giovedì 17 gennaio 2008

Passato è il referendum: perchè non odo augelli far festa?

Al peggio non c'è mai fine si potrebe dire: e sembrea che nel nostro paese ne abbiamo fatto uno stile di vita e di governo. Sono anni ormai che si parla di democrazia bloccata (prima dalal conventio ad excludendum, ora dalla partitocrazia data sempre per morente ma mai defunta del tutto) di mancata maturazione politica e sociale, di Istituzioni politiche decotte, di populismo imperante ecc.: ma cosa si è fatto? Da parte della società civile molto: si è mossa ha fatto proposte, ha appoggiato i magistrati nella lotta alla corruzione politica, ha raccolto firme per i referendum ecc. poi, comunque, è sempre sbattuta contro il muro di gomma della rete di potere che soffoca il paese. Una rete fitta e quasi impenetrabile composta dal sodalizio politico/economico/finanziaro/lobbystico dove 1/5 (al massimo) della popolazione (fisica e giuridica) controlla tutto e lascia al resto le briciole e la frustrazione del rito del voto dove la scelta è SOLO fra i soliti noti variamente riciclatisi negli anni. Anche le conquiste civili oggi sono messe in discussione: 194 DOCET. Per non parlare dell'adeguamento agli standard dei paesi realmente civili: vedi class action che appena approvata la si sta già svuotando dei suoi significati più favorevoli ai cittadini lasciandone un guscio vuoto che non serve a nulla e nessuno. Ad ogni gomito della strada intrapresa nel 1948 il nostro Paese ha sperato in un cambiamento (non radicale, in fondo gli italiani sono dei paicioni e un pò qualunquisti e non amano, nella loro maggioranza, le svolte repentine e non hanno, ancora, perso l'ammirazione per un "Padre" che li guidi e li faccia uscire la mattina dall'ovile e la sera ce li riporti... ), un qualcosa che dia la spinta a modificare foss'anche una virgola la situazione ma ogni volta è stata rimessa al suo posto in certi in maniera soft in altre più rudemente ma sempre rimessa al punto di partenza. E' forte la resistenza e da quando la legge sul referendum è stata approvata non c'è stata legislatura che sia finita nel modo naturale: guarda caso ad ogni tornata referendaria finiva la legislatura, il che significa che il ceto dirigente mal sopportava che qualcuno, dall'esterno, mettesse becco pur avendone diritto. Ora siamo allo stesso punto di tante altre volte con un'unica differenza: alcune forze, in maniera opportunistica, spingono per l'istanza referendaria per far passare il proprio disegno politico e non certo ragionando in termini di milgioramento della condizione generale delal democrazia italiana. La politica entra in fibrillazione e si fanno i conti di cosa sia più conveniente per essa: far cadere il governo o aspettare il referendum. Un paese può essere gestito sull'onda delle proprie contingenze? .... E, come sempre, "le stelle stanno a guardare" i Gattopardi/Viceré nostrani che fanno fumo mentre la società, che ha altre priorità molto più reali ed urgenti, ogni giorno di più perde spazio democratico e qualità della vita.

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