mercoledì 16 gennaio 2008

ParDem:polemiche e giudizi

In questi giorni, come si sa, si sta discutendo dello Statuto del ParDem e della sua struttura di partito e non mancano discussioni molto vive sia al suo interno che all'esterno e tutte miranti ad ottenere il massimo condizionamento del futuro assetto del partito. Dall'esterno esso rischia di trovarsi stretto dalla tenaglia, tutta politica, composta da un lato dalla gerarchia ecclesiale che spinge i cattolici del partito ad una più forte e marcata determinazione "indentitaria" sotto l'ala della crociata contro la modernità che la Chiesa sta facendo particolarmente nel nostro paese; dall'altro dai "liberi" pensatori che intervengono, sempre dall'esterno, nella discussione, legittimamente, esprimendo i propri pareri in merito all’identità e alla linea maestra che il partito dovrà tenere in futuro: molto forte è stata l’affermazione di qualcuno che ha parlato, sempre a proposito dello Statuto, di “un tuffo nel passato”. Dall'interno, invece, lo scontro è diverso e molto più marcato sull'aspetto strutturale che il partito deve assumere, e particolarmente: se esso deve strutturarsi in correnti oppure essere a carattere federale; il ruolo degli iscritti e dei sostenitori; che ruolo devono avere le primarie (ma soprattutto che peso hanno rispetto alla nomenklatura); il ruolo del Segretario (plebiscitario o nominato sì dalle primarie ma designato o investito dalla nomenklatura) ecc. E' significativamente importante, rispetto alle precedenti caratterizzazioni dei partiti della I° Repubblica, che la nascita di un partito sviluppi una tale mole di discussione ma l'impressione che se ne ricava non è quella della produttività della discussione quanto soprattutto dell’inutilità visto che tutto stranno giocando sia l'arte del compromesso che il Direttorio che in realtà decide su tutto e tutti. Se: alcuni commentatori parlano di "tuffo nel passato" (a proposito dello Statuto del partito con particolare riguardo ad alcune sue proposizioni); oppure gli esponenti cattolici sono spinti alla scelta fra l'appartenenza ideale e religiosa e la cittadinanza in uno Stato laico (anche se rispettoso delle prerogative religiose) allora si comprende subito che sotto il tanto fumo delle discussioni, l'arrosto sta realmente bruciando e nessuno fa nulla per evitarlo anzi sembra che la giacchetta tutti la stiano tirando e che se questo partito riesca a prendere forma e sostanza sarà solo una federazione di opportunità che una comunità politica d'intenti: un pò poco................
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