginosa procedura imparata a memoria. «Il sindaco deve stabilire quante casette servono, poi individua le aree dove metterle, poi la Protezione civile deve valutarle, poi interviene il genio civile regionale, poi si passa all’esproprio, poi la società incaricata disegna il layout, poi il layout deve essere autorizzato in municipio, poi torna in Regione, poi la Regione dà l’incarico per la progettazione, poi il progetto passa all’Erap (Ente per l’abitazione pubblica, ndr) di Pesaro e infine la gara la fa l’Erap di Macerata… ». Si contano almeno undici passaggi. E una selva di sigle, dentro cui si perde chi sta provando a rialzarsi dopo il sisma: Sae, Map, Dicomac, Aedes, Fast, Erap, Mude, Mapre, Cas. «A gennaio ho comunicato che mi servivano 225 casette: sei mesi sono passati e niente si muove».
NORME MODIFICATE TRE VOLTE AL MESE
Siamo ancora nella fase uno del post terremoto, quella dell’emergenza, sotto la responsabilità condivisa della Protezione Civile e dei governatori di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Si muovono all’interno della cornice del decreto legge 189 del governo Renzi, già modificato tre volte: dal successivo decreto Gentiloni, dalla finanziaria e dalla recente “manovrina”. E si devono districare tra le 29 ordinanze firmate dal Commissario straordinario alla ricostruzione Vasco Errani, dieci delle quali intervenute a cambiare le precedenti. Come nel caso delle casette di legno, quando si sono accorti che l’iter era troppo lungo. «Con le norme che mutano due-tre volte al mese la ricostruzione non si farà mai», si lamenta Marco Rinaldi, ingegnere ed ex sindaco di Ussita, dimessosi dopo un avviso di garanzia ricevuto per un’indagine che non c’entra col terremoto. «A Roma devono capire che qui c’è stata la Seconda guerra mondiale».
Quest’ansia di non farcela è stata raccolta dall’Anci e dal suo presidente, Antonio Decaro, del Pd, che ha chiesto al premier Gentiloni un incontro urgente. «I ritardi accumulati sono troppi. Se neanche a settembre le casette dovessero essere pronte le famiglie saranno costrette a iscrivere i figli in scuole diverse e lontane per il secondo anno di fila. Così le comunità si perdono, non torneranno più».
SOLO L’8 PER CENTO DI DETRITI RACCOLTI
Come fanno a tornare, se per strada hanno i frantumi delle case crollate? Secondo una stima per difetto ci sono 2,3 milioni di tonnellate di macerie da rimuovere: da quel 24 agosto, quando il primo terremoto distrusse Amatrice e Accumoli, la macchina dell’emergenza è stata in grado di portarne via 176mila e 700, meno dell’8 per cento. Nel Lazio hanno cominciato a novembre: rimosse 98mila su un milione; in Umbria 3.700 su 100mila; in Abruzzo 10mila su 100mila. Nelle Marche sono partiti solo ad aprile. Ad oggi hanno raccolto appena 65mila tonnellate su un milione. Il 6,5 per cento del totale.
Nelle province di Macerata, Fermo e Ascoli, le più colpite dalla scossa del 30 ottobre (6.5 gradi, la più forte degli ultimi 37 anni), si procede a passo di lumaca. Per dire: ci sono voluti cinque mesi e sette autorizzazioni perché la Conferenza dei servizi autorizzasse la ditta Htr a portare macerie nel sito di stoccaggio di Arquata. Htr vince l’appalto a novembre, i camion si sono mossi ad aprile. Accanto a questa lavorano due aziende pubbliche che si occupano di rifiuti: Cosmari nel Maceratese e Picenambiente nell’Ascolano. È una precisa scelta del governo, che ha equiparato le macerie a “rifiuti urbani non pericolosi”, dunque scommettendo sugli operatori che normalmente si occupano della spazzatura. Prezzo medio: 50 euro a tonnellata. Giuseppe Giampaoli, direttore della Cosmari, nonostante tutto è ottimista. «Entro il 2018 ce la faremo». Al momento nelle Marche viaggiano a un ritmo di 1.200 tonnellate al giorno: a spanne serviranno non meno di due anni e mezzo. «Ma a regime raggiungeremo le 2.000 tonnellate », promettono dalla Regione. «Il nostro territorio è a forte rischio idrogeologico, motivo per cui si è faticato a individuare aree idonee dove mettere casette e macerie».
CERCASI PERSONALE DISPERATAMENTE
Sono, e saranno, mesi di superlavoro. Per questo il decreto Renzi ha previsto una norma ad hoc per aiutare i municipi più piccoli: l’articolo 50 bis autorizza l’assunzione di 350 persone a tempo determinato, da dividere in quote fra le varie amministrazioni. Sembra facile, invece è complicato. Il decreto infatti impone di scegliere i nomi attingendo alle graduatorie pubbliche vigenti, seguendo la procedura ordinaria che tutela la trasparenza e che però, declinata nel cratere, si è rivelata un ostacolo. La spiega così Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice: «Mettiamo il caso che mi serva un geometra e che sia disponibile a venire qui uno che è classificato cinquantesimo nella graduatoria a Roma. Prima di prenderlo devo mandare un telegramma, a 6 euro l’uno, agli altri 49 e aspettare la loro risposta. Se qualcuno si oppone, si blocca tutto. Ancora: per ogni assunzione serve un Rup, responsabile unico del procedimento. Ma un funzionario comunale per essere Rup deve avere almeno dieci anni di anzianità. E dove li vado a trovare? In comune ho 14 posti scoperti che non riesco a riempire». Un’alternativa sarebbe pescare tra i 350 collaboratori assumibili durante l’emergenza, come previsto dal governo. Ma, fanno notare dall’Anci, si tratta di contratti co.co.pro che scadono il 31 dicembre e in pochi li hanno già firmati. «Non avranno neanche il tempo di realizzare dove si trovano».
A RISCHIO CINQUEMILA CONTRIBUTI
Fin qui la gestione dell’emergenza. Ma la fase due? La ricostruzione di prime e seconde case è diretta responsabilità del Commissario Errani. Con le macerie a terra e le zone rosse sigillate, è prematuro anche solo parlare della rinascita dei centri storici più devastati. Per i danni lievi, invece, il timore è che qualcuno possa perdere il treno dei contributi statali.
Per averli infatti bisogna presentare una domanda allegando lo stato dell’immobile (la famigerata scheda Aedes). I tecnici della Protezione civile hanno fatto 184.700 sopralluoghi su 208.000 case da verificare: ne mancano 23.000, di cui 19.200 nelle Marche. «Senza la scheda, niente contributi », spiega Paolo Vinti, presidente dell’Ordine degli architetti di Perugia. «Il tempo stringe perché il termine scade il 31 luglio 2017. Siamo stati fermi per nove mesi, a studiare ordinanze che cambiano di continuo. Solo a maggio siamo partiti coi rilievi per i progetti di ristrutturazione e i comuni non sono in grado di fornirci le relazioni geologiche. È impossibile farcela». Trentuno luglio 2017, manca un mese. «Quella è solo una data indicativa», sostengono i tecnici della Presidenza del consiglio. E però l’ordinanza 20 del 7 aprile recita: «Il mancato rispetto del termine determina l’inammissibilità della domanda ». Stando così le cose, una stima approssimativa dei sindaci calcola in cinquemila le pratiche a rischio esclusione. «Se sarà necessario, emetteremo un’altra ordinanza e adegueremo i termini », tagliano corto dal governo. Comunque sia, un pasticcio. Come quello di far pagare le imposte di successione sui ruderi ereditati, per cui Pirozzi minaccia di riconsegnare la fascia di sindaco se il governo, come però ha promesso ieri, non modificherà la legge.
ISTITUZIONI SENZA FIDUCIA
Nel cratere, è evidente, c’è bisogno di ricostruire anche la fiducia nelle istituzioni, e puntellare i palazzi non sarà sufficiente. Errani ci sta provando, con un pacchetto di norme all’avanguardia per disciplinare la ricostruzione. Ma quello è il domani.
Articolo intero su La Repubblica del 20/06/2017.

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.. e se lo dice repubblica..

sabato 11 marzo 2017

Volkswagen Italia regala le auto...e gli italiani ci cascano! Gli analfabeti funzionali e.....

dal blog di alessio


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Decine di migliaia di persone hanno condiviso un post chiaramente fasullo dove si diceva che sarebbero state regalate 800 mila auto Volkswagen per San Valentino semplicemente condividendo il post e scrivendo il colore dell'auto. Il post si concludeva con tanto di firma finale della persona che solitamente fa queste bufale, Ermes Maiolica.

Il post è stato condiviso circa 100 mila volte, arrivando nelle bacheche di mezza Italia!

Questa vicenda dimostra chiaramente come siamo uno dei paesi con più analfabeti funzionali del pianeta e come mai al potere in questi anni ci sono finiti sempre delle persone che pensavano ai loro interessi e non al popolo portando il paese sull'orlo del fallimento.

Ecco la drammatica situazione:ne:



... il resto sul blog di alessio al link suindicato.
 

martedì 9 aprile 2013

paralleli storici: 1976 = 2013?

C'è un paradigma che sostiene: la storia non si ripete mai allo stesso modo perchè procede in linea non retta... e allora perchè il Capo dello Stato vi ha fatto riferimento? E perchè subito i media, tutti, vi si sono buttati subito sopra al galoppo sostenendo la liceità dell'inciucio in nome di un parallelo con una situazione storica completamente diversa, in un altro mondo e in un altra Italia? E perchè poi è partito dallo stesso Capo dello Stato e dai media ai pentastellati rispolverando il vocabolario di prima delle elezioni con i termini "populismo" ecc.?
Già perché?
Forse perchè devono solo fare fumo mentre l'arrosto lo sta cucinando l'Alto Colle a fuoco lento e che ci verrà servito quando le giuste condizioni si saranno avverate? Io una spiegazione ce l'avrei... vediamo se siste d'accordo.
A mio parere il problema non è Bersani, che alla fine si piegherà (o si leva di torno o si rassegna a fare da passacarte altrui), ma il popolo del pd che dovrà non solo "capire" la mossa di oggi ma pure il voltafaccia post elettorale  e una sorta di alleanza con l'avversario di sempre (mentre sperano sempre che i pentastellati cambino idea, e si sbagliano eccome se si sbagliano.. a meno di "tradimenti" non ci sono speranze).... si dovrà passare da un governo, puramente teorico, a guida pd a una grande alleanza in salsa tutta politica con il pdl: naturalmente con tutte le garanzie di immunità e impunità per il capo di quel partito (senatore a vita, per esempio) e con un nuovo Capo dello Stato che non gli sia ostile (mentre si fanno i nomi ufficiali, che so la Bonino o Prodi, in realtà quelli davvero valutati sono altri ...... Finocchiaro, Amato e soprattutto Marini che sono i veri candidati e che devono avere l'imprimatur dei vari personaggi coinvolti.. non solo nazionali ma soprattutto europei; infatti non è un caso il viaggio di mr. euro a roma, ufficialmente per i debiti da pagare della p.a. di cui non frega nulla a nessuno perchè saranno bilanciati dai soliti tagli lineari a ministeri, regioni, sanità, servizi, ecc. nessun problema da questo punto di vista.. tanto si dovrà fare una manovra aggiuntiva di tagli per 50 mld, che vuoi che sia aggiungerne altri 40 per quest'anno per pagare i debiti pregressi e non pagati dai politici sia perchè son incapaci sia perchè hanno clientele da ingrassare e mazzette da incassare a spese nostre...) quindi condiviso obtorto collo dal pd stesso, anche in nome dell'europa perchè non vogliono certo che i "rivoluzionari" pentastellati rompano le uova nel paniere della cannibalizzazione tedesca a scapito nostro (e dei greci, dei ciprioti e ora degli sloveni e prima di irlandesi, spagnoli e portoghesi) e diano respiro e dignità al paese italiota: il che significa che ancora una volta il pd si farà carico dei guai altrui e ne pagherà lo scotto sia in termini di moralità ed etica che in termini elettorali e nel secondo caso già ora la emorragia di voti continua, aspetate le prossime elezioni e vedrete.... altro che Renzi nemmeno un messia li potrà aiutare e tutto ciò Bersani lo sa e sa che non è vero che Renzi sia il salvatore del partito ma solo l'ennesima convulsione epilettica di un partito che somiglia sempre di più a un coacervo di interessi che si tengono insieme solo per la manna che scende dal cielo e che si sposta a destra del panorama politico destinato a diventare solo testimone del proprio disfacimento incapace com'è di uscire dal circolo vizioso nel quale 20 anni fa si è cacciato.... un esempio? lavoro in un ufficio dove tanti votano proprio per questo, cosiddetto, partito: alcuni lo fanno perchè son ex-dc, altri lo fanno perchè non sanno fare altro nonostante siano 20 anni che ingoiano rospi grossi come buoi ma ogni volta si illudono che almeno una virgola cambi e invece ogni volta sono disillusi, ogni volta.... da prodi a oggi non è che un mugugno continuo conseguente alla ennesima illusione e così via senza soluzione di continuità, anzi mal sopportano di essere messi di fronte allo specchio, reagiscono molto male ve lo assicuro: nonostante siano ex ceto medio benestante non riescono ancora a capire che stanno scivolando verso il basso sempre più velocemente eppure tornano sempre a casa.. in pratica sono la personificazione del dilemma piddino... come faccio a mantenere in vita il mitico "ufficio complicazioni affari semplici"?

domenica 17 marzo 2013

non cadere in trappola...

Se é vero che il voto di parte dei 5S, pare i siciliani, a favore di Grasso ha creato montagne di discussione e polemiche, compresa una dura reprimenda da parte di Grillo, (che si può comprendere perché l'espressione di voto è stata sofferta e molto) ora però non ci si deve fermare perché arrivano altre due scadenze importantissime: la Presidenza della Repubblica e la nomina, e la fiducia, del Presidente del Consiglio.
I giochi di riposizionamento sono già iniziati, così come le trappole sono state messe, e non ci si può fermare a pensarci su troppo.. la situazione è al limite e la gente non capirebbe altre fratture e indecisioni; non si può essere indecisi né farsi prendere dagli scrupoli di coscienza: si deve decidere e preparare la mossa con grande attenzione perché le volpi dei partiti, senza voler offendere quei nobili animali che sono le volpi, sono pronte nell'ombra per cogliere le indecisioni e infilarcisi decisamente e per creare un cuneo e le premesse per spaccare il movimento dei cittadini.
Oggi Grillo ha lanciato un segnale: niente gioco del dalemone, e non potrebbe aver più ragione (perché se é vero che ci siamo evitati i vari franceschini e finocchiaro e al loro posto abbiamo boldrini e grasso é anche merito del 5S) ora non si può più dubitare sul fatto che nella cariche che contano davvero la partitocrazia giocherà duro e cercherà d'imporre i propri di nomi proprio contando sull'effetto "rifondazione (il prc appoggiava l'ulivo e fu incatenato alle riforme che quel governo propose, ad esempio la legge treu che tanti danni ha fatto, in nome dell'idea, del tutto errata, che l'alternativa era mr.B .. non a caso prc é praticamente sparito....)" e contemporaneamente tratta nel proprio ambito sui nomi veri da proporre/imporre a 5S con il classico "prendere o lasciare" dietro cui si nasconde in realtà altro, ossia il solito giochino degli scacchi che vede torri e cavalli andare in avanscoperta e venire sacrificati per permettere ai re, o alle regine, di fare le mosse giuste e dare scacco matto non solo a 5S ma al paese intero. Mai come ora il rischio é grosso:
  1. Il Capo dello Stato nomina, il Presidente del consiglio; 5 giudici della corte costituzionale ecc. per fare degli esempi è anche capo del consiglio supremo di difesa;
  2. a sua volta il Presidente del consiglio è il timoniere del governo che si presenterà alle camere su un programma sulla base del quale governerà per i successivi anni e determinerà il futuro di questo paese e la sua uscita dalla crisi
due figure fondamentali come ben si capirà, quindi: che fare?
Ipotesi 1
5S sta al gioco e di conseguenza determina e influisce sulle nomine proponendo nomi e stringendo su essi;
Ipotesi 2
oppure se ne sta fuori e fa l'antisistema ma lascia campo libero alla partitocrazia di darci per i prossimi anni due esponenti del proprio personale politico che potranno fare il proprio comodo a spese nostre?
Non é facile lo so scegliere: si tratta di tattica politica... una cosa che, al momento, sembra difettare un pò ai cittadini eletti.... forse per paura dei cittadini o forse per inesperienza non lo so.
Non a caso Grillo l'ha detto chiaro chiedendo una smentita sulla voce del conte max alla presidenza della repubblica perché a quanto pare lo schema originario era lui a capo di stato, mr.B o ministro di qualcosa o senatore a vita, schifani al senato e un pd alla camera e forse monti, o simil tale, al governo di nuovo..... un incubo; insomma già quello schema é in parte rotto con l'arrivo di Grasso e Boldrini, grazie a 5S, ora però c'è la possibilità di romperlo definitivamente con una forte iniziativa dei 5S; l'ho proposto anche sul blog di Grillo: assumere l'iniziativa, sulla base del programma del movimento, fare nomi e su quelli impostare la discussione (temo che come per le assemblee di una volta sarà dura anche solo farsi ascoltare)... una discussione che parte dal "prendere o lasciare" e non arriva oltre essa perché o queste due cariche vanno a persone degne di esse e che hanno la fiducia dei cittadini o ... possono fare quello che vogliono ma rimarranno con il cerino acceso di fronte ai loro elettori e ne risponderanno ad essi; il che significa: alle prossime elezioni M5S oltre il 30% e bye bye agli altri e a quel punto non ce n'è per nessuno perché il governo se lo faranno i cittadini e sulla base del proprio programma seguiranno una linea politica, qualunque sia... la cosa importante é NON restare noi cittadini con il cerino acceso!
 

sabato 16 marzo 2013

li habemus anche noi

ne habemus due, ne mancano altri due ma ci si sta lavorando...


laura boldrini
non devo certo presentarla io; la terza donna che, in tutta la storia repubblicana, presiederà la terza carica dello Stato e con pieno merito: é una degna persona per una tal carica e una donna che é sempre stata in prima linea nella quotidiana guerra per aiutare i rifugiati. Una scelta migliore non poteva esser fatta a mio parere, nulla da dire e stavolta secondo me, anche se non ce n'era bisogno perché il il pd non ne aveva bisogno, M5S poteva comunque dare un segnale senza per questo contaminarsi con la partitocrazia...

diverso discorso va fatto per quanto riguarda Pietro Grasso. Qui l'esito era incerto, e il personaggio, anche se importante figura della lotta istituzionale alle mafie, da adito a critiche,  di cui, una, fortissima é quella del fratello di Borsellino che gliene ha dette di tutti i colori.... (tipo quella che il governo della destra populista aveva dato un grosso contributo alla succitata lotta), dicevo qui il personaggio é più controverso e non é un caso che M5S ha faticato e si é trovato nelle peste: alla fine libertà di coscienza, tutto pur di non far votare l'altro molto meno presentabile, ma molto meno... qui siamo al male minore, ma tutto fa...

Che dire.
Per "la" Presidente nessun dubbio, andava votata; mi piace la sua storia, mi é piaciuto il suo discorso e mi son piaciuti i suoi riferimenti agli argomenti che gli stavano a cuore come stanno a cuore a me e spero a molti: donne, rifugiati, esodati ecc. nulla da dire ha le idee chiare e se ce ne sarà il tempo credo che il sarà un Presidente che lascerà la sua impronta ne ha le qualità e le capacità di esser pari alle due donne che l'hanno preceduta......
Per l'altro Presidente, seconda carica dello Stato, personalmente non avrei mollato: avrei tenuto duro e stretto i denti, anche a costo di far eleggere altri perché é si uomo delle istituzioni ed é anche meno coinvolto di altri nella partitocrazia ma alcune sue dichiarazioni del passato, di cui ne cito più su una a titolo di esempio, hanno lasciato il segno: devo dire che nel suo di discorso ha detto cose interessanti e fatto riferimenti importanti (teresa Mattei in primis.. chi é? leggete su wikipedia; la moglie dell'agente della scorta, ne ho un ricordo straziante, che in quella chiesa disse cose pesantissime non solo ai mafiosi, e ci andò leggera ... io avrei detto altro, ma anche sullo Stato, ricordate? "lo Stato ..... lo stato e un sospiro" disse tutto.. giudizio, condanna senz'appello nulla da aggiungere; soprattutto perché é venuto fuori che ci fu una trattativa fra Stato e mafia e che le opposizioni sapevano e non la denunciarono come avrebebro dovuto per salvare qualche dc compromesso il cui prezzo fu la morte prima di Falcone e poi, l'agnello sacrificale, Borsellino) nonché fortemente vive nella memoria della gente.. di quella gente che non ha memoria, però... la linea Bersani ha vinto: se non si sta attenti qui si ricrea lo stesso schema del primo decennio del 2000 ossia il pd al centro, allora si chiamava ulivo, e (in nome di una malintesa ragion di stato, la sinistra costeta a difendere il governo ulivista e a ingoiare riforme come quella Treu contaminandosi con un virus che porterà alla sua sparizione, ricordate? Spero che M5S non cada in questa trappola, anzi spero vivamente che se ne tenga ben lontano dal pantano nel quale rischia di ritrovarsi se ogni volta dovrà soccorrere il governino bersaniano.... staremo a vedere. Di sicuro stasera qualche decine di migliaia di voti li ha persi con il sostegno a Grasso, speriamo che non diventino una emorragia..
il pd vuole fare un Governo, in modo che possano dire "abbiamo un governo"? Lo faccia e presenti un programma credibile per i cittadini, poi si vedrà: come in sicilia con crocetta passo dopo passo, proposta dopo proposta, giorno dopo giorno si vedrà ma non deve esserci commistione perché qui non si tratta di decidere se dare dei soldi o meno agli studiosi di storia delle cipolle ma di decidere se fare di questo paese un paese normale e a sovranità piena o una semplice colonia del nord europa ricco con dei governatori che si limitano solo a registrare e ad applicare le direttive "superiori" che arrivano man mano.
I punti il pd li conosce:
  1. legge anticorruzione;
  2. eliminazione del finanziamento pubblico dei partiti.... e all'editoria;
  3. cancellazione della Gasparri;
  4. ineleggibilità dei concessionari....;
  5. reintroduzione del falso in biancio;
  6. taglio a tav, f35, sommergibili, a scuole private e sanità privata e dirottamento delle risorse risparmiate sul pubblico;
  7. acqua pubblica e wifi gratis... ecc. ecc.
si presenti con quacosa che va in questa direzione e se ne discuterà, sennò meglio votare a luglio e mandarvi davvero tutti a casa...

domenica 17 aprile 2011

Anche in finalndia...

i nazionalisti finlandesi terzi, euroscettici naturalmente, arrivano e già si vede il piglio diverso con cui questo paese affronterà il futuro. Non poteva continuare così: la UE ha fallito. Ha fallito nel sogno dei grandi padri dell'europeismo (Albertini, Spinelli, ecc.) tradendone le idee e i progetti. Ha fallito anche la versione di chi teorizzò una espansione a magma (si facevano accordi dove si poteva poi si debordava in altri campi). Ha fallito la sua versione liberista e monetaria (bé quest'ultima era nell'ordine delle cose perché un sistema basato tutto sull'individuo - e sui suoi comportamenti sul cosiddetto mercato - e sul debito da cui rientrare non poteva non fallire). Cosa ne rimangono? Macerie istituzionali (Parlamento che non serve a un tubo o solo ad aggravare il conto da pagare per i cittadini; Commissione preda del Consiglio d'europa) e sociali: c'era quasi d'aspettarselo che prima o poi i popoli, e non i governi, si sarebbero voltati da un altra parte, segnatamente verso chi gli promette che i soldi rimarranno dove sono e non ci saranno interferenze esterne: poteva essere altrimenti? No, perché la lotta fra Stati forti e deboli era diventata una farsa dove da un lato avevamo la Germania, la Francia e l'Inghilterra ceh mirano ad egemonizzare dall'altra gli altri (noi compresi anche se nelle ultime posizioni visto i personaggi che ci ritroviamo fra i piedi) che pagano il conto e hanno perso la propria autonomia avendo di fronte due strade (o bere l'amaro calice (sottostare ai diktat dei forti) o affogare nel debito) hanno scelto la terza: mandare al diavolo i 70 anni di pace e ripiegarsi su stessi sperando che i danni non soverchino troppo i guadagni attesi. Avevano alternative? A mio parere no dato che l'unico organo che eleggevano direttamente era il Parlamento che è poco più di una pletora. Si sarebbe dovuta prendere prima un altra strada: si sarebbe dovuto rinunicare agli egoismi di classe e di casta prima di dar vita a trattati che erano cappi al collo e non carte costituzionali di diritti, doveri e facoltà: un esempio? L'ultimo trattato, doo la crisi finanziaria, che prevede il fondo salva stati, in realtà salva banche (guarda caso tedesche, francesi, inglesi), che dovrebeb intevenire per "aiutare" e che invece fa esattamente il contrario ossia li affoga di tagli, ritagli e frattaglie a spese del contribuente nazionale che non vede mai l'uscita dal tunnel; in più prevede anche il cosiddetto rientro nei parametri prestabiliti (ad esempio nel nostro caso se la crescita, si fa per dire, é inferiore al 1% ci vogliono manovre da 40 miliardi di soli tagli; se invece é fra l'1% e il 2% manovre di tagli di 20 e così via........ e dato che il nostro governo ha detto che per ora va tutto bene si é impegnato a che a partire dal 2014 se le cose non vanno lisce dovrà attuare il meccanismo pena sanzioni, se questo non è un cappio al collo...... ironia della sorte è probabile che ci sia un altro governo allora e le rogne saranno sue!!!) pena sanzioni durissime che rendono i tagli una manna dal cielo. E' questa l'europa che ci avevano descritto? No, naturalmente. Ma non é nemmeno il mercato che ci avevano raccontato dove tutti felici e contenti si collaborava senza retropensieri da nessuna parte..... in più aggiugiamovi anche le "situazioni" nazionali e il giochino al massacro é fatto: sempre nel nostro caso come si fa con una Istituzione che attacca tutte le altre per ragioni "personali" (ottenere quanto richiesto piegando tutto e tutti al proprio volere..... aveva ragione chi parlava di putinizzazione del paese) e punta a un dominio padronale del paese che verrebbe trasformato in una enorme holding dove tutto é in funzione dei vertici e non delle persone. Quanto dura un paese così? Infatti da noi la Lega e i vari capipopolo vanno alla grande e il paese si sta dissolvendo come neve al sole.......... Buonanotte Europa ....... Buonanotte Italia ........

lunedì 6 settembre 2010

Ammazzane uno .....

E' accaduto oggi quello che in altro secolo era una massima del più bieco stalinismo e, più recentemente, del terrorismo cosiddetto rosso (bisognerebbe rileggerli un pochino quegli anni e capire, fra le altre cose, se davvero i manovratori del terrorismo "rosso" erano della stessa parrocchia o di qualche altra meno rossa ma con altri scopi..): ammazzane uno per educarne cento! Angelo Vassallo, sindaco di Pollica è stato ammazzato con stile puramente camorristico. Chi era? Un Cittadino impegnato, tutto qui. E' una lezione questa che ci viene impartita: chi s'intromette fa questa fine; tutto chiaro, purtroppo. Non si vuole che i comuni mortali entrino in cose più grandi di loro e non si vuole c he mettano i bastoni fra le ruote di chi ha interessi economici, e probabilmente politici, in ballo e non ammette che qualcuno possa intralciarli. E' l'immagine del nostro paese oggi, ossia chiunque volesse intromettersi è avvisato: o scende a patti o muore. Le istituzioni? Tante le parole e le prese di posizione, ma poi? In un contesto dove le forze di polizia sono depotenziate e dove la magistratura è delegittimata e attaccata chi ha compiuto questo crimine forse verrà anche rintracciato e messo in galera ma il messaggio di fondo è passato ovvero che per chi resta nella legalità sono tempi durissimi e rischia la vita in prima persona se entra laddove non ce lo vogliono. Non è il primo (la lista è lunghissima e risale agli albori dell'unità del paese) e non sarà l'ultimo e, vista l'aria che tira, credo che le persone oneste sempre di più si ritrarranno dalla politica e dalle istituzioni: chi ha interesse a rischiare la pelle se basta "solo" mettersi sotto l'ala protettiva del potente corrotto o corruttibile o al limite riformista (significa che scende a patti) che nel grande gioco ai quattro cantoni in cui è arenata la Repubblica fa finta di nulla (se è un avversario) e s'indigna o parla di attacco se è della propria parrocchia: ma di varare leggi severe neppure a parlarne e nessuno di loro realmente crede in quel che dice. Ci sono eccezioni ma come superano la sottile riga creata dal cosiddetto garantismo o vengono definiti "comunisti" o giustizialisti e sono messi da parte a fare da sfondo rumoroso e a malapena sopportati. C'é bisogno di riforme? Verissimo; in primis bisogna riformare la politica e, duole dirlo, ha ragione Fini quando parla di codice etico perché qui le questioni son due: o si convive con la malavita o la si combatte. Non ci sono mezze vie o mezze scelte soprattutto quando a morire sono cittadini che lottano e si trovano sempre più spesso soli, dannatamente soli...... Non ho parlato della società civile? Non ho parlato di quei cittadini che ogni giorno combattono? Ne ho parlato delle associazioni contro le mafie? E perché mai avrei dovuto farlo? Senza il fattivo supporto dello Stato e senza leggi realmente incisive hanno solo il ruolo di testimonianza (così come lo Stato fa solo il conto dei morti e dei feriti) ma nulla di più: si fa qualcosa e si dice molto, ma poi? Nulla finché ci sono i Saviano sotto scorta e politici collusi a piede libero e liberi di continuare gli affari, così come a nulla servono le varie società "civili" se ci sono esaltatori delle varie omertà e poliziotti che sono minacciati perchè qualche famiglia li ha individuati e ne minaccia la vita propria e della propria famiglia!!
Sia chiaro. Si scopre, poi, magari che è stato ucciso per altri motivi forse futili ma il problema rimane: un cittadino qualunque che voglia partecipare è incentivato davvero a farlo?

venerdì 17 ottobre 2008

il lato italiano della crisi

La crisi finanziaria internazionale che stiamo vivendo, la peggiore dal 1929, e che ha determinato la fine del modello liberista (a proposito: AAA CERCASI CONVINTO LIBERISTA CHE DIFENDA IL MERCATO E LE SUE "LEGGI" IN EPOCA DI CRISI ) ma non del mercato capitalistico nè tantomeno di chi a tutti i costi vuole introdurre, spacciandole per riforme, elementi di liberismo e di privatizzazione soprattuto nel nostro paese. Ha inziato questo processo il centro-sinistra nel 1990 e l'attuale destra lo sta portando, pervicacemente, a termine. I campi d'intervento sono stati moltissimi e hanno in paratica rotto i vincoli sociali preesistenti da un lato e dall'altro allargato in maniera inconcepibile la forbice fra straricchi ed il resto della popolazione, ma con una variante: non ci siamo minimamente avvicinati al sistema americano ma bensì, ed in maniera considerevole, al Sud del continente americano, in pratica ad un vero e proprio far west in salsa italiana. Naturalmente essendo l'Italia un paese sostanzialmente democratico, con una bella vena corporativa che ora è emersa, ci sono, e ci sono state, delle resistenze ma furono vinte con contropartite di potere e compartecipazione: ecco allora che i sindacati mollarono praticamente su tutto in cambio di potere e cogestione delle politiche industriali e sociali mentre nel frattempo dei lavoratori (gli unici che pagheranno fino ad oggi i costi del liberismo) veniva fatta man bassa in ristrutturazioni, riconversioni ecc. ed il loro potere d'acquisto crollava in misura verticale mentre proporzionalmente aumentava il tasso dei profitti. Di pari passo partivano i tagli draconiani nel settore pubblico (scuola, università, ministeri, sanità, pensioni, utility, comunicazioni ecc.) che avrebbero dovuto "modernizzare, ottimizzare, riformare ecc." il paese: in realtà si abbandonava, no meglio, si distruggeva tutto quanto costruito negli anni precedenti al solo scopo di creare spazio al cosiddetto privato, sociale o meno, ritenendo che potesse gestire meglio e laddove ciò non era possibile si privatizzava semplicemente "donando" al primo che passa: un'esempio la telecom che da azienda di stato monopolistica in un settore strategico per qualunque paese è diventata una parte di un'oligopolio con un qualcosa in più, ossia la proprietà della rete che da in affitto agli altri (unassurdo tutto italiano) e che è passata da un proprietario all'altro oguno dei quali l'ha lasciata un pò più povera. E come se non bastasse si sono create le condizioni non solo di eliminare lo stato sociale ma anche quei diritti che si ritenevano acquisiti come il diritto ad una pensione adeguata: infatti sono state tagliate mentendo sapendo di mentire quando affermavano che non si poteva tenere su un sistema pensionistico com'era definito perchè se si prendevano i fondi a sè essi erano, e sono, non in profondo rosso ma in "verde" se non fosse che essi erano stati sobbarcati dell'assistenza socialee del resto del welfare e come se non bastasse anche del risanamento del bilancio dello stato e, dulcis in fundo, legandoli all'andamento dell'economia cosa che significava che se essa andava male le pensioni scendevano verticalmente se andava bene aumentavano .... di poco. E che dire del lato privato delle pensioni? Dove sono finiti i contributi di quelle categorie che vi hanno aderito? Mica nei fondi strutturati, neh? Perchè nessuno ne parla? E si potrebbe continuare all'infinito tanti sono stati i campi d'interventi in cui i "riformatori" sono intervenuti facendo danni che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Ma la cosa che dovrebbe far pensare è: come mai anzichè porre in essere misure atte a salvare i redditi, soprattutto medio e medio bassi, si salvano banche? E come mai le categorie ch finora hanno beneficiato del bengodi italiano ora piangono lacrime di coccodrillo? Ma soprattutto perchè non si combatte l'evasione/elusione (palla al piede della società italiana favorita dalla politica e dalle lobby) e non si restituisce il fiscal drag? Si tenta a mio parere non di salvaguardare i cittadini ma i poteri forti alleati con la classe dirigente nel dissipare il poco di patrimonio rimasto di quella che fu l'Italia di un tempo in mod da lasciarci definitivamente in mutande come accaduto in Argentina dove i cittadini di quel paese non sono più nemmeno padroni della terra dove camminano .... Auguri Italia!!

giovedì 10 aprile 2008

Populismo e popolo: un binomio pericoloso

Non si sa più che dire e che fare pur di assicurarsi quel voto in più che può fare la differenza al Senato (dando per scontato che alla Camera uno dei due più accreditati vincitori abbia la meglio), anche dire amenità e fare l'elogio dell'omertà. A questo siamo arrivati. Ormai, ed è tipico dei paesi che sono in crisi di identità, non ci sono più limiti al parolaismo prolissico dove ad un generale disinteresse degli italiani, che hanno altro a cui pensare (un'esempio è l'aumento degli sfratti per morosità degli inquilini), fa da contrappasso l'accentuarsi dei toni da un lato e delle sparate dall'altro. Parafrasando uno slogan: di tutto di più. Di deliri di onnipotenza e di culto della personalità ne abbiamo piena la storia e vi dovremmo essere vaccinati: evidentemente qualcosa è andato storto nella produzione del vaccino dato che come sembra uno di questi due ci governerà.....................................

giovedì 17 gennaio 2008

Passato è il referendum: perchè non odo augelli far festa?

Al peggio non c'è mai fine si potrebe dire: e sembrea che nel nostro paese ne abbiamo fatto uno stile di vita e di governo. Sono anni ormai che si parla di democrazia bloccata (prima dalal conventio ad excludendum, ora dalla partitocrazia data sempre per morente ma mai defunta del tutto) di mancata maturazione politica e sociale, di Istituzioni politiche decotte, di populismo imperante ecc.: ma cosa si è fatto? Da parte della società civile molto: si è mossa ha fatto proposte, ha appoggiato i magistrati nella lotta alla corruzione politica, ha raccolto firme per i referendum ecc. poi, comunque, è sempre sbattuta contro il muro di gomma della rete di potere che soffoca il paese. Una rete fitta e quasi impenetrabile composta dal sodalizio politico/economico/finanziaro/lobbystico dove 1/5 (al massimo) della popolazione (fisica e giuridica) controlla tutto e lascia al resto le briciole e la frustrazione del rito del voto dove la scelta è SOLO fra i soliti noti variamente riciclatisi negli anni. Anche le conquiste civili oggi sono messe in discussione: 194 DOCET. Per non parlare dell'adeguamento agli standard dei paesi realmente civili: vedi class action che appena approvata la si sta già svuotando dei suoi significati più favorevoli ai cittadini lasciandone un guscio vuoto che non serve a nulla e nessuno. Ad ogni gomito della strada intrapresa nel 1948 il nostro Paese ha sperato in un cambiamento (non radicale, in fondo gli italiani sono dei paicioni e un pò qualunquisti e non amano, nella loro maggioranza, le svolte repentine e non hanno, ancora, perso l'ammirazione per un "Padre" che li guidi e li faccia uscire la mattina dall'ovile e la sera ce li riporti... ), un qualcosa che dia la spinta a modificare foss'anche una virgola la situazione ma ogni volta è stata rimessa al suo posto in certi in maniera soft in altre più rudemente ma sempre rimessa al punto di partenza. E' forte la resistenza e da quando la legge sul referendum è stata approvata non c'è stata legislatura che sia finita nel modo naturale: guarda caso ad ogni tornata referendaria finiva la legislatura, il che significa che il ceto dirigente mal sopportava che qualcuno, dall'esterno, mettesse becco pur avendone diritto. Ora siamo allo stesso punto di tante altre volte con un'unica differenza: alcune forze, in maniera opportunistica, spingono per l'istanza referendaria per far passare il proprio disegno politico e non certo ragionando in termini di milgioramento della condizione generale delal democrazia italiana. La politica entra in fibrillazione e si fanno i conti di cosa sia più conveniente per essa: far cadere il governo o aspettare il referendum. Un paese può essere gestito sull'onda delle proprie contingenze? .... E, come sempre, "le stelle stanno a guardare" i Gattopardi/Viceré nostrani che fanno fumo mentre la società, che ha altre priorità molto più reali ed urgenti, ogni giorno di più perde spazio democratico e qualità della vita.

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